Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra...
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Conosci Hans Memling?

Conosci Hans Memling? | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

Hans Memling, nato a Seligenstadt (attuale Germania) tra il 1435 e 1440, è stato un grande maestro fiammingo capace di esercitare un impatto rivoluzionario sull’arte italiana, e di aprire la porta al Rinascimento italiano.  

 

Memling, nella seconda metà del Quattrocento, era il pittore più importante di Bruges, richiestissimo e apprezzato della potente comunità di mercanti e agenti commerciali anche italiani presenti in città.  

 

LE SUE OPERE SORPRENDONO per la perfetta imitazione della natura e la resa minuziosa dei particolari, COMMUOVONO per lo straordinario realismo dei ritratti capaci di indagare a fondo anche la componente interiore e psicologica dei protagonisti, COLPISCONO per la luminosità e la brillantezza dei colori grazie all’utilizzo della tecnica ad olio.

 

La mostra alle Scuderie del Quirinale prende in esame ogni aspetto della sua opera: dalle pale monumentali d’altare, provenienti dai più importanti musei del mondo, ai piccoli trittici portatili, oltre ai celebri ritratti stagliati sullo sfondo d’idillici paesaggi.

 

Grazie a prestiti eccezionali, l'esposizione rappresenta un'occasione unica e irripetibile per ammirare da vicino e lasciarsi conquistare dall’opera di questo protagonista assoluto del Rinascimento fiammingo.

 

 


http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238


 

Coop Culture's insight:

 

CONOSCI HANS MEMLING?

 

Ti basti pensare che il suo genio ha influenzato artisti come Raffaello, Lotto, Ghirlandaio, Leonardo… e che perfino il paesaggio alle spalle della Gioconda lo si deve a Memling...

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Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 2

Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 2 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

Non si conosce con certezza l’identità del protagonista di questo ritratto, anche se probabilmente si tratta dell’umanista veneziano Bernardo Bembo, che dovette commissionare l’opera a Memling fra il 1473 e il 1474, durante il suo soggiorno nei Paesi Bassi con l’incarico di ambasciatore veneziano alla corte di Borgogna.

 

Si ritiene sia BERNARDO BEMBO poiché:

 

_ il suo stemma, già raffigurato da Leonardo sul retro del “Ritratto di Ginevra de’ Benci”, con la quale l’umanista ebbe uno scambio epistolare e una relazione platonica, consisteva in un ramo di alloro e in uno di palma, due motivi visibili nel paesaggio alle spalle dell’uomo nel dipinto di Memling;

 

_ straordinaria somiglianza fra questa tavola e il probabile ritratto del letterato Pietro Bembo, figlio di Bernardo, dipinto da Giovanni Bellini;

 

_ Bembo era un raffinato erudito, possedeva una vasta collezione d’arte, tra cui un dittico di Memling, ma anche monete e libri antichi. 

 

 


http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

Coop Culture's insight:

 

CHI E’ L’UOMO DEL RITRATTO?

E A CHI APPARTIENE QUELLO STEMMA?

 

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Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 4

Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 4 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

La ritrattistica fiamminga era molto apprezzata per la sua verosimiglianza tanto che ai personaggi rappresentati sembrava che “mancasse solo il respiro”.

 

Lo stupefacente realismo dei dettagli, della luce, delle differenti consistenze materiche delle superfici rappresentate era reso possibile anche grazie all’utilizzo della pittura a olio.

 

La novità di questa tecnica impiegata dai pittori fiamminghi rendeva possibile una gamma cromatica molto più ampia e una versatilità infinitamente maggiore rispetto alla tradizionale tempera all’uovo italiana.

 

Proprio in Italia, dove la rappresentazione del reale riscuoteva sempre più successo negli artisti e nei loro committenti, le possibilità offerte dalla tecnica a olio dovevano apparire quasi miracolose!

 

 


http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

Coop Culture's insight:

 

 

LA “MIRACOLOSA” TECNICA A OLIO!

 

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Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 6

Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 6 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

Al suo ritorno in Italia nel 1475, Bernardo Bembo si trasferì a Firenze come ambasciatore veneziano e molto probabilmente portò con sé il piccolo ritratto di Memling come una sorta di pregiato souvenir.

 

L’opera sembra avere ispirato BOTTICELLLI per il “Ritratto dʼuomo con medaglia di Cosimo il Vecchio”(Firenze, Uffizi) e LEONARDO per la sua “Ginevra deʼ Benci”(Washington, National Gallery).

 

Quest’ultimo è fra i primi ritratti fiorentini a impiegare non solo il punto di vista di tre quarti, ma anche la sigla distintiva di Memling, cioè la figura posizionata in primo piano e stagliata contro un paesaggio che si perde in lontananza.

 

La formula del ritratto stagliato sullo sfondo di un paesaggio, adottata nella maggior parte dei ritratti di italiani eseguiti da Memling, esercitò una profonda influenza sulla ritrattistica locale nell’ultimo quarto del Quattrocento, rimanendo in auge anche all’inizio del secolo successivo.

 

 


http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

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SAI COSA ACCOMUNA QUESTO RITRATTO DI MEMLING, SANDRO BOTTICELLI E LEONARDO DA VINCI?

 

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In cerca di indizi sulla biografia dell'artista_PARTE 1

In cerca di indizi sulla biografia dell'artista_PARTE 1 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

Non si conosce nulla né dei primi anni di Memling né della sua prima formazione, a parte che l’artista nacque a Seligenstadt (attuale Germania) tra il 1430 e 1440. 

 

 

Date le sue origini tedesche, è probabile che egli abbia ricevuto la sua prima formazione non troppo lontano, forse a COLONIA, dove dovette passare nel suo percorso dalla Germania alle Fiandre.

In effetti i suoi primi dipinti presentano proprio somiglianze con quelli della scuola pittorica che si sviluppa in questa città.

 

Gli artisti tedeschi, infatti, al termine del tirocinio, che generalmente durava quattro anni, solevano perfezionarsi con un periodo di formazione itinerante (Wanderjahre). 

 

 

L’IPOTESI DEL PASSAGGIO DI MEMLING A COLONIA È SOSTENUTA DA DUE CIRCOSTANZE.

 

LA PRIMA:

 

_la presenza in due scene del Reliquiario di SantʼOrsoladel 1489 della veduta della cattedrale cittadina con la gru che rimase in cima all’incompiuta torre sud dai primi anni del Quattrocento fino al 1869, quando venne rimossa.

Memling potrebbe aver ripreso questo particolare dalle numerose vedute di Colonia del XV secolo contenute in dipinti o nei primi libri a stampa, ma l’accuratezza nella resa dei più piccoli dettagli della cattedrale suggerisce un’osservazione diretta da parte dell’artista.

Poiché si credeva che SantʼOrsola avesse ricevuto il martirio a Colonia, è possibile che il pittore vi si fosse recato in ragione della commissione del Reliquario, per studiare gli antichi cicli pittorici locali sulla storia della vita della santa o sulla città stessa.

 

http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

 

Coop Culture's insight:

MEMLING ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE, ROMA

 

Dei primi anni e della formazione di Hans Memling non si sa nulla certo...nient'altro che ipotesi. E' davvero stato a Colonia durante il suo percorso dalla Germania alle Fiandre? Indaghiamo insieme alla ricerca di una risposta...

 

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In cerca di indizi sulla biografia dell'artista_PARTE 4

In cerca di indizi sulla biografia dell'artista_PARTE 4 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

Il "Trittico del Giudizio universale" di Memling è uno dei capisaldi dello studio del suo legame con Rogier van der Weyden, la cui pala dello stesso soggetto è spesso citata come prototipo per il trittico di Danzica.

 

ANALOGIE:

_la maestosa figura del Cristo benedicente appare nel centro, sopra l’arcangelo Michele che regge la bilancia per giudicare beati e dannati;

 

DIFFERENZE:

_la profondità spaziale e la tumultuosa attività nel pannello centrale del trittico di Memling contrastano fortemente con lo spazio ristretto e la silenziosa serenità della composizione di van der Weyden;

 

_solo un gruppo sparuto di anime timorose si avvicina ai cancelli del paradiso all’estrema sinistra della pala di Rogier, mentre il pannello sinistro del trittico di Memling raffigura una lunga processione di beati, in procinto di essere accolti da san Pietro in persona ai piedi della scala di cristallo che conduce al paradiso;

 

_nell’inferno di van der Weyden, nel pannello all’estrema destra, i dannati si gettano gli uni sugli altri nell’angosciante follia del tormento interiore, senza demoni o satanassi che li tormentino; al contrario, la scena dell’inferno nel pannello destro del trittico di Memling raffigura diavoli dai volti contratti in orribili smorfie mentre infliggono torture raccapriccianti alle anime che scendono nell’abisso di fuoco.

 

Le somiglianze, comunque, non provano che Memling si sia formato effettivamente nella bottega di van der Weyden.

 

Inoltre, come molti dei suoi contemporanei, probabilmente egli vide i disegni di bottega realizzati sul modello dei dipinti di Rogier e conservati a lungo dopo la sua morte. Tali prototipi, infatti, potevano essere acquistati, presi in prestito o addirittura noleggiati.

 

La questione rimane aperta!

 

http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

 

Coop Culture's insight:

MEMLING ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE, ROMA

 

Hans Memling si è formato presso la bottega dell'illustre Rogier van der Weyden? Analizziamo il suo "Trittico del Giudizio universale" in cerca di altri indizi... 

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LA BOTTEGA DI MEMLING A BRUGES

LA BOTTEGA DI MEMLING A BRUGES | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

Memling fu certamente un abile uomo d’affari.

 

In breve tempo, la sua diventò la bottega più prolifica in città, come testimonia il numero straordinariamente elevato di opere giunte fino ai nostri giorni.

 

La quantità di lavori riconducibili al maestro e alla sua bottega è davvero notevole, tanto che gli studiosi ritengono che egli si sia fatto affiancare da un certo numero di assistenti che giocavano un ruolo molto importante in diverse fasi del processo pittorico.

 

Il successo di Memling a Bruges era in gran parte dovuto alla sua popolarità presso la comunità dei mercanti stranieri e l’aristocrazia locale.

 

Famoso in vita tanto all’estero quanto nelle Fiandre, Memling ricevette commissioni da tutta Europa, di cui un quarto proveniente da clienti italiani.

In effetti la numerosa e opulenta colonia dei mercanti italiani stabiliti a Bruges gli assicurava una redditizia committenza.

 

Memling, il cui nome è incluso nel 1480 nella lista dei più ricchi abitanti di Bruges, ebbe una carriera artistica prolifica e di immenso successo fino alla sua morte nel 1494.

Coop Culture's insight:

MEMLING ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE, ROMA

 

Nel 1465, Appena stabilitosi a Bruges, cuore finanziario delle Fiandre e centro di produzione artistica tra i più avanzati dell'area fiamminga, Memling iniziò a ricevere importanti commissioni che contribuirono notevolmente alla sua fama.

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Indagine sull'opera: “Trittico di Jan Crabbe”_PARTE 1

Indagine sull'opera: “Trittico di Jan Crabbe”_PARTE 1 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

Qualche anno dopo il suo arrivo nella fiorente Bruges nel 1465, Hans Memling ricevette l’incarico di realizzare un trittico che successivamente fu smembrato, il cosiddetto “Trittico di JanCrabbe”.

L’opera viene eccezionalmente ricomposta, per la prima volta a distanza di secoli, in occasione della mostra alle Scuderie del Quirinale.

 

CHI HA COMMISSIONATO L’OPERA E PERCHE’?

Il trittico, di modeste dimensioni e per uso privato, fu commissionato dall’influente JanCrabbe, abate dell’ Abbazia delle Dune di Bruges, di fondazione cistercense, uomo di vasta erudizione, tra i più celebri collezionisti e mecenati della cultura umanistica nelle Fiandre.

 

In effetti, accanto ai ritratti, il gruppo numericamente più consistente dell’opera nota di Memling è costituito da pale d’altare, nelle quali egli seppe rinnovare le convenzioni figurative tradizionali per dare piena  espressione alla religiosità di fine Medioevo. 

 

 

 

COSA RAPPRESENTA IL TRITTICO DI JAN CRABBE?

Quest’opera della fase iniziale di Memling rappresenta, con grande virtuosismo e allo stesso tempo con semplice chiarezza, l’istante  in cui  con l’Annunciazione il Verbo diventa carne, Cristostessos’incarna.

 

Infatti, sull'esterno degli sportelli il pittore dipinge i protagonisti dell'annunciazione, la Vergine e l’arcangelo Gabriele, entro nicchie ma non più a grisaille, cioè come finte statue, secondo le convenzioni figurative tradizionali, bensì in semigrisaille, a colori.

 

Qui si manifesta già tutta la forza concettuale e innovativa di Memling, ma anche l’influenza di Rogier van derWeyden sul piano dello stile e dei contenuti: l’abbozzo a pennello* dell’opera, lo studio attento delle ombre, le linee ricurve e frastagliate nelle pieghe delle vesti.

 

*L’abbozzo è la fase in cui si definiscono per grandi masse le linee generali e i punti di riferimento dell’opera, una vera e propria traccia a partire dalla quale cominciare a sviluppare il dipinto vero e proprio.

 

 

http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

 

Coop Culture's insight:

MEMLING ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE: ANCHE QUESTA SETTIMANA CONTINUA IL RACCONTO DELLA MOSTRA. SEGUICI... 

L'istante in cui il "Verbo diventa carne", e poi il momento del sacrificio estremo, un dolore profondo che non esplode violento, ma si manifesta compito, rappresentato da Memling con semplice e commovente chiarezza. Oggi vi raccontiamo 

il “Trittico di Jan Crabbe”...

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Indagine sull'opera: “Trittico di Jan Crabbe”_PARTE 3

Indagine sull'opera: “Trittico di Jan Crabbe”_PARTE 3 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

Sulle facce interne delle ante laterali del "Trittico di Jan Crabbe" Memling ritrae altri due donatori, accompagnati dai rispettivi santi patroni, che si aggiungono a Jan Crabbe rappresentato sul pannello centrale.

 

Sulla parte anteriore dell'anta sinistraMemling ritrae la madre ottantenne di JanCrabbe, Anna Willemzoon, accompagnata da sant’Anna, sua patrona, sullo sfondo di un paesaggio urbano.

I segni del tempo sul volto della madre dell’abate si traducono in una trama di profonde rughe drammaticamente realistiche.

 

L’anta destra, invece, mostra Guglielmo de Winter in preghiera, nipote di Crabbe e giudice popolare a Hulst, insieme al suo santo protettore omonimo, Guglielmo di Malavalle, eremita, raffigurato con l’elmo in memoria del suo passato di cavaliere.

La linea dell’orizzonte piuttosto alta del pannello centrale del Trittico con la Crocefissione si estende anche alle facce interne dei pannelli laterali, conferendo una sostanziale unità al trittico.

 

http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

 

Coop Culture's insight:

‪#‎MemlingalleScuderie‬ #‎ilraccontodellamostra‬

 

Chi sono i personaggi che popolano gli scomparti laterali del "Trittico di Jan Crabbe"?

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RASSEGNA STAMPA: Memling. Alle Scuderie del Quirinale di Roma il Rinascimento fiammingo | Artribune

RASSEGNA STAMPA: Memling. Alle Scuderie del Quirinale di Roma il Rinascimento fiammingo | Artribune | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it
Scuderie del Quirinale, Roma – fino al 18 gennaio 2015. Memling, il Quattrocento fiammingo, gli italiani a Bruges e la pittura italiana. Un'altra grande mostra

Via Boxer Sign
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#MemlingalleScuderie #ilraccontodellamostra

 

Segui la rassegna stampa per entrare nel vivo della mostra.

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Le tappe più importanti del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità_1472-1480

Le tappe più importanti del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità_1472-1480 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

 

 

1472 C.CA: IL TRITTICO-RITRATTO PER LA SALVEZZA DELL’ANIMA E LA PUBBLICA ESIBIZIONE DI DEVOZIONE: IL CASO DI TOMMASO PORTINARI

Tommaso Portinari commissiona a Memling un trittico devozionale, nel quale il suo ritratto e quello della moglie Maria Baroncelli si affiancavano a una Madonna a mezza figura, oggi andata perduta.

 

Tommaso Portinari fu collaboratore e direttore della filiale di Bruges del Banco Mediceo, si occupava di prestiti di denaro, movimenti di cambiali e relativi interessi: un’attività che non contrastava in assoluto con il divieto di usura imposto dalla Chiesa, ma che era comunque censurata da alcuni religiosi, critici del sistema bancario.

Il Portinari aveva, quindi, tutto l’interesse a prendere provvedimenti per l’aldilà con donazioni e atti di devozione: il trittico-ritratto serviva tanto alla salvezza dell’anima quanto alla pubblica esibizione di devozione.

In qualità di consigliere del duca Carlo il Temerario e rappresentante degli interessi politici ed economici di Firenze nei Paesi Bassi, Tommaso Portinari aveva anche una forte esigenza di rappresentanza, sia nel panorama fiammingo che in patria.

Egli sapeva che l’uso di mantenere un altare privato in una cappella di palazzo o in un oratorio di Bruges, appannaggio esclusivo delle famiglie più distinte, era un importante simbolo della sua posizione e delle sue ambizioni sociali.

L’effetto di un’opera come questa era completamente diverso agli occhi dei connazionali fiorentini, che restavano ammirati dalla verosimiglianza, dalla perfezione realistica e dalla tecnica dell’esecuzione.

Grazie alla qualità particolarmente ambiziosa di una pittura che si misurava con lʼarte di Van Eyck, Portinari poteva essere certo che, a Firenze, le tavole di Memling sarebbero state ammirate soprattutto come preziosi oggetti da collezione che avrebbero dato lustro al loro proprietario.

Chissà che non si riproponesse addirittura di fare colpo su Lorenzo deʼ Medici, che invitò a Bruges per mostrargli la sua imponente residenza ufficiale e privata.

In generale, a volte, la percezione e la funzione delle opere di Memling cambiavano nel momento in cui da Bruges arrivavano in Italia.

 

Tommaso Portinari, inoltre, commissionando a Memling un piccolo trittico per la devozione privata con il ritratto suo e della moglie Maria di Francesco Bandini Baroncelli stagliato non su un raffinato paesaggio, ma un sobrio fondo scuro, intende distinguere il proprio ritratto di rappresentanza da quelli di altri fiorentini a Bruges.

 

1473: L’OPERA "ITALIANA" CHE NON ARRIVÒ MAI IN ITALIA!

Nell’aprile del 1473 il "Trittico del Giudizio universale", che era stato commissionato da Angelo Tani per la sua cappella sepolcrale nella chiesa dei Medici di Badia Fiesolana, su un colle poco fuori Firenze, venne caricato su una nave diretta a Pisa, poi catturata dai pirati della Lega Anseatica in acque inglesi.

Partita da Bruges, la galea San Tommaso con a bordo il prezioso carico stava cercando di raggiungere l’Italia quando, attaccata da una nave pirata della Lega anseatica al comando del corsaro Paul Benecke, fu trasportata con tutto il suo carico a Danzica, dove l’opera è ancor oggi conservata. 

 

 

1480

Al 1480 circa risale il "Trittico Pagagnotti", eccezionalmente rassembrato in occasione della mostra alle Scuderie del Quirinale.

È probabile che il mercante fiorentino, Paolo Pagagnotti, in occasione di un suo passaggio occasionale nelle Fiandre, abbia commissionato l’opera per l’illustre zio, il domenicano Benedetto Pagagnotti, vescovo di Vaison dal 1485 al 1522.

Teologo interessato alle scienze umanistiche, Benedetto era in ottimi rapporti con le più illustri famiglie fiorentine, tra cui gli Strozzi e i Medici, in particolar modo a Giovanni e Lorenzo de’ Medici.

 

 

http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

 

Coop Culture's insight:

#MemlingalleScuderie #ilraccontodellamostra

Continuiamo a seguire le principali tappe del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità...

 

C'è un'opera che Memling aveva realizzato per un fiorentino, ma quest'opera a Firenze non è mai arrivata perché sequestrata dai pirati...

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Le tappe più importanti del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità_1480 -1488

Le tappe più importanti del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità_1480 -1488 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

1480-1488

Memling dovette riportare un notevole successo durante il periodo immediatamente successivo al completamento della Pala di San Giovanni nel 1479, probabilmente commissionata già nel 1473.

 

L’opera, ordinata per l’altare maggiore della cappella del Sint-Janshospitaal, sembra essere stata la sua prima commissione pubblica importante a Bruges, e la più grande pala d’altare di Memling che sia stata conservata. Aperta misura circa 3 metri e mezzo.

 

Fra gli incarichi più importanti risalenti a questi anni:

_il Trittico di Adriaan Reins (1480), commissionato per lʼOspedale di San Giovanni a Bruges, 

 

_le Sette gioie della Vergine (1480), presumibilmente concepita come un ausilio per il pellegrinaggio spirituale, nel quale il devoto poteva guadagnare il medesimo numero di indulgenze dei pellegrini che visitavano effettivamente i luoghi santi di Gerusalemme,

 

_ il Trittico Moreel (1484), che Willem e Barbara Moreel commissionarono per la loro cappella funeraria nella chiesa di San Giacomo a Bruges,

 

_ il Dittico di Martin van Nieuwenhove e il Trittico di Benedetto Portinari, datati 1487, ancora di soggetto religioso. 

 

Nel 1487, quando sua moglie Anna morì, egli possedeva tre case, come annotato in un certificato che descriveva lʼeredità dei suoi tre giovani figli.

 

http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

 

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#Memling alle @Scuderie #ilraccontodellamostra

Continuiamo a seguire le principali tappe del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità...ecco cosa accade nella vita dell'artista durante gli anni Ottanta.

 

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Le tappe più importanti del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità_gli ultimi anni

Le tappe più importanti del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità_gli ultimi anni | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

Gli ultimi cinque anni della vita di Memling furono tra i più produttivi della sua carriera: a questo periodo finale risalgono due dei lavori più grandi che egli abbia mai realizzato:

 

_la Pala della Passione del 1491, che ha due serie di ali mobili ed è larga circa 3 metri quando è completamente aperta,

_la Pala Nájera del 1489-1490 circa, un enorme polittico di almeno dieci pannelli destinato al monastero di Santa Maria la Real a Najéra.

 

Per la realizzazione di opere di tali dimensioni deve essere stato fondamentale il contributo di apprendisti, assistenti e lavoranti, che sembrano coinvolti in tutte le fasi dell’esecuzione.

 

Negli ultimi anni di vita Memling intraprese i progetti più ambiziosi, restando, fino alla sua morte, avvenuta nel 1494, richiestissimo da una clientela internazionale.

 

Il pittore acquisì prestigio e commesse anche presso gli ambienti della nobiltà spagnola, forse proprio in seguito alla realizzazione della Pala Nájera.

Con tutta probabilità fu Pedro IV Huarto de Mendoza, conte di Monteagudo e signore di Almazán, a ordinare al maestro di Bruges, servendosi dei suoi intermediari nelle Fiandre, un trittico di cui si conservano, nella loro cornice originale, i due pannelli laterali dipinteisia sul verso che sul recto con San Pietro (recto) e San Francesco d’Assisi (verso), Santa Elisabetta di Ungheria (recto) e San Bernardino da Siena (verso).

Il pannello centrale, andato perduto, conteneva molto probabilmente la raffigurazione della Madonna in trono con il Bambino e angeli; non è da escludere la presenza del donatore.

 

Elementi tipici dell’arte di Memling:

_il disegno delle mattonelle del pavimento,

_il motivo delle arcate che incornicia i santi e si snoda lungo tutta la pala,

_l’illusionismo prospettico.

 

Come quelli di Jan van Eyck, i suoi committenti erano abbastanza ricchi da permettersi il meglio che il denaro potesse comprare: borghesi di Bruges, mercanti e diplomatici italiani, tutti si affidavano a lui per la creazione di opere che avrebbero tramandato ai posteri la devozione e la posizione sociale dei committenti.

 

E Memling era disponibile a soddisfare ogni loro richiesta. Ciò contribuì al suo enorme successo, tanto nelle Fiandre quanto all'estero, rimanendo fino ai nostri giorni uno dei più celebrati tra i maestri cosiddetti ‘primitivi fiamminghi’.

 

Nella maggioranza dei casi Memling lavorava su commissione: pale funerarie, dittici e trittici devozionali, dipinti per ispirare i pellegrinaggi spirituali, altari per gli ospedali, ritratti. 

 

http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

 

Coop Culture's insight:

#Memling @Scuderie #ilraccontodellamostra

Seguendo le principali tappe del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità...

durante l'ultimo periodo della sua vita Memling intraprese i progetti più ambiziosi della sua carriera: la Pala Nájera, ad esempio, era un enorme polittico di almeno dieci pannelli...

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"Memling. Rinascimento fiammingo" alle Scuderie del Quirinale, Roma

"Memling. Rinascimento fiammingo" alle Scuderie del Quirinale, Roma | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

Fino al 18 gennaio 2015 le Scuderie del Quirinale ospitano la mostra "Memling. Rinascimento fiammingo", la prima monografica realizzata in Italia in onore di questo grande maestro fiammingo.

 

http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

 

Coop Culture's insight:

 #Memling @Scuderie #ilraccontodellamostra

Settimana dopo settimana ti racconteremo la storia di questo artista, indagheremo i suoi capolavori, svelandone curiosità e retroscena, analizzeremo le tappe del suo percorso artistico e scopriremo quanto la sua influenza sia stata importante su alcuni dei più grandi protagonisti del Rinascimento italiano.

 

Ti racconteremo una  mostra imperdibile.

 

SEGUICI IN QUESTO VIAGGIO...

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Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 1

Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 1 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

Questo ritratto, piccolo di dimensioni e facilmente trasportabile, molto raffinato nell’esecuzione ed elegante nel disegno, stupisce chi lo guarda per la forte presenza fisica ottenuta attraverso la resa naturalistica della superficie pittorica e la collocazione illusionistica della mano del personaggio, che sembra essere appoggiata sulla cornice del quadro, cercando quasi di oltrepassare lo spazio bidimensionale della tavola per invadere magicamente quello reale.

 

Il particolare, che dà anche il titolo all’opera, è proprio la mano sinistra che mostra un’antica moneta romana, il sesterzio, sulla quale sono incisi il profilo dell’imperatore Nerone e l’iscrizione latina che lo identifica.

 

Nel ritratto il committente, con il busto girato verso destra, si staglia sullo sfondo di un ricco e variegato paesaggio; vestito con camicia bianca, giacca e berretto neri da cui fuoriescono i capelli scuri e ricci dalla resa straordinaria.

 

Il volto, non  idealizzato, è fortemente caratterizzato nell’espressione severa e decisa, nello sguardo assorto che non incrocia quello dell’osservatore. 

 


http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

Coop Culture's insight:

 

OGNI OPERA NASCONDE UNA STORIA  da indagare e da scoprire.

Ti raccontiamo l’immagine guida della mostra “Memling. Rinascimento fiammingo”:  Ritratto d’uomo con una moneta romana.

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Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 3

Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 3 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

L’idilliaco paesaggio alle spalle del personaggio si apre verso l’orizzonte ricco di particolari: un limpido specchio d’acqua attraversato da un uomo a cavallo, alberi di diverse specie, boschi, cespugli e montagne abitate in lontananza.

Tale minuzia nella resa di tutti questi elementi sorprende ancora di più considerando le dimensioni ridotte dell’opera (31 x 23,2 cm). 

 

Proprio a Memling va il merito di avere introdotto nella ritrattistica il paesaggio.

 

In questo modo il pittore intendeva soddisfare i gusti della committenza italiana, dal momento che l’abilità nella rappresentazione del paesaggio era uno degli aspetti della pittura fiamminga più apprezzati in Italia, dove questo tipo di costruzione non era molto diffuso, almeno fino all’ultimo terzo del XV secolo.

 

Memling certamente tiene conto delle aspettative dei suoi potenziali clienti al fine di assicurarsi le commissioni, visto il gran numero di pittori attivi a Bruges e la forte concorrenza!

 

Su quanto dovesse essere dettagliato il paesaggio sullo sfondo di un ritratto decidevano insieme pittore e cliente, e probabilmente ciò si rifletteva anche sul prezzo finale del dipinto!

 

 


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COSA NOTI NEL PAESAGGIO DI FONDO? 

 

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Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 5

Indagine sull'opera: "Ritratto d’uomo con una moneta romana"_PARTE 5 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

GLI ARTISTI DEL NORD PREDILIGEVANO IL RITRATTO DI TRE QUARTI, MENTRE TRADIZIONALMENTE IN ITALIA S’IMPIEGAVA QUELLO DI PROFILO.

 

Lo sguardo “distolto” della ripresa di profilo allontana il soggetto dall’osservatore, mentre l’impostazione di tre quarti, mostrando una parte più ampia del viso e del corpo, trasmette verosimiglianza e presenza fisica.

 

In Italia è solo attorno al 1470 che la visione di profilo iniziò a essere sostituita da quella di tre quarti e che cominciarono a essere inserite le prime ambientazioni naturalistiche, in parte grazie anche a una maggiore conoscenza e diffusione degli esempi fiamminghi.


http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

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PERCHE’ L’UOMO DEL RITRATTO E’ GIRATO DI TRE QUARTI?

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RASSEGNA VIDEO: Memling Rinascimento fiammingo

Divenuto celebre già in vita, verso la fine del Quattrocento il pittore tedesco Hans Memling (1435-1494) godette di maggiore popolarità in Italia...

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MEMLING ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE, ROMA

 

SEGUI LA RASSEGNA VIDEO PER ENTRARE NEL VIVO DELLA MOSTRA

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In cerca di indizi sulla biografia dell'artista_PARTE 2

In cerca di indizi sulla biografia dell'artista_PARTE 2 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

ECCO LA SECONDA CIRCOSTANZA SULLA QUALE SI FONDA L'IPOTESI DEL PASSAGGIO DI MEMLING A COLONIA:

 

_l’affinità tra lo stile di Memling e quello dei dipinti realizzati a Colonia all’inizio del Quattrocento ha portato gli studiosi a supporre che dovette fermarvisi a lungo.

In particolare il suo Trittico del Giudizio Universale è vicino alla versione di Stefan Lochner, realizzato intorno al 1435 circa.

Dal momento che Lochner morì nel 1451, è poco probabile che Memling sia stato suo allievo; ma i numerosi richiami alle opere del più anziano maestro portano a ipotizzare che le avesse studiate proprio a Colonia, prima di spostarsi verso le Fiandre.

 

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MEMLING ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE, ROMA

 

Dei primi anni e della formazione di Hans Memling non si sa nulla certo...nient'altro che ipotesi. E' davvero stato a Colonia durante il suo percorso dalla Germania alle Fiandre? Indaghiamo insieme alla ricerca di una risposta...

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In cerca di indizi sulla biografia dell'artista_PARTE 3

In cerca di indizi sulla biografia dell'artista_PARTE 3 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

L’ipotesi che Memling sia stato allievo del celebre Rogier van der Weyden dal 1459-1460 al 1464 non è stata dimostrata.

 

Tuttavia, la sua dimestichezza con le composizioni e i modelli di Rogier suggerisce, che, dopo Colonia, egli abbia lavorato a Lovanio e Bruxelles prima di aprire la propria bottega a Bruges nel 1465.

 

Quando si trasferì a Bruges nel 1465, Memling aveva già completato la sua formazione di pittore.

 

MEMLING E’ STATO ALLIEVO DI ROGIER VAN DER WEYDEN?

 

In entrambe le edizioni delle Vite (1550 e 1568), Giorgio Vasari scrive che Memlingfu allievo di Rogier van der Weyden a Bruxelles e che lavorò come suo apprendista dal 1459 o 1460 fino alla morte del maestro, avvenuta il 18 giugno 1464.

 

Occorre tenere presente, però, che le informazioni di Vasari sulla pittura primitiva fiamminga sono spesso inesatte e questo è dovuto probabilmente al fatto che egli si trovava in Italia quando scriveva, che lo faceva oltre cinquant’anni dopo la morte di Memling e che dovette necessariamente basarsi su fonti orali per i suoi scritti.

 

Le altre fonti cinquecentesche che fanno riferimento a Memling sono ugualmente incerte.

 

Di conseguenza, qualsiasi tentativo di risolvere la questione della connessione tra Memling e Rogier va risolto attraverso l’analisi delle opere stesse.

 

I primissimi dipinti di Memling giunti fino ai nostri giorni dimostrano la conoscenza di alcune tipologie figurative e compositive e di soggetti iconografici riconducibili al maestro di Bruxelles...


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MEMLING ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE, ROMA

 

Si dice che il celebre pittore fiammingo ROGIER VAN DER WEYDEN, “nobilissimus artifex” (cit. Ciriaco dʼAncona) che aveva sorpassato i più grandi artisti dell’antica Grecia (cit. Jacopo Tiraboschi), sia il presunto maestro di Hans Memling…

Ma è proprio così? Secondo Vasari sì...

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In cerca di indizi sulla biografia dell’artista_PARTE 5

In cerca di indizi sulla biografia dell’artista_PARTE 5 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

Hans Memling arrivò a Bruges nel 1465, trovando una città vivace dal punto di vista economico e commerciale, nonché un fiorente centro artistico.

 

All’epoca il suo pittore più celebre era Jan van Eyck, il quale, anche dopo la sua morte avvenuta nel 1441, continuò a esercitare un’influenza decisiva sulle nuove generazioni di artisti per tutto il secolo, grazie anche alle numerose copie e versioni dei suoi dipinti che seguitavano a circolare.

 

Tuttavia, nel 1465 il maggiore artista vivente di Bruges era PetrusChristus, anch’egli debitore della lezione di Jan van Eyck.

 

Si può supporre che qualunque artista attivo a Bruges intorno al 1465 conoscesse e guardasse con interesse sia a van Eyck che a Christus.

E certo Memling non fece eccezione!

 

Il pittore probabilmente conobbe PetrusChristus nell’ambito della confraternita di Nostra Signora delle Nevi, di cui entrambi furono membri.

 

Memling fu piuttosto ricettivo nei confronti della lezione di Jan Van Eyck e PetrusChristuse ne studiò approfonditamente il lavoro come dimostrano queste considerazioni:

 

_numerose citazioni dai dipinti di van Eyck di Christus;

_grande attenzione al dettaglio e alle più sottili diversità materiche;

_iscrizioni illusionistiche sulle cornici, espediente sconosciuto nella produzione nota di van derWeyden;

_ritratti ambientati in interni che potrebbero derivare da Christus;

_uso del trompe-l’œilsuggerisce ancora un’influenza di Christus: i soggetti sembrano in parte proiettarsi fuori dallo spazio pittorico per invadere quello dello spettatore. Un espediente che Memling utilizza spesso per mettere in comunicazione lo spazio dipinto e il mondo reale è la collocazione delle mani sulla parte bassa della cornice;

_rappresentazione del soggetto a mezza figura, girato di tre quarti, su uno sfondo scuro e con il viso rivolto verso la luce. Ai ritratti stilizzati di Rogier van derWeyden, Memling oppone un’attenta caratterizzazione individuale e un’accurata descrizione dei dettagli che richiamano van Eyck;

_consuetudine di collocare la Madonna in trono all’interno di elaborate strutture architettoniche.

Anche questo elemento non è presente nelle opere attribuite a van derWeyden, ma rintracciabile in vari dipinti di Christus e van Eyck.

Coop Culture's insight:

MEMLING ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE, ROMA


PetrusChristus e Jan Van Eyck quanto sono importanti nella formazione artistica di Hans Memling?

Loro, che appartenevano alle precedente generazione di fiamminghi, tenuti nella più alta considerazione dalla nobiltà italiana e dalle élite urbane di Buges, cosa lasciano in eredità al più giovane maestro? 

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Visita in mostra_PRIMA SEZIONE

Visita in mostra_PRIMA SEZIONE | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

La mostra è composta da sette sezioni.

 

Nella prima sezione sono esposte le opere iniziali di Memling accanto a quelle del suo presunto maestro Rogier van del Weyden.

 

Il confronto tra i due artisti farà comprendere perché Memling divenne così popolare presso la committenza italiana e perché i suoi lavori erano richiesti tanto dai clienti quanto dagli artisti.

 

Tra le opere di questa sezione ci sono il Compianto sul Cristo morto di van derWeyden e il Trittico per JanCrabbedi Memling, per la prima volta ed eccezionalmente ricostruito per l'esposizione.

 

Clicca qui per vedere l’allestimento della mostra

http://www.scuderiequirinale.it/media/memling-rinascimento-fiammingo-allestimento

 

 

VISITA LA MOSTRA ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE

 

MEMLING. RINASCIMENTO FIAMMINGO

a cura di Till-HolgerBorchert

11 ottobre 2014 - 18 gennaio 2015

 

Orario

dalla domenica al giovedì dalle 10.00 alle  20.00

venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30

L'ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura

 

http://www.coopculture.it/events.cfm?id=238

 

 

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‪#‎MemlingalleScuderie #ilraccontodellamostra

 

Visitiamo virtualmente la mostra…  

 

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Indagine sull'opera: “Trittico di Jan Crabbe”_PARTE 2

Indagine sull'opera: “Trittico di Jan Crabbe”_PARTE 2 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

Nel pannello centrale Cristo crocefisso è circondato dalla Vergine dolente, con i lineamenti lievemente deformati, dall’evangelista Giovanni, dalla Maddalena inginocchiata, da Giovanni Battista con l’agnello e Bernardo di Chiaravalle.

 

Il committente, JanCrabbe, è rappresentato in preghiera davanti alla croce, affidato alla protezione degli ultimi due santi.

 

Alle spalle del gruppo della Crocifissionesi spiega un ricco e variegato paesaggio collinare, fitto di architetture rese con grande minuzia dei particolari.

 

Notevole è il virtuosismo nella resa dei frastagliati panneggi delle vesti della Maddalena inginocchiata e  del committente.

 

Questa raffinatezza e l’incredibile resa del dettaglio nei paesaggi dei primi pittori fiamminghi ha avuto un potente impatto nell’Italia del tempo, dove costituivano un’assoluta novità. 

 

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Coop Culture's insight:

‪#‎MemlingalleScuderie‬ #‎ilraccontodellamostra‬

 

Avvicinati, osserva i dettagli del pannello centrale del "Trittico di Jan Crabbe"...guarda come la luce scivola sulle pieghe frastagliate dei panneggi, sullo sfondo torri, tetti e comignoli  disegnano il loro nitido profilo contro l'azzurro del cielo, un limpido fiume solca il paesaggio, un cavaliere cavalca verso la città...Eppure tutto sembra tacere dinnanzi all'evento della Crocifissione di Cristo.

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Indagine sull'opera: “Trittico di Jan Crabbe”_PARTE 4

Indagine sull'opera: “Trittico di Jan Crabbe”_PARTE 4 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

 

Sul retrodegli sportelli del "Trittico di Jan Crabbe", Memling rappresenta l’Annunciazione, visibile quando il trittico si presentava chiuso.

 

Il pittore pone la Vergine e l’arcangelo Gabriele entro nicchie, ma non più a monocromo (grisaille), come finte statue, bensì a colori (semigrisaile).

 

Servendosi del colore per rendere i volti, le mani, i capelli dei protagonisti, il vaso di gigli, Memling rinuncia all’imitazione rigorosa e perfetta della scultura in pietra attraverso la pittura, espressione di un innegabile virtuosismo tecnico, e umanizza le figure.

 

Le luminose immagini di Maria e dell’arcangelo, che poggiano su piedistalli come due statue animate, esprimono pittoricamente l’istante in cui si trasformano in figure in carne e ossa, l’istante in cui, con l’Annunciazione, “il Verbo diventa carne”. 

 

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‪#‎MemlingalleScuderie‬ #‎ilraccontodellamostra‬

Pudiche e luminose vesti bianche avvolgono l'Arcangelo e la Vergine nel momento supremo dell'annuncio, nell'istante in cui “il Verbo diventa carne”...

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Le tappe più importanti del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità_1465-1470

Le tappe più importanti del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità_1465-1470 | Memling alle Scuderie del Quirinale. Vi raccontiamo la mostra... | Scoop.it

1465: L’ARRIVO A BRUGES

Hans Memling giunge a Bruges e acquista la cittadinanza probabilmente con l’obiettivo di entrare a far parte della corporazione dei pittori locale, aperta solo ai cittadini.

La cittadinanza di Bruges era conferita di diritto solo a chi era nato in città o a chiunque fosse sposato con un cittadino, mentre per gli stranieri diventava gratuita dopo un anno e un giorno di residenza.

In realtà, però, solo dal 1480 il pittore risulta essere membro della corporazione, quando viene registrato come maestro a cui viene affidato un apprendista.

 

GLI ANNI SETTANTA: I COMMITTENTI ITALIANI ADORANO MEMLING

Tra gli anni settanta e l’inizio del decennio successivo Memling raggiunge l’apice della sua popolarità tra i committenti italiani, soprattutto fiorentini e in misura minore veneziani, grazie al perfezionamento di espedienti “realistici” resi possibili dall’uso del colore a olio, all’inserimento di scenari naturalistici, alla posa di tre quarti e alle mani in primo piano.

È stato stimato che in questi anni un buon 20 per cento delle sue commissioni provenivano da clienti italiani, residenti per un certo periodo o di passaggio nelle Fiandre.

Tutto ciò naturalmente trova un’eco importante nella grande diffusione del suo linguaggio nella pittura italiana nell’ultimo quarto del Quattrocento.

Anche i primi ritratti di Memling risalgono a questi anni.

 

1470: UN DIPINTO DI MEMLING COME SIMBOLO DI PRESTIGIO

A questo periodo risalgono due importanti incarichi: il "Trittico di Jan Crabbe" e le "Scene della Passione" commissionate da Tommaso Portinari.

Queste ultime, articolate in ventidue scene della Passione e apparizioni dopo la Resurrezione, furono probabilmente concepite per offrire al loro committente la possibilità di compiere il pellegrinaggio spirituale a Gerusalemme, al quale erano associate abbondanti indulgenze.

Il dipinto passò in seguito ai Medici; nel 1572 apparteneva a papa Pio V, che a sua volta, lo donò al monastero di Santa Croce, che egli stesso aveva fondato a Bosco Marengo, in Piemonte.

È dunque evidente come, nei circoli artistici più raffinati dell’Italia del Cinquecento, un dipinto di Memling fosse considerato un dono di valore.

 

Coop Culture's insight:

 

#MemlingalleScuderie #ilraccontodellamostra

Oggi seguiamo le principali tappe del percorso artistico di Memling tra aneddoti e curiosità...

 

Hans Memling perchè ha pagato per ottenere la cittadinanza di Bruges? Chi erano i suoi principali committenti? Le sue opere venivano impiegate per effettuare una sorta di pellegrinaggio spirituale a Gerusalemme? 

 

 

 

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