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ComeDonChisciotte - DA BILDERBERG A GOOGLE-BERG: L'ELITE GLOBALE PREPARA UNA RISTRUTTURAZIONE TECNOCRATICA

ComeDonChisciotte - DA BILDERBERG A GOOGLE-BERG: L'ELITE GLOBALE PREPARA UNA RISTRUTTURAZIONE TECNOCRATICA | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Gli eventi mondiali mostrano sempre più chiaramente che i più importanti obiettivi dell'elite globale sono la totale riorganizzazione della coscienza umana e addirittura cambiare l'essenza degli umani. Infatti, questo è sia il fine che il mezzo della costruzione di un "nuovo ordine mondiale". L'ultimo incontro del Bilderberg Group, che si è svolto dal 6 al 9 giugno 2013 nel Grove hotel in un quartiere di Londra, discuteva specificamente di questo argomento... 

Le informazioni riguardo a dove sarebbe avvenuto l'incontro, cosa c'era nella sua agenda e chi avrebbe partecipato erano disponibili molto prima dell'incontro, sia nei mezzi d'informazione alternativi che ufficiali. Per esempio, il giornale The Telegraph ha scritto a riguardo in un articolo chiamato "Bilderberg Group? Nessuna cospirazione, solo il gruppo più influente del mondo".

E nel numero successivo, nell'articolo "Bilderberg Group 2013: lista degli invitati e agenda", il Telegraph ha presentato gli argomenti che dovevano essere discussi all'incontro. Fra questi c'erano la disoccupazione negli Stati Uniti e Europa, nazionalismo e populismo, politiche dell'Unione Europea, sviluppi nel Medio Oriente, sfide dell'Africa, guerra cibernetica e proliferazione di minacce asimmetriche, le maggiori tendenze nella ricerca medica e le promesse e gli impatti dell'educazione online. 

Una fonte interna del sito alternativo infowars.com ha fornito informazioni più dettagliate sull'agenda, dicendo che due gruppi di tematiche sarebbero state discusse nell'incontro. Il primo ha a che vedere con i problemi economici: aumentare i poteri delle banche centrali sotto le sembianze di "riforme bancarie," salvare le banche per sostenere l'euro e proteggere l'eurozona, creare sistemi di riscossione delle tasse più efficaci, non lasciare uscire dall'Unione Europea la Gran Bretagna, diffondere proteste sociali indotte dall'austerità, crescita economica minima nel 2013 e concentrare la ricchezza delle popolazioni nelle mani di corporazioni e elites superricche. 

Il secondo gruppo di argomenti è più esteso e tocca problemi di controllo militare, politico e psicologico: attaccare i siti nucleari in Iran se non riduce i suoi programmi in tre anni, prolungare la guerra in Siria armando l'opposizione, la minaccia di una pandemia mondiale (considerando che i laboratori di Bilderberg stanno lavorando alla diffusione di virus), controllare la stampa 3D, controllo statale di internet per raggiungere flessibilità cibernetica (una vecchia idea di Bill Clinton) e creare "città intelligenti", capaci di osservare tutti gli aspetti della vita e del comportamento della popolazione, ovvero, creare un sistema di sorveglianza totale. 

Per raggiungere questi obiettivi, la sfera tecnocratica deve essere ristrutturata velocemente, cosa che sta accadendo di fronte ai nostri occhi. Come hanno fatto notare gli autori di infowars.com Paul Joseph e Alex Jones, il gruppo Bilderberg, come altre organizzazioni ombra, è entrato in un periodo di seria trasformazione; ha formato un'unione con Google sotto il controllo del suo amministratore delegato, Eric Emerson Schmidt (1), che partecipa regolarmente agli incontri del gruppo. Il luogo dell'incontro del gruppo al Grove hotel è stato scelto per una ragione. È qui che, a iniziare dal 2007, hanno avuto luogo le conferenze annuali di Google, conosciute come Google Zeitgeist (“lo spirito del tempo di Google”), nelle quali sono analizzate miliardi di query degli utenti del sistema e sono ricapitolate le attività del sistema. Quest'anno la conferenza di Google ha avuto luogo letteralmente pochi giorni prima dell'incontro di Bilderberg. 

Quindi oggi il Grove hotel britannico è una "base" per sviluppare l'agenda della Google nel campo di politiche tecnologiche mondiali. Ed è questa compagnia, che il London Independent ha descritto come una versione "più carina" del gruppo Bilderberg, che sta attivando una ristrutturazione tecnocratica. Circa 400 delegati si radunano ogni anno alle sue conferenze per discutere argomenti chiave nelle politiche e culture mondiali e per sviluppare piani d'azione che mirano a prevenire "una rivolta contro la globalizzazione" (2). Fra di loro ci sono figure chiave dei mezzi di comunicazione, politici e star emergenti. Quest'anno hanno partecipato alla conferenza l'esperto della Goldman Sachs Jim O'Neil, Bill Clinton e la cantante Annie Lennox. Qui, in particolare, è stato notato che dall'anno scorso le entrate della compagnia sono aumentate del 60%, cioè 2.89 milioni di dollari. 

Google Zeitgeist è una forma di governo più efficace. Mentre i Bilderberg hanno la reputazione di cospiratori, Google può controllare le cose apertamente, dal momento che è presupposto nella sua funzione stessa di essere un fornitore di servizi d'informazione. Ciò vuol dire, sotto le spoglie di una compagnia democratica e addirittura filantropica c'è un'organizzazione totalitaria che i giornalisti indipendenti hanno già chiamato "Google-Berg" (“Bilderberg è... stato riproposto come Google-Berg”). 

Google si è rivelato essere un modo altamente conveniente per mascherare le operazioni delle agenzie di intelligence. Come hanno scoperto gli stessi investigatori indipendenti, i principali organizzatori della "Primavera Araba", che ha preso le sembianze di disturbo civile, erano reclutati da Google e hanno partecipato alle conferenze Zeitgeist al Grove. È ben documentato, per esempio, che l'uomo responsabile dell’impulso alla rivoluzione in Egitto, che ha portato all'insediamento della dittatura dei fratelli musulmani, era il capo di Google del marketing nel medio Oriente e nord Africa, l'egiziano Wael Ghonim. Eric Schmidt sostiene che è orgoglioso di ciò che ha fatto Ghonim, e enfatizza che l'uso di Facebook, Twitter e strumenti telematici per far partire le proteste in Egitto è "un buon esempio di trasparenza". (4) 

Google sta esercitando una crescente influenza sui governi britannici e americani. Ciò è reso più semplice dal fatto che Eric Schmidt è membro del US President’s Council of Advisors on Science and Technology, capo della New America Foundation senza fini di lucro, ed è stato un consulente e sponsor delle campagne presidenziali di Obama. Gli è stata addirittura offerta la carica di segretario del Tesoro americano. In Gran Bretagna, i rappresentanti di Google hanno incontrato non meno di 23 volte i funzionari del partito conservatore dall'elezione generale del 2010. David Cameron ha parlato alla conferenza di Zeitgeist nel 2006, 4 anni prima di diventare Primo Ministro. Anche il cancelliere britannico George Osborne, il principe Carlo e molte altre persone influenti hanno partecipato alle conferenze di Google. Google ha messo le sue mani anche sulla Russia; Eric Schmidt è un membro del Consiglio di amministrazione di Skolkovo, anche se per qualche motivo alcuni esperti considerano ciò un "fattore neutrale" (5). 

I legami fra Google e il Gruppo Bilderberg stanno diventando sempre più stretti. I mezzi di comunicazione paragonano l'autorità della compagnia e le sue conferenze con il forum di Davos. Le conferenze di Google Zeitgeist raggruppano coloro che sono considerati capaci di "modellare il futuro globale". La stessa compagnia si sta posizionando per diventare una forza più forte dei governi nel controllare e monitorare il comportamento delle persone, come hanno fatto in Egitto e Tunisia. E l'interferenza di Google negli affari interni delle nazioni europee è diventata così attiva che anche la Commissione Europea ha fatto recentemente un'indagine sul suo abuso della sua posizione di dominio nel mercato di servizi di informazione. 

Lo stesso capo di Google non ha mai nascosto la sua ambizione di controllare totalmente la società; egli ha parlato a questo riguardo diverse volte nei suoi discorsi, enfatizzando che la privacy è un relitto del passato e che ha in progetto di trasformare Google nell'ultimo Grande Fratello che fa sembrare 1984 di George Orwell una favola per bambini. 

In uno dei suoi discorsi Eric Schmidt ha dichiarato: "Non abbiamo bisogno che voi scriviate qualcosa. Sappiamo dove siete. Sappiamo dove siete stati. Possiamo più o meno sapere a cosa state pensando. Di fatto credo che molte persone non vogliono che Google risponda alle loro domande. (...) Essi vogliono che Google dica loro cosa devono fare dopo. Sappiamo tutto ciò che state facendo e il governo può seguirvi. Sapremo costantemente la vostra posizione fino all’ultimo centimetro. La vostra macchina si guiderà da sola, è stato un errore che le macchine siano state inventate prima dei computer... voi non siete mai soli, non siete mai annoiati..." 

La tecnologia dell'informazione, secondo Schmidt sta radicalmente cambiando l'educazione, il modo in cui funziona il mercato, il carattere dei mezzi di comunicazione, e lo status della proprietà intellettuale. Sta cambiando lo stesso uomo, che è praticamente fuso con il computer, trasformandosi in un uomo bionico. Come sostiene Schmidt "abbiamo intenzione di andare dalla specie di interfacce comanda-e-controlla dove si dice al computer, come a un cane, ‘abbaia’, verso una situazione dove il computer diventa molto più che un amico. E, un amico nel senso che il computer dice "Be, sappiamo più o meno cosa ti importa". E di nuovo, si è dato il permesso di farlo. E dice "bè, magari dovresti fare questo", o "magari dovresti fare quello". E alla fine il computer fa ciò che fa bene, che è questo complicato problema analitico dell’ago nel pagliaio e ha una perfetta memoria. E gli umani fanno ciò che fanno bene, che è giudicare, e divertirsi, e pensare alle cose. La relazione è di simbiosi." (7) 

Ciò che Eric Schmidt sta sostenendo si chiama trans umanesimo, che è uno stato mentale il quale assume che è possibile e desiderabile cambiare fondamentalmente la specie homo sapiens usando tecnologie avanzate per creare un “postumano”. Questo concetto è stato usato per la prima volta nell’opera Religion without Revelation (Religione senza Rivelazione) del biologo evoluzionista Julian Huxley, chiamato il "Malthus del 20° secolo". Per lui il transumanesimo diventò una nuova ideologia e addirittura una nuova “fede per l’umanità”. E questo è ciò che è per i moderni "profeti" i quali offrono metodi per ricostruire l'uomo, rendendolo un biorobot facile da gestire e obbediente. Una massa di simili biorobot rimpiazzerà l'umanità moderna. 

Vediamo che i metodi di governo dell’elite stanno andando incontro a cambiamenti che consentono loro di transitare da un livello coperto di governo ad uno scoperto. Sotto queste circostanze cambia anche il significato di summit, conferenze e negoziati segreti. Ciò è stato dimostrato dall'ultimo incontro del Gruppo Bilderberg, che può essere descritto come "anticospirologico." 

La lotta è stata portata a un nuovo livello, il livello di un confronto informativo e spirituale che presenta all’umanità la scelta tra l’anticiviltà di non-persone e la civiltà di persone create a immagine e somiglianza di Dio. 

OLGA CHETVERIKOVA
Fonte: www.strategic-culture.org
Link: http://www.strategic-culture.org/news/2013/07/02/from-bilderberg-google-berg-technocratic-restructuring-global-elite.html
2.07.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ILARIA GROPPI 

Iononmiarrendo's insight:

fonte: http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=12091

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I troll: prevedibili, scontati, noiosi (sempre dannosi)

I troll: prevedibili, scontati, noiosi (sempre dannosi) | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Perchè uno dei regali più belli che abbiamo ricevuto, con la tecnologia e internet, è proprio la possibilità di scrivere e leggere, e scrivendo e leggendo scambiare opinioni, aumentare e diffondere la conoscenza, crescere, maturare, in un modo che a volte di persona non si riesce a fare. Ho in mente certe riunioni familiari, in cui c’è sempre il personaggio che “tiene banco“, alza la voce, butta tutto in caciara e impedisce lo svolgersi di un confronte sereno, equilibrato, costruttivo. Oppure l’opposizione (magari degli anziani) a certi argomenti, o le pregiudiziali, sia da destra che da sinistra, che impediscono di affrontare certe discussioni.

Invece sul web, un po’ per l’anonimato, ma soprattutto perchè i tempi sono diversi, e lo scrivere rende indispensabile filtrare, sintetizzare, meditare quello che si esprime, si trova un ambiente estremamente favorevole allo scambio di informazioni, idee, opinioni, anche nella contrapposizione, ma sempre “filtrata” dal mezzo. A riprova di questo, il successo dei forum o la grandissima importanza che hanno i commenti nei blog come questo, dove, molte volte, come ho già sostenuto, il post è a volte quasi solo una scusa per avviare la discussione, e andando a scorrere i commenti si trovano moltissimi spunti interessanti ed elementi di arricchimento.

Siccome però a qualcuno dà fastidio che ci sia questo spazio, questa agorà incontrollabile, dove non basta immettere notizie di veline e calciatori, di sesso e di corna, di milioni di euro pagati a questo o a quello e di scandali, per distrarre la gente, come impedire lo sviluppo e la crescita di questa coscienza collettiva? La soluzione è presto trovata: pagare un gruppetto  (non ne servono neanche poi tanti, secondo me in Italia non sono neanche 100) di disturbatori di professione, pennivendoli che, coperti da diversi nickname (e, dopo i primi scivoloni iniziali, anche da diversi IP address, altrimenti si smascheravano facilmente) si inseriscono nelle discussioni buttando tutto in caciara, in rissa, offesa gratuita.

Sul blog di Daniele Passerini, 22passi, è uscito qualche tempo fa questo articolo in cui un presunt “whistleblower” (un insider) raccontava la sua esperienza di “seminatore di zizzania a pagamento“. Magari tutto inventato, però se leggete i commenti viene data assoluta e inequivocabile conferma della presenza di tali disturbatori. Anche Maurizio Blondet qualche anno fa aveva riportato la notizia di un piccolo stato mediorientale (“l’unica democrazia del medio oriente”, “i fratelli maggiori”, dice niente?) che aveva assoldato schiere di questi personaggi incaricati di sorvegliare le varie discussioni in giro per il mondo ed intervenire allo scopo di depistare; addirittra pochi mesi fa è venuta fuori la notizia che la stessa comunità europea aveva stanziato dei fondi per infiltrare commentatori anonimi allo scopo di rovinare le discussioni anti-Europa.

Bene. Se, come dice Noam Chomsky, fra i mezzi usati dal potere uno è quello di conoscere alla perfezione la psicologia dei sudditi, noi, che non siamo scemi, abbiamo l’intelligenza e i mezzi per contrapporci. E, nel mio piccolo, lo faccio riportando la mia esperienza con uno dei “campioni” fra i debunkers, tale Claudio Gentile che si firma col nickname di Lefou reloaded; ne ho già parlato in questo post.

La storia: siccome in un suo video lui lamentava il fatto che i cosiddetti “complottisti” non avessero il coraggio di affrontarlo in diretta, io lo invitavo ad una diretta sul signoraggio. La sua prima risposta fu che il signoraggio non esiste, per cui non c’è nulla da discutere. Al che gli risposi che, visto che era così sicuro, sarebbe stato facile per lui smontare la mia tesi. Lui mi rispose: “prima mi dica la sua tesi, e poi deciderò se vale la pena affrontarla“. Insomma, per farla breve, dopo un po’ di insistenza riuscimmo ad organizzare, e il risultato fu il video che linko sotto. Non andate a vederlo, è abbastamza noioso, ma segnalo solo che ad un certo punto dice, in uno dei suoi ragionamenti (pieni di interruzioni, digressioni, parentesi, ecc., ): “.. e, siccome non c’è inflazione, se non in misura minima, questo evidenzia che non c’è creazione di moneta dal nulla come sostengono i signoraggisti;“

Ora, l’altro giorno, grazie ad una affermazione trovata sul libro del premio nobel per l’economia Paul Krugman, gli inserivo questo commento sulla sua pagina facebook:

Il premio Nobel per l’economia Paul Krugman dice che la Fed crea denaro dal nulla. Niente da commentare? 

e la sua risposta, prima:

Come è ovvio per tutti coloro che conoscono il meccanismo di emissione monetaria. E quindi?

e poi:

L’emissione è “ex nihilo”, altrimenti la BC non potrebbe decidere di emetterne quanta ne vuole.

Quindi, ancora una volta, ammette che il denaro è creato dal nulla, e addirittura la BC ne emette quanto ne vuole. Ne è seguita una discreta serie di botta e risposta che cito volentieri perchè (se volete andare a leggere si trova qui, su FB)  paradigmatica (cioè, esemplificativa e didascalica) del comportamento di questi disturbatori, che si può riassumere nei seguenti punti:

negare, negare sempre anche l’evidenza (“e allora?”; ma come allora: hai negato il signoraggio, hai detto che non è vero che le banche creano moneta, e adesso pensi di cavartela così?))complicare le cose semplici: come ha scritto un amico fb, Matteo Perna: “Negare la verità è impossibile, ecco perché per poter negare l’evidenza bisogna per forza usare termini e modi diversi anche se in realtà esprimono esattamente la stessa cosa del concetto sintentico. Solo chi ha una buona capacità di ragionamento riesce a capire questo sottile meccanismo di menzogna. Spesso la gente normale viene truffata proprio in questo modo: si sta parlando della stessa cosa, ma sembra che si parli di due cose completamente diverse, e su questa cose le persone rimangono in dubbio. Ecco il compito del debunker, far rimanere le persone costantemente nel dubbio. Smentire e smentire la realtà dei fatti.” ; L’immagine migliore che mi viene in mente è questo: Io odio la pizza. Però vado matto per quei dischi di pane con pomodoro e origano e mozzarella cotti in forno a legna. Ma- ripeto- la pizza mi fa schifoattaccare l’avversario personalmente (la speranza è che si dimentichi dell’oggetto contestato e passi a sua volta ad offendere) ( Alberto Medici, qua lei è l’unico a vivere di queste fregnacce, la smetta di fare il minchione….comincerà a parlare di apparizioni mariane e di come satana governi la BCE…. Forse rendendosi conto che nessun organo di potere da peso alle sue parole, tanto da non metterla nemmeno a tacere o smentirla, le può far capire quale sia il valore dei suoi argomenti.Lei è ignorato, caro Medici, non per ignoranza, ma perché non vale la pena starla a sentire) Come se attaccare me servisse a nascondere la realtà della loro contraddizione;dividere il fronte opposto tirando in campo argomenti che non c’entrano nulla nella speranza che gli oppositori si dividano almeno su quelli (…Alla fine anche gli antivaccinisti si vaccinano. …Solo i cretinetti ci credono davvero….E di quello che si è iniettato il vairus dell’omosessualità pedofila? Ne vogliamo parliamo? SVEGLIA!!1!!!UNDICI!!!). Ancora una volta, lo scopo è quella della distrazione: siccome la contraddizione, l’incoerenza sono sotto gli occhi di tutto (grazie a Dio Internet conserva la memoria) l’unica via di fuga è salvarsi in corner sperando di avviare un nuovo “ramo” di discussione.

 

Insomma, il consiglio per tutti è: evitare accuratamente questi perditempo. Loro hanno un interesse a fare quello che fanno, voi perdereste solo tempo, pensando che ci sia della buona fede dietro, e, se non state attenti, rischiate di perdere anche un po’ di serenità (mentre il suggerimento migliore è quello del Sommo Poeta: “non ti curar di loro, ma guarda e passa”).

I commentatori seri, anche quando non sono d’accordo, si caratterizzano invece per tutt’altre caratteristiche: educazione, voglia di capire, magari portano argomenti, ma non ricorrono mai ai 4 punti sopra.

Conclusione: Non diamogli spazio. Mai. Don’t feed the troll.

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Potevano liberare Moro, ma una telefonata fermò il blitz | LIBRE

Potevano liberare Moro, ma una telefonata fermò il blitz | LIBRE | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Il giorno prima di morire, Aldo Moro era a un passo dalla salvezza: le forze speciali del generale Dalla Chiesa stavano per fare irruzione nel covo Br di via Montalcini, sotto controllo da settimane. Ma all’ultimo minuto i militari furono fermati da una telefonata giunta dal Viminale: abbandonare il campo e lasciare il presidente della Dc nelle mani dei suoi killer. E’ la sconvolgente rivelazione che Giovanni Ladu, brigadiere della Guardia di Finanza di stanza a Novara, ha affidato a Ferdinando Imposimato, oggi presidente onorario della Corte di Cassazione, in passato impegnato come magistrato inquirente su alcuni casi tra i più scottanti della storia italiana, compreso il sequestro Moro. Prima di passare il dossier alla Procura di Roma, che ora ha riaperto le indagini, Imposimato ha impiegato quattro anni per verificare le dichiarazioni di Ladu, interrogato nel 2010 anche dal pm romano Pietro Saviotti.

Decisive, a quanto pare, le testimonianze degli ex “gladiatori” sardi Oscar Puddu e Antonino Arconte, l’allora agente del Sismi che tempo fa rivelò di 
aver ricevuto da Roma la richiesta di contattare in Libano i palestinesi dell’Olp per favorire la liberazione di Moro, ben 14 giorni prima che lo statista venisse effettivamente rapito. Secondo il brigadiere Ladu, all’epoca semplice militare di leva nei bersaglieri, la prigione romana di Moro, in via Montalcini 8, era stata individuata dai servizi segreti e da Gladio e controllata per settimane. Non solo: «L’8 maggio del 1978 – scrive  Piero Mannironi su “La Nuova Sardegna” – lo statista Dc che sognava di cambiare lapolitica italiana doveva essere liberato con un blitz delle teste di cuoio dei carabinieri e della polizia, ma una telefonata dal Viminale bloccò tutto, e il giorno dopo Moro fu ucciso. Il suo cadavere fu fatto ritrovare nel portabagagli di una Renault rossa in via Caetani. In quel momento – continua Mannironi – la storia italiana deragliò da un percorso progettato da Moro e dal suo amico-nemico Berlinguer, tornando nello schema ortodosso della politica dei blocchi e incamminandosi poi verso un tragico declino morale».

Il giudice Imposimato, ora avvocato, conobbe il super-testimone Giovanni Ladu soltanto nel 2008: «Si presentò nel suo studio all’Eur insieme a due colleghi, autorizzato dal suo comandante». Il brigadiere delle Fiamme Gialle aveva scritto un breve memoriale, nel quale sosteneva di essere stato con altri militari a Roma, in via Montalcini, per sorvegliare l’appartamento-prigione in cui era tenuto il presidente della Dc. Un appostamento cominciato il 24 aprile 1978 e conclusosi l’8 maggio, alla vigilia dell’omicidio di Moro. Perché Ladu ha atteso ben trent’anni anni prima di parlare? «Avevo avuto la consegna del silenzio e il vincolo al segreto – ha detto a Imposimato – ma soprattutto avevo paura per la mia incolumità e per quella di mia moglie. La decisione di parlare mi costa molto, ma oggi
spero che anche altri, tra quelli che parteciparono con me all’operazione, trovino il coraggio di parlare per ricostruire la verità sul caso Moro».

Ladu ha raccontato che il 20 aprile del 1978 era partito dalla Sardegna per il servizio militare. Destinazione: 231° battaglione bersaglieri Valbella di Avellino. Dopo tre giorni, lui e altri 39 militari di leva furono fatti salire su un autobus, trasportati a Roma e alloggiati nella caserma dei carabinieri sulla via Aurelia, vicino all’Hotel Ergife. Furono divisi in quattro squadre e istruiti sulla loro missione: sorveglianza e controllo di uno stabile. A tutti i militari fu attribuito uno pseudonimo, e Ladu diventò “Archimede”. Lui e la sua squadra presero possesso di un appartamento in via Montalcini che si trovava a poche decine di metri dalla casa dove, dissero gli ufficiali che coordinavano l’operazione, «era tenuto prigioniero un uomo politico che era stato rapito». Il nome di Moro non venne fatto, ma tutti capirono.

Il racconto di Ladu è ricco di dettagli: controllo visivo 24 ore su 24, micro-telecamere nascoste nei lampioni, controllo della spazzatura nei cassonetti. Per mimetizzarsi, i giovani militari di leva indossavano tute dell’Enel o del servizio di nettezza urbana. Così controllarono gli spostamenti di “Baffo”, poi riconosciuto come Mario Moretti, che entrava e usciva sempre con una valigetta, o della “Miss”, Barbara Balzerani. Vestito da operaio, un giorno Ladu fu inviato con un commilitone a verificare l’impianto delle telecamere all’interno della palazzina dove era detenuto Moro. Invece di premerel’interruttore della luce, il brigadiere sardo si sbagliò e suonò il campanello. Aprì la “Miss” e Ladu improvvisò con prontezza di spirito, chiedendo se era possibile avere dell’acqua.

Un racconto agghiacciante nella sua precisione, continua il reporter della “Nuova Sardegna”. Nell’appartamento sopra la prigione di Moro erano stati piazzati dei microfoni che captavano le conversazioni. La cosa che stupì Ladu era che il personale addetto alle intercettazioni parlava inglese. «Scoprimmo in seguito – ricorda – che si trattava di agenti segreti di altre nazioni, anche se erano i nostri 007 a sovrintendere a tutte le operazioni». Altri particolari: era stato predisposto un piano di evacuazione molto discreto per gli abitanti della palazzina ed era stata montata una grande tenda in un canalone vicino, dove era stata approntata un’infermeria nel caso ci fossero stati dei feriti, nel blitz delle teste di cuoio, le unità speciali antiterrorismo dei carabinieri di Dalla Chiesa.

«L’8 maggio tutto era pronto – dice ancora Ladu – ma accadde l’impensabile. Quello stesso giorno, alla vigilia dell’irruzione, ci comunicarono che dovevamo preparare i nostri bagagli perché abbandonavamo la missione. Andammo via tutti, compresi i corpi speciali pronti per il blitz e gli agenti segreti. Rimanemmo tutti interdetti perché non capivamo il motivo di questo abbandono. La nostra impressione fu che Moro doveva morire». Ladu ha raccontato di aver sentito dire da alcuni militari dei corpi speciali che tutto era stato bloccato da una telefonata giunta dal ministero dell’interno. Mentre smobilitavano, un capitano intimò al brigadiere sardo: «Dimenticati di tutto quello che hai fatto in questi ultimi 15 giorni». Successivamente, seguendo una trasmissione in tv, Ladu avrebbe riconosciuto uno degli ufficiali che coordinavano l’operazione: il generale Gianadelio Maletti, ex capo del controspionaggio del Sid, che i militari in quei giorni avevano soprannominato, per la sua pettinatura, “Brillantina Linetti”.

Imposimato è rimasto inizialmente perplesso e diffidente: il racconto di Ladu sconvolge tutte le esperienze investigative precedenti, ne annulla tutte le certezze e, soprattutto, pone un problema terribile: bloccando il blitz, qualcuno avrebbe quindi decretato la morte di Aldo Moro. «Per quattro anni, così, quel racconto rimase sospeso, in attesa di conferme e riscontri», aggiunge Mannironi. «Fino a quando non comparve il “gladiatore” Oscar Puddu». Grazie all’ex agente della “Gladio”, il quadro di quei giorni drammatici del 1978 è parso completarsi, trovando una nuova credibilità. Nel frattempo, lo stesso Imposimato aveva conosciuto altri ex “gladiatori” sardi, Antonino Arconte e Pierfrancesco Cancedda, e ascoltato i loro sconvolgenti racconti sul caso Moro: «Confermavano che nel mondo dei servizi segreti si sapeva dell’imminente sequestro di Moro». Arconte, in particolare, ricorda di aver personalmente consegnato, a Beirut, l’ordine di contattare l’Olp per stabilire un contatto con le Br, prima ancora del sequestro Moro. L’uomo a cui all’epoca Arconte consegnò il dispaccio, il colonnello Mario Ferraro, del Sismi, anni dopo fu trovato morto nella suaabitazione romana, in circostanze mai chiarite.

«Giovanni Ladu, poi, non aveva e non ha alcun interesse a risvegliare i fantasmi che popolano uno dei fatti più oscuri della vita della Repubblica», osserva il giornalista della “Nuova Sardegna”. «Lui, soldato di leva in quel 1978, venne proiettato in un universo sconosciuto del quale sapeva poco o nulla». Ma perché il Sismi per una missione così delicata scelse di utilizzare quel manipolo di ragazzi inesperti? «Vista l’età, erano meno visibili, meno sospettabili da parte dei terroristi». Inoltre, non erano soli: secondo Ladu, erano controllati dal generale Musumeci, dai suoi uomini e da 007 che parlavano inglese. Resta da capire chi avrebbe fatto quella telefonata dal Viminale che, secondo questa ricostruzione, avrebbe condannato a morte Aldo Moro. A fermare Musumeci, conclude Mannironi, potevano essere solo Cossiga, ministro dell’interno, o Andreotti, presidente del Consiglio. Secondo Oscar Puddu, il generale Dalla Chiesa insistette per il blitz, ma fu bloccato da Andreotti e Cossiga. «Lo convocarono a Forte Braschi, la sede del Sismi, e lo redarguirono duramente». Come si sa, Dalla Chiesa fu poi trasferito a Palermo, dove fu ucciso in un agguato organizzato da Cosa Nostra.

Iononmiarrendo's insight:

Fonte: http://www.libreidee.org/2013/06/potevano-liberare-moro-ma-una-telefonata-fermo-il-blitz/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=feed+%28LIBRE+-+associazione+di+idee%29

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TERREMOTO ANNUNCIATO: SUD IN PERICOLO!

TERREMOTO ANNUNCIATO: SUD IN PERICOLO! | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it
Elementare Watson: due più due fa quattro. Calma: le varie e ricorrenti profezie non c'azzeccano un bel  niente, qui c'entra la realtà degli affari sulla pelle della collettività, anzi dell'intero Belpaese. Che succede se qualcuno trivella il vulcano attivo più grande d'Europa in fondo al mar Tirreno, a ridosso delle coste italiane? Cosa accade se si sconquassano le sorgenti sismogenetiche? Cosa può capitare - sempre nello Stivale - quando si manomettono le faglie attive che solcano la Penisola?  La scienza non ha dubbi in proposito: si originano,  o se preferite si causano terremoti, maremoti e tsunami. Sempre che i giochi di guerra dellaNATO non combinino disastri prima. 

 

Forse, non sarà un caso né tantomeno allarmismo gratuito se più di un esperto accademico, perfino in audizione parlamentare, e in aggiunta nientedimeno che il capo della protezione Civile Franco Gabrielli in persona, annunciano all’unisono un terremoto distruttivo che annienterà il Mezzogiorno. 

Se la Protezione Civile acquista migliaia di prefabbricati da destinare alle popolazioni colpite da calamità è sempre un caso, oppure una singolare coincidenza? Se i terremoti per la scienza sono imprevedibili - quando di origine naturale - allora come si fa ad annunciarli con largo anticipo, se non sapendo che hanno una genesi artificiale, ovvero, sono provocati volontariamente dalla mano dell’uomo per calcolo, interessi economici e sete di dominio? Una cosa è certa: adesso stanno trivellano a più non posso i Campi Flegrei, ossia l’area sismica più esplosiva dello Stivale, e, contemporaneamente il vulcano attivo Marsili (il più grande d’Europa) che si trova sott’acqua, nel Tirreno meridionale, di fronte alle coste di Sicilia, Calabria e Campania. E' tutto apparentemente in regola: ci sono le solite autorizzazioni dello Stato tricolore. Autorità, istituzioni e scienziati danno i numeri: la Protezione Civile, addirittura ha calcolato numero di morti e feriti per ogni città del Meridione. Perché?  Il lancio dell’agenzia giornalistica recita: « L'obiettivo è ambizioso: sfruttare l'energia che si sviluppa dal vulcano Marsili, vicino all'arcipelago delle Eolie. Il progetto è di una societa' marchigiana specializzata in ingegneria naturalistica, nel settore delle opere civili e delle infrastrutture, la Eurobuilding di Servigliano (Fermo) e si chiama 'Marsili Project'. Punta a utilizzare l'energia geotermica che si puo' sviluppare dal vulcano che si trova nelle profonde acque del mar Tirreno meridionale... Un vulcano sottomarino, il piu' grande d'Europa: 60 chilometri di lunghezza, 20 chilometri di larghezza, un'altezza di 3.800 metri, con una sommita' che sta a 400 metri sotto la superficie dell'acqua. La possibilita' dello sfruttamento del vulcano per creare energia geotermica nasce dall'idea del professor Patrizio Signanini dell'Universita' 'Gabriele D'Annunzio' di Chieti, che ha trovato nella Eurobuilding un partner industriale interessato a svilupparla. Il 'Marsili Project', afferma Paltrinieri, ''e' il primo esempio al mondo di valorizzazione di energia geotermica sottomarina. L'obiettivo e' produrre energia elettrica sfruttando il campo geotermico formato dal piu' grande vulcano d'Europa. Quest'area, infatti, e' una delle zone piu' ricche di giacimenti di fluidi geotermici al mondo. I numerosi vulcani presenti nel Tirreno meridionale, al largo delle coste siciliane, calabresi e campane, sono enormi sorgenti di calore''. Conseguenze sismiche - Si tratta  in questo caso di terremoti con ipocentro superficiale. Il bollettino dell’Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia parla chiaro: «Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.4 è avvenuto alle ore 05:59:18 italiane del giorno 16/Giu/2013 (03:59:18 16/Giu/2013 - UTC). Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Tirreno_meridionale_B. Coordinate : 38.761°N, 14.285°E Profondità: 28.2 km. Distretto sismico Tirreno_meridionale_B». E ancora: «Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.1 è avvenuto alle ore 22:31:30 italiane del giorno 15/Giu/2013 (20:31:30 15/Giu/2013 - UTC). Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Madonie. Coordinate:  37.872°N, 14.248°E. Profondità:  5.9 km Distretto sismico: Madonie. Comuni entro i 10 Km: GANGI (PA), GERACI SICULO (PA), SAN MAURO CASTELVERDE (PA), CASTEL DI LUCIO (ME). Comuni tra 10 e 20 km: BOMPIETRO (PA), CASTELBUONO (PA), PETRALIA SOPRANA (PA), PETRALIA SOTTANA (PA), POLLINA (PA), MISTRETTA (ME), MOTTA D'AFFERMO (ME), PETTINEO (ME), REITANO (ME), SANTO STEFANO DI CAMASTRA (ME), TUSA (ME), NICOSIA (EN), SPERLINGA (EN)». 
I terremoti (naturali o artificiali) si possono fronteggiare soltanto con la prevenzione, attualmente però, pari allo zero. Prepariamoci al peggio nel Belpaese di carta velina.  Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/06/italia-del-sud-genocidio-da-terremoto.html
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Gela. Il cane a sei zampe e il bambino a sei dita

Gela. Il cane a sei zampe e il bambino a sei dita | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Neonati con sei dita alle mani o ai piedi. Alcuni venuti al mondo senza un orecchio, altri senza palato. Idrocefali con teche craniche di dimensioni abnormi. La drammatica testimonianza dei genitori che vivono sulla loro pelle la malformazione della figlia. Secondo dati non ufficiali, 40 bimbi malformati ogni mille nati. Sei volte più della media nazionale. Colpa del petrolchimico Eni? L`azienda non replica.


GELA (CL) -  Da quarantasette anni sono i bimbi a pagare le conseguenze più drammatiche nella totale indifferenza delle istituzioni che hanno favorito impunemente questa situazione di abominio. Neonati con sei dita alle mani o ai piedi. Alcuni venuti al mondo senza un orecchio, altri senza il palato. Idrocefali con teche craniche di dimensioni abnormi.

I numeri ufficiali attestano che a Gela le malformazioni sono sei volte superiori alla media nazionale. Numeri in costante aumento, finiti ancora una volta – e come sempre – sul tavolo della Procura che ha aperto la solita immancabile inchiesta, per far luce sulle cosiddette responsabilità. Sul banco degli imputati i veleni della raffineria Eni. Un incubo alla luce del sole che miete ogni giorno le figlie ed i figli di Gela: esseri indifesi che quotidianamente cadono sotto la scure degli agenti chimici che dal 1965 inquinano la città e gran parte della provincia di Caltanissetta. Attualmente sono una trentina i casi all’esame di un gruppo di periti. Trenta bambini con gravi malformazioni causate dalla contaminazione ambientale. Le loro famiglie, adesso, chiedono giustizia.

Si chiamano endocrine disruptors, distruttori endocrini. Sostanze artificiali prodotte da inquinanti come quelli emessi dalle raffinerie, in grado di intaccare i recettori ormonali, causando tumori, difetti alla nascita, disturbi dello sviluppo. Le falde di Gela ne sono imbottite. Nel 2003, il geologo Giuseppe Risotti e il chimico Luigi Turrito, incaricati allora dal sostituto procuratore Serafina Cannatà, consegnarono una relazione secondo cui nella falda sottostante lo stabilimento giacevano 44mila tonnellate di gasolio proveniente dalle perdite dei serbatoi.

In quello stesso anno a Gela, uno studio realizzato dal genetista Sebastiano Bianca, uno dei massimi esperti nel campo, e dall’epidemiologo del Cnr, Fabrizio Bianchi, riscontrò in città un’incidenza del quattro per cento di malformazioni sui neonati e più di 520 bambini affetti da patologie genetiche. Ipospadie all’apparato genitale, deformazioni cardiovascolari, malformazioni agli arti e all’apparato digerente. In questo reportage la drammatica testimonianza dei genitori che vivono sulla loro pelle la malformazione della propria figlia.

Nota redazionale. Come in tutte le realtà analoghe, la correlazione tra malattie e inquinamento ambientale non è definitivamente provato. E secondo alcuni, le malformazioni potrebbero avere una causa diversa dal petrolchimico. Resta il fatto che Eni non ha ritenuto di dover replicare a questa inchiesta. E che il petrolchimico continua ad avere molto consenso in città, come in passato. Quando gli operai dicevano «Meglio morire di cancro che di fame».


Iononmiarrendo's insight:

Fonte: http://www.terrelibere.org//gela-il-cane-a-sei-zampe-e-il-bambino-a-sei-dita

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Lo Stato dissangua le famiglie e spende 17,6 miliardi per le forze armate

Lo Stato dissangua le famiglie e spende 17,6 miliardi per le forze armate | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

In questi giorni la nostra gente è presa dai pagamenti  dell’Irpef e dell’Imu in un balletto di cifre, notizie, smentite, rinvii e promesse che danno la chiara misura del degrado morale e organizzativo dello Stato ladro e mafioso: un malavitoso che chiede il pizzo non costringe nessuno a fare strani calcoli. Lo chiede e basta indicando lui la cifra. Lo Stato è molto peggio del peggior malavitoso.

Ai cittadini viene richiesta ogni sorta di sacrificio che dissangua le casse famigliari e danneggia ulteriormente l’economia. Si aumentano le tasse ma non si diminuiscono le spese. Non si toccano soprattutto i grandi buchi: l’apparato statale, l’immigrazione, la corruzione, la politica, il Mezzogiorno e – ultimo ma non ultimo – il parafernale militare.

A cosa servono alla Repubblica italiana forze armate che quest’anno costano al contribuente la bellezza di 17,64 miliardi di Euro? A cosa serve mantenere 177.300 militari (poliziotti vari esclusi) che costano 9,68 miliardi di Euro: 54.597 Euro ciascuno?  A cosa serve avere più generali in proporzione di qualsiasi altro esercito del mondo?

Dalla sua eroica nascita risorgimentale, lo Stato italiano  ha utilizzato le forze armate per guerre di aggressione e per compiti di repressione interna. In 150 anni l’Italia non è mai stata aggredita una sola volta ma ha dichiarato guerra a tutti quelli che aveva a tiro (caso unico nella storia universale, si è trovata in guerra col mondo intero dal 1943 al 1945), ha occupato case altrui e massacrato gente che non aveva colpe né responsabilità. In  tutte queste gloriose avventure non ha neppure brillato per capacità, eroismo o efficacia: da Custoza ad Adua, da Caporetto all’8 settembre è tutto un florilegio di guerresche e maschie virtù. Ma il meglio di sé il braccio armato dello Stato lo ha sicuramente dato nel reprimere moti di piazza, nel cannoneggiare folle inermi, nel massacrare insorti meridionali e non solo, nella reprimere l’indipendentismo siciliano e  nel maramaldeggiare in Sud Tirolo in tempi neppure tanto lontani. Il contribuente mantiene 177.300 baldi guerrieri che vegliano sulla sicurezza nazionale: chiunque abbia conosciuto e subìto – quando c’era – la leva obbligatoria, ha una chiarissima visione dell’efficienza  e della straordinaria professionalità  del personale di carriera, in larghissima parte sottratto alla  disoccupazione meridionale.

Oggi ci viene detto che il programma prevede l’acquisto nel tempo di 90 caccia Eurofighter Typhoon, 10 fregate classe Fremm, 90 cacciabombardieri JSF F 35, 4 sommergibili U 212, due aerei radar Gulfstream 550 Jamms, 249 blindati Freccia, 16 elicotteri CH-47F Chinook, 116 elicotteri da trasporto NH-90, 10 elicotteri AW-139, 479 blindati Lince, due fregate classe Orizzonte e una montagna di armi, munizioni, radar, droni, missili,  gadgets e midgets vari. Naturalmente c’è da fare la manutenzione a tutto l’ambaradan esistente, fra cui una portaerei di cui – come ha più volte scritto e documentato Lombardi Cerri – proprio non si capisce l’utilità, anche alla luce di un articolo della Costituzione che ripudia la guerra come strumento di offesa.

Ma a cosa serve tutta questa costosa paccottiglia? Chi si deve assalire?

Le missioni di pace (si fa molto per dire) all’estero costano un miliardino.

Hanno anche raccontato di avere contribuito a fare economia: quest’anno la parata del 2 giugno è costata “solo” due milioni di Euro contro i 2,6 dello scorso anno. In particolare sembra che non si siano esibite le frecce tricolori con grande malinconia del Quirinale.

Ma a parte questo risparmietto, l’Italia  continua a spendere una montagna di quattrini per mostrare i muscoli  verso l’esterno (ma a chi?), ma soprattutto ai suoi stessi cittadini. Il messaggio è piuttosto chiaro: nessuno pensi di riprendersi il maltolto perché  il malloppo rapinato ai cittadini padani è sorvegliato da una ben equipaggiata e ben pagata guarnigione di armigeri, tutti molto italiani.


Iononmiarrendo's insight:

Fonte: http://www.lindipendenza.com/lo-stato-dissangua-le-famiglie-e-spende-176-miliardi-per-le-forze-armate/

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Aiuti Ue, così i soldi finiscono nelle tasche degli investitori privati

Aiuti Ue, così i soldi finiscono nelle tasche degli investitori privati | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Gran parte dei soldi stanziati per gli aiuti ai paesi deficitari della periferia sono finiti nelle tasche diinvestitori privati. L’ultimo scandaloso esempio di questa pratica sono i 10 miliardi che l’Europa Unita ha concesso a Cipro, dopo aver costretto il governo a tassare pesantemente idepositi bancari oltre i 100 mila euro. Dei primi 2 miliardi arrivati da Bruxelles 1,4 servirà per ripagare obbligazioni che scadono il 3 giugno, gran parte delle quali sono state acquistate sul mercato secondario da alcuni hedge fund a prezzi stracciati – a meno del valore nominale -, tra febbraio e marzo, proprio nel bel mezzo della crisi del debito sovrano di Cipro. Grazie agli aiuti concessi, a questi investitori verrà restituito l’equivalente del valore nominale delle obbligazioni. Un gran bel guadagno in appena due mesi!

Da un anno il mercato dei capitali è cambiato radicalmente: ormai ogni volta che c’è una crisi tutti si precipitano a sottoscrivere i debiti sovrani tossici di Eurolandia perché la soluzione è sempre la stessa: gli aiuti vengono concessi per onorare i debiti e chi ne fa le spese sono i contribuenti. Per chi ha contante si tratta di vere e proprie occasioni finanziarie. 

Nel 2012 chi ha acquistato il debito greco sul mercato secondario ha guadagnato il 75 per cento, mentre chi ha parcheggiato i soldi in quello tedesco non ha guadagnato nulla. E’ bastata questa comparazione alla fine dello scorso dicembre per rilanciare il debito della periferia. Da maggio del 2012, infatti, la Grecia ha ricevuto dalla Troika 174 miliardi di euro con i quali ha pagato in toto i creditori privati. E’ ormai chiaro che la strategia è evitare l’implosione di uno dei paesi della periferia acquietando i mercati finanziari. Ed infatti gli aiuti vengono stanziati principalmente per ripagare il debito nelle mani degli operatori privati e solo se avanza qualcosa ci si adopera per sostenere l’economia reale, ad esempio per pagare stipendi e pensioni.

Questa logica rientra nella politica d’austerità che potremmo definire ‘suicida’, dove il settore finanziario ha priorità su quello produttivo, una logica che ha creato squilibri profondi nel sistema economico europeo. Lo scollamento tra indicatori economici e finanziari ne è la conseguenza diretta: con una contrazione del Pil pari al 25 per cento negli ultimi tre anni, un tasso di disoccupazione giovanile da dopoguerra, 64 per cento, e con prospettive di crescita negativa per almeno altri due anni, la Grecia oggi può indebitarsi a tassi molto più bassi (circa il 7 per cento) di tre anni fa, quando l’economia era più solida.

La facilità con cui i paesi deficitari della periferia oggi possono indebitarsi sul mercato dei capitali privati è dunque legata alla condizione di priorità che questi hanno rispetto ai bisogno dell’economia reale. La domanda da porsi è fino a quando questa situazione potrà perdurare, dal momento che il fiume di denaro incanalato verso hedge funds ed investitori privati, detentori del debito della periferia, non produce alcuna ricchezza ma, da una parte, trasferisce il debito dal settore privato a quello pubblico e dall’altra è fonte di ricchezza per il primo.

L’altra domanda chiave è perché i cittadini di Eurolandia non si ribellano? In fondo il settore finanziario ha ottenuto un trattamento speciale soltanto minacciando nel 2010 di tagliare i fondi ai governi.

Iononmiarrendo's insight:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/01/aiuti-ue-cosi-soldi-finiscono-nelle-tasche-degli-investitori-privati/613175/

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LA VIA EUROPEA AL TOTALITARISMO NATURALE

I popoli dell’Occidente stanno accettando pacificamente e senza pubblico dibattito la soppressione graduale dei principi ritenuti fondamentali per il diritto e la legittimità, come fino a pochi anni fa erano intesi.

Se, negli anni ’80, avessimo proposto di trasferire le leve macroeconomiche monetarie a una banca internazionale totalmente autonoma e irresponsabile, saremmo stati presi per matti; e se avessimo proposto una forza militare internazionale per reprimere le proteste sociali dovute a una grave depressione economica, saremmo stati isolati e accusati di nazismo.

La finanziarizzazione dell’economia ha sottoposto alla guida di interessi speculativi di cerchie ristrette la produzione di beni e servizi per la collettività, la distribuzione delle risorse, la facoltà di concentrare i redditi, regolare moneta e credito, demolire lo stato sociale e redistributivo, far competere i lavoratori dei paesi avanzati con quelli pagati un ventesimo e senza diritti sindacali.

La finanziarizzazione della politica ha trasferito le leve dell’economia politica e del fisco nelle mani delle medesime cerchie, relegando parlamenti, partiti e governi a ruoli esecutivi di piani superiori, di teatrino politico e di capri espiatori per le conseguenze di decisioni prese a porte chiuse da soggetti insindacabili.

Addirittura, il grosso della legislazione dei parlamenti nazionali è ora attività di recepimento di normative europee, peraltro valide ed applicabili anche senza tale recepimento. Le riforme per la crescita e la virtuosità di bilancio hanno fruttato enormi debiti pubblici e la più grande e durevole recessione dell’era moderna – per non parlare dell’impennata della sperequazione sociale. La pretesa integrazione europea ha divaricato enormemente i paesi europei, sia in termini di potere degli uni sugli altri, sia in termini di disparità economiche, finanziarie e di livelli occupazionali, sia in termini di risorgenti avversioni etniche, che hanno reso impossibile unificare i popoli d’Europa, sicchè insistere su questo tasto è divenuto assurdo. Il liberalismo è stato usato per condurre un percorso di riforme volto a eliminare proprio i diritti liberali e a instaurare un’autocrazia hegeliana con tasse sempre più alte, e libera da pretese metafisiche, rispondente solo al capitalismo finanziario assoluto. Insomma, a posteriori si scopre che tutto è controproducente e tutto, orwellianamente, significava il contrario.

Gli organismi dominanti ufficiali entro l’Unione Europea – non parliamo di quelli non dichiarati – sono stati dotati di caratteri molto precisi e contrari a tutti i principi che davamo per acquisiti definitivamente: il Consiglio dei Ministri, la Commissione, la BCE, il MES non sono eletti, non sono responsabili di ciò che fanno, non rivelano i verbali dei processi decisionali dei loro vertici, non sono controllabili da parlamenti né da giudici, possono esercitare grande violenza sociale, e l’ultimo di essi ha praticamente il potere di confiscare le risorse dei paesi ad esso aderenti, di attaccare il risparmio di color che erano cittadini, senza poter esser chiamato a render conto. I suoi dirigenti più importanti sono addirittura anonimi.

Nei fatti, esso ha preso e imposto e continua a imporre ai popoli, dall’alto, senza possibilità di interferenza, decisioni estremamente pesanti e fondamentali. Inoltre si è dotato di un corpo militare per piegare ogni resistenza dal basso: l’Eurogendfor, che condivide il carattere della sostanziale irresponsabilità.

Questo ordinamento del potere è stato così costruito mediante trattati e voti parlamentari senza resistenze e senza mobilitazioni da parte dei partiti popolari, dei sindacalisti, degli intellettuali, dei giuristi – con rare eccezioni solitamente bollate come populismi. E’ stata una rivoluzione senza precedenti nella storia del rapporto tra popolo e potere, nella condizione dell’uomo rispetto allo Stato o al Sovra-stato. Era la cosa più importante che stava avvenendo, doveva dominare il dibattito. Invece i principi fondamentali della civiltà giuridica sono stati dissolti come se niente fosse: i principi della democrazia, della elettività, della responsabilità per le proprie azioni, della controllabilità, dell’eguaglianza, della ricorribilità a un giudice indipendente – persino il principio del diritto scritto è abolito dal superiore diritto dei predetti organismi di decidere per i popoli senza verbalizzare i loro dibattiti e senza motivare le decisioni. Non lo credete? Andate a leggere i loro statuti.

Siamo di fronte a un cambiamento costituzionale pari per profondità a quelli con cui si instaurarono i grandi totalitarismi del secolo scorso. La tecnica è introdurre nuove norme oggi, che entreranno in vigore più avanti, a scadenza o in caso di emergenza, e solo allora colpiranno la gente, solo allora i mass media ne parleranno, solo allora ci si accorgerà che ci sono e che cosa comportano, solo allora si obietterà che sono illogiche, ingiuste, controproducenti, e la gente protesterà, e le si dirà: “sono regole, regole europee, vanno rispettate, è l’Europa che le ha volute”. E’ troppo tardi, ormai. Così è avvenuto con l’Euro e i suoi prevedibili e preveduti effetti. Così sta avvenendo con il bail-in, di cui ho parlato nell’articolo “Direttiva bail-in”, del 29.05.13. Uno strumento con cui si va a prendere direttamente il risparmio. Perché prima hanno svuotato con le frodi le banche e le grandi società e le hanno svendute; poi, col pretesto di colmare i buchi scavati con quelle frodi, hanno svuotato le casse pubbliche; poscia, col pretesto di risanare le casse pubbliche, hanno spremuto i redditi con le tasse; e ora non resta loro che saccheggiare il risparmio degli ex-cittadini tassando i patrimoni e le rendite non grandi (quelli grandi sono riparati off shore, fuori dalla portata del fisco) col pretesto di alleggerire la pressione fiscale sul lavoro. Inoltre, per saccheggiare il risparmio, decidono, a porte chiuse, di adottare il bail-in, e passano la velina ai parlamenti per l’esecuzione, e i parlamenti ottemperano, e i mass media tacciono, anche se è la cosa più importante che stia avvenendo in questi giorni, la cosa che può cambiare di più le altre cose.

La Rivoluzione francese, in era moderna, aveva portato la politica e i suoi processi decisionali nel dibattito pubblico aperto e aveva fissato ulteriori principi, come eguaglianza e libertà civili. Ora tutto quel lavoro viene disfatto usando come copertura l’ideale della unificazione europeista e la necessità di fronteggiare emergenze finanziarie create ad arte, e poi le emergenze sociali. I dibattiti che contano si fanno dietro porte chiuse. E persino ora che ciò è evidente e si può dire tranquillamente, persino ora che è chiaro che la priorità è sottrarsi immediatamente ai meccanismi della BCE, del MES, dell’Eurogendfor, della UE per salvare essenzialmente il diritto stesso e le libertà fondamentali – persino ora, non vi è dibattito su questo, la dialettica politica non affronta questo tema, si occupa di altro (Berlusconi eleggibile o ineleggibile, alleanza Pd-Pdl sì o no, nozze gay sì o no, semipresidenzialismo sì o no), la gente si adatta passivamente, non si accorge… in fondo, ciò che essa vuole è ricevere rassicurazioni e promesse dopo le minacce e gli spaventi, per quanto risibili e puerili di fronte alla tragicità della situazione… rassicurazioni e promesse, in sostanza, che il suo tenor di vita in parte almeno continui o si possa recuperare… non si leva a difendere i diritti politici, costituzionali… non ha imparato nulla dalle esperienze dei totalitarismi … è pronta a ricascarci… lo è sempre stata… ora come allora la porti dove vuoi… la plasmi come argilla sul disco del vasaio, basta farla girare, è infinitamente adattabile…

Ma tutto ciò semplicemente dimostra che la società degli uomini, nei suoi comportamenti e capacità reali, è una cosa molto, molto diversa, molto meno consapevole, intelligente, razionale di come la presuppongono quei principi perduti, di ciò che il “popolo” dovrebbe essere per capire quei principi, per attuarli, per accorgersi di quando vengono soppressi, per difenderli. Le conoscenze e la consapevolezz<a e l’intelligenza dei singoli non si trasferisce all’insieme dei singoli, alla collettività, che agisce sempre in modo ottuso, strumentalizzabile e inefficace rispetto agli interessi collettivi.

E allora… ciò che avviene nei nostri tempi è l’adeguamento della struttura di potere e sfruttamento alla realtà degli uomini, di ciò che la società è. Non è lo smantellamento della civiltà e del diritto, ma è il naturale ritorno a ordinamenti totalitari nell”inevitabile tramonto di una finzione a cui ci eravamo molto affezionati. Anche intellettualmente.

Iononmiarrendo's insight:

http://marcodellaluna.info/sito/2013/06/01/la-via-europea-al-totalitarismo-naturale/

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LA DECRESCITA NON CI VERRA' MAI IMPOSTA DALL'ALTO

LA DECRESCITA NON CI VERRA' MAI IMPOSTA DALL'ALTO | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Secondo Serge Latouche [1], “decrescita non è il termine simmetrico di crescita, ma uno slogan politico con implicazioni teoriche”, “è una parola d’ordine che significa abbandonare radicalmente l’obiettivo della crescita per la crescita, un obiettivo il cui motore non è altro che la ricerca del profitto da parte dei detentori del capitale e le cui conseguenze sono disastrose per l’ambiente”.



Secondo Maurizio Pallante, “la decrescita è invece la riduzione volontaria della produzione di alcuni tipi di merci che si ritengono inutili o dannose, come chi decide di dimagrire per stare meglio e riduce volontariamente l’assunzione di alcuni cibi che ritiene controproducenti o nocivi per la sua salute” [2], dove “tra decrescita e recessione c’è un rapporto analogo a quello che intercorre tra chi mangia meno di quanto desidera perché vuol dimagrire e chi è costretto a farlo perché non riesce a procurarsi il cibo” [3].

Tra le due definizioni, pur concettualmente simili, ritengo che vi sia comunque una differenza, data dal grado di intensità con cui si dovrebbe attuare la decrescita, con la posizione di Latouche che è più netta e marginale (si tratta di “abbandonare radicalmente l’obiettivo della crescita per la crescita”), mentre quella di Pallante sembra contemplare un qualche compromesso con il Sistema (“riduzione volontaria della produzione di alcuni tipi di merci”). La decrescita che ha in mente Pallante potrebbe forse andar bene per i paesi che già sono sviluppati, ovvero dove la sfera economica ha raggiunto l’apice del proprio vigore e la popolazione è stata completamente anestetizzata dall’economia, almeno in una prima fase.

La prima fase di transizione potrebbe avvenire d’accordo con il potere politico e le istituzioni internazionali, per cercare di prendere misure volte a ridurre l’impatto ambientale senza che si arrivi a sacrifici e privazioni troppo radicali e quindi difficilmente accettabili da parte della popolazione. La ricetta che ci fornisce Pallante è quella “dello sviluppo di innovazioni tecnologiche finalizzate a ridurre progressivamente il consumo di risorse, l’inquinamento ambientale e la produzione di rifiuti a parità di produzione; della diffusione di stili di vita fondati sulla ricerca del benessere e non del tanto avere” [4], nella sostanza si tratta di migliorare l’efficienza energetica, evitare gli sprechi, ridurre il numero di rifiuti, far durare più a lungo i beni che si producono (sia migliorandone la qualità, che sensibilizzando gli acquirenti a utilizzarli finché sono funzionali), preferire l’uso dei mezzi pubblici e della bicicletta all’auto privata e via dicendo.

Occorre però tenere a mente che si tratterebbe comunque di una breve fase di transizione, utile per rovesciare i valori delle masse. Perché tutte queste misure manterrebbero comunque lo status quo (ovvero quei valori economici responsabili della tragedia della modernità) in uno scenario che nella sostanza rimarrebbe inalterato – è quella green economy che i fautori del progresso tengono in serbo come ultima e disperata carta da giocare prima del definitivo collasso.

Personalmente credo che una decrescita pilotata dall’alto sia praticamente irrealizzabile in questo contesto perché tutto, dalle scelte politiche dei seppur democraticamente eletti governi (ma di fatto al servizio delle varie lobby economiche), passando alle ultime conquiste tecnologiche (negli USA la quota preponderante della ricerca scientifica avviene nei laboratori di aziende private ed è quindi funzionale alle trimestrali che determinano i bonus dei manager e i dividendi degli azionisti) e quindi alle scelte di vita dei singoli individui (comandate ad arte da pubblicità e media posseduti dagli stessi gruppi economici che controllano ricerca e politica), sembra essere programmato per perpetuare quei valori economici necessari ad autoalimentare la società in cui viviamo.

L’unica forma di decrescita possibile è quella individuale (o legata a una piccola comunità).

 
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Guerra tra poveri

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Ho letto fiumi di parole dopo il post di Grillo, ma nessuno che abbia detto le cose come stanno. “Democratizziamo” paesi a suon di bombe e rivoluzioni controllate con finanziamenti a terroristi o con la semplice corruzione. Piazziamo il dittatore o il “democratico” di turno a capo di un paese, preferibilmente ricco in risorse, il quale consente (anzi favorisce), spesso utilizzando la forza, lo scempio del paese in favore di banche e multinazionali.

E cosa possono fare questi poveri cristi, che NOI occidentali abbiamo ridotto in questo stato? Cercano semplicemente di sopravvivere. Rischiano la propria vita per arrivare in un paese che credono sia il Paradiso e una volta arrivati non solo scoprono che il paradiso tanto sperato non esiste, ma che non sono nemmeno accettati di buon grado dalla comunità.

Per risolvere il problema “a monte” basterebbe non depredare i loro paesi di quelle risorse che loro sono costretti a trovare altrove. Oppure c’è qualcuno che crede veramente che queste mamme, questi papà e questi bambini arrivino qui da noi perché vogliono andare a Eurodisney?

Però se non gli rubiamo più le risorse “so’ cazzi”, e sì, perché senza di quelle diventerebbe impossibile mantenere lo standard di vita che abbiamo oggi. Sempre che si possa chiamare vita quella che ci porta a dover lavorare 8 ore al giorno (se hai la fortuna di avercelo, un lavoro) per sopravvivere e per arricchire sempre le stesse banche che finanziano le “democratizzazioni” selvagge e che ci hanno rubato la sovranità monetaria.

Stanno giocando con noi, non ve ne rendete conto? Questi qua riducono alcuni popoli alla fame. Per sopravvivere gli abitanti scappano e vengono da noi, che già siamo a novanta gradi e incazzati, visto che ci stanno spremendo come limoni per ripagare il debito pubblico che altro non è che una truffa. Intanto i nostri rappresentanti, che sono solo pedine del vero potere, alimentano la confusione focalizzando il dibattito sugli effetti e non sulla causa, supportati, in questa operazione, dai canali di informazione ufficiali che giocano nella loro stessa squadra.

Questa è una guerra tra poveri, una guerra fratricida generata e alimentata da un ammasso criminale di banchieri, miliardari, massoni, sionisti cazzi e mazzi.

Allora signori miei, per dirla alla Silvano Agosti, o ci svegliamo o facciamo finta di dormire ma sapendo che siamo tutti morti.

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La bufala degli orti domestici illegali per decisione dell'Ue

La bufala degli orti domestici illegali per decisione dell'Ue | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

La madre delle bufale è sempre incinta e in questi giorni smitraglia il web con allarmati parti plurigemellari: l’Unione Europea si appresterebbe a vietare – nientemeno! – gli orti domestici e a mettere fuori legge le varietà tradizionali di colture; scambiare i semi o conservarli dal raccolto per la prossima semina diventerebbero atti criminali.

Non è vero. Non bolle nulla del genere nelle pentole dell’Ue. Ecco in realtà come stanno le cose.

L’Unione Europea sta mettendo a punto nuove norme per il commercio dei semi, o meglio del materiale riproduttivo vegetale: ecco l’intero dossier (via Ecowiki) ed ecco la sintesi che ne fa Vogliaditerra: il Contadino, oltre ad essere saggio, è sempre ben informato ma, essendo forestiero, ha un suo modo particolare di usare l’italiano

Questa legge ovviamente rimpiazzerà e unificherà qualcosa come dodice normative già esistenti: l’idea che non puoi vendere su grande scala seme non certificata su germinabilità e purezza non è mica nata oggi. Ovviamente favorisce i grandi che hanno i mezzi per farlo, ma se tu passi i tuoi semi di pomodoro a un altro amico non siete fuorilegge e puoi anche venderlo su piccola scala

Il testo completo della proposta di regolamento è qui in versione italiana. Per chi non avesse tempo e voglia di leggersi tutto, riprendo i punti salienti delle FAQ (disponibili solo in inglese) su registrazionedelle sementi e piccoli produttori, attingendo anche dalla traduzione offerta dal già citato Ecowiki.

I giardinieri e i contadini che usano semi e piante per il proprio consumo non sottostanno a queste regole. La proposta offre la scelta ai contadini tra usare semi certificati o non certificati (standard). La scelta dipende dalle necessità e dalle preferenze di ogni coltivatore. I semi certificati offrono migliori garanzie di qualità mentre quelli standard di solito hanno prezzo più bassi.

Lo scambio di semi o altro materiale per la riproduzione delle piante tra non professionisti resta al difuori degli scopi della legge. Ciò che viene venduto da non professionisti o da micro imprese per mercati di nicchia è esente dall’obbligo di registrazione. Le imprese con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro possono vendere le loro varietà di piante di nicchia senza obbligo di registrazione.

 
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Come i media e i partiti hanno sostituito la percezione della realtà alla realtà oggettiva. | Liberi Pensieri

Come i media e i partiti hanno sostituito la percezione della realtà alla realtà oggettiva. | Liberi Pensieri | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Sul Senso della Politica, la Politica del Senso e l’informazione mediatica in Italia.

Guardando le notizie della cronaca quotidiana spicciola c’è davvero da rabbrividire. In Usa, un dodicenne confessa alla polizia di aver ucciso a coltellate la sorellina di 6 anni. In compenso, a New Orleans, dal tetto di un edificio, due giovani ventenni sparano sulla folla che celebrava la festa della mamma e spedisce all’ospedale 14 persone, di cui quattro  molto gravi in fin di vita. Non è che in Italia vada meglio, se è per questo. A Milano un uomo prende a picconate i passanti, ne uccide uno e ne ferisce gravemente altri tre. Interrogato dalla polizia, appare infastidito dalle domande, sostenendo che essere disoccupato e senza casa lo autorizzava a compiere tale gesto. In Sicilia, su un treno, un passeggero, a un certo punto si è alzato in piedi, ha cominciato a urlare, ha estratto dalla sua borsa uno strumento di lavoro e ha cominciato a prendere a martellate gli altri viaggiatori nello scompartimento. Questa mattina, a Salerno, una giovane ventenne è stata ricoverata all’ospedale dove le è stata estratta la milza, spappolata dai calci del suo fidanzato che ha candidamente confessato “non voleva stare zitta”. E così via dicendo. L’elenco potrebbe proseguire a lungo, e sarebbe fin troppo facile sostenere con tristezza che “il mondo sta ormai impazzendo”. Non credo che sia così.

Non ho idea come fosse quarant’anni fa. O meglio, anagraficamente potrei saperlo, dato che c’ero, ero già maggiorenne e seguivo ciò che accadeva. Ma abitavo a Roma, e nessuno sapeva ciò che accadeva a Vicenza, a Cefalù, a Pisa, Macerata, Asti o Lignano Sabbiedoro. A meno che non fosse lì sul posto o seguisse la specifica cronaca locale dei quotidiani del posto. Se non fosse stato per Peter Jennings, i coraggiosi giornalisti di CBS e Oriana Fallaci, nessuno avrebbe mai neppure saputo che i marines americani, nel 1964, avevano compiuto un efferato massacro di contadini innocenti nel villaggio di My Lai, nel Vietnam. Forse, è accaduto in tanti altri posti, sia nel Vietnam che nel resto del mondo, ma non lo abbiamo mai saputo e non lo sapremo mai. Oggi, è diverso. Perché se accade qualcosa, basta che un passante sia informato sugli avvenimenti e dopo qualche minuto l’evento viene rubricato sui cinque continenti grazie a twitter, facebook e le immagini scattate dal proprio cellulare. Se io vi chiedessi qual è stato il più terribile terremoto negli ultimi cinque anni, è molto probabile che la stragrande maggioranza non sarebbe in grado di fornire la risposta giusta: è avvenuto nel 2008, in Birmania, dove ha causato 180.000 morti. Ma allora non esistevano gli attuali sistemi di comunicazione di massa, e l’evento non ottenne alcuna implicazione, tantomeno una diffusione. Le agenzie di stampa batterono la notizia che sfuggì all’attenzione e alla curiosità. Anche perché la Birmania non era Parigi, New York o Londra. Noi, oggi, protestiamo giustamente contro la violenza sulle donne perché la statistica ci informa che soltanto nel 2012 sono state assassinate in maniera violenta 125 donne e scopriamo che esiste una parte del mondo maschile popolata da animali brutali, bastardi, primitivi. Questo fatto ci provoca una reazione di sconcerto, rabbia, avvilimento e protesta, e pensiamo che si stia propagando una diffusione di brutalità maschile. Mia zia commenta con senile tristezza “ai miei tempi non era così”. Si sbaglia di grosso. Era peggio, molto ma molto peggio. Solo che nessuno lo sapeva. Dopo una attenta e lunga ricerca, insieme ad altri curiosi, abbiamo appurato che soltanto nella regione Veneto, nell’anno 1963 –cioè 50 anni fa- vennero assassinate ben 243 donne e alcune ricerche statistiche ci informano che 50 anni fa il numero delle donne assassinate in Italia era superiore del 460% a quello oggi ufficialmente archiviato. Nello stesso anno, soltanto nella cinta di Roma, vennero assassinate ben 192 prostitute. Basterebbe andarsi a leggere, in archivio, tutta la cronaca locale delle decine di migliaia di pubblicazioni di ogni singolo paesetto della repubblica per venire a scoprire che il mondo non è cambiato affatto, anzi. E’ molto più pacifico e civile.

E’ cambiata la percezione degli eventi.

Sono cambiate le reazioni.

Ma soprattutto è cambiata la velocità delle informazioni.

Oggi chiunque può sapere ciò che accade, basta che lo voglia.

Perché ciò che conta è “la reattività”.

Negli ultimi 26 mesi, nella Repubblica di Siria sono state uccise 81.500 persone come conseguenza della guerra civile. Soltanto negli ultimi otto mesi, sono stati barbaramente assassinati circa 2500 palestinesi nei campi profughi in territorio siriano, di cui 650 bambini innocenti, nella più totale indifferenza dell’Europa, soprattutto degli italiani. Ma se domani c’è uno scambio di pistolettate tra poliziotti israeliani e palestinesi a Gaza, compaiono subito migliaia di pagine su facebook e la gente marcia per le strade manifestando solidarietà per i palestinesi. La stessa identica etnia, lo stesso popolo, la stessa condizione di profughi, disagiati, poveri, imprigionati, non conta nulla perché stanno in Siria. Poiché l’Italia è coinvolta nel conflitto siriano a livello statale, essendo parte in causa attraverso la vendita di materiale bellico ad alta precisione e poichè i responsabili delle infrastrutture di sicurezza, intelligence e controllo siriano sono stati affidati ad aziende italiane, bisogna far “percepire” ai cittadini italiani che quell’evento è lontano da noi, non ci riguarda, e quindi non è necessario avere alcuna reazione. Nel solo 2012, nel continente africano, sono state barbaramente assassinate circa 100.000 persone, colpevoli soltanto del fatto di essere cattoliche. In Africa è in corso una vera ecatombe di cattolici innocenti, di gran lunga superiore alla quantità di martiri cristiani dei primi cinque secoli dell’era iniziata 2013 anni fa. Il tutto nella generale e totale indifferenza. Ma se domani, a Clermont Ferrand, a Gubbio o a Stoccarda tre cattolici vengono uccisi perché sono cattolici, la gente s’infiamma dallo sdegno, il papa ne parla alla tivvù e si riunisce il consiglio d’Europa in seduta d’emergenza. Forse si arriva anche all’Onu.

Perché cambia la percezione, quindi, cambia la modalità di introiettare l’informazione.

Le notizie non valgono nulla.

Non hanno alcun Senso. Nessun Valore. Nessun impatto. Niente.

Ciò che davvero conta, è la modalità di diffusione, e di amplificazione dei dati reali.

Il disagio socio-psicologico che tutti noi proviamo può essere intaccato, superato, abbattuto, se si lavora per restituire il Senso all’oggettività, abbattendo la “relatività legata all’uso e alla manipolazione ideologica del dato stesso”. Ritrovare il “Senso della Politica” vuol dire capire, comprendere, far propria, l’idea che esistono parametri di civiltà, di equità, di sorveglianza civica, di attenzione della cittadinanza, che vanno applicati e seguitidovunque e comunque, perché appartengono alla sfera della “informazione” (che dovrebbe essere oggettiva) avulsa da una nostra idea pre-concetta, priva di proiezioni emotive, senza alcuna faziosità, senza pregiudizi, senza manipolazioni.

Tutto ciò per invitare i lettori a riflettere e costruirsi una propria idea personale, nata dalla libertà del proprio ragionamento, su ciò che sta accadendo oggi in Italia nella vita politica.

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Con la crisi il 99% ha scoperto di essere povero

Con la crisi il 99% ha scoperto di essere povero | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

La disuguaglianza di reddito sta entrando nel dibattito pubblico a livello mondiale. Da il famoso slogan di Occupy Wall Street su 99% dei cittadini in opposizione all’1% dei più ricchi, all’allarme lanciato da Mario Draghi. Il presidente della Bce, durante la sua lectio magistralis del 6 maggio all’Università Luiss ha detto: «Da quasi vent’anni è in atto una tendenza alla concentrazione dei redditi delle famiglie che penalizza i più deboli». Draghi ha sottolineato che una più equa partecipazione alla ricchezza nazionale aumenta la coesione sociale e, incentivando comportamenti economici individuali, conduce «al successo economico».

Per far fronte al tema della disuguaglianza di reddito, sono stati pensati e approvati diversi provvedimenti. In Francia il presidente François Hollande ha voluto approvare una legge che portasse al 75 per cento l’aliquota sui redditi superiori a un milione di euro.Quello che era uno dei capisaldi dell’azione del suo governo socialista è stato annullato dalla Corte Costituzionale in quanto non si sarebbe applicata a tutto il nucleo familiare, come le altre tasse, ma ai singoli redditi. In Spagna e in Portogallo, i programmi di austerità prevedono alcuni misure volte ad aumentare la pressione fiscale per i più abbienti. Anche negli Stati Uniti, durante le elezioni presidenziali, si è molto discusso se aumentare le tasse per i redditi più alti. Non solo: nei paesi in via di sviluppo, come India e Cina, sono state poste serie critiche ai governi per non aver fatto abbastanza per ridurre la disuguaglianza sociale.

Sebbene la disuguaglianza sia comparsa nelle agende politiche solo negli ultimi anni, la disparità di reddito all’interno di molti paesi è in fortissima crescita dagli anni Ottanta. Il grafico mostra la variazione della disuguaglianza tra il 1980 e il 2010, il numero di miliardari e la dimensione del loro patrimonio, espressa come percentuale del Pil del paese. La disuguaglianza è aumentata in molti paesi tra cui Regno Unito, Canada, Cina, India e persino l’egalitaria Svezia.



Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/percezione-disuguaglianza#ixzz2SuuFn2ak

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Acque di falda, tutti liberi di inquinare per decreto

Acque di falda, tutti liberi di inquinare per decreto | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Inquinare le falde acquifere si può e senza pagare le bonifiche. L’amara sorpresa era annidata nel Decreto del Fare e riscontrata dal WWF Abruzzo e poi rilanciata dai Movimenti per l’acqua che prontamente hanno diffuso un comunicato stampa in cui si denuncia che la qualità delle acque di falda viene messa a rischio per cui chi inquina non paga. Il Decreto del Fare è ora on Parlamento per essere poi convertito in Legge e prevede:

Nei casi in cui le acque di falda determinano una situazione di rischio sanitario, oltre all’eliminazione della fonte di contaminazione ove possibile ed economicamente sostenibile, devono essere adottate misure di attenuazione della diffusione della contaminazione.

Ma come rileva lo stesso WWF Abruzzo il Decreto va ben oltre e nell’art.41 anche se vi è conclamato impatto sulla salute dei cittadini ma vi è anche insostenibilità economica si può lasciare tutto com’è; al massimo si tratteranno le acque inquinate e neanche senza andare troppo di fretta. Per gli agenti inquinanti, poi, è sufficiente ridurli o attenuarli :

Pertanto se si passa da valori 1000 volte superiori ai limiti a “solo” 500 volte le soglie, un’azienda potrebbe dire di aver rispettato il dettato del Decreto?

In sostanza il Governo Letta prevede l’azzeramento di bonifica delle falde acquifere poiché queste possono essere effettuate solo se convengono economicamente (e una bonifica non conviene mai) a chi ha inquinato anche se sussiste un rischio sanitario.

Ricorda il Coordinamento Romano Acqua pubblica che:

In Italia circa il 3% del territorio è gravemente inquinato e classificato nei Siti di Interesse Nazionale per le Bonifiche in cui gli interventi sono gestiti direttamente dal Ministero dell’Ambiente. In realtà oltre a queste situazioni estreme (da Priolo a Bussi, passando per Taranto, Brindisi, Brescia ecc.) si aggiungono una miriade di siti inquinati o potenzialmente inquinati sparsi su tutto il territorio nazionale la cui procedura di bonifica nella stragrande dei casi viene seguita dai comuni (si stimano in diverse migliaia, da discariche incontrollate a pozzi inquinati).

Già lo studio SENTIERI dell’Istituto Superiore di Sanità ha portato alla luce quanto l’inquinamento possa danneggiare la vita delle persone analizzando ben 37 siti inquinati.

L’appello del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua viene rivolto ora al ministro per l’Ambiente Andrea Orlando affinché sia rivista tutta la questione e l’appello viene esteso anche ai parlamentari:

Il Forum metterà in campo una serie di iniziative per contrastare quest’attacco all’accesso all’acqua potabile che l’ONU ha sancito essere un diritto umano, essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani.

I due articoli del Decreto anti bonifiche:

ARTICOLO 41.
(Disposizioni in materia ambientale).
1. L’articolo 243 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
« ART. 243. (Gestione delle acque sotterranee emunte) 1. Nei casi in cui le acque di falda contaminate determinano una situazione di rischio sanitario, oltre all’eliminazione della fonte di contaminazione ove possibile ed economicamente sostenibile, devono essere adottate misure di attenuazione della diffusione della contaminazione conformi alle finalità generali e agli obiettivi di tutela, conservazione e risparmio delle risorse idriche stabiliti dalla parte terza.
2. Gli interventi di conterminazione fisica o idraulica con emungimento e trattamento delle acque di falda contaminate sono ammessi solo nei casi in cui non è altrimenti possibile eliminare, prevenire o ridurre a livelli accettabili il rischio sanitario associato alla circolazione e alla diffusione delle stesse. Nel rispetto dei princìpi di risparmio idrico di cui al comma 1, in tali evenienze deve essere valutata la possibilità tecnica di utilizzazione delle acque emunte nei cicli produttivi in esercizio nel sito stesso o ai fini di cui al comma 6.
3. Ove non si proceda ai sensi dei commi 1 e 2, l’immissione di acque emunte in corpi idrici superficiali o in fognatura deve avvenire previo trattamento depurativo da effettuare presso un apposito impianto di trattamento delle acque di falda o presso gli impianti di trattamento delle acque reflue industriali esistenti e in esercizio in loco, che risultino tecnicamente idonei.
4. Le acque emunte convogliate tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il punto di prelievo di tali acque con il punto di immissione delle stesse, previo trattamento di depurazione, in corpo ricettore, sono assimilate alle acque reflue industriali che provengono da uno scarico e come tali soggette al regime di cui alla parte terza.
5. In deroga a quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 104, ai soli fini della bonifica delle acque sotterranee, è ammessa la reimmissione, previo trattamento, delle acque sotterranee nello stesso
acquifero da cui sono emunte. Il progetto previsto all’articolo 242 deve indicare la tipologia di trattamento, le caratteristiche quali-quantita tive delle acque reimmesse, le modalità di reimmissione e le misure di messa in sicurezza della porzione di acquifero interessato dal sistema di estrazione e reimmissione. Le acque emunte possono essere reimmesse, anche mediante reiterati cicli di emungimento e reim missione, nel medesimo acquifero ai soli fini della bonifica dello stesso, previo trattamento in un impianto idoneo che ne riduca in modo effettivo la contaminazione, e non devono contenere altre acque di scarico né altre sostanze.
6. In ogni caso le attività di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 devono garantire un’effettiva riduzione dei carichi inquinanti immessi nel l’ambiente; a tal fine i valori limite di emissione degli scarichi degli impianti di trattamento delle acque di falda contaminate emunte sono determinati in massa.».

ARTICOLO 9.
(Accelerazione nell’utilizzazione dei fondi strutturali europei).
2. Al fine di non incorrere nelle sanzioni previste dall’ordina mento dell’Unione europea per i casi di mancata attuazione dei programmi e dei progetti cofinanziati con fondi strutturali europei e di sottoutilizzazione dei relativi finanziamenti, relativamente alla programmazione 2007-2013, lo Stato, o la Regione, ove accertino ritardi ingiustificati nell’adozione di atti di competenza degli enti
territoriali, possono intervenire in via di sussidiarietà, sostituendosi all’ente inadempiente secondo quanto disposto dai commi 3 e 4 del presente articolo.
3. Le amministrazioni competenti all’utilizzazione dei diversi fondi strutturali, nei casi in cui riscontrino criticità nelle procedure di attuazione dei programmi, dei progetti e degli interventi di cui al comma 2, riguardanti la programmazione 2007-2013, convocano una Conferenza di servizi al fine di individuare le inadempienze e accertarne le eventuali cause, rimuovendo, ove possibile, gli ostacoli verificatisi.
4. Ove non sia stato possibile superare le eventuali inadempienze nel corso della Conferenza di servizi di cui al comma 3, le ammi nistrazioni, per la parte relativa alla propria competenza, comunicano all’ente territoriale inadempiente i motivi di ritardo nell’attuazione dei programmi, progetti e interventi di cui al comma 2 e indicano quali iniziative ed atti da adottare. In caso di ulteriore mancato adempi- mento, entro il termine di 30 giorni dalla comunicazione, l’amministrazione dello Stato, sentite le Regioni interessate, adotta le iniziative necessarie al superamento delle criticità riscontrate, eventualmente sostituendosi all’ente inadempiente attraverso la nomina di uno o più commissari ad acta.

Iononmiarrendo's insight:

L'articolo "del fare" (danno ndr) oltre che a promuovere gli f35 e altre cose totalmente inutili per l'italia (ma utili per le tasche di chi sta al governo ndr) ci propina anche l'inquinameno impunito delle falde acquifere.... visto stanno creando tanti decreti... per uccidere definitivamente l'Italia!!!

 

Grazie per la segnalazione di ecoblog  http://www.ecoblog.it/post/102207/acque-di-falda-tutti-liberi-di-inquinare-per-decreto

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Confessioni di un sicario dell'economia

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Questa è la storia di John Perkins, il capo economista di una società di consulenze, ingegneria e costruzioni di Boston. 
Fin qui nulla di strano. 
Quello che interessa è che Perkins ha lavorato come “sicario dell’economia”, una élite di professionisti il cui compito è di orientare la modernizzazione dei paesi in via di sviluppo verso un continuo processo d’indebitamento e di asservimento agli interessi delle multinazionali e dei governi più potenti del mondo.
Sono professionisti, dallo stipendio fantasmagorico, in grado di sottrarre migliaia di miliardi di dollari a paesi di tutto il mondo.
Riversano, o per meglio dire, rubano, il denaro della Banca Mondiale, dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (U.S.A.I.D.) e di altre importanti organizzazioni, per così dire umanitarie, per farli finire nelle casse delle corporation e nelle tasche di un pugno di ricche famiglie che detengono il controllo delle risorse naturali del pianeta.

Il controllo di paesi strategici è sempre avvenuto da centinaia di anni, prima con gli imperi coloniali, ora invece spostando elettronicamente enormi quantità di denaro (creato dal nulla dalle banche) da un luogo ad un altro e facendo sprofondare nei debiti miliardi di persone.
I metodi usati dai sicari sono: falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso, per arrivare all’omicidio!

Il compito di Perkins era quello di incoraggiare i leader mondiali a divenire parte di una vasta rete che favorisse gli interessi commerciali dei soli Stati Uniti d’America. Alla fine questi leader rimanevano intrappolati in una ragnatela, in una trama di debiti che ne garantiva la fedeltà assoluta in tutti gli ambiti.
I sicari dell’economia sono pedine importanti che partecipano alla costruzione e mantenimento dell’Impero, chiamato corporatocrazia.
Utilizzando gli strumenti della finanza internazionale, sono riusciti in passato e ci riescono tuttora, a sottomettere paesi in via di sviluppo, quelli ovviamente con risorse naturali nel sottosuolo come petrolio, oro, diamanti, gas e minerali vari (coltan, ecc.) o quelli in posizioni geostrategiche (Panama p.e.).

Quando un sicario assolve al meglio il suo compito, i prestiti elargiti come aiuti o come fondi necessari alla costruzione di infrastrutture importanti (centrali elettriche, autostrade, ponti, ospedali, aeroporti o poli industriali, ecc.) escono dalla Banca Mondiale e/o dall’U.S.A.I.D., ed entrano nelle casse delle lobbies che hanno studiato e progettato tale criminosa strategia. 
Ai paesi destinatari delle infrastrutture, cioè ai paesi bisognosi, non solo non arriva nulla, ma anzi, i prestiti sono così ingenti che il debitore si trova costretto alla morosità dopo poco tempo, e quando ciò accade, viene preteso il risarcimento immediato creando ad arte, le seguenti condizioni: controllo dei voti ai paesi membri delle Nazioni Unite, installazioni di basi militari e l’accesso alle multinazionali alle preziosissime risorse naturali. Si esige la restituzione dei debiti anche sotto forma di concessioni petrolifere.

In pratica tutti i paesi che i sicari dell’economia hanno portato sotto l’ombrello dell’Impero globale, hanno subìto un destino simile. Tutti ad eccezione di Iraq e Venezuela. 
Questo spiega perché il debito dei paesi del Terzo mondo è arrivato a oltre 2500 miliardi di dollari, mentre i soli interessi economici (nel 2004 erano oltre 375 miliardi) sono superiori all’intera spesa per la sanità e l’istruzione e venti volte gli aiuti che i paesi in via di sviluppo ricevono annualmente dall’estero!

Cosa succede all’agenda mondialista, quando un sicario fallisce il suo compito? 
Entra in gioco una razza ancor più sinistra e pericolosa: gli “sciacalli”. 
Gli sciacalli sono uomini, mercenari, agenti dell’intelligence che rovesciano il governo di turno, fomentano rivolte, colpi di stato e golpe militari. Spesso mascherano i loro sporchi intervento con strani incidenti (aereo, auto), malori o malattie, uccidendo i capi di stato che non si piegano ai dettami dell’establishment economico-finanziaria. 
Se anche lo sciacallo dovesse fallire, allora entrano in gioco i generali con l’esercito, e il risultato è la guerra. Esattamente quello che negli ultimi anni è accaduto in Afghanistan, Iraq sotto Saddam Hussein e Libia con Gheddafi.
In Iran e Venezuela hanno tentato il rovesciamento, ma per fortuna senza risultati.

L’inizio…
Come può un uomo normalissimo come John Perkins, con una semplice laurea in economia, diventare un sicario dell’economia? 
Certamente nulla avviene per caso... E infatti tutto ebbe inizio quando sposò Ann, una giovane donna, il cui padre era un brillante ingegnere che lavorava per il Ministero della Marina, e suo zio un alto dirigente della National Security Agency (N.S.A.), l’Agenzia per la sicurezza nazionale statunitense. 
Dopo il matrimonio, Perkins fu chiamato per un colloquio alla N.S.A. il cui scopo, scoprì più tardi, era individuare, attraverso test, i suoi punti deboli. 
Alcune settimane dopo gli fu offerto un lavoro con il quale cominciò a far pratica nell’arte dello spionaggio. Il passaggio successivo fu l’assunzione alla Main Inc. di Boston, una società di consulenza internazionale, con circa duemila dipendenti sparsi nel mondo.

A questo punto della storia Perkins incontra, quello che sarà il suo mentore e che avrà un ruolo centrale in tutta la storia. Viene avvicinato da Claudine, una donna che approfittò dei punti deboli della sua personalità usando un misto tra seduzione fisica, manipolazione verbale e mentale: metodi studiati appositamente per lui. 
Fu proprio lei a spiegargli in cosa sarebbe consistito il suo vero lavoro: per primo doveva giustificare gli enormi prestiti internazionali che avrebbero poi riportato i soldi alla Main Inc. o ad altre potentissime lobbies statunitensi come Bechtel, Halliburton, Stone & Webster, Brown & Root, attraverso grossi progetti di ingegneria e di edilizia; secondo, avrebbe dovuto mandare in rovina i paesi che ricevevano i prestiti affinché restassero per sempre in obbligo, schiavi dei creditori. In pratica il “sicario dell’economia”

In qualità di economista avrebbe dovuto fare previsioni sugli effetti di investimenti multimiliardari in un determinato paese; in particolare doveva elaborare proiezioni sulla crescita economica nei successivi venti o venticinque anni e le valutazioni dell’impatto di tutta una serie di progetti messi poi in atto dalle aziende statunitensi.
Doveva creare altissimi profitti per gli appaltatori e fare felici un pugno di ricche e influenti famiglie dei paesi destinatari, assicurando al tempo stesso la dipendenza finanziaria e quindi la lealtà politica dei governi in tutto il mondo. 
In pratica, veniva pagato profumatamente per rubare miliardi di dollari ai paesi in via di sviluppo.

La storia insegna che fin dai tempi più antichi, gli imperi sono stati costruiti e mantenuti attraverso la forza militare e la minaccia, ma con la fine dell’Unione Sovietica e lo spettro di un olocausto nucleare, la soluzione militare divenne troppo rischiosa, per cui vennero optate altre strategie, come quella economica.
Queste strategie, semplici, di grande funzionamento, non necessitavano di eserciti. 
Un esempio per tutti, avvenne nel 1951 quando l’Iran si ribellò alla compagnia petrolifera britannica (oggi B.P., British Petroleum) che sfruttava le risorse naturali e il popolo. 
Il primo ministro iraniano Mohammad Mossadeq, eletto democraticamente dal popolo, nazionalizzò l’intero patrimonio petrolifero iraniano, scatenando le ire furiose dell’Inghilterra, la quale chiese aiuto agli U.S.A.

Washington invece delle bombe sganciò uno “sciacallo”, l’agente della C.I.A., Kermit Roosevelt (nipote del presidente Theodore), il quale riuscì, a suon di soldi, tangenti e minacce a persuadere un gran numero di persone e organizzare rivolte e dimostrazioni violente in piazza (la medesima e recente strategia applicata in Libia e Siria). Il clima, creato ad arte, dava l’impressione che Mossadeq fosse incapace e soprattutto impopolare. Il primo ministro cadde nella trappola e passò il resto della sua vita agli arresti domiciliari. A quel punto prese il potere lo scià Mohammad Reza, alleato degli Stati Uniti e divenne il dittatore incontrastato per molto tempo, fino alla Rivoluzione.
Questo è uno degli innumerevoli colpi di stato finanziati e orchestrati dagli Stati Uniti ai danni di paesi sovrani; ricordiamo Ecuador, Indonesia, Cile, Panama, Colombia, El Salvador, Bolivia, e praticamente tutto il continente africano.

Come mai simili accadimenti storici non sono conosciuti dalla maggior parte delle persone? 
Negli Stati Uniti, ma il discorso in Europa non cambia, la N.B.C. è della General Electric, la A.B.C. della Walt Disney, la C.B.S. di Viacom, la C.N.N. dell’A.O.L. Time Warner, ecc.
La maggior parte dei quotidiani, periodici e case editrici sono posseduti e manipolati da gigantesche corporation transnazionali. Tutti i media fanno parte del medesimo sistema corporativo che ha portato avanti la distruzione sistematica delle economie dei paesi in via di sviluppo, e quindi veicolano solo le notizie politicamente corrette.

Per concludere John Perkins, probabilmente per ripulirsi la coscienza e per un briciolo di onestà intellettuale si è confessato pubblicamente scrivendo il libro intitolato: “Confessioni di un sicario dell’economia”. 
E’ bene ricordare che è la confessione di un uomo che ha permesso a sé stesso di diventare una pedina, un sicario, riuscendo grazie alla propria avidità a sfruttare e saccheggiare miliardi di dollari da paesi in difficoltà, creando centinaia di milioni di poveri.
Il libro comunque è molto interessante, soprattutto perché permette una maggiore comprensione e visione d’insieme, dei fatti storici e dell’andamento della società moderna, tutta focalizzata nella crescita economica.

Sono riusciti, grazie a decenni di propaganda, marketing e pubblicità più o meno occulta, a convincerci che acquistare costantemente è un dovere civico e aiuta l’economia; saccheggiare la terra è nel nostro stesso interesse. 
La storia purtroppo, quando non viene compresa, è destinata a ripetersi e a concludersi in tragedia. Gli imperi, infatti non durano, sono tutti falliti miseramente. 
L’attuale Impero, gestito e controllato dai banchieri internazionali, centrato nei mercati e derivati finanziari, oramai si sta sgretolando sotto i nostri occhi, lasciando posto ad un sistema dove al centro ci sarà l’uomo e non il dio-denaro!

“Riconoscere un problema è il primo passo per trovarne la soluzione e confessare un peccato è l’inizio della redenzione…”. 
Concludo con le parole di John Perkins

Titolo:
“Confessioni di un sicario dell’economia”, John Perkins, ed. Minimum fax, ISBN: 978-88-6559-069-0

Iononmiarrendo's insight:

Fonte: http://www.disinformazione.it/sicario_economia.htm

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LE 10 MULTINAZIONALI PIU’ PERICOLOSE DEL MONDO

LE 10 MULTINAZIONALI PIU’ PERICOLOSE DEL MONDO | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Non importa dove tu viva, è impossibile scappare alla globalizzazione.

L’unica via d’uscita è informarsi per scegliere con coscienza prima di comprare.

Iniziare a coltivare e a produrre i propri alimenti, ridurre il consumo di petrolio e dei suoi derivati, riforestare, comprare solo il necessario, ascoltare la propria voce interiore invece di quella della pubblicità … sono piccoli passi per sfuggire ai grandi mostri.

E ricordarsi sempre che il potere di scelta è nostro, non diamo loro la soddisfazione di cadere nelle loro grinfie.



1. Chevron 

Sono diverse la grandi compagnie petrolifere che starebbero in questa lista, ma la Chevron merita un posto d’eccezione. Tra il 1972 e il 1993 la Chevron (allora Texaco) ha riversato 18 miliardi di galloni di acqua tossica nei boschi tropicali dell’Ecuador senza intervenire minimamente, distruggendo i mezzi di sussistenza degli agricoltori locali e facendo ammalare le popolazioni indigene. Nel 1998 la Chevron ha contaminato anche gli Stati Uniti, la città di Richmond (California) ha querelato la compagnia per smaltimento illegale di sostanze inquinanti senza aver effettuato il trattamento delle acque reflue, contaminando così le forniture di acqua. Lo stesso è accaduto nello New Hampshire nel 2003.

La Chevron è stata responsabile della morte di diversi nigeriani che hanno protestato contro l’impresa per la sua presenza e per lo sfruttamento del delta nigeriano. La compagnia ha pagato la milizia locale conosciuta per i suoi abusi contro i diritti umani, per mettere a tacere le proteste, fornendo loro perfino elicotteri e barche. I militari aprirono il fuoco contro i manifestanti, e rasero poi al suolo i loro villaggi.

2. De Beers 

Questa impresa non bada a spese, e finanzia, appoggia e crea autentiche guerriglie e dittature del terrore per poter continuare a ottenere, attraverso lo sfruttamento di bambini e adulti, la pietra preziosa. In Botswana, De Beers è stata accusata per la “pulizia” delle terre da cui estrae i diamanti, e per il trasferimento forzato dei popoli indigeni che vivevano li da migliaia di anni. Pare che il governo abbia tagliato le forniture d’acqua, minacciato, torturato e impiccato pubblicamente i dissidenti.

Per non parlare della sua quasi totale assenza di responsabilità verso l’ambiente, degli inesistenti diritti dei lavoratori, delle vite umane, e delle sue campagne sudice e maschiliste.

3. Phillip Morris 

Phillip Morris è il più grande produttore di sigarette degli Stati Uniti e del mondo.

È ormai noto che le sigarette causano cancro nei fumatori, e difetti di nascita nei bambini di madri che fumano durante la gravidanza. Il fumo di sigaretta contiene 43 cancerogeni conosciuti e più di 4.000 sostanze chimiche, incluso il monossido di carbonio, la formaldeide, il cianuro di idrogeno, l’ammoniaca, la nicotina e l’arsenico. La nicotina, sostanza chimica che costituisce il principale elemento psicoattivo nel tabacco, da dipendenza psicologica. Fumare aumenta la pressione arteriosa, danneggia il sistema nervoso centrale e la costrizione dei vasi sanguigni. Le cicche di sigarette sono uno dei principali inquinanti che i fumatori buttano via quotidianamente e sono lenti a degradarsi. Molti di questi filtri si fanno strada nel terreno o nell’acqua, dove i loro componenti chimici si comportano come vere sanguisughe.

Il tabacco contamina la terra con gli estesi ettari di monocoltivazione, cosparsi quotidianamente con agrotossici, e anche la sua produzione industriale inquina (si utilizzano, infatti, enormi quantità di carta, cotone, cartone, metallo, combustibili …), il suo consumo inquina l’atmosfera, danneggia chi le compra e chi sta loro vicino. Le sue cicche impiegano anni a degradarsi disperdendo nel terreno e nell’acqua un’enorme quantità di sostanze tossiche.

4. Coca-Cola 

La bevanda preferita del mondo o “il latte del capitalismo”, accumula querele e sanzioni in diversi paesi a causa delle gravi contaminazioni, delle cattive pratiche lavorative e per l’uso di acque non autorizzate.

Nella fase di produzione, la compagnia utilizza quasi tre litri di acqua per ogni litro di prodotto finito. Le acque di scarto sono costituite da sostanze inquinanti che la multinazionale deposita in luoghi protetti, come accadde in Colombia, situazione per la quale fu multata nell’agosto scorso dalla Segreteria Regionale per l’Ambiente del municipio di Bogotá. È stato dimostrato che la compagnia aveva scaricato acque residuali nell’Humedal de Capellanía, nella zona di Fontibón. Il fatto è considerato un attentato contro un’area di speciale importanza e protezione ecologica. Il processo di inquinamento dell’Humedal de Capellanía iniziò con la scadenza del permesso di riversamento concesso alla multinazionale per cinque anni e con la non autorizzazione della Segreteria per l’Ambiente a rinnovare tale permesso. Successivamente, grazie a dei sopralluoghi tecnici, è stato verificato lo stato della rete fognaria di Coca-Cola e la realizzazione di discariche industriali, chiaramente non autorizzate.

Una situazione molto simile si è verificata in India nel 2005, dove un migliaio di manifestanti hanno marciato per chiedere la chiusura dello stabilimento vicino Varanasi. Denunciavano che tutte le comunità vicine agli stabilimenti di imbottigliamento Coca-Cola stessero subendo l’espropriazione delle loro terre e l’inquinamento delle falde acquifere. Analisi tossicologiche hanno dimostrato la presenza di alte percentuali di pesticidi vietati come il DDT e, da “buoni vicini”, hanno distribuito i loro scarichi industriali ai contadini di Mehdigani dicendo che sarebbero serviti da “concime”. Il risultato è che oggi quei suoli sono sterili.

Come se non bastasse, la bevanda in questione, oltre a consumare acqua in eccesso, non apporta nessun elemento nutritivo, anzi, contiene alte concentrazioni di zucchero, uno dei fattori che maggiormente contribuisce all’obesità che colpisce sempre di più le popolazioni dei paesi in via di sviluppo, generando inoltre, problemi dentali. L’effetto dissetante è dato dall’acido fosforico.

Sapevate che …

• La Spagna è il paese europeo che consuma più Coca-Cola?

• Prodotti come Fanta, Sprite, Aquarius, Nestea, Minute Maid, Tab, Sonfil, Finley, Nordic Mist o Fruitopia (ce ne sono 324 diversi) appartengono a Coca-Cola?

• Una lattina da 33 cl. contiene 35 gr. di zucchero?

• Nel 1931 Coca-Cola ha cambiato l’abito verde di Babbo Natale con quello rosso in una campagna pubblicitaria, per abbinarlo al colore della sua società?


• Alcune università ad Atlanta, Toronto, California, Irlanda o Berlino hanno già espulso Coca-Cola dai propri campus?

• Le bottiglie di plastica di Coca-Cola non sono di materiale riciclato, ma di plastica vergine?

• Sarà stata una casualità che l’ex presidente messicano Fox fosse anche ex rappresentante di Coca-Cola? e che Adolfo Calero, ex amministratore di Coca-Cola, fosse agente della CIA e volto pubblico della ContraNicaragüense? e l’ambasciatore degli Stati Uniti in India? e il magnate golpista Cisneros, in Venezuela? e il ministro Jorge Presno, in Urugay?

• Dispone di delegazioni in più di 200 paesi, tra i quali anche paradisi fiscali come il Bahrein o le isole Cayman, per evadere le tasse a proprio beneficio?

• Nel 2003 ottennero benefici per 21.044 milioni di dollari (la metà delle spese previste dall’ONU per garantire l’educazione primaria a tutti i bambini del mondo)?

• Guida potenti gruppi di potere: si oppose al trattato di Kyoto attraverso le sue lobby US Council for International Business e la Business Round Table, cambiò regolamenti nell’UE attraverso l’American Chamber of Commerce, è la fondatrice dell’International Life Science Institute che influenza molto la FAO e la OMS, ecc.?

• Contiene prodotti transgenici?

La prossima volta che compri una bevanda, ricorda l’inquinamento degli Humedales, l’uso non autorizzato di acque sotterranee, la violenza, che un litro equivale a tre … non è meglio una limonata?

5. Pfizer 

Come se la massiccia sperimentazione su animali non fosse già abbastanza straziante, Pfizer ha deciso di utilizzare i bambini nigeriani come fossero porcellini d’India. Nel 1996 la casa farmaceutica andò a Kano, in Nigeria, a testare un antibiotico sperimentale nel terzo mondo, per combattere malattie come il morbillo, il colera e la meningite batterica. Diedero trovafloxacina a circa 200 bambini. Decine di loro morirono nell’esperimento, mentre molti altri svilupparono malformazioni fisiche e menomazioni mentali. Pfizer può vantarsi anche di essere tra le prime dieci compagnie statunitensi responsabili dell’inquinamento atmosferico.

Per non parlare degli incentivi milionari che fornisce ai medici e ai governi affinché prescrivano i suoi “farmaci”.

6. McDonald’s 

Ogni anno migliaia di bambini consumano il fast food (“cibo veloce”) di un’impresa responsabile della deforestazione dei boschi, dello sfruttamento dei lavoratori, e della morte di milioni di animali: McDonald’s. Strategie di marketing abilmente architettate hanno permesso l’espansione di McDonald’s in 40 paesi, dove l’empatica immagine di Ronald McDonald e il suo Happy Meal, vende ai bambini il gusto per il cibo rapido, associandolo a un’idea di allegria. Questa pubblicità ha avuto un grande successo in diverse parti del mondo, contribuendo agli alti tassi di obesità infantile.
L’alimentazione che propone questa impresa è totalmente carente di sostanze nutrienti. Inoltre, questo cibo è conosciuto in tutto il mondo come “cibo spazzatura”, e non è un caso che riceva questo nome.

Gli hamburger e i “nuggets” offerti da McDonald’s provengono da animali mantenuti in condizioni artificiali per tutta la loro vita: privati di aria libera e luce solare, vengono ammucchiati al punto da non poter allungare le zampe o le ali (nel caso dei polli), rimpinzati di ormoni per accelerare la crescita e di antibiotici per arrestare le molteplici infezioni alle quali sono esposti a causa delle insalubri condizioni che genera il sovraffollamento. I polli vengono fatti ingrassare al punto che le zampe non sono più in grado di reggere il loro peso. Per la concessione del franchising, McDonald’s acquista a basso prezzo terreni che prima ospitavano boschi tropicali e li deforesta per consacrarli all’allevamento. Offre salari minimi ai suoi dipendenti, approfittando delle minoranze etniche e assumendo minori.

I prodotti di McDonald’s, con il loro alto contenuto di grassi, zuccheri e sale, contribuiscono al sovrappeso dei bambini, alla resistenza all’insulina e al conseguente Diabete di Tipo 2.
Ah, vi avevo detto che è stata una delle finanziatrici della campagna di George W. Bush? 

7. Nestlé 

Neslté e la sua enorme distesa di crimini contro l’uomo e la natura, come la massiccia deforestazione nel Borneo - l’habitat degli orango è stato seriamente compromesso - per coltivare la palma da olio, l’acquisto di latte dalle fattorie confiscate illegalmente da un despota in Zimbabwe. La Nestlé iniziò a provocare gli ambientalisti con le sue ridicole affermazioni che l’acqua imbottigliata è “ecologica”, da li in poi la sua sinistra rete di controllo e distruzione è andata dipanandosi.

Nestlé ha condotto campagne a livello mondiale per convincere le madri dei paesi in via di sviluppo a utilizzare il suo latte per neonati al posto del latte materno, senza fornire le informazioni sui possibili effetti negativi. Pare che Nestlé abbia assunto donne vestite da infermiere per portare gratuitamente il latte in polvere in questi paesi, latte che viene spesso mischiato con acqua contaminata. I mezzi di informazione non hanno parlato dei bambini morti di fame perché, una volta finito il latte, le loro madri non potevano permettersi di comprarne altro.

8. British Petroleum 

Chi potrebbe dimenticare l’esplosione, nel 2010, di una piattaforma petrolifera nella costa del Golfo del Messico, che causò 11 morti oltre alle migliaia di uccelli, tartarughe marine, delfini e altri animali, distruggendo la pesca e l’industria del turismo della regione? Questo non è stato il primo crimine contro la natura commesso dalla BP. Tra gennaio del 1997 e marzo del 1998, BP ha provocato la bellezza di 104 fuoriuscite di petrolio. Tredici lavoratori della squadra di perforazione morirono nel 1965 durante un’esplosione, 15 in un’esplosione nel 2005. Ancora nel 2005, un traghetto che trasportava lavoratori della compagnia, naufragò provocando la morte di 16 di loro. Nel 1991, la EPA (Agenzia ambientale degli stati Uniti) menzionò la BP come l’impresa più inquinante degli Stati Uniti. Nel 1999 la compagnia fu accusata di uso illegale di sostanze tossiche in Alaska, poi, nel 2010, di aver immesso pericolosi veleni nell’aria, in Texas. Nel luglio 2006 gli agricoltori colombiani ottennero un accordo con la BP dopo averla accusata di ricorrere a un regime di terrore portato avanti dai paramilitari del governo colombiano che proteggevano l’oleodotto di Ocensa. Non c’è modo di far agire correttamente la BP.

9. Monsanto 

Monsanto, è l’impresa che ha creato e sostiene gli alimenti geneticamente modificati, gli ormoni della crescita per i bovini, l’avvelenamento con prodotti agrotossici. La lista di Monsanto include: la creazione dei semi “suicidi” (Terminator), brevettati allo scopo di generare piante che non producono semi, costringendo così gli agricoltori a ricomprarli ogni anno; l’istituzione di lobby che etichettino con la dicitura “libero da ormoni” il latte e il latte artificiale per neonati (questa dicitura si trova anche se il bovino ha ingerito ormoni della crescita, un comprovato agente cancerogeno); così come un’ampia gamma di violazioni ambientali e della salute umana associate all’uso dei veleni Monsanto - soprattutto l’Agente Arancio. Tra il 1965 e il 1972 la Monsanto ha riversato illegalmente tonnellate di residui altamente tossici nelle discariche del Regno Unito. Secondo l’Agenzia per l’Ambiente, trent’anni dopo, i prodotti chimici stavano ancora contaminando le falde acquifere e l’aria.
Monsanto è nota per aggredire i propri agricoltori che invece afferma di “sostenere”, come quando denunciò un agricoltore facendolo incarcerare per aver conservato i semi del raccolto di una stagione per piantarli la stagione seguente.

10. Vale

La miniera Vale, transnazionale brasiliana presente in 38 paesi, è la più grande impresa di sfruttamento di minerali dell’America Latina e la seconda a livello mondiale. Tra i vari meriti, spicca quello di aver partecipato allo sviluppo della centrale idroelettrica di Belo Monte, situata ad Altamira, in Brasile. Il progetto, infatti, ha colpito il fiume Xingú, la principale fonte di sostentamento della regione, causando un drastico cambiamento nel paesaggio amazzonico e nella vita di migliaia di popolazioni che vivono lungo le sponde di uno dei principali fiumi del Brasile.

A Carajás, nella regione brasiliana di Pará, numerose famiglie sono state sgomberate, hanno perso le loro case e ognuno ha qualche parente morto a causa della costruzione della linea ferroviaria realizzata dall’impresa, denunciata anche per le pessime remunerazioni e condizioni di lavoro dei propri impiegati. 

Le conseguenze del modo di agire della miniera non si limitano solo al Brasile. Nella regione di Tete, in Mozambico, un’intera popolazione è stata cacciata dalla sua terra affinché l’impresa potesse portare avanti lo sfruttamento del carbone. In cambio l’impresa ha costruito un insediamento in cui le case e i servizi pubblici non sono sufficienti a garantire le condizioni basilari per lo s
iluppo della popolazione. 

Iononmiarrendo's insight:

Fonte: http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=11280

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Su La Testa!: ITALIA: DISCARICA DELLE MULTINAZIONALI CHIMICHE

Su La Testa!: ITALIA: DISCARICA DELLE MULTINAZIONALI CHIMICHE | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

 

di Gianni Lannes Schiavizzati peggio dell’India: nessun rispetto per la vita e per l’ambiente. Il Molise come tutte le regioni del Sud è soltanto una discarica a cielo aperto.

Non è tutto. A quanto pare c'è pure una produzione bellica segreta. Infatti, secondo uan rivelazione autorevole, 

«Le tre aziende chimiche Flexis, Sts e Witco del nucleo industriale di Termoli producono sostanze chimiche le cui reazioni potrebbero provocare esplosioni simili a quelle nucleari» ha dichiarato il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato. Correva il 7 marzo dell’anno 1998. La denuncia è dell’allora senatore Francesco Carella, di professione medico, esperto di igiene del lavoro ed esponente dei Verdi. La sua dichiarazione autorevole cade nel vuoto. Eppure, le aziende menzionate dall’esperto sono in grado di fabbricare armi chimiche. Ufficialmente la Flexis produce acceleranti di vulcanizzazione, la Sts additivi per farmaci e la Witco, vale a dire la Unione Carbide, composto per collanti. Esatto, la Union Carbide del disastro provocato a Bhopal in India nel 1984, le cui conseguenze sanitarie ed ambientali sono pagate dalla popolazione indiana ancora oggi.  Dalla documentazione istituzionale acquisita emerge un quadro a tinte da genocidio autorizzato dalle autorità italiane compiacenti. 
La Union Carbide ha inquinato il fiume Biferno, il mare Adriatico, l’aria e la terra. Non solo ha “smaltito” - si fa per dire - rifiuti pericolosi addirittura nella discarica adibita a rifiuti solidi urbani di Termoli. L’informazione si evince da una nota del Comune di Termoli datata 7 luglio 1992. Infatti c’è scritto:  «In riferimento alla richiesta di smaltimento di 18 mc di rifiuti prodotta dalla società UNION CARBIDE di Termoli in data 06.07.92 considerato che le caratteristiche quali-quantitative dei rifiuti di che trattasi sono smaltibili, per classe e volumetria della discarica comunale, presso l’impianto di Greppe di pantano, considerato che è in corso di perfezionamento una specifica convenzione che regola le modalità di smaltimento dei rifiuti speciali assimilabili agli urbani prodotti dalla ditta medesima, considerato inoltre i motivi di igiene pubblica e salute, si esprime, nei limiti delle competenze, nulla osta per la concessione dell’autorizzazione del conferimento in discarica». A seguito di alcuni gravi incidenti, un comitato cittadino denominato Coordinamento Ambiente-Salute ha denunciato invano la grave situazione.  Il sindaco dell’epoca adotta un’Ordinanza l’11 dicembre 1992 (numero 224/92) che, tuttavia, rivela il grado di approssimazione e la connivenza dell’autorità sanitaria locale: «VISTA la relazione di accertamenti disposti dal P.M.P.I.P. di Campobasso presso lo stabilimento industriale della ditta Union Carbide Chemicals S.p.A. di Termoli, da cui emerge che sull’area attrezzata per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti speciali prodotti esclusivamente all’interno de citato insediamento sono presenti ancora numerosi fusti metallici (circa 1900) contenenti rifiuti pesanti di CNT, allo stato solido per un quantitativo di circa 380 tonnellate, provenienti dalla distillazione del ciano-etil-tricolosilano; alcuni di questi fusti sono risultati in stato di deterioramento, causato dall’elevata corrosività del prodotto contenuto … il quantitativo di rifiuti di CNT stoccati è significativamente diminuito, in quanto nel frattempo l’azienda sta provvedendo al loro smaltimento mediante termodistruzione nel proprio forno inceneritore…».   

 

 Soluzione ecomafie? Da una lettera del 31 dicembre 1992, indirizzata dal dottor Luigi Antonio Mascia dell’Usl 7 di Termoli al sindaco, apprende: «con l’obbligo da parte dell’azienda di provvedere comunque ad allontanare i residui, anche individuando sistemi alternativi di smaltimento».  IL 20 gennaio 1993 il sindaco termolese «ORDINA all’azienda Union Carbide di Termoli di eliminare i residui allo stato solido di CNT entro il 31/12/1994 con il sistema di smaltimento adottato ovvero ricorrendo a sistemi alternativi».Il 6 marzo di 20 anni fa interviene il prefetto Palmieri. Nella sua nota indirizzata al sindaco ha scritto: «… si sottopone all’attenzione della S.V. l’eccessiva dilazione concessa alla soc. Union Carbide (31/12/1994) che non sembra trovare valida giustificazione…».La Prefettura seguita a scrivere al sindaco, ma senza ottenere risposta. Infatti in una missiva del 7 luglio 1993 si fa riferimento ad «Accertamenti presso la Union Carbide Chemicals… Si prega di voler cortesemente riscontrare la prefettizia di pari numero del 26 maggio 1993». Il dirigente del Servizio di ifgiene Publica, Elio D0’Ascenzo il 3 gennaio 1994 invia un rapporto a varie autorità, tra cui la Procura della Repubblica di Larino, a proposito dell’inquinamento provocato dalle industrie chimiche “Union Carbide Chemicals, Vima ed Sts”:  «… dai controlli in questione sono emerse delle irregolarità formali e sostanziali nella gestione dei reflui aziendali…».   Da un rapporto datato 5 marzo 1996 del responsabile del Presidio Multizonale Igiene e Prevenzione di Campobasso (Carlo Carlomagno) si apprende che «nell’area del Nucleo industriale di Termoli operano tre Aziende del campo della chimica c.d. fine, e cioè la S.T.S. Spa, la Flexsys Spa e la OSI Specialties Italia Spa che opera dal 1982» tutte soggette alle direttive Seveso.   Lo stabilimento O.S.I. Specialties Italia S.p.A. (già Union Carbide Chemicals) è sito in località Rivolta del re, a sud ovest della città di Termoli. L’unità produttiva è in esercizio dal settembre 1982 per produrre silani organo funzionali (derivati organici del silicio). Il ciclo tecnologico prevede quale prodotto di partenza il Triclorosilano. Le principali ,materie prime utilizzate oltre all’acrilonitrile ed al triclorosilano, sono l’etanolo, il metanolo, il toluolo, il viniltriclorosilano, l’allilmetacrilato ed il metilcellosolve. Dal processo produttivo scaturiscono prodotti di scarto che vengono distrutti mediante incenerimento che si disperde nell’aria fuoriuscendo da un camino. I reflui chimici invece vengono scaricati nel fiume Biferno che recapita nell’Adriatico: fino a tutto il 1993 la multinazionale non aveva neanche l’autorizzazione allo scarico. In altri termini: inquinamento a norma di legge e cancro assicurato per tutti, o quasi.
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/06/termoli-discarica-di-rifiuti-pericolosi.html

Post Scriptum:



La nube formatasi in seguito al rilascio di isocianato di metile, iniziato poco dopo la mezzanotte del 3 dicembre 1984, uccise in poco tempo 2.259 persone e avvelenò decine di migliaia di altre. Il governo del Madhya Pradesh ha confermato un totale di 3.787 morti direttamente correlate all'evento, ma stime di agenzie governative arrivano a 15.000 vittime. Un affidavit governativo del 2006 asserisce che l'incidente ha causato danni rilevabili a 558.125 persone, delle quali circa 3.900 risultano permanentemente invalidate a livello grave.  Ancora nel 2006, nelle zone interessate dalla fuoriuscita del gas il tasso di morbilità è 2,4 volte più elevato che nelle altre adiacenti.La Union Carbide India Limited (UCIL) venne fondata nel 1934 dalla Union Carbide Corporation USA (UCC), uno dei primi investitori americani in India. Divenne una sussidiaria della UCC il 24 dicembre 1959 e l'azienda nordamericana al momento dell'incidente ne deteneva il 50,9% delle azioni.L'impianto di Bhopal fu costruito a partire dal 1969 su terreno preso in affitto dal governo locale. La sezione per la produzione di MIC venne aggiunta nel 1979 ed entrò in funzione il 5 febbraio 1980. Il MIC era un prodotto intermedio nella produzione del pesticida carbaryl (nome commerciale Sevin) e Bhopal era l'unico impianto a produrlo fuori dagli Stati Uniti.Nel novembre 1987, indipendentemente dal giudizio civile, il Central Bureau of Investigation indiano rinviò a giudizio la: Union Carbide, la Union Carbide Eastern Inc., la Union Carbide India Limited, Warren Anderson e otto manager indiani della Union Carbide India Limited con l'accusa di omicidio colposo e lesioni gravi, per aver provocato morti e danni permanenti attraverso l'esercizio irresponsabile di attività e di tecnologie altamente pericolose.Nel 1991 l'accordo di risarcimento venne riesaminato da un tribunale indiano che decise per l'imputazione a carico della Union Carbide e di Warren Anderson, né la multinazionale né il suo presidente si presentarono al processo e vennero quindi dichiarati latitanti. Il gruppo delle vittime sollevò la questione della costituzionalità del Bhopal Act, con riferimento all'attribuzione esclusiva al Governo indiano della legittimazione ad agire per il risarcimento dei danni, ma la Corte suprema respinse l'istanza con la motivazione che permettere ai singoli danneggiati di agire parallelamente al Governo: «sarebbe risultato così macchinoso che la procedura non sarebbe stata veloce, effettiva ed equa, non certo il sistema migliore e più vantaggioso per assicurare soddisfazione alle pretese nascenti dalla fuga di gas».I giudici newyorkesi hanno rigettato l'azione delle vittime di Bhopal, in quanto non legittimate ad agire:«Il potere di agire è riservato per legge indiana esclusivamente al Governo indiano e continuare questo processo sarebbe un’inammissibile ingerenza nella sovranità di un altro Stato; e comunque nessuna pretesa può essere avanzata dopo che è stato sottoscritto un componimento amichevole con la Union Carbide”.“La corte ha rigettato anche questa azione sostenendo che la pretesa non può essere considerata interesse comune di tutti gli attori né di quelli da loro rappresentati e perciò non presenta gli estremi di una class action:«La Corte dichiara il caso chiuso e ordina che il cancelliere rimuova il fascicolo dalle cause pendenti davanti alla Corte. Così è deciso »Adottando i consigli provenienti da Washington, il governo indiano decise di alleggerire i capi d'accusa legati a Bhopal, trasformandoli semplicemente in accusa di negligenza anziché omicidio.Il numero degli anni di reclusione si riduce, da 10 a 2, o la severità delle pene da infliggere ai singoli, piuttosto la legittima aspettativa di vedere riconosciute le responsabilità, ancor di più, il diritto a risarcimenti, riparazioni, ripristini, bonifiche.Il 17 luglio 2002 la Corte di Giustizia di Bhopal ha espresso il suo verdetto negativo, per lo stato del Madya Pradesh, infine il primo luglio 2003, il Governo indiano trasmette al Governo americano i documenti per l'estradizione di Warren Anderson.Il 13 luglio 2004, il governo USA ha respinto la richiesta di estradizione per Anderson.Nel giugno del 2010 un tribunale indiano giunge ad una condanna di colpevolezza nei confronti di 8 individui (7 dipendenti indiani della fabbrica e il presidente americano della Union Carbide Corporation ai tempi dell'incidente a Bhopal, Warren Anderson di 90 anni, sempre latitante.
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Bilderberg a Londra: un manipolo di potenti sta decidendo le nostre sorti | Il Faro Sul Mondo

Bilderberg a Londra: un manipolo di potenti sta decidendo le nostre sorti | Il Faro Sul Mondo | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

“Dire che ci sforziamo di arrivare a un unico governo mondiale è esagerato, ma non del tutto ingiusto. Nel Bilderberg abbiamo avvertito che non potevamo andare avanti per sempre combattendo l’uno contro l’altro per niente e uccidendo persone e rendendone povere milioni. Così abbiamo ritenuto che una singola comunità che attraversa il mondo sarebbe stata una buona cosa”.

A dichiarare una frase che, a prima vista, sembrerebbe tratta dal Cantico dei Cantici di San Francesco, è un parlamentare laburista, Denis Hearley, pronunciata nel 2001, tempi nei quali la gente era più orientata a vedere i disastri di Genova o le torri fumanti di New York e per cui questa frase rimase nelle terze pagine dei quotidiani.

Un’espressione, dicevamo, quasi avveniristica e tranquillizzante, se non fosse però per quel nome di un noto albergo olandese, che nel 1954 ospitò la prima riunione del gruppo a cui per oltre 40 anni è appartenuto il parlamentare in questione.

Il gruppo a cui fa riferimento Denis Hearley, sta tenendo in queste ore la propria riunione a Londra, presso il Grove Hotel del quartiere di Watford.

Analizziamo, punto dopo punto, la frase con il quale si è aperto l’articolo: non è esagerato, secondo il parlamentare britannico, parlare di un obiettivo di un unico governo mondiale; cosa vuol dire tutto ciò?

Dopo il saggio “Per la Pace Perpetua” di Immanuel Kant, l’idea di un’unica regia che governi le sorti dell’intera umanità sembra essere diventata un’autentica ossessione in certi ambienti culturali ed in molte élite europee; ma se il filosofo tedesco, intendeva una sorta di accordo tra le varie nazioni le quali, conservando le loro caratteristiche, univano le proprie forze in nome della pace mondiale, dall’800 in poi invece, chi ha teorizzato una cabina unica per il globo, è sempre stato orientato ad annullare ogni cultura, ogni religione, ogni forma di autonomia dei vari popoli ed infine, dopo le due guerre mondiali, ha fatto partire un costante attacco alla credibilità ed all’esistenza stessa dei vari Stati nazione.

Del resto, già le prime logge massoniche nel ’700, professavano un intero mondo al servizio del “Grande Architetto”, unito verso la ricerca della verità; il progetto ha avuto un’enorme accelerata nel ’900, prima con la creazione di istituzioni politiche internazionali coma la Società delle Nazioni, l’Onu e l’Ue, poi favorendo sempre di più un sistema finanziario interdipendente e globalizzato, in cui il peso dei grandi gruppi d’interesse scavalchi la credibilità delle stesse istituzioni politiche.

Tali gruppi di interesse si riuniscono, dal 1954, nel gruppo Bilderberg ed è da queste riunioni che, spesso e volentieri, sono state decise le linee di indirizzo da attuare al fine di velocizzare il progetto di unità mondiale, denominato “Nuovo Ordine Mondiale”, termine che viene usato sempre di più nelle cancellerie di tutto il mondo.

Ma torniamo per un attimo alla frase di prima, in particolare all’ultimo verso: “…Così abbiamo ritenuto che una singola comunità che attraversa il mondo sarebbe stata una buona cosa”, afferma alla fine il deputato Denis Hearley; una frase aberrante in quanto, come detto prima, la formazione di un’unica comunità mondiale, vorrebbe dire la fine e la cancellazione di ogni struttura societaria, di ogni elemento caratterizzante i popoli e le nazioni, in una sola parola, vorrebbe dire un’atomizzazione dell’umanità, un pianeta nel quale ogni cittadino perde ogni punto di riferimento e, come già in parte sta accadendo nelle società occidentali, diventa facile preda del gruppo posto al comando della “comunità mondiale”.

Quella “singola comunità che attraversa il mondo” di cui si parla nel Bilderberg, altro non sarebbe infatti che un regno planetario in cui multinazionali, gruppi finanziari e di interesse coordinano ogni aspetto della vita quotidiana e non solo.

La riunione di questo gruppo di lobby, come detto prima, si sta tenendo a Londra in queste ore, ma presenta delle novità rispetto agli anni passato; infatti, gli organizzatori hanno predisposto l’incontro come un vera e propria  riunione governativa, con tanto di pass per la stampa, di calendario degli eventi e di elenco ufficiale dei partecipanti.

Un modo per far sembrare “normale” una riunione in cui accedono soltanto i big del mondo economico internazionale; da Londra, si vocifera anche di una saletta per i giornalisti ed il clima sembra quasi di un incontro tra amici presso una comune pensione estiva romagnola.

In realtà, l’impressione è che il Bilderberg stia abbandonando il Bilderberg; sembra quasi un paradosso, ma così non è: è lo stesso caso di quando, durante una battaglia militare, un blindato mandato in avanscoperta viene colpito dai nemici e chi lo occupa, preferisce abbandonarlo al suo destino, cercando di mettersi in salvo su un altro mezzo.

Dopo anni di assoluta segretezza del Bilderberg, in cui chi ne parlava veniva considerato un visionario o, peggio ancora, di far uso dell’arte della dietrologia, da due anni a questa parte questa riunione è stata letteralmente smascherata e davanti all’evidenza non si può più negare che un qualcosa del genere esista.

Così, mentre prima ad essere bersagliato dai manifestanti era il G8, adesso invece chi protesta contro un sistema del genere, monta le tende nella città in cui si svolge il Bilderberg che, dunque, si cerca di far passare come una normale riunione limpida e trasparente, senza nulla di anomalo o misterioso sotto; probabilmente però, il blindato su cui viaggiavano i membri del gruppo, una volta scoperto, è stato lasciato e “colorato” al fine di farlo apparire un’innocua automobile ed adesso bisogna chiedersi in quale direzione sono andati coloro che fino all’anno scorso, da sessant’anni a questa parte, usavano questo mezzo in gran segreto.

Per la cronaca, gli italiani presenti alla riunione sono sette e si tratta di: Franco Bernabé (Telecom Italia) membro anche del Consiglio direttivo, Lilli Gruber (giornalista), Mario Monti (ex presidente del consiglio, ministro e commissario europeo), Enrico Tommaso Cucchiani (Intesa Sanpaolo), Gianfelice Rocca (Techint), Alberto Nagel (Mediobanca) ed Emanuele Ottolenghi (scrittore e accademico). Da sottolineare come l’anno scorso, nella riunione tenuta a Roma, al posto di Monti c’era l’attuale presidente del consiglio, Enrico Letta.

In mezzo ai 138 “invitati” del Bilderberg, spiccano tra gli altri gli amministratori delegati di Siemens, Alcoa, Amazon, Michelin, Shell, Heineken, Ab, e personalità di spicco di Deutsche Bank, Barclays, Goldman Sachs, Novartis e Google, oltre a Christine Lagarde, che dirige il fondo monetario internazionale, l’ex numero uno della Cia, David Petraeus, e ministri di Turchia, Svezia, Danimarca, Belgio, Norvegia, Spagna, Polonia, Olanda e Finlandia.

Un mix di lobby, banchieri e capi di multinazionali che fatturano da sole più del Pil di interi Paesi africani, che crea un senso di costernazione per chi ancora crede in una dimensione etica ed umana del mondo; una riunione del genere, segreta o meno, dà dimostrazione di cosa voglia significare vivere in un mondo dominato dalla logica neo liberale ed in cui il potere determinato dal denaro tenta di cancellare ogni residuo di libertà.

Iononmiarrendo's insight:

Articolo di di Mauro Indelicato 

Fonte: http://www.ilfarosulmondo.it/wp/?p=18097

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La super-banchiera conferma: “le banche centrali possiedono e controllano il mondo”

La super-banchiera conferma: “le banche centrali possiedono e controllano il mondo” | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Karen Hudes, sotto, ha lavorato per ben 20 anni presso la Banca Mondiale e ha confermato che le famiglie dei banchieri centrali possiedono e controllano il mondo. Secondo la donna i banchieri sono disposti ad usare la legge marziale per difendere il loro monopolio fraudolento sul credito. (La guerra al terrorismo è ovviamente un pretesto.)

Un ex membro della Banca Mondiale, l’ex Senior Counsel Karen Hudes, dice che il sistema finanziario globale è dominato da un piccolo gruppo di figure corrotte, assetate di potere le quali ruotano attorno alla FED.
Ha anche spiegato che questa rete ha preso il controllo dei mezzi di comunicazione per coprire i suoi crimini. In un’intervista con il New American, la Hudes ha affermato che, quando cercò di portare alla luce i vari problemi della Banca Mondiale, fu licenziata. Ora, grazie ad un gruppo di insider, la Hudes è decisa a denunciare e porre fine alla corruzione.

 

Citando un esplosivo studio svizzero del 2011 pubblicato sulla rivista PLoS ONE riguardo la “rete di controllo corporativo globale”, la Hudes ha sottolineato che un piccolo gruppo di soggetti – per lo più composto da istituzioni finanziarie e in particolare da banche centrali – esercita una massiccia quantità di influenza sull’economia internazionale da dietro le quinte.
“Ciò che sta realmente accadendo è che le risorse mondiali sono controllate da questo gruppo” ha spiegato, aggiungendo che tali “corrotti” hanno anche il controllo sui media.

La Hudes, un avvocato che ha trascorso circa due decenni lavorando per il dipartimento legale della Banca Mondiale, ha osservato le macchinazioni della rete da vicino. “Realizzai che ci trovavamo di fronte a ciò che viene chiamato ‘la cattura di stato’, ovvero quando le istituzioni governative sono cooptate da un gruppo di potere corrotto”, ha detto in un’intervista telefonica al The New American. “I pilastri del governo degli Stati Uniti – alcuni di essi – non funzionano a causa di questa corruzione diffusa”.
Al centro della rete, secondo la Hudes, vi sono 147 istituzioni finanziarie e banche centrali – in particolare la Federal Reserve, che è stata creata dal Congresso, ma è di proprietà di un cartello di banche private. “Questa è la storia di come il sistema finanziario internazionale è stato segretamente truffato, soprattutto da parte delle banche centrali”, ha spiegato.

La Fed, in particolare, è al centro della rete e dell’insabbiamento, ha continuato la Hudes, citando una politica e un organo di controllo che include alti funzionari del governo e della FED. I banchieri centrali hanno anche manipolato i prezzi dell’oro, ha aggiunto, facendo eco alle diffuse preoccupazioni del The New American.
La poco conosciuta ma immensamente potente Banca dei Regolamenti Internazionali funge da “club” per questi banchieri centrali privati, ha continuato la Hudes. “Ora, la gente continuerà a voler pagare interessi sui debiti del loro paese quando scopriranno i “giochi di prestigio” fatti da quel gruppo? Non dimentichiamo come si sono arricchiti prendendo i soldi dei contribuenti.”

Niente oro a Fort Knox
Per quanto riguarda l’intervento sui prezzi dell’oro, la Hudes ha detto che si trattava di uno sforzo da parte della rete di corrotti e delle loro banche centrali di “non far crollare la carta moneta” – un sospetto condiviso da molti analisti e da molti alti funzionari governativi. L’informatore della Banca Mondiale ha inoltre affermato che, contrariamente alle affermazioni ufficiali, non crede vi sia oro a Fort Knox. Anche i membri del Congresso e i governi stranieri hanno cercato di scoprire se vi fosse un deposito del prezioso minerale, senza però ottenere grossi successi. La Hudes, tuttavia, ritiene che la truffa alla fine verrà smascherata.

Riforma o legge marziale?
Mentre i media sono dominati da questa rete di potere, la Hudes ha lavorato con governi stranieri, giornalisti, funzionari degli Stati Uniti, governi statali, e una vasta coalizione di compagni informatori per rendere nota questa truffa.
“Vogliamo ripulire il sistema finanziario, ecco il nostro obiettivo, ma nel frattempo, le persone che non sapevano della truffa la scopriranno” ha detto. “Il sistema finanziario internazionale cambierà …. Le persone sapranno quello che sta succedendo – basta accordi sottobanco. Avremo un nuovo tipo di sistema mediatico se la gente è stufa di essere controllata e dominata.” (Lo dubito fortemente n.d.r.)
Mentre la Hudes sembra molto ottimista, riconosce il fatto che il mondo è in pericolo – negli Stati Uniti, la legge marziale, è ormai alle porte. I prossimi passi saranno cruciali per l’umanità. In base a questo è fondamentale che le persone si informino sull’illegalità, sulla corruzione e le ruberie che avvengono ai massimi livelli. Non fare nulla sarebbe disastroso.

 
Iononmiarrendo's insight:

Fonte: http://www.oltrelacoltre.com/?p=16628

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«L’Aulin è tossico e letale». L’Italia continua a venderlo

«L’Aulin è tossico e letale». L’Italia continua a venderlo | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it
A dare l ’allarme, anni addietro, sono stati 16 Paesi europei tra cui Spagna, Finlandia ed Irlanda che lo hanno addirittura ritirato dal commercio. Non sembra, invece, che l’Italia abbia recepito la pericolosità del farmaco che continua a popolare gli scaffali delle nostre farmacie. Il principio attivo Nimesulide, alla base di numerosi medicinali in commercio, comporterebbe effetti devastanti per il fegato, talvolta anche letali. Il Nimesulid è commercializzato in vari Paesi ed in Italia è la molecola alla base di diversi farmaci: Algimesil, Antalgo, Areuma, Dimesul, Domes, Efridol, Eudolene, Fansulide, Flolid, Isodol, Ledolid, Ledoren, Nerelid, Nide, Nimenol, Nims, Noxalide, Resulin, Solving, Sulidamor, Fansidol, Sulide, Idealid, Delfos, Domes, Noalgos, Algolider, Aulin, Fansidol, Mesulid, Nimesil, Remov, Migraless, Edemax, Mesulid Fast, Nimedex. «6 TRAPIANTI DI FEGATO POST NIMESULIDE»I primi a ritirare dal commercio farmaci contenenti il nimesulide sono stati Spagna, Finlandia ed Irlanda allertati dalla sua tossicità epatica, nel 2002. Cinque anni più tardi, il 15 maggio 2007, l’Irlanda si accoda, dopo che sei pazienti in cura con l’Aulin sono stati costretti al trapianto di fegato per grave insufficienza epatica. E’ proprio il documento ufficiale del della Irish Medical Board (il massimo organo di Salute) a fugare ogni dubbio.In Irlanda il Nimesulide è un anti-infiammatorio autorizzato dal 1995 per il trattamento del dolore acuto, il trattamento sintomatico dell’osteoartrite dolorosa e della dismenorrea primaria. E’ disponibile solo su prescrizione medica. I prodotti contenenti il principio attivo nel Paese erano Aulin, Mesulid 100mg granuli granuli 100mg; Mesulid compresse 100 mg; Mesine compresse 100mg, e Aulin 100 mg compresse.«Il danno epatico», ha dichiarato l’Irish Medical Board, «è un raro ma grave effetto collaterale del nimesulide. Tuttavia abbiamo ricevuto dati provenienti dall’Unità Nazionale di trapianto di fegato del St Vincent University Hospital, i quali parlano di sei pazienti che hanno richiesto trapianto di fegato dopo il trattamento con il nimesulide. Da quando il prodotto ha fatto ingresso in Irlanda nel 1995, si sono registrati un totale di 53 segnalazioni. Tra queste nove casi di insufficienza epatica, sei dei quali provenivano da l’Unità Nazionale trapianto di fegato e tre casi mortali di insufficienza epatica. IL CASO ITALIANon sembra però che l’allarme abbia in qualche modo preoccupato l’Italia. Il nostro Paese consuma il 60% della produzione mondiale di nimesulide.Sembra che nel maggio 2008 un’inchiesta guidata dal magistrato torinese Raffaele Guariniello abbia portato allo scoperto un sistema illecito che potrebbe avere arrecato danni alla salute dei cittadini. Un alto funzionario dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) avrebbe intascato mazzette per evitare i controlli sul prodotto.In manette sarebbero finiti 2 funzionari dell’Aifa, Pasqualino Rossi ed Emanuela Bove.Nel maggio 2008 la SIF (Società Italiana di Farmacologia) avrebbe riportato che i benefici sono superiori ai rischi legati al principio attivo. «Se essa (nimesulide) resta in commercio oltre che in Italia in ben altri 16 Paesi europei», ha dichiarato, «fra cui Francia, Portogallo, Svizzera, Ungheria, è perché l’Agenzia regolatoria europea ha ritenuto che, nonostante quanto autonomamente stabilito da alcuni Paesi, il suo profilo di beneficio/rischio rimanga ancora favorevole».Sul sito dell’Agenzia per il farmaco (Aifa) si trovano le note informative relative al 2012 , al 2010 e la nota 66

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L’Istat annuncia la fine del mondo: 80 anni di austerità

L’Istat annuncia la fine del mondo: 80 anni di austerità | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Non è uno scherzo o un tentativo maldestro di mettere in piedi una trama di fantapolitica. Sapevamo che la tragica approvazione, tramite Pd-Pdl, del Fiscal Compact e del pareggio di bilancio in Costituzione avrebbe provocato danni permanenti a questo paese. Danni dei quali non si ha ancora chiara l’effettiva portata. Pensando magari che “la crescita” arriva davvero “risanando” parte dello stato del paese. L’Istat, che non è una casa editrice di fantascienza ma l’istituto nazionale di statistica, mette invece in guardia su quanto sta realmente accadendo in questo paese. Ha infatti pubblicato una simulazione su quanti anni occorrono a due paesi dell’Eurozona, praticando l’austerità, per raggiungere i parametri fissati dal Fiscal Compact e dal pareggio di bilancio in Costituzione, grazie alla guida del Six Pack e del Two Pack, gli accordi tra stati dell’Eurozona che prevedono rigidità di bilancio e sorveglianza ferrea di Bruxelles.

Per quanto riguarda un paese della taglia della Germania, gli anni di austerità da percorrere per arrivare alla situazione di bilancio definita ottimale dai “La strada”, film tratto dal romanzo di McCarthyvari accordi nell’Eurozona sono sette. Non è comunque poco per un paese che deve far fronte a una situazione interna dove sono emerse nuove povertà. Il problema è che, secondo le simulazioni Istat, per rispettare il Fiscal Compact secondo le regole che si è data l’Eurozona, l’Italia dovrebbe impiegare almeno 80 (!) dei propri anni in politiche di austerità, in una sorta di liturgia perpetua dei sacrifici da tramandarsi di generazione in generazione. E’ però impensabile che un quadro così fallimentare, non di una congiuntura economica ma di un modello di sviluppo, non abbia effetti sulla politica istituzionale.

Si guardi al dibattito sulla riforma elettorale. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione, che contesta la costituzionalità del premio di maggioranza nell’attuale legge elettorale, si discute su “poche modifiche” delle legge in vigore. L’effetto però sarebbe di ottenere una legge quasi proporzionale. In sé non sarebbe un problema ma guardiamo all’effetto politico: renderebbe obbligatoria, alle élite di questo paese, una alleanza organica Pd-Pdl. O, se si preferisce, la stabilizzazione di quella attualmente al governo che altro non è che la prosecuzione dell’alleanza Monti. Tutto per salvare le esigenze dell’oligarchia al potere in Italia, che vampirizza le risorse del paese garantendo l’austerità per “l’Europa”, e non dover mettere in discussione un assetto politico-economico che fa bene solo alla finanza globale. Poi, per far sembrare che tutto più o meno sia come sempre, ci sono le solite strategie di banalizzazione. “Repubblica”, “Corriere” e telegiornali lavorano in questo senso. Resta solo da capire però a chi scoppierà in faccia, e quando, questa situazione.

(“L’Istat prevede 80 anni di austerità, verso un governo organico Pd-Pdl”, da “Senza Soste” del 23 maggio 2013).

http://www.libreidee.org/2013/05/listat-annuncia-la-fine-del-mondo-80-anni-di-austerita

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Concorso esterno, alla scoperta del sen. Compagna che vuole dimezzare le pene

Concorso esterno, alla scoperta del sen. Compagna che vuole dimezzare le pene | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Anche questa volta non è andata: la proposta di legge salva-Dell’Utri, presentata ieri al Senato, era un po’ troppo persino per Renato Schifani. Che, appena è uscita la notizia dell’intenzione di dimezzare le pene per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha dovuto prometterne il ritiro. E così il ddl depositato a Palazzo Madama dal senatore Luigi Compagna (il relatore era Giuseppe Caliendo) – che diminuiva i tempi massimi di reclusione da 12 a 5 anni ed escludeva proprio il carcere per chi fornisce supporto logistico ai mafiosi – è morto sul nascere. Anche perché sarebbe stato difficile per il Pd, che giustifica le larghe intese nel nome del bene comune, partire da leggi che invece difendono chi difende i mafiosi. A pesare è stata anche la rivolta dei magistrati, quelli palermitani in testa. Come spiega Antonio Ingroia al Fatto, “la legge avrebbe permesso a Dell’Utri di aspirare alla prescrizione. Il Pdl, con coerenza, continua a tentare di proteggere i colletti bianchi”.

Ma non è la prima volta che il senatore Compagna, nato a Napoli 65 anni fa, si prodiga per difendere gli amici. All’indomani della sentenza di Cassazione che imponeva di rifare il processo Dell’Utri, Compagna suggerisce: è l’occasione buona “per fare il punto sulle modalità di lotta alla mafia”. Più stringenti? Non proprio: “Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa è una montatura della magistratura – dice – e le indagini su Dell’Utri sono state guidate dallo spirito del teorema giudiziario, fino alla condanna per un reato che non è previsto dal nostro codice”. Poi ripropone “l’esigenza di una commissione d’inchiesta sui pentiti e il loro uso”, idea lanciata già ai tempi della testimonianza di Ciancimino Jr. Ma non è solo per Dell’Utri che il Compagna si dà da fare. Il 18 aprile 2011 insiste sulla necessità, quantomeno, di “arginare iniziative sin troppo spregiudicate dei pm”: “ora che non è più parlamentare, un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di Nicola Cosentino ha perso ogni ragione giuridica”, spiega. Di più: “Si tratta di mera cattiveria finalizzata a negargli la condizione di essere umano”. E ancora: “Nella storia della magistratura italiana non era mai comparsa tanta spietata ostilità ad personam”.

Pina Picierno del Pd si interroga sul senatore quando si lancia in difesa di Gianni Lettieri: “Il curriculum del portavoce di Cosentino, Lettieri, è limpido? I certificati penali sporchi sono un piccolo dettaglio?”. Ma le battaglie di Compagna non sono solo in ambito mafioso. Nel 2012, assieme alla senatrice Pd Franca Chiaromonte, propone un emendamento per rafforzare l’immunità parlamentare. Poi, constatata la scarsa popolarità dell’iniziativa, è costretto a ritirarlo. Non la spunta nemmeno quando tenta d’infilare nel ddl anti-corruzione le norme “salva Ruby”, apprezzatissime dal Cavaliere: perché si concretizzi il reato di concussione, bisogna infatti provare un danno patrimoniale. Non solo: propone di sostituire la parola “indebitamente” con il termine “illecitamente” cosicché, cambiando la condotta del reato, B. possa stare tranquillo (un imputato non può essere condannato per un reato diverso da quello per il quale era stato accusato inizialmente). “Ora li ritiro, ma probabilmente li ripresenterò’”, rassicura. Ma il curriculum del Compagna spazia ancora: dalla difesa dei condoni edilizi a quella di consiglieri di Lega e Pdl accusati di aver percepito rimborsi illegali. Nel 2010, tra le altre cose, presenta anche un ddl per la concessione di amnistia e indulto. Ieri, fallita l’impresa, prova a tranquillizzare i suoi sostenitori: “Io resto convinto della necessità del provvedimento che, se verrà ripresentato, non esiterò a votare”. Perché sul Compagna si può sempre contare.

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Fingeranno di allentare la morsa, temono rivolte

Fingeranno di allentare la morsa, temono rivolte | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Questo governo apparentemente dovrà far vedere che propone la realizzazione anche di politiche sociali perché la gente non ce la fa più, ormai non c’è speranza di futuro per i giovani; non si parla di precarietà del lavoro, è precarietà della vita. Per non parlare di come vivono gli immigrati nel nostro paese, in condizioni disagiate, di miseria e repressione. Ormai disoccupazione e precarietà sono questioni che toccano drammaticamente persone adulte e non solo i giovani. Si parla di suicidi e di atti di follia, ma la gente non diventa improvvisamente pazza; ci si ritrova a 50 anni con due o tre figli senza sapere cosa dargli da mangiare, come pagare l’affitto o il mutuo della casa, una vita da buttare senza un futuro, perché riproporsi sul mondo del lavoro dopo un licenziamento a quell’età è di una difficoltà incredibile.

I politici hanno paura che la profondissima crisi economica e sociale possa portare ad un antagonismo duro, ad un conflitto forte che coinvolga sempre
più ampi settori della società: per questo fanno proposte anche a carattere apparentemente di protezione sociale per tentare di placare la rabbia popolare, si teme la rivolta collettiva e non più il gesto individuale di un disperato. Si parla allora di reddito garantito, di nuovi ammortizzatori sociali, ma non saranno politiche sociali rivolte al welfare universalistico quanto piuttosto a un “welfare dei miserabili”; è finita la fase del capitalismo moderato e keynesiano, non ci sono più i margini di profittabilità che permettano al capitale una politica seppur minimamente redistributiva.  Una parte misera, più che povera, della società beneficerà di provvedimenti di qualche centinaio di euro. Ma i soldi pubblici delle nostre tasse continueranno ad andare alle banche e alle imprese, non alle politiche per uno Stato sociale allargato.

I tagli saranno per l’ennesima volta proprio sul welfare universalistico, quindi su istruzione, scuola, università, sanità, pensioni, edilizia pubblica, ammortizzatori sociali del lavoro ad ampia protezione. I tagli che vengono e verranno sempre più effettuati riguarderanno la spesa sociale, ma non la spesa pubblica complessiva. La spesa sociale è una parte minima della spessa pubblica; quest’ultima comprende anche le spese militari e tutta una parte di flussi di denaro proveniente dalle nostre tasse e che va a finire al sistema bancario ed al sistema d’impresa in forma di defiscalizzazioni, di incentivi, di voluta e favorita evasione ed elusione fiscale. Il governo dei tecnici di Monti aveva come obiettivo quello della riduzione del deficit e del rapporto debito pubblico/Pil, ciò ovviamente per mantenere un livello alto di competitività internazionale della Germania; e per favorire tale ruolo e
funzione del capitalismo a guida tedesca, occorre che alcuni paesi si sacrifichino.

Questi sono i cosiddetti Piigs, acronimo che sta per Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, ma che vuol dire anche maiali: è questo il nuovo termine offensivo utilizzato per indicare le vittime di un processo di ristrutturazione capitalistico, così come “terroni” o “mangia terra” erano i lavoratori migranti del Sud che dovevano garantire  lo sviluppo del “miracolo economico italiano”. Monti ha tagliato lo Stato sociale e il rapporto debito/Pil è aumentato. Dove vanno a finire i soldi delle nostre tasse? Vanno con flussi enormi a chi ha determinato questa crisi, cioè al sistema bancario e finanziario. È come se avessimo davanti a noi un boia che ci mette il cappio al collo e, invece di combatterlo duramente per imporgli di smetterla, lo alimentassimo affinché continui a farlo fino a farci morire impiccati.

Le banche ci hanno distrutto la capacità di acquisto reale e di vita e lo Stato continua a dare i soldi alla speculazione finanziaria e alle banche, e non a redistribuire al lavoro, al lavoro negato per rendere il maltolto a chi la ricchezza sociale davvero l’ha creata con il proprio sangue e sudore. Ancora nei prossimi mesi, con la scusa della competitività internazionale continuerà ad andare denaro ai grandi potentati economici, in particolare a quelli del sistema bancario e finanziario. Inoltre si delinea una lotta per diminuire il potere salariale d’acquisto dei lavoratori e quindi anche il potere che i lavoratori possono avere nella società: questo perché pensano che un lavoratore costretto alla miseria, alla precarietà, a non avere casa, possa essere meno conflittuale avendo come priorità la sopravvivenza. Però qual è il limite di questa politica? Che la gente potrebbe non farcela più. E quindi le reazioni sociali collettive potrebbe andare fuori controllo.

(Luciano Vasapollo, estratto dell’intervista “Governo Letta, il ritorno della Balena Bianca”, realizzata da Gianmarco Dellacasa e Simone Mucci e pubblicata l’11 maggio 2013 da “OltreMediaNews”).

 
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Voci dall'estero: Krugman: La teoria dell'austerità di Smith/Klein/Kalecki

Voci dall'estero: Krugman: La teoria dell'austerità di Smith/Klein/Kalecki | IO NON MI ARRENDO | Scoop.it

Noah Smith ha recentemente espresso un interessante punto di vista sui reali motivi per cui le élite sostengono così tanto l'austerità, anche se in pratica non funzionano. Le elites, egli sostiene, vedono le difficoltà economiche come un'opportunità per costringere a delle "riforme" – cioè in sostanza i cambiamenti da loro desiderati, che possano servire o meno a promuovere la crescita economica - e si oppongono a tutte le politiche che potrebbero attenuare la crisi senza rendere necessari questi cambiamenti:


"Penso che gli "austerians" siano preoccupati che delle politiche macro anti-recessione consentirebbero a un paese di "cavarsela" nella crisi senza migliorare le sue istituzioni. In altre parole, temono che uno stimolo di successo potrebbe sprecare le possibilità offerte da una buona crisi.
...
Se la gente pensa realmente che il pericolo di uno stimolo non è che potrebbe fallire, ma che potrebbe avere successo, allora dovrebbe dirlo chiaramente. Solo così, credo, potremmo avere un dibattito pubblico ottimale sui costi e benefici."
Come egli osserva, il giorno dopo aver scritto questo post, Steven Pearlstein del Washington Post ha fatto esattamente questa argomentazione a sostegno dell'austerità.

Ciò che Smith non ha osservato, in modo alquanto sorprendente, è che la sua tesi è molto vicino alla Shock Doctrine di Naomi Klein, la quale sostiene che le élite sistematicamente sfruttano i disastri per far passare politiche neoliberiste, anche se tali politiche sono sostanzialmente irrilevanti sulle cause dei disastri. Devo ammettere che al tempo della sua pubblicazione non ero tanto ben disposto verso il libro di Klein, probabilmente perché fuori dal campo della professionalità e cose simili - ma la sua tesi aiuta davvero a spiegare molto di quello che sta succedendo, in particolare in Europa.

E la storia va ancora più indietro. Due anni e mezzo fa Mike Konczal ci ha ricordato un classico saggio del 1943 (!) di Michal Kalecki, il quale suggeriva che gli interessi del business odiano la teoria economia keynesiana perché temono che potrebbe funzionare - e questo comporterebbe che i politici non dovrebbero più umiliarsi davanti agli uomini d'affari in nome del fatto di preservare la fiducia. E' un argomento abbastanza vicino alla tesi che l'austerità è necessaria perché lo stimolo potrebbe togliere l'incentivo alle riforme strutturali che, avete indovinato, offrono alle aziende la fiducia di cui hanno bisogno prima di degnarsi di produrre la ripresa.

E come previsto, nella mia casella di posta questa mattina vedo un pezzo che più o meno deplora i primi segni di successo dell'Abenomics: Abenomics sta funzionando - ma sarebbe meglio se non funzionasse. Perché se funziona, come facciamo a chiedere le riforme strutturali?

Quindi un modo di vedere la via dell'austerità è l'implementazione di una sorta di giuramento di Ippocrate al contrario: "In primo luogo, non far nulla per limitare il danno". Perché la gente deve soffrire se le riforme neoliberiste devono prosperare.

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UN'ARENA DARWINISTICA

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EUROZONA: (EU)CARESTIA-UE e BCE impongono una carestia monetaria che manda in rovina i paesi deboli, e la giustificano con false teorie  

 

UE e BCE impongono una carestia monetaria che manda in rovina i paesi deboli, e la giustificano con false teorie

L'Italia e altri paesi soffrono sì di inefficienza e corruzione, ma soprattutto di carenza di liquidità, per pagare i debiti esistenti e per fare investimenti. Non c'è abbastanza denaro per pagare i debiti, quindi i debiti vanno in default, le banche stringono i cordoni, la liquidità si restringe ancora di più, la recessione accelera, i capitali fuggono all'estero a vantaggio dei paesi forti come la Germania, e la situazione degli altri paesi precipita a vite.

UE e BCE negano la liquidità necessaria ad andare avanti, affermando che creare e immettere nuovo denaro produrrebbe inflazione.

Ciò è falso e contraddittorio.

Innanzitutto, va chiarito che il denaro che usiamo oggi – consistente al 92% in credito bancario e all'8% in cartamoneta stampata dalle banche centrali – non ha valore intrinseco, ma legale, e non ha costi né limiti oggettivi di produzione (infatti le banche centrali lo creano in grandi quantità senza garantirlo con oro né coprirlo con ricchezza reale da esse generata o posseduta), quindi non vi è ragione di non crearne quanto serve all'economia reale.

In secondo luogo, le banche centrali ne creano moltissimo (migliaia di miliardi), ma lo danno alle banche commerciali per attività finanziarie, speculative, che non vanno a sostenere l'economia reale, ma a destabilizzare la società e a frodare i risparmiatori e i futuri pensionati.

In terzo luogo, è falso che l'immissione di denaro nuovo scateni inflazione: non la scatena se va a pagare debiti esistenti per prestazioni reali (ad es., i 70 o 90 miliardi di debiti della pubblica amministrazione verso imprese private) o a far produrre più beni e servizi reali, perché questi beni e servizi reali prodotti in più vanno a bilanciare la moneta creata in più, quindi sia ha più offerta di beni e servizi e più offerta di moneta, in parallelo.

In quarto luogo, è demenziale difendere il potere d'acquisto della moneta con metodi che abbattono l'importo dei redditi e che fanno anzi venir meno redditi – ossia che le autorità monetarie mantengano invariato il potere d'acquisto astratto dell'Euro, se per far ciò adoperano misure recessive che mi fanno perdere il posto di lavoro, o mi fanno ridurre lo stipendio nominale.

In quinto luogo, la policy delle autorità monetarie europee, di fatto, non ha difeso il potere d'acquisto astratto dell'Euro, ma lo ha ridotto notevolmente.

L'Eurozona è una grande arena darwinistica dove i più forti sopravvivono; i partiti politici italiani sono complici o conniventi

In sostanza, il potere monetario europeo gestisce l'Eurozona come una grande arena darwinistica, dove si combatte per la vita e per la morte: lascia in essa una quantità di moneta insufficiente, cioè che non basta ai bisogni di tutti, in modo che i paesi membri competano, sbranandosi l'un l'altro, per sottrarsela a vicenda; i più forti, come la Germania, riescono ad attrarre le disponibilità monetarie dei più deboli, e i più deboli soccombono, cioè vengono sottomessi e sottoposti a take-over e impoverimento dai più forti (cioè i loro assets strategici vengono comperati a basso prezzo). In più, tutti io paesi dell'Eurozona sono in competizione coi mercati speculativi finanziari, che tendono a sottrarre loro liquidità attraendola con maggiori rendimenti (sicché le banche stanno togliendo denaro dall'economia reale, pubblica e privata, per giocarla nella bisca finanziaria). Quindi l'Eurozona è come un Colosseo in cui, sotto gli occhi degli odierni Cesari, i gladiatori combattono tra di loro, e in aggiunta entrano leoni affamati che attaccano questo o quel gladiatore.

I partiti italiani, con poche eccezioni, hanno collaborato a questo spietato piano darwinistico, o nazista, se si preferisce.

Se non si tolgono di mezzo quelle forze politiche collaborazioniste e se non si denuncia questo piano, se non si mette in discussione la permanenza sotto la BCE e l'Unione Europea nell'arena darwinistica dell'Eurozona, non si fa nulla di serio, nulla di idoneo a salvare il Paese da una fine praticamente già decisa e – credo – inevitabile, salvi interventi esterni.

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