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IL TEMPO

IL TEMPO | ONE  & M | Scoop.it

Definire il tempo è apparentemente cosa facile: esso è lo spazio indefinito nel quale si verifica il continuo fluire degli eventi in una successione illimitata di istanti.

L’unità di Misura Internazionale è il Secondo e lo strumento di misurazione è l’orologio. Fin qui è tutto chiaro ma, se cercassimo sul vocabolario un suo sinonimo, troveremmo “periodo, epoca, età, era, evo”, tutti vocaboli che presuppongono la conoscenza del concetto di tempo e l’intenzione di collocarlo un in determinato spazio. Quindi tempo e spazio sono indivisibili. Ma non è tutto. La velocità è un elemento fondamentale per la sua misurazione, e la percezione del suo trascorrere non è universale ma diversa secondo il punto di osservazione. Tutto questo non è altro che, semplificata, la legge della relatività attraverso cui la scienza cerca di spiegare e decodificare l’universo.

Questa teoria comunque è relativamente moderna. Nei secoli filosofi, teologi e scienziati da Parmenide a Platone, da Aristotele a S. Agostino, da Newton a Einstein - per accennarne alcuni fra i più famosi - hanno sempre cercato di definire il tempo, ma per noi, semplici mortali, rimane sempre un mistero.

Un conto è lo spazio temporale fra un impegno e l’altro: ad esempio se dovessimo prenotare un viaggio aereo stabiliremmo una data e un’ora ben precisa per avere la certezza di salire su quell’aereo proprio quel giorno a quell’ora.

Ma c’è un altro tempo dentro di noi. La percezione del suo scorrere dipende dal nostro stato fisico ed emozionale. I secondi che precedono un incidente, ad esempio, possono apparire un periodo lunghissimo, mentre lo stesso numero di secondi durante il sonno sembrano scorrere velocissimi, oppure non scorrere affatto.

Da sempre i mistici affermano che, esistendo solo il presente, cioè essendo solo possibile vivere qui e ora, il tempo è un’illusione. Il passato, essendo già accaduto, non esiste più e il futuro, dovendo ancora accadere, non esiste ancora. E’ l’attaccamento alla nostra storia personale e la proiezione dei nostri desideri nel futuro, che creano l’illusorietà della sua esistenza. In meditazione, cioè in uno stato di estasi profonda e di appartenenza al tutto, il tempo svanisce e forse non esiste più nemmeno il presente.

Che dire allora? Si torna al punto di partenza: è possibile definire il tempo? Chi lo sa?

Ma io vorrei chiedere a uno studente, che ha perso un anno di studi, qual è per lui il valore di un anno, a una madre che ha partorito prematuramente il significato di un mese, all’editore di un settimanale la durata di una settimana e a due innamorati al primo appuntamento quanto può essere infinita un’ora. Vorrei chiedere a chi ha perso il treno quanto dura un minuto, e a chi ha evitato un incidente il significato di un secondo e a chi ha perso la medaglia d’oro il valore di un decimo di secondo.

Il passato è parte della storia. Il domani è un mistero. Il presente è l’unica realtà oggettiva.

Ma il tempo passa… inesorabilmente passa.

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DONNE E FUMO.

DONNE E FUMO. | ONE  & M | Scoop.it

Ogni sigaretta fumata da "lei", sono cinque consumate da "lui".

 

ll fumare è un “vizio” maschile in un mondo di uomini.

O almeno lo era!

Sempre più donne oggi ricorrono al fumo come anti stress o semplicemente come atteggiamento molto di moda. Gli effetti collaterali del fumo sono ugualmente dannosi nelle donne come lo sono negli uomini, se non di più.

Nei monasteri di clausura del XVI secolo si davano ai giovani novizi grandi quantità di tabacco al fine di ottenere una specie di assopimento dei desideri sessuali. Sul fumo femminile, ha notevolmente influito il movimento di liberazione della donna quando, già nel XIX secolo, le suffragette incominciarono a fumare in pubblico a scopo dimostrativo.

Nei periodi successivi ci furono divieti severi per il fumo delle donne, ma nel 1940, in periodo bellico, le sigarette divennero per tutti un'arma contro il grande stress e crebbe il consumo di sigarette. L'emancipazione femminile e la  rivoluzione sessuale che vennero in seguito portarono all'introduzione della  pillola anticoncezionale e al costante aumento delle donne fumatrici, nonostante i maggiori rischi causati proprio dall'associazione tra il nuovo metodo ormonale di controllo delle nascite e il fumo.

L'egemonia maschile nel tabagismo è diminuita rapidamente; in molti paesi le teenagers fumano in media di più dei loro coetanei maschi e per il futuro si prevede un ulteriore crescita.

Alcuni studiosi vedono il fumo femminile come una sorta di ripiego, un'azione compensativa per le donne non appagate sessualmente che facilmente diventano fumatrici accanite. Con il fumo questi desideri sono in qualche modo appagati anche perché la nicotina in piccole dosi è eccitante mentre in alta concentrazione deprime anche le necessità  sessuali.

ll numero delle fumatrici è cresciuto del 60% negli ultimi 20 anni e la quota delle grandi fumatrici, che consumano più di 20 sigarette al giorno, è addirittura triplicata. Siamo purtroppo abituati a pensare che certe patologie (come quelle del cuore) appartengano soltanto all 'universo maschile. In realtà la donna è soggetta a rischi maggiori dell'uomo dovuti all'interazione dei componenti del fumo con fattori ormonali, ulteriormente aggravati se si fa anche uso della pillola come metodo anticoncezionale. La verità è che il fumo, anziché aumentare il fascino della donna, provoca seri danni non soltanto alla salute, ma anche alla bellezza ed il danno non è visibile subito. Il processo è lento e ci vogliono alcuni anni per poter notare quello che dermatologicamente viene descritto come “smoker’s face”, il viso della fumatrice.

Le rughe compaiono più velocemente ed i capelli perdono vitalità e lucentezza.

I componenti contenuti nella sigaretta diminuiscono notevolmente il flusso sanguigno capillare ed arteriolare, determinando danni al derma e alterando l’integrità cutanea. La pelle perde il colorito naturale e diventa grigiastra.

L’atrofizzazione dei capillari sottocutanei è responsabile anche della formazione

di couperose e dell'aumento dei cuscinetti di cellulite.

Anche le fibre elastiche si modificano, la pelle perde tono e il viso appare più stanco. Questo accelera notevolmente la formazione precoce di rughe, che si dispongono in forma radiale soprattutto intorno alle labbra e agli angoli degli occhi. Questo processo è favorito anche dal continuo movimento delle labbra nell'atto di aspirare il fumo, che accentua le rughe di questa zona molto fragile

 

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PERCHÈ UN UOMO DIVORZIATO SI RISPOSA PIU' DI UNA DIVORZIATA ?

PERCHÈ UN UOMO DIVORZIATO SI RISPOSA PIU' DI UNA DIVORZIATA ? | ONE  & M | Scoop.it

Una riflessione preliminare. Nel 1950, il 35 per cento delle donne hanno dichiarato di vivere da sole, contro il 51 per cento nel 2005.

Diversi fattori stanno portando comunque ad una cambiamento in questa statistica. Le donne si sposano molto più tardi o convivono con un partner (non sposato) più spesso e per periodi più lunghi. E comunque le donne vivono più a lungo se vedove e, dopo un divorzio, sono meno propense degli uomini a riconvolare a nozze, deliziandosi nel nuovo stato di libertà.

Abbiamo sempre sentito dire che il matrimonio da molti più vantaggi agli uomini

che alle donne: si dice che le donne sole vivano più a lungo rispetto alle donne sposate, mentre gli uomini sposati vivono più a lungo rispetto ai celibi. Ma i benefici ed i vantaggi che loro percepiscono, li portano ad una maggiore disponibilità a risposarsi dopo il divorzio.

Uno dei motivi per cui gli uomini sono più propensi a risposarsi è la “distribuzione” del lavoro domestico. In un mondo dove le donne sono sempre meno disposte a fare il "secondo turno di lavoro" con i lavori domestici fa intuire perché una donna appena divorziata è estremamente riluttante a rifare nuovamente il medesimo percorso nello stesso tipo di situazione dalla quale si è appena liberata . D'altra parte, un uomo nuovamente “single” deve cercare di risolvere il mistero dello shopping, della lavanderia e delle pulizie, lo porta ad essere desideroso di trovare una nuova partner che "condivida" questi oneri e lo tenga “vestito e nutrito”.

Dovremmo avere superato questo tipo di atteggiamento con i moderni matrimoni

dove la parità comporterebbe la stessa quantità di sforzo e di lavoro, sia dentro che fuori le mura domestiche.

Ma l'ansia impressionante con cui gli uomini divorziati tendono a risposarsi ed il desiderio, ugualmente notevole, di molte donne divorziate di non farlo, suggerisce che le cose non sono cambiate tanto quanto vorremmo.

Siamo convinti che uno dei motivi per cui tante divorziate sono così riluttanti a risposarsi è che il matrimonio non sembra essere un “affare” molto attraente per la maggior parte delle donne. Ed uno dei motivi per cui il matrimonio sembra poco allettante è che i sacrifici da fare con il matrimonio siano troppi ed i vantaggi sempre meno - soprattutto considerando che un gran numero di uomini non vale la pena di sposarli!

In un mondo dove le donne hanno accesso a istruzione e reddito, è assiomatico che gli uomini hanno più bisogno di portare qualcosa in più sulla tavola rispetto alle loro capacità di fornirlo.

Il desiderio di avere un uomo come marito è sempre più legato alla loro capacità di fornire emozioni durature, soddisfazione sessuale, romanticismo e spiritualità: le capacità relazionali oggi sono molto più ricercate che non il reddito.

E se gli orgogliosi difensori del matrimonio sostengono che la vera realizzazione nella vita si può trovare solo condividendola con un'altra persona - dobbiamo anche accettare che nel nostro mondo, l'aumento del benessere ha portato al fatto che l'essere singoli o la monogamia sia sempre più convincente e che il matrimonio lo sia sempre meno

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Il dietro le quinte della vita di IVAN BORAGINE.

Il dietro le quinte della vita di IVAN BORAGINE. | ONE  & M | Scoop.it

Sembra ormai consolidata l'idea che per recitare bastano un po' di notorietà e una discreta prestanza fisica. Una credenza parecchio diffusa e purtroppo a volte vera. Molti giovani hanno alle spalle anni di studio e parecchia gavetta, altri hanno solo partecipato a dei “reality”. Fa qualche differenza?

Ne parliamo con Ivan Boragine, giovane attore di teatro.. Giovane perché ha solo ventotto anni, giovane perché ha “solo” dieci anni di lavori alle spalle, giovane perché non è ancora arrivato alla popolarità. Dal diploma all' Accademia del Cinema ai seminari con Bernard Hiller, non è stata certamente una passeggiata.

Gli abbiamo chiesto cosa bisogna avere per diventare attori senza

passare per il piccolo schermo. “Innanzitutto la passione, – ci spiega – poi una forte dose di empatia e professionalità. Poi dedizione, disciplina, parecchia memoria e molto studio.”

Allora ci chiediamo come mai, oltre ad aver recitato Shakespeare in teatro, “Capri” in Tv, inciso un disco, recitato in “Passioni senza fine” la prima soap-opera italiana radiofonica, non lo vediamo anche al cinema con Ozpetek o Salvatores?

“ Ci sono moltissimi giovani attori come me, tutti vorremo emergere ma le possibilità reali sono poche e per quelle poche vengono presi attori famosi e quelli che “passano” da programmi TV dove la notorietà arriva “senza alcun merito”.

L'abbiamo visto recitare nel monologo “Tu, Oriana”, ne “Il caso Dorian Gray”, ora farà “Attacco al Vaticano” per la regia di Volpe. Decisamente un attore a tutto tondo, emozionante. Eppure rimane la fatica nel portare avanti questo mestiere. La determinazione aiuta a proseguire o senza raccomandazioni il capolinea è a due fermate più avanti per la maggior dei giovani attori?

“Bisogna credere in quello che fai. Certamente il teatro è una scuola continua. Qualcuno lo da per morto, chi lo definisce superato dalla Tv. Mi piacerebbe recitare anche per i giovani ma, mentre il cinema é “immediato”, i giovani sentono verso il teatro una sorta di remora culturale. Si avvicinano solo a ciò di cui sentono parlare considerandolo un settore elitario ed i media non ci danno certamente una mano.”

Lo scorso anno hai ricevuto il Premio Napoli Cultural Classic per il miglior monologo 2010 con “Tu Oriana.”, come si vive il teatro nella città partenopea?

“Per i napoletani il teatro è ancora un arte antica e magica. Ha sempre rappresentato un aspetto della tradizione popolare. L'amore per l'arte e lo

spettacolo da noi nasce fin da piccoli.”

L'aver studiato anche con un “acting coach” come Bernard Hiller ha influito anche sul tuo carattere?

“Le tecniche e i metodi usati da Bernard, ti formano anche nella vita di tutti i giorni perché la recitazione è una sfida di vita. Ti aiuta a superare I propri blocchi personali e riconoscere i propri comportamenti sbagliati ed entri anche in contatto con le tue tensioni e paure che spesso non conosci. Fare l'attore è la mia vita e forse un giorno la vedrò anche da spettatore."

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TAKENOBU. One man cello-band. Un mix di musica classica, rock e voce hawaiana.

TAKENOBU. One man cello-band. Un mix di musica classica, rock e voce hawaiana. | ONE  & M | Scoop.it

Takenobu è il nome d’arte del vocal performer e violoncellista Nick Takenobu Ogawa.

“Un talento originale che riesce a spiccare nettamente come solista….armato di pedaliera, crea atmosfere musicali favolose….e sono le sonorità canore ricche e diversificate a portare in alto la sua musica”.

Takénobu deriva dall’unione dei caratteri giapponesi che si trovano nel nome del padre di Nick e in quello del nonno. Tradotto letteralmente, Takenobu significa “volontà di ferro”.

Le canzoni originali e le interpretazioni folk di Takenobu spaziano delle atmosfere musicali poliedriche delle composizioni ad archetto con stile percussivo, pizzicato e legato per arrivare a sonorità decisamente più contemporanee. Con un’estensione musicale che abbraccia per intero quella del violoncello, il registro basso-baritono di Takenobu è quello che viene maggiormente privilegiato dall’artista.

 

Takénobu riesce ad imitare in maniera straordinaria il violino, la viola, il basso e persino la chitarra. E’ addirittura in grado di realizzare delle percussioni semplici in modo da dare così un ritmo ad alcune delle sue canzoni. Le sue composizioni strumentali caratterizzano sia i singoli brani che l’impostazione complessiva di un album. Tra le canzoni più rappresentative si può citare “Method and the Masses”, un’ode leggermente sarcastica alla vita della città moderna fatta di “modaioli, baristi squattrinati, stupidi intellettuali anticonformisti e poveri vagabondi”.

“Sono cresciuto nel Vermont e ho iniziato a prendere lezioni di violoncello all’età di 6 anni e produco la mia musica da quando ne avevo diciotto. A vent'anni ho trascorso un anno a Kyoto in Giappone e in quel periodo ho concentrato tutti i miei sforzi a migliorare le mie abilità di violoncellista e cantante.

Nel periodo in cui ho vissuto a Kyoto ho imparato da solo a cantare e suonare, iniziando così a comporre in modo rigoroso il tipo di musica che ero in grado di eseguire. Da allora ho vissuto a New York, Philadelphia, Vancouver (Canada) e Atlanta, città quest’ultima dove mi trovo attualmente”.

 

Siamo concordi nel ritenere il violoncello lo strumento più sexy del mondo che diventa indubbiamente incantevole se a suonarlo è Nick Takénobu Ogawa, che ha sdoganato il violoncello dal contesto della musica classica facendolo entrare nel blues, nel pop e in altri generi musicali.

Il secondo album autoprodotto, “Exposition”, contiene dodici canzoni uniche in cui si fondono musica classica, rock acustico e un leggero tocco di folk hawaiano. Usando unicamente il violoncello, Takénobu riesce a creare sonorità poliedriche simili a quelle eseguite da un piccolo quartetto acustico.

L’album è da considerarsi unplugged, con un pubblico di pochi intimi che assistono entusiasti alle sue performance. Le esibizioni dal vivo di Takénobu sono spettacoli piacevoli anche quando l’artista diventa un “uomo orchestra”.

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IL FASCINO DEI GUANTONI.

IL FASCINO DEI GUANTONI. | ONE  & M | Scoop.it

Donne e pugni: dalla fit-boxe al Tae-Bo.

Se la vita e' come un ring, alle donne non resta che mettersi i guantoni.

Il sesso femminile non è più "debole", merito del cambiamento sociale che ha ridisegnato per la donna un ruolo da protagonista attiva: sia in famiglia che nell'ambito lavorativo. Alle discipline tipicamente femminili come lo step e l'aerobica, si sono affiancati i corsi in cui si tirano calci e si colpiscono gli avversari: si “combatte” insomma.
Sono infatti in aumento nelle palestre le specialità' che legano il fitness all'attività fisica legata al combattimento. Così le donne salgono sempre più spesso sul ring ma soltanto per il benessere fisico. Le più tradizionali sono lo spinning, il kickboxing, il physioball e l'x-training. Ovvero pugni e calci a ritmo di danza per restare in forma e soprattutto per scaricare la tensione accumulata durante la giornata.

Una tra le nuove discipline arrivate è la fit-boxe, che associa un'attività di preparazione fisica generale ad esercizi di tecnica che si eseguono al sacco con l'istruttore: un pugilato al femminile che non fa male.
La fit boxe permette di migliorare il fiato e la coordinazione, senza estendersi alle tecniche e le modalità dello scontro fisico. In un certo modo si tratta di un "ibrido" che soddisfa in pieno le esigenze di molti, perché oltre a far dimagrire, non costringe a ricordare a memoria le sequenze di una coreografia.

Ma dagli Stati Uniti arriva anche il Tae-Bo (acronimo di Total Awareness Excellent Body Obedience), ultima novità' nelle tecniche per la ricerca del benessere fisico. La boxe coreana, ideata dal maestro di arti marziani Billy Blanks, prevede una combinazione sequenziale di pugni, calci e squat, insieme al ritmo di hip-hop.

Il "Tae" si riferisce alla parte inferiore del corpo, gambe e piedi per via dei calci e "Bo" si riferisce alle mosse di boxe ed ai pugni per la parte superiore del corpo.. E' quindi un'azione ripetitiva di pugni e calci che, oltre a stimolare la fiducia in se stessi con la legittima difesa, sviluppa un'intensa azione sul benessere fisico.

Il Tae-Bo ha visto la sua popolarità' in forte crescita, tanto che il settimanale Billboard l'ha inserito tra i primi posti nella categoria fitness.

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HENRY CAVILL. Il nuovo Clark Kent in SUPERMAN diretto da Zack Snyder.

HENRY CAVILL. Il nuovo Clark Kent in SUPERMAN diretto da Zack Snyder. | ONE  & M | Scoop.it

La Warner Bros e la Legendary Pictures hanno trovato il loro nuovo uomo d'acciaio. Il tanto atteso ruolo di Clark Kent / Superman è stato assegnato mesi fa ad Henry Cavill. La scelta è stata fatta da Jeff Robinov, il boss della Warner, senza averlo visto nelle riprese di The Cold Light of Day ne come star in Immortals, in circolazione questo autunno. E stato deciso per un Superman più giovane questa volta, e quindi l'intenzione era di lanciare un attore vicino a trent'anni. Quindi Cavill, che quest'anno ne farà ventotto quest'anno, era la star perfetta.

Il nuovo film della Warner Bros è prodotto da Christopher Nolan e diretto da Zack Snyder, che ha dichiarato: "Nel pantheon dei supereroi, Superman è il personaggio più riconosciuto e stimato di tutti i tempi, e sono onorato di far parte della squadra per il suo ritorno sul grande schermo. Sia io che i produttori siamo parecchio eccitati circa la scelta di Henry: è l'uomo perfetto per indossare iil mantello e lo scudo con la S ". Henry sarà quindi il primo Superman non-americano.

Henry Cavill, nato sull'isola di Jersey (nel Canale della Manica), ottiene fama e popolarità grazie alla serie TV I Tudors, dove interpretava il ruolo di Charles Brandon. Grazie al successo della serie ottiene un ruolo anche in Stardust e nel film Blood Creek di Joel Schumacher e nel 2009 viene scelto da Woody Allen per interpretare Basta che funzioni.

Non facile la sua carriera. Cavill sostenne un provino per il ruolo da protagonista

in Batman Begins, ma la parte poi andò a Christian Bale. Nel 2005 partecipò al casting per il ruolo di James Bond, ma i produttori pensarono che Cavill fosse troppo giovane per il ruolo che fu quindi affidato a Daniel Craig. Henry venne chiamato anche un provino per il ruolo di Superman in Superman Returns, ma fu avvisato dopo che Brandon Routh aveva chiuso il cast. Per tutto questo l' Empire Magazine, nel 2005 lo soprannominò "... l'uomo più sfortunato di Hollywood".

 

Henry ama il rugby, che non pratica più a causa di una serie di infortuni.

Di lui si dice che non esce mai di casa senza soldi, ne carte di credito o il suo passaporto, nemmeno per fare joggin'. Il suo capo di abbigliamento preferito è una giacca marrone di pelle: qualcuno dice che addirittura non potrebbe vivere senza. Ha una gran passione per l'egittologia e se non avesse fatto recitazione in college, certamente sarebbe entrato nelle forze armate per appagare il suo "orgoglio patriottico".

Come Superman, sarà il terzo attore britannico ad interpretare il ruolo principale in un adattamento cinematografico tratto da famose serie americane di fumetti. Prima di lui, Christian Bale è stato Batman, e Andrew Garfield ha rivestito i panni di Spider-Man.

L'uscita del nuovo Superman è prevista per dicembre 2012.

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GISELE BUNDCHEN. Una supermodel quasi miliardaria

GISELE BUNDCHEN. Una supermodel quasi miliardaria | ONE  & M | Scoop.it

Gisele Bundchen. Una super-model sulla strada per diventare miliardaria.

Gisele Bundchen è stata la regina delle top-model nel mondo per sette anni di fila ed è stata in cima alla lista di “Celebrity 100” fin dal 2001. Potrebbe quindi

diventare la prima top model miliardaria del mondo (e anche la prima brasiliana miliardaria self-made al femminile)?

Secondo Forbes potrebbe succedere. Ecco perché.

Oltre ad essere un'icona della moda e testimonial in campagne per marchi di lusso come Versace e Dior, ora Gisele sta sviluppando un proprio “brand”.

Il suo nome infatti è legato a prodotti che spaziano dai gioielli ai cosmetici fino ad

arrivare alla lingerie. La sua linea di sandali prodotta da Grendene, uno dei principali produttori mondiali di calzature, è un successo sia in Brasile che all'estero, fino a fare concorrenza al marchio più famoso al mondo, le Havaianas. A vedere il bilancio annuale di Grendene, le entrate della linea Ipanema sono il 63% delle esportazioni annuali della società (circa 250 milioni di dollari), con 25 milioni di paia vendute nel solo 2010.

Ma il grande potenziale di Gisele come “money-maker” deve ancora venire. Visto il crescente mercato Brasiliano nel comparto dell'abbigliamento femminile (le entrate sono aumentate del 22% fino ad arrivare a 3,45 miliardi dollari nel 2010), lo scorso maggio Gisele ha prodotto una linea di lingerie in “joint venture” con Hope (la versione brasiliana di Victoria's Secret), dove lei è già una testimonial. Invece di cedere la licenza di utilizzo del proprio nome, come fanno solitamente le celebrità, lei ha creato un suo proprio marchio: la Gisele Bundchen Brazilian

Intimates. La sua linea ora è venduta in esclusiva presso i negozi Hope (l'azienda gestisce una rete di 61 negozi di proprietà e più di mille punti vendita), entrando anche con una partecipazione nella società, come poche celebrità fanno.

Secondo un recente rapporto del giornale brasiliano Folha de Sao Paulo, Gisele potrebbe aggiungere altri 19 milioni di dollari all'anno al suo già notevole reddito annuo stimato in 45 milioni. Inoltre, l'anno scorso, Gisele ha fondato la Sejaa Pure Skincare , un'azienda e-friendly di eco-cosmetica con sede a Phoenix, in Arizona. Fonti vicine a Gisele dicono che sia in trattative per vendere una quota di questo suo nuovo business, del quale possiede il 100%. Senza parlare poi del denaro contante che “rastrella” come direttore creativo della catena di negozi C&A's Gisele Bundchen Collection.

Dal momento che Forbes ha monitorato i “numeri” di Gisele per la lista delle 100 celebrità più ricche, la stima totale delle sue entrate nel corso degli ultimi 10 anni hanno superato i duecentocinquanta milioni dollari.

Supponendo che abbia saputo gestire le sue spese in modo saggio e abbia fatto investimenti intelligenti, la cifra potrebbe probabilmente continuare ad aumentare. Sappiamo pure che ha anche diversificato i suoi investimenti entrando

nel settore immobiliare: il suo portfolio include un albergo nel sud del Brasile, proprietà terriere nella zona chic di Trancoso, Bahia, una villa in Costa Rica ed una casa da milioni di dollari che si sta costruendo a Brentwood in California con il marito Tom Brady. Infatti la coppia ha acquistato il terreno per 11 milioni di dollari, e ne stanno spendendo altri venti per costruire la loro casa dei sogni di fronte alla Baia di Santa Monica.. Secondo Jeffrey Hyland, della società di brokeraggio Hilton & Hyland, vista la grandezza della proprietà una volta terminata sicuramente la spesa sarà superiore di molto.

Una cosa è certa: Gisele ha fatto un tragitto anche al di fuori della passerella che poche top model, esclusa Heidi Klum, sono state in grado di fare.

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VIRNA LISI. Critica e pubblico l'hanno definita una delle donne più belle mai apparse sullo schermo.

VIRNA LISI. Critica e pubblico l'hanno definita una delle donne più belle mai apparse sullo schermo. | ONE  & M | Scoop.it

Tutti sanno che la bionda dai capelli arruffati e gli occhi di lince che spuntava lentamente, quasi nuda, dalla torta di cartone nella festa di addio al celibato nel film "Come uccidere vostra moglie" era la ventisettenne attrice italiana Virna Lisi. Jack Lemmon, attore co-protagonista, disse di lei:” E’ una star. Ha un portamento regale”; una dichiarazione questa che trovò d’accordo sia la critica che un pubblico entusiasta. Gli unici a cui fu nascosta la cosa furono proprio i suoi concittadini romani, i quali la videro soltanto all'uscita del film in Italia.

Prima di tutto, va detto che la Lisi era una bruna dall’aspetto austero nel momento in cui lasciò il proprio paese. Ma anche se aveva realizzato già 25 film in Europa, divenne famosa in patria come La bocca della verità, non per il modo di esprimersi tipico di una Cassandra, ma per le campagne pubblicitarie di un dentifricio.

Tutto ciò non influenzò l’autore di Come uccidere vostra moglie, George Axelrod, il quale volle una “prelibatezza del continente” per la parte e scelse Virna per un provino, ma dopo una scena in camera da letto con Lemmon, non ebbe nessun dubbio ne la necessità di ulteriori audizioni.

Virna era arrivata ad Hollywood con tre semplici frasi in inglese (“Is necessary?” “Is possible?” e “Poor Virna!”). Ciononostante era pronta.

“Questa angolatura è troppo perfetta”, disse una volta ai cameramen riguardo al suo lato destro, quello con il neo sotto il labbro. “Questa angolatura la è più interessante”. E chi le ha insegnato tutto ciò? “L’ho semplicemente appreso da sola”. Raccontò all'epoca ed eravamo nel 1965.

E così Virna Pieralisi, divenne una delle più incantevoli attrici italiane. La sua eleganza, l'emotività interpretativa e lo sguardo sempre limpido e intenso, ne hanno fatto la perla del cinema italiano. Ma prima di questa esperienza americana fu a Roma che la bionda, bellissima e fragile Virna mosse i suoi primi passi nel cinema.

Il cantante Giacomo Rondinella, amico della famiglia Pieralisi, la presenta al produttore napoletano Anotonio Ferrigno che la fa recitare in alcuni film e sceneggiati tra i quali E Napoli canta (1953), Le diciottenni (1955) e Lo scapolo (1955), ma è nel '56 con La donna del giorno di Francesco Maselli, dove interpreta una giovane donna alle prese con le prime conseguenze della popolarità raggiunta graziead una campagna pubblicitaria.

E così accadrà pure nella sua vita. Infatti, poco dopo, viene ingaggiata per una fortunata serie di spot pubblicitari il cui slogan "Con quella bocca può dire ciò che vuole", diventa un modo di dire e lei popolarissima.

Dopo pellicole molto diverse tra loro (la commedia all'italiana Signore e signori

di Pietro Germi e Le dolci signore di Luigi Zampa), tenta il lancio all'estero ad Hollywood.

Dopodichè, a parte l'interessante interpretazione in Eva (1962) di Joseph Losey, dov'è la moglie tradita di uno squallido scrittore, e il film minore La venticinquesima ora (1967) di Henri Verneuil, comincia a rifiutare ruoli da 'bionda svampita' che le case di produzioni americane (e non solo) stavano offrendo in quel momento. Torna in Italia dopo aver rifiutato il ruolo di protagonista per Barbarella, sostituita da Jane Fonda.

Una volta tornata in patria, sceglie di dedicarsi alla famiglia, al marito Franco Pesci,

noto costruttore romano e il figlio Corrado. Dimezza gli impegni professionali per tutto il corso degli anni Settanta e ritorna a lavorare a ritmi più sostenuti con l'inizio degli anni Ottanta. Dimostra grande maturità e una notevole sensibilità d'attrice con ruoli più impegnativi: la vediamo inAl di là del bene e del male (1977) di Liliana Cavani, in Ernesto (1979) di Salvatore Samperi e La cicala (1980)

di Alberto Lattuada. Interpreta una seducente madre in vacanza nella commedia nostalgica Sapore di mare (1983) di Carlo Vanzina (regista con cui lavora anche l'anno successivo in Amarsi un po'…) ed entra a far parte del cast de I ragazzi di via Panisperna (1988) di Gianni Amelio e di Buon Natale, buon anno (1989) di

Luigi Comencini.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti prestigiosi, tra i quali spicca il Prix d'interprétation féminine al Festival di Cannes, assegnatole grazie al ruolo di Caterina de' Medici ne La regina Margot (1994) di Patrice Chéreau. Prende parte al dramma sentimentale Va' dove ti porta il cuore (1996) di Cristina Comencini e ritorna madre apprensiva e autoritaria ne Il più bel giorno della mia vita (2002), girato nuovamente dall'amica Comencini. Nel frattempo riprende l'attività televisiva: recita nella fiction Uno di noi , Cristallo di rocca, Le ali della vita, Il bello delle donne (2001) e soprattutto in Caterina e le sue figlie. In quest'ultima serie, dopo aver ricevuto il David di Donatello alla carriera, riveste i panni, ormai consueti, di madre abbandonata, alle prese con i guai delle figlie.

La donna che ritorna, la fiction in quattro parti diretta da Gianni Lepre, è la sua ultima interpretazione.Una prova magistrale.

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TONI ACCESI per il make-up invernale.

TONI ACCESI per il make-up invernale. | ONE  & M | Scoop.it

Il look di questa stagione Autunno/Inverno 2011-2012 ci presenta un incarnato diafano dove si andranno a fondere i vari colori proposti dai nuovi trend. Il look si concentrerà in modo particolare solo su un dettaglio: occhi o bocca.

Le amanti dei rossetti potranno optare per un look ultra-glossy ma allo stesso tempo estremamente coprente.

Useremo un viola scuro ma sopratutto l’immancabile rosso, il classico che è diventato ormai un vero e proprio simbolo di bellezza e seduzione femminile.

Lancome propone, per la collezione autunno inverno 29 st. Saint Honoré, tre rossi iperpigmentati: molto morbidi nella stesura e resistenti. Il Rouge 29 è un rosso freddo tendente al blu; rosso caldo per Faubourg Rouge mentre Rouge Saint Honore è altamente pigmentato.

Per chi vuole portare il rosso, ma più discreto e trasparente, c'è Chanel Rouge Coco Shine nella tonalità Rebelle, nata quest’estate: una tonalità brillante e una texture fondente, morbida ed idratante. Un rosso vivo ma portabile come un gloss-balsamo.

A un look con colori accesi, si contrapporrà anche un make up più soft, dai toni rosa e nude che creerano un aspetto decisamente romantico.

Per chi invece preferisce dare più risalto allo sguardo, le tonalità da prediligere saranno quelle del marrone e del blu, ma non mancheranno anche tonalità metallizzate dai riflessi vibranti, da utilizzare magari per uno smokey intenso.

Anche il nero la farà da padrone, in modo particolare per quanto riguarda gli eyeliner. Le tendenze suggeriscono un make up con importanti linee di eyeliner dall’effetto geometrico, abbinati ad ombretti metallizzati.

Anche il viola sarà uno dei tanti colori protagonisti di questo inverno, oltre ad essere indossato su occhi e labbra lo vedremo proposto anche sulle guance.

Comunque, se si opta per un look intenso sugli occhi, per le labbra bisognerà usare colori molto neutri e viceversa.

Il make up occhi dovrà quindi essere appena accennato, con un tocco di ombretto luminoso color nude. Ma il top della stagione è avere delle ciglia particolarmente lunghe e voluminose e dare un particolare risalto agli zigomi.

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