Ri-generazione
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E' tempo di ri-generazione, di cambiare le regole, riformulare le domande e scoprire che c'è sempre una nuova possibile risposta
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L'86% degli italiani crede che la comunicazione sia la chiave per uscire dalla crisi

L'86% degli italiani crede che la comunicazione sia la chiave per uscire dalla crisi | Ri-generazione | Scoop.it
L’86% degli italiani ritiene la comunicazione sia una chiave strategica utile ad uscire dalla crisi.
AgenziaPerdona's insight:

A seguito del World Communication Forum svoltosi a Milano il 10 e 11 aprile, sono stati resi noti i risultati del sondaggio effettuato dall'Istituto Piepoli su Parole chiave e comunicazione istituzional attraverso i mass media".

L'86% del campione di italiani ha risposto che crede che la comunicazione sia la strategia per uscire dalla crisi e aprirsi ad un nuovo scenario di lavoro ed innovazione.

La stessa parola "crisi" ha subito un calo del 6% rispetto allo scorso anno, segno di una riscoperta voglia di positività?

Il settore in cui maggiormante gli italiani si aspettano investimenti in comunicazione è quello della Pubblca Amministrazione, per garantire informazione e trasparenza ai cittadini.

Come mezzo di comunicazione, la televisione è ancora la preferita, anche se le informazioni più amate sono quelle dei programmi di approfondimento (37%) piuttosto che quelle della pubblicità. Nel web, invece, è l'email a farla da padrone, passando dal 3 al 17%.

Social network e social media si aggiudicano un 15% ciascuno, mentre tornano a farsi strada anche gli eventi offline sul territorio, indicati dal 23% degli italiani tra le modalità preferite di comunicazione.

Quello che si percepisce è una forta voglia di innovazione, fatta di chiarezza e trasparenza, di onestà della comunicazione. Dopo anni di celati imbrogli, forse gli italiani sono pronti a chiedere "la verità, nient'altro che la verità"?

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E' tempo di Ri-vedere la pubblicità

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L’AGCOM ha pubblicato i risultati dell’Osservatorio sulla pubblicità, dal quale emergono dati interessanti sullo stato della comunicazione pubblicitaria in Italia.
AgenziaPerdona's insight:

L'AGCOM ha pubblicato i risultati di un sondaggio condotto tra il 1 febbraio e il 2 marzo 2012, che ha coinvolto circa 1516 aziende e profili professionali diversi.

Emerge il profilo di un settore in crisi, che ha saputo però reinventarsi con i nuovi mezzi di comunicazione e pubblicità web, che ha visto una crescita del 1000% con investimenti superiori ai 3 miliardi di euro.

Le aziende che investono sulla pubblicità online sono solo il 22%, e quindi il mercato mostra ampi margini di miglioramento con il diffondersi della cultura dei social media marketers che stanno finalmente assumendo un ruolo importante rispetto alle figure attualmente preposte a questa funzione da personale non propriamente formato.

Gli investimenti in web marketing, infatti, sono aumentati del 47%, prediligendo la pubblicità di tipo search (49%), ovvero quella realizzata, ad esempio, tramite AdWords. 

Il mondo della pubblicità sta lentamente virando verso il social, anche se rimane, a nostro avviso, fondamentale, identificare e stabilire una strategia di marketing che integri armoniosamente mezzi above e below the line, sia off-line che on-line. La reputazione dell'azienda, infatti, va difesa ed aumentata attraverso tutta la sua comunicazione.

 

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REALIZZARE UN'ANALISI DEI COMPETITOR IN 5 MOSSE

REALIZZARE UN'ANALISI DEI COMPETITOR IN 5 MOSSE | Ri-generazione | Scoop.it
AgenziaPerdona's insight:

Tenere d’occhio con una cadenza regolare le mosse dei concorrenti è una prassi oramai consolidata

in moltissime aziende, soprattutto quelle di medio-grandi dimensioni.

L’analisi dei competitor, o benchmarking, ci permette di definire una strategia più consapevole in quanto si assumono decisioni che tengono conto anche del fatto che nel mercato non si è da soli.


1. Individuare i competitor

La prima cosa da fare è individuare i propri competitor. Un competitor è colui che compete con te nel vendere un prodotto allo stesso target di clienti. Dunque i prodotti devono essere sostituibili tra loro dal punto di vista del cliente, non basta che siano nello stesso mercato. Un produttore di scarpe in pelle fatte a mano e con un prezzo di vendita di 300  non è un competitor di un produttore di scarpe da ginnastica da 50€ made in China.

E’ possibile includere anche competitor potenziali, vale a dire player che al momento non vendono prodotti concorrenziali ai nostri, ma che verosimilmente inizieranno a farlo in futuro.


2. Raccogliere le informazioni

A questo punto è necessario iniziare a raccogliere dati e informazioni sui nostri competitor e che successivamente andremo ad elaborare per renderle confrontabili e rilevanti ai fini delle decisioni strategiche.

Non è certamente semplice reperire i dati aziendali di player concorrenti, proprio perché ognuno si limita a far uscire dalla propria azienda solo le informazioni strettamente necessarie ai fi ni della comunicazione pubblica.

Ad ogni modo una serie di ricerche approfondite su internet di solito ci forniscono una buona panoramica. A queste vanno a unirsi i documenti societari, reperibili tramite operatori specializzati tipo Cerved, le ricerche di mercato e l’analisi che possiamo condurre direttamente sui prodotti concorrenti.

 

3. Elaborare le informazioni

A seconda delle informazioni raccolte e soprattutto delle necessità informative che vogliamo soddisfare con la nostra analisi, procederemo a rendere più fruibili tutti i dati raccolti in precedenza.

E’ dunque possibile creare tabelle riepilogative con un foglio di calcolo, avendo l’accortezza di rendere omogenei i dati da confrontare. Per esempio se vogliamo analizzare il fatturato della nostra azienda e di altri 5 competitor dovremo prendere come riferimento lo stesso orizzonte temporale e la stessa valuta. E’ possibile infi ne elaborare dei grafi ci e riportare le principali evidenze emerse in una presentazione da condividere con gli altri stakeholder.

Tra le rappresentazioni più classiche vi sono il confronto delle caratteristiche dei prodotti concorrenti e grafici che riportano sugli assi varie metriche come ROI, CAGR, fatturato e tasso di rischio.

Alla fine ognuno sceglie la rappresentazione che mette in evidenza i valori veramente rilevanti ai fini della competizione.


4. Analizzare l’assetto organizzativo

Tra le dimensioni da prendere in considerazione nella nostra analisi non dovrebbe mancare quella organizzativa, che è invece frequentemente ignorata.

E’ importante capire come sono strutturati i nostri competitor per rispondere velocemente ai cambiamenti del mercato.

Le domande da porsi sono: nel mercato in cui opero è opportuno dotarsi di una struttura organizzata per linee di prodotto o per area geografi ca? Oppure a matrice visto che il prodotto e l’area geografica sono dimensioni ugualmente importanti? Che rapporto tra numero di dipendenti e fatturato hanno i miei competitor? Devo tenere tutte le attività in house o è il caso di dare in outsourcing quelle più operative?

 

5. Effettuare una Gap Analysis

L’ultimo punto dell’analisi è quello delle valutazioni e delle decisioni. Preso atto della situazione propria e di quella dei competitor si deve quantifi care, se presente, il gap da colmare.

Tale gap può essere presente su tutti i fronti o solo su alcuni, l’importante è individuare per ogni singolo punto una o più azioni da mettere in atto per riconquistare terreno.

A tale scopo possono essere utili rappresentazioni come il Capabilities Level Chart, un grafico che mette in evidenza le aree in cui siamo più bravi dei competitor e quelle in cui invece dobbiamo migliorare. A ciascun punto devono essere collegati obiettivi chiari e misurabili come ad esempio investire in una nuova tecnologia, acquisire le risorse umane necessarie per migliorare determinate attività oppure cambiare strategia di marketing.

Quali sono i vantaggi di chi analizza i competitor?

Un’analisi dei competitor ben fatta porta sempre informazioni utili al management di un’azienda e fornisce una fotografia dello stato attuale del proprio mercato di riferimento. Ci si può spingere perfino oltre prevedendo possibili scenari del mercato con analisi what-if utilizzando modelli tipici della teoria dei giochi in cui le dimensioni analizzate diventano variabili del modello.

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Il matrimonio? Lo paga lo sponsor

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AgenziaPerdona's insight:

Questo non potevamo tenervelo nascosto: arriva anche in Italia la sponsorizzazione dei matrimoni. 

Un vero e proprio "product placement" con il velo, che vede le giovani coppie pianificare le nozze e poi correre alla ricerca di aziende interessate a farsi pubblicità.

Nuova frontiera dell'advertising o tentativo disperato di fare le cose in grande nonostante la crisi? Di certo c'è che l'iniziativa, partita dai nostri vicini europei, è più che strutturata! Su Anozzeconlosponsor.it i fidanzati possono creare un proprio profilo e coinvolgere le aziende interessate a farsi pubblicità su carrozze e veli da sposa; il consiglio è sicuramente quello di aprire un blog o sito da dove far partire i propri contenuti e preventivi e poi condividere sui vari social network.

Insomma, una vera e propria azione strategica di marketing che fa risparmiare  anche il 90% sul costo delle nozze.

Per chi ci è passato l'idea non sembrerà affatto assurda: sappiamo tutti ch basta la parola "matrimonio" a far lievitare qualsiasi prezzo alle stelle! Dunque perchè non improvvisarsi foundrisers e cominciare a pianificare le prossime mosse?

 

Ps: Fate attenzione al business plan, i tempi per organizzare il tutto saranno piuttosto lunghi!

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Ri-inventarsi: Starbucks in partnership con New York Times

Ri-inventarsi: Starbucks in partnership con New York Times | Ri-generazione | Scoop.it
Accordo Starbucks e New York Times: con il caffè, le notizie si leggono gratis
AgenziaPerdona's insight:

Il colosso del caffè Starbucks, player tra i più evoluti nella gestione del social media marketing, ha siglato una partnership con il New York Times, permettendo ai suoi clienti di leggere gratuitamente 15 articoli della versione online del giornale.

La wifi gratuita, che Starbucks mette da sempre a disposizione dei suoi avventori, pemetterà di godersi ogni giorno caffè e news; gli articoli saranno più dei soliti 10 offerti gratuitamente dal New York Times, da scegliere tra le categorie Top News, Business, Tecnologia e Most E-Mailed; la quinta sezione è a rotazione: lunedì Sport, martedì Scienza, il sabato Magazine.

Un'operazione di comarketing che permette a Starbucks di regalare ai suoi utenti un'esperienza ancora più completa e al New York Times di valorizzare la propria offerta digitale, come dichiara Yasmin Namini, vicepresidente del marketing della testata americana.

Un'abitudine ancestrale, quella del caffè bevuto sfogliando il quotidiano locale, che in questa società sempre più 2.0 si trasferisce sui dispositivi mobili per permettere una fruizione più personalizzata e globale, un'esperienza alla portata di tutti che aumenta il sentiment di entrambi i brand, portando beneficio sia alla loro immagine che alla partecipazione dei clienti.

 

 

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78MILA500 Tweet per la seconda serata di #Sanremo2013

78MILA500 Tweet per la seconda serata di #Sanremo2013 | Ri-generazione | Scoop.it
Il cantautore romano è l'artista con il sentiment più positivo sul social network, lo dicono i dati di Voices from the Blogs - Twitter, Sanremo si abbatte sulla politica
AgenziaPerdona's insight:

I grandi eventi ora vivono su Twitter: un hashtag (#) ufficiale -che non coincide sempre con quello scelto dagli organizzatori ndr.-, liberta partecipazione e i gioco è fatto. Se si puà dare lo stop al televoto, non si può fermare il fenomeno social della partecipazione attraverso il sito di microblogging più famoso al mondo; Twitter vs Facebook 1 - 0 per quanto riguarda il live posting durante un evento.

Per la seconda serata del Festival di Sanremo (#sanremo2013), sono stati inviati ben 78.528 tweet, per commentare look, voce, presenza scenica e simpatia dei cantanti in gara.

Sanremo crea engagement: chi lo guarda, chi finge di non guardarlo, chi lo vive proprio dal suo newsfeed. I social media hanno, forse, ridato un pò di slancio a queste kermesse storiche e un pò impolverate, creando una platea virtuale dove, anche se si è sul divano di casa da soli, ci si può sporgere verso il vicino di poltrona e commentare insieme...in un tweet.

Nell'articolo allegato i numeri e i preferiti del pubblico, della seconda serata di #Sanremo.

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