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La politica delle donne
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il consiglio regionale della puglia dice no alla doppia preferenza

Oggi è successa una cosa gravissima: il Consiglio Regionale della Puglia ha bocciato a voto segreto la Proposta di Legge di iniziativa popolare '50 e 50'. 30 rappresentanti - evidentemente non più del popolo - hanno tolto la parola a 30.000 cittadine e cittadini pugliesi. Il Consiglio Regionale ha perso un'occasione storica: rendersi protagonista di una rivoluzione culturale. Se la legge fosse stata approvata si sarebbe stabilito un precedente unico e valido per tutta l'Italia. La vergogna di quanto accaduto e' stata sancita attraverso la scelta del voto segreto proposta da 6 consiglieri di minoranza ( Zullo, Gatta, Camporeale, Sala, Marti, Boccardi ) che, in questa maniera, hanno dimostrato di non avere nemmeno il coraggio di esprimere in modo palese la propria scelta. Questa mancata assunzione di responsabilità si e' cosi' tradotta in un voto che ha trasversalmente legato opposizione e maggioranza dimostrando l'arretratezza culturale e politica che permea le nostre istituzioni, non a caso prevalentemente maschili. Durante la discussione che c'è stata in Aula abbiamo ascoltato argomentazioni becere e misogine. "La politica e' una cosa solo per uomini", " una donna di Santa Maria di Leuca non potrebbe guidare fino a Bari per partecipare ai lavori del Consiglio Regionale" , " bisogna rispettare la nostra sensibilità di fronte alle forme di coercizione delle masse urlanti" (Gatta- PDL), " ci devono essere le condizioni reali per favorire la presenza delle nostre donne in consiglio e in politica" ( Negro-UDC) , " non fa parte della democrazia compiuta" ( Mazza - IDV ) . Oppure anche " le donne sono tante e dappertutto: basta andare negli ospedali, nelle scuole, nei tribunali". Queste alcune delle frasi dette e che descrivono le donne come "minus habens: abbiamo ascoltato bugie e visto tanto livore nei confronti delle donne . Possiamo dire che oggi abbiamo avuto evidenza delle tracce culturali che portano diritto al femminicidio.

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Schiaffo alle donne: bocciata la legge elettorale sulla parità di genere - Dalla Puglia Bari

Schiaffo alle donne: bocciata la legge elettorale sulla parità di genere - Dalla Puglia Bari | Rappresentanza di genere | Scoop.it
Scambio di accuse tra destra e sinistra.
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Ripartiamo da noi

il Comitato pugliese 50/50 : orgoglio e giudizio

 

magda's insight:
Partiamo da noi !

 

Non esiste in Italia nulla di paragonabile a quanto fatto in Puglia per portare non le donne ma un pensiero diverso in Consiglio regionale

La creazione di un Comitato per proporre liste elettorali composte in egual misura da uomini e donne e per sostenere la doppia preferenza, un Comitato apartitico come apartitica è questa esigenza di rinnovamento è stato quanto di più lontano dall' antipolitica!

Eppure difronte ad una proposta così condivisa e così sostenuta anche da una imponente raccolta di firme (30.000), il Consiglio regionale ha boicottato un desiderio di vero cambiamento con la vergognosa pratica del voto segreto, condito da dichiarazioni che benevolmente definirei fuori dalla storia

Ma questo è avvenuto! Lo scenario delle prossime amministrative regionali sarà, se nulla dovesse cambiare nella redigenda legge elettorale,ancora più desolante dell'attuale.

Infatti con la diminuzione a 50 del numero dei Consiglieri, la raccolta delle preferenze premierà i signori dei voti quelli con grandi capitali da investire e le donne e gli uomini che cercano il consenso in altra maniera, ne rimarranno desolatamente fuori!

Altro che risparmio della politica ci si troverà davanti famelici figuri alla ricerca di rientrare nei loro “investimenti”  saremo rappresentati in maggior parte da persone che nulla sanno dell'impegno politico, che nulla sanno di quanto lavoro è necessario per capovolgere le solite pratiche spartitorie e, che hanno come unico desiderio, la propria conservazione

Ma ancor di più, sempre per sostenere il contenimento della spesa pubblica è stata introdotta la norma che stabilisce la presenza di assessori esterni in numero massimo di 2, e quindi possiamo dimenticarci anche quella sorta di risarcimento politico all'invisibilità che spesso erano alla base delle composizioni paritarie tra uomini e donne delle Giunte regionali

Era questa la Puglia che desideravamo? Era questa la Puglia che doveva rinnovarsi e per la quale abbiamo raccolto 30.000 firme reali, certificate ed autenticate? Non penso.

Le reticenze al cambiamento sono evidenti anche nella modesta prova offerta dai partiti in queste elezioni elettorali.

Certo vanno dichiarate le differenze tra chi  ha comunque aperto, attraverso le primarie, le selezioni e chi ne è stato totalmente contrario.

Ma  il porcellum è rimasto e, spesso, le candidature sono state espressione di chi nei luoghi della rappresentanza tiene ancora il potere stretto nelle mani . Possiamo riflettere su quanto ha contato nella scelta e nella selezione l'appoggio maschile ? 

Certo grazie ad alcuni correttivi che il PD e Sel,hanno introdotto attraversato lo strumento delle primarie, doppia preferenza , alternanza di genere, nel prossimo Parlamento ci saranno tante donne . Sarà certamente una rivoluzione, ma affinché non sia solo estetica   sarà interessante verificare il modo in cui le nuove elette si atteggeranno rispetto ai problemi aperti dalla crisi, ai diversi interessi in gioco, alla reinvenzione dei rapporti tra i due sessi.

Riusciranno le tante donne del nuovo Parlamento ad esplicitare la critica forte a quel luogo in cui adesso siedono ed  a ricostruire nuova autorevolezza o tutto il loro slancio si acquieterà nell’essere “dove si decide”. Rafforzeranno quella politica delle Donne che ha sempre  criticato fortemente quei luoghi,  constatandone la loro inefficacia per reinventarli o ne saranno zittite da pratiche ed azioni così contaminate da esserne fagocitate?

Continueranno a ricercare un modo di stare nei contesti politici e sociali agendo in  libertà dagli uomini, e quindi cambiando le relazioni con loro?

Ma la mentalità patriarcale e l’accettazione passiva di un sistema che perpetua meccanismi di potere nelle stesse mani, sono un problema di tutti e tutte. Da questo problema la politica delle donne dovrebbe ripartire. E da qui il Comitato pugliese riparte ! Senza una sana relazione ed  un giusto riconoscimento del grande lavoro delle donne che hanno, con il loro impegno permesso il loro ingresso in Parlamento, chiedendo ad alta voce un cambio nella rappresentanza così fortemente maschile, nulla potrà mai cambiare!

 

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