Scuola Critica
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Interventi, articoli e segnalazioni sullo stato dell'istruzione in Italia
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Blog | Scuola, ai nativi digitali dobbiamo insegnare la lingua dei computer? - Il Fatto Quotidiano

Blog | Scuola, ai nativi digitali dobbiamo insegnare la lingua dei computer? - Il Fatto Quotidiano | Scuola Critica | Scoop.it
In questa ripresa autunnale delle attività del mondo dell’istruzione si va diffondendo, dalla scuola all’università, il concetto che il coding (cioè la programmazione informatica) sia il nuovo inglese. Diversi giornali hanno ripreso e rilanciato questo concetto, comunicativamente molto semplice, ma concettualmente del tutto sbagliato, e hanno invocato l’introduzione del coding anche nelle scuole. Spiegherò in …
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L'intelligenza artificiale entra in classe | Next Learning

L'intelligenza artificiale entra in classe | Next Learning | Scuola Critica | Scoop.it
Sempre più spesso si sente parlare di Intelligenza Artificiale, dagli esperimenti di Google al laboratorio OpenAI di Elon Musk, al programma di ricerca di
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Nella società ipercomplessa, la strategia è saltare le separazioni

Nella società ipercomplessa, la strategia è saltare le separazioni | Scuola Critica | Scoop.it
Non possiamo più accontentarci di formare tecnici: abbiamo un disperato bisogno di figure con una preparazione ampia e articolata, che riescano a coniugare la formazione scientifica e quella umanistica. Sapendo mantenere la prospettiva sui sistemi e sull’insieme. Piero Dominici spiega come - ma soprattutto perché - ripensare dei nostri sistemi formativi per gestire le sfide della complessità
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Alessandro Cravera: Per governare la complessità bisogna farsi le domande giuste - anche a scuola

Alessandro Cravera: Per governare la complessità bisogna farsi le domande giuste - anche a scuola | Scuola Critica | Scoop.it
Al di là dei toni, chiaramente ironici, quanti manager sono davvero consapevoli della fallacia dei principi descritti nel video che trovate in questa pagina? In fondo, molti dei suggerimenti rappresentano prassi quotidiane nelle aziende. Vi sono tre

Via Gianfranco Marini
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Gianfranco Marini's curator insight, July 3, 11:14 AM
"Per governare la complessità bisogna farsi le domande giuste" è un articolo pubblicato da Alessandro Cravera su ilsole24ore il 27 giugno 2017 ed è il terzo post della serie "sbagliando si impara", curata dallo stesso autore. 

L'ARTICOLO 
L'articolo è costruito intorno a un video piuttosto divertente dove vengono spiegate le regole che le imprese dovrebbero seguire per sopravvivere nella complessità, in realtà si tratta di luoghi comuni che nascono da una errata comprensione della dinamica dei sistemi complessi. 
Cravera sottolinea questi errori e propone dei principi alternativi cui dovrebbe ispirarsi la gestione delle aziende in un ecosistema caratterizzato dalla complessità. 

QUALE INTERESSE PER L'EDUCAZIONE? 
Lo "spettro" della complessità infuria anche nel panorama educativo a tutti i livelli. 

1. I contenuti sono ancora suddivisi per discipline che non hanno alcun riscontro nella realtà a causa dell'esplosione dei saperi e del loro inestricabile intreccio 

2. i processi di insegnamento e apprendimento locali non paiono più gestibili nei tradizionali termini della programmazione / pianificazione 

3. la governance complessiva del sistema scolastico non appare più gestibile mediante logiche rigide, prestazionali, provvedimenti calati dall'alto e "linee guida" lineari e astratte. 

TRE PRINCIPI ERRATI NELLA GESTIONE DELLE ORGANIZZAZIONI 
Questi i principi errati di cui parla Cravera, tradotti nell'ambito scolastico 

1. IL DOGMA DELLA PRESTAZIONE 
L'ossessione per la misurazione e per il controllo da cui il proliferare nel mondo della scuola di misure di monitoraggio, valutazione, reporting, etc. Valutazione dei docenti, prove Invalsi, valutazione di sistema, piani di miglioramento, etc. 

2. IL DOGMA DELLA PIANIFIAZIONE / MODELLIZZAZIONE
La produzione cartacea di piani di ogni tipo e ad ogni livello che produce una saturazione dell'attività del sistema scolastico, al punto che si impiega più tempo a scrivere come si faranno le cose piuttosto che a farle. PTOF, PDM, PEI, PDP, programmazioni di dipartimento, di consiglio di classe,   individuali, documenti e relazioni finali per ogni atto o progetto o attività. la fossilizzazione cartacea dell'azione che produce la soluzione procedurale e burocratica dei problemi che, nella loro realtà sostanziale, non vengono in alcun modo nemmeno sfiorati 

3. IL DOGMA DELL'EFFICIENZA
Il successo della scuola come sistema, così come dei vari sottosistemi che la compongono, è dato dal perseguimento degli obiettivi locali, documentabile attraverso la misurazione, che nel loro insieme determinano il successo del sistema nel suo complesso. 

CI VUOLE UN'ALTRA TESTA 
Con quale "ricetta" è allora possibile "cucinare" la complessità? 
In 7 punti Cravera suggerisce alcuni ingredienti, in sintesi si può dire che è necessario un passaggio da un razionalità lineare e causale a un paradigma multi-dimensionale e relazionale. 
Per esempio: non programmare e pianificare in funzione di obiettivi, ma creare ambienti e contesti che valorizzino la partecipazione delle persone e la costruzione collaborativa dei risultati in modi non prevedibili e/o pianificabili, ma creativi. Abbandonare le forme elementari di incentivazione (più adatte ai cani degli esperimenti di Pavolv), per puntare sulla motivazione intrinseca, il coinvolgimento diretto, la cultura della condivisione.
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Gianni Marconato: Oltre la mitologia delle competenze - Per una pedagogia critica delle competenze

Gianni Marconato: Oltre la mitologia delle competenze - Per una pedagogia critica delle competenze | Scuola Critica | Scoop.it
In sintesi: un post che dice "competenze si" ma domandandosi perché, come ed entro quali condizioni e quali limiti.  . Mi sono reso conto, e continuo ad averne conferma, che le competenze a scuola sono spesso vissute all'interno di una narrazione mitologica. Il mito è una forma di narrazione antica fondata sul pensiero magico, che interpreta…

Via Gianfranco Marini
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Gianfranco Marini's curator insight, February 22, 1:21 AM
Un post dedicato alla "didattica delle competenze" pubblicato da Gianni Marconato, che ha il merito di far discendere le competenze dal cielo mitologico dell'ideologia pro o contro tale approccio e calarle nella realtà della didattica quotidiana.
Penso che il merito maggiore di questo intervento, pubblicato sul blog di Gianni Marconato il 10/02/2017,  consista proprio in questa operazione di "demistificazione" di quello che appare sempre più un costrutto "mistico". 

ALCUNE LINEE GUIDA
Queste alcune delle idee più interessanti presenti nell'articolo così come le ho intese:

# Competenze e conoscenze sono strettamente connesse e non si possono "coltivare" come fossero obiettivi autonomi che fanno capo a entità "separate". 

# Se le competenze sono riferite alla capacità di "agire in situazione" e in "contesti complessi", le "conoscenze" costituiscono un sapere di cui occorre avere maturato comprensione e padronanza

# Un problema è trovare tempo e spazio per una didattica per competenze "seria" che si scontra con l'organizzazione curricolare e disciplinare della scuola italiana e con la rigida chiusura (vedi Maragliano) della classe, del manuale e delle discipline

# nell'epoca della complessità e della frantumazione dei saperi, occorre fare delle scelte strategiche a livello di ridefinizione complessiva del curricolo perché l'insegnamento non diventi un'arte acrobatica in cui il docente deve compiere salti, capriole e giravolte per mettere insieme "cose" che insieme non possono stare

Non so se ho interpretato correttamente il pensiero dell'autore, ma queste sono le riflessioni che mi ha suscitato la lettura del post di Gianni Marconato e si sa, da Socrate in poi, che la ricchezza di un controibuto si può misurare anche dalle idee che riesce a far partorire nella mente dei suoi lettori
Jamin's curator insight, February 22, 6:31 AM
Un post dedicato alla "didattica delle competenze" pubblicato da Gianni Marconato, che ha il merito di far discendere le competenze dal cielo mitologico dell'ideologia pro o contro tale approccio e calarle nella realtà della didattica quotidiana.
Penso che il merito maggiore di questo intervento, pubblicato sul blog di Gianni Marconato il 10/02/2017,  consista proprio in questa operazione di "demistificazione" di quello che appare sempre più un costrutto "mistico". 

ALCUNE LINEE GUIDA
Queste alcune delle idee più interessanti presenti nell'articolo così come le ho intese:

# Competenze e conoscenze sono strettamente connesse e non si possono "coltivare" come fossero obiettivi autonomi che fanno capo a entità "separate". 

# Se le competenze sono riferite alla capacità di "agire in situazione" e in "contesti complessi", le "conoscenze" costituiscono un sapere di cui occorre avere maturato comprensione e padronanza

# Un problema è trovare tempo e spazio per una didattica per competenze "seria" che si scontra con l'organizzazione curricolare e disciplinare della scuola italiana e con la rigida chiusura (vedi Maragliano) della classe, del manuale e delle discipline

# nell'epoca della complessità e della frantumazione dei saperi, occorre fare delle scelte strategiche a livello di ridefinizione complessiva del curricolo perché l'insegnamento non di venti un'arte acrobatica in cui il docente deve compiere salti, capriole e giravolte per mettere insieme "cose" che insieme non possono stare

Non so se ho interpretato correttamente il pensiero dell'autore, ma queste sono le riflessioni che mi ha suscitato la lettura del post di Gianni Marconato e si sa, da Socrate in poi, che la ricchezza di un controibuto si può misurare anche dalle idee che riesce a far partorire nella mente dei suoi lettori
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Costruire teorie sperimentali con il Coding - Stefano Penge

Costruire teorie sperimentali con il Coding - Stefano Penge | Scuola Critica | Scoop.it

Tra le tante ragioni usate per giustificare la pratica (anticipata) del Coding, quella che mi pare più sensata per la scuola è la possibilità che viene data agli studenti di costruire in maniera sperimentale una teoria di un dominio. Per esempio: come funziona il ciclo dell’acqua? Perché a volte i semi germogliano ma poi si seccano? Quando va usato il congiuntivo?


Via altrascuola
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Genitori e figli: il nuovo scontro generazionale è sui videogame

Genitori e figli: il nuovo scontro generazionale è sui videogame | Scuola Critica | Scoop.it
Lorenzo, 16 anni, trascorre molto tempo alla Playstation, troppo secondo il padre; lo vede appassionarsi, accanirsi, arrabbiarsi. Il ragazzo perde il senso del tempo e suo padre deve intervenire spesso per farlo smettere.
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Desistere Desistere Desistere :: Insegnare - Rivista del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti

Desistere Desistere Desistere :: Insegnare - Rivista del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti | Scuola Critica | Scoop.it
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AulaBlog: Integrare le nuove tecnologie nella didattica: il modello SAMR

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Ancora sui media come agenti e come specchi

Ancora sui media come agenti e come specchi | Scuola Critica | Scoop.it
di Roberto Maragliano Nel post messo online ieri ho cercato di dare una risposta nuova al perché della resistenza che buona parte della nostra cultura scolastica continua a manifestare ed esercitare nei confronti della tecnologia digitale e di rete. Ê nuova, questa risposta, o almeno a me sembra tale, perché non si limita a prendere in considerazione…
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Pietro Blu Giandonato: Animatori Digitali? Meglio Middle Management!

Pietro Blu Giandonato: Animatori Digitali? Meglio Middle Management! | Scuola Critica | Scoop.it
La nuova figura dell'Animatore Digitale prevista dal MIUR e in via di nomina nelle scuole da parte dei DS sta creando entusiasmi ma anche perplessità, vediamo perché.

Via Gianfranco Marini
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Gianfranco Marini's curator insight, December 6, 2015 12:53 AM

Un interessante intervento sul tema tanto dibattuto dell'animatore digitale di Pietro Blu Giandonato pubblicato su Insegnanti 2.0 il 5/12/2015.

 

Il PNSD

Il giudizio dell'autore su PNSD e sulla figura dell'Animatore Digitale è piuttosto articolato e si potrebbe così riassumere: Grandi Speranze, molta confusione e scarsa organizzazione.

 

I Contenuti dell'articolo

La descrizione delle azioni strategiche cui gli animatori dovranno far fronte viene riassunta in tre punti:

# formazione della comunità scolastica

# coinvolgimento di studenti e docenti su temi del PNSD

# creazione di soluzioni innovative

L'aspirante AD dovrà inoltre presentare un progetto su una serie di aree strategiche e molto complesse. Il tutto in regime di volontariato, senza esonero dall'insegnamento, non si comprende bene in quali ritagli del suo tempo il povero animatore dovrebbe farsi carico dell'innovazione digitale nella scuola.

 

La proposta

Costruire attorno al dirigente scolastico uno staff di middle management che si occupi della gestione e organizzazione delle attività.

Cerco di parafrasare quello che ho capito della proposta dell'autore:

Non è in pensabile che qualsiasi tipo di iniziativa e/o attività che si svolga a scuola, il o i docenti debbano farsi carico di tutto: progettazione, coordinamento, gestione, azioni educative, ricerca di finanziamenti, rapporti con le famiglie, rendicontazione. Il tutto continuando a insegnare e senza essere pagati. Così non si esce dalla logica del pressapochismo e del vivere alla giornata. 

 

Questa la conclusione di Pietro Blu Giandonato

una strategia d’azione efficace per rinnovare didatticamente e tecnologicamente le scuole italiane -uso volutamente il plurale- non può essere attuata semplicemente nominando ben 8.500 animatori digitali “sul campo” e riservando pochi spiccioli per la loro formazione, ma investendo su figure di middle management che abbiano la serenità di prendere in carico le complesse attività previste dal PNSD in una programmazione di lungo respiro.

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A scuola con il pc? È utile solo se ci si rimette in gioco

A scuola con il pc? È utile solo se ci si rimette in gioco | Scuola Critica | Scoop.it
Secondo il rapporto Ocse le nuove tecnologie non migliorano le competenze degli studenti: per cogliere le opportunità della rete bisogna riscrivere la pedagogia
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L’insegnamento frontale non funziona più

L’insegnamento frontale non funziona più | Scuola Critica | Scoop.it
Se sapessi di avere una classe di trenta e più ragazzi prima mi dispererei poi mi rimboccherei le maniche, come mi è capitato. Se il lavoro dell’insegnante fosse quello di «erogare» lezioni i numeri n
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Valorizziamo gli insegnanti o la Scuola innovativa è utopia

Valorizziamo gli insegnanti o la Scuola innovativa è utopia | Scuola Critica | Scoop.it
Per realizzare il cambiamento radicale disegnato dal PNSD occorre porre attenzione alla motivazione degli insegnanti. Anche da una recente ricerca OCSE si
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Blog | Studenti: perché dire 'E' intelligente, ma non si applica' è controproducente - Il Fatto Quotidiano

Blog | Studenti: perché dire 'E' intelligente, ma non si applica' è controproducente - Il Fatto Quotidiano | Scuola Critica | Scoop.it
La grande falla del nostro sistema scolastico, ma non solo, educativo in generale, è che si punta tutto sulla valutazione delle capacità dei ragazzi, anziché sul loro riconoscimento. Chi è in grado di capire la differenza è avanti, perché esiste ed è sostanziale. Ogni allievo ha potenzialità e la cosa migliore che gli può capitare …
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Il pensiero computazionale fornisce un nuovo linguaggio per la descrizione del mondo

Il pensiero computazionale fornisce un nuovo linguaggio per la descrizione del mondo | Scuola Critica | Scoop.it
di Enrico Nardelli A fine novembre 2016 l’allora Ministra dell’Istruzione Stefania Giannini, nell’ambito dell’ evento dedicato al Pian
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Come insegnare ai bambini a difendersi dalle bufale? - Wired

Come insegnare ai bambini a difendersi dalle bufale? - Wired | Scuola Critica | Scoop.it
Le bufale mediche possono essere mortali: insegnare ai bambini a pensare criticamente è uno degli ingredienti per una società migliore
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5 motivi per cui la tecnologia non aiuta la didattica — Il digitale a scuola

5 motivi per cui la tecnologia non aiuta la didattica - Il digitale a scuola - Medium
All’indomani della diffusione dei dati OCSE su digitale e scuola, secondo i quali non si erano riscontrati miglioramenti…
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Classi di livello: promosse o bocciate?

Classi di livello: promosse o bocciate? | Scuola Critica | Scoop.it
Per poter verificare meriti e demeriti dei vari sistemi di organizzazione didattica, classi di livello comprese, gli studenti dovrebbero essere assegnati in modo casuale all’uno o all’altro. Ma ciò significherebbe ignorare legittime preferenze individuali. Progetti pilota per superare le difficoltà.
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Agenti e specchi: i ruoli dei media

Agenti e specchi: i ruoli dei media | Scuola Critica | Scoop.it
di Roberto Maragliano Le tecnologie della comunicazione (o media) esercitano una duplice funzione: quella che si fa coincidere con il loro ruolo di agenti e quella in cui il ruolo riconosciuto (anzi, il più delle volte da riconoscere) è di specchi. Nel primo caso i media sono intesi come capaci di incidere sugli atteggiamenti e…
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Così Internet e le app stanno cambiando l'apprendimento - Wired

Così Internet e le app stanno cambiando l'apprendimento - Wired | Scuola Critica | Scoop.it
È in atto una rivoluzione dell'apprendimento. E l’istruzione formale non c’entra
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Didattica digitale vs. didattica digitalizzata — Il digitale a scuola — Medium

Didattica digitale vs. didattica digitalizzata - Il digitale a scuola - Medium
C’è un articolo sul web che sta facendo parlare di sé, a proposito di didattica e tecnologie. Il titolo originale è “Digital vs Digitized…
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