GIOCO E REALTA'. Considerazioni sparse sul libro di D.Winnicott | Psicologa Paicoterapeuta | Scoop.it

Winnicott dedica pagine interessantissime persino allo sguardo che i due si scambiano al momento della poppata: il bambino cerca se stesso nel volto di sua madre ("il precursore dello specchio è la faccia della madre"); là dove non vi si trovasse, per esempio nel caso che prevalessero gli "umori" della madre sulle necessità del bambino, si andrebbe incontro a una distorsione del processo: non sarà libero di essere creativo per far spazio a quella che Winnicott chiama compiacenza. Essere compiacenti significa sviluppare un falso Sé, un sé che si adatta alle richieste identitarie dell' ambiente sociale; un Sé che, per far spazio all'immagine che ne hanno scelto gli altri, occulta se stesso e si perde.
Illuminante in questo senso l'illustrazione del caso clinico di una donna malata per il "troppo fantasticare".


Via Alessandro Lombardo