Il Grande Gioco
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Sguardi sulla politica internazionale
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Spesa Militare, in Italia è l'1,3% del Pil

Con le recenti crisi internazionali in Medio Oriente e Ucraina si è tornato a parlare di spesa militare. La NATO dice che dovrebbe essere il 2% del Pil
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UCRAINA: una tregua per ricaricare le armi

UCRAINA: una tregua per ricaricare le armi | Il Grande Gioco | Scoop.it

Una telefonata tra il Presidente ucraino Poroshenko e quello russo Putin ha sancito una tregua delle ostilità nella regione ucraina del Donbass. Era stata definita dal sito istituzionale della Presidenza ucraina un “cessate il fuoco permanente”, poi derubricato a “cessate il fuoco”, ma intanto le ostilità sembrano essersi calmate: un segnale positivo rispetto ai giorni scorsi. Nella conversazione Putin avrebbe posto le sue condizioni per una pace duratura: ritiro delle truppe ucraine dal sud-est, cessazione delle azioni militari di entrambe le parti, esclusione dell’uso dell’aviazione contro i civili, controllo internazionale del cessate il fuoco, scambio dei prigionieri, corridoi umanitari per i rifugiati. Il Premier di Kiev, Yatseniuk, polemicamente rispetto all’apertura da parte del Presidente Poroshenko, ha proposto la creazione di un muro che divida l’Ucraina dalla Russia: un’uscita che sa tanto di boutade

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La lunga marcia di Hong Kong verso la democrazia

La lunga marcia di Hong Kong verso la democrazia | Il Grande Gioco | Scoop.it

Migliaia di persone sono scese in strada a Hong Kong per protestare contro le limitazioni che Pechino vorrebbe imporre alla libertà di scelta per il prossimo capo del governo della regione amministrativa speciale.

Studenti e militanti pro-democrazia hanno contestato Li Fei, vice-presidente della Commissione legislativa dell’Assemblea nazionale cinese, arrivato in città per ribadire quanto già si sapeva: allaprossima tornata elettorale prevista per il 2017, sarà garantito il suffragio universale ma potranno correre solo due-tre candidati che a loro volta abbiano ricevuto oltre il 50% dei voti del comitato elettorale composto da 1.200 persone rappresentative di quattro settori diversi della società.

I manifestanti, che da mesi protestano contro quello che ritengono un sopruso rispetto ai patti concordati tra Cina e Gran Bretagna nel 1997, promettono di paralizzare il Central, il cuore finanziario di Hong Kong, nel quale si trovano gli uffici delle banche internazionali e delle società multinazionali di tutto il mondo.

La vicenda sta rapidamente assumendo rilevanza internazionale sia per l’importanza che l’hub finanziario ormai riveste e per il quale è fondamentale assicurare stabilità economica e politica sia perché la Cina ha chiesto ufficialmente ai parlamentari britannici di astenersi dall’ingerire in questa questione dopo che un influente gruppo di politici aveva chiesto l’apertura di un’inchiesta.

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La Libia è uno Stato fallito?

La Libia è uno Stato fallito? | Il Grande Gioco | Scoop.it
A tre anni e mezzo dalla rivoluzione che depose il regime quarantennale di Mu’ammar Gheddafi, la Libia è sprofondata nuovamente in una crisi dalla quale non sembra trovare una via d’uscita. Ancora gravemente destabilizzata, incapace di fornire una via politica pacifica alla transizione e di dar vita a istituzioni forti e affidabili, il Paese è diviso in una miriade di entità diverse in lotta fra loro ma accomunate dall’obiettivo di guadagnare una certa posizione di potere nel nuovo corso libico.
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La nuova strategia militare russa

La nuova strategia militare russa | Il Grande Gioco | Scoop.it
 

La strategia militare russa si è evoluta. Mosca l’ha dimostrato in Ucraina, e in modo particolare in Crimea, lasciando sorpreso l’Occidente. Punti chiave di questa nuova strategia, oltre all’uso massiccio ...
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Perché il Turkmenistan è costretto a guardare a Oriente

Perché il Turkmenistan è costretto a guardare a Oriente | Il Grande Gioco | Scoop.it
 

Dire addio all’egemonia russa per cadere nelle braccia della Cina: il destino del Turkmenistan nel futuro prossimo sembra fermamente indirizzato verso Pechino, e l’accordo energetico tra Russia e Cina complica ...
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Stessa guerra, paese diverso - Thomas L. Friedman

Stessa guerra, paese diverso - Thomas L. Friedman | Il Grande Gioco | Scoop.it

"In Same War, Different Country", Thomas Friedman passa in rassegna gli interventi militari americani degli ultimi anni, dalla guerra "sbagliata" all'Iraq, alla "giusta" guerra in Libia, alla guerra "per necessità" in Afghanistan alla guerra "morale" in Bosnia fino ad oggi, con l'intervento in Siria presentato come un'altra guerra necessaria. Per Friedman si tratta della stessa guerra, combattuta in paesi diversi. E' la guerra che si combatte quando società multisettarie, la maggior parte di esse musulmane o arabe, soggiogate da dittature decennali si sbarazzano del proprio deposta illudendosi di aver così automaticamente conquistato la democrazia. Queste guerre, aggiunge Friedman, sono la conferma di quanto sia difficile il passaggio da Saddam a Jefferson - dal dominio verticale all'amministrazione orizzontale - senza cadere in Hobbes o Khomeini.

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Il dualismo tra Arabia Saudita e Qatar ed i suoi sviluppi

Il dualismo tra Arabia Saudita e Qatar ed i suoi sviluppi | Il Grande Gioco | Scoop.it

Le relazioni tra Arabia Saudita e Qatar sono emerse negli ultimi anni quale importante fattore in grado di incidere, nient’affatto marginalmente, sulle dinamiche politiche regionali. In tal senso, le Primavere Arabe – e, con esse, i grandi mutamenti occorsi negli equilibri di forza tra i principali attori mediorientali – hanno avuto il merito di mettere in luce l’ambivalenza di un rapporto, quello tra le due Monarchie del Golfo, la cui definizione non appare scontata. 
Le politiche di Riyadh e di Doha s’inseriscono in contesti regionali del tutto differenti – dalla Siria all’Egitto, dalla Libia al Libano – e sembrano, in tal modo, modificarsi a seconda dello scenario. 

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Israele e l’iniziativa russa: vinti e vincitori

Israele e l’iniziativa russa: vinti e vincitori | Il Grande Gioco | Scoop.it

Spesso fonti israeliane hanno sottolineato che quello che sta accadendo in Siria è affar loro e che non spetta a Israele intervenire in Siria, se non come ultima eventualità o nel caso in cui la linea rossa sia infranta. Tuttavia, questo non ha impedito alle autorità di rivolgere critiche agli americani e all’Occidente, ora per il mancanto intervento, ora per le ingerenze.

Ultimamente, però, nonostante sia sembrato che Israele sia in accordo con Washington, l’oscillare della sua posizione a causa del conflitto d’interessi strategici e tattici continua, anche dopo l’annuncio dell’iniziativa russa.  A questo proposito, una parte degli israeliani ha riferito che si tratta di una buona soluzione poiché contribuirebbe a privare la Siria dei suoi armamenti strategici, che da tempo turbano le autorità. Tuttavia,  il suo successo potrebbe comportare la sopravvivenza del regime siriano e della sua alleanza con l’Iran e Hezbollah. In altri termini, la vittoria di questo asse, ergo,la sconfitta del controllo mondiale e regionale degli Stati Uniti.

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Egitto, libertà e democrazia sono ora nemiche - Gideon Rachman - L'Antidiplomatico

Egitto, libertà e democrazia sono ora nemiche - Gideon Rachman - L'Antidiplomatico | Il Grande Gioco | Scoop.it
In Freedom and democracy can become enemies, Gideon Rachman analizza la situazione egiziana partendo da una riflessione sui concetti di libertà e democrazia.Nella retorica di molti politici occidentali, i due termini sono usati quasi come sinonimi. Nel promuovere la sua "agenda della libertà", nel 2003, il presidente George W. Bush ha salutato il "progresso più veloce per la libertà nella storia di 2.500 anni di democrazia".Gli attuali sconvolgimenti politici in Egitto mostrano che libertà e democrazia non sono sempre la stessa cosa. I liberali egiziani che hanno appoggiato il colpo di stato militare contro il presidente Mohamed Morsi hanno giustificato le loro azioni spiegando che il governo dei Fratelli Musulmani, anche se eletto, minacciava le libertà fondamentali. E' vero che le code per la benzina, l'aumento del prezzo del cibo e l'insicurezza in Egitto sono stati cruciali nel portare milioni di manifestanti anti-Morsi per le strade. Ma è anche vero che i membri chiave del movimento liberale egiziano sono stati entusiasti sostenitori della cacciata di un governo eletto. I liberali hanno sostenuto che Morsi e la Confraternita stessero minando l'indipendenza dei tribunali, censurando i media, non riuscendo a proteggere i diritti delle donne e delle minoranze, imprimendo un tono sempre più islamista alla vita pubblica  
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Il regno non più eremita. Ascesa e resilienza del mercato e della “Stateless Society” in Corea del Nord. Parte prima

Il regno non più eremita.  Ascesa e resilienza del mercato e della  “Stateless Society” in Corea del Nord. Parte prima | Il Grande Gioco | Scoop.it

I tamburi di guerra dello scorso inverno hanno smesso di rullare nella penisola coreana. Ma con quest’ultima fiammata di tensione nucleare, Pyongyang è tornata a rappresentare, sul palcoscenico ed i mass media internazionali, la sublimazione dell’isolamento e lo zenit del concetto di Stato paria. Le velleità del regime di Kim Jong-un si riflettono, nell’immaginario comune, su tutto il panorama interno della Corea del Nord. Il paese viene identificato come una impenetrabile bolla stalinista, all’interno della quale gli individui sopravvivono solo militando nell’esercito, in attesa dello scontro fatale con la Corea del Sud e gli Stati Uniti, o lavorando in un’arrugginita economia collettivizzata in grado di esportare solo missili e cannoni. Oppure muoiono di fame, o languono in attesa della fine nei terribili campi di concentramento sparsi nel Paese.

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Ritorno a Mogadiscio

Ritorno a Mogadiscio | Il Grande Gioco | Scoop.it

Responsabilità condivisa e local ownership sono le parole d’ordine del processo di stabilizzazione somalo iniziato dopo la fine del Governo federale di transizione, Gft, e l’insediamento di un nuovo parlamento democraticamente eletto nel 2012. Tuttavia, la Somalia è solo all’inizio. Il lungo percorso per uscire dalla crisi richiede impegno e prudenza. -

 

See more at: http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=2404#sthash.BKW4kQxh.dpuf

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Siria: “Responsibility to Protect” o “Right to Punish?” | SIDIBlog

L’aggravarsi della crisi in Siria e le recenti dichiarazioni dell’amministrazione americana fanno temere che possa presto aver luogo un intervento armato statunitense nel Paese.

Lungi dal trovare un fondamento nella responsabilità di proteggere (RtoP, secondo l’acronimo inglese), un intervento unilaterale di questo tipo contro il regime di Bashar al-Assad rappresenterebbe piuttosto un’ulteriore – l’ennesima – sfida ad una corretta applicazione della dottrina. Com’è noto, la RtoP si fonda sul principio secondo cui la sovranità non comporta una ‘license to kill’ (Gareth Evans, intervista con SEF News, 22 maggio 2008), ma consiste piuttosto nel dovere di protezione della popolazione civile.  La comunità internazionale, inoltre, detiene una responsabilità di protezione complementare nei casi in cui il singolo Stato non sia in grado o, peggio, non sia intenzionato a dar seguito ai propri doveri.

Quella che, in linea puramente teorica, è una costruzione dottrinale difficilmente contestabile, sempre di più è sottoposta a sollecitazioni che ne minano un’applicazione genuina e, dunque, un’accettazione senza riserve.

 

Leggi il resto: http://www.sidi-isil.org/sidiblog/?p=481

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Alleati di cattivo gusto

Alleati di cattivo gusto | Il Grande Gioco | Scoop.it

Nessuno ha mai dubitato della brutalità dello Stato Islamico. La sua guerra è stata accompagnata da una serie di violenti video di esecuzioni di massa e pulizia etnica. Dal momento che gli USA si sono uniti alla lotta contro l’ISIS, dispiegando bombardieri e droni per aiutare gli alleati iracheni a respingere i jihadisti, il gruppo ha iniziato a uccidere gli ostaggi che finora tratteneva per riscatto.

L’impressionante espansione del gruppo e la sua sete di sangue non fanno altro che alimentare le richieste per una reazione internazionale più energica. Ma anche molti degli alleati dell’Occidente, potenziali o de facto, sono sì e no di buon gusto. Alcuni delle più capaci forze anti-ISIS sono le milizie sciite che una volta combattevano i soldati americani e conducevano una feroce guerra settaria contro i sunniti.

Lo stesso giorno in cui è stato caricato il video dell’uccisione di Sotloff, sono state diffuse immagini di uomini (a quanto si dice appartenenti a Asaib Ahl al-Haq, nota milizia sciita) che posavano trionfanti acanti ai corpi bruciati di sunniti in Iraq. Lo scorso 22 agosto, uomini armati sciiti hanno sparato e ucciso 68 sunniti in una moschea della provincia di Diyala. Human Rights Watch ha accusato le milizie sciite appoggiate dal governo del rapimento e dell’uccisione di numerosi civili sunniti nel corso di quest’anno.

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Ucraina, come siamo arrivati a questo punto -

Ucraina, come siamo arrivati a questo punto - | Il Grande Gioco | Scoop.it
Raccontato in dieci brevi puntate, che cominciano dal 1991
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Egitto ed Emirati Arabi Uniti intervengono in Libia?

Egitto ed Emirati Arabi Uniti intervengono in Libia? | Il Grande Gioco | Scoop.it
Egitto ed Emirati Arabi Uniti sono stati accusati di aver compiuto due attacchi aerei sulla capitale...
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Marocco, confini e conflitti.

Marocco, confini e conflitti. | Il Grande Gioco | Scoop.it
Il Marocco ospita alcuni dei più strani confini nazionali del mondo, Africa e Europa in uno stesso Paese, sembra che il mare sia l’unica frontiera con cui, fino ad oggi, ...
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Che cos'è l'ISIS, spiegato bene

Che cos'è l'ISIS, spiegato bene | Il Grande Gioco | Scoop.it
Una guida per chi vuole capire una volta per tutte chi sono i miliziani che stanno conquistando l'Iraq: c'entrano qualcosa con al Qaida? E soprattutto, come hanno fatto?
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Nawaz Sharif e le molteplici crisi del Pakistan

Nawaz Sharif e le molteplici crisi del Pakistan | Il Grande Gioco | Scoop.it

A sei mesi dall’elezione di Nawaz Sharif, le molteplici crisi che affliggono il Pakistan cominciano a fiaccare sia l’iniziale impeto propositivo del Primo Ministro, sia l’entusiasmo dei suoi elettori, che continuano a dover affrontare la crisi economica e l’annessa crisi energetica e l’ondata di violenza che dal nordovest coinvolge ormai le principali aree urbane del Paese.
A dodici anni dall’inizio della Guerra al Terrorismo, il Pakistan è pericolosamente vicino al collasso economico e la situazione di sicurezza, in tutto il Paese, da Karachi alle aree tribali del nordovest, dimostra ogni giorno la sua precarietà. Sharif ha ricevuto un mandato chiaro dagli elettori, disillusi dalla corruzione e all’incompetenza del governo uscente e desiderosi di vedere risollevate le sorti dell’economia. 

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Siria: due possibili speech per Obama

Siria: due possibili speech per Obama | Il Grande Gioco | Scoop.it

Nella sera del 10 settembre Barack Obama ha tenuto un breve intervento alla nazione per chiarire la sue ragioni a favore di un intervento militare punitivo contro Assad senza però escludere possibili soluzioni diplomatiche e chiedendo al Congresso di avere un dibattito aperto prima di prendere qualsiasi decisione definitiva. Lo speech era stato pensato con l’obiettivo di aumentare il supporto in favore dell’attacco nell’imminenza del voto del Congresso – che poi Obama stesso ha rinviato dopo che Assad ha dato la sua disponibilità a rinunciare alle armi chimiche.

Per l’intera durata dell’intervento Obama ha cercato di spiegare - non riuscendoci – alla nazione americana per quali ragioni l’intervento militare non sarebbe stato la “salata” lezione da dare ad Assad per avere gassato la popolazione del suo paese. Com’era prevedibile il fatto di dire a 300 milioni di persone di “non pensare all’elefante” ha avuto come primo effetto quello di farli pensare proprio all’elefante. Così, senza nessun rischio per la sicurezza nazionale e senza un unanime consenso sulle soluzioni da adottare dai paesi della Nato, l’intervento del presidente non ha ottenuto il consenso sperato lasciando chi si aspettava una risposta chiara con un nulla di fatto.

Detto questo Rosa Brooks, docente alla George Town University ed ex consigliere del dipartimento di stato Usa, si è presa la briga di scrivere sulle pagine di Foreign Policy due discorsi alternativi, uno contrario e l’altro a favore dell’intervento militare. Così, attraverso questi due semplici discorsi, la Brooks spera di poter smettere di sentir continuare discutere di mezze misure e del fatto che anche raggruppate non fanno una soluzione, e invece di poter provare ad affrontare tre semplici domande: Gli Stati Uniti hanno un interesse urgente di sicurezza nazionale in Siria? Hanno l’obbligo morale di tentare di concludere la personale guerra di Assad contro i suoi cittadini? C’è la possibilità che l’intervento militare possa concludersi con l’ottenimento di obbiettivi utili?

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India: riforme economiche e proteste popolari

Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, il tasso di crescita indiano nel primo trimestre del 2013 avrebbe fatto registrare un calo rispetto alle attese: 4,9% rispetto al 9,2% nel 2011. Diversi sono i fattori responsabili del rallentamento economico e che preoccupano il governo del primo ministro Manmohan Singh: l’aumento del deficit di bilancio e dell’inflazione, la corruzione, la debolezza degli investimenti esteri. L’inattività dell’esecutivo ha generato un clima di malcontento nella popolazione che lamenta la mancanza di provvedimenti per risolvere i problemi strutturali del Paese.

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Il dilemma della Siria

Il dilemma della Siria | Il Grande Gioco | Scoop.it

Cosa abbiamo di fronte? Un dilemma straziante e sconcertante. Da un lato, un attacco chimico contro civili: quasi 1400 tra uomini, donne e bambini massacrati da armi di distruzione di massa, un atto brutale che ha violato il diritto e l’ordine internazionale.

Dall’altro lato,  il pericolo intrinseco di un eventuale attacco contro la Siria, il primo nel suo genere contro un Paese con un’enorme riserva di armi chimiche: un attacco contro il presidente siriano Bashar al-Assad potrebbe portare il suo sarin, la sua iprite e il suo gas nervino nelle mani di uno dei rampolli di al-Qaeda. Inoltre, c’è la presa di coscienza del fatto che lanciare missili americani contro un regime malvagio avrebbe esiti imprevedibili.

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ASEAN: Il futuro del sud-est asiatico tra Cina ed USA

ASEAN: Il futuro del sud-est asiatico tra Cina ed USA | Il Grande Gioco | Scoop.it

Lo sviluppo futuro delsud-est asiaticodipenderà in gran parte dalla conformazione che assumerà proprio l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico. Questa organizzazione internazionale si trova infatti a dover affrontare questioni di primaria importanza, come le contese territoriali nel Mar Cinese Meridionale.

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Assad detta le condizioni: “Basta armi Usa ai ribelli”

Assad detta le condizioni: “Basta armi Usa ai ribelli” | Il Grande Gioco | Scoop.it
CHIUSO IL PRIMO INCONTRO KERRY-LAVROV
9.00 Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov dopo il suo primo incontro con il collega americano John Kerry oggi a Ginevra:
«La Russia è determi
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Il sogno nazional-democratico di Navalny

Il sogno nazional-democratico di Navalny | Il Grande Gioco | Scoop.it

Come previsto, l’elezione per il sindaco di Mosca è stata vinta al primo turno da Sergey Sobyanin, il candidato di Vladimir Putin, mentre il suo principale antagonista, il blogger anticorruzione Alexei Navalny, ha raccolto il 27%, anche se ha subito contestato i risultati ufficiali, chiedendo lo svolgimento del secondo turno.

Scarcerato a luglio, il giorno dopo la condanna a cinque anni di carcere per appropriazione indebita, Navalnyj aveva sin dall’inizio poche possibilità di sconfiggere Sobyanin, sindaco uscente che gode di grande popolarità nella capitale, ma con la sua campagna anti-Cremlino è riuscito a convincere una fetta significativa di elettorato moscovita. 

Pur essendo uno strenuo oppositore di Putin, di cui ha denunciato le violazioni dei diritti civili, è il nazionalismo il punto di forza della sua piattaforma. - See more at: http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=2405#sthash.6I8tMr0G.dpuf


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