Luciano Comida
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Luciano Comida
Vita e Opere di Luciano, Idefix e Michele Crismani
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Ricordando Luciano Comida - Bora.La

Ricordando Luciano ComidaBora.La15 per Sabato 24 settembre alle ore 17.30 un incontro pubblico in ricordo di Luciano Comida.
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PER LUCIANO COMIDA… - Letteratitudine

PER LUCIANO COMIDA… - Letteratitudine | Luciano Comida | Scoop.it
Lui lo presentava così, con l'umorismo tipico che sempre lo contraddistingueva: “Mi chiamo Michele Crismani, abito a Trieste, ho tredici anni e un problema: uno schifoso di nome Luciano Comida scrive, pubblica e fa ...
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Luciano Comida : come un uragano, ma buono - valerio fiandra - FriendFeed

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Luciano Comida, finalmente .

Quando muore un amico, se è stata vera amicizia: beh, te ne accorgi dopo.

Ho frequentato poco Luciano Comida, pur avendolo conosciuto già da ragazzo: abbiamo passato l’adolescenza al Liceo Petrarca di Trieste. Interessi comuni - letteratura, politica e rock ‘n’ roll, non necessariamente in quest’ordine - temperamento differente. Appassionato, talvolta ingenuo il suo; snobistico, spesso aristocratico il mio. Lui, di conseguenza, aveva molti amici. Ci siamo persi di vista, mai di ascolto. Da una dozzina d’anni parlavamo - raramente, e molto a lungo.

Ora che Luciano è morto - morto a 57 anni -, ora che i ricordi affiorano dal gran lago del tempo, che parole silenziose o trascurate assumono suono e colore: ora che il momento dei bilanci - e dunque degli errori - tocca a chi resta, posso però dire, con certezza, che Luciano mi è stato amico. Che mi manca. Che gli sarò amico.

Un uomo non è un solo uomo: siamo molti anche se portiamo un solo nome: ciò che ci fa Pinco Pallo, o Michele Crismani, è quel che resta - dopo tutto - della somma e della sottrazione di comportamenti, atteggiamenti, parole dette o taciute, frasi gridate o solo pensate, arrossendo: frammenti - tutti veri, tutti falsi - di una vita vissuta. IO è solo il minimo comun denominatore di tutti i nostri noi. Ed è proprio l’intima consapevolezza - persuasa quanto difficile da ammettere - di essere molti a complicare la vita del nostro Io retorico. Ecco la ragione del nostro eterno conflitto d’interessi, del nostro frequente non andar d’accordo, nemmeno con noi stessi ! Sta nella nostra incapacità sia di ammettere di essere - in quasi ogni momento - diversi, sia di accettare che chiunque altro lo è, a seconda del suo momento. Cercare, dunque, di esser sempre coerenti è come pretendere di definire il Tempo: quando lo si volesse essere non lo si sarebbe già più, o non ancora. Eppure.

Eppure di Luciano Comida è possibile, oggi, dire che è stato coerente: che il ragazzo magro, glabro e appassionato era già il ragazzo di cinquantasette anni, con barba, pancia, occhiali e entusiasmo che è stato sino alla fine. La sola spiegazione che posso presentare, sono due: la seconda è che Luciano è sempre stato - ma non sarà mai più - diversamente sé stesso in ogni momento. La prima, che Comida è stato - ed è ancora - uno scrittore vero.

Comincio dalla seconda: era il “dio che entrava in lui”, era il suo entusiasmo a guidarne i comportamenti: chi stava con Luciano aveva la sensazione di essere in quel momento la persona più importante al mondo. Proprio come il prossimo essere che Luciano incontrava, donna-uomo-ragazzo-cane-partito politico-idea-libro-cantante o estraneo che fosse. Con sorridente fermezza e ipercinetica disponibilità; per soddisfare se stesso - e dunque chiunque altro - ; per vivere una vita attiva e giusta; per sentirsi - e dunque essere - utile, Luciano si dava, si apriva: per ricevere, per dare.
“ La sola coerenza possibile è ascoltare ” , dissi quindici anni fa una sera di prima estate - sotto a un platano e davanti a un fritto di pollo - a un amico scomparso ( ma ancora accanto a me, anche dopo il tre settembre 2001 ) che aveva di Luciano la barba, gli occhiali, la passione politica, il bisogno e il desiderio di esser giusto...e quasi nientaltro! Lui - che non era tipo da mostrarsi stupito - spalancò occhi e orecchie. Mi sfotteva con affetto, non me ne lasciava passare una, ma quella volta - una delle tre in oltre vent’anni - mi chiese cosa volevo dire, perché gli pareva avessi detto una cosa giusta, finalmente ! Gli rispondo adesso ( allora, confuso e felice, non seppi che glissare, e restare sulla frase, anche perché non sapevo spiegare qualcosa che sentivo ) con l’esempio di vita che ci ha lasciato Luciano Comida.

Ma Luciano Comida è stato uno scrittore, e anche un buon lettore : è stato, dunque, tutti i personaggi che ha scritto, tutti quelli che ha letto. I suoi Io hanno trovato sulla carta e sul monitor - esemplare in questo senso il lavoro letterario nel blog - lo spazio autonomo che una sola vita umana non ha, né può avere. Gli scrittori, quelli come Comida, scrivono perché sanno che solo a parole è possibile vincere - e soltanto per un po’ - la sfida mortale con l’invincibile e quotidiano non senso del mondo che ci governa. Che violenta le nostre vite fatte di carne, respiro e sangue; ma che può venir trasformato e ricreato - solo a parole, e per un poco soltanto - quando leggiamo, o scriviamo bene. Dividendosi nei molti personaggi - principali o secondari non conta, finalmente, più - , raccontandone le storie dette o taciute, mostrando più che spiegando, ascoltandoli - lo scrittore risolve talvolta, e raramente - per lo spazio-tempo di un racconto, di un’haiku, di un romanzo - , l’impossibile equazione fra il dover essere e l’essere, fra il desiderio e la necessità, fra l’amare e l’essere amati, fra il credere e il pensare. Un Mondo nello stesso tempo coerente e libero, questo è il mondo delle parole scritte o lette. Un mondo impossibile, eppure immortale, a differenza di quest’altro, dove - comunque vada: da Re o da Buffoni, da Billionaires o Accattoni - vince sempre il mondo, quando noi perdiamo la vita. La coerenza, e - insieme - la libertà : che gioco di prestigio! E che bacchetta magica hanno gli scrittori, che formula segreta conoscono i lettori, che potere hanno le parole ! Ma lo sanno ? Prospero e Ariele lo sapevano, Luciano e Idefix anche.

Luciano Comida è stato coerente perché non ha cercato la coerenza. Trovandola - dunque - attimo per attimo, persona per persona. E perché non ha chiesto agli esseri umani di esser personaggi letterari, né il contrario. E così ha scritto la propria vita, raccontando anche quelle degli Altri. Se è vero - come hanno scritto, in modi differenti ma identica intenzione, John Lennon, Jorge Luis Borges e PierPaolo Pasolini - che la vita è quel che ci capita mentre stiamo facendo altro, che il nostro ritratto più esatto è quello che disegniamo senza saperlo, che il modo in cui moriamo è riassunto ed epifania di come abbiamo vissuto - Luciano Comida è stato Luciano Comida perché si è lasciato essere tutti i Luciano Comida che era. Alcuni dei quali restano con noi anche dopo che il solo che portava quel nome è morto.


( So bene che non è questo l’articolo che avevo promesso a Critica Liberale. Dove sarebbe il ritratto politico, l’elogio o la messa in discussione del pensiero sociale di Luciano Comida ? Non c’è; eppure c’è. E comunque io non so spiegare la vita politica di Luciano, se non trovando nella sua vita interiore - umana e quotidiana, artistica e comune - quelle ragioni profonde e coerenti di cui i fatti - le adesioni e le tessere strappate, le polemiche e i cortei, le lettere ai giornali e le assemblee... - sono manifestazioni importanti ma superficiali: esempi di coerenza interna onesta e immediata, vero viatico per trovare ciò che non si può cercare, ma inadatti a misurare, ora che è finalmente possibile, chi è stato, chi è Luciano Comida )
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La Mente InVisibile « SONY'S BLOG

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Horror, Metafisica & Rock'n Roll sono le chiavi del romanzo dedicato alla memoria di Luciano Comida, uno dei membri della Living Mutants Society, scomparso proprio mentre il volume stava per andare in stampa.
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