Le Marche un'altra Italia
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Le Marche un'altra Italia
Le Marche: il gioiello nascosto nel negozio di tesori d'Italia.
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Galeotto Malatesta e Ascoli Piceno

Galeotto Malatesta e Ascoli Piceno | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

L’arrivo della soldataglia di Galeotto era stato salutato con gioia e approvazione dal popolo ascolano, che pensava così di avvalersi di un sagace condottiero per poter contrastare lo strapotere degli acerrimi nemici di Fermo, capitanati da Gentile da Mogliano. [...]

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I Poeti della Spada di Urbino | "La Via della Spada ai nostri giorni"

Far parte di un gruppo storico di scherma medievale non è, come può sembrare in apparenza, l'espressione cruenta della propria forza o virilità fine a se stessa. Occorre dire che l'arte della spada in ogni cultura e in ogni epoca ha sempre rappresentato la ricerca di un equilibrio interiore, nel rispetto di valori e tradizioni molto forti che mettevano insieme etica religiosa, valori della sussidiarietà al prossimo. Se ancora oggi ci togliamo il cappello o i guanti nel saluto, se porgiamo la destra alla nostra dama o accompagnatore, se lasciamo il passo o la destra in vicoli stretti lo dobbiamo ad una tradizione cavalleresca che non ci ha mai veramente abbandonato e che ha canonizzato, più di altre ben alte espressioni dell'uomo, le normali regole della convivenza. Oggi, però, queste prerogative del passato, attraverso la spada, sublimano e si perpetuano nella pratica sportiva, nell'agonismo, nella socialità, in espressioni culturali vive quali quelle delle rievocazioni storiche.

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"Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso."

名誉, Meiyo: Onore - Dai sette principi del Bushido, il codice dei Samurai 

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Abbiamo ancora riserve sull'opportunità di diffondere la cultura e l'arte della spada nei nostri giorni?

Mariano Pallottini's insight:

La Compagnia d’Arme i “Poeti della Spada” è un’A. S. D. che da circa 10 anni è presente all’interno dello scenario delle rievocazioni storiche nazionali ed europee, e durante il suo percorso ha portato l’immagine di Urbino e del Montefeltro in ben 134 città italiane ed estere. 
Le finalità principali che si pone sono la riscoperta e la valorizzazione dei diversi aspetti che interessarono la cultura a cavallo tra il 1380 e il 1430, con particolare attenzione alla pratica schermistica e bellica in generale. Attraverso l’attenta ricerca e la ricostruzione storica, la compagnia si prefigge di diffondere la conoscenza di tutto ciò che poteva ruotare intorno alla vita di una compagnia di ventura mercenaria italiana tra XIV e XV secolo. [http://www.ipoetidellaspada.org/]

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Carlo Magno nacque e morì nelle Marche? Il libro "Charlemagne la contre-histoire" lo rivela

Carlo Magno nacque e morì nelle Marche? Il libro "Charlemagne la contre-histoire" lo rivela | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Sedotta dai paesaggi, Elisabeth de Moreau d’Andoy decide di stabilirsi in Italia centrale, nelle Marche. Subito, inizia a visitare i numerosi monumenti dei dintorni. Tutti ufficialmente datati al XII secolo, ma si rende conto quasi subito , che questi edifici pré Cluny sono sicuramente più vecchi di 400 anni.

Nel corso delle sue escursioni, incontra un curato il quale gli spiega che questi monumenti sono carolingi, e lo dimostra mostrandogli dei dettagli nell’architettura della sua chiesa che senza equivoci, rivelano che alla sua origine non era un luogo di culto.

In seguito, fa la conoscenza di un padre salesiano, Giovanni Carnevale, che studia da più di vent’anni la presenza dei Franchi nella Val di Chienti. E non si trattava di qualche franco che passava per caso, ma erano i Carolingi.

Carlo Magno non ha dunque niente a che vedere con Aix-la-Chapelle, come è detta in francese Aquisgrana ad Aachen. Carlo Magno è nato e morto in Italia centrale, nella proprietà di famiglia, Aquisgranum.

Profondamente scioccata da questa rivelazione, l’autrice fa le prime verifiche di questa audace teoria. 

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L'Anfiteatro di Ancona

L'Anfiteatro di Ancona | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Ancona custodisce ricchissime testimonianze della storia che, nei millenni, ha lasciato tracce profonde nella città: partendo da un primo insediamento risalente all'età del Bronzo le popolazioni si distribuirono nel tempo sui tre colli che formano il promontorio del Conero: Cappuccini, Cardeto e Guasco; la posizione strategica e la particolare morfologia del territorio fecero di Ancona un porto naturale, scelto all'inizio del IV secolo a.C. da coloni greci che (proprio per la forma a gomito del suo golfo) chiamarono la città Ankon e qui abitarono diffondendo la propria cultura, testimoniata dai resti del tempio corinzio dedicato a Venus Genetrix - costruito nella metà del II secolo a.C. - ancor visibili nella parte sottostante la Cattedrale di San Ciriaco.

Nel 90 a.C. ebbe fine la dominazione greca della città che divenne municipio romano col nome di Ancona, il cui porto ricoprì la funzione di base della flotta romana durante le guerre illiriche. Molte sono quindi le testimonianze archeologiche giunte sino a noi della presenza romana nel territorio: di età augustea (fine I a.C. -I d.C.) ma con rifacimenti dell'epoca di Traiano (II-III d.C.) è ad esempio il suggestivo anfiteatro, edificato (forse su un preesistente teatro greco) sfruttando le pendici naturali dei colli Guasco e Capuccini, del quale sono ancor oggi visibili il perimetro murario e il primo ordine di gradini.

L'anfiteatro, originariamente fornito di due ingressi (ovvero la Porta Pompae, usata dai soldati, e la Libitinensis, a presidio del passaggio all'aldilà) e composto da 20 gradinate disposte su 3 ordini, era capace di accogliere fino a 10.000 spettatori; venne riscoperto nel 1810 ma solo nel 1930 ne iniziò la lunga opera di scavo e, nonostante i lavori non siano ancora completati, in tempi recenti questo luogo suggestivo è tornato ad ospitare incontri di poesia, lirica e teatro classico.

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Lezioni di storia...sulle Marche

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Lezioni di Storia è un Libro per apprendere i fatti cruciali della storia Marchigiana curato da Sergio Sparapani per una casa editrice della Regione. Fatti più o meno notie curiosi  corredati da foto, schemi, mappe, dipinti, iscrizioni.
Nel capitolo “Marrani al rogo”; il libro tratta dell’inquisizione e della condanna dei giudaizzanti portoghesi di Ancona. Nella primavera del 1556, ad Ancona, nel Campo della Mostra (oggi piazza Malatesta), venti- cinque ebrei portoghesi vengono bruciati sul rogo, con l’accusa di apostasia. Fatti cruentissimi, ma che il testo ben inquadra nel contesto dell’epoca e confronta con i terribili meccanismi dell’inquisizione.
Nel Capitolo “Distruggete quei Mas! Un commando austriaco all’attacco dei mezzi veloci di Luigi Rizzo", si racconta lo sbarco di un commando austriaco sulla spiaggia di Marzocca con l’obiettivo di catturare, o distruggere, i Mas di Luigi Rizzo di base nel porto di Ancona. Un fatto che appartiene alla grande storia.
Nel capitolo “La battaglia di Filottrano”, si incontreranno i paracadutisti della Nembo contro i soldati della Wehrmacht.

  • “Società segrete e cospirazioni”, i misteri delle grotte tra templari, carboneria e massoneria
  • “Pirati! Scorrerie al Conero”, vi troverete catapultati tra mori e cristiani, una storia di ostaggi, agguati e incursioni
  • "Bombe sulla città" I bombardamenti su Ancona e l’Italia, 1940-1945. 
  • Terremoto & terremoti Da Terry (1972) al sisma dell’Aquila (2010)
  • L’Esodo e il Trattato di Osimo - Dall’orrore delle foibe all’esilio nelle Marche di dalmati e istriani
  • La fine del Papa Re - Senigallia capitale dimenticata, Pio IX, le Marche e il Regno d’Italia
  • Le donne del Duce - Alice, Rachele, Claretta e le altre signore del Fascismo
Un libro che nella versione pdf vi costerà solamente 12,20€
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Padre Cataldino, il Matteo Ricci del Sudamerica

Padre Giuseppe Cataldino fu uno dei fondatori delle missioni del Paraguay. Nato a Fabriano (Ancona) nel 1574, morto in San Ignacio Miní nel 1653. Era già sacerdote quando entrò nella Compagnia di Gesù.
Parti ancora novizio per l´America, nel 1605 fu inviato dal Perú al Paraguay. Nel 1609 fu designato per fondare nuove missioni nel Guayrá, dove rimase molti anni come superiore. Ai missionari come lui è dedicato il famoso film“Mission”, di Roland Joffe, con Jeremy Irons e Robert de Niro. Le Missioni deigeusiti in Paraguay ebbero infatti risonanza mondiale: per circa un secolo e mezzo (dalla fine del sedicesimo alla metà del diciottesimo secolo) gli indios vennero sottratti, grazie alla protezione dei padri missionari, alla piaga della schiavitù.
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Il Castello di Roccacolonnalta - La rinascita di un Monumento

Il Castello di Roccacolonnalta - La rinascita di un Monumento | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Nel 2002 due Architetti acquistano quello che resta del Castello di Roccacolonnalta, situato nel Comune di San Ginesio e nel 2005, iniziano i restauri murari. Dopo aver bloccato il degrado delle murature perimetrali, nell’estate del 2007inizia la ripulitura interna con l’assistenza del professor Pio Pistilli, dell’Università “La Sapienza di Roma”, insieme ad alcuni dei suoi studenti di Storia dell’Arte Medievale.
Si spera che questi primi lavori diventino lo stimolo per una serie di futuri studi, pubblicazioni e restauri, su un edificio molto particolare. Per chi volesse saperne di più:

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Mostra "Piceni e Celti lungo le rive del Giano" - Fabriano (AN), 12 novembre 2011 - 20 aprile 2012

Mostra "Piceni e Celti lungo le rive del Giano" - Fabriano (AN), 12 novembre 2011 - 20 aprile 2012 | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

TOMBE PRINCIPESCHE
Costituiscono validi esempi della ricchezza dell'area fabrianese le tombe principesche del periodo orientalizzante (VII sec.a.C.) conservate presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, scoperte a Santa Maria in Campo nel 1915 e ancora oggi di assoluto rilievo tra le scoperte archeologiche dell'intera penisola, pari ai più celebri complessi funerari principeschi d'Etruria, Lazio e Campania. Recenti studi hanno inoltre permesso di riproporre l'originaria composizione dei corredi funerari di queste tombe e in particolare quello di una sepoltura passata sempre in secondo piano a causa di errate associazioni, ma dall'importanza eccezionale: la tomba del tumulo 1. La tomba infatti è riferibile ad un oplita, termine greco che significa guerriero, il cui nome deriva dal particolare tipo di scudo chiamato oplon che componeva la sua armatura. Il reperto rinvenuto nella tomba 1, grazie ai frammenti delle lamine che decoravano la sua superficie esterna, costituisce ancora oggi, a quasi cento anni dal suo ritrovamento, l'unico esemplare in tutto il Mediterraneo di cui si possa ricostruire con un buon grado di approssimazione l'intero apparato decorativo.

Proprio l'eccezionalità di questo reperto ha spinto la Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche a elaborarne un modello ricostruttivo che potrà essere ammirato all'interno del percorso espositivo.

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Marco Lorenzetti's comment, January 25, 2013 5:54 AM
La mostra è stata protratta fino al 31 Maggio 2013.
Mariano Pallottini's comment, January 25, 2013 6:12 AM
Vedi. Questo sarebbe stato un bellissimo articolo per il tuo blog. Avresti spiegato il successo, i pezzi più graditi dal pubblico, la nuova locandina. A proposito se hai il file della nuova locandina, mandamela a mariano_italiano(at)hotmail.com (dove "at" è @, mai scrivere la mail in internet, i programmi di spamming se ne impossessano)