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La foca monaca delle Egadi adotta la tartaruga di Linosa - Vivi Enna

La foca monaca delle Egadi adotta la tartaruga di Linosa - Vivi Enna | Media | Scoop.it
Agrigento Notizie
La foca monaca delle Egadi adotta la tartaruga di Linosa
Vivi Enna
Un appello per ricostruire il Centro di Recupero Tartarughe Marine di Linosa, distrutto lo scorso a metà maggio da un incendio doloso.
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Best of the Web - 1000 Twitter Apps, Tools, Clients, and Services

Best of the Web's guide to all the Twitter apps, clients, and services that you will need to tweet like you've never tweeted before
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Come recuperare i file cancellati dal telefonino

Come recuperare i file cancellati dal telefonino | Media | Scoop.it

A tutti capita di cancellare accidentalmente dal telefonino qualche foto o messaggio, ma con gli strumenti giusti possiamo recuperarli.

Come recuperare i file cancellati dal telefonino A tutti capita di cancellare accidentalmente dal telefonino qualche foto o messaggio, ma con gli strumenti giusti possiamo recuperarli. Non disperiamoci se abbiamo eliminato per errore qualche foto o qualche messaggio dallo smartphone, perché con gli strumenti giusti possiamo recuperare i file cancellati dal telefonino. Se poi si tratta di uno smartphone Android, siamo anche più fortunati perché le soluzioni a disposizione sono molteplici. Innanzitutto vale la pena ricordare che quando capita di cancellare per errore qualche file sul telefonino, è bene non salvare altri file. Se la memoria viene sovrascritta, il recupero diventa più difficile. Se i file si trovavano su una scheda di memoria, possiamo renderci il tutto più semplice utilizzando il nostro computer. Dovremo innanzitutto rimuovere la scheda dal telefonino inserirla nel lettore di memory card del pc: molti lo hanno già integrato, altrimenti si deve acquistarne uno a parte. A questo punto scarichiamo e installiamo il programma Recuva: la versione Free è più che utile al nostro scopo. L’uso di Recuva è molto semplice. Quando lo si avvia, un wizard ci guida passo passo al recupero dei nostri file. Nell’ordine dobbiamo indicare il tipo di file, il percorso della scheda di memoria sul pc e opzionalmente attivare la scansione approfondita per una ricerca più efficiente. Al termine verrà visualizzato l’elenco dei file trovati e potremo recuperarli sul pc. Recuperare i file cancellati dal telefonino con un’app Se i file risiedevano nella memoria interna del telefonino, possiamo procedere in due modi diversi. Il primo consiste nell’usare un’app come DiskDigger Photo Recovery scaricabile dal Play Store. Questa app consente di recuperare le foto cancellate accidentalmente. Per effettuare una scansione più approfondita richiede che il telefonino abbia i permessi di root. Opzionalmente è possibile acquistare la versione pro a 3,37€ che supporta il recupero anche di altri formati file. Altra applicazione molto utile al caso è Undeleter Recover Files & Data che consente di recuperare non solo le foto, ma anche sms, chiamate e dati di altre applicazioni. Richiede i permessi di root. Poi c’è Hexamob Recovery, anche in questo caso per recuperare i file occorre che il telefonino abbia i permessi di root. E in ultimo si può usare GT Recovery – Undelete,Restore, ottima app che consente di recuperare praticamente qualsiasi tipologia di file o dati: ma anche in questo caso l’app deve accedere a file di sistema e quindi richiede i permessi di root. Recuperare i file cancellati dal telefonino col pc Il secondo modo per recuperare i file cancellati dal telefonino è usare il pc con un software di recupero. Il primo che consigliamo è FonePaw Android Data Recovery. Dopo averlo installato, si deve collegare il telefonino Android al pc con abilitata l’opzione Debug USB. Lo si fa dalle Opzioni sviluppatore cui è possibile accedere seguendo la guida mostrata in questo articolo. Lanciare quindi FonePaw Android Data Recovery. Apparirà sullo schermo del telefonino una finestra da cui dovremo dare l’autorizzazione al collegamento. A questo punto sul pc il software ci chiederà quali dati recuperare. Dopo averli selezionati, cliccare su Next per proseguire. FonePaw Android Data Recovery effettuerà quindi un’analisi della memoria del telefonino alla ricerca dei dati cancellati. L’operazione potrebbe richiedere qualche minuto. Potrebbe essere necessario concedere anche in questo caso i permessi di root per trovare tutti i file. Al termine potremo selezionare i file e recuperarli salvandoli sul nostro pc. Altri software simili sia nelle funzionalità che nella modalità d’uso sono Recovery Android, Yodot Recupero per Android e Tenorshare Android Data Recovery. Si tratta di software commerciali che è comunque possibile provare gratuitamente scaricando la trial dal sito. In futuro vedremo anche come recuperare i file cancellati dall’iPhone.

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Analisi dei crash "schermo blu" di Windows e cercare la causa di errore

Analisi dei crash "schermo blu" di Windows e cercare la causa di errore | Media | Scoop.it
Analisi dei crash "schermo blu" di Windows e cercare la causa di errore

Ultimo aggiornamento: 09/08/2016
Programmi per capire l'origine e la causa degli errori Windows con schermo blu BSOD ed avere maggiori dettagli sui crash di sistema


Questo articolo nasce per dare un supporto, a coloro che usano Windows, per il tipico problema dello schermo blu.
L'errore più grave di un sistema Windows si nota quando il sistema si blocca del tutto e compare un messaggio d'avviso su uno schermo blu degno dei computer anni 80 con su scritto robe incomprensibili.
A quel punto, non resta che avviare il pc, ricevere n altro messaggio che "si è verificato n erore grave", e sperare che non riaccada.
Windows 98 veva questo tipo di errori molto frequentemente mentre con Windows XP questo tipo di errore si verifica molto poco e, in genere, è causato dal collegamento di periferiche o dispositivi esterni.
Su Windows Vista, esperienze di diversi utenti testimoniano che lo schermo blu è d'abitudine e che il sistema va in tilt con una buona frequenza.

In genere, il messaggio d'errore scritto sullo scherm blu recita in questo modo:
A problem has been detected and Windows has been shut down to prevent damage to your computer.

If this is the first time you’ve seen this stop error screen, restart your computer. If this screen appears again, follow these steps:

Check to be sure you have adequate disk space. If a driver is identified in the Stop message, disable the driver or check with the manufacturer for driver updates. Try changing video adapters.

Check with your hardware vendor for any BIOS updates. Disable BIOS memory options such as caching or shadowing. If you need to use Safe Mode to remove or disable components, restart your computer, press F8 to select Advanced Startup Options, and then select Safe Mode.

Technical information:
*** STOP: 0×0000007E (0C0000005, 0×81C908A2)
Collecting data for crash dump …
Initializing disk for crash dump …
Beginning dump of physical memory.
Dumping physical memory to disk: 50
In questo messaggio non vi è mai scritto il motivo dell'errore o la causa del problema ma vi è l'indicazione del numero di errore e di dove viene memorizzato il file che coniene le informazioni da analizzare.
Questi file si chiamano crash dump e, di solito, sono salvati in C:\WINDOWS\Minidump e C:\WINDOWS\MEMORY.DMP.
I Crash di Windows però sono molto difficili da analizzare, i file del crash dump sono tosti anche per informatici esperti.
Il numero dell'errore (s. STOP: 0×0000007E) si può cercare sul sito Microsfot o su Google per capire a cosa si riferisce ma difficilmente si troveranno soluzioni perchè ciascuno "STOP" può avere diverse cause.

Sul registro eventi (vedi altro articolo come correggere errori usando il visualizzatore di eventi), di cui si parla in un altro post, rimane sicuramente traccia dell'errore ma probabilmente senza alcun riferimento alla possibile causa.

Allora, visto che è cosi difficile, abbiamo il software adatto ad interpretare il crash dump, leggerlo e capace di dire concretamente, qual'è la causa del crash a schermo blu con l'ausilio di due importanti programmi.

1) Risoluzione problemi "Schermo Blu" di Microsoft, lo strumento ufficiale per capire se l'errore si è verificato dopo un aggiornamento e scovare la causa.
Tenere conto che in Windows 10 lo schermo blo contiene anche un codice QR da scansionare con lo smartphone in modo da essere subito indirizzati a una ricerca dell'errore.

2) WhoCrashed mostra immediatamente quali driver hanno causato un crash o un blocco del computer.
Nella maggior parte dei casi è possibile individuare i driver che sono stati causa di problemi sul computer in passato.
Whocrashed fa una analisi dopo il decesso di un pc leggendo il crashdump e presentando in modo più comprensibile la causa del problema.
Per usare questo strumento software, non c'è bisogno di software aggiuntivi complessi, non serve essere degli esperti e non è necessario avere alcuna competenza di debug per essere in grado di scoprire quali sono i driver che causano problemi al computer.
La prima volta che si clicca sul pulsante Analyze (Analizza), il programma chiede di selezionare il percorso per il Debugging Tools di Microsoft Windows (di solito in C:\Programmi\Debugging Tools for Windows) oppure offre la possibilità di scaricare il programma di installazione premendo il pulsante "Download the required file from Microsoft site now".
Non ci aspettiamo miracoli, molto spesso il crashdump stesso non riesce a identificare la causa del problema e fa solo ipotesi dicendo di controllare l'hardware del computer, la RAM, il processore o altri dispositivi che potrebbero essere non compatibili con il resto del computer.
Tuttavia vale la pena usarlo, qualche informazioni in più la da e, nel caso, è possibile chiedere il parere di esperti, anche su forum tecnici, con in mano qualche indizio in più.
WhoCrashed Home Edition è gratuito, funziona su Windows 7 e sulle versioni 2000/2003/XP/Vista/2008 (esiste anche una versione Pro per uso aziendale) ed è sviluppato dalla stessa casa che produce Antifreeze, il programma per sbloccare il pc di cui abbiamo parlato nell'articolo "Se il pc non si muove e non risponde, come sbloccarlo senza riavviare Windows".

3) BlueScreenView è un programma della famosa Nirsoft.
BlueScreenView esplora e legge tutti i file minidump creati durante la schermata blu di morte del pc che si vede quando si blocca e visualizza le informazioni su tutti i crash in una tabella.
Per ogni incidente, BlueScreenView visualizza il nome del file minidump, la data e l'ora dello schianto, le informazioni visualizzate nella schermata blu ed i dettagli del responsabile dell'errore o il modulo che forse ha causato il crash ( il nome del file, il nome del prodotto, la descrizione del file, e la versione del file).
Per ogni errore grave visualizzato nel pannello superiore, è possibile visualizzare i dettagli del driver di periferica caricato durante il crash nel riquadro inferiore. Per divertimento è possibile anche vedere una demo del crash andando a Options > Lower Pane Mode e selezionare lo schermo blu in stile XP.
Questo programma è portatile, non richiede alcuna installazione e l'eseguibile può essere lanciato direttamente da una penna USB e non c'è neppure bisogno di strumenti di debug Microsoft installati per l'utilizzo di questo strumento.
BlueScreenView funziona con le versioni a 32 bit di Windows XP, Windows Server 2003, Windows Server 2008, Windows Vista e Windows 7.

4) Sempre Nirsoft fornisce un altro tool, Wincrash Report, per vedere la descrizione di tutti gli errori Windows, compresi quelli dei singoli programmi quando si chiudono da soli per errore mostrando quell'antipatica finestra con la X rossa.

Dalla mia esperienza, la maggior parte delle schermate blu sono causate dal conflitto dei driver hardware o dal fatto che sono difettosi o ancora di una memoria RAM con problemi.

5) Un altro programma (per esperti) trattato in un altro articolo permette di fare l'analisi di errori e crash di programmi che si chiudono e bloccano da soli.

6) La memoria RAM è la principale causa dei blocchi Windows con schermata blu e, probabilmente, cambiarla risolverebbe il problema.
Prima però di procedere alla sostituzione, bisogna verificare che la RAM sia danneggiata.

7) Solo per sistemisti esperti, tecnici di computer e utenti coraggiosi, si può usare, come strumento di diagnosi, il tool Microsoft Windows Driver Kit.
Si tratta di una ISO da masterizzare in un CD che contiene il Debugging Tools for Windows avviabile dal file WinDbg.exe.
Per fare una diagnosi del memory dump, si deve aprire la directory c:\windows\symbols e sovrascriverla con i Symbols all'indirizzo http://msdl.microsoft.com/download/symbols/.
Per ulteriori dettagli, leggere la guida in inglese sul sito Techradar.

Prima di postare domande, consiglio di leggere le risposte ad alcune domande comuni sullo schermo blu e lo spegnimento improvviso del computer
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Aumentare la risoluzione dell'Eee PC sotto Windows • Ridble

AsTray Plus è un utility freeware sviluppata dalla comunità di Eeeuser che permette di utilizzare su un Asus Eee PC risoluzioni virtuali più alte rispetto alla 800×480 nativa.
Giunta alla versione 1.3.6, tramite alcuni accorgimenti e modifiche ai fonts dell’interfaccia, permette di ottenere un effetto simile a quello che si avrebbe con risoluzioni maggiori.
Questa nuova release, rende disponibili alcune “risoluzioni virtuali” (in totale adesso sono 5: 1024 x 768, 1000 x 600, 900 x 540, 880 x 528 e 850 x 510 pixel), corregge numerosi bugs della precedente e permette di passare da una profondità di colore di 32 a una di 16 bit automaticamente (per migliorare la resa dei caratteri).
E’ bene notare che questo software è comodo a chi usa programmi che richedono risoluzioni maggiori di quella standard o a chi vuol visualizzare una particolare pagina web senza aver bisogno dello scrolling orizzontale.
Per finire, ecco il link alla pagina del wiki di eeeuser che spiega come installarlo ed utilizzarlo con l’Eee PC.
Non ho potuto testare personalmente questo AsTray Plus visto che non ho un Eee PC con Windows installato; mi fate sapere come se la cava?
PS: Funziona su tutti i pc con scheda video Intel GMA e sistema operativo Windows, non solo sull’Eee PC.
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NETBOOK con risoluzione schermo a 1024X768

NETBOOK con risoluzione schermo a 1024X768 | Media | Scoop.it

NETBOOK con risoluzione schermo a 1024X768
Pubblicato da Mirco B in PC · 6/6/2014 16:30:41
Tags: netbook, risoluzione, monitor
La risoluzione nativa dei Notebook è quasi sempre fissata a 1024x600, che è scomoda da usare, e anche peggio se è installato Windows 8, dove  comparirà abbastanza spesso un messaggio di questo tipo:



Bene, la domanda è : Come ovviare a questo fastidioso problema?

Abbiamo due tipologie di soluzione: una manuale e una automatica. Ma andiamo con ordine.

SOLUZIONE MANUALE

Su Windows 7 & 8 si procede in questo modo:

1) Clicca col tasto destro nell'angolo in basso a sinistra (o in alternativa usa la combinazione di tasti Win + X) e nel menù che appare clicca su "Esegui..."
2) Nella finestra che appare digita la parola "regedit" (senza virgolette) e clicca su OK per far aprire il registro di sistema.
3) Nella barra dei menu, in alto, clicca su "Modifica" e quindi su "Trova...".
4) Nella finestrella che appare digita "Display1_DownScalingSupported" (senza le virgolette) e poi clicca su "Trova successivo".
5) Dopo qualche secondo di attesa, nella parte a destra verrà evidenziata la scritta "Display1_DownScalingSupported". Fai doppio clic sulla scritta.
6) Nella finestrella che appare cancella lo zero nella casella di testo e sostituiscilo con il numero 1, poi clicca su OK.
7) Chiudi tutto e riavvia il computer.
8) Una volta riavviato, clicca col tasto destro sul desktop (NON sulla schermata start) e clicca su "Risoluzione dello schermo".
9) Dalla finestra che si apre imposta una delle due risoluzioni disponibili.

Le due risoluzioni disponibili dopo aver effettuato l'operazione saranno 1024x768 e 1152x864. Personalmente consiglio di impostare la 1024x768 perché così l'immagine sarà schiacciata solo in verticale, mentre se si imposta la 1152x864 l'immagine risulterà schiacciata sia orizzontalmente che verticalmente. Purtroppo però questo difetto ci sarà in ogni caso. Per esempio, nelle foto le persone appariranno basse e grasse. Il difetto si ha soprattutto nei programmi normali. Nelle app metro invece il difetto non si nota molto.

Resta però la scomodità di dover cambiare più volte la risoluzione ogni volta che si eseguono quel tipo di applicazioni (nativa -> forzata -> nativa), pertanto vi può tornare utile questo comodo programma che vi permette di cambiare velocemente risoluzione tramite una combinazione di tasti: Hotkeys Resolution Changer.



Ora, ad esempio, potrete premere Ctrl + Alt +1 per impostare la risoluzione X, mentre con Ctrl + Alt + 2 imposterete la risoluzione Y; il programma resta attivo in background senza appesantire il netbook.

Risulta comodo anche nel caso usiate monitor esterni (via VGA o HDMI) con risoluzione diversa dalla vostra. 


Windows 8 – Come eseguire app con risoluzione elevata sui netbook OTT 28 Pubblicato da backlab Windows 8 su netbook ha il limite della risoluzione massima di questi ultimi, solitamente 1024×600 (contro i 1024×768 minimi richiesti), troppo bassa per consentire ad alcune modern app di essere eseguite correttamente. Infatti non di rado apparirà questo messaggio: I netbook hanno per la maggior parte una GPU Intel, la quale fortunatamente ha delle opzioni nascoste che permettono di forzare lo schermo a visualizzare risoluzioni non native (ricordo che i pannelli LCD hanno solo una risoluzione ottimale, quella nativa appunto). Attenti anche alla frequenza del monitor, altrimenti rischiate di vedere sempre lo schermo nero (out of sync); in tal caso avviate in modalità provvisoria per ripristinare la risoluzione e frequenza nativa. Ora premete il tasto Windows e digitate regedit per aprire il registro di sistema. Aprite la finestra di ricerca premendo Ctrl + F e inserite questa voce: display1_downscalingsupported Fate un doppio click sulla voce e cambiate il valore DWORD a 1; premete F3 per cercare tutte le eventuali voci analoghe ed editatele allo stesso modo. Riavviando dovreste trovare un paio di risoluzioni extra NON native da scegliere nel menù Risoluzione dello schermo, fra cui l’agognata 1024×768 che vi permetterà di eseguire le modern apps. Switch veloce fra le risoluzioni Resta però la scomodità di dover cambiare più volte la risoluzione ogni volta che si eseguono quel tipo di applicazioni (nativa -> forzata -> nativa), pertanto vi può tornare utile questo comodo programma che vi permette di cambiare velocemente risoluzione tramite una combinazione di tasti: Hotkeys Resolution Changer. Ora, ad esempio, potrete premere Ctrl + Alt +1 per impostare la risoluzione X, mentre con Ctrl + Alt + 2 imposterete la risoluzione Y; il programma resta attivo in background senza appesantire il netbook. Risulta comodo anche nel caso usiate monitor esterni (via VGA o HDMI) con risoluzione diversa dalla vostra. Considerazioni finali C’è un però. In alcune configurazioni, sia con alcuni tipi di GPU Intel che AMD Radeon HD (poche, ma ci sono), il trucco non funzionerà, pertanto potreste giocarvi CRU – Custom Resolution Utility come ultima carta. Non l’ho testato, ma questo programma dovrebbe forzare qualsiasi GPU ad una risoluzione personalizzata; l’unica cosa che mi raccomando è attenzione nell’utilizzo.

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Download SkypeGadget by Victor Hurdugaci

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Come creare una pagina web con Google.

Come creare una pagina web con Google. | Media | Scoop.it
Come pubblicare una singola pagina su internet usando i servizi gratuiti Google Drive, Google Documenti e Google Sites.
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Come trovare i follower comuni tra due account Twitter.

Come trovare i follower comuni tra due account Twitter. | Media | Scoop.it
Come trovare i follower comuni tra due account Twitter.
Pubblicato da Ernesto Tirinnanzi che parla di twitter
Scoprire i followers e i following comuni tra due account di Twitter con il servizio gratuito Twiangulate.


Siete curiosi di sapere se esistono utenti di Twitter che seguono contemporaneamente due personaggi politici che sono agli antipodi come ideologia? Volete conoscere chi sia follower di due celebrità che non si risparmiano antipatie reciproche?

O ancora, siete curiosi di sapere se un/a vostro/a amico/a ha gusti simili e segue alcuni utenti che seguite anche voi? Alcune di queste domande me le sono poste anche io e, dopo aver interrogato i motori di ricerca, ho trovato un tool gratuito che risponde esattamente a queste domande.

Possiamo trovare i follower comuni tra due utenti qualsiasi indipendenti dl nostro account con il servizio Twiangulate. In effetti ci sono quattro schede: Followed by, Followers of, Reach of, Keywords. Con la prima scheda si troveranno gli utenti che sono seguiti da entrambi gli account e con la seconda invece gli utenti che seguono entrambi gli account.

La scheda Reach of ci consente di verificare la qualità degli utenti collegati mentre in Keywords si potrà visualizzare le interazioni di una parola chiave con un dato account. Si va su Retrieve quindi si autorizza l'applicazione a accedere al nostro account.




Una analisi degli account di Bill Gates e di Oprah Winfrey ci mostra che seguono in comune solo 4 persone di cui sono mostrati anche gli account. Si tratta della Regina Rania di Giordania, di due columnist del NY Times e della ABC e di Ashton Kutcher, attore e produttore americano.
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Nello stalking di vicinato vittima sempre «credibile»

Nello stalking di vicinato vittima sempre «credibile» | Media | Scoop.it
Atti persecutori in condominio: la Cassazione ha ormai definito i contorni dello stalking tra vicini, soprattutto sulla credibilità di chi ha fatto querela, accreditandola di fatto quando non si possano ravvisare «intenti calunniatori...
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Alcuni smartphone Android low cost inviano dati personali in Cina | High Tech | Il Secolo XIX

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Roma - Un numero ancora imprecisato di smartphone low cost con sistema operativo Android invia costantemente dati a server cinesi. A riferirlo è il New York Times in un articoloin cui descrive come ogni 72 ore vengano trasferite nel paese asiatico informazioni sui contenuti dei messaggi, i contatti, le chiamate effettuate, le applicazioni usate e la geolocalizzazione senza il permesso degl
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Nuova tessera sanitaria: a che cosa serve e come si attiva

Nuova tessera sanitaria: a che cosa serve e come si attiva | Media | Scoop.it
La tessera blu è anche un codice fiscale e una carta dei servizi. Per comunicare online con la Pubblica amministrazione e accedere alle nostre informazioni.
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Il quiz in dialetto barese all'Eredità: 'Sì propr' du iun'

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Il dialetto barese diventa materia di cultura generale. Succede all' Eredità , la trasmissione televisiva a quiz condotta da Fabrizio Frizzi
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Online Shopping for Cool Gadgets, RC helicopter & Quadcopter, Mobile Phone, Fashion at Banggood.com

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Banggood offering the Best Bang For Your Buck, provides a worldwide coverage of products, such as electronics, cool gadgets, fashionable clothing, mobile phone, beauty accessories, home decor and garden tools, all you want can be easily bought here!
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Batterie per Catalina
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Falla Android mette a rischio milioni di utenti

Falla Android mette a rischio milioni di utenti | Media | Scoop.it

Il problema riguarda centinaia di app presenti sul Google Play Store che lasciano una “porta aperta” che consente agli hacker di controllare lo smartphone

Falla Android mette a rischio milioni di utenti May. 1st, 2017 Send to Kindle 1 Maggio 2017 - Una falla mette in pericolo gli utenti Android: la colpa sarebbe da attribuire a una “porta aperta”. La scoperta arriva da un team di ricercatori dell’Università del Michigan. Una “porta aperta” è un’interfaccia di comunicazione utilizzata tipicamente dalle applicazioni server per ricevere richieste da client remoti. Moltissime app Android presentano questa vulnerabilità che consente a eventuali cyber criminali di prendere il controllo del dispositivo e fare quello che vogliono come, per esempio, rubare i dati degli utenti o, peggio ancora, installare dei malware. La questione della “porta aperta” non è una tecnica sconosciuta perché è lo stesso problema affrontato in passato con i computer, ma è qualcosa di nuovo nel settore dei dispositivi portatili. I ricercatori, per determinare la portata del fenomeno, hanno sviluppato uno strumento – chiamato OPAnalyzer (che sta per Open Port Analyzer) – che ha eseguito una scansione su circa 100.000 applicazioni molto popolari: i risultati sono allarmanti. Troppe porte aperte I ricercatori hanno identificato 1.632 applicazioni che creano, una volta installate, una “porta aperta” sullo smartphone. Nella maggior parte dei casi, per inviare messaggi di testo, trasferire file o utilizzare il telefono come proxy per connettersi a Internet. L’analisi, scavando più a fondo, ne ha poi individuate 410 che non offrivano alcuna protezione, o comunque un grado di sicurezza molto debole, che non avrebbe impedito a malintenzionati di sfruttare questo varco per entrare nel dispositivo con facilità. I ricercatori ne hanno poi “isolate” 57 – per un’analisi manuale più approfondita – e hanno scoperto che le porte erano lasciate completamente aperte e, quindi, sfruttabili da qualsiasi hacker sulla stessa rete Wi-Fi locale del malcapitato utente, da un’altra applicazione installata sullo stesso dispositivo – anche con privilegi limitati – o, situazione ancora più inquietante, da uno script che la vittima incontra visitando un sito web. E almeno una di queste applicazioni è stata scaricata così tante volte che ci sono potenzialmente milioni di dispositivi Android vulnerabili in circolazione. Un problema da risolvere I ricercatori hanno, inoltre, dichiarato che questi “exploit” appena scoperti possono portare a un gran numero di gravi violazioni della sicurezza e della privacy come, per esempio, rubare in remoto dati sensibili come contatti, foto e persino le credenziali di protezione ed eseguire azioni estremamente pericolose, come l’esecuzione di codice malevolo e l’installazione di malware, sempre a distanza. Il problema più grave riguarda le applicazioni che vengono utilizzate per il trasferire file tra smartphone e computer via WiFi. E applicazioni di questo genere, inoltre, sono stata scaricata tra 10 e 50 milioni di volte. Quando il team dei ricercatori dell’Università del Michigan ha deciso di eseguire la scansione della rete per valutare quanti dispositivi presentavano questa vulnerabilità, nel giro di soli due minuti, hanno scoperto un gran numero di smartphone che usavano queste applicazioni. Cancellare le app vulnerabili Google non ha ancora commentato la situazione. L’unico modo per risolvere questo problema, finora, sarebbe quello di disinstallare queste applicazioni come, per esempio, Wifi File Transfer. Anche se non è la sola app incriminaao. Ed è anche un’operazione che andrebbe fatta il più in fretta possibile per evitare ulteriori problemi.

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Perilla, le proprietà e i benefici del basilico cinese

Perilla, le proprietà e i benefici del basilico cinese | Media | Scoop.it

La Perilla è una pianta ornamentale dalla quale si ricavano olii essenziali, polveri, estratti, capsule, grazie alle sue virtù

Perilla, le proprietà e i benefici del basilico cinese Dec. 27th, 2016 FacebookTwitterGoogle+PinterestTumblrWhatsApp La Perilla è una pianta ornamentale – medicinale, dalla quale si ricavano olii essenziali, polveri, estratti, capsule, molto ricchi di flavonoidi; a causa delle sue virtù terapeutiche è molto apprezzata in Oriente e da qualche anno anche nel resto del mondo. E’ un arbusto appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, somiglia abbastanza al basilico, ma se ne distingue per le foglie seghettate, più simili all’ortica, e le frequenti venature rosse o violacee; infatti viene chiamata anche basilico cinese, in America Beefsteak Plant, oppure egoma o shiso; nella lingua giapponese, quest’ultimo nome, shi-so, è tutto un programma: il primo carattere shi, significa porpora, il secondo so, significa risorto, redivivo, riabilitato; giapponesi e cinesi infatti, sono talmente convinti delle sue virtù che la chiamano anche pianta della giovinezza. La pianta di Perilla frutescens, il suo nome scientifico, è molto adattabile ai diversi climi del pianeta, cresce facilmente e molto rapidamente, tanto che negli Stati Uniti è considerata una pianta infestante. Dalle sue foglie si estrae un olio essenziale, usato da moltissimo tempo dagli erboristi orientali, che lo ritengono un estratto curativo che contiene tutte le proprietà della pianta; viene adoperato in campo medico, odontoiatrico, cosmetico, e anche come conservante. Le proprietà della Perilla In Italia esiste una struttura ospedaliera nella quale si studiano le proprietà delle piante officinali, presso l’ospedale di Empoli, diretta dal dottor Fabio Firenzuoli; i primi studi effettuati sulla Perilla hanno dimostrato che l’olio da essa estratto è il più ricco di acidi grassi polinsaturi del tipo omega 3, rispetto alle altre piante con le stesse caratteristiche; come noto gli omega 3 mantengono in buona salute il nostro organismo, svolgendo azione di tonificazione e rinnovamento di pelle, mucose, ossa, arterie e vene. L’estratto di Perilla ha proprietà antiallergiche, antinfiammatorie, e protettive nei confronti del cuore. E’ un potente inibitore della istamina, per cui riesce a controllare i sintomi più fastidiosi delle allergie, come la lacrimazione, gli sternuti, il senso di gonfiore della mucosa nasale. Pare che la Perilla sia 7 volte più attiva rispetto ai comuni farmaci antistaminici, in particolare del sodio cromoglicato. L’alto contenuto di acidi grassi contribuisce al controllo del livello di colesterolo, ma ci sono anche la vitamina E, la vitamina C, la B2, il calcio e il ferro. La Perilla ha inoltre proprietà aromatiche, digestive, toniche e antibatteriche. Benefici della Perilla La Perilla apporta sollievo e miglioramento generale nei casi di: asma allergica, rinite, dermatite, broncospasmo, asma bronchiale, bronchite, psoriasi, febbre, raffreddore e mal di testa. Ultimamente la scienza si sta concentrando sulle sue capacità antivirali e antibatteriche, a causa di un principio che è chiamato acido rosmarinico, che è lo stesso che le dà un gusto un po’ piccante, e che sarebbe capace di inibire la crescita dei batteri. La Perilla, unita ad altre erbe in una tisana rilassante, è utilissima in tutte le affezioni respiratorie invernali e primaverili; grazie ai sali minerali che contiene, calcio, potassio e ferro, risulta benefica anche per le ossa e per gli occhi. Usi della Perilla Le foglie e i semi della Perilla sono largamente usati in ambito medicinale-curativo, come abbiamo visto, ma anche in cucina ha un ruolo da protagonista. I semi, oppure l’olio che viene ricavato dalla macinatura dei semi, vengono aggiunti come condimento in molte pietanze, nelle salse o nelle zuppe; in Giappone ci si prepara anche la Coca cola, o meglio, shiso cola; un suo derivato funge da dolcificante, si chiama perillartina. Il sapore della Perilla sta tra l’anice e la melissa, con una punta piccante. L’olio estratto dai semi di Perilla viene utilizzato anche in ambito industriale, per la produzione di coloranti. I semi sono tra i preferiti degli uccellini, soprattutto i canarini. Si può coltivare in vaso o in piena terra, con molta facilità. Controindicazioni Alcuni soggetti sono allergici ai suoi principi attivi, occorre quindi prudenza nelle prime somministrazioni; se ne sconsiglia l’uso a chi prende farmaci anticoagulanti, perché l’alto contenuto di omega3 ne amplificherebbe l’effetto. TAGS Fitoterapia Mal di testa Rimedi naturali raffreddore Rimedi naturali tosse

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Come abbassare il ping e velocizzare la connessione di rete

Come abbassare il ping e velocizzare la connessione di rete | Media | Scoop.it
Ben ritrovati miei cari lettori! Oggi in questa mia guida, vi spiego un sistema molto utile che ci permetterà di abbassare il ping e velocizzare la connessione di rete. Il sistema si svolge in tre passaggi e funziona praticamente con tutti i gestori telefonici. Inizialmente ero un po scettico all'idea che funzionasse questo metodo, ma poi facendo delle prove sulla mia rete Vodafone fibra 100 mega, mi sono reso conto che in effetti il ping e la connessione ha ottenuto un miglioramento notevole rispetto a prima. Questo metodo è molto utile per chi gioca spesso online e per chi ha una connessione lenta e il ping alto. La procedura funziona sia con cavo Ethernet che con Wireless. Prima di proseguire voglio informare che i risultati possono variare a seconda del gestore di rete, dalla distanza della centrale e dalla connessione Wi-Fi. Posso solo dirvi che da me la cosa ha funzionato e tuttora adesso faccio uso di questo utilissimo sistema per migliorare la mia connessione internet. La guida è scritta per Windows 10.

Ecco i valori per per un Ping ottimo, più che buono, buono e sufficiente
Da   0 a 30 ms - ping ottimo.
Da 30 a 50 ms - ping più che buono.
Da 50 a 60 ms - ping buono.
Da 60 a 80 ms - ping sufficiente.
Primo passaggio
Annotare gli OpenDNS da Wikipedia.
Nell'angolo in basso a sinistra andare nella finestra di Windows.
Cliccare destro del mouse e andare in Connessioni di rete.
Nella propria connessione Ethernet fare click destro del mouse e andare su Proprietà.
Ora dall'elenco fare doppio click su Protocollo Internet versione 4 (TCP/IPv4).
Mettere la spunta su Utilizza i seguenti indirizzi server DNS.
Inserire i seguenti indirizzi DNS presi da Wikipedia.
Cliccare OK  per salvare le modifiche.
Sempre dall'elenco individuare e deselezionare il Protocollo Internet versione 6 (TCP/IPv6) e OK per chiudere la finestra.
Secondo passaggio
Scaricare l'ultima versione di Leatrix Latency Fix 3.
Una volta fatto bisogna estrarre il contenuto.
Dalla cartella estratta fare doppio click su Leatrix_Latency_Fix_3.03.
Dopodiché cliccare su Install e chiudere la finestra per modificare i parametri di registro.
Terzo e ultimo passaggio
Sempre nell'angolo in basso a sinistra andare nella finestra di Windows e cliccare destro del mouse.
Andare alla voce Esegui e digitare gpedit.msc e OK per entrare su Criteri Computer locale.
Nelle cartelle a sinistra espandere Modelli amministrativi e selezionare la cartella Rete.
Scorrendo in basso selezionare la cartella Utilità di pianificazione pacchetti QoS.
Fare doppio click su Limita larghezza di banda riservabile.
Dalla finestra mettere la spunta su Attivata.
Su Limite larghezza di banda modificare il valore da 80 a 100%.
Applica e OK per salvare le modifiche.
A questo punto fare una prova con Speedtest e verificare i miglioramenti del Ping e la velocità della propria connessione di rete.
Avviso!
Se per caso lo strumento Gpedit.msc non viene trovato, seguite questa mia guida su Come installare il Gpedit.msc sulle versioni di Windows che non lo supportano.
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NETBOOK con risoluzione schermo a 1024X768

NETBOOK con risoluzione schermo a 1024X768 | Media | Scoop.it

Lo strumento di calibrazione di Windows 7 è davvero efficace, utile e facile da usare. Con una procedura guidata ben spiegata in italiano, si possono eseguire vari test di calibrazione e taratura che permettono di selezionare il miglior modo di visualizzare i colori per una persona. Per ogni strumento c'è una schermata di spiegazione e poi una leva di taaratura da muovere col mouse. Il primo strumento è la regolazione Gamma, poi luminosità e contrasto e bilanciamento dei colori. Si può anche disattivare ClearType nel caso si utilizzassero altri metodi per migliorare visualizzazione del testo sul computer. Alla fine si può testare la nuova visualizzazione oppure tornare a quella precedente ed ignorare la regolazione appena fatta. Un buon programma (per Windows 7, Windows 8, Vista e XP) per regolare luminosità, contrasto e temperatura dei colori manualmente è EasyMCC che non sposta le impostazioni di calibrazione di Windows. L'utility fornisce una semplice interfaccia che contiene i cursori per modificare i livelli di luminanza, contrasto, Temperatura Colore, rosso, verde e blu del monitor. L'opzione di temperatura del colore ha un menu a tendina con quattro diversi preset di cui due personalizzabili. Un altro ottimo programma è Click Monitor DDC, per modificare contrasto e luminosità dello schermo, anche con supporto per tasti veloci. Il programma è semplice e risiede in background su Windows.


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NETBOOK con risoluzione schermo a 1024X768
Pubblicato da Mirco B in PC · 6/6/2014 16:30:41
Tags: netbook, risoluzione, monitor
La risoluzione nativa dei Notebook è quasi sempre fissata a 1024x600, che è scomoda da usare, e anche peggio se è installato Windows 8, dove  comparirà abbastanza spesso un messaggio di questo tipo:



Bene, la domanda è : Come ovviare a questo fastidioso problema?

Abbiamo due tipologie di soluzione: una manuale e una automatica. Ma andiamo con ordine.

SOLUZIONE MANUALE

Su Windows 7 & 8 si procede in questo modo:

1) Clicca col tasto destro nell'angolo in basso a sinistra (o in alternativa usa la combinazione di tasti Win + X) e nel menù che appare clicca su "Esegui..."
2) Nella finestra che appare digita la parola "regedit" (senza virgolette) e clicca su OK per far aprire il registro di sistema.
3) Nella barra dei menu, in alto, clicca su "Modifica" e quindi su "Trova...".
4) Nella finestrella che appare digita "Display1_DownScalingSupported" (senza le virgolette) e poi clicca su "Trova successivo".
5) Dopo qualche secondo di attesa, nella parte a destra verrà evidenziata la scritta "Display1_DownScalingSupported". Fai doppio clic sulla scritta.
6) Nella finestrella che appare cancella lo zero nella casella di testo e sostituiscilo con il numero 1, poi clicca su OK.
7) Chiudi tutto e riavvia il computer.
8) Una volta riavviato, clicca col tasto destro sul desktop (NON sulla schermata start) e clicca su "Risoluzione dello schermo".
9) Dalla finestra che si apre imposta una delle due risoluzioni disponibili.

Le due risoluzioni disponibili dopo aver effettuato l'operazione saranno 1024x768 e 1152x864. Personalmente consiglio di impostare la 1024x768 perché così l'immagine sarà schiacciata solo in verticale, mentre se si imposta la 1152x864 l'immagine risulterà schiacciata sia orizzontalmente che verticalmente. Purtroppo però questo difetto ci sarà in ogni caso. Per esempio, nelle foto le persone appariranno basse e grasse. Il difetto si ha soprattutto nei programmi normali. Nelle app metro invece il difetto non si nota molto.

Resta però la scomodità di dover cambiare più volte la risoluzione ogni volta che si eseguono quel tipo di applicazioni (nativa -> forzata -> nativa), pertanto vi può tornare utile questo comodo programma che vi permette di cambiare velocemente risoluzione tramite una combinazione di tasti: Hotkeys Resolution Changer.



Ora, ad esempio, potrete premere Ctrl + Alt +1 per impostare la risoluzione X, mentre con Ctrl + Alt + 2 imposterete la risoluzione Y; il programma resta attivo in background senza appesantire il netbook.

Risulta comodo anche nel caso usiate monitor esterni (via VGA o HDMI) con risoluzione diversa dalla vostra.

Si prega di correggere il post, la chiave è la seguente: Display1_DownScalingSupported c’è un uderscore di troppo

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NETBOOK con risoluzione schermo a 1024X768

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NETBOOK con risoluzione schermo a 1024X768
Pubblicato da Mirco B in PC · 6/6/2014 16:30:41
Tags: netbook, risoluzione, monitor
La risoluzione nativa dei Notebook è quasi sempre fissata a 1024x600, che è scomoda da usare, e anche peggio se è installato Windows 8, dove  comparirà abbastanza spesso un messaggio di questo tipo:



Bene, la domanda è : Come ovviare a questo fastidioso problema?

Abbiamo due tipologie di soluzione: una manuale e una automatica. Ma andiamo con ordine.

SOLUZIONE MANUALE

Su Windows 7 & 8 si procede in questo modo:

1) Clicca col tasto destro nell'angolo in basso a sinistra (o in alternativa usa la combinazione di tasti Win + X) e nel menù che appare clicca su "Esegui..."
2) Nella finestra che appare digita la parola "regedit" (senza virgolette) e clicca su OK per far aprire il registro di sistema.
3) Nella barra dei menu, in alto, clicca su "Modifica" e quindi su "Trova...".
4) Nella finestrella che appare digita "Display1_DownScalingSupported" (senza le virgolette) e poi clicca su "Trova successivo".
5) Dopo qualche secondo di attesa, nella parte a destra verrà evidenziata la scritta "Display1_DownScalingSupported". Fai doppio clic sulla scritta.
6) Nella finestrella che appare cancella lo zero nella casella di testo e sostituiscilo con il numero 1, poi clicca su OK.
7) Chiudi tutto e riavvia il computer.
8) Una volta riavviato, clicca col tasto destro sul desktop (NON sulla schermata start) e clicca su "Risoluzione dello schermo".
9) Dalla finestra che si apre imposta una delle due risoluzioni disponibili.

Le due risoluzioni disponibili dopo aver effettuato l'operazione saranno 1024x768 e 1152x864. Personalmente consiglio di impostare la 1024x768 perché così l'immagine sarà schiacciata solo in verticale, mentre se si imposta la 1152x864 l'immagine risulterà schiacciata sia orizzontalmente che verticalmente. Purtroppo però questo difetto ci sarà in ogni caso. Per esempio, nelle foto le persone appariranno basse e grasse. Il difetto si ha soprattutto nei programmi normali. Nelle app metro invece il difetto non si nota molto.

Resta però la scomodità di dover cambiare più volte la risoluzione ogni volta che si eseguono quel tipo di applicazioni (nativa -> forzata -> nativa), pertanto vi può tornare utile questo comodo programma che vi permette di cambiare velocemente risoluzione tramite una combinazione di tasti: Hotkeys Resolution Changer.



Ora, ad esempio, potrete premere Ctrl + Alt +1 per impostare la risoluzione X, mentre con Ctrl + Alt + 2 imposterete la risoluzione Y; il programma resta attivo in background senza appesantire il netbook.

Risulta comodo anche nel caso usiate monitor esterni (via VGA o HDMI) con risoluzione diversa dalla vostra.

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Come creare una pagina web con Google.

Come creare una pagina web con Google. | Media | Scoop.it
Come pubblicare una singola pagina su internet usando i servizi gratuiti Google Drive, Google Documenti e Google Sites.
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Chi mi paga se dal muro esterno viene umidità nell’appartamento?

Chi mi paga se dal muro esterno viene umidità nell’appartamento? | Media | Scoop.it

 
Chi mi paga se dal muro esterno viene umidità nell’appartamento?


RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO
Edificio non isolato dall’umidità e dalle infiltrazioni di acqua piovana: se il condominio non fa il cappotto termico deve risarcire il condomino per le macchie di muffa.
 
Chi risarcisce il condomino per le macchie di umidità apparse sulle pareti del proprio appartamento, per via delle infiltrazioni di acqua provenienti dalla facciata dell’edificio (cosiddetto muro perimetrale)? I muri esterni sono di proprietà di tutti i condomini e, pertanto, la richiesta di risarcimento del danno va inoltrata all’amministratore di condominio. Ma procediamo con ordine perché la questione può essere più insidiosa di quanto sembri.
 
 
Chi risarcisce per le infiltrazioni provenienti dai muri esterni?

Se non sono passati 10 anni dall’ultimazione del palazzo, la responsabilità per le infiltrazioni dai muri esterni del palazzo è del costruttore: la ditta che ha realizzato l’immobile è infatti tenuta a una garanzia, nei confronti degli acquirenti, per tutti i vizi che possono derivare agli appartamenti venduti. Ma attenzione: per far valere tale garanzia è necessario che la raccomandata contenente la denuncia dei suddetti vizi va inviata entro e non oltre un anno dal momento in cui il condòmino danneggiato ha conosciuto – eventualmente grazie a un perito da questi appositamente incaricato – l’esatta origine della muffa; inoltre la causa va avviata entro l’anno successivo. Se non si rispettano questi termini, la garanzia del costruttore viene meno.


 
Resta salva la possibilità per il proprietario di agire direttamente contro il condominio – in qualità di custode del bene – e poi, per quest’ultimo, di rivalersi verso il costruttore se ancora il decennio non è scaduto.
 
Se invece i 10 anni dall’ultimazione dell’edificio sono trascorsi, la responsabilità è sempre e soltanto del condominio. In pratica, tutti i condomini dovranno risarcire il proprietario danneggiato. E questo perché i muri perimetrali del palazzo sono considerati “parti comuni”, appartenenti cioè a tutti i condomini. Questi ultimi, pertanto, sono responsabili dei danni cagionati a terzi. È quanto chiarito dal Tribunale di Napoli con una recente sentenza [1].
 
Per i vizi di costruzione dell’edificio il risarcimento spetta, in via immediata, al condominio che non fa il cappotto termico ai muri esterni. Salvo poi la sua possibilità, entro il decennio, di rivalersi contro la ditta edile. È dunque il condominio che paga, in prima battuta, i danni all’appartamento invaso dalla muffa anche se derivano da un vizio di costruzione del fabbricato: l’ente di gestione ne risponde infatti come custode dei muri esterni perché non ha fatto i lavori di coibentazione.
 

[1] Trib. Napoli, sent. n. 687/16.
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Cinque passaggi per cancellare ogni traccia di te su internet

Cinque passaggi per cancellare ogni traccia di te su internet | Media | Scoop.it
(Marka)
A fronte dei miliardi di esseri umani che vogliono essere presenti su internet, e dei milioni che vorrebbero “correggere” la loro immagine digitale, non è raro trovare qualcuno che dal world wide web vuole semplicemente scomparire. Per varie ragioni, più o meno nobili. Non è un caso che si stiano affermando piattaforme digitali, studi legali e agenzie di comunicazione che sono specializzate proprio in questo: la cancellazione di ogni traccia del cliente in Rete. Senza più profili social, immagini, video, pubblicazioni, citazioni, caselle e-mail. Nulla.

Qualche mese fa furono i Radiohead a provare l’ebbrezza di scomparire dal web. Proprio alla vigilia del lancio dell’atteso nono album della band britannica, all’improvviso l’account ufficiale Twitter diventò muto, seguito a ruota da quello Facebook (con i suoi 12 milioni di “like” caduti nel nulla), e dal sito radiohead.com, diventato a sua volta una pagina vuota. Per la prima volta nella storia del web, una grande rock band aveva provato a “suicidarsi” su internet.

Ma è davvero possibile scomparire dal web? «In teoria sì - spiega uno studio legale specializzato di Londra - ma non è qualcosa che si riesce a fare in fretta, soprattutto nel caso dei personaggi pubblici». Possono essere necessari mesi di duro lavoro e tenaci negoziazioni per cancellare migliaia di immagini, facendo leva ora sul copyright, ora sulla privacy, ora sul diritto all’oblio. «In alcuni casi abbiamo lavorato anche un anno per cancellare singoli clienti dal web».

È facile sparire dal web per chi non è stato un personaggio pubblico? Diciamo che è meno difficile, ma comunque arduo, in particolare se si desidera una cancellazione il più possibile completa. I passaggi principali sono cinque. Vediamoli uno alla volta.


SOCIAL NETWORK 17 novembre 2016
Facebook sospende la condivisione di dati con WhatsApp. Ecco che cosa cambia per gli utenti
1. Cancellarsi dai social network. Il primo passo è abbastanza semplice: basta seguire le istruzioni dei diversi social per cancellarsi (Facebook, Twitter, Linkedin, G+ e così via). Attenzione alla differenza che c’è - per esempio su Facebook - tra “disattivare” ed “eliminare” un account, poiché nel primo caso il diario scompare ma solo perché “congelato”, ed è riattivabile in ogni momento. Quando viene eliminato l’account, l’azzeramento di tutti i contenuti pubblicati - come foto, aggiornamenti di stato o altri dati memorizzati sui sistemi di backup - richiede fino a 90 giorni di tempo. Nell’eliminazione dell’account G+, attenzione a non cancellare l’eventuale casella Gmail (la posta elettronica è infatti l’ultima da eliminare nel processo di addio al web).

2. Cancellarsi da tutto il resto. Dopo i social, bisogna procedere all’eliminazione del proprio profilo da tutti gli altri “contenitori” dov’è finito: forum, Paypal, Amazon, eBay, Skype, YouTube, eventuali siti di dating, gambling, e-commerce e così via. Può non essere così semplice, perché i dati personali sono un asset che vale denaro per le società che operano su internet.

3. Individuare foto, video e citazioni. Qui il lavoro diventa più difficile. Bisogna infatti fare una ricerca approfondita su tutti i motori di ricerca conosciuti (non solo Google) di ogni informazione su di voi, provando diverse stringhe: non solo nome e cognome, ma anche luoghi di nascita e di residenza, aziende in cui avete lavorato e così via. Bisogna poi prendere nota di tutto in vista del quarto, difficilissimo passo.


HACKER 21 ottobre 2016
Caccia ai pirati digitali che hanno attaccato Twitter, eBay e Netflix. L'ombra di Wikileaks
4. Chiedere l’eliminazione dei dati. Ora viene il difficile: bisogna contattare ogni singola società, webmaster, ente o blogger chiedendo la rimozione di tutti i dati su di voi. Molti di loro ignoreranno la vostra richiesta, rendendo necessaria l’adozione di vie legali, particolarmente complesse perché spesso ricadono sotto giurisdizioni di altri Paesi. In casi estremi, si può chiedere di intervenire direttamente sui server. Poi bisogna farsi cancellare dalle banche dati che raccolgono informazioni personali per rivenderle a scopo di marketing, in questo caso magari con l’aiuto - a pagamento - di società specializzate (per esempio DeleteMe). Per i più pignoli, c’è anche la complicata richiesta di cancellazione da Wayback Machine, il colossale archivio di internet, che raccoglie trilioni di pagine web.

5. Il tocco finale è l’addio alla mail. Se siete arrivati fino a questo punto, siete stati molto bravi e soprattutto tenaci. Manca solo un passo per scomparire dal mondo digitale: la cancellazione della casella e-mail. Praticamente una passeggiata, rispetto al lavoro fatto. Il premio finale è il perfetto anonimato in Rete, e la cancellazione della propria identità digitale (almeno quella vecchia). A questo punto potete fare due cose: o costruirvi un’identità internet nuova di zecca, oppure spegnere il computer. E andare a fare una lunga passeggiata fuori.
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Gli stupri delle donne gareggiano con quelli degli uomini

Gli stupri delle donne gareggiano con quelli degli uomini | Media | Scoop.it
Gli stupri delle donne gareggiano con quelli degli uomini
di Beatrice Credi - 01.12.2016


Leggere le statistiche relative alla violenza sessuale e rendersi conto che il 38% delle vittime è un uomo. E il numero è in aumento. È ciò che è successo a un team di ricercatori americani che, incuriositi, hanno voluto vederci più chiaro. Scoprendo come gli abusi perpetrati dalle donne siano più comuni di quanto si pensi. Solo che rimangono nascosti, taciuti, ignorati. E, messi poco in risalto dalle cifre ufficiali, pagano lo scotto di uno stereotipo di genere, quello del maschio predatore aggressivo e della femmina preda sottomessa, che per anni ha mostrato solo una faccia della medaglia. Ma, grazie anche a chi, in campo accademico, cerca di squarciare il velo su questo fenomeno, le cose stanno cambiando persino a livello istituzionale. Per anni, per esempio, la definizione di stupro dell’FBI è stata sessuata, si parlava di “incontro carnale di una donna perpetrato con la forza e contro la sua volontà“. Oggi questa descrizione è, invece, diventata neutra. Ci si riferisce, cioè allo stesso concetto ma senza alcuna menzione di genere. Un primo, timido, tentativo per affermare che la vittima è vittima e va protetta, qualunque sia il suo sesso e quello del carnefice.
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Come difendersi dalle estorsioni online

Come difendersi dalle estorsioni online | Media | Scoop.it
Come difendersi dalle estorsioni online

November
16
2016

Alessio Arrigoni

Alessio Arrigoni

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I cryptolocker son i peggiori virus che ci possono capitare. Lo scopo di questi virus è quello di criptare le nostre informazioni impedendone l'accesso con lo scopo di estorcere denaro. Ma vediamo meglio nell'articolo i danni arrecati e come difendersi.

La rottura di un dispositivo o un malfunzionamento qualsiasi, l’intrusione di virus o malware, possono compromettere gravemente il futuro utilizzo dei nostri dati.
Ecco perché è importante avere sempre una copia aggiornata di backup dei nostri dati indipendentemente dalla loro sensibilità perché la perdita di dati è sempre una scocciatura. In particolare in ambito professionale questo è un aspetto che non va assolutamente trascurato, pena la serie compromissione della prosecuzione dell’attività.

Il ransomware è un fenomeno alquanto preoccupante che in quest’ultimo periodo si è particolarmente diffuso: si tratta di un tipo di malware che inibisce all’utente l’accesso ai dati del computer, con lo scopo di richiedere del denaro per riavere l’accesso agli stessi. Il meccanismo tipico con cui questo fenomeno preoccupante avviene consiste nel criptare i dati della vittima, in modo tale da costringerlo a pagare: cosa comunque sconsigliata perché, tra l’altro, non dà alcuna effettiva garanzia di poter riavere il pieno accesso ai dati.

Virus come cryptolocker sono particolarmente pericolosi proprio per questa ragione: criptano i file del computer dell’utente e rendendo impossibile la loro lettura o modifica. Per capire cosa può combinare un cryptolocker potremmo citare il caso in cui tutti i file sul pc sono illeggibili ed assumono un’estensione unica ad eccezione di uno solo, in chiaro, in cui ci viene raccontato come tutti i file del nostro computer siano stati criptati (documenti, video, foto ed eventuali backup residenti sul disco fisso). Molto spesso è piuttosto complesso risalire alle origini dell’infezione (file aperti inavvertitamente via email, o altre trappole più o meno subdole), ma poco importa in effetti: una volta che il danno è fatto, è molto difficile riuscire a risolvere il problema.

I file cifrati sono infatti illeggibile perché protetti da una password casuale molto difficile da indovinare, allo scopo esistano dei tool che si può provare ad utilizzare per togliere la protezione.
L’unica opportunità è, nella maggioranza dei casi, quella di ripristinare un backup, che possibilmente è opportuno mantenere sconnesso dalla rete internet. Nel caso in cui non si abbia a disposizione un backup, possiamo cercare di reperire la chiave di accesso all’hard disk che, come è facile immaginare purtroppo, cambia in continuazione ed il suo recupero è un processo piuttosto lungo e, spesso le probabilità di successo sono estremamente basse.

Per recuperare la password imposta forzosamente sui nostri file, sono necessarie tempistiche piuttosto lunghe: per capirci, procedendo per tentativi di forza bruta, è possibile decifrare la password segreta a 128 bit, supponendo di disporre di una capacità di calcolo molto elevata, anche in diversi anni. Non è possibile dedurre la password da altri mezzi perché, molto probabilmente, l’attacco informatico subito prevedeva a priori una generazione casuale della password, che sono quindi molto difficili, o impossibili, da reperire. Si sconsiglia ovviamente di pagare il riscatto o di prendere contatti con gli estorsori, perché questo potrebbe non garantire affatto la restituzione dell’accesso ai dati e della annessa password, senza contare che i dati sono stati comunque rubati e non c’è modo, come nel caso dello snappening, di avere la certezza che siano stati cancellati.

Altra possibile soluzione è appoggiarsi a un sito come decryptcryptolocker.com, che comunque permette, almeno nominalmente di recuperare i dati criptati inviandoli direttamente agli sviluppatori, che dovrebbero fornire la copia decriptata originale senza ricevere alcun pagamento. L’unico suggerimento che posso dare prima che succeda il danno, comunque, è quello di fare attenzione a quello che si fa in internet e soprattutto di cestinare le mail sospette e di non lesinare sui sistemi di backup perché sono la sicurezza dei nostri dati al pari del sistema di allarme.

Link:
http://www.alessioarrigoni.it/contatti.aspx


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Bolletta acqua: errore per colpa del contatore o delle perdite?

Bolletta acqua: errore per colpa del contatore o delle perdite? | Media | Scoop.it
Se la bolletta dell’acqua è troppo alta rispetto ai consumi, si potrebbe trattare di una perdita all’impianto idrico e non di un guasto del contatore.
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Alcuni smartphone Android low cost inviano dati personali in Cina | High Tech | Il Secolo XIX

Alcuni smartphone Android low cost inviano dati personali in Cina | High Tech | Il Secolo XIX | Media | Scoop.it
Roma - Un numero ancora imprecisato di smartphone low cost con sistema operativo Android invia costantemente dati a server cinesi. A riferirlo è il New York Times in un articoloin cui descrive come ogni 72 ore vengano trasferite nel paese asiatico informazioni sui contenuti dei messaggi, i contatti, le chiamate effettuate, le applicazioni usate e la geolocalizzazione senza il permesso degl
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