Webmarketing per lo psicologo
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Terapia per freelance: come adattare lavoro e personalità

Terapia per freelance: come adattare lavoro e personalità | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Davide Algeri: articolo interessante che oltre ad analizzare i diversi profili di freelance ne fornisce anche punti di forza.

 

Tratto dall'articolo: ovviamente, in un rapporto lavorativo, dovrebbe essere messa al primo posto la qualità del lavoro svolto, ma a volte, la personalità può essere un grande ostacolo che può creare moltissimi problemi. Di seguito analizzeremo 5 tipologie di personalità e cercheremo di spiegare quali sono le sfide specifiche a cui vanno incontro.


IL PERFEZIONISTA

Appartieni a questa categoria se cerchi costantemente i difetti nel tuo lavoro e non ti risparmi nemmeno per quello degli altri! Tendi ad avere altissimi standard di qualità e ad essere molto pignolo con i dettagli. Le piccole cose contano e tu lo sai bene.
Ovviamente quando un cliente richiede precisione e cura tu sei la persona perfetta, gli garantirai un lavoro al top e sarai felice di presentarglielo con perizia e fierezza.


IL SOCIEVOLE

Fai parte dei socievoli se fai amicizia con ogni persona che incontri. Piaci subito a tutti e ami passare il tempo con loro per poter magari conoscere anche i lori amici! Questa categoria brilla nel networking e riesce a costruire relazioni profittevoli con chiunque. Ovviamente saranno poi avvantaggiati nel trovare sempre nuovi clienti per cui lavorare.


IL RIBELLE

Sei un ribelle se non puoi sottostare alle regole e alle restrizioni di un lavoro a tempo indeterminato. Sei dotato di un’intelligenza particolare e di brillanti idee, però spesso non riesci a comunicarle in modo adeguato e finisci per perdere la pazienza con il tuo interlocutore. Hai bisogno di lavorare da solo ed a casa tua, in modo che tutto sia sotto il tuo controllo.


IL MANIACO DEL CONTROLLO

Vai fuori di testa se non riesci a tenere tutto sotto controllo, odi delegare il lavoro ad altri e sei pignolo su ogni aspetto del tuo business. Questa categoria è composta da degli ottimi project manager, sanno sempre come migliorarsi e le naturali doti di organizzazione sono il vero punto forte su cui basare un business profittevole.


IL TIMIDO

Siete sempre un pò in disparte, preferite starvene per i fatti vostri e vi viene l’ansia quando dovete incontrare un cliente per discutere del lavoro? Non preoccupatevi perché anche voi avete tanto da offrire.


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12 consigli pratici su come utilizzare Pinterest

12 consigli pratici su come utilizzare Pinterest | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Davide Algeri: Ultimamente utilizzo molto Pinterest, in quanto lo reputo un ottimo canale, ancora poco utilizzato, per dare voce alla mia passione per l'immagine accoppiandola alla psicologia.


Nel mio caso, ho ideato Punti di domanda, immagini contenenti domande rivolte agli iscritti della mia pagina Facebook, dove ho deciso di dare valore alle risposte dei partecipanti. 


Qui trovi la board.


Tratto dall'articolo: I migliori consigli e gli errori più clamorosi da evitare per i brand e le aziende su Pinterest!


#1 Rendere social la propria pagina Pinterest
Creare una pagina su Pinterest per un brand non basta. Bisogna rendere social il profilo. In che modo? Semplice: collegandolo a Twitter e Facebook.


#2: Personalizzare il proprio profilo
Ogni pagina social che si rispetti va personalizzata con gli elementi caratterizzanti e rappresentativi del brand (logo, tipo di attività, breve descrizione, geo-localizzazione e sito web aziendale). L’importante è stare attenti a ciò che si condivide e, sopratutto, bloccare tutti i vostri contenuti – se originali – con il copyright e citare le fonti qualora utilizziate materiali di altri.


#3 Conoscere il proprio pubblico
Per costruire e mantenere un forte seguito di followers attivi su Pinterest bisogna fornire al pubblico materiale che trova effettivamente interessante.


#4 Postare materiale irresistibile (inclusi video)
Con Pinterest è possibile creare board tematiche. Oltre alle immagini, vi suggeriamo anche di pinnare video (Pinterest supporta Vimeo e Youtube).


#5 Evitare troppa auto-promozione
Non è vietato, ne tanto meno sbagliato metter su una board che parli del brand, ma è possibile farlo in maniera creativa, evidenziando i contenuti che più rappresentano lo stile di vita che l’azienda porta avanti, la propria cultura aziendale.


Cosa pubblicare, allora?

  • immagini dei prodotti aziendali
  • foto degli impiegati e dei posti dove si lavora, immagini legate alla cultura aziendale
  • infografiche
  • post di blog e risorse utili
  • video
  • testimonianze dei clienti

#6 Aggiungere link ai pin
Quando si condivide un pin con informazioni relative al brand, bisogna fare bene attenzione ad aggiungere gli adeguati collegamenti al sito aziendale nella descrizione del pin stesso. 


#7 Utilizzare gli hashtag
Anche Pinterest come altri social, supporta gli utilissimi hashtag (#)!

Tanto più si utilizza lo stesso hashtag su differenti pin tanto più è probabile che questi saranno visibili nella ricerca. 


#8 Aggiungere il pulsante “Pin It” e “Follow Me” alle pagine web
Pin It: fornisce agli utenti un modo semplice e veloce per pinnare i contenuti che gli interessano direttamente sui loro profili Pinterest

Follow Me: serve ad invitare gli utenti a seguire la vostra pagina Pinterest
Il codice per inserire i tasti nella vostra pagina web sono collocati nella sezione Goodies, in cima al profilo Pinterest.


#9 Interagire con i propri utenti
La chiave per ottenere followers e mantenerli è quella di interagire con loro. Su Pinterest questo significa commentare, condividere i pin di chi vi segue e, sopratutto, rispondere nel minor tempo possibile ai commenti degli utenti ai pin! I followers che si impegnano in ripetuti comportamenti negativi (trolling) e che danneggiano la vostra brand reputation vanno ignorati e, talvolta, addirittura, eliminati.


#10 Investire tempo e costruire relazioni
Pinterest è una piattaforma che richiede un ingente investimento di tempo. L’engagement con i followers e le successive relazioni si basano sopratutto sulla qualità dei pin quindi ogni re-pin, share, like o commento fanno si che il rapporto tra il brand e chi lo segue cresca! Fondamentale è seguire tali interazioni in modo da estendere le conversazioni sugli altri social per altre future relazioni!


#11 Rendere semplice l’acquisto all’utente
E’ importante al fine di concludere l’acquisto e quindi convertire l’utente in consumatore, creare una connessione tra il pin e il luogo di acquisto, on o offline che sia.


#12 Monitorare le metriche
A seconda del settore in cui l’impresa opera, è possibile che il traffico che si generi dal profilo verso il sito aziendale si svilupperà in maniera diversa. Di fondamentale importanza è quindi monitorare le metriche, misurare questo traffico.


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4 strategie per autopromuoversi in modo efficace

4 strategie per autopromuoversi in modo efficace | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Davide Algeri: 4 utili consigli per lo psicologo che vuole sviluppare una strategia di self-marketing online...


Tratto dall'articolo: VOI siete il prodotto in vendita, ciò significa che dovete applicare efficacemente il modello tradizionale di marketing su voi stessi: la persona, il professionista e il marchio.


Prodotto: siate coerenti e riconoscibili

Per sviluppare una strategia di self-marketing online, dovete determinare chi siete come professionisti e costruire un personal brand intorno ai vostri punti di forza, alle vostre capacità ed esperienze.

Qual è il contributo che apportate che vi differenzia dagli altri professionisti nel vostro settore?

Imparate a conoscere i vostri punti di forza e plasmateli creando un brand coerente intorno alla vostra personalità che abbia una mission, degli obiettivi e alcuni elementi brand visivamente riconoscibili.
I datori di lavoro odierni sono consumatori sociali che vi assumeranno più probabilmente basandosi sull’esperienza che vendete piuttosto che sulla vostra capacità di svolgere determinati compiti.


Prezzo: conoscete il vostro valore

Dovete capire quanto valete! A seconda delle vostre competenze e dei vostri risultati, la vostra esperienza si traduce in un prezzo. Stabilite quanto valete a seconda del livello di retribuzione medio nel vostro settore, e siate risoluti sullo stipendio che sarete disposti ad accettare. 


Posizione: trovate la vostra nicchia

E' fondamentale che selezioniate una sfera di influenza e rimaniate fedeli ad essa, anche se potrebbe dipendere da un settore, da una base di conoscenza così come dalla stessa geografia.
Siate realistici quando stabilite dove volete che il vostro pubblico target passi il proprio tempo. Cercate le persone che hanno bisogno del vostro servizio e scoprite in che luogo della rete si radunano. 


Promozione: comunicate il vostro brand

Questa tattica finale è probabilmente una delle più importanti.
Come comunicare il vostro messaggio al mercato a cui mirate? Selezionare i mezzi adeguati fa la differenza fra il guadagnarsi una grande attenzione o l’essere ignorati in mezzo alla confusione.

Per prendere questa fondamentale decisione, riportate la vostra attenzione verso il vostro pubblico di interesse. 

Determinate dove i membri del vostro pubblico di interesse ottengono le informazioni e assicuratevi che i vostri messaggi siano presenti in quei canali. Ancora una volta, che ciò implichi la costruzione di un sito per vendere i vostri servizi o la creazione di una campagna pubblicitaria su un giornale locale o blog, la tattica più efficace dipende interamente dal vostro pubblico. Usate ogni opzione nella vostra cassetta degli attrezzi di self-marketing per fare un buon lavoro.

Le nuove tecnologie hanno profondamente plasmato le nostre interazioni professionali e sociali: in ogni caso, per vendervi adeguatamente, dovete tenere in dovuta considerazione i precetti del marketing tradizionale. Che stiate cercando un lavoro o desideriate essere considerati esperti del vostro settore, potete raggiungere i vostri obiettivi costruendovi un brand attorno, dando una prima impressione memorabile e facendo sì che le persone vogliano scoprire qualcosa in più su di voi.


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A cura di Davide Algeri

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Scrivere articoli efficaci in 12 mosse

Scrivere articoli efficaci in 12 mosse | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Davide Algeri: Credo che queste regole già note, ma repetita iuvant, possano essere applicabili tranquillamente alla scrittura di un articolo che parli di psicologia.

Quindi non vi resta che applicarle e testarne i risultati.


Tratto dall'articolo: Come scrivere una relazione capace di riportare i fatti fedelmente e chiaramente? Cioè: come fare una relazione di lavoro – o di altro tipo – che sia davvero efficace? Una premessa. Che cosa intendiamo quando parliamo di relazioni?


  1. Scegli bene il tuo obiettivo
  2. Mettiti nei panni del destinatario
  3. Fa’ un elenco delle cose che occorre scrivere
  4. Cerca fonti autorevoli
  5. Scrivi il testo della relazione seguendo una struttura precisa
  6. Sii semplice, chiaro, concreto
  7. Usa i grafici e le tabelle
  8. Inserisci fotografie e immagini
  9. Formatta il testo della relazione
  10. Scegli un titolo efficace
  11. Usa gli abstract
  12. Rileggi con cura la relazione


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A cura di Davide Algeri

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Il tuo capo è “social-scettico”? Allora devi leggere questo

Il tuo capo è “social-scettico”? Allora devi leggere questo | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Avere una presenza aziendale sui Social Media: un istintivo scetticismo circonda questi progetti ancora in molte organizzazioni. Convincere il proprio top management o il titolare dell'azienda che i social media non siano un fuoco di paglia è un compito che richiede una buona dose di pazienza e valide argomentazioni.

Proviamo qui ad elencare una serie di suggerimenti (non necessariamente in ordine di importanza) che possono tornare utili per cercare di convincere i vostri manager social-scettici.


Via Social Media Easy, Carlo Mazzocco, Patrizia Splendiani
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Le 12 sfide dei Social Media Manager di successo

Le 12 sfide dei Social Media Manager di successo | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Cosa fanno i Social Media Manager?

Sono in pochi a saperlo e ancor meno a capirlo a volte anche noi stessi non sappiamo bene descrivere agli altri il nostro ruolo.


Da una chat-intervista condotta da ragan.com è stato stipulato un elenco dei 12 problemi più diffusi tra i social media manager (e le possibili soluzioni). Ve le riportiamo!


Leggi i 12 problemi più diffusi tra i Social Media Manager... e le possibili soluzioni!


A cura di Davide Algeri

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Nuovi profili Twitter: ecco come crearli e 5 esempi davvero creativi

Nuovi profili Twitter: ecco come crearli e 5 esempi davvero creativi | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Come per i profili Facebook, dunque anche su Twitter è possibile inserire una cover personalizzata. Se ancora non avete provveduto a sperimentarla o avete dei dubbi su come farlo, è ora di chiarirsi le idee step by step.

 

Step 1: preparate la vostra immagine

Per prima cosa bisogna preparare l’immagine che farà da cover al vostro profilo; le dimensioni richieste sono 1200px in larghezza e 600px in altezza

 

Step 2: impostazioni –> aspetto

Una volta settata la vostra immagine, siete pronti per cliccare la rotellina in alto a destra e ancora su “impostazioni”. Una volta entrati, scegliete ”aspetto” dall’elenco sulla sinistra.

 

Step 3: caricate la vostra immagine

Come noterete, oltre al consueto sfondo da poter personalizzare con un’immagine a piacimento, ora potete scegliere anche l’intestazione.

 

Step 4: le ultime modifiche

A questo punto Twitter vi darà la possibilità di riposizionare la vostra immagine, di centrarla o di rimpicciolirla o zoomarla.

 

 

Leggi tutto: http://www.ninjamarketing.it/2012/09/26/nuovo-profilo-twitter-guida-esempi-creativi/


Via ROBERTO P. TARTAGLIA
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La guida per scrivere sui social network

La guida per scrivere sui social network | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Davide Algeri: Consiglio a tutti i colleghi che utilizzano i social per comunicare con i propri followers, di scaricare e leggere questa guida (in inglese) prodotta dalla CDC (Centers for Disease Control and Prevention) , che offre spunti e consigli interessanti su come presentare i propri post e prodotti sui social.


Tratto dall'articolo: La CDC è un’organizzazione governativa statunitense che opera in ambito sanitario e che vanta una grande esperienza nell’uso dei social network.


Iniziamo dai consigli per Facebook:

• Lunghezza: il CDC raccomanda di pubblicare messaggi di 250 caratteri o meno, affinché la comunicazione possa essere interamente letta, e senza sforzi, dagli utenti web.
• Non solo testo: conviene sempre inserire un link a una pagina del vostro sito web, oppure una foto o un video.
• Motivare all’azione: occorre invitare gli utenti ad assistere a un evento, a usare una risorsa messa a disposizione da chi pubblica il post, a visitare un video ecc.
• Tono: meglio privilegiare un tono amichevole, informale e professionale. Evitare il gergo.
• Abbreviazioni: da evitare il più possibile, dato che non sono facili da comprendere per chi non le usa frequentemente.


La guida illustra poi i consigli per comunicare sul web con Twitter:

• Lunghezza: il tweet ideale dovrebbe essere lungo al massimo 120 caratteri, includendo nel computo un URL abbreviato. Questo per facilitare la condivisione e i commenti da parte degli altri utenti.
• Non solo testo: meglio inserire nel tweet un link al sito web aziendale oppure a quello di un partner, con una menzione (@) o un hashtag (#).
• Motivare all’azione: se possibile, iniziare il messaggio con un verbo d’azione.
• Tono: usare un tono amichevole, professionale e orientato a stimolare l’azione di chi legge.
• Abbreviazioni: da evitare, ogni volta che si può.


Da ultimo, ecco i consigli su come scrivere messaggi SMS efficaci:

• Lunghezza: anche in questo caso, è raccomandata la brevità. In pratica, il consiglio è quello di mantenersi sotto i 140 caratteri.
• Non solo testo: fornire dei link che siano studiati appositamente per gli apparecchi mobili.
• Motivare all’azione: studiare quali sono le parole chiave che maggiormente possono coinvolgere i destinatari dei messaggi SMS. In generale, studiare sempre qualcosa che attiri l’attenzione dei destinatari, come invitarli a compilare un questionario o a visitare una pagina web che sia particolarmente significativa per il target da loro rappresentato.
• Abbreviazioni: da usare solo se sono estremamente facili da comprendere e se non modificano il senso del messaggio SMS.


A cura di Davide Algeri

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La necessità di differenziarti

Davide Algeri: Condivido quanto riportato in questo breve, ma efficace, articolo. E' fondamentale se non necessario differenziarsi da tutti gli altri mettendo in risalto quelli che sono i propri punti di forza e le differenze con i nostri concorrenti.


Tratto dall'articolo: Uno dei modelli di frase che puoi utilizzare è:


"A differenza dei nostri concorrenti, noi [ti offriamo cosa]"


Serve a mettere in evidenza in modo chiaro al cliente cosa ti rende unico.

Puoi usarla ad esempio in un paragrafo apposito nel sito web della tua azienda.

Una frase del genere mi è capitato di usarla in campagne di acquisizione contatti commerciali (lead generation) in vari mercati differenti: dal mercato dei depuratori ad osmosi inversa al mercato dell’ingrosso bigiotteria, dal mercato del franchising al mercato dei gadget promozionali, e tanti altri ancora.

Si è spesso rivelata efficace.

In forma scritta su pagine web, come succede spesso di usarla a me, si dimostra ancora più chiara.

Tuttavia… c’è un problema.


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5 errori classici di web writing

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Davide Algeri: utilissimi consigli da tenere a mente quando si curano le pagine del proprio sito. Va bene che non bisogna essere ossessivi, ma prestare attenzione ad alcuni particolari contribuisce sicuramente a creare la differenza tra voi e gli altri.


Tratto dall'articolo: Il web writing è una disciplina irrinunciabile per rendere più efficace la presenza online di un’azienda.

Ecco i 5 errori più diffusi:


Errore 1: la scrittura è autoreferenziale.
Pensaci un attimo. A chi interessano davvero tutti i dettagli, anche minimi, che riguardano la tua azienda? Sì, certo, qualcuno li leggerà sicuramente con interesse, ma stanne certo: a leggerli saranno molti meno utenti di quel che credi.


Errore 2: la scrittura non tiene conto della SEO.
Ignorare i motori di ricerca è assolutamente deleterio. Occorre perciò che il web writer aziendale crei contenuti con un occhio alla SEO. Per esempio, questo significa curare la scelta delle keyword e l’ottimizzazione del tag title, del tag description, del tag H1 e dei tag H2-H6.


Errore 3: la scrittura non prevede call to action
Perché hai un sito web aziendale? Per far conoscere al pubblico del web la tua attività e aumentare così le tue occasioni di business. In questo senso, uno degli errori più gravi che puoi fare con i tuoi contenuti web è quello di non inserirci una o più call to action. 


Errore 4: la scrittura tratta le caratteristiche del prodotto e non i suoi benefici.
Non devi concentrarti sulle caratteristiche del tuo prodotto, ma sui suoi benefici. Devi cioè illustrare quali problemi può risolvere a chi lo usa.
Certo, le caratteristiche di un prodotto sono importanti, ma da sole non vendono. I benefici invece sono più potenti. Perciò, parla delle caratteristiche in un’area secondaria, magari a cui si arriva tramite un link. 


Errore 5: la scrittura è sovrabbondante.
Si tratta di un errore che ho osservato spesso nei siti aziendali. Le imprese hanno il terrore di non dire mai abbastanza nei loro contenuti web. Dunque, i loro testi rischiano di essere sovrabbondanti. Questo è controproducente, almeno per due motivi. Il primo perché i testi troppo lunghi scoraggiano la lettura, e questo è particolarmente vero sul web. Il secondo perché in una scrittura prolissa si fa fatica a distinguere i concetti importanti da quelli secondari.

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Convertitore online: convertire video, audio, immagini gratuitamente

Convertitore online: convertire video, audio, immagini gratuitamente | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Davide Algeri: un utlissimo servizio che permette di convertire file multimediali, documenti, pdf, vide, in formati differenti. Da inserire tra i preferiti...

 

Un Se vuoi convertire audio gratuitamente su Internet utilizzando Online Convert, torna sulla pagina principale del sito, seleziona dal menu a tendina collocato sotto la voce Audio converter (in alto a sinistra) il formato di file audio che vuoi ottenere partendo da un brano musicale presente sul tuo PC (es. MP3, OGG, WMA, ecc.) e clicca sul pulsante Go. Nella pagina che si apre, clicca su Sfoglia per selezionare il file audio che vuoi convertire e utilizza il riquadro Optional settings per impostare le proprietà del brano che vuoi ottenere.

 

Leggi tutto: http://aranzulla.tecnologia.virgilio.it/convertitore-online-convertire-video-audio-immagini-gratuitamente-13565.html

 

Vai al servizio: http://www.online-convert.com

 

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Perché le persone ci scrivono?

Perché le persone ci scrivono? | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Interessantissimo e originale l'articolo di internet marketing del collega, che offre nuovi stimoli su domande che spesso ci appaiono scontate o alle quali non riusciamo a darci una spiegazione. A me personalmente è capitato di ricever eemail in cui mi veniva scritto "L'ho trovata su internet, ho lello del suo approccio e vorrei capire meglio come funziona". Domanda che apparentemente può lasciarci disorientati, ma che come suggerisce il collega può lasciare intendere "ho tanto bisogno di aiuto… è lei il professionista al quale devo rivolgermi?”

 

Tratto dall'articolo: Perché le persone ci scrivono? La risposta più ovvia sembra essere: “Per ricevere informazioni relative alla domanda che viene posta nella mail”.

Succede spesso però che le persone nelle mail chiedano informazioni già presenti nella nostra presentazione che hanno appena letto oppure nel nostro sito.
Succede spesso che le persone abbiano reticenze a porre la domanda apertamente.
Succede spesso che le domande che maggiormente premono non abbiano una risposta a parole perché riguardano la sfera emotiva della persona.
Sicuramente le persone ci contattano per ottenere un’informazione concreta, ad esempio il costo di una consulenza, oppure per sapere quali sono le peculiarità del nostro tipo di intervento… La maggior parte delle volte queste informazioni, come abbiamo detto, le hanno già lette sul nostro sito.

 

A cura di Davide Algeri

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10 cose da fare dopo aver frequentato un corso di web marketing

10 cose da fare dopo aver frequentato un corso di web marketing | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Un utile vademecum per il professionista che si sta introducendo concretamente nel mondo del webmarketing per incrementare la propria presenza. Consiglio di stamparsi questi utili consigli e di tenerli sott'occhio almeno nel primo periodo...

 

Tratto dall'articolo: Ma quali sono gli step principali da affrontare dopo aver seguito un corso di web-marketing?
1. Osservare la reputazione della propria azienda, dei propri prodotti e di quelli della concorrenza definendo possibili evoluzioni.

2. Fare ricerche sui marketplace (eBay, Amazon, marketplace verticali come Yoox …) e capire come sono presenti i competitor (direttamente, con rivenditori …).

3. Iscriversi e monitorare News Alert per le parole chiave più rilevanti.

4. Usare un RSS reader e monitorare i blog della concorrenza e del proprio settore

5. Abituarsi a dedicare una quindicina di minuti al giorno a LinkedIn estendo il proprio network, partecipando a gruppi…

6. Diffondere la cultura digitale nella Intranet aziendale (wiki, documenti …).
7. Dedicarsi ad aiutare la propria rete commerciale ad usare i social media per reperire clienti e relazionarsi con essi.

8. Dedicare attenzione a scegliere following su Twitter autorevoli e attivi.

9. Seguire il più da vicino possibile un progetto digital in cui è impegnata la propria azienda.
10. Fare una analisi della concorrenza sotto il profilo della SEO (link, pagine indicizzate, posizionamento per le parole chiave della concorrenza…).

 

Leggi tutto: http://www.thevortex.it/2012/08/10-cose-da-fare-dopo-aver-frequentato-un-corso-di-web-marketing/

 

A cura di Davide Algeri

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Come scegliere il nome per la vostra azienda?

Come scegliere il nome per la vostra azienda? | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Davide Algeri: Un'ottima guida per chi ha in mente di dare un "nome" alla propria attività e intende di conseguenza creare un logo riconoscibile da tutti.


Tratto dall'articolo: Alcune piccole regole "tecniche" per rendere efficace il nome della nostra impresa, aiutandoci a rendere riconoscibile ciò che facciamo.


Acronimi, sigle, nome dei fondatori: le possibilità sono molte, ma prima di dare libero sfogo alla fantasia, dobbiamo sapere che esistono anche regole "tecniche" per la scelta del nome.


Forma

Il nome deve:
- essere semplice:  la scelta di nomi più lunghi è indicata solo se si tratta di parole di senso compiuto.

- richiedere minimo sforzo: è bene scegliere parole che richiedano il minimo sforzo per essere pronunciate. 

- evitare il 2.0: il nome deve durare all’infinito (si spera!) quindi evitate di seguire mode come l’utilizzo del 2.0, l’uso di trattini o togliere la -e finale.


Significato

E’ importante inoltre che il nome sia :

- astratto : il nome dell’azienda deve essere lontano dall’oggetto sociale. 

- internazionale: verificare le traduzioni nelle altre lingue, meglio evitare una traduzione tipo “palline di pollo” in cinese, soprattutto se non si vendono palline di pollo!

- senza connotazioni negative: evitate nomi con significato potenzialmente negativo, soprattutto nel caso che non abbiate rispettato la regola sull’astrattezza. 


Percezione

Il nome dovrebbe suscitare emozioni e fissare nella testa degli utenti un’immagine precisa, magari ispirando metafore “magiche”, con l’obiettivo è quello di coinvolgere tutte le aree del cervello. Deve essere perciò:

- unico: evitare di scegliere una denominazione troppo simile ad altre startup “famose”, potrebbe creare confusione.

- magico: il nome deve trasferire a chi lo legge delle sensazioni.

- piacere alla vista: il nome deve generare un immagine ben precisa dell’azienda.

- avere “cervello”: immaginiamo di collegare il cervello di una persona con uno scanner MRI, il giusto nome è quello che coinvolge il più alto numero possibile di aree cerebrali.


Logo

Quando scegliete la parola dovete farlo anche in funzione del logo che la rappresenterà:
Partire:

- dalla parola al logo significa preferire una soluzione più adatta quando s’inventa una parola nuova. Per “heyzap”, ad esempio, la zeta presente nel nome è stata trasformata in fulmine per utilizzarla come logo.

- dal logo alla parola quando invece il nome è riconducibile ad un oggetto (vedi Apple), il logo ha una marcia in più! l’azienda sarà sempre identificabile a prescindere dalla presenza del testo: guardando l’oggetto vedrò anche il nome della società.


Il nome della nostra azienda dovrà essere:

- “proteggibile”: meglio tutelarsi da eventuali furti del nome, quindi verificate negli appositi registri che non ci siano già altre aziende con il nome che avete scelto e poi registrate subito il vostro marchio!

- collegato ad un dominio: sicuramente la nostra azienda avrà un sito web e magari è una funzione importantissima della nostra attività, ricordiamoci quindi di verificate se il dominio che ci occorre sia libero oppure dovremmo addirittura mettere in discussione la scelta iniziale



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Spunti per la realizzazione di un sito di successo

Spunti per la realizzazione di un sito di successo | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Davide Algeri: un utilissimo decalogo da seguire per lo psicologo che vuole mettere in piedi un proprio sito personale.


Tratto dall'articolo: dieci regole o consigli per la realizzazione di un sito di successo. 


1° – Il sito è per gli utenti, non per te

Se è pur vero che il sito è tuo e in un certo senso deve piacerti, ricorda sempre che se vuoi che funzioni, deve piacere ancor di più ai tuoi utenti.


2° – Progetta il sito sulla carta, pensando ai contenuti

Prima procurati i contenuti o fatti un idea di quello che avrai a disposizione per riempire il sito.


3° – Investi sui contenuti

Un sito solo bello viene visitato una volta, un sito ricco di informazioni interessanti spesso.


4° – Il menù è importante

Senza un menù ben organizzato, far scoprire i contenuti del tuo sito diventa difficile. E non si risolve mettendo tutto in home page.


5° – Pochi colori, pochi font

Non esagerare con i colori, scegline pochi (tre, al massimo quattro) e adeguati. Con i font, anche meno.

Un sito internet deve essere di facile lettura e gradevole, pertanto devi scegliere colori e font con attenzione:


6° – Niente effetti speciali

Evita quindi video, animazioni e musiche se non sono in linea con il tuo sito.


7° – Testi brevi e adatti al web

Online è difficile leggere e sappiamo che l’utente resta solo pochi secondi su una pagina.


9° – Renditi attivo

Se il sito è finito ed è online, il lavoro non è terminato. Ora devi farlo conoscere.

Per far arrivare i visitatori sul tuo sito hai sostanzialmente due modi: andarli a cercare o farti trovare da loro.


10° – Sfrutta le potenzialità del web

Internet è un mezzo di comunicazione e come tale va trattatato. Se lo conosci, lo puoi sfruttare.


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Come apparire nei risultati di ricerca locali di Google

Come apparire nei risultati di ricerca locali di Google | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Davide Algeri: Utili suggerimenti per farsi trovare su google, con tanto di cartina...


Tratto dall'articolo: Oggi come oggi se cerchi un’attività locale su Google (come ristoranti, pizzerie etc) vedrai che nelle prime posizioni ci sono, anziché i soliti siti, le indicazioni di attività commerciali con accanto una piccola mappa.
Prima cosa: iscriviti a Google Local
Come premessa ad un buon posizionamento sulle mappe di Google, devi naturalmente iscriverti su “Google Local”.
Se la tua attività non ha già una tua scheda (Google spesso la crea in autonomia), puoi crearla da qui
> https://plus.google.com/pages/create
In seguito dovrai cercare di posizionarti su Google, in modo che per la ricerca che ti interessa tu possa apparire nelle prime posizioni.


A questo punto puoi usare…
2 trucchi
1 – il brand dell’esercizio commerciale, l’indirizzo e il numero di telefono devono essere specificati almeno nella home page del sito, meglio se su tutte le pagine del sito. Va bene inserirli nel footer.
Ma attenzione: dovunque si parli del tuo sito in giro per il web (pagine gialle, etc. etc.) è OBBLIGATORIO che i dati siano coerenti.
Ad esempio: non mettere da una parte “S.S. 11″ e dall’altra “Strada Statale 11″.
Il consiglio è di avere sempre dati coerenti
2 – usa la città o la regione (non la via!) nel meta tag TITLE, nel meta tag
description e anche nei contenuti del sito, in maniera naturale.
Questa è una cosa banale, ma che non fa quasi nessuno. E influisce parecchio nel posizionamento.
In pratica si tratta di modificare in modo corretto l’html della pagina.


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A cura di Davide Algeri
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Come attivare conversazioni interessanti sui social media

Come attivare conversazioni interessanti sui social media | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Davide Algeri: Interessanti e molto concreti i suggerimenti presenti in questo articolo che condivido e consiglio di mettere in pratica.

E' fondamentale sia su social media, ma ancor prima nella vita reale, prima ancora di essere ascoltati, imparare ad ascoltare. A quel punto si potrà partecipare, incoraggiare e alimentare la conversazione.


Tratto dall'articolo: “La conversazione ideale dovrebbe essere una questione di dare e ricevere, ma troppo spesso si sente la mancanza del -dare-. Il conversatore volubile -o il logorroico- tende egoisticamente a parlare per ore senza dare a nessun altro, che potrebbe aver qualcosa da dire, la possibilità di fare qualcosa di diverso dall’aspettare un turno che non arriva mai” Emily Post 1922.

L’ambiente dei social media attuale non è nulla di nuovo, fatta eccezione ovviamente per la sua portata e la sua rapidità. Come operatori di mercato, spesso guardiamo ai social media come nuovi sbocchi per la comunicazione; il cuore dei social media non sta nell’invio di messaggi all’esterno, ma si trova piuttosto nella comunicazione interpersonale. Così, i venditori che cercano di partecipare a queste conversazioni devono comprendere i parametri della conversazione e evitare di diventare logorroici coinvolgendo, al contrario, i partecipanti alle conversazioni.

Queste 5 semplici strategie possono aiutarvi a lanciare il vostro brand sullo spazio social, senza farlo diventare un elemento di fastidio:

1. Ascoltare
2. Circondare
3. Facilitare
4. Partecipare
5. Coinvolgere


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A cura di Davide Algeri

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Quali sono le 10 caratteristiche di un webwriter di successo?

Quali sono le 10  caratteristiche di un webwriter di successo? | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Davide Algeri: Un ottimo articolo per chi desidera cimentarsi nel campo del webwrititng o per chi è già dentro e intende conoscere i punti sui quali può migliorarsi.


Tratto dall'articolo: Sei un aspirante web writer? Vuoi consigli su come diventare un professionista della scrittura online? Questo mio post può darti alcuni spunti su come orientarti nel mondo del web writing, aiutandoti a concentrarti sugli aspetti fondamentali della professione.

In poche parole: che qualità deve possedere un web writer per padroneggiare l’arte della scrittura online? Ne ho individuate dieci. 


1. La passione per la scrittura e la conoscenza delle sue regole

Un aspirante web writer deve conoscere perfettamente l’italiano – non sono accettabili errori di ortografia, grammatica o sintassi – e le regole della scrittura in genere. In particolare, come è ovvio che sia, dovrà poi conoscere le regole del web writing.


2. La capacità di autoformazione

L’autoformazione è un pilastro nel percorso di crescita professionale di un web writer.


3. Una curiosità onnivora

Un professionista del web writing non è solo un innamorato della scrittura, ma è anche una persona capace di godere di un film d’autore, di un bel quadro, di un brano musicale di qualità, di una poesia, di uno scorcio di paesaggio e così via. Curiosità, curiosità e ancora curiosità!


4. La conoscenza dell’inglese

Un web writer deve conoscere l’inglese. Perché le cose più importanti sulle professioni legate al web vengono pubblicate in quella lingua. Sarebbe meglio conoscere anche una seconda lingua. Personalmente, conosco anche il francese e scopro sempre qualcosa d’interessante navigando sui siti web francesi e belgi che parlano di comunicazione online e, nello specifico, di web writing.


5. Le conoscenze tecniche

Nessuno chiederà mai a un web writer di essere anche un programmatore. Ma una discreta conoscenza dell’HTML è indispensabile. Occorre per esempio sapere che cos’è il tag title oppure il tag H1. Inoltre, un professionista del web writing conosce le basi – e qualcosa di più – della search engine optimization, cioè della SEO. E sa usare i programmi di grafica per il web più diffusi.


6. L’umiltà

Un professionista del web writing, per quanto bravo sia, deve mantenersi umile. Deve cioè capire che c’è sempre da studiare, che non si è mai arrivati, che la perfezione è sempre un passo più in là.


7. Un blog personale

Un web writer deve creare un blog personale in cui parlare della propria professione e di quello che sa creare.


8. La puntualità

Un web writer rispetta le scadenze lavorative, anche quando si trova sotto pressione. E questo vale sia che lavori come dipendente che come freelance. È una questione di serietà professionale. Occorre perciò essere veloci. 


9. La chiarezza

Un bravo web writer scrive contenuti facilmente comprensibili. Per raggiungere questo obiettivo, adopera un linguaggio quanto più chiaro e semplice possibile. Senza però correre il rischio di banalizzare i propri testi.


10. La capacità di sintesi

Un professionista della scrittura online deve saper sintetizzare i concetti di cui parla. Essere ridondanti sul web non funziona. Occorre invece andare dritti al nocciolo delle cose, dando subito al lettore ciò che cerca.


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Le 10 identità del Blogger 2.0

Le 10 identità del Blogger 2.0 | Webmarketing per lo psicologo | Scoop.it

Tratto dall'articolo: Come cambia il modo di fare blogging con l'evolversi del web 2.0 e del social networking?


1. Blogger hub informativo: è il blogger che ha abbandonato l’idea del blog come “pulpito” dove esprimere la sua opinione “uno a molti”. Ha capito l’importanza di far diventare il suo blog un nodo di identità diverse, un posto per dare spazio anche ad altre idee ed opinioni e visibilità ad altri progetti. Ecco perchè un vero blog 2.0 è ricco di guest post, interviste, case history e citazioni/menzioni.


2. Blogger crossmediale: una delle funzioni della “crossmedialità” è quella di “dispiegare l’informazione nei suoi diversi formati e canali” (Wikipedia docet). Proprio quello che fa il blogger quando, una volta pubblicato un post, andrà a diffonderlo e condividerlo in diversi canali: il suo account Twitter, la sua pagina Facebook, il suo profilo di Linkedin, la sua bacheca di Pinterest, e gruppi/forum/aggregatori dove il post potrebbe trovare dei “lettori” e generare dibattito. Non “automatizza” questo meccanismo di diffusione, proprio perchè ha compreso che la “buona riuscita” della crossmedialità dipende non solo dal canale, ma anche dal formato.


3. Blogger reporter: è un inviato speciale di sé stesso e della sua community. Non si limita a scrivere post nell’ambiente rassicurante della sua piattaforma wordpress, ma sente il bisogno di dare informazioni da “redazioni in mobilità“: quando partecipa ad un evento, quando fa un viaggio, quando fa un’esperienza di consumo. 


4. Blogger lente di ingrandimento: è il blogger che non si limita a dare “notizie” e “dati”, ma che considera fondamentale accompagnarli ad una sua opinione, analisi, chiave di lettura. La sua è una funzione quasi “pedagogica” dell’informazione online: quella della lente di ingrandimento, che allarga il punto di vista sui fatti e sui fenomeni per fermarli, per invitare all’approfondimento e alla comprensione.


5. Blogger content curator: è un punto di riferimento per la sua community. Perchè ogni giorno consiglia un post interessante, uno studio innovativo, un’intervista ad un personaggio che ha qualcosa di visionario da comunicare, un evento da seguire o un’infografica da “re-pinnare”. In questa sua accezione di “content curator” è a suo modo e nel suo piccolo un influencer (termine un po’ blasonato e spesso usato con accezione negativa) proprio perchè riesce a spostare l’attenzione delle persone verso dei contenuti e quindi degli argomenti.


6. Blogger moderatore di conversazioni: è il blogger che lancia dei topic, accende delle micce, scatena i commenti online su argomenti di interesse della sua community. Quando scrive un post e lo diffonde sui social network cerca sempre di generare dibattito (al quale partecipa) con una chiusura o una descrizione “call to action“, che spinga il suo lettore a dire la propria. Si, perchè il blogger 2.0 si nutre anche e sopratutto di conversazioni, ed alimentandole avrà modo di generare interesse, creare un network e avere materiale e feedback per il prossimo post. E, cosa forse più importate, farà sentire il proprio lettore “co-creatore” del contenuto del blog.


7. Blogger misuratore del sentiment: è il blogger ricercatore, in grado di “stare sempre sul pezzo” e di tanare i “temi caldi” del suo network peggio di un cane da tartufo. Legge tanto, si informa costantemente e la mattina passa una buona oretta a spulciare i feed Rss. Testa una nuova piattaforma prima di tutti ed è in grado di capire se sarà un “successo”. Così come ha la capacità di intuire cosa interesserà alla sua community la prossima settimana e su cosa scriveranno i suoi amici Blogger. Perchè è un tool di “monitoring” umano. E nessun algoritmo riuscirà mai ad essere più efficiente e utile.


8. Blogger “netiquette”: sa che la rete non è un ambiente anarchico e impazzito. Anzi, cerca di essere un buon esempio di uso “auto-regolato” e di presenza online non invasiva. Per questo non spamma il link del suo post trenta volte al giorno, non si autocita di continuo, non chiede insistentemente il RT o la diffusione del suo “verbo”, non “tagga” senza un motivo persone molto seguite sul suo profilo postando il link di un nuovo post e non si agita se queste persone lo ignorano/non leggono il suo post/non lo commentano. Non spaccia per “farina del suo sacco” un post tradotto da una testata americana, non da opinioni su l’altrui lavoro senza motivare a fronte di ricerche e dati la propria posizione, nè tantomeno si “dimentica” di citare e segnalare il post alla persona in oggetto. Potrei continuare a lungo, ma credo che il messaggio sia stato recepito.


9. Blogger social per davvero: è il blogger che spesso esce dalla sua stanzetta/ufficio/redazione per farsi vedere e partecipare ad eventi, dibattiti, talk. No, non solo quelli dove è chiamato a dire la sua opinione come protagonista. Nè solo a quelli di una certa “pomposa” importanza. Questo blogger è social per davvero, non solo nella sua timeline di Facebook. Si mischia tra i suoi lettori, è desideroso di conoscerne alcuni e di scambiare quattro chiacchiere offline con loro. Personalmente è il blogger che preferisco, perchè dimostra una certa coerenza, amando l’interazione e la comunicazione in tutte le sue forme, non solo quelle “digitali”. Solitamente si accompagna al suo compare, il…


10. Blogger “con i piedi per terra”: ha ben presente che la sua opinione non è la verità assoluta e “il verbo”. Al contrario è aperto al dibattito e saluta come una manna dal cielo opinioni differenti dalle sue (sempre se comunicate con civiltà e garbo). Non ha un atteggiamento da “Messia” e non si autodefinisce “guru” di qualcosa o di qualcuno. Non ha paura di mostrare la sua vera identità, in tutte le sue forme: quella seriosa dell’opinionista ma anche quella divertente del “cazzaro” e quella triste dell’emotivo. Forse si fa amare proprio per questo.


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Testo tagliato, testo migliorato

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Davide Algeri: concordo in pieno con l'autrice, quando scrive:  Innamorarsi delle proprie parole è vietato a chi comunica.


La prima regola per chi vuole comunicare in maniera efficace attraverso la scrittura è quella di sintonizzarsi con il proprio interlocutore e nella società di oggi, purtroppo frenetica, per "farsi capire" bisogna essere concisi e chiari.


A tal proposito chi ha voglia può scaricare gratuitamente l'ebook che ho scritto sul "Seo & Psicologia" 


Tratto dall'articolo: 

Il testo che hai scritto ti piace? Taglialo! Puoi sicuramente accorciarlo ancora un po’. Con questo piccolo trucchetto chiunque debba scrivere un testo (un post, una news, una mail…) può essere certo di fare un piacere al proprio interlocutore/lettore.

Roba da stage di giornalismo. Ho passato giornate intere a ridurre a poche righe articoli lunghi e noiosi (i miei!) da 5000 battute a 2000, da 2000 a 1000, da 1000 a 500. Una sofferenza necessaria. Una palestra di sintesi, preziosissima, grazie alla quale ho imparato quante parole superflue vengano usate per esprimere un concetto che si può sintetizzare in una riga.


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Come puoi crearti una rendita

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Davide Algeri: Interessanti le idee, anche se personalmente preferisco inviare alla lista dei miei lettori i miei servizi.Voi che ne dite?


Tratto dall'articolo: Quando scopri una nuova proposta tecnologica interessante da parte di un’azienda con la quale hai una relazione, potresti segnalare questa nuova tecnologia alla tua lista in cambio di un compenso da parte dell’azienda.

Che tipo di compenso potresti ricevere? in genere il compenso può essere di 3 tipi:

un compenso fisso per la segnalazione alla tua lista: questa è la soluzione più semplice da gestire, ma non è detto sia la più profittevole per te
un compenso percentuale sulle vendite ottenute dalla tua segnalazione: questa soluzione di pagamento può rivelarsi particolarmente interessante, ma necessita di un meccanismo per tracciare le vendite
un compenso in base al numero di richieste di contatto e preventivo che porti all’azienda: questo tipo di compenso si chiama “pay per lead” e può rivelarsi molto profittevole; in pratica l’azienda non ti paga sul venduto (dato più difficile da controllare) ma in base alle richieste di preventivo che riceve.


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Fai vibrare la tua strategia di marketing grazie a Pinterest

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Tre semplici suggerimenti per creare una strategia di marketing vibrante grazie a Pinterest...


Essere rilevanti: innanzitutto è importante pensare come i propri clienti, mettersi nei loro panni e capirne i desideri. Questo perché Pinterest è basato sulla condivisione degli stili di vita che ognuno di noi ritiene più importanti. Per suscitare interesse presso i propri clienti non è quindi rilevante pinnare fotografie dell’ultimo convegno, ma ciò che sta alla base ed incarna la filosofia aziendale;
Umanizzare il proprio brand: essere un brand o un’azienda non significa necessariamente dover pubblicizzare i propri prodotti o avere solo foto relative ad essi. É importante avvicinare il brand e l’azienda ai clienti e questo si può fare dando loro un’identità specifica e circoscrivendo i mondi che sono loro vicini. Qual è la cultura della propria azienda, quali sono le cause in cui crede, qual è la realtà territoriale in cui è inserita, chi è il management: sono tutti aspetti che possono essere presi in considerazione come spunto per creare una pinboard di interesse per i nostri clienti;
Interagire con gli utenti: non va dimenticato l’aspetto social di Pinterest. É fondamentale coinvolgere i clienti offrendo loro valore aggiunto attraverso un’esperienza, un’interazione e magari anche mediante l’organizzazione di giochi e contest con premi, utilizzando sinergicamente altri social network.
Pinterest vibra nelle strategie di social media marketing perché si avvale del forte potere evocativo delle immagini, creando empatia con i propri clienti.

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Social Media Marketing: Dieci Strategie

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Davide Algeri: ottimo articolo scritto da Robin Good che illustra 10 efficaci strategie (la maggior parte testate dal sottoscritto) per fare social media marketing e consiglio a tutti i colleghi psicologi di utilizzare per fare vedere di che pasta siete fatti.

 

Ecco le dieci strategie tratte dall'articolo:

 

1. Diventa la fonte di riferimento

Utilizza la "content curation" per posizionarti come "punto di riferimento" per chi vuole tenersi aggiornato su ciò che accade nella tua nicchia di mercato. "Content curation" vuol dire selezionare "il meglio" di ciò che già esiste, e contestualizzandolo, arricchirlo di ulteriore valore "tagliato" per la tua specifica tribù. (Tali contenuti "curati" non devono avere alcuna finalità promozionale legata alla tua azienda o ai prodotti che vendi.)


2. Rispondi a dubbi e domande: 

Ascolta attentamente le esigenze, i dubbi e i problemi dei tuoi attuali clienti e di coloro che potrebbero diventarlo. Mettiti nei loro panni, e cerca di chiarire i loro dubbi e di rispondere alle loro necessità in maniera puntuale e sistematica.


3. Spiega ed illustra con i video

Crea dei video informativi che illustrino le caratteristiche dei tuoi prodotti, suggeriscano alternative di utilizzo, ma soprattuto, che spieghino come i tuoi prodotti e servizi possono risolvere i problemi dei tuoi potenziali clienti in maniera efficace.


4. Supporta la loro passione, rendendoti utile

Realizza dei contenuti/servizi utili che soddisfino ed arricchiscano la passione che unisce il tuo servizio con i tuoi clienti. Facilita, arricchisci, semplifica, esalta ciò che rende felici ed appassiona i tuoi clienti.


5. Coinvolgi i tuoi clienti

Crea dei luoghi dove i tuoi clienti possano interagire tra loro, scambiandosi idee e consigli, imparando gli uni dagli altri e scoprendo nuove possibilità di fruizione dei tuoi prodotti. Fai in modo che l'esperienza del consumatore legata alla tua azienda, si protragga anche dopo l'acquisto.

 

6. Sostieni i tuoi brand ambassador

I brand ambassador sono degli agenti di marketing che, in maniera del tutto spontanea, promuovono i tuoi prodotti e servizi, perché ne hanno ricavato un'esperienza positiva. Coltiva la relazione con queste persone, gratificale, premiale e dagli tutto il supporto necessario affinché possano comunicare al meglio e raggiungere un pubblico ancor più ampio con le loro storie.

 

7. Offri gli strumenti e lascia personalizzare

Regala alla tua tribù gli strumenti necessari per poter personalizzare al massimo l'utilizzo dei prodotti e servizi che tu gli offri. Non forzare tutti dentro la stessa "scatola". Consenti loro di poter creare un'esperienza su misura per le loro specifiche esigenze.


8. Sorprendi, Intrattieni

Crea dei contenuti che sorprendano, intrattengano e generino un effetto "WOW". Anche se questa è una strategia un po' "vecchio stile", accessibile in particolar modo a chi ha budget più sostanziosi, l'elemento "social" chiave che fa la differenza è la personalizzazione e la possibilità di non essere semplicemente uno spettatore passivo. Fai in modo di sorprendere i tuoi lettori e fan creando un'esperienza interattiva online. Un'esperienza personalizzata, originale e dove loro stessi possano "contribuire", "remixare", e diventare "personaggi" nella storia che hai creato per loro.


9. Offri un palcoscenico ai tuoi clienti

Dai modo ai tuoi clienti di "metterci la faccia". Crea uno spazio dove possano condividere con tutti la propria esperienza con la tua azienda ed i suoi prodotti. Le loro storie sono davvero un potente veicolo di marketing a costo zero.


10. Fai raccontare ai tuoi clienti le loro storie.

Dai modo ai tuoi clienti di poter raccontare le loro storie, di come usano i tuoi prodotti e di come li hanno adattati alle loro esigenze specifiche. Dai loro un palcoscenico, e la possibilità di essere anch'essi "star" del tuo "universo".

 

Leggi tutto l'articolo: http://www.masternewmedia.org/it/social-media-marketing-dieci-strategie-ed-esempi-reali-di-come-farlo-bene/

 

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Comunica le Tue Idee Come Non Hai Mai Fatto Prima

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Davide Algeri: Prezi è sicuramente un ottimo strumento per diffondere contenuti propri in modo diverso dal solito. Per questo consiglio ai colleghi psicologi di scaricare quest'utile guida gratuita, che spiega in modo semplice e chiaro, come creare presentazioni di successo.

 

Tratto dall'articolo: Raramente una presentazione ha successo grazie alla mole di informazione che propone. Anzi nella maggior parte dei casi l’efficacia dipende da quanto poche ma selezionate sono le informazioni che vengono condivise.

Una presentazione non è un documento, per cui non trattarlo come tale. Non c’è bisogno che ogni slide sia piena all’orlo di parole, diagrammi o numeri.

Ogni slide dovrebbe contenere solo ed esclusivamente informazioni sufficienti per aiutare chi ti ascolta a richiamare alla mente i punti incussi.

Secondo Nancy Duarte, autrice di Resonate, ”ogni slide dovrebbe essere abbstanza semplice da poter essere letta ed elaborata nel giro di 3 secondi.”

 

Scarica la guida: https://zentrepreneur.s3.amazonaws.com/mindvalley_italy/e_book/free/prezi_ebook_seowebmarketingstrategico.pdf

 

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3 suggerimenti (e 2 regali) per lo psicologo che vuole lavorare di più

Davide Algeri: consiglio questo video, realizzato da Luca Mazzucchelli, collega e amico, che ha deciso di fornire 3 suggerimenti utili e concreti, che a mio avviso rappresentano il punto cardine da cui partire, per lo psicologo che vuole iniziare ad autopromuoversi attraverso il web.

 

A cura di Davide Algeri

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