ue partite, due 0-2. Contro Nocerina e Varese il Livorno ha messo in luce tutte le contraddizioni, sue e del campionato di serie B. Contro i molossi tutto ciò che poteva andare storto è andato storto, arbitraggio compreso. Tuttavia la prestazione non era stata da buttare e, soprattutto nel primo tempo, i bimbi di Novellino avevano espresso un gioco discreto. Poi nella ripresa, il patatrac: gol incassato, squadra che si disunisce, avversari gasati che corrono come ossessi, contropiede fatale, eurogol della domenica e buonanotte. Succede, al Livorno però negli ultimi tempi, soprattutto in casa, succede un po' troppo spesso. E va bè.

Sei giorni dopo in quel di Masnago, inviolato da oltre tre anni, un altro 0-2, stavolta per noi. E paradossalmente, la vittoria arriva al termine di una partita di rara bruttezza. Primo tempo spigoloso poi nellaripresa si accendono le Luci e la gara prende un'altra piega, complice anche un Varese davvero lontano anni luce dalla squadra rivelazione dello scorso anno. Basta un episodio e le partite girano. Frase di una banalità sconcertante, mi rendo conto, ma è così.

Al prossimo giro al Picchi salgono le Vespe del nostro amico Tomas. Canzonato, stimato, talvolta odiato il buon Danilo resterà in ogni caso, nel bene e nel male, nella storia amaranto. E a buon diritto. Il Drago Lituano magari non verrà ricordato per le prodezze (anche se la doppietta nei playoff col Grosseto e il primo gol "europeo" del Livorno contro il Pasching resteranno negli annali) però ha sempre onorato con corsa e dedizione la maglia amaranto. Ed è per questo che in fondo gli vogliamo bene.