Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo
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Le cascate Italiane: una spettacolo da non perdere

Le cascate Italiane: una spettacolo da non perdere | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Come non rimanere affascinati dalla vista di una cascata, quel punto in cui l'acqua del fiume a causa del dislivello precipita giù da una montagna, da un pendio roccioso, generando quel magnifico effetto di suoni e colori che ci affascina tanto.
    - Cascate del Serio - le cascate della Stoppia - Cascata naturale del Verde - Cascata delle Marmore - le cascate della Villa Gregoriana - Cascate del Liri - le Cascate dei Capelli di Venere - la Cascata di Salino - la Cascata del Marmarico
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Le arancine più buone di Palermo

Le arancine più buone di Palermo | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
“ Nel capoluogo siciliano, la croccante e gustosa palla di riso è protagonista di una sfida tutta interna, fatta di prove di assaggio e rigorosi giudizi di esperti degustatori giornalieri. Ecco la classifica parziale delle più buone del capoluogo.”
Via Simona Ferro
Olga Manukhina's insight:
Www.palermo.blogsicilia.it Nel capoluogo siciliano, la croccante e gustosa palla di riso è protagonista di una sfida tutta interna, fatta di prove di assaggio e rigorosi giudizi di esperti degustatori giornalieri. Il cibo da strada palermitano ha già superato a pieni voti parecchie prove e diversi programmi televisivi hanno provato ad eleggere il miglior pane ca’ meusa ma nessuna classifica ha trovato un consenso unanime. I gusti sono soggettivi, anche in cucina, ed è con questo stesso spirito che Cronache di gusto, giornale online di enogastronomia, ha stilato la classifica delle dieci arancine più buone di Palermo. L’elenco, basato su una degustazione che parte “dall’analisi visiva e procedendo a quella gusto-olfattiva”, inizialmente aveva svelato solo quattro dei dieci bar che offrono le dieci migliori arancine al burro del capoluogo. Vi abbiamo poi chiesto di stilare la vostra personale classifica. A conti fatti, in molti hanno indovinato chi si sarebbe aggiudicato il podio, segno della riconoscibilità del prodotto palermitano. PANE E PANELLE, DOVE ANDARE PER NON SBAGLIARE Ecco la top ten dei degustatori di Cronache di gusto. Al decimo posto si piazza il Coast to Coast di viale Campania, con un prodotto ben cotto, non unto e con note di noce moscata. Nona posizione per il famoso bar Golden di viale De Gasperi, per un’arancina dorata in cui però “prevale il sentore di frittura che copre le note di zafferano e di burro”. A precederla in classifica è l’arancina al burro di un altro must della città, Scatassa di via Ammiraglio Rizzo, che propone una versione con aggiunta di piselli al ripieno di prosciutto, mozzarella e besciamella. Posizione più alta, al settimo posto, per il citatissimo bar Recupero di via Malaspina, che propone una variante intrisa di mozzarella e con chicchi di riso ben separati. A metà classifica si piazzano il New Paradise di via Campolo (6° posizione) e il Bristol di via Emerico Amari (5°) che dà il benvenuto ai turisti croceristi che attraccano al porto cittadino. Appetitosa, dorata e intensa di burro la prima arancina, croccante e piena di burro la seconda, che però perde il podio conquistato gli scorsi anni. Appena fuori dal podio si classifica la Romanella di via Leopardi, punto di riferimento per gli amanti della rosticceria, che conquista un’ottima piazza anche per l’ottimo rapporto qualità/prezzo (che è rimasto invariato a 1 euro). Ed ecco le prime tre posizioni: sul gradino più basso Spinnato della centralissima via Principe di Belmonte con panatura compatta e note di noce moscata; al secondo posto la conditissima arancina di Matranga di via Cesareo, con chicchi di riso separati; in vetta alla classifica troviamo Oscar di via Migliaccio, bella la forma ed equilibrato il gusto della migliore arancina al burro di Palermo di quest’edizione. A chi non si troverà d’accordo col giudizio di Cronache di gusto, chiediamo di stilare la propria classifica. Perché, si sa, de gustibus non disputandum est.
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Palermo, nasce il primo festival mondiale del cibo da strada - SiciliaInformazioni.com

Palermo, nasce il primo festival mondiale del cibo da strada - SiciliaInformazioni.com | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
“ SiciliaInformazioni.com Palermo, nasce il primo festival mondiale del cibo da strada SiciliaInformazioni.com “Palermo – ricorda l'Assessore Marco Di Marco – è stata recentemente inserita dalla celebre rivista Forbes al quinto posto nel mondo e al...”
Via Simona Ferro
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Www.siciliainformazioni.com Prosegue il percorso per la valorizzazione e tutela del cibo di strada, per il quale già nei mesi scorsi l’Amministrazione ha intrapreso alcuni passi e che culminerà con il “Panormvs street food Festival” che si svolgerà il prossimo anno in un fine settimana nel quartiere della Loggia. Dopo l’avvio delle procedure per il riconoscimento del marchio “Panormvs street food” per l’utilizzazione della marchiatura STG (Specialità tradizionale garantita) e l’accordo siglato con l’Ordine dei chimici per la collaborazione gratuita collegata alle certificazioni di qualità, prosegue infatti l’iter per la realizzazione del primo Festival, da realizzare in un fine settimana nel quartiere della Loggia. “Questo Festival – afferma il Sindaco Leoluca Orlando – rappresenterà il primo passo per l’avvio di una programmazione internazionale di questo evento, che porti a Palermo operatori di tutto il mondo e faccia conoscere in tutto il mondo i nostri prodotti, frutto di una tradizione gastronomica millenaria che unisce arabi, ebrei, spagnoli, normanni e tanti altri popoli che hanno toccato le sponde di Sicilia”. “Palermo – ricorda l’Assessore Marco Di Marco – è stata recentemente inserita dalla celebre rivista Forbes al quinto posto nel mondo e al primo in Europa per il suo cibo di strada; un riconoscimento delle altissime potenzialità che questa tradizione ha e può avere come strumento di sviluppo economico e turistico se opportunamente valorizzata e tutelata come parte del nostro patrimonio culturale”. Al Bando pubblicato a fine dicembre hanno risposto 6 ditte, le cui offerte saranno aperte giorno 10 per procedere all’aggiudicazione del servizio, il cui costo a base d’asta era fissato in 53 mila euro. La Commissione, presieduta dal Capo Area Sviluppo Economico e da tre componenti esterni (esperti sorteggiati dall’apposito Albo Regionale), avrà il compito di esaminare le proposte progettuali pervenute secondo i criteri qualitativi, quantitativi e le modalità previste nel bando. I progetti devono prevedere un percorso di promozione e valorizzazione che culmini appunto nel Festival da realizzare in piazza, con la partecipazione di almeno venti operatori e prevedendo, ovviamente, assaggi gratuiti. La manifestazione, candidata a divenire un appuntamento annuale per i tanti turisti e cittadini palermitani, prevede altre a momenti di degustazione del cibo di strada, attività culturali e spettacoli di intrattenimento. Vi sarà anche la proclamazione del migliore operatore dello street food, al quale verrà pubblicamente consegnato il city brand “Panormvs” della città di Palermo quale testimonial di eccellenza.
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Tavole di San Giuseppe, vietato smettere di mangiare - Il tacco d'Italia

Tavole di San Giuseppe, vietato smettere di mangiare - Il tacco d'Italia | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
“Tavole di San Giuseppe, vietato smettere di mangiare Il tacco d'Italia Tavole di San Giuseppe, vietato smettere di mangiare. Piatti tipici offerti dalle famiglie ed un voto al santo. L'antica tradizione vive ancora in alcuni Comuni salentini.”
Olga Manukhina's insight:
Opere d'arte di colori, profumi e sapori. Sono le tavole che ogni anno il 19 marzo, i salentini preparano per onorare uno dei santi più popolari: san Giuseppe. La tradizione era molto diffusa ed oggi sopravvive in molti Comuni salentini, principalmente ad Otranto e limitrofi: Giurdignano, Poggiardo, Uggiano la Chiesa, Cerfignano, Cocumola, Minervino, Casamassella. Non manca alcun tipo di colore o sfumatura: dal viola dei "lampascioni" al verde delle rape, al giallo delle "pittule" al marrone dorato del pane a forma di ciambella. Tutt'attorno, ceri e fiori. Alle 12 in punto, la tavolata accoglie ospiti molto particolari: il numero deve essere sempre dispari e si va da un minimo di tre commensali (che simboleggiano la Sacra Famiglia) ad un massimo di 13: la Sacra famiglia, sant'Anna, sant'Elisabetta, san Zaccaria, san Gioacchino, san Filippo, san Giacomo, san Giovanni, santa Maria Cleofe, sant'Agnese, san Giuseppe d'Arimatea. Si tratta di una pratica molto sentita in alcuni paesi del Salento: ogni tavolata offerta al santo è accompagnata da un voto che la famiglia deve mantenere di generazione in generazione. Con il tempo, anche i cibi serviti in tavola hanno assunto significati simbolici particolari: la "massa", piatto tipico composto da pasta e ceci (conosciuta in alcune zone con il nome di "ciciri e tria"), rappresenta il fiore caratteristico della primavera, il narciso, che nella forma dialettale spesso è conosciuto con lo stesso nome della pietanza; il cavolfiore richiama la verga fiorita di san Giuseppe; le cartellate, le fasce che avvolgevano Gesù bambino. Una volta riuniti attorno alla tavolata, l'invitato che impersona la figura di san Giuseppe dà il via al pasto, battendo un colpo di bastone sul pavimento. Parola d'ordine: assaggiare tutto quello che c'è, alternando ogni portata con la preghiera. Alla fine del pranzo, il padrone di casa offre le grosse forme di pane ai suoi ospiti, ognuna con un simbolo diverso disegnato sulla crosta. Il rito delle "Tavole di san Giuseppe" è antichissimo, così antico che gli studiosi possono solo avanzare ipotesi sulla sua nascita. Tra le più accreditate, quella che sia un'usanza legata ai tempi del feudalesimo, quando il signore offriva ai suoi servi e ai più poveri tavole imbandite nelle piazze del paese, proprio per manifestare a tutti la sua benevolenza. Col tempo, l'usanza si sarebbe arricchita di simboli cristiani fino a diventare il gesto di devozione che conosciamo oggi. Un'altra ipotesi è quella che l'usanza derivi a sua volta da un'altra legata a alla liturgia bizantina secondo la quale alcuni monaci basiliani del luogo offrivano riparo e tavolate con pasti caldi alla gente povera e bisognosa. www.iltaccoditalia.info
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Sapori marchigiani

Sapori marchigiani | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Consigli su dove mangiare nella Marche, tra cantine dove gustare il Rosso Conero e ristoranti di chef stellati.
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#Vivilitalia alla ricerca della Venezia più autentica

#Vivilitalia alla ricerca della Venezia più autentica | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Un viaggio alla scoperta della Venezia più autentica, con consigli sulle attrazioni da non perdere, dove mangiare e cosa vedere.
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San Valentino Medievale tra i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza

San Valentino Medievale tra i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Viaggio d'amore. Tutto a lume di candela in rocche, manieri, dimore d'epoca. Cene afrodisiache, visite guidate alla scoperta degli amori di celebri coppie della storia, aperitivi e possibilità di pernottare nelle suites dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza [...]
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L'Umbria tra le 10 migliori regioni del mondo per l'enoturismo

L'Umbria tra le 10 migliori regioni del mondo per l'enoturismo | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
I media a stelle e strisce continuano a dare soddisfazione Turistica all'Umbria. Dopo il Washington Post ora è la volta del Wine Enthusiast, che inserisce la regione italiana nella top ten delle Best Wine Travel Destinations. E ci rientra perché vanta verdi colline, oliveti, vigne, città antiche e un bel lago, oltre naturalmente a vini bianchi e rossi che vale la pena di provare, come grechetto, trebbiano e sagrantino, non necessariamente in quest’ordine e preferibilmente non tutti insieme! [...]
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Deruta tra I borghi più belli d'Italia

I borghi più belli d'Italia, intervista straordinaria al Maestro Romano Ranieri di Deruta, fondatore della scuola d'arte ceramica Romano Ranieri Deruta.
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Nuovi Turismi | A lezione dallo chef: in Italia ci sono 18.000 corsi di cucina per turisti

Nuovi Turismi | A lezione dallo chef: in Italia ci sono 18.000 corsi di cucina per turisti | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
La gastromania porta nuove forme di turismo: parti che non sai cucinare un uovo al tegamino, torni a casa che sai fare pane, pasta e pizza. E qualcosa di più. I numeri li riporta Repubblica: tra americani, tedeschi, inglesi russi e scandinavi sono 800mila gli stranieri che nel 2013 hanno frequentato 18mila corsi di cucina per più di 134 milioni di fatturato.Un corso costa dai 70 ai 100 euro, di media. Si imparano i tipici piatti italici: pane, pasta pizza. Si educa al km zero. E poi ci sono i corsi dai 7 ai 15 giorni, costi più sostenuti ma anche più intensivi e comprensivi di cene, incontri, laboratori, degustazione.[...]
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I Battelli del Brenta tra arte, storia e cultura!

I Battelli del Brenta tra arte, storia e cultura! | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Ogni anno, da marzo a ottobre, si possono effettuare piacevolissime minicrociere con i Battelli del Brenta, in navigazione tra le Ville Venete della Riviera del Brenta. I Battelli del Brenta sono un gruppo di battelli panoramici, che navigano sulla Riviera del Brenta, da Padova in direzione di Venezia e viceversa, tra arte e storia, lungo le vie …
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Dormire a Venezia senza farsi spennare? Si può

Dormire a Venezia senza farsi spennare? Si può | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Il fascino di Venezia si paga caro? Certamente in Laguna non mancano alberghi superesclusivi e il rapporto qualità prezzo non è sempre convincente. Però, con po' di attenzione e potendo contare su qualche consiglio disinteressato, non è difficile ottenere il massimo in proporzione a quanto richiesto. Senza mai rinunciare allo charme della città più romantica del mondo, godendo del suo nobile blasone ma anche delle sue piccole abitudini quotidiane. Ecco quindi le nostre proposte, dagli hotel di lusso e alla moda fino ai locali a prova di portafogli di studente squattrinato. [...]
Via Mariano Pallottini
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Gelato festival 2014 - Le Tappe

Gelato festival 2014 - Le Tappe | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
A Maggio iniziano le tappe del Gelato Festival 2014, l'evento dedicato al gelato l'"invenzione gastronomica" più buona del mondo. Si parte il 1 maggio da Firenze per un tour che toccherà 10 città italiane e 5 in Europa. Fra maggio e agosto, saranno più di 100 i gelatieri Italiani che si sfideranno in gare di creatività e gusto Insolito o tradizionali, palette o lingua , preparatevi alla kermesse del gusto che dà "brividi" di puro piacere.
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Cosa mangiare in Sicilia: 10 piatti da assaggiare

Cosa mangiare in Sicilia: 10 piatti da assaggiare | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Sei indeciso su cosa mangiare in Sicilia? Ecco la lista di cosa mangiare in Sicilia durante la tua visita: 10 cibi che non puoi perderti.
Via Simona Ferro
Olga Manukhina's insight:
Www.ilovesicily.altervista.com Probabilmente state leggendo questo post perché avete intenzione di organizzare un viaggio nella nostra bellissima isola o semplicemente perché siete amanti della buona cucina e siete quindi molto curiosi di sapere cosa mangiare in Sicilia. Se fate parte del primo gruppo di persone il consiglio più importante che vi posso dare è quello di mettersi a dieta. Seguite una rigidissima dieta per almeno due settimane prima della partenza prestabilita. Riducete drasticamente le calorie se non volete rischiare di diventare un “arancinu che peri” (termine siciliano che sta ad indicare una persona in sovrappeso). State sicuri che i vostri sacrifici saranno ripagati con gli interessi durante il soggiorno sull’isola. La Sicilia, oltre a lasciarvi nel cuore molti ricordi, vi regalerà qualche chilo in più. Molto meglio quindi arrivare ben preparati all’appuntamento. Prima di intraprendere il vostro viaggio in Sicilia dovete sapere che il cibo per i siciliani riveste un ruolo sacro. State lontano dalle note catene di fast food (se ne trovate qualcuno in giro) e provate a mangiare come i siciliani. Viaggiare significa anche conoscere il cibo e i piatti locali e non solo visitare i monumenti o sdraiarsi a mare. Scegliere cosa mangiare in Sicilia può essere molto faticoso. La cucina siciliana, infatti, è molto varia e la scelta potrebbe rivelarsi davvero molto ardua. In questo post voglio quindi consigliarvi cosa mangiare in Sicilia durante la vostra visita. Questi sono le 10 cose da assaggiare assolutamente. Per nessuna ragione al mondo potete perdervi queste delizie. 10) PARMIGIANA DI MELANZANE: Napoletani, calabresi, pugliesi, emiliani ed ovviamente siciliani ne rivendicano le origini. Il Regno di Sicilia prima e quello delle due Sicilie dopo comprendeva tutta l’Italia meridionale e quindi non c’è da meravigliarsi se Napoli e Palermo si contendono l’esclusività della ricetta. Naturalmente nessuno metterà mai la parola fine a questa disquisizione. A me piace pensare che sia nata nello stesso momento in più posti e così facciamo tutti contenti. Qualunque sia la sua origine non importa perché tanto la migliore è sempre e solo quella siciliana. Abbiamo già parlato della parmigiana di melanzane e di come prepararla in un altro post. Cosa mangiare in Sicilia: la parmigiana di melanzane 9) CANNOLO CON RICOTTA: Il cannolo siciliano vanta antichissime origini anche se un po’ controverse. Secondo una leggenda, che risulta tra l’altro essere la più accreditata, la nascita dei cannoli sarebbe avvenuta a “Kalt El Nissa”, l’odierna Caltanissetta, che durante la lunghissima dominazione araba in Sicilia (827 d.C.-1091) fu sede di numerosi harem di emiri saraceni. Se volete saperne di più sulle origini del cannolo leggete un nostro vecchio post. La ricetta originale prevede il ripieno con ricotta fresca di pecora. Diffidate dalle imitazioni e non fidatevi di chi offre un cannolo con crema al cioccolato. Cosa mangiare in Sicilia: i cannoli siciliani 8) SARDE BECCAFICO: Le sarde a beccafico sono un gustosissimo secondo piatto (o antipasto) di origine siciliana. L’origine del nome sta nel fatto che le sarde, una volta servite sul piatto, assumono le sembianze dei beccafichi. I beccafichi sono degli uccelletti che erano particolarmente apprezzati dagli aristocratici siciliani e venivano sistemati nei piatti con le piume della coda rivolte all’insù. Un connubio di sapori costituito da sarde, pinoli, uva sultanina, cipolla, prezzemolo e acciughe che vale la pena assaggiare. Se volete conoscere la ricetta potete leggere questo post. Cosa mangiare in Sicilia: Sarde a beccaficu. Foto di Franz Conde. Licenza Creative Commons Cosa mangiare in Sicilia: 10 delizie da non perdere 7) PASTE DI MANDORLA: Come non nominare le paste di mandorla? I pranzi domenicali in Sicilia non terminano mai senza questi squisiti dolcini. A mio parere i migliori li potete trovare nella zona orientale della Sicilia (da Messina a Siracusa) probabilmente perché le mandorle migliori sono quelle di Avola, piccolo centro in provincia di Siracusa. Comunque in tutta l’isola troverete pasticcerie con banconi straripanti di queste delizie. Cosa mangiare in Sicilia: Le paste di mandorla. Foto di Marina Oracolo 6) PANE CON PANELLE E CAZZILLI: A Palermo le panelle rappresentano il caratteristico spuntino della giornata. Si possono acquistare in moltissimi luoghi della città, in particolare nelle friggitorie che si trovano praticamente ovunque. Le panelle solitamente si mangiano in mezzo alle mafalde che sono dei panini con semi di sesamo, rotondi e morbidi, con qualche goccia di limone e un pizzico di sale. Spesso sono accompagnate dai “cazzilli”, crocchette fritte di patate e prezzemolo. Panelle e cazzilli sono inseparabili e talvolta vengono mangiate nello stesso panino. Se volete approfondire leggete un nostro vecchio post. Cosa mangiare in Sicilia: Pane con panelle e cazzilli 5) CASSATA SICILIANA: Dolce tipico pasquale originario del palermitano. Fortunatamente la si può trovare nelle pasticcerie di tutta la Sicilia e durante tutti i periodi dell’anno. Sul podio della pasticceria siciliana la cassata occupa il gradino più alto. Tra i dolci siciliani, la cassata è quella più conosciuta, amata ed esportata in tutto il mondo. Quello che più colpisce di questo dolce, oltre ovviamente al gusto, è l’opulenta decorazione che ricorda quasi la tipica architettura barocca siciliana. Delle vere opere d’arte! Cosa mangiare in Sicilia: La cassata siciliana.Tutti i diritti riservati a Bartolo Chichi. 4) GRANITA PISTACCHIO E MANDORLA CON BRIOCHE CON TUPPO: Se avete la fortuna di visitare la Sicilia durante il periodo estivo, fare colazione con granita e brioche è assolutamente d’obbligo. La colazione estiva dei siciliani infatti non prevede il solito cappuccino e cornetto. Voglio sfatare il mito della granita buona in ogni parte della Sicilia: le migliori granite le ho sicuramente assaggiate a Catania. In altre zone dell’isola, purtroppo, sono rimasto molto deluso. I gusti classici sono limone e mandorla ma ormai puoi trovare i gusti più disparati. La mia preferita è mandorla e pistacchio di Bronte con un “pizzico” di panna montata, accompagnata naturalmente dall’immancabile “brioscia co tuppo”. Vi prego, non vi azzardate a separare la brioche dalla granita; sarebbe come separare Eva e Diabolik. Cosa mangiare in Sicilia: Granita mandorla e pistacchio con panna accompagnata da una brioche 3) CARTOCCIATA CATANESE: Non potevo non mettere sul podio uno dei miei pezzi di rosticceria preferiti. Un must se ti trovi a Catania. Difficile spiegare in poche righe cosa sia la cartocciata: bisogna assaggiarla per comprendere fino in fondo. Una pasta morbida, alta, soffice come un panino e dolce quasi come una brioche, farcita con prosciutto cotto, mozzarella e pomodoro e cotta in forno. Ottima anche la variante con le melanzane. 2) ARANCINO AL RAGU’: Al secondo posto non poteva che esserci lui. L’arancino al ragù in Sicilia viene quasi considerato una divinità. Mangiare un arancino è un rito sacro. Bisogna trovare quello giusto, scegliere la forma adatta, la panatura perfetta. L’arancino è un piatto unico che brilla di luce propria e non uno spuntino che accompagna qualcos’altro. Ogni altra parola è superflua. Cosa mangiare in Sicilia: arancino al ragù 1) PASTA CON I RICCI: The winner is “pasta che rizzi”. Se amate la cucina di pesce questo piatto fa per voi: una prelibatezza preparata con pochi e semplici ingredienti. L’intenso sapore del mare siciliano racchiuso in un piatto: medaglia d’oro. Se volete provare a farli a casa, seguite questa ricetta.
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“Ecco i vini siciliani più venduti”

“Ecco i vini siciliani più venduti” | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
“ Nero D’avola, Syrah e Alcamo sono i vini più venduti nei supermercati della Sicilia nel 2013, mentre il Nero d’Avola si piazza al 9° posto della classifica nazionale dei vini più venduti ed il Syrah figura tra i vini con maggior tasso di crescita.”
Via Simona Ferro
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A.Bonaccorti. Www.siciliaedonna.it Nero D’avola, Syrah e Alcamo sono i vini più venduti nei supermercati della Sicilia nel 2013, mentre il Nero d’Avola si piazza al 9° posto della classifica nazionale dei vini più venduti ed il Syrah figura tra i vini con maggior tasso di crescita. Emerge dalla ricerca svolta dall’IRI per Vinitaly 2014 (a Verona dal 6 al 9 aprile) sulle vendite di vino nei supermercati, un canale che distribuisce circa il 63% del vino. “L’indagine sugli acquisti di vino nella grande distribuzione che Vinitaly commissiona ormai da 10 anni – ha dichiarato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere - conferma una tendenza che si può riassumere in una maggiore consapevolezza della qualità e soprattutto del giusto rapporto qualità/prezzo da parte del consumatore medio quando deve scegliere. Questo richiede alla grande distribuzione una maggiore attenzione nella proposta, che deve essere anche in grado di assecondare le nuove richieste, come quella dei vini biologici”. E quali sono i vini più amati dagli italiani? La classifica elaborata da IRI per Vinitaly 2014 presenta delle conferme con interessanti sorprese se si analizzano i tassi di crescita. I vini più venduti in assoluto sono: Chianti, Lambrusco, Vermentino, Barbera, Bonarda, Montepulciano d’Abruzzo, Nero d’Avola, Muller Thurgau, Morellino, Dolcetto ed altri. Tra i vini emergenti, cioè quelli con il maggiore tasso di crescita troviamo il sorprendente exploit del Pignoletto e del Cannonau, il primo sospinto da una presenza sempre maggiore sugli scaffali di tutta Italia ed il secondo favorito anche da una considerevole spinta promozionale. In questa particolare classifica troviamo anche il Prosecco, il Vermentino (che non a caso compare nella classifica dei vini più venduti in assoluto), il Pecorino, l’Aglianico. Sul fronte della ricerca della qualità da parte dei consumatori, va segnalata la crescita del 4% in volume delle vendite di vini biologici nei supermercati, con 1 milione di litri venduti per un valore di 5 milioni di euro. Il formato più venduto nel 2013 rimane quello delle bottiglie da 75cl a denominazione d’origine (Doc, Docg e Igt) che nel 2013 ha fatto registrare un volume di oltre 213 milioni di litri per un valore di quasi 1 miliardo di euro. Questo formato ha subito nel 2013 una flessione del 3,2%, calo sensibile ma pur sempre minore del – 3,5% del 2012, risultato più apprezzabile se si considera l’aumento di prezzo del 5,6% in un anno che ha portato il prezzo medio della bottiglia a 4,5 euro. Il formato che presenta invece un drastico calo è quello del vino in brik, le cui vendite scendono nel 2013 del 9,4%, influenzate da un aumento di prezzo del 20,5%. Resiste invece il tradizionale vino da tavola in bottiglia da 75cl, sostanzialmente stabile con una lieve flessione a volume dello 0,3%, che diviene di fatto il formato più performante del 2013.
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Giornata Bandiere Arancioni 2013: i borghi più accoglienti d’Italia

Giornata Bandiere Arancioni 2013: i borghi più accoglienti d’Italia | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Giornata dedicata ai borghi dell'entroterra d'Italia che si sono aggiudicati la Bandiera Arancione del Touring Club per la loro accoglienza di qualità.
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Val di Cembra e Altopiano di Pinè da gustare

Val di Cembra e Altopiano di Pinè da gustare | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Tre indirizzi dei migliori ristoranti della Val di Cembra e l'Altopiano di Pinè dove gustare i piatti della tradizioni locale.
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Gusti e acquisti nel Trevigiano

Gusti e acquisti nel Trevigiano | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Un itinerario gastronomico per scoprire dove gustare il radicchio di Treviso. Consigli e gli indirizzi su dove mangiare bene nella provincia di Treviso.
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Toscana | San Galgano custodisce un tesoro: la spada nella roccia

Toscana | San Galgano custodisce un tesoro: la spada nella roccia | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Un esempio di spada nella roccia, non meno misteriosa di quella di re Artù, è conservata anche in Toscana, all’interno della Rotonda di Montesiepi, nel comune di Chiusdino. Siamo a una trentina di chilometri da Siena, nella Val di Merse, ricca di pievi e borghi antichi, una valle poco nota e visitata rispetto alla celebre Val d’Orcia, ma altrettanto suggestiva. [..]
Via Mariano Pallottini
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Il Friuli Venezia Giulia e il centenario della Grande Guerra: prime proposte di itinerari

Il Friuli Venezia Giulia e il centenario della Grande Guerra: prime proposte di itinerari | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Ci sono itinerari che ripercorrono, passo dopo passo, la storia. Suggestivi e da non perdere sono quelli legati alla memoria della Grande Guerra, in Friuli Venezia Giulia, regione che conserva segni tangibili. Carso, Isontino, Alpi e Prealpi Giulie, Alpi Carniche e la zona collinare lungo la linea del Tagliamento furono luoghi di scontro, mentre tutta la zona di pianura diventò una grande retrovia al servizio delle forze armate per poi venir invasa dalle truppe austro-germaniche dopo la disfatta di Caporetto. [...]
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Isole segrete a prova di passione

Isole segrete a prova di passione | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
“Tra le mura di un'antica fornace, ricordi preziosi e lusso discreto. Viaggio a ritroso nel tempo tra le isole 'minori' della laguna veneta. Per un inizio speciale di vita a due”
Via Mariano Pallottini
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Ferrovie Dimenticate - 7a Giornata (2014)

Ferrovie Dimenticate - 7a Giornata (2014) | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
“Il sito della Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate. La Giornata delle Ferrovie Dimenticate è un'iniziativa ideata e promossa ogni anno la prima domenica di marzo dalla Confederazione Mobilità Dolce (Co.Mo.Do.).”
Via Mariano Pallottini
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I Borghi più Belli d’Italia 2014: il fascino dell’Italia nascosta

I Borghi più Belli d’Italia 2014: il fascino dell’Italia nascosta | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Un veste grafica rivisitata, l’inserimento di 11 nuovi borghi e l’aggiornamento delle strutture ricettive caratterizzano la 9ª edizione della guida “I Borghi più belli d’Italia”, che è giunta nel 2013 all’11º anno di vita.I borghi dell’edizione 2013, ormai un classico nel panorama nazionale dell’informazione in ambito turistico, sono nel numero record di 217. Crescono di anno in anno, ma devono superare l’esame accurato degli standard per l’iscrizione al Club dei Borghi più belli d’Italia. [...]
Via Mariano Pallottini
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Sermoneta : i cavalieri Templari e la salsa al cedrangolo

Sermoneta : i cavalieri Templari e la salsa al cedrangolo | Turismo in Italia alla scoperta dei posti e del cibo | Scoop.it
Il borgo di Sermoneta, in Provincia di Latina, è uno dei borghi medievali meglio conservati d’Italia, con il maestoso Castello Caetani che domina il promontorio con la sua torre alta ben 42 metri, dove si rivive l'atmosfera d'altri tempi, dall'arrivo dei Cavalieri Templari, i Borgia, i Caetani, oggi Sermoneta guarda l'agro pontino, alla coltivazione degli agrumi, la coltivazione dei kiwi, gliinsaccati di bufalo, il broccolo di Sezze, tuttavia il borgo conserva un ambiente unico ricco di piccole case, piccole botteghe tra cui artigiani che sanno lavorare le spade come ai tempi dei Templari. [...]
Via Mariano Pallottini
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