PMI - Il business della Piccola e Media Impresa
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L'ARTE DELLA TRIADE - le nuove regole per il SEO - Posizione su google

L'ARTE DELLA TRIADE - le nuove regole per il SEO - Posizione su google | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it

Le nuove regole del SEO raccontante da un Seo Manager di eccellenza, Merlinox di StudioCappello

Mirco Cervi's insight:

Una ottima lezione di Seo Experiments allo Studio Cappello ci ha aiutato a comprendere meglio le regole del posizionamento in Google e del nuovo SEO dopo Hummibirg.

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L'ARTE DELLA TRIADE - le nuove regole per il SEO - Posizione su google

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Le nuove regole del SEO raccontante da un Seo Manager di eccellenza, Merlinox di StudioCappello

Mirco Cervi's insight:

Una ottima lezione di Seo Experiments allo Studio Cappello ci ha aiutato a comprendere meglio le regole del posizionamento in Google e del nuovo SEO dopo Hummibirg.

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La reputazione delle PMI passa anche dal web

La reputazione delle PMI passa anche dal web | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
Web reputation e credibilità sono oggi parole chiave per rafforzare la propria identità nel web: questo vale soprattutto per le imprese, poichè vi sono inevitabili ripercussioni legate alla propria attività.
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Come pagare l’IMU: assistenza e servizi online

Come pagare l’IMU: assistenza e servizi online | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
IMU: come ottenere assistenza fiscale per la compilazione del modello F24 e in quali modi effettuare il versamento per la prima rata di acconto, allo sportello o anche comodamente a casa via Web.

Interessante questo articolo per tutti coloro che non avessero ancora provveduto al calcolo dell Imi
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Cambiali e mini bond per le PMI - uno strumento poco valutato

Cambiali e mini bond per le PMI - uno strumento poco valutato | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
Non tutti sanno che, anche le Pmi possono emettere obbligazioni.
Si chiama o Minibond e l'azienda intenzionata ad usufruire di questo strumento necessita, di alcune semplici requisiti per la loro emissione.
Con gli stessi principi le Pmi possono emettere Cambiali finanziarie, sempre con l'obiettivo del finanziamento.
principali requisiti:
Bilancio certificato da un revisore
Acquisto di almeno il 5% delle obbligazioni da una banca.
Circolazione e contrattazione dei titoli tramite Istituto bancario.
Cedole annuali

Semplice no ?????
Mirco
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Ucraina, terra di business dove mancano le Pmi italiane

Ucraina, terra di business dove mancano le Pmi italiane | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
Ucraina, terra di business dove mancano le Pmi italiane Paese in questione è l'Ucraina che ieri ha deciso di presentarsi alle Pmi del Varesotto in quel di Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese, dove si é tenuto un seminario dedicato...
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Vinitaly 2012 e l’export del vino Italiano | PMI nordEst

Vinitaly 2012 e l’export del vino Italiano | PMI nordEst | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
L’eccellenza del vino Italiano è stato riconosciuto a livello mondiale. Molte le presenze di buyer asiatici con Cina al top.
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Private Equity: Veneto Sviluppo per le PMI

Private Equity: Veneto Sviluppo per le PMI | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it

Veneto Sviluppo sostiene quindi le imprese locali attraverso uno strumento che mette a disposizione nuovi capitali, in particolare per le PMI attive nel settore medico e delle nuove tecnologie applicate ai servizi, ma anche in merito all’elaborazione banche dati territoriali e ambientali.

 

Che cos'è un Private Equity ? è un fondo che investe nella vostra azienda o su un vostro progetto. In pratica è un ente esterno, diverso dalla banca che finanzia la vostra impresa, chiedendo un rientro dell'investimento in 3-5 anni e un interesse che varia da tipologia di business.
In pratica sono degli imprenditori che hanno capitali e, credendo nella vostra azienda, senza dover ricorrere a conteggi matematici o ai vincoli di Basilea3, investe una determinata somma nel capitale della vostra azienda (diventanto pertanto soci) o a debito (diventando finanziatori).
Per presentare un progetto ad un PE è indispensabile avere le idee ben chiare sullo sviluppo previsto per la propria impresa e riuscire a quantificarle in un Business Plan con previsione almeno quinquennale.


Qualora foste interessati allo sviluppo del BP e per ulteriori chiarimenti, contattatemi.
Mirco

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Le PMI italiane puntano sull'ecommerce/ Triplicato nel 2011 il ... - Libero News

Le PMI italiane puntano sull'ecommerce/ Triplicato nel 2011 il ... - Libero News | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
Le PMI italiane puntano sull'ecommerce/ Triplicato nel 2011 il ...Libero NewsLe PMI italiane investono sempre più sull'e-commerce per far crescere il loro business.
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Veneto: sostegno alle imprese artigiane

Veneto: sostegno alle imprese artigiane | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
Formazione: sostegno alle imprese artigiane in Veneto La Regione Veneto ha manifestato l’intenzione di sostenere le imprese artigiane locali, con azioni rivolte a potenziare la competitività e l’occupazione, soprattutto attraverso interventi mirati...
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Un'Agenda digitale italiana per le Pmi - Alfabetizzazione PMI

Un'Agenda digitale italiana per le Pmi - Alfabetizzazione PMI | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it

L'Agenda digitale, di cui si parla ultimamente è un piano di sviluppo della rete Adsl o di altre tecnologie per portare al 100% la copertura di tutti i distretti con linee internet di almeno 2mb/s. L'obiettivo è portare a 100mb/s la linea internet entro il 2020 al 50% delle aziende.
Altri incentivi in studio, sono quelli per l'alfabetizzazione delle PMI sul Digital Marketing e sull'e-commerce e sullo sviluppo dell'e-commerce stesso (attualmente diffuso al solo 2% delle aziende Italiane).

 

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PMI e Cloud computing - L'infrastruttura IT della PMI è il cloud - Juku

PMI e Cloud computing - L'infrastruttura IT della PMI è il cloud - Juku | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it

Cari imprenditori di PMI, oggi giorno, legati alla banda larga e a cloud computer, il senso del vostro Server interno per i Dati, il Server per la posta elettronica, le cassette di backup quotidiane, un informatico interno per la gestione di tutto .ecc...
c'è ancora ?


La teconologia del Cloud ha cambiato e sta per cambiare tutto ...
Office online  o Office 365 => per la posta elettronica

Dropbox, Google, Office 365 => per i dati

e se volete esagerare ...

Microsoft Dynamics => per il sistema informativo

Microsoft CRM => per il crm clienti ...

 

insomma tutti programmi che si pagano ON-DEmand (e molti gratuiti) per gestire completamente la vostra azienda, OVUNQUE voi siate e sempre al 100% aggiornati.

Nessun costo di infrastruttura, nessun informatico, nessun backup di cassette ...

 

Ecco il futuro

Mirco

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Private Equity: nel 2012 focus sulle Pmi - PMI.it

Private Equity: nel 2012 focus sulle Pmi - PMI.it | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it

Private Equity: nel 2012 focus sulle PmiPMI.it Investimenti in capitale di rischio: per il private equity, le attese per il 2012 sono prudenziali, ma si evidenzia un focus sulle Pmi e su alcuni settori strategici.

Per essere appetibili alle PE è fondamentale avere bene in testa il concetto di Business. Un PE cerca idee strutturate da Business Plan completi e analisi di fattibiltà veritiere e verificate. Da ultimo, PE richiede spesso il rientro dell'investimento (WayOut) con il premio in 3-5 anni.

Alternativa, per investimenti minori (10-50K) vi sono i Business Angels, dei veri angeli del business che oltre a mettere il gettone sulla vostra idea, apportano anche skills di vario livello.

 

Mirco 

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Apple cerca di conquistare la scuola 2.0 con iBooks 2. L'iPad come libro di testo

Apple cerca di conquistare la scuola 2.0 con iBooks 2. L'iPad come libro di testo | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
Cupertino tenta l'assalto al settore dell'editoria scolastica in lingua inglese. Alleanza con i grandi editori del settore scolastico americano: Pearson, McGraw Hill, Houghton Mifflin ... Un'opportunita anche per piccoli eitori italiani e sviluppatori di contenuti.
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Ecco perchè è meglio che le PMI usino Google+

Ecco perchè è meglio che le PMI usino Google+ | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
Google+ ha compiuto un anno da poco e nonostante i risultati ancora non siano dei migliori, in termini soprattutto di utenti registrati, da Mountain View non rinunciano al proprio social network e solo nell'ultimo periodo sono stata tante le novità...
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PMI Italiane : Prepararsi al cambiamento epocale | Cao Davide Luigi

Effettivamente l'Italia tiene in se il primato per numero di PMI come nessun'altro paese del mondo. La vera sfida consiste nel comprendere se questo è un punto di forza o di debolezza. Indipendentemente da quello che ...
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Pmi e marketing estero, progetto Confartigianato al via | La Nuova ...

Pmi e marketing estero, progetto Confartigianato al via | La Nuova ... | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
Un aiuto concreto per cercare potenziali partner e gestire efficamente le relazioni con essi: è questo l'obbiettivo del nuovo progetto.

Brava la Confartigianato di Vicenza, è un ottima iniziativa. Praticamente forniranno degli export Specialist alle aziende consociate per aiutarle nella ricerca di partner commerciali e clienti Esteri.
Mirco
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Facebook e storage cloud: al via file sharing per Gruppi

Facebook e storage cloud: al via file sharing per Gruppi | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
File sharing per Gruppi Facebook in ottica cloud storage: particolarmente interessante per nuove opportunità di collaborazione e condivisione anche tra utenti business.
Un esempio di applicazione e' la creazione di un gruppo di fans della vostra azienda e la pubblicazione nel cloud del gruppo di listini o cataloghi in pdf.
Interessante ....

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Consumerizzazione IT: la rivoluzione dal basso - PMI.it

Come adottare il modello Consumerizzazione IT nella propria impresa, rinnovando la policy aziendale in ottica BYOD: strumenti e consigli.

Purtroppo spesso el "paron" o "parun" (dipende se è lombardo o veneto) della fabrichetta pensa che l'Ipone sia un accessorio d'obbligo nel bagno degli hotel a 4 stelle e che l'ipad serva solo per tagliare con le dita i cocomeri virtuali o dare da mangiare all'hungry birds !

L'informatizzazione in azienda e soprattutto dotare di sistemi moderni (device fisici e programmi) i propri dipendenti e la forza vendita è sempre di più un ingrediente del vantaggio competitivo.
Gestire documenti in velocità, essere aggiornati sui calendari dei colleghi o sugli eventi, poter controllare email e rispondere in mobilità, gestire tutti i documenti aziendali come se fossimo collegati al server H:\ dell'ufficio.
Dobbiamo necessariamente cambiare di mentalità.

Dobbiamo capire che la velocità di reazione oggi è la chiave di successo per servire o vendere al nostro cliente, meglio, più velocemente e con meno sprechi.

Quanta strada dobbiamo ancora fare ....

 

Mirco

 

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Office 365 in Italia: otto casi di successo - PMI.it

Office 365 in Italia: otto casi di successo - PMI.it | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
Microsoft presenta 8 realtà; italiane che hanno adottato Office 365 come piattaforma in grado di aumentare la produttività; e tagliare i costi.
Aggiungo la mia positiva esperienza personale nell'utilizzo del cloud della Microsoft sia come srver di posta con Exchange Online che come luogo dove "depositare" documenti e renderli disponibili a rutto il team.
Mirco
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Unicredit, 4 mld per il Sud. Più di mille Pmi all'estero

Unicredit, 4 mld per il Sud. Più di mille Pmi all'estero | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it

Nel piano lanciato dal quarto istituto di credito europeo una fetta consistente (1,4 mld) viene riservata all'export per consentire alle aziende di superare la stretta della domanda interna

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Pagine Facebook: timeline di Pmi e qualche commento

Pagine Facebook: timeline di Pmi e qualche commento | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
Pagine Facebook aziendali: pronta la TimelinePMI.itAd esempio della nuova veste grafica, è possibile visualizzare la nuova Pagina Facebook di PMI.it, immediatamente aggiornata.

Attenzione, come per tutti i siti web, mettere una pagina in facebook puo essere un 'ottima opportunita a basso costo per promuovere i vostri prodotti.
E' importante comunque l'aggiornamento, nel momento in cui gli utenti cliccano sul vostro "mi piace" vogliono essere aggiornati su prodotti, eventi e iniziative.
Quindi ben vengano le facebook pages purche' non lasciate a marcire con la solita sterile presentazione aziendale.
Piuttosto che comunicare male, e' presferibile non farlo affatto.
Mirco
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Le curve della crisi

Le curve della crisi | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it
Dopo il post sulla crisi della MECTEX si è sviluppato nei commenti, ricevuti anche su un altro social network, un dibattito sulla data di origine delle crisi aziendali, perché chi ha a che fare con le PMI e soprattutto quelle in difficoltà sostiene...

Mi piace sottolineare, in questo utile grafico, la differenza temporale che intercorre tra la diminuzione dei margini e dell'ebit e la crisi del cash flow conseguente.
Spero che da questa crisi, cari imprenditori di pmi, ne usciamo almeno con la consapevolezza che guardare il Conto Economico in azienda non serve piu.
L'evoluzione della Specie imprenditore e' stata proprio questa:
Negli anni 80-90', ci si faceva consegegnare mensilmente il fatturato dal commerciale e, considerando le ottime marginalita medie, la puntualita nei pagamenti dei crediti e la disponibilita di credito bancario, era esso stesso un indice sufficente di salute aziendale.
Meta anni 90 e prima decade del 2000, l'imprenditore ha cominciato a chiedere il "bilancino". Uno strano documento mensile, speso di dubbia certezza, che dava un'idea all'imprenditore delle marginalita. Considerando che i clienti pagavano regolarmente e le banche facevano la fila per erogare crediti, il bilancino (un C. Economico approssimato) era sufficente per dare indicazioni di navigazione a vista ..all'imprenditore.
Oggi ? Be, le marginalita sono basse, le banche chiedono credito e non lo concedono, le marginalita sono diminuite, e ol mercato non Domanda. Quali sono i report che aiutano a prendere decisioni oltre la sfera di cristallo ?
Ultimamamente si e' appunto riscoperto che uno dei documenti base dell'economia aziendale, spesso dimenticato, diventa estremamente utile in questo periodo: lo Stato Patrimoniale riclassificato finanziariamente e il Rendiconto finanziario.
Lo stato Patrimoniale riclassificato, se i dati su clienti, fornitori, banche e liquidita, evidenzia in maniera netta il free cash flow, e il capitale circolante, ovvero due misure della finanza e dell'investimento in azienda.
Il rendiconto finanziario, invece, fatto alla fine di un periodo, evidenzia in che tipo di operazioni di e' assorbito liquidita, e permette quindi in maniera rapida di prendere le corrette decisioni. Se fatto preventivo, assieme al budget di costi/ricavi, permette di navigare con bussola e mappa e di conoscere le proprie possibilita di investimento e di spesa.
Mirco

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Nuove norme per il Credito PMI e il controllo a livello europeo

Proprio in questi giorni la UE 2012 sugli strumenti di sviluppo e sostegno al credito di impresa per i prossimi anni. Nuovi programmi CIP di Fondi Strutturali in vista.
Una interessante novità che ci tocca direttamente il recepimento delle nuove direttive della direttiva UE sui ritardi dei pagamenti. Le imprese europee vantano infatti 180 miliardi di euro di crediti e di questi ben 60-80 miliardi di euro sono delle imprese italiane.

Fonte Pmi.it rivisto da Mirco

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Il credito documentario

Il credito documentario | PMI - Il business della Piccola e Media Impresa | Scoop.it

Un semplice guida a chi vuole conoscere cosa sia il credito documentario e le varie possibilità di pagamento nell'internazionalizzazione.

Mirco

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Come la banca valuta l'azienda, gli indici principali per una sana PMI

L'EQUILIBRIO FINANZIARIO
Il documento principe da cui estrapolarlo è da sempre lo Stato Patrimoniale. Possiamo dividere uno stato patrimoniale in cinque macrocategorie, di cui due costituiscono le attività e tre le passività. Tra le prime due le immobilizzazioni e l'attivo circolante, tra le seconde il patrimonio netto, i debiti a medio lungo termine e i debiti di breve termine (i cosiddetti debiti di funzionamento).
La prima e più importante variabile che va presa in considerazione è il rapporto tra patrimonio netto e totale di stato patrimoniale riclassificato. Esso dovrebbe raggiungere almeno il 25%, vale a dire che per ogni 100 euro investiti in azienda, almeno 25 dovrebbero essere usciti dalle tasche dell'imprenditore. Più il rapporto scende al di sotto della soglia, più l'azienda è sottocapitalizzata, minori saranno rating e appetibilità bancaria.
FONTI INTERNE > 1/4 DEL TOTALE DEL PASSIVO
Un altro ottimo indicatore per misurare l'equilibrio finanziario è il cosiddetto leverage o indice di indebitamento. Ci sono diversi modi per calcolarlo. Alcuni a numeratore del rapporto inseriscono tutte le passività, indistintamente. Altri soltanto i debiti verso il sistema bancario, siano essi di breve o di medio termine. Altri ancora soltanto i debiti verso le banche a medio termine. In ogni caso a denominatore compare sempre lo stesso elemento: il patrimonio netto. Più l'indice si innalza e più l'azienda è sottocapitalizzata.

PFN
------------------- < = 4
PN

Dove
PFN= Posizione Finanziaria Netta (debiti verso le banche a breve e medio termine)
PN= Patrimonio Netto (Capitale sociale + Riserve + utile d'esercizio)

Valori inferiori a 4 identificano una situazione ottimale. Nel considerare però il livello ottimale del leverage, occorrerebbe anche considerare alcune altre variabili, quali il costo del debito, il cash flow generato dal business e la redditività operativa generata dalla gestione. In generale aziende in grado di produrre maggior cash flow (con valori, rispetto al totale attivo di stato patrimoniale, superiori ad esempio al 7%) e che espongano Margini Operativi Lordi interessanti ( diciamo superiori al 15% rispetto al fatturato) possono superare il livello di soglia su esposto (leverage minore di 4), grazie alla forte capacità di generare reddito (e quindi di rimborsare) dell'azienda.

Non va trascurato nemmeno il rapporto tra debiti verso le banche e fatturato. Non ha senso essere esposti verso le banche per un importo pari al fatturato, anzi sarebbe bene che l'esposizione bancaria complessiva (debiti a breve, compreso lo smobilizzo crediti, più debiti a medio termine) non superasse un terzo del fatturato. Tale soglia può essere superata se il debito e' per la stragrande maggioranza costituito da smobilizzo crediti e l'azienda sostiene pochi ritorni di insoluti, oppure se la redditività aziendale è molto elevata e quindi in grado di ripagare in poco tempo grosse fette di debito.

INDEBITAMENTO V/ BANCHE A BREVE E M/L < 1/3 DEL FATTURATO
Ancora un indicatore interessante, che tira in ballo anche un componente di conto economico, il Margine Operativo Lordo o Ebitda:PFN
---------------------- < = 3
MOL

I debiti verso le banche non devono superare il triplo del Margine Operativo Lordo generato dall'impresa, altrimenti manca la linfa per rimborsare i prestiti.

Rimanendo in tema di equilibrio finanziario occorre menzionare anche un altro indicatore:

MON
---------------- > 1
O.F.

Dove:
MON= Margine Operativo Netto o Ebit
OF= Oneri Finanziari

Nel seguito dell'articolo vedremo nel dettaglio come si formano Margine Operativo Lordo e Netto in conto economico. Il concetto che sta alla base di questo indice è la considerazione che il Margine Operativo Netto deve essere più che sufficiente a coprire il peso degli oneri finanziari che l'impresa paga.
Restando in tema di equilibrio, e' buona cosa dare un'occhiata anche a crediti e magazzino: Non è ammissibile avere crediti verso clienti o rimanenze pari al fatturato, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta.

CREDITI VERSO CLIENTI <= 1/4 FATTURATO
MAGAZZINO <= 1/3 FATTURATO
Una breve riflessione sulle immobilizzazioni e sul loro valore di bilancio. Una valutazione oggettiva della patrimonializzazione aziendale non dovrebbe prescindere da una corretta valutazione del reale valore delle immobilizzazioni iscritte a bilancio. Tali beni, per il fatto di essere iscritte a costo storico o, peggio ancora, a prezzo di riscatto in caso di acquisto tramite leasing, possono essere sottovalutate. Salvo che l'azienda non abbia sfruttato le possibilità offerte in tema di rivalutazione monetaria negli ultimi anni. E' buona norma informare gli istituti bancari sul reale valore dei propri assets, unendo al bilancio una stima del valore reale delle immobilizzazioni qualora distanti dal valore contabile espresso in bilancio.
Riguardo alle immobilizzazioni, un indice di struttura interessante che segnala se l'acquisto dei beni durevoli (immobilizzazioni) è stato finanziato con strumenti di medio termine (i cd. Capitali Permanenti, ossia capitale proprio e finanziamenti a medio termine) oppure no è il seguente:CAPITALI PERMANENTI
------------------------------------------ > = 1,25
ATTIVO IMMOBILIZZATO

L'indicatore segnala valori positivi quando è superiore a 1,25. In tal caso le immobilizzazioni sono state tutte finanziate con strumenti di medio e lungo periodo.

L'EQUILIBRIO ECONOMICO
Il bilancio deve esprimere elevata capacità di rimborso, l'azienda deve generare cash flow. Senza cash flow viene a mancare il carburante necessario per rimborsare i finanziamenti. Il concetto di cash flow utilizzato dal sistema bancario è inteso in senso restrittivo (utile netto + ammortamenti). Analizzarlo in valore assoluto poi, non ha molto senso; va piuttosto raffrontato con le risorse che l'impresa ha approntato per crearlo (totale dell'attivo di Stato Patrimoniale riclassificato). Un valore del rapporto (cash flow/attivo) inferiore al 4,5% e' da considerarsi insoddisfacente.

CASH FLOW
---------------------- > = 4,5%
TOT. ATTIVO

Va anche preso in considerazione un altro indicatore, che segnala l'efficienza della gestione industriale di un'impresa e di cui abbiamo già accennato prima legandolo ad elementi di stato patrimoniale al fine di ricavare indici di bilancio: il margine operativo lordo, ovvero quanto l'aziende produce in termini di reddito operativo lordo, considerando unicamente la gestione tipica prima degli ammortamenti (valore della produzione-costi industriali, commerciali, amministrativi-canoni di leasing-costo del lavoro). E' l'indicatore da preferire rispetto al Margine Operativo Netto (che tiene conto anche degli ammortamenti), perché si presta meno facilmente a manipolazioni di bilancio (ammortamenti anticipati…) e rappresenta più fedelmente la realtà aziendale. Rispetto al fatturato, il M.O.L. dovrebbe essere pari almeno al 7 - 8%.

MOL>=8%
Ecco di seguito la sua modalità di calcolo. Un risultato intermedio visualizzabile prima di raggiungere la quantificazione del MOL è rappresentato dal Valore Aggiunto, cioe'dalla differenza tra i ricavi di vendita (considerando il livello delle scorte), gli acquisti e i costi per servizi e godimento beni di terzi:
Ricavi di vendita
+Variaz. riman. semil. e prodotti finiti
+Incrementi immob. materiali per lavoraz.
+Contributi in conto esercizio
----------------------------------------------------
VALORE DELLA PRODUZIONE
-Acquisti netti
+Variaz. materie prime
-Costi per servizi e godimento beni di terzi
----------------------------------------------------
= VALORE AGGIUNTO OPERATIVO

La sua percentuale rispetto al fatturato ci dice qual'e' il ricarico sui prodotti di nostra fabbricazione o commercializzazione. Nei costi per servizi e godimento beni di terzi sono incluse le spese per eventuali lavorazioni svolte all'esterno da qualche nostro terzista, i canoni di leasing, gli affitti che siamo tenuti a pagare, le parcelle dei professionisti di cui ci avvaliamo...
Dal Valore aggiunto sottraendo il Costo del lavoro otteniamo il Margine Operativo Lordo:

Valore Aggiunto Operativo
-Costo del lavoro
---------------------------------
MARGINE OPERATIVO LORDO

Esso rappresenta il più interessante indicatore reddituale, che non tiene conto dei cosiddetti costi non monetari, vale a dire ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti operativi.

Margine Operativo Lordo
-Ammortamenti immobilizzaz. materiali
-Svalutazioni del circolante
-Accantonamenti operativi per rischi ed oneri
-------------------------------------------------------
MARGINE OPERATIVO NETTO

Il Margine Operativo Netto segnala la redditivita' della nostra gestione operativa (quanto ci rende svolgere l'attivita' tipica dell'azienda) senza considerare il peso degli oneri finanziari (interessi passivi che paghiamo alle banche, oneri bancari...).
Riguardo agli oneri finanziari, la misurazione che maggiormente li coinvolge in ambito finanziario è quella che li rapporta al fatturato. Essi non dovrebbero mai raggiungere un ammontare superiore al 5% del fatturato, appunto.

ONERI FINANZIARI< 5% RISPETTO AL FATTURATO
L'andamento discendente dei tassi negli ultimi anni porta però a rivedere a mio parere la soglia (il “muro” del 5%) rivisitandola verso il basso, intorno al 3%.
ONERI FINANZIARI< 3% RISPETTO AL FATTURATO

Gli oneri finanziari, come già detto prima forniscono però anche un'altra interessante informazione se rapportati al MON:

MON
---------------- >1
O.F.

Il rapporto infatti, come già accennato, segnala se la redditività operativa è sufficiente a sopportare l'incidenza della gestione finanziaria.

Riguardo agli indici di redditivita', uno dei piu' utilizzati e' il ROI (Return on Investment); misura la redditivita' del capitale investito nella gestione caratteristica:

Reddito Operativo (o MON)
ROI = ----------------------------------------------------------
Capitale invest. nella gestione caratteristica

Il numeratore tiene conto unicamente del reddito prodotto dalla gestione caratteristica dell'azienda (Margine Operativo Netto), trascurando l'impatto dell'area finanziaria (oneri bancari, interessi attivi e passivi...) e dell'area straordinaria (plusvalenze, sopravvenienze...). Rapportato al capitale investito affinche' l'azienda esista e produca (praticamente il totale delle attivita' di Stato Patrimoniale,depurato di eventuali Titoli in portafoglio e immobili civili) ci indica quanto rende lo svolgere un'attivita' produttiva piuttosto di un'altra.
Riguardo poi al costo del debito, un interessante considerazione si può sollevare partendo dall'analisi del ROD (return on debit), ovvero del costo del debito, rapportato al ROI (return on investment) prodotto dall'impresa. Oneri Finanziari Netti
ROD= -----------------------------------------------------------------------------
Debiti verso banche a medio e breve termine + Debiti verso fornitori

Reddito Operativo
ROI= ---------------------------------------------------------------------
Capitale investito nella gestione caratteristica

Il ROD segnala quanto costa all'impresa il debito contratto con fornitori e banche. Il ROI definisce invece la redditività operativa dell'impresa. Stabilisce quanto rendono i soldini investiti a vario titolo nel business, siano essi di provenienza dell'imprenditore, delle banche o dei fornitori. In generale se il ROI supera il ROD all'impresa conviene indebitarsi, perché il costo del debito viene coperto dalla redditività operativa. Anzi, più il gap tra i due valori cresce a favore del ROI e più a tutti conviene che l'impresa si indebiti e si espanda, sia all'imprenditore che ai finanziatori (banche…). L'effetto di leva moltiplicato per il differenziale positivo tra ROI e ROD esprime la potenzialità in termini di redditività(PR) dell'impresa.

PR = (ROI-ROD)* LEVERAGE
Tuttavia livelli troppo elevati di debito compromettono l'equilibrio finanziario dell'impresa, peggiorando leverage e livello di patrimonializzazione. Al di là delle osservazioni fatte sopra conviene non esagerare con l'indebitamento. Tutti i sistemi di rating degli istituti di credito contengono almeno uno dei due indicatori esposti (leverage o grado di patrimonializzazione) e la loro incidenza sul voto finale da assegnare all'impresa è tutt'altro che marginale…

Riporto questo articolo tratto da 01net.it dove vengono illustrati gli indici finanziari che le banche tengono sotto controllo nella valutazione dell'affidabilità dell'azienda.

 

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