Le Marche un'altra Italia
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Le Marche: il gioiello nascosto nel negozio di tesori d'Italia.
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Il Marchigiano "Donato Bramante e l'arte della progettazione": la mostra

Il Marchigiano "Donato Bramante e l'arte della progettazione": la mostra | Le Marche un'altra Italia | Scoop.it

Per Palladio e Vasari fu l’eroe della riscoperta della grande architettura classica: Donato Bramante (1444-1514) inventò la chiesa e il palazzo rinascimentale. Ma come concepiva e progettava i suoi edifici?

Christof Thoenes, in decenni di studi ha distillato una sua lettura dei procedimenti di Bramante al tavolo da disegno, e l’ha sviluppata in una sequenza inedita di disegni interpretativi, realizzati con la collaborazione di Alina Aggujaro.

Con questa mostra il Palladio Museum celebra il 5° centenario della morte di Donato Bramante, in collaborazione con la Bibliotheca Hertziana e il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi [...]

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Il Pane nella cultura mezzadrile Marchigiana

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Nella famiglia mezzadrile marchigiana il pane era preparato di rado, solitamente una volta alla settimana. La farina utilizzata era quella che si realizzava con la macinatura della propria parte del raccolto, tolta la metà che spettava al padrone del podere. In ogni casa di campagna c’era una grande madia nel quale la madre e le figlie impastavano la farina, piuttosto grossolana e poco raffinata, col lievito madre avanzato dall’ultima panificazione. Tradizionalmente si è sempre panificato in assenza di sale, facendo il pane che i toscani chiamano “sciocco”,ottimo per accompagnare, quando c’erano, i sapidi salumi e formaggi prodotti in famiglia.
Dopo una lunga lievitazione, l’impasto era diviso in grosse pagnotte allungate (le file) da 1 kg o più. Una croce fatta con un coltello sopra ogni pagnotta era allo stesso tempo simbolo religioso e metodo di controllo della avvenuta seconda lievitazione. La grossa pezzatura permetteva una migliore conservazione e faceva si che l’interno del pane rimanesse sempre umido ed edibile...

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Il vino cotto marchigiano

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La storia del vino cotto inizia nel IV secolo a. C. con i greci che portarono in Italia, oltre alle viti, anche la tecnica per la produzione di questa deliziosa bevanda. Furono comunque i Piceni a rendere famoso questo prodotto enologico… imperatori, papi e nobili romani usavano già degustare questo succulente vino al termine dei loro fastosi banchetti.
Grazie ai contadini ascolani e maceratesi la tecnica della preparazione del vino cotto è rimasta invariata nel tempo e consiste, ancora oggi, nel pigiare il mostro di uve bianche e rosse, farlo poi bollire per circa 10/12 ore in una caldaia di rame con legna a fuoco diretto e metterlo infine in botti di rovere ad invecchiare per almeno due insieme a parte del vino cotto prodotto negli anni precedenti.
Il vino cotto, generalmente consumato come dessert, ha un grado alcolico del 14% circa e può essere dolce o secco. [...]

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