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“Titty..dove sei? Dai, corri! Devi aiutarmi”. Mia nonna mi cerca. Non riescono a trovarmi quasi mai. Sono minuta, silenziosa. Curiosa. I miei occhi sono grandi. Sempre spalancati. Alla ricerca di qualcosa. Di solito mi nascondo nell’armadio a muro, nella stanza da ragazza di mia madre. Lì dentro sono rimaste principesse in attesa che un cavaliere le salvi, fate e folletti. Do vita a un mondo fatto di incanto in cui ogni cosa finisce bene. Stavolta pero’ sono dietro una tenda. Il naso appiccicato al vetro di una finestra, gli occhi cercano.
La finestra e’ quella della cucina di mia nonna. Da’ in un pozzo luce. Mi hanno detto che entrera’ da lì. Sono preoccupata. Temo si possa fare male. Non ci sono appigli. Continuo a scrutare un po’ in alto e un po’ verso il basso. La voce della nonna mi scuote. Scendo dalla sedia su cui mi sono arrampicata prima che se ne accorga e corro da lei che mi cercava dentro l’armadio. Sono la sua preferita. Lo sanno tutti. Le ronzo sempre intorno. Imparo da lei che ha un quadernetto pieno di ricette. Mi piace ancora cucinare. La osservo preparare biscotti con le mandorle e la cannella. L’odore rimarra’ per sempre nel mio naso. I biscotti con la mostarda d’uva. Il ragu’ sul fornello. Il rumore che produce e’ un leggero borbottio.

L’albero e’ addobbato, il presepe e’ fatto. Alla televisione trasmettono i film che a lei piacciono tanto. Il mio preferito era,è ancora, “La vita e’ una cosa meravigliosa” di Frank Capra.

Continuo a domandarmi come fara’ ad arrivare. Se ci penso mi batte forte il cuore. Ho chiesto una Barbie per regalo. Ci spero tanto. La cena e’ in tavola. A casa mia non si riesce a mangiare in silenzio. C’e’ sempre un gran vociare, passami il pane, passami il sale, l’acqua, il vino…si vabbe’ ma tutto urlando! Fate silenzio…devo ascoltare. Potrebbe essere lui. Magari chiede aiuto. Fate silenzio! Non mi considerano un gran che…sono troppo scriciolina, parlo troppo a bassa voce per loro..mangio quasi niente.

Perche’ ora dobbiamo andare in soggiorno? Devo star li. Dietro i vetri! Non capite… Le luci…chi ha spento le luci? Ho paura del buio. Cos’e’ questo fracasso? E’ caduto? Si apre la porta…Eccolo! Ce l’ha fatta! I miei occhi sono spalancati su di lui. Mi viene incontro. Sono in braccio alla mia nonna, mi stringo a lei perche’ ho un po’ paura di questo omone con la barba bianca e il pancione. Mi offre un pacchetto, io mi nascondo perche’ mi vergogno un po’.

Lo osservo distribuire altri pacchetti colorati fino a che…accidenti di nuovo il buio! Ho paura del buio! Di nuovo fracasso. La luce e…Babbo Natale non c’e’ più. Apro il mio regalo e scopro che non ho avuto la bambola che desideravo. Questa si chiama Kitty. Un po’ di delusione ma me ne innamoro lo stesso.

Corro dietro i vetri nella speranza di trovare traccia del suo passaggio. Niente. Guardo la mia famiglia, i miei nonni, i miei zii, i cugini. C’e’ tutto il mio mondo intorno a un tavolo. Gusci di noci e carta da regalo strappata. Mio nonno che si addormenta su una seggiola. Mio padre che fa foto. Tutto il mio mondo. Non mi serve altro per sentirmi al sicuro. Non e’ mai più stato come allora il mio Natale. Mai più.

Col tempo scopri’ che Babbo Natale era mio zio, che tanto omone proprio non si poteva definire…

Sono incantate le cose viste con gli occhi dei bambini. Nei miei e’ rimasto come l’ho ricordato qui. Ne sento la mancanza. Ma se ci penso, chiudo gli occhi, respiro profondamente torno nella casa dei nonni ad aspettare la magia. Sento sapori, odori. E le braccia di mia nonna che mi stringono forte.

Buon Natale.