Augmented World
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News on Augmented Reality, Virtual Reality, Mixed Reality, UX/UI Designer, Internet of Things, Artificial intelligence, Quantum Computing, continually updated from thousands of sources around the net.
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The Future of Augmented Reality

A video demonstrating the possible future uses of mobile augmented reality and computer vision.

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Occhio, il futuro è già presente! –

Occhio, il futuro è già presente! – | Augmented World | Scoop.it
Il CEO di Mojo Vision, Drew Perkins, ha indossato per la prima volta il prototipo di lente a contatto in realtà aumentata. "Il futuro è molto più vicino di quanto la maggior parte delle persone pensi. Anzi, il futuro è già qui. L'ho visto. L'ho indossato. Funziona. È successo tutto nei laboratori di Mojo Vision…
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Google sospende l’ingegnere che afferma che la sua IA ha un’anima | THE ROUND

Google sospende l’ingegnere che afferma che la sua IA ha un’anima | THE ROUND | Augmented World | Scoop.it
Google ha sospeso un suo ingegnere – Blake Lemoine – dopo che quest’ultimo ha affermato che il Language Model for Dialogue Applications (LaMDA) dell’azienda avesse una coscienza e un’anima. LaMDA è un potente algoritmo di Google per la comprensione del linguaggio naturale, presentato durante...
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Riparare i PC con la realtà aumentata –

Riparare i PC con la realtà aumentata – | Augmented World | Scoop.it
Dell Technologies ha presentato una nuova applicazione di realtà aumentata (Dell AR Assistant) che guida gli utenti attraverso le procedure di manutenzione e riparazione di oltre 100 PC e server Dell in sette lingue diverse e con istruzioni passo-passo. Tutto ciò che serve è uno smartphone Android o iOS. L'app non richiede un login e…
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Covid and Big Tech are pushing Augmented Reality into modern healthcare

Covid and Big Tech are pushing Augmented Reality into modern healthcare | Augmented World | Scoop.it
Augmented Reality tech is helping hospitals to deliver better patient care while at the same time cutting down on Covid infection danger.
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LIKE BEAUTY IN FLAMES –

LIKE BEAUTY IN FLAMES – | Augmented World | Scoop.it
LIKE BEAUTY IN FLAMES is a new work by renowned artist Jenny Holzer that presents her signature text-based art through the medium of augmented reality (AR). This unique artwork, made exclusively for the Guggenheim Museum Bilbao and accessed through a standalone application for mobile devices, provides three distinct AR experiences—two site-specific works that engage the Guggenheim…
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HUA ZHIBING: LA PRIMA STUDENTESSA VIRTUALE CINESE

HUA ZHIBING: LA PRIMA STUDENTESSA VIRTUALE CINESE | Augmented World | Scoop.it
Hua Zhibing, la prima studentessa virtuale cinese sviluppata dalla Tsinghua University ha incontrato i fan giovedì quando ha aperto un account sulla piattaforma cinese Sina Weibo (sito di microblogging cinese). Nel primo post su Weibo, la studentessa virtuale di nome Hua Zhibing, ha salutato i netizen cinesi e ha detto che inizierà a studiare nel…
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EDP employs augmented reality to improve customer experience

EDP employs augmented reality to improve customer experience | Augmented World | Scoop.it
European energy company EDP has deployed a technology to enhance operational efficiencies, to better resolve customers’ issues, and to carry out remote site surveys prior to the installation of solar panels. The technology to be deployed is Vodafone Visual Assistance. It will be provided to consumers and field technicians in multiple EDP subsidiaries and will…
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Ubisoft e Renault realizzano un'esperienza VR per Symbioz

Ubisoft e Renault realizzano un'esperienza VR per Symbioz | Augmented World | Scoop.it

Cosa hanno in comune una società produttrice di videogiochi e una casa automobilistica? La passione per la realtà virtuale. Ubisoft e Renault hanno inaugurato una speciale collaborazione per realizzare insieme un’originale esperienza VR e portarla a bordo di un veicolo del tutto autonomo. Fantascienza? No, è il progetto Symbioz Demo Car.

Ubisoft porta la realtà virtuale sul veicolo autonomo di Renault
Symbioz è il nome del nuovo veicolo concept della casa francese, il primo prototipo funzionante connesso ed elettrico, concepito per essere autonomo sin dall’inizio. Ubisoft sembra essersi interessata parecchio al progetto di Renault, al punto da realizzare – in stretta collaborazione con la compatriota – un’inedita esperienza immersiva basata sull’utilizzo della realtà virtuale a bordo del veicolo.

La prima dimostrazione di questo progetto è stata data su una sezione di autostrada a nord di Parigi, dove Renault ha testato il suo prototipo in condizioni reali: è in tale occasione che Ubisoft ci ha messo il suo zampino.

Indossando il visore VR, il guidatore potrà distrarsi da ciò che lo circonda e cogliere l’occasione per rilassarsi, lasciandosi catapultare in un panorama futuristico e surrealista. Questa esperienza è legata alla riproduzione dei dati di navigazione dell’auto in tempo reale, quali le variazioni di velocità, i cambi di corsia e i veicoli circostanti, elementi che influenzeranno costantemente il nostro viaggio virtuale, migliorandone l’immersione e la sensazione di evasione.

Deborah Papiernik, VP senior New Business di Ubisoft, ha commentato così l’iniziativa nata tra l’azienda videoludica e la casa automobilistica:

“Questo progetto è un’opportunità unica per affrontare una sfida tecnica e creativa. Ubisoft è sempre lieta di collaborare con importanti leader di mercato internazionali per esplorare nuovi settori innovativi e arricchire il proprio know-how. La nostra collaborazione con il Gruppo Renault illustra chiaramente che il contributo dell’industria videoludica va ben oltre l’intrattenimento”.

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Magic Leap One, smart glass per la mixed reality

Magic Leap One, smart glass per la mixed reality | Augmented World | Scoop.it

La startup, fondata nel 2010 e finanziata da vari investitori, tra cui Google e Qualcomm, ha finalmente svelato il suo sistema per la mixed reality. Magic Leap One è composto da tre parti, una coppia di occhiali, un piccolo computer e un controller. L’azienda ha usato il termine “Creator Edition” per indicare il target principale, ovvero gli sviluppatori di contenuti. L’avveniristico gadget arriverà sul mercato nel corso del 2018.

Il lavoro di Magic Leap è rimasto un mistero per molti anni. Nessuno aveva mai visto un prototipo, fino all’inizio di febbraio, tanto da far nascere dubbi sulle capacità del visore. Nonostante ciò, l’azienda ha ricevuto quasi 2 miliardi di dollari e raggiunto una valutazione di 6 miliardi di dollari. Quello annunciato oggi è il sistema di nona generazione, la prima che sarà disponibile al pubblico. Come detto, Magic Leap One è formato da tre componenti: Lightwear, Lightpack e Control.

Lightwear sono smart glass leggeri e confortevoli che verranno offerti in due dimensioni e potranno essere utilizzati anche insieme agli occhiali da vista. Per creare il mondo virtuale e inserire gli oggetti digitali nel mondo reale vengono sfruttate diverse tecnologie per la mappatura dell’ambiente e il tracciamento della posizione. La tecnologia Digital Lightfield permette di generare una luce digitale a differenti profondità che si fonde con la luce naturale, in modo da ingannare il cervello e consentire all’utente di vedere oggetti virtuali. Negli occhiali sono integrate sei videocamere, due altoparlanti e quattro microfoni.

Lightwear è collegato a Lightpack, un piccolo computer di forma circolare che può essere fissato alla cintura del pantalone. All’interno ci sono vari componenti, tra cui CPU, GPU e batteria, ma non sono note le specifiche complete. Il CEO Rony Abovitz ha dichiarato solo che la potenza è simile a quella di un MacBook Pro e un PC Alienware. Control è infine il controller con feedback aptico e sei gradi di libertà.

Magic Leap One supporta diversi tipi di input, tra cui gesture, comandi vocali e tracciamento oculare. Il sistema sarà disponibile all’inizio del 2018 insieme a tutto l’occorrente per gli sviluppatori (SDK, tool e documentazione). Il prezzo non è stato comunicato. Una delle prime app è Tónandi, realizzata in collaborazione con il gruppo rock Sigur Rós.

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I cyborg sono già tra noi: scopriamo chi sono

I cyborg sono già tra noi: scopriamo chi sono | Augmented World | Scoop.it

Prima di iniziare, c’è un elemento da chiarire subito, perché rappresenta un errore che risiede nelle nostre teste: come immaginiamo un cyborg?
Di base, si immaginano i cyborg come robot umanoidi dotati di un’intelligenza artificiale super avanzata. I cyborg che popolano la nostra fantasia hanno come unico scopo nella loro infinita vita quello di sterminare la razza umana, per questioni di dominio o chissà cos’altro.

Il motivo di ciò è da imputare a film, libri e fumetti fantascientifici, spesso improntati sulla paura. Questo forse per avere più attenzione da parte dello spettatore, perché un sentimento negativo, come la paura, riesce a tenerti incollato allo schermo (o al libro, o al fumetto), al contrario –ad esempio-  di un sentimento positivo, come la curiosità del futuro. Così, non ci rendiamo conto che, invece, siamo già circondati dai veri cyborg da anni.

Il transumanesimo
Facciamo un ulteriore passo in avanti e definiamo il transumanesimo: è una corrente di pensiero che propone di utilizzare in modo invasivo tutte le forme di tecnologie immaginabili (e ancora inimmaginabili) per superare i limiti umani, quali:
– invecchiamento, ovvero il deterioramento del corpo umano, che ha come conseguenza la morte;
– malattie
-mutazioni genetiche
– capacità mentali e fisiche.

Il transumanesimo è attualmente un futuro molto lontano e parecchio esasperato, ma può esserci da punto di partenza per parlare dei cyborg.

L’anno scorso, a ottobre 2016, in Svizzera, si sono tenute le Cybathlon, il primo evento sportivo orientato completamente verso atleti che usano dispositivi high-tech (protesi, esoscheletri e altri dispositivi robotici ed assistivi).
Di differenziano dalle Paralimpiadi perché non si tratta di sport “comuni” praticati da persone diversamente abili. Si tratta di discipline totalmente nuove, che spesso possono fare esclusivamente i cyborg.
Ad esempio c’è la Corsa Brain Computer Interface, dove persone che utilizzano la BCI controllano degli avatar che devono correre lungo un percorso.

Lo scopo del Cybathlon è sia di invogliare a investire sulla Ricerca in questo ambito e sia di cambiare la percezione che si ha delle persone che usano queste tecnologie, cercando di farle percepire come “normali”.

Quindi, attualmente un cyborg è una persona che usa la tecnologia per ristabilire una funzionalità persa o parzialmente danneggiata.
C’è, però, la nuova generazione di cyborg, ovvero i cyborg ricreazionali, che vogliono diventare cyborg (ad esempio aspirando ad una vista o udito perfetti) solo perché possono e vogliono farlo.

I cyborg ricreativi
L’uomo nella foto qui sopra è il professor Steve Mann, conosciuto ai più come il primo cyborg al mondo (anche se, da quanto abbiamo detto prima, possiamo intuire che questa definizione non è proprio corretta).


Se non possiamo essere sicuri di definirlo “il primo cyborg al mondo”, possiamo però essere sicuri che è stato il primo ad avere una foto sul passaporto (nel 1995) in cui appare come un cyborg.
Steve Mann non è un novellino: ha iniziato a lavorare su dispositivi indossabili già quando frequentava il liceo, negli anni ’80. All’epoca già lavorava un “occhio digitale”.


L’IEEE, ovvero l’Institute of Electricaland Electronics Engineering ha definito Steve Mann come il padre della realtà aumentata e dei dispositivi elettronici indossabili.
Avete presente l’HDRI (High Dynamic Range Imaging)? l’ha inventata lui.

L' Eyetap digital eye glass. E’ un dispositivo in grado di catturare tre immagini simultaneamente a diverse esposizioni. Le immagini vengono combinate insieme in real time per produrre una visione del mondo che ha una ricchezza di dettagli irraggiungibili per l’occhio umano. Quindi, con questi occhiali, Steve Mann vede dettagli che normalmente nessuno vede.


Il passo successivo che sta portando avanti è di inserire questo sistema (con una telecamera) dentro un occhio prostetico.
E, a proposito di telecamere, qui si aprirebbe anche tutto il discorso delle registrazioni effettuate con questi dispostivi. Mann (e molti altri) dicono che queste registrazioni si possono paragonare alla memoria umana, mentre molti altri dicono che il paragone non sussiste.

L’uomo con più sensori addosso
Pensate sia troppo? Spingiamoci un po’ oltre: parliamo di Chris Dancy, considerato “l’uomo più connesso al mondo”.
Ha centinaia di sensori addosso, che acquisiscono dati in tempo reale sulle più svariate informazioni. Lui afferma di utilizzare questi dati al solo scopo di migliorare le sue abitudini. Pensate che ha perso anche 45kg.


E’ convinto che questo sia il futuro; afferma che bisogna ancora capire come utilizzare al meglio queste informazioni, ma è convinto che in un futuro non troppo lontano, le persone misureranno più dati possibili riguardo il loro stato di salute, o lo stato dell’ambiente in cui vivono.

Quindi, non solo i cyborg sono già tra noi, ma a quanto pare sarà sempre più possibile aumentare le proprie capacità fisiche e mentali, proprio come vuole il transumanesimo.

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Google-backed Magic Leap continues content partnerships w/ Sigur Rós ‘mixed reality’ app

Google-backed Magic Leap continues content partnerships w/ Sigur Rós ‘mixed reality’ app | Augmented World | Scoop.it

For the past several years, Magic Leap’s augmented reality device has been fervently anticipated due to the various claims made about the company’s technology. However, as 2017 ends, the startup has yet to unveil a product, though a new report today details one app that showcases Magic Leap’s capabilities.

Magic Leap — in partnership with band Sigur Rós — teased an augmented reality app today. This visual “audiovisual project” uses mixed reality (Magic Leap’s branding for AR) to visualize music.

Running at 8-10 minutes, the app is called Tónandi and Pitchfork has published several screenshots of the experience.

I see a group of little sprites floating around in front of me. The jellyfish-like creatures seem to match the waveform of the music I’m hearing through headphones. Encouraged to explore with my hands, I reach out, causing the waveforms to alter shape—both visually and in the audio playback, like a SoundCloud embed that’s somehow alive, three-dimensional, and responding to my movements. After initial sheepishness, I chase these non-existent tónandi like a clumsily psychotic bear in a very expensive gadget shop.

During the demo, the experience is able to adjust for the environment that the wearer is in:

The real-world demo space I’m in is decorated to resemble a living room, and the tónandi adjust to account for a table with oversized hardcover book on top of it.

Whatever I’m seeing, it isn’t just something pasted over my surroundings, but something that acknowledges those surroundings, and therefore seems more real.

Magic Leap’s strict non-disclosure agreement applies to the Pitchfork piece, however, we do get some hints. The piece — while taking about augmented reality headsets in general — notes narrow field of views, as well as the need for devices to connect to a battery pack for the foreseeable future.

The latter aspect lines up with a Business Insider report from February that notes how the current prototype features two packs for a battery and a processing unit that connect to the headset via a wire

In terms of launch, the report only notes how Tónandi might be available to download on Magic Leap “someday,” while the app “feels like it’s nearly ready for public consumption.”

The augmented reality startup has been working on this experience for four years. Besides massive funding from Google and venture capitalists, Magic Leap has been able to strike major partnerships with Lucasfilm and ILMxLAB in 2016 and with Peter Jackson’s visual effects company.

Today’s glimpse into Magic Leap seems to reaffirm how the company might be addressing AR’s content problem.

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Digital Energy Report: il futuro dell’energia è digitalene

“Il futuro dell’energia è digitale e l’energia è il prossimo settore in cui la disruption digitale colpirà. L’energia digitale è il fattore abilitante l’ecosistema dei prodotti e servizi smart che caratterizzano le reti, i sistemi energetici e produttivi”. Con queste parole Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, ha presentato il Digital Energy Report.

Ma cosa si intende per Digital Energy? Quali sono i benefici che derivano dalla su adozione?
Digital Energy Report ha come obiettivo quello di analizzare le conoscenze e le competenze per comprendere la reale portata della digitalizzazione nell’ambito energetico nei diversi ambiti: Smart Energy & Grid, Smart Manufacturing e Smart Building.

Si sente ormai spesso parlare di Digital Energy indicando la possibilità di utilizzare le tecnologie digitali per il controllo dei consumi di energia. Ma in realtà è molto di più. L’uso delle tecnologie digitali coinvolge tutta la filiera dell’energia, dalla produzione alla vendita.
Parlare di digital energy significa parlare di architetture complesse che oltre ai sistemi per il monitoraggio e l’azionamento dei diversi impianti energetici includono i sistemi di trasmissione dei dati e l’intelligenza necessaria alla loro elaborazione.

“Le sfide della digital energy sono molte – spiega Vittorio Chiesa -, sia sul piano tecnologico, sia soprattutto sul piano dei modelli di business vincenti”.

I tre paradigmi della Digital Energy:


Smart Energy & Grid


 – Rientrano in questo ambito le applicazioni implementabili sia nella generazione di fonti tradizionali, sia rinnovabili che consentono lo sviluppo di reti intelligenti in grado di sfruttare al meglio la produzione non programmata.
La scelta di soluzioni digitali è vincente, non soltanto per il gestore dell’impianto, ma anche per il sistema elettrico che guadagna in termini di affidabilità e flessibilità.

Smart Manufacturing


 – Rientrano le applicazioni IT dedicate al mondo industriale per una gestione ottimizzata dei processi produttivi. In questo caso le tecnologie digitali garantiscono una produzione automatizzata e interconnessa.
Il Piano Industria 4.0 ha lo scopo di stimolare la trasformazione digitale delle imprese manifatturiere, rendendole competitive in un mercato in continua evoluzione. Le tecnologie abilitanti spaziano dalla raccolta dati, alla robotica, all’automazione avanzata.

Smart Building


 – Rientrano le soluzioni digitali per la gestione automatica di impianti, come quelli per l’illuminazione e la climatizzazione, con particolare attenzione al monitoraggio in ottica di risparmio energetico e sicurezza delle persone. Il mondo digitale incontra quello dell’efficienza energetica: monitoraggio, controllo e regolazione che determinano il funzionamento ottimale degli impianti. Il flusso di energia, inoltre, genera un flusso di dati che apre a servizio come la manutenzione predittiva.
Le soluzioni digitali per lo Smart Building rappresentano un primo e importante passo di efficientamento di un parco edifici che come sappiamo è decisamente vecchio e con impianti obsoleti.

Le tecnologie per la Digital Energy
Gli apparati fisici che abilitano la trasformazione digitale sono prodotti interconnessi, intelligenti che offrono nuove funzionalità. Comunemente vengono chiamati IoT, Internet of Things. La vera innovazione non consiste nella connettività dell’oggetto, ma nella possibilità di interagire con altri oggetti o con l’uomo.

Le capacità dei prodotti interconnessi spaziano dal più semplice monitoraggio delle condizioni di funzionamento, con la segnalazione di eventuali anomalie, al controllo, dall’ottimizzazione, fino allo sviluppo di una certa autonomia del prodotto.
A fine 2015 sono stati stimati circa 18 miliardi di oggetti connessi e intelligenti e nel 2010 saranno 50 miliardi.

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APPARECCHIATURE A MICROONDE E REALTÀ AUMENTATA: NUOVE PROCEDURE SVILUPPATE DALL’AZIENDA INTECH MICROWAVES – Tecnopolo

APPARECCHIATURE A MICROONDE E REALTÀ AUMENTATA: NUOVE PROCEDURE SVILUPPATE DALL’AZIENDA INTECH MICROWAVES – Tecnopolo | Augmented World | Scoop.it
Intech Microwaves, azienda del Tecnopolo Tiburtino, attiva nel campo dell’elettronica e dell’aerospazio, svolgendo in particolare attività di progettazione e costruzione di sottoassiemi in ambito microonde ed elettronica digitale e a fronte di forti investimenti R&S effettuati negli ultimi anni,...
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Vuoi vedere come disegna un artista? Guarda il suo avatar | THE ROUND

Vuoi vedere come disegna un artista? Guarda il suo avatar | THE ROUND | Augmented World | Scoop.it
Il pittore tedesco Albert Oehlen ha collaborato con specialisti della VR (VIVE Arts, the Serpentine e MacInnes Studio) per creare un’opera per Art Basel. Screenshot da “VIVE Arts | Behind the Scenes – Albert Oehlen: Basement Drawing, Art Basel in Basel 2022”: https://youtu.be/zi1kNIxkQ-Y “Basement...
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Google Sidelines Engineer Who Claims Its A.I. Is Sentient - The New York Times

Google Sidelines Engineer Who Claims Its A.I. Is Sentient - The New York Times | Augmented World | Scoop.it
Blake Lemoine, the engineer, says that Google’s language model has a soul. The company disagrees.
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Microscopio digitale & Smartglasses per l’industria elettronica | THE ROUND

Microscopio digitale & Smartglasses per l’industria elettronica | THE ROUND | Augmented World | Scoop.it
Un settore altamente innovativo come quello dell’ industria elettronica, può beneficiare enormemente della sinergia tra il microscopio digitale e gli smartglasses. Nel nostro progetto realizzato per la IMW abbiamo connesso i due device in modo tale che il tecnico possa vedere direttamente dove sta...
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Nextech AR Solutions Announces Limited Early Access to HoloX – Telepresence Creator Platform –

Nextech AR Solutions Announces Limited Early Access to HoloX – Telepresence Creator Platform – | Augmented World | Scoop.it
HoloX advances self-serve augmented reality human holograms VANCOUVER, British Columbia--(BUSINESS WIRE)--Nextech AR Solutions Corp. (“Nextech” or the “Company”) (OTCQB: NEXCF) (NEO: NTAR) (CSE: NTAR) (FSE: N29), a diversified leading provider of augmented reality (“AR”) experience technologies and services, is pleased to announce an exclusive, early access program for users to create, view and share their human…
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Extended Reality In Healthcare: 3 Reasons The Industry Must Get Ready For AR And VR

Extended Reality In Healthcare: 3 Reasons The Industry Must Get Ready For AR And VR | Augmented World | Scoop.it
Augmented Reality (AR) and Virtual Reality (VR) are transforming many industries, including healthcare. Here we explore the different ways these technologies are used for things like improving wellbeing, visualize medical data, and improve therapeutic treatments.
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ADVANCES IN AR AND VR WILL MAKE HUMAN GESTURES THE NEW COMPUTER INTERFACE

ADVANCES IN AR AND VR WILL MAKE HUMAN GESTURES THE NEW COMPUTER INTERFACE | Augmented World | Scoop.it
Think about this: Facebook is dedicating one-fifth of its staff to augmented and virtual reality—that’s about 10,000 people. More importantly, they are building a reality that will shape our reality in the near future. Our ability to “function” in and throughout the virtual and augmented world is advancing and this is establishing a new domain for our engagement in…
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Una call internazionale per selezionare 50 artisti digitali

Una call internazionale per selezionare 50 artisti digitali | Augmented World | Scoop.it
Le loro opere in 18 Comuni delle Madonie Una nuova call internazionale per selezionare 50 artisti digitali che saranno chiamati a produrre opere digitali nei 18 comuni partner (Alimena, Aliminusa, Bompietro, Caltavuturo, Castelbuono, Cerda, Geraci Siculo, Gratteri, Lascari, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Sciara, Scillato, Sclafani Bagni, Valledolmo) del progetto…
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Death Mask, l'intelligenza artificiale che ti dice quanto vivrai

Death Mask, l'intelligenza artificiale che ti dice quanto vivrai | Augmented World | Scoop.it

L’esperimento condotto in realtà aumentata sfrutta i database online per il riconoscimento facciale e mostra il possibile futuro del marketing


I software di riconoscimento facciale sono sempre più raffinati; alcuni individuano, con buona approssimazione, il sesso e l’età delle persone inquadrate. 


Tra gli obiettivi delle software house c’è quello di fornire strumenti in grado di soddisfare la richiesta di sempre maggiore accuratezza dei loro clienti (individuare con precisione l’età di un utente online permette a un’azienda di migliorare l’offerta di prodotti e la conseguente conversione in acquisto).

Death Mask prova a spostare un po’ più in alto l’asticella tecnologica prevedendo, con un esperimento in realtà aumentata, l’aspettativa di vita delle persone. 


Attraverso il machine learning e l’accesso a database pubblici, Death Mask vuole dirigere l’attenzione degli utenti stessi verso strumenti e tecniche di mercato sempre più raffinati e pervasivi.

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La street art in realtà aumentata a Milano

La street art in realtà aumentata a Milano | Augmented World | Scoop.it

LA STREET ART IN REALTÀ AUMENTATA A MILANO
Arriva MAUA il primo museo diffuso e a cielo aperto con i 50 migliori murales della città.

A Milano arriva MAUA il primo museo diffuso e a cielo aperto di arte urbana in realtà aumentata. Nato dall’idea di proporre itinerari culturali inediti, fuori dal centro e dai più tradizionali circuiti dell’arte, MAUA raccoglie una selezione di 50 opere di street presenti in 5 quartieri milanesi. 


Ecco allora l’occasione per esplorare i distretti meno conosciuti della città a caccia delle più belle creazioni degli artisti di strada e una volta scovate ecco la novità: ogni opera, inquadrata con lo smartphone, ne genera una nuova e si trasforma in un lavoro di digital art, appositamente creato per il museo grazie a tecnologie di realtà aumentata.


MAUA è un museo che nasce dal progetto “Milano Città Aumentata”, uno tra i 14 vincitori del “Bando alle Periferie” promosso dal Comune di Milano per ripensare e valorizzare i quartieri. L’iniziativa è stata realizzato grazie a una rete di partenariato composta da Bepart, come capofila, insieme ad altre sei realtà: BASE Milano, Avanzi - Sostenibilità per Azioni, Terre di Mezzo, scuola CFP Bauer, PUSH.e la Fondazione Arrigo e Pia Pin. 

L’assessore alla Cultura Filippo Del Corno ha dichiarato: “Un museo è un luogo in cui si testimonia un momento, un passaggio, un pensiero; uno spazio in cui si conserva la memoria di un tempo raccogliendone tracce e segni, in modo che quelle esperienze, viste, vissute e approfondite, possano essere utili allo sviluppo di una comunità.”  

Ed è proprio a comunità ad aver selezionato le opere più rappresentative della propria zona che sono poi state fotografate insieme agli studenti e professori della scuola CFP Bauer, fino alla selezione finale 10 dieci murales per ciascuno dei cinque quartieri coinvolti nell’iniziativa: Giambellino-Lorenteggio, Adriano-Padova-Rizzoli, Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare, Niguarda-Bovisa e Qt8-Gallaratese. 

L’evento di inaugurazione di MAUA è fissato per domenica 17 dicembre a BASE con una mostra fotografica delle 50 opere selezionate, che potranno essere ammirate anche in realtà aumentata offrendo un’anteprima della visita reale.

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Blockchain e realtà mista, la coppia del futuro

Blockchain e realtà mista, la coppia del futuro | Augmented World | Scoop.it

L'utilizzo della blockchain nell'ambito della realtà mista ne potrebbe uteriormente favorire l'adozione. 


Spesso e volentieri, le migliori innovazioni nel settore tecnologico nascono dalla "contaminazione" tra due branche che, almeno apparentemente, hanno poco a che fare l'una con l'altra. Succede così, ad esempio, che la realtà aumentata e la realtà virtuale potranno trovare un inaspettato alleato nella blockchain. 


La tecnologia fondante dei Bitcoin, secondo diversi esperti, potrebbe fornire alle applicazioni della realtà virtuale e della realtà aumentata quell'ulteriore spunto necessario per diventare nel lasso di tempo più breve possibile il nuovo fenomeno economico-commerciale dell'universo hi-tech.

A beneficiarne, in particolare, dovrebbe essere la cosiddetta mixed reality, ovvero l'unione in un unico prodotto delle tecnologie alla base della realtà virtuale e di quella aumentata. Grazie alla blockchain, infatti, si potrebbero aprire nuovi scenari per la monetizzazione di particolari applicazioni della realtà mista; oppure incrementare il livello di sicurezza in alcuni casi di utilizzo molto particolari questa tecnologia. 


Si tratta, al momento, di scenari ipotetici e in piena fase di sviluppo che, però, nei prossimi mesi e anni potrebbero entrare a far parte della nostra quotidianità. Meglio, insomma, farsi trovare preparati.

Nuove forme di monetizzazione
La blockchain, con la sua enfasi su sicurezza, decentralizzazione e indipendenza da grandi centri di controllo, può aiutare le piccole e piccolissime imprese e freelance (come sviluppatori indipendenti, ad esempio) a essere remunerati più facilmente per il lavoro o le prestazioni professionali che svolgono.

La realtà virtuale, da qui a qualche anno, permetterà di assistere a concerti e altri spettacoli dal vivo anche se ci si trova a centinaia o migliaia di chilometri di distanza dal luogo dove si sta svolgendo l'esibizione. Grazie alla blockchain, questi artisti potranno essere pagati in maniera sicura e istantanea, accettando pagamenti in Bitcoin o una delle tante altcoin oggi disponibili sul mercato.

Ma la blockchain potrebbe tornare utile anche a un artista – pittore, ceramista o scultore – che vorrebbe vendere le sue opere senza essere costretto a rivolgersi a gallerie private o case d'asta. Sarà sufficiente creare un tour virtuale e a 360 gradi della propria esposizione per accogliere, grazie a visori VR, possibili acquirenti da tutto il mondo. Legando questa esperienza VR alla blockchain, l'artista potrà essere pagato in criptovaluta nel momento stesso in cui l'acquirente sceglie la propria opera.

Metodo anticontraffazione
Come dimostrato dall'apertura del primo punto vendita di Amazon Go (o da vari esperimenti condotti da tempo in Giappone) il futuro dei punti vendita (siano essi supermarket, centri della grande e piccola distribuzione, negozi di elettronica o abbigliamento) è virtuale. Nel senso che gli utenti potranno entrare, fare compere come sempre e poi uscire dal negozio senza esser costretti a fermarsi alla cassa: un sistema di scansione automatica basato su chip RFID ed NFC, infatti, terrà conto di ciò che mettete nel carrello e stabilirà il totale senza che ci sia bisogno di un cassiere o un addetto del punto vendita. Il pagamento, ovviamente, sarà contactless via smartphone o carta di credito.

In questo scenario, la blockchain garantirà sia i pagamenti, sia l'origine di quello che state acquistando. Grazie a visori AR, infatti, si potrà controllare l'origine della mela o delle fettine che si stanno per acquistare (allevatore o coltivatore, a seconda dei casi) o il produttore del divano che si vorrebbe tanto al centro del proprio salotto.

Da gioco a realtà
I videogame sono, al momento, una delle applicazioni più promettenti (e sviluppate) della realtà virtuale. Grazie alla blockchain, i mondi virtuali nei quali ci si ritrova a videogiocare potrebbero somigliare sempre più al mondo reale nel quale si vive? senza visore. La tecnologia alla base dei Bitcoin, infatti, permetterebbe di fare acquisti in-app tracciati e sicuri, ma consentirebbe allo stesso tempo di verificare l'identità degli avatar che ci si trova di fronte, avendo così la certezza che non si tratti di un bot creato da un computer o di un truffatore. La combinazione di grafica tridimensionale, visori e periferiche VR e della blockchain potrebbe rendere sempre più complessi i mondi virtuali all'interno dei quali si svolgono le avventure videoludiche, trasformandoli in un "analogo virtuale" del mondo reale.

Una nuova realtà
Le potenzialità della blockchain e le sue applicazioni, però, sono virtualmente infinite. Applicandola ai settori più svariati, potrebbe permettere di riequilibrare l'economia reale, slegandola dalle logiche di controllo di istituzioni centrali nazionali e sovranazionali e favorendo lo sviluppo di economie "peer-to-peer" sempre più avanzate e complesse. La nostra stessa vita sociale potrebbe essere rivoluzionata dalla combinazione di mixed reality e blockchain: potendo verificare istantaneamente l'identità degli avatar con cui si hanno relazioni nel mondo della realtà virtuale, si potrebbero avere meno timori su possibili truffe o tentativi di social engineering o phishing.

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Artificial Intelligence and NASA Data Used to Discover Eighth Planet Circling Distant Star

Our solar system now is tied for most number of planets around a single star, with the recent discovery of an eighth planet circling Kepler-90, a Sun-like star 2,545 light years from Earth. 


The planet was discovered in data from NASA’s Kepler space telescope. The newly-discovered Kepler-90i -- a sizzling hot, rocky planet that orbits its star once every 14.4 days -- was found by researchers from Google and The University of Texas at Austin using machine learning. 


Machine learning is an approach to artificial intelligence in which computers “learn.” In this case, computers learned to identify planets by finding in Kepler data instances where the telescope recorded signals from planets beyond our solar system, known as exoplanets.


“Just as we expected, there are exciting discoveries lurking in our archived Kepler data, waiting for the right tool or technology to unearth them,” said Paul Hertz, director of NASA’s Astrophysics Division in Washington. 


“This finding shows that our data will be a treasure trove available to innovative researchers for years to come.” The discovery came about after researchers Christopher Shallue and Andrew Vanderburg trained a computer to learn how to identify exoplanets in the light readings recorded by Kepler – the minuscule change in brightness captured when a planet passed in front of, or transited, a star. 


Inspired by the way neurons connect in the human brain, this artificial “neural network” sifted through Kepler data and found weak transit signals from a previously-missed eighth planet orbiting Kepler-90, in the constellation Draco. While machine learning has previously been used in searches of the Kepler database, this research demonstrates that neural networks are a promising tool in finding some of the weakest signals of distant worlds. 


 Other planetary systems probably hold more promise for life than Kepler-90. About 30 percent larger than Earth, Kepler-90i is so close to its star that its average surface temperature is believed to exceed 800 degrees Fahrenheit, on par with Mercury. 


Its outermost planet, Kepler-90h, orbits at a similar distance to its star as Earth does to the Sun. “The Kepler-90 star system is like a mini version of our solar system. You have small planets inside and big planets outside, but everything is scrunched in much closer,” said Vanderburg, a NASA Sagan Postdoctoral Fellow and astronomer at the University of Texas at Austin. Shallue, a senior software engineer with Google’s research team Google AI, came up with the idea to apply a neural network to Kepler data. 


He became interested in exoplanet discovery after learning that astronomy, like other branches of science, is rapidly being inundated with data as the technology for data collection from space advances. “In my spare time, I started googling for ‘finding exoplanets with large data sets’ and found out about the Kepler mission and the huge data set available,” said Shallue. 


"Machine learning really shines in situations where there is so much data that humans can't search it for themselves.” Kepler’s four-year dataset consists of 35,000 possible planetary signals. Automated tests, and sometimes human eyes, are used to verify the most promising signals in the data. However, the weakest signals often are missed using these methods. Shallue and Vanderburg thought there could be more interesting exoplanet discoveries faintly lurking in the data. 


 First, they trained the neural network to identify transiting exoplanets using a set of 15,000 previously-vetted signals from the Kepler exoplanet catalogue. In the test set, the neural network correctly identified true planets and false positives 96 percent of the time. Then, with the neural network having "learned" to detect the pattern of a transiting exoplanet, the researchers directed their model to search for weaker signals in 670 star systems that already had multiple known planets. Their assumption was that multiple-planet systems would be the best places to look for more exoplanets. 


We got lots of false positives of planets, but also potentially more real planets,” said Vanderburg. “It’s like sifting through rocks to find jewels. If you have a finer sieve then you will catch more rocks but you might catch more jewels, as well.” Kepler-90i wasn’t the only jewel this neural network sifted out. In the Kepler-80 system, they found a sixth planet. This one, the Earth-sized Kepler-80g, and four of its neighboring planets form what is called a resonant chain – where planets are locked by their mutual gravity in a rhythmic orbital dance. 


The result is an extremely stable system, similar to the seven planets in the TRAPPIST-1 system. Their research paper reporting these findings has been accepted for publication in The Astronomical Journal. Shallue and Vanderburg plan to apply their neural network to Kepler’s full set of more than 150,000 stars. Kepler has produced an unprecedented data set for exoplanet hunting. 


After gazing at one patch of space for four years, the spacecraft now is operating on an extended mission and switches its field of view every 80 days. “These results demonstrate the enduring value of Kepler’s mission,” said Jessie Dotson, Kepler’s project scientist at NASA’s Ames Research Center in California’s Silicon Valley. 


“New ways of looking at the data – such as this early-stage research to apply machine learning algorithms – promises to continue to yield significant advances in our understanding of planetary systems around other stars. I’m sure there are more firsts in the data waiting for people to find them.” 


Ames manages the Kepler and K2 missions for NASA’s Science Mission Directorate in Washington. NASA's Jet Propulsion Laboratory in Pasadena, California, managed Kepler mission development. Ball Aerospace & Technologies Corporation operates the flight system with support from the Laboratory for Atmospheric and Space Physics at the University of Colorado in Boulder. This work was performed through the Carl Sagan Postdoctoral Fellowship Program executed by the NASA Exoplanet Science Institute.

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Scooped by Mirko Compagno
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Google pulls the plug on Project Tango, pushes ARCore for augmented reality

Google pulls the plug on Project Tango, pushes ARCore for augmented reality | Augmented World | Scoop.it

This is certainly no surprise, but just the same, we can confirm that Google is officially ending its support for Project Tango and other Tango-related products. Instead, the mothership is going to move forward in the realm of augmented reality (AR) with its new ARCore platform. We wondered what would become of Tango in the long run when Google announced ARCore, and now that question is officially answered.

Google started dabbling in AR with Project Tango a couple of years back. But the efforts never really got the traction it needed with manufacturers since the platform was very specific on hardware. The furthest Project Tango got was being released in devices like the Lenovo Phab 2 Pro and the ASUS ZenFone AR. But because of the lack of support for the platform on multiple fronts, Google has come to its decision – it will end support for Tango by March 1, 2018.

In ARCore, however, Google has found an AR platform for phones that did not require very specific hardware. When ARCore was launched, it was akin to being able to bring AR for the masses – even lower tier devices. And so Google has opted to move forward in the realm of augmented reality with ARCore, as it has found more support from manufacturers and developers.

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