Med News
7.3K views | +3 today
Follow
Med News
Pillole mediche (e non solo)
Your new post is loading...
Your new post is loading...
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

Wallace scrive a Darwin

Wallace scrive a Darwin | Med News | Scoop.it
In the 19th century  the small island of Gilolo (today Halmahera), located in the Moluccas archipelago, was still one of the most remote places on earth. ...
Roberto Insolia's insight:

Viene qui ricostruito il contesto nel quale il naturalista Alfred Russel Wallace http://goo.gl/Ipxrw

scrisse nel 1858 una dettagliata lettera a Darwin per spiegare la specifica distribuzione delle specie che aveva studiato nell'arcipelago indonesiano. La lettera di Wallace, che contiene l'articolo scientifico "On the Tendency of Varieties to Depart Indefinitely from the Original Type", rappresenterà per Darwin una conferma della teoria sulla biodiversità che egli stava sviluppando in quegli anni e sarà probabilmente di stimolo per la pubblicazione nel 1859 del manoscritto "On the Origin of Species by means of natural selection, or the preservation of favored races in the struggle for life".

more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

Come l'Uomo si è adattato all'arsenico

Come l'Uomo si è adattato all'arsenico | Med News | Scoop.it
E' noto come l'arsenico sia letale per quasi tutti gli organismi; tanto che la presunta scoperta nel 2010 di un batterio che addirittura conteneva nel proprio DNA questo elemento al posto del fosforo aveva destato enorme scalpore http://goo.gl/U7b7I Sono stati ora presentati i primi risultati ottenuti da alcuni ricercatori che da tempo studiano le popolazioni di quei villaggi sulle Ande argentine, dove l'acqua contiene alti livelli di arsenico. Da migliaia di anni queste popolazioni ingeriscono quantità potenzialmente tossiche di arsenico, senza apparentemente accusare alcun effetto: questo potrebbe essere legato a una specifica variante genetica del gene AS3MT, il principale responsabile del metabolismo cellulare dell'arsenico. Questa specifica variante è infatti molto più comune nella popolazione dei villaggi argentini con l'acqua ricca di arsenico, rispetto ad altre popolazioni rurali del Perù, dove invece questo elemento è pressoché assente nell'acqua.  Se i dati saranno confermati, tutto questo rappresenterebbe uno dei pochi esempi - fin'ora noti nello scenario dell'evoluzione Umana - di adattamento alle tossine ambientali.
more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

L'evoluzione dell'Uomo mediata dalle infezioni

L'evoluzione dell'Uomo mediata dalle infezioni | Med News | Scoop.it

E' noto come la famiglia delle immunoglobuline comprenda alcune proteine di membrana, dette recettori, che possono legare l'acido sialico [ http://alturl.com/jxkt3 ], uno dei principali componenti della parete batterica; alcuni di questi recettori, sono quindi coinvolti nei processi infettivi, mediando l'ingresso degli agenti patogeni nell'organismo dell'ospite.

Circa 150.000 anni fa, la popolazione dei nostri antenati in Africa è stata decimata, probabilmente a seguito di grosse infezioni che sembravano avere la meglio sulle difese immunitarie degli ominidi di allora. Tuttavia, proprio in quell'età sono comparsi anche i nostri “più vicini” antenati - fra cui l'uomo di Neanderthal - dimostrando come in realtà fosse stato possibile combattere quelle infezioni. Ma cosa è biologicamente successo allora?

Un gruppo di antropologi e biologi molecolari ha ipotizzato che in una singola, ristretta popolazione di ominidi sia insorta una mutazione genetica che ha conferito una spiccata resistenza ai flagelli infettivi di quell'epoca: in particolare, potrebbe essere stata eliminata la molecola che consentiva la trasmissione degli agenti infettivi da un individuo all'altro. Infatti, è stato dimostrato che proprio i geni codificanti quei recettori dell'acido sialico sono praticamente assenti o inattivi nel nostro “moderno” genoma, mentre continuano a svolgere la loro funzione di mediatori dell'infezione nel genoma degli scimpanzé, i nostri cugini evolutivamente più vicini. Il fatto che quei geni, bersaglio dei patogeni, siano stati selettivamente spenti nel DNA di alcuni nostri antenati, potrebbe avere rappresentato la strategia evolutiva vincente per non estinguersi.

“Ecco la dimostrazione che il processo dell'evoluzione, attraverso il quale nuove specie possono comparire da altre già esistenti, è indirizzato da vari e differenti stimoli ambientali e biologici, fra cui vi sono certamente gli agenti infettivi”, chiarisce Ajit Varki, coordinatore dello studio.

 

more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

Un nuovo virus ibrido DNA-RNA

Un nuovo virus ibrido DNA-RNA | Med News | Scoop.it

“E' come se fosse una sorta di animale mitologico, ma di fatto è un nuovo virus che abbiamo appena scoperto”, esclama con una certa enfasi il virologo Ken Stedman della Portland State University. E' infatti questo il risultato delle loro ricerche nelle acque calde e acide (dai 50 ai 95 °C, con un pH di 2,5) di un lago, nel Lassen Volcanic National Park della California.
E' stato appena sequenziato il DNA di un virus che codifica per una proteina la cui sequenza era stata identificata fino ad ora solo in genomi virali a RNA. E' questa quindi la prova dell'integrazione fra due genomi virali diversi, uno a DNA e uno a RNA, avvenuta nel corso dell'evoluzione, probabilmente in condizioni ambientali molto particolari quali potrebbero essere quelle delle pozze acide. Al momento nulla si sa riguardo ai meccanismi molecolari che potrebbero avere favorito l'integrazione fra questi due genomi; per esempio, si ipotizza che i due agenti virali, l'uno a DNA e l'altro a RNA, potrebbero avere infettato la stessa cellula e la “casule” presenza anche di un retrovirus avrebbe portato alla retro-trascrizione dell'RNA a DNA, con la conseguente ricombinazione con l'altro genoma a DNA.
Certo è che i virus sono gli organismi viventi più abbondanti sulla Terra e sono dotati di spiccate capacità di adattamento molecolare [ http://goo.gl/Vbb3n ]. La scoperta di questo nuovo virus ibrido DNA-RNA sottolinea le grandi potenzialità insite in questi genomi, tanto che “simili esempi di ricombinazione fra genomi differenti potrebbero rappresentare un'importante strategia evolutiva messa in atto dai virus”, ritiene Eugene Koonin, biologo evoluzionista al National Institutes of Health di Bethesda.

more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

L'evoluzione sul web

L'evoluzione sul web | Med News | Scoop.it

In principio - almeno per quanto riguarda il web - c'è stato "Darwin online" http://goo.gl/AGWF ma ora anche Alfred Russel Wallace (1823-1913), il naturalista co-scopritore della teoria dell'evoluzione http://goo.gl/536kb

ha un portale dedicato - "Wallace online" - dove si possono consultare le sue pubblicazioni, i manoscritti, e osservarne le illustrazioni. Visitateli entrambi: l'evoluzione è un processo lento, così come merita di essere la consultazione di queste due bellissime risorse web.

more...
No comment yet.
Rescooped by Roberto Insolia from Amazing Science
Scoop.it!

Escherichia coli: ecco come muta il suo DNA

Escherichia coli: ecco come muta il suo DNA | Med News | Scoop.it

> Biologists and informaticists at Indiana University have produced one of the most extensive pictures ever of mutation processes in the DNA sequence of an organism, elucidating important new evolutionary information about the molecular nature of mutations and how fast those heritable changes occur. By analyzing the exact genomic changes in the model prokaryote Escherichia coli that had undergone over 200,000 generations of growth in the absence of natural selective pressures, the team led by IU College of Arts and Sciences Department of Biology professor Patricia L. Foster found that spontaneous mutation rates in E. coli DNA were actually three times lower than previously thought.

 

Since mutations are the source of variation upon which natural selection acts, understanding the rate at which mutations occur and the molecular nature of spontaneous mutational changes leads us to a fuller understanding of evolution. <


Via Dr. Stefan Gruenwald
more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

Duplicare un gene per aumentare l'intelligenza

Duplicare un gene per aumentare l'intelligenza | Med News | Scoop.it

Indagare le basi genetiche dell'intelligenza è forse una delle sfide più ardue della ricerca scientifica, anche perchè il concetto di intelligenza è in parte qualcosa di non facilmente classificabile. Un possibile approccio potrebbe essere quello di considerare le connessioni fra i nostri neuroni come i processori all'interno di un computer, quindi “se andiamo ad aumentare il numero di connessioni, aumentiamo la capacità del nostro cervello di gestire le informazioni e in ultimo miglioriamo le nostre capacità intellettive”, è quanto ci propone Franck Polleux, neurobiologo allo Scripps Research Institute in California.

Con questo approccio sono state pubblicate due ricerche che suggeriscono come errori di duplicazione del DNA, avvenuti milioni di anni fa, potrebbero avere avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo delle capacità intellettive, proprie della nostra specie. Nel primo lavoro il gene SRGAP2, responsabile della migrazione dei neuroni, è stato studiato nelle sue quattro diverse copie, presenti nel nostro genoma. Queste copie, tutte localizzate sul cromosoma 1, mancano di una piccola porzione del gene originale e, almeno una di esse dà una proteina non funzionale. Si ritiene che SRGAP2 si sia duplicato circa 2,4 milioni di anni fa quando Ominidi più evoluti, dotati di una massa cerebrale più grande rispetto a quella degli australopiteci [ http://goo.gl/93njc ], sono comparsi in Africa. Lo stesso Polleux, autore del secondo studio [ http://goo.gl/dXB3f ], ha dimostrato come la copia di SRGAP2 che dà una proteina non funzionale può inibire l'effetto delle copie funzionali dello stesso gene: nel topolino, è stato infatti dimostrato che la massa cerebrale non si sviluppa ulteriormente ma invece si ha un infittirsi delle connessioni fra le cellule neuronali stesse. Insomma, a parità di dimensioni, si ha (forse) un processore migliore.

more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

La salute cromosomica del maschio

La salute cromosomica del maschio | Med News | Scoop.it

Nelle nostre cellule abbiamo 46 cromosomi, cioè 22 coppie di cromosomi detti “somatici” e una coppia di cromosomi “sessuali”; quindi, il sesso femminile è determinato dalla presenza di due cromosomi X, quello maschile da un cromosoma X e da un Y. Ultimamente erano sorte alcune cupe previsioni riguardo al futuro del cromosoma Y, e quindi riguardo al sesso maschile. Il fatto che in circa trecento milioni di anni, il cromosoma Y avesse perso la maggior parte dei suoi geni, faceva deporre per una sua possibile scomparsa evolutiva [ http://goo.gl/eOBqy ]. Cosa poi sarebbe successo per esempio a SRY, il gene responsabile dello sviluppo dei testicoli e della produzione degli ormoni sessuali maschili, era tutto da capire.
Comunque, ora sembrano esserci notizie più confortanti per il sesso maschile. Un gruppo di ricercatori americani ha infatti sequenziato una regione specifica del cromosoma Y - detta maschio specifica - sia nella nostra specie che nel Macaco rhesus, un primate che è separato da una storia evolutiva di circa 25 milioni di anni dalla specie umana. E' quindi emerso che negli ultimi 25 milioni di anni il nostro cromosoma Y in realtà si è mantenuto piuttosto stabile, tanto quanto quello del macaco: loro non hanno perso nemmeno un gene ancestrale, mentre noi solo uno. “Il cromosoma Y era messo male all'inizio, avendo perso moltissimi geni. Poi invece, le cose sono andate meglio, e ora si è stabilizzato, facendo ben sperare per la sua sopravvivenza nelle nostre cellule”, conclude David Page, responsabile della ricerca.

more...
No comment yet.