Psicologia e non solo
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Il disagio psichico, affettivo o emotivo, si esprime anche attraverso il corpo. |

Il disagio psichico, affettivo o emotivo, si esprime anche attraverso il corpo. | | Psicologia e non solo | Scoop.it

Le emozioni ci parlano attraverso il corpo.

Spesso urlano e non riusciamo comunque a sentirle.

 

Ascoltare i messaggi del nostro corpo è il primo passo verso una gestione consapevole della nostra vita emotiva.

 

Dall'articolo:

"Le emozioni, i sentimenti e le difficoltà, troppo dolorose per essere vissute e sentite, trovano nel corpo un contenitore pronto a riceverle. Questo crea nel soggetto l’idea di non avere nessun tipo di difficoltà psicologica, ma solo un disagio medico che si pensa possa essere curabile con qualche medicina..."

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Ma non ci siamo già visti? Memoria e nomi: come testare il nostro Face Name Memory IQ

Ma non ci siamo già visti? Memoria e nomi: come testare il nostro Face Name Memory IQ | Psicologia e non solo | Scoop.it

Se siete interessati alla memoria, alla ricerca e ai test, potete partecipare allo studio proposto dalla Washington University of St. Louis sulla memorizzazione di visi e nomi.

 

Tratto dall'articolo: Quante volte vi è capitato di stringere la mano ad una nuova conoscenza, sentirne il nome ed immediatamente perderlo nelle stanze delle cose impossibili da ricordare? O forse siete parte di quei fortunati che non dimenticano mai un volto, né il nome ad esso associato?

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Pubblicità e Nag Factor ~ Quando nasce una mamma

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Oggi parliamo di nag factor: il fattore assillo, quello che i bambini imparano presto a mettere in scena nella negoziazione di un nuovo gioco, merendina, ovetto, appuntamento.

Siamo consapevoli delle nostre reazioni di fronte alla classica "goccia"?

 

Dall'articolo: "Secondo Anna Oliverio Ferraris “una campagna pubblicitaria ben congegnata può mettere in crisi il rapporto genitore bambino”. (Oliverio, 2005) Sentirsi dire “tu non mi vuoi bene” o “per colpa tua…” può mettere a dura prova la fermezza di un genitore e se la richiesta del bambino è in contrasto con la volontà ed i valori dei genitori il lavoro da fare sarà duplice..."

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#10coseSuper: un primo resoconto ~ Quando nasce una mamma

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Perchè: Oggi è il 10 del mese e come ormai è consuetudine da un po' www.quandonasceunamamma.com ripropone l'appuntamento social #10coseSuper: siamo ad ottobre, siamo quasi ad Halloween, quindi il tema di oggi è #10coseSuper Horror (su twitter e su quandonasceunamamma fb e sito). Colgo l'occasione, quindi, oggi, per riproporre i risultati emersi dall'analisi del primo #10coseSuper a maggio. Un momento di riflessione per le mamme che hanno partecipato all social-event, per ricordare da dove siamo partite e cosa ci siamo raccontate.

 

Tratto dall'articolo: "Non notate nulla di strano? Sembra proprio che l’area in cui ci sentiamo più Super sia quella del fare per gli altri (sia nel senso della responsabilità, sia nel senso di prenderci quella libertà di scegliere e pensare che ci fa essere creative e scoprire mille risorse). Nel nostro immaginario invece è più sguarnita l’area dell’essere Super per noi stesse: i due quadranti in basso, infatti, sono quasi vuoti."

 

 

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Ma non siamo tutti matti

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La mia opinione: probabilmente potevamo farne a meno. Ancora non è stato pubblicato e già da mesi le polemiche intorno al prossimo DSM V imperversano tra psichiatri, psicologi e medici a favore o contro. Il rischio maggiore sembra essere l'etichettatura di disagi anche comuni nella vita di ognuno di noi che potrebbero essere "patologizzati" in "disturbi generalizzati" o "dipendenze" (dalla caffeina, ad esempio). Il rischio è quella che Allen Frances (autore del DSM IV che si è poi distanziato dalla V edizione )definisce un'epidemia di falsi positivi: persone che soddisfano i criteri diagnostici senza, in realtà, essere malate. A mio parere il problema più grave riguarderà purtroppo i soggetti più deboli, i bambini, che più facilmente potranno vedersi attribuire diagnosi di ADHD o obesità, concentrandosi sul sintomo e non sul contesto che lo sta determinando.

Secondo alcuni il problema di fondo sembra trovarsi nel profondo legame tra gli psichiatri americani e l'industria farmaceutica, secondo Frances il problema sarebbe addirittura di ordine intellettuale e causato da una disciplina (la psichiatria) "troppo compiaciuta nelle sue categorie".

E voi, cosa ne pensate?

 

Tratto dall'articolo: Lou Marinoff, filosofo e autore del bestseller mondiale Platone è meglio del Prozac, ne sa qualcosa. «Molte malattie mentali sono disagi di derivazione culturale che una volta non c’erano: dalle disfunzioni sessuali ai disturbi alimentari. I bambini di oggi fanno fatica a concentrarsi non perché sono tutti malati di Adhd bensì perché le modalità di apprendimento sono per lo più visive e uditive, il che riduce drasticamente la durata dell’attenzione. Altra grande “epidemia” è quella di obesità, ma ci si dimentica che non è una malattia bensì un sintomo e se lamedicina confonde le cause con la loro manifestazione, come si può pensare che le cure proposte siano efficaci?».

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Psicologia positiva: pro e contro

Psicologia positiva: pro e contro | Psicologia e non solo | Scoop.it

Sempre in tema di Mese del Benessere: cos'è e cosa non è la Psicologia Positiva.

 

Tratto dall'articolo: "La psicologia positiva nasce nelle università, ma vuole essere comprensibile, parlare alla gente comune, il che è lodevolissimo, ma inevitabilmente, accanto a ricerche condotte con criteri scientifici i media tendono a mescolare insegnamenti di tipo new age, che propongono tecniche quali: “Visualizzate i vostri obiettivi”, “Pensate positivo”, “Eliminate la parola ‘impossibile’ dalla vostra vita” e via dicendo. Come osservano giustamente molti critici, attraverso seminari, DVD, CD e libri di auto-aiuto ecc., a diventare veramente felici sono questi “Life Coach”, che spesso non sono neanche psicologi e che riescono a creare, sull’ottimismo, business miliardari"

(...)

la psicologia positiva non è quella descritta da questi life coach miliardari e non ha nulla a che fare con la faccina gialla che ride. L’obiettivo dichiarato della psicologia positiva è quello di aiutare le persone a sfruttare al meglio le proprie risorse, le proprie potenzialità. Lo scopo finale è quello di vivere una vita più sana, più lunga, con molte soddisfazioni, sia nel lavoro, che nelle amicizie, che nelle relazioni intime. Come si vede, il campo contrasta nettamente con la maggior parte della letteratura psicologica, che si è invece concentrata sull’obiettivo di ridurre le malattie e i disagi. (Obiettivo più che rispettabile, ma che lascia inevasa la richiesta delle persone di trovare strumenti idonei a migliorare la qualità della propria vita. In mancanza di una psicologia positiva accademica, le persone potrebbero più facilmente rivolgersi a questi guru della felicità, con conseguenze imprevedibili (o, forse, fin troppo prevedibili)."

 


Via Luca Mazzucchelli - www.psicologo-milano.it
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I diritti del cliente

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Circola in rete da parecchio tempo un elenco di diritti del paziente/cliente dello psicologo noto come “Decalogo dello psicologo”. Ho, sinceramente, qualche dubbio rispetto alla reale a...
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Stress in gravidanza e depressione post parto: c’è un nesso

Stress in gravidanza e depressione post parto: c’è un nesso | Psicologia e non solo | Scoop.it

Il mio parere: Personalmente resto sempre un po' perplessa rispetto all'applicabilità alla vita quotidiana di ricerche svolte su "modello animale" dato che, per quanto i ricercatori possano dare il massimo nel tentativo di controllare e operazionalizzare il numero maggiore di variabili, il "modello animale" non avrà mai lontanamente nulla a che fare con il "modello vita reale" sperimentato, in maniera sempre diversa, da ogni diversa donna in attesa. Per questo motivo prendo con le pinze il risultato riportato dall'articolo secondo cui lo stress in gravidanza sarebbe in qualche modo correlato con la gravidanza post partum, per almeno due motivi.

Il primo ha a che fare prevalentemente con la ricerca di cui sono riportati i risultati: oltre al fatto di essere stata svolta su modello animale, la ricerca descrive e operazionalizza lo stress come una situazione di sollecitazione cui le gestanti partecipanti alla ricerca erano sottoposte durante l'esperimento. A parte il fatto che la reazione a situazioni potenzialmente stressogene è altamente soggettiva, ho il fortissimo dubbio che, in una gravidanza umana sia possibile identificare tutte le situazione potenzialmente stressogene e soprattutto ho il fortissimo dubbio che una donna in attesa possa vivere la sua esperienza in totale serenità, senza che nulla del contesto in cui vive rappresenti una "situazione di sollecitazione".

Il secondo motivo ha, invece, a che fare con la natura stessa della depressione post partum: fermo restando un calo dell'umore post partum legato a cause di natura ormonale, la reazione di ogni donna alla nascita di un figlio è assolutamente soggettiva e legata a variabili personali, ma anche contestuali e sociali ed in generale alla capacità di fronteggiare la nuova situazione non solo da parte della madre, ma dell'intero sistema in cui vive.

 

Detto questo, la ricerca mi pare degna di nota, almeno per un particolare: sembrerebbe infatti dimostrato che, effettivamente, il periodo della gravidanza, nei soggetti non sottoposti alla stimolazione stressante, abbia stimolato l'aumento di spine dendritiche, associate ad "un miglioramento della funzione cognitiva in compiti che richiedevano flessibilità comportamentale, consentendo più efficaci azioni anche in multitasking."

 

Ma che le mamme sono multitasking già lo sapevamo.

 

Tratto dall'articolo: "L’attenzione della dottoressa Benedetta Leuner e colleghi della OSU si è concentrata sulle cosiddette spine dendritiche – ossia quella specie di protrusioni sulle cellule cerebrali che sono utilizzate per lo scambio d’informazioni con gli altri neuroni. L’aumento di queste spine dendritiche nel cervello delle neomamme, già in precedenti studi, è stato associato a un miglioramento della funzione cognitiva in compiti che richiedevano flessibilità comportamentale, consentendo più efficaci azioni anche in multitasking. In base a quanto scoperto dai ricercatori, una gravidanza nella norma è in grado di aumentare il numero di spine dendritiche di circa il 20% nel cervello delle neomamme."

 

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Ascensori, piccolo mondo che ci riempie di tic e ansie - La Repubblica

Ascensori, piccolo mondo che ci riempie di tic e ansie - La Repubblica | Psicologia e non solo | Scoop.it

La mia opinione: l'articolo è piuttosto generico e divulgativo, ma focalizza  bene l'attenzione su una delle esperienze più comuni della nostra vita, alla quale, però non riusciamo fino in fondo ad abituarci mai. L'imbarazzo, il non sapere dove posare lo sguardo se non siamo soli, la paura che possa bloccarsi o cascare, sono esperienze che tutti abbiamo almeno una volta provato in ascensore. E il fatto che sia un'esperienza così pregnante nella moderna vita occidentale è dimostrato anche dalla numerosa presenza di scene ambientate in ascensore in film più o meno di culto. Chi di voi, ad esempio, ha mai visto Piano 17, il fim tutto italiano dei Manetti Bros?

 

Dall'articolo: "L'ascensore ha rivoluzionato le città, ma gli esseri umani non sono mai completamente riusciti ad adattarvisi. Adesso uno studio universitario cerca di spiegare perché, analizzando comportamenti, strategie e caratteristiche di questo microcosmo sociale che va su e giù."

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Stopping the stigmatization of depression – Giornata mondiale della salute mentale

L'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) propone anche quest'anno la Giornata Mondiale della Salute Mentale e punta l'attenzione sulla depressione e sulla lotta per l'interruzione della sua stigmatizzazione.

 

Dall'articolo: Secondo Shekhar Saxena, Direttore del Dipartimento per la salute mentale e abuso di sostanze, pur avendo a disposizione trattamenti altamente efficaci per la cura della depressione, meno della metà delle persone che soffrono di depressione chiede e riceve le cure di cui ha bisogno (ed in alcuni paesi tale percentuale è inferiore al 10%). Per questo motivo l’OMS sostiene la lotta contro lo stigma come attività chiave per aumentare l’accesso alle cure, essendo convinti che queste percentuali siano in parte da attribuire ad atteggiamenti culturali, al mancato riconoscimento della condizione e ad una certa riluttanza a chiedere aiuto in situazioni di depressione.

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Vincere le proprie paure con il teatro

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La mia opinione: un'interessante iniziativa proposta dal collega Giovanni Porta a Roma. Ingresso libero previa iscrizione 

 

Dall'articolo: “Lo scopo di questo laboratorio - continua Giovanni Porta - non è formare kamikaze che corrano in direzione di tutto ciò di cui hanno paura alla ricerca dell'adrenalina, ma scegliere se fare un piccolo passo in direzione di ciò che temiamo e che desideriamo troppo per dimenticare. Molte persone usano spesso la parola "impossibile": la loro vita è costellata di cose che non possono fare. Il mio lavoro di psicoterapeuta è teso a far prendere coscienza a queste persone che, spesso, si tratta di cose che non vogliono fare perché per arrivare a farle dovrebbero traversare un mare pieno di paure..."

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benessere

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Direttamente dal sito dell'Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, l'elenco completo delle attività previste da Ottobre 2012 - Mese del Benessere Psicologico in Puglia.

Potete fare la vostra ricerca per Comune, Provincia, nome del professionista Psicologo o nome dell'evento.

Buon benessere!

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Non voglio mangiare! ~ Quando nasce una mamma

Non voglio mangiare! ~ Quando nasce una mamma | Psicologia e non solo | Scoop.it

Sono sempre più diffusi in rete i cosiddetti mommy blog e quelli che ormai sono diventati una miriade di siti rivolti alle mamme in attesa e alle neomamme. Letture critiche e ironiche della condizione di mamma, consigli, usi e costumi, does e don't. In pochi di questi però gli autori, oltre ad offrire consigli per l'acquisto e sponsorizzazioni, hanno il coraggio di chiedere alla neomamma o mamma in attesa "Ma tu, come stai?"

Da leggere se: pensate ancora che la maternità sia tutta rose e fiori e tutine profumate (e mi auguro che siano veramente in pochi!)

 

Tratto dall'articolo: Ma se le mamme sono angeli, allora perché non sono sempre radiose e sorridenti???? Perché non sono belle, perché si guardano allo specchio e non si piacciono,  perdute come sono in una dimensione diversa dalla loro, in una sorta di  oblio in cui si sentono semplicemente... trasparenti.

 

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Non è che mi stai psicanalizzando?

Non è che mi stai psicanalizzando? | Psicologia e non solo | Scoop.it

Riflessioni a margine dell'esperienza di quasi tutti gli psicologi.

Da leggere e far leggere, soprattutto, a chi crede di sapere cosa faccia lo psicologo, a chi ne ha paura, a chi distoglie lo sguardo quando ne incontra uno.

 

Tratto dall'articolo: Quando una persona scopre che sei uno psicologo o che stai studiando psicologia, la frase che ti senti rivolgere con maggiore frequenza è:
«Oddio, devo stare attenta a quello che dico, sennò poi mi (psico)analizzi!».
(...)

Quando ci domandano: «Ma che si stai psicoanalizzando?» ci attribuiscono un potere quasi magico. E ognuno di noi, in fondo in fondo, vorrebbe possedere questo potere. La buona notizia è che "il potere" ce l'abbiamo davvero! Non è magico - anzi: è frutto di studio, di analisi delle transazioni, di un continuo lavoro di introspezione e di pratica professionale - ma ce l'abbiamo. [Per chi dovesse fraintendere il termine "magia" consiglio di leggere "La struttura della magia" di R. Bandler e J. Grinder]. Il problema, semmai, è che non siamo consapevoli di questo potere o non sappiamo usarlo, per cui ce lo lasciamo rubare dai "praticoni" della psicologia o non risultiamo efficaci. In altre parole, hai il potere ma non lo utilizzi per guarire i tuoi pazienti. Ma questo è un altro discorso

 

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A cura di Davide Algeri - Psicologo Milano


Via Psicologo Milano - Davide Algeri - www.davidealgeri.com
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