Psicologia e Psichiatria Sociale
1.3K views | +0 today
Follow
Your new post is loading...
Your new post is loading...
Rescooped by Dott. Francesco Somajni from Psicologia e Psichiatria Sociale
Scoop.it!

Il sollievo dal dolore che viene dalla meditazione

Il sollievo dal dolore che viene dalla meditazione | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
La meditazione mindfulness può ridurre il dolore ma senza coinvolgere la produzione naturale degli oppioidi, che è invece alla base dell'effetto analgesico di ipnosi e agopuntura. La scoperta potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche per il trattamento del dolore cronico,
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Come il rilassamento altera l'espressione dei geni - Le Scienze

Come il rilassamento altera l'espressione dei geni - Le Scienze | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Gli effetti positivi delle tecniche di rilassamento - dalla meditazione allo yoga fino alla preghiera - sono legati a un aumento dell'espressione dei geni che presiedono alla produzione di insulina e di ATPasi mitocondriale, un enzima coinvolto nella generazione di energia, e nella contemporanea
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Il valore delle interazioni sociali per il pensiero strategico - Le Scienze

Il valore delle interazioni sociali per il pensiero strategico - Le Scienze | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
La capacità d'immaginare pensieri ed emozioni di chi ci sta intorno è un meccanismo sofisticato della nostra mente che ci consente di mettere in atto la strategia di comportamento più efficace, ma si attiva solo se crediamo di essere in competizione con nostri simili, e non quando ci basiamo sulle risposte di una macchina. E' quanto è emerso da una serie di test su un gruppo di volontari che si cimentavano in diversi tipi di giochi, senza sapere che i feedback erano forniti da un algoritmo al computer
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Dalla microchirurgia la risposta alla Infertilità Maschile

Dalla microchirurgia la risposta alla Infertilità Maschile | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Dott. Francesco Somajni's insight:

 

Arriva dalla microchirurgia la soluzione per alcuni problemi di infertilità maschile severa. "Nei casi di azoospermia, ovvero di assenza di spermatozoi nel liquido seminale, determinata da cause non ostruttive, la MicroTESE sta dando risultati importanti", ha spiegato Giovanni Maria Colpi, andrologo, consulente del Centro di medicina della riproduzione ProCrea di Lugano.

 

Troppo spesso, in caso di mancata gravidanza, le cause maschili vengono sottovalutate. Si stima che in almeno due coppie su tre con problemi di infertilità, il maschio possa essere responsabile o corresponsabile dei fallimenti. "E in circa il 10 per cento dei maschi infertili vi è una azoospermia: una situazione determinata da cause ostruttive o non ostruttive", ha precisato Colpi. "Se nelle prime si possono talvolta ricanalizzare i dotti ostruiti, nelle seconde il problema è maggiore", ha aggiunto.

 

Come recuperare il seme maschile? "Nei casi di azoospermia da severo danno testicolare veniva utilizzato l'agoaspirato testicolare, che, per i suoi tassi molto bassi di successo, è però oggi proscritto dalle Linee Guida della European Association of Urology. Da molti anni si fa ricorso alla TESE, ovvero l'asportazione e sminuzzamento di un piccolo frammento bioptico di polpa testicolare, che permette di recuperare spermatozoi nel 45 per cento circa dei casi. La TESE microchirurgica, detta anche MicroTESE, come anche riportato dalla letteratura scientifica più recente, consente però recuperi positivi alquanto più elevati, che si attestano intorno al 65 per cento circa dei casi". Questa tecnica prevede l'uso di un microscopio operatore direttamente sul testicolo, alla ricerca dei tubuli seminiferi più dilatati, dove possono annidarsi spermatozoi. "L'intervento è del tutto indolore, viene effettuato in day hospital e richiede un secondo giorno di riposo al domicilio, con ripresa immediatamente successiva dell'attività lavorativa. Gli esiti chirurgici sono ottimi, virtualmente privi di complicanze, e, a distanza di tre mesi, anche con un'ecografia è spesso impossibile identificare la zona operata".

 

Con questa tecnica si hanno esiti molto elevati anche in termini di qualità. Precisa lo specialista: "Anche quando il liquido seminale contenesse solo pochissimi spermatozoi per via di un severo danno di produzione del testicolo, con un piccolo atto chirurgico si ottengono spesso da questa ghiandola spermatozoi qualitativamente migliori: recenti studi hanno infatti dimostrato che il loro utilizzo nella procreazione assistita dà possibilità di gravidanza evolutiva tre volte maggiori rispetto al corrente e più semplice uso di spermatozoi da liquido seminale". Gli spermatozoi recuperati chirurgicamente possono essere congelati e utilizzati in fasi successive, senza che siano sostanzialmente alterate le possibilità di successo. "Davanti a problemi di infertilità di coppia, è importante tenere presente il fattore maschile e non solo quello femminile", ha concluso Michael Jemec, specialista in Medicina della riproduzione e tra i fondatori di ProCrea. 

more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Alzheimer da lieve a moderata, declino funzionale rallentato dalla vitamina E

Alzheimer da lieve a moderata, declino funzionale rallentato dalla vitamina E | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

E' l'ansia a decidere quant'è grande lo "spazio personale"

E' l'ansia a decidere quant'è grande lo "spazio personale" | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Fra i 20 e i 40 centimetri: è la distanza minima di sicurezza attorno al volto a cui devono rimanere cose e persone per non essere percepite come un pericolo.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

DISTURBI DI PERSONALITA’, COSA SONO

CRITERI GENERALI SECONDO IL DSM:

Dott. Francesco Somajni's insight:

  

A. Un modello abituale di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo. Questo modello si manifesta in 2 o più delle aree seguenti:

 

1) cognitività, cioè modi di percepire e interpretare se stessi, gli altri e gli  avvenimenti

 

2) affettività, cioè la varietà, intensità, labilità e adeguatezza della risposta emotiva

 

3) funzionamento interpersonale

 

4) controllo degli impulsi

 

 

B. Il modello abituale risulta inflessibile e pervasivo in una varietà di situazioni personali e sociali.

 

C. Il modello abituale determina un disagio clinicamente significativo e compromissione del funzionamento sociale, lavorativo e di altre aree importanti.

 

D. Il modello è stabile e di lunga durata, e l’esordio può essere fatto risalire almeno all’adolescenza o alla prima età adulta.

 

E. Il modello abituale non risulta meglio giustificabile come manifestazione o conseguenza di un altro disturbo mentale.

 

F. Il modello abituale non risulta collegato agli effetti fisiologici diretti di una sostanza ( ad es. abuso di una droga o di un farmaco) o di una condizione medica generale ( ad es. un trauma cranico)

 

 

DISTURBI DI PERSONALITA’ DEL GRUPPO A :

 

Disturbo Paranoide di Personalità

Disturbo Schizoide di Personalità

Disturbo Schizotipico di Personalità

 

DISTURBI DI PERSONALITA’ DEL GRUPPO B:

 

Disturbo Antisociale di Personalità

Disturbo Borderline di Personalità

Disturbo Istrionico di Personalità 

Disturbo Narcisistico di Personalità

 

DISTURBI DI PERSONALITA’ DEL GRUPPO C:

 

Disturbo Evitante di Personalità

Disturbo Dipendente di Personalità

Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità 

 

 

per dettagli sui singoli Disturbi:

 

www.neuropsichiatriassocati.it

 

www.psichiatra-a-milano.org

 

more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Camminare a piedi nudi: un toccasana per la nostra salute

Camminare a piedi nudi: un toccasana per la nostra salute | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Camminare senza scarpe salverà la nostra salute? Secondo un nuovo esercito di passeggiatori a piedi nudi, sostenuto da medici e scienziati con relativi studi, è proprio così.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Novità sui farmaci antidepressivi che agiscono sul metabolismo della serotonina

Articolo pubblicato su Le Scienze

Dott. Francesco Somajni's insight:
Il segreto della versatilità dei recettori della serotonina

L'esatta struttura molecolare in 3D dei recettori della serotonina è stata definita da un gruppo di ricercatori dello Scripps Research Institute, dell'Università del North Carolina a Chapel Hill e dell'Accademia cinese delle scienze. Questo risultato ha permesso ai ricercatori di spiegare la singolare versatilità di questi recettori, in grado di legarsi a un'ampia varietà di sostanze farmacologicamente attive, da quelle usate per combattere l'emicrania fino all'allucinogeno LSD. La scoperta, illustrata in due articoli pubblicati su “Science Express”, permetterà la progettazione di farmaci più mirati, sicuri ed efficaci.

Fra i principali effetti collaterali dei farmaci serotoninergici vi sono quelli a carico del cuore. (Cortesia Scripps Research Institute)Quasi tutti i farmaci psichiatrici interagiscono in qualche misura con i recettori della serotonina, che però mediano anche un'ampia serie di effetti che riguardano processi biologici completamente differenti: dalla coagulazione del sangue alla contrazione della muscolatura liscia fino allo sviluppo delle valvole cardiache.

Nel primo dei nuovi studi, a prima firma Chong Wang, i ricercatori hanno determinato la struttura del sottotipo 5-HT1B  dei recettori della serotonina – il principale bersaglio dei farmaci che agiscono a livello cerebrale - “congelandolo” in modo da poterlo con la cristallografia a raggi X ad alta risoluzione. Questa analisi ha rivelato l'esistenza nel recettore di una “tasca” di legame principale accanto alla quale vi è però una seconda ampia invaginazione. 

Nel secondo studio, a prima firma Daniel Wacker, i ricercatori hanno definito la struttura di un altro tipo di recettori della serotonina, detti 5-HT2B, che sono i principali responsabili di molti effetti secondari dannosi, specie a livello cardiaco. Dal confronto fra i due recettori è emerso che, per quanto le loro tasche di legame principali siano molto simili, le ampie invaginazioni secondarie differiscono molto.

Sfruttando queste acquisizioni i ricercatori hanno poi confrontato gli effetti dei differenti modi in cui si può realizzare il legame fra i due tipi di recettori e diverse molecole, in particolare quelle della serotonina, dell'LSD e dell'ergotamina. 

 Grazie a questo confronto i ricercatori hanno scoperto che il modo in cui la molecola interagisce con le 'tasche' e le invaginazioni dei recettori si riflette su un importante cammino di segnalazione cellulare, cammino che può coinvolgere una oppure due altre proteine – la proteina G e la β-arrestina – con conseguenze molto diverse. 

Conoscendo queste differenze sarà quindi possibile progettare sostanze farmacologicamente attive la cui struttura tridimensionale – favorendo o inibendo l'accesso a questo o quell'alloggiamento del recettore – permetterà di ottenere una maggiore selettività funzionale ed eliminare indesiderati effetti secondari.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Citalopram (Elopram, Seropram)

Avvertenze e precauzioni per l'uso

Dott. Francesco Somajni's insight:
Citalopram (Elopram, Seropram) – Avvertenze e precauzioni per l’uso  

Molecola del citalopram (Seropram e Elopram)

Avvertenze e precauzioni per l’uso

Nomi commerciali delle specialità in commercio in Italia: ELOPRAM, SEROPRAM

Quali informazioni conoscere prima di usare Citalopram?

La somministrazione contemporanea di citalopram e MAO-inibitori può causare crisi ipertensive. Pertanto citalopram non deve essere somministrato a pazienti in trattamento con MAO-inibitori e comunque non prima di almeno 14 giorni dopo la loro sospensione. Un trattamento a base di MAO-inibitori può essere iniziato 7 giorni dopo la sospensione del citalopram.

 

Qualora il paziente entrasse in una fase maniacale, il trattamento deve essere sospeso e si deve istituire un trattamento appropriato con neurolettici.

Alcuni pazienti con disturbi d’ansia con crisi di panico possono riferire un’accentuazione dei sintomi d’ansia all’inizio della terapia con antidepressivi. Tale aumento paradosso dei sintomi d’ansia è più marcato durante i primi giorni di terapia e scompare con il proseguire del trattamento (in genere entro due settimane).

È stata segnalata iponatriemia, probabilmente dovuta ad una secrezione inappropriata di ormone antidiuretico, come reazione avversa rara all’uso di SSRI.

Sembra che le donne anziane costituiscano un gruppo particolarmente a rischio.

È stata raramente segnalata una “sindrome serotoninica” nei pazienti in trattamento con SSRI. LA comparsa di una serie di sintomi, tra cui agitazione, confusione, tremore, mioclonie ed ipertermia, possono costituire i prodromi della sindrome.

Gli effetti indesiderati possono essere più frequenti durante l’uso contemporaneo di inibitori della ricaptazione della serotonina (SRIs) nefazodone, trazodone, triptani e preparazioni a base di Hypericum perforatum.

I farmaci appartenenti alla classe degli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina vanno somministrati con cautela in pazienti che ricevano in concomitanza anticoagulanti, farmaci che influenzano l’aggregazione piastrinica (FANS, acido acetilsalicilico, ticlopidina, ecc.) o altri farmaci che possono accrescere il rischio di sanguinamento.

Inoltre, tali farmaci vanno somministrati con cautela nei pazienti con precedenti di disordini della coagulazione.

Sebbene gli studi sugli animali non abbiano mostrato per citalopram potenziali effetti epilettogenici come per gli altri antidepressivi, citalopram deve essere usato con cautela in pazienti con storia di convulsioni.

Il farmaco deve essere sospeso qualora si osservi un incremento della frequenza degli attacchi convulsivi.

Nei pazienti con diabete, una terapia a base di SSRI può alterare il controllo glicemico; questo potrebbe essere una conseguenza del miglioramento della depressione.

È possibile che sia necessario aggiustare il dosaggio dell’insulina e/o di antidiabetici orali.

Assunzione da parte di bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni di età

CITALOPRAM non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età.

Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora, in base alle esigenze mediche, dovesse essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidari. Per di più, non sono disponibili i dati sulla sicurezza a lungo termine per i bambini e gli adolescenti per quanto concerne la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.

Suicidio/Ideazione suicidaria

La depressione è associata ad un aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (suicidio/eventi correlati). Tale rischio persiste fino a che si verifichi una remissione significativa. Poiché possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trattamento o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente controllati fino ad avvenuto miglioramento. È esperienza clinica in generale che il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi del miglioramento.

Altre patologie psichiatriche per le quali CITALOPRAM è prescritto possono anche essere associate ad un aumentato rischio di comportamento suicidario. Inoltre, queste patologie possono essere associate al disturbo depressivo maggiore. Quando si trattano pazienti con altri disturbi depressivi maggiori si devono, pertanto, osservare le stesse precauzioni seguite durante il trattamento di pazienti con altre patologie psichiatriche.

Pazienti con anamnesi positiva per comportamento o pensieri suicidari, o che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell’inizio del trattamento, sono a rischio maggiore di ideazione suicidaria o di tentativi di suicidio, e devono essere attentamente controllati durante il trattamento. Una metanalisi degli studi clinici condotti con farmaci antidepressivi in confronto con placebo nella terapia di disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nella fascia di età inferiore a 25 anni dei pazienti trattati con antidepressivi rispetto al placebo.

La terapia farmacologia con antidepressivi deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose. I pazienti (o chi si prende cura di loro) dovrebbero essere avvertiti della necessità di monitorare e di riportare immediatamente al proprio medico curante qualsiasi peggioramento del quadro clinico, l’insorgenza di comportamento o pensieri suicidari o di cambiamenti comportamentali.

Acatisia e Irrequietezza Motoria

L’uso di CITALOPRAM è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da una sensazione interna di irrequietezza e di agitazione psicomotoria quale l’impossibilità di sedere o stare immobile, generalmente associate ad un malessere soggettivo. Ciò è più probabile che accada entro le prime settimane di trattamento. In pazienti che sviluppino questi sintomi, l’aumento del dosaggio può essere dannoso.

Sintomi da sospensione osservati in seguito ad interruzione del trattamento con Citalopram

I sintomi da sospensione osservati quando il trattamento è interrotto sono comuni, in particolare in caso di brusca interruzione.

In uno studio clinico sulla prevenzione delle ricorrenze si sono manifestati eventi avversi nel 40% dei pazienti dopo l’interruzione del trattamento con citalopram rispetto al 20% dei pazienti che non hanno interrotto il trattamento.

Il rischio di comparsa dei sintomi da sospensione può dipendere da diversi fattori, compresi la durata della terapia, il dosaggio e il tasso di riduzione della dose.

Sono stati riportati vertigini, disturbi del sensorio (compreso parestesia e sensazione di scossa elettrica), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilità emotiva, irritabilità e disturbi visivi. Generalmente, l’intensità di tali sintomi è da lieve a moderata, tuttavia in alcuni pazienti può essere grave. In genere compaiono entro i primi giorni di sospensione del trattamento, ma vi sono stati casi molto rari nei quali sono comparsi in pazienti che avevano inavvertitamente saltato la dose. Generalmente tali sintomi sono auto-limitanti, e di solito si risolvono entro due settimane, sebbene in alcuni individui possono durare più a lungo (2-3 mesi o più). Si consiglia, pertanto di ridurre gradualmente la dose di CITALOPRAM quando si sospende il trattamento, nel corso di un periodo di diverse settimane o mesi, in base alle necessità del paziente.

Pazienti con insufficienza epatica devono iniziare il trattamento con una dose bassa ed essere attentamente monitorati.

Nei pazienti con funzionalità renale fortemente ridotta è consigliabile attenersi al dosaggio minimo consigliato.

Il medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Cambiamenti climatici, liberismo e teorie del complotto

Cambiamenti climatici, liberismo e teorie del complotto | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Negazione del cambiamento climatico, liberismo economico estremo e teorie della cospirazione. Un nuovo studio suggerisce che questi sistemi di credenze, piuttosto diversi fra loro, in realtà formino un continuum.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

La scelta della donna alle origini della monogamia

La scelta della donna alle origini della monogamia | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Le spiegazioni proposte per la transizione nella nostra specie da un periodo in cui vigeva la promiscuità a una società basata sul legame di coppia incontrano diverse difficoltà.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Il piacere della musica "visto" dal cervello

Il piacere della musica "visto" dal cervello | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Due nuovi studi indagano sugli aspetti cerebrali del piacere che si prova ascoltando musica.
more...
No comment yet.
Rescooped by Dott. Francesco Somajni from Psicologia e Psichiatria Sociale
Scoop.it!

Come il rilassamento altera l'espressione dei geni - Le Scienze

Come il rilassamento altera l'espressione dei geni - Le Scienze | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Gli effetti positivi delle tecniche di rilassamento - dalla meditazione allo yoga fino alla preghiera - sono legati a un aumento dell'espressione dei geni che presiedono alla produzione di insulina e di ATPasi mitocondriale, un enzima coinvolto nella generazione di energia, e nella contemporanea
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Il sollievo dal dolore che viene dalla meditazione

Il sollievo dal dolore che viene dalla meditazione | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
La meditazione mindfulness può ridurre il dolore ma senza coinvolgere la produzione naturale degli oppioidi, che è invece alla base dell'effetto analgesico di ipnosi e agopuntura. La scoperta potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche per il trattamento del dolore cronico,
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Sonno, 54 italiani su 100 dormono male. I consigli per riposare meglio

Sonno, 54 italiani su 100 dormono male. I consigli per riposare meglio | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Sonno, 54 italiani su 100 dormono male. I consigli per riposare meglio - Intervista al Dott. Francesco Somajni, Direttore del Reparto per i Disturbi del Sonno presso...
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Sclerosi multipla, ridotti livelli sierici di vitamina D correlati a maggiore rischio di progressione

more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Neuromagia: trucchi e illusioni per capire il cervello

Neuromagia: trucchi e illusioni per capire il cervello | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Maghi e neuroscienziati lavorano insieme già da qualche tempo alla scoperta di alcuni meccanismi con cui funziona il nostro cervello, in particolare sui temi di comune interesse di attenzione, consapevolezza e percezione.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Quanto sono volubili le "vite precedenti"

Quanto sono volubili le "vite precedenti" | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Nelle persone che sperimentano presunti ricordi di una vita precedente, queste memorie iniziano solitamente a manifestarsi da bambini.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Cellulari, algoritmi ed ecolocazione a distanza

Articolo de "Le Scienze"

Dott. Francesco Somajni's insight:

 

 

Quando qualcuno parla al cellulare, la registrazione della voce e degli echi riflessi dall'ambiente circostante basta per ricostruire, grazie a un sofisticato algoritmo, una mappa 3D della stanza in cui si trova. Se la struttura dello spazio circostante non è troppo complessa, può essere raggiunta una precisione nell'ordine dei millimetri. Il nuovo metodo di analisi potrebbe rivelarsi utile in settori che vanno dall'architettura alle indagini criminali (red)

 

Se parlate al cellulare, chi ascolta potrebbe presto essere in grado di ricostruire perfettamente l'ambiente in cui vi trovate: per farlo basterà disporre dell'algoritmo messo a punto da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Losanna e della Harvard University, che firmano un articolo pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”. 

L'algoritmo in questione è il prodotto finale di una ricerca sull'ecolocazione – la capacità di sondare l'ambiente circostante sulla base delle onde sonore riflesse, ampiamente sfruttata da pipistrelli e delfini - che è iniziata cercando di ricostruire la struttura di una stanza costruita con pareti mobili. Il passo decisivo è stato compiuto quando i ricercatori sono riusciti a dimostrare che era possibile stabilire le dimensioni della stanza di prova sfruttando gli echi di quattro microfoni disposti in modo casuale e non conosciuto da chi li registrava.

"Ogni microfono raccoglie il suono diretto dalla fonte, così come gli echi provenienti da varie pareti", spiega Ivan Dokmanic. "L'algoritmo confronta quindi il segnale proveniente da ciascun microfono. I ritardi infinitesimali che appaiono nei segnali vengono utilizzati per calcolare non solo la distanza tra i microfoni, ma anche la distanza da ciascun microfono alle pareti e la sorgente sonora."


L'interno della cattedrale di Losanna usato dai ricercatori per testare il nuovo metodo. (Cortesia I. Dokmanic et al. / PNAS) Dopo aver testato più volte l'algoritmo variando le dimensioni della camera di prova, i ricercatori sono passati a un esperimento molto più ambizioso, collocando i microfoni all'interno della cattedrale di Losanna, della quale hanno ricostruito la struttura fondamentale, benché senza raggiungere la risoluzione ottenibile per un ambiente più semplice, che può essere mappato “con una precisione di pochi millimetri".
 
Per l'applicazione dell'algoritmo la presenza di quattro microfoni non è nemmeno indispensabile; a condizione che sia  in movimento, può infatti bastarne uno solo: per avere i quatti gruppi di segnali è sufficiente eseguire altrettanti campionamenti successivi della fonte e degli echi che genera!

Le possibili applicazioni di questa tecnica di rilevazione sono molteplici, a partire da quelle nell'ambito dell'architettura civile - "Gli architetti possono usarla per esempio per progettare sale da concerto o auditorium sulla base all'acustica specifica che vorrebbero creare", ha osservato Dokmanic – per arrivare fino a quelle di carattere investigativo: da una semplice registrazione vocale è possibile ottener numerose informazioni sugli elementi presenti in una stanza che non può essere vista. Inoltre, osservano gli autori, il metodo può essere perfezionato per determinare anche la posizione esatta della persona che sta utilizzando il cellulare all'interno della stanza.

more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Luce artificiale, tutti i rischi per la salute

Luce artificiale, tutti i rischi per la salute | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
L'esposizione sempre più intensa e prolungata alla luce artificiale dopo il tramonto è strettamente associata alla deprivazione di sonno, una condizione che predispone a problemi di salute quali obesità, diabete e malattie cardiovascolari.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Come la mente si emoziona guardando un capolavoro

esperienza poco scientifica, ma di grande valore creativo

Dott. Francesco Somajni's insight:
La Sapienza, università di Roma: Come la mente si emoziona guardando un capolavoro

Comunicato stampa: Un team di ricercatori della Sapienza e della fondazione S.Lucia hanno dimostrato come il  cervello reagisca con intensità diversa alla vista di un ritratto o di un paesaggio

emozioniartevisioneRoma, 15 marzo 2013 - Uno studio condotto dal dipartimento di Fisiologia e Farmacologia della Sapienza in  collaborazione con l’ IRCCS Fondazione Santa Lucia e spin-off universitaria BrainSigns srl,  ha rivelato come l'attività cerebrale dei visitatori di una galleria d'arte si differenzi a seconda del soggetto del dipinto. In particolare è stato rilevato che l’osservazione dei ritratti emozioni maggiormente rispetto a quella dei paesaggi. 
Le rilevazioni sono state condotte nel mese di gennaio durante la mostra di Vermeer e i suoi contemporanei presso le Scuderie del Quirinale. La ricerca, coordinata da Fabio Babiloni, è stata condotta su venticinque persone che hanno potuto visitare la mostra senza la presenza di pubblico. 
E' la prima volta al mondo che è stato  possibile analizzare le attività cerebrale durante la visita ad una mostra reale, con dipinti reali e non in laboratorio con delle riproduzioni su schermo. 
I ricercatori hanno registrato, nelle regioni prefrontali dei volontari durante l'osservazione di ritratti, una più ampia attività cerebrale rispetto a quella rilevata durante l’osservazione di un paesaggio. 
I risultati ottenuti sono stati inviati al Congresso mondiale di bioingegneria  (IEEE-EMBS) che si terrà ad Osaka nel mese di luglio. 
Lo studio proseguirà con i quadri di Tiziano applicando le stesse modalità di analisi dei quadri di Vermeer. Saranno investigate le reazioni cerebrali di fronte alla pittura religiosa (le diverse Deposizioni di Tiziano) nonché rispetto ai quadri raffiguranti i singoli soggetti. 
Verranno anche analizzate le reazioni alla struttura architettonica delle Scuderie del Quirinale e degli spazi espositivi. L'idea è quella di poter analizzare la risposta emotiva e cerebrale delle persone di fronte alla fruizione di questi ambienti. 
I risultati aprono la strada alla possibilità di comprendere come reagisce il cervello umano nei momenti di contemplazione estetica di opere d'arte. 
Lo studio è stato reso possibile grazie  alla collaborazione di Daniela Picconi della direzione delle Scuderie del Quirinale
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Antidepressivi serotoninergici

Azione degli antidepressivi serotoninergici

Dott. Francesco Somajni's insight:

 

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, noti anche come SSRI, servono ad inibire selettivamente la ricaptazione della serotonina (5-idroxitriptamina, 5-HT) all’interno delle sinapsi del sistema nervoso centrale aumentando così la concentrazione della serotonina inter-sinaptica.

 

 

 

Da lungo si ipotizza in merito al fatto che una deficienza a carico dell’attività serotonergica del sistema nervoso centrale possa essere la causa o costituire una predisposizione per la depressione. Le prove a dimostrazione di questa ipotesi, però, rimangono fortemente circostanziali e non rappresentano affatto un modello adeguato per la depressione dal momento che esistono fattori eziologici diversi. In alcuni test famarcologici sono stati addirittura sollevati dei dubbi in merito all’efficacia del trattamento farmacologico con SSRI rispetto ai placebo. Comunque, nel caso di una depressione moderata-severa, i pazienti sembrano rispondere positivamente ad una manipolazione dell’asse serotoninico tramite SSRI.

Confronto tra inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina e altri antidepressivi

Rispetto ai vecchi antidepressivi triciclici (TCA), gli SSRI sembrano presentare simili risultati a livello di efficacia. La differenza, però, consiste nel minor numero di efftti collaterali antimuscarinici e in una cardiotossicità inferiore in caso di sovradosaggio. Gli SSRI sono generalmente meglio tollerati rispetto ai vecchi antidepressivi.

Una meta-analisi degli studi clinici di medicina generale per gli SSRI e gli antidepressivi triciclicidimostra che entrambi questi gruppi di medicinali presentano efficacia e tollerabilità simili, rivelandosi entrambi superiori ai placebo. Anche i risultati della Cochrane Collaboration si presentano in linea con queste analisi traendo la conclusione che non esistono differenze significative a livello clinico in merito all’efficacia degli SSRI e dei triciclici e che in occasione del trattamento è necessario basarsi su delle considerazioni di accettabilità relativa del paziente, tossicità e costi. Altre analisi, effettuate in merito agli antidepressivi mostrano che le differenze a livello di tollerabilità tra SSRI e triciclici sono relativamente esigue. Laddove esista un rischio effettivo di sovradosaggio, comorbidità medica che ostacoli l’attività antimuscarinica, o diabete, gli SSRI vengono solitamente preferiti come farmaci di prima scelta rispetto agli antidepressivi triciclici.

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina disponibili al momento in Italia:CitalopramFluoxetina (emivita lunga)FluvoxametinaParoxetinaSertralina Indicazioni terapeutiche – Disturbi trattatiDepressione: tutti gli SSRI sono autorizzati per questo disturbo ad eccezione della paroxetina che è autorizzata per la sola depressione maggiore.Disturbo di panico: citalopram, escitalopram, paroxetina.Disturbo di ansia sociale/fobia sociale: escitalopram, paroxetina.Bulimia nervosa: fluoxetinaDisturbo ossessivo compulsivo: fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralinaDisturbo post-traumatico da stress: paroxetina, sertralinaDisturbo d’ansia generalizzato: paroxetina.Disturbo premestruale: non autorizzati.

Esistono, inoltre, diversi studi clinici a favore del ruolo degli SSRI come terapia aggiuntiva per migliorare i sintomi negativi della schizofrenia.

Controindicazioni all’impiego di SSRI

Somministrazione nei bambini e adolescenti

La commissione sulla sicurezza dei farmaci, ritiene che l’equilibrio dei rischi e dei benefici per il trattamento del disturbo depressivo negli individui di età inferiore ai 18 anni sia negativo per quanto riguarda gli antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina quali il citalopram, escitalopram, paroxetina e sertralina. Possono però essere utilizzati dagli specialisti psichiatri sotto stretta supervisione nei casi di comportamento suicida, auto-lesionismo o ostilità. La fluoxetina ha mostrato un certo numero di benefici ma può sussistere un aumento del rischio di auto-lesionismo o pensieri suicidi.

Una meta-analisi di vari studi clinici sugli SSRI nei bambini, suggerisce che i benefici dell’assunzione di SSRI da parte dei bambini superano il rischio di suicidio in una serie di condizioni tra le quali figurano disturbi quali depressione e ansia.

In caso di presenza di Mania o stati ipomaniacali

E’ opportuno interrompere o evitare il trattamento con SSRI nei pazienti che mostrano sintomi di mania.

Cautela va prestata in presenza di queste condizioni:Storia di maniaEpilessia: è necessario valutare i rischi e i benefici. E’ preferibile evitare l’assunzione degli SSRI se manca un controllo opportuno, interrompere in presenza di peggioramento, consultare uno specialista se necessario.Si riportano casi di crisi prolungate nei pazienti che assumono fluoxetina e si sottopongono aterapia elettroconvulsivante (TEC)Disturbi cardiaci, seppure gli SSRI rimangano i farmaci antidepressivi più sicuri in presenza di disturbi cardiaci.Glaucoma ad angolo chiuso acutoDiabete mellito: è necessario monitorare il controllo glicemico dopo l’inizio della terapiaUso concomitante di farmaci che causano sanguinamenti, sanguinamenti gastrointestinali o in presenza di una storia di sanguinamenti gastrointestinali.Danni epatici/renaliGravidanza e allattamento al seno: è necessario chiedere l’aiuto di uno specialista soprattutto in caso di sindrome d’astinenza neonatale dovuta alla paroxetina.Ideazione suicida per la  possibilità teorica che il farmaco “sblocchi” il paziente dal punto di vista motorio e gli renda più facile, se non controllato o assistito dai famigliari, di mettere in atto i suoi intenti autodistruttivi.Interazioni farmacologiche importanti degli SSRI

Esiste un elevato rischio di tossicità con gli inibitori della monoamidossidasi (IMAO) e il moclobemide. In caso di sostituzione da SSRI, è necessario attendere prima di assumere un IMAO o moclobemide: 5 settimane dall’interruzione della fluoxetina, 2 settimane dall’interruzione della sertralina, 1 settimana dall’interruzione degli altri SSRI. E’ anzi necessario attendere più di 5 settimane in caso di alti dosaggi o assunzione cronica di fluoxetina. In caso di sostituzione da IMAO, è necessario attendere prima di iniziare ad assumere SSRI: 2 settimane dopo l’interruzione di un IMAO. Dopo l’interruzione dell’assunzione di moclobemide, gli SSRI possono essere iniziati il giorno successivo dal momento che il moclobemide presenta una durata di azione più breve.

Esiste una vasta gamma di interazioni con un alto numero di medicinali, in particolar modo con quelli di tipo psichiatrico inclusi gli altri antidepressivi e l’iperico, o erba di San Giovanni.

Il rischio della sindrome da serotonina aumenta con l’interazione con altri medicinali: è necessario, quindi, monitorarne con cura i sintomi quando si iniziano nuove terapie in quelle pre-esistenti a base di SSRI. Quando si iniziano nuovi trattamenti è sempre raccomandabile controllare se esistono interazioni note dei singoli SSRI con altri medicinali.

Gli SSRI inibiscono la funzione delle piastrine interagendo così con altri agenti antipiastrinici come ad esempio l’aspirina, il clopidogrel, gli inibtori della glicoproteina Iib/IIIa. Questa interazione sembra portare dei benefici nel caso di sindromi coronariche acute con l’aumento, però, di un eventuale rischio di sanguinamento.

Problemi ed effetti Collaterali da SSRIEffetti collaterali di tipo sedativo ed antimuscarinico possono presentarsi anche se solitamente in modo meno frequente e con intensità più leggera rispetto ai tricicliciEffetti collaterali di tipo gastrointestinale come nausea, vomito, dispepsia e costipazione sono piuttosto comuni. E’, inoltre, possibile che si verifichino episodi di anoressia, aumento di appetito e aumento di peso.Possono verificarsi reazioni di ipersensitività con la presenza di rash cutaneo: in questo caso si consiglia l’interruzione della cura dal momento che potrebbe trattarsi di un principio di vasculite.Orticaria, angioedema, anafilassi, artralgia, mialgia e fotosensitività possono manifestarsi in qualità di reazioni idiosincratiche. E’, inoltre, probabile che si verifichino altri sintomi minori a carico del sistema nervoso centrale quali mal di testa, insonnia, tremori e vertigini.Sono stati riportati casi di allucinazioni, sonnolenza e convulsioni. Possono, inoltre, verificarsidisfunzioni sessuali quali eiaculazione ritardata e anorgasmia.Nelle persone anziane che assumono SSRI è possibile che si presenti iponatremia, altrimenti molto rara in caso di assunzione di altri antidepressivi. Questo si pensa sia dovuto alla sindrome da inadeguata secrezione dell’ormone antidiuretico (ADH). E’ consigliabile effetturare una diagnosi orientata in questo senso in tutti quei pazienti anziani che assumono antidepressivi e accusano sonnolenza, confusione o convulsioni.Sudore, galattorrea, ritenzione urinaria, disordini del movimento e diskinesia nonché sanguinamento cutaneo come porpora ed ecchimosi sono altri effetti collaterali registratiSindrome da serotinina: si può verificare in caso di sovradosaggio o di assunzione concorrente di IMAO. In questo caso si possono verificare anche uno stato mentale alterato, disfunzione autonomica nonché anormalità neuromuscolari.Sempre nel caso di pazienti anziani trattati con SSRI è possibile che si verifichi un aumento della tendenza all’apatia nonostante i miglioramenti nella depressione. Allo stesso modo, nei pazienti di età superiore ai 50 anni in cura con farmaci SSRI, si è notato un aumento del rischio di fratture.Inizio e interruzione della cura con SSRIPrima di assumere SSRI assicurarsi che i pazienti siano consapevoli del fatto che i farmaci necessitano di alcune settimane prima di iniziare a mostrare la loro efficacia e che questi devono essere interrotti qualora si sviluppasse un rash cutaneo. E’, inoltre, indispensabile chiedere aiuto se dovessero insorgere pensieri suicidi o agitazione.E’ raccomandabile sottoporre i pazienti ad un controllo dopo 1-2 settimane dall’inizio del trattamento.E’ necessario un periodo di prova di 4-8 settimane (6 nel caso di pazienti anziani) prima di decidere di interrompere o cambiare un agente.In presenza di un responso parziale, attendere ancora due settimane prima di deciderne l’efficacità.Dopo la remissione dei sintomi, continuare il trattamento per almeno altri 6 mesi (12 nel caso di pazienti anziani) con la medesima posologia.Nei pazienti affetti da depressione ricorrente è necessario un trattamento di mantenimento che a seconda dei casi può prolungarsi anche fino a 5 anni.Sintomi d’astinenza da brusca sospensione

Dopo l’interruzione dell’assunzione di SSRI può verificarsi l’insorgere di sintomi d’astinenza. Si tratta solitamente di sintomi a livello gastrointestinale, brividi, insonnia, ipomania, ansia e irrequietezza. Per poter evitare/migliorare questo tipo di sintomi è necessario cercare di ridurre la dose gradualmente durante un periodo di circa 4 settimane. I pazienti che hanno assunto i medicinali per un periodo prolungato, potrebbero necessitare di almeno 6 mesi per poter diminuire gradualmente.

Monitoraggio dei sintomi

Dal momento che esiste un rischio potenziale di aumento di ideazione suicida nei pazienti che assumono SSRI, è sicuramente un’ottima idea quella di domandare esplicitamente al paziente in merito a tali sintomi e di documentarli con attenzione prima di iniziare una terapia con questi agenti nonché quando si esegue un controllo nei pazienti in cura con gli SSRI.

 

Bibliografia:

Selective serotonin re-uptake inhibitors (SSRIs), Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA)

Bridge JA, Iyengar S, Salary CB, et al; Clinical response and risk for reported suicidal ideation and suicide attempts in pediatric antidepressant treatment: a meta-analysis of randomized controlled trials. JAMA. 2007 Apr 18;297(15):1683-96.

Gunnell D, Saperia J, Ashby D; Selective serotonin reuptake inhibitors (SSRIs) and suicide in adults: meta-analysis of drug company data from placebo controlled, randomised controlled trials submitted to the MHRA’s safety review. BMJ. 2005 Feb 19;330(7488):385.

Wongpakaran N, van Reekum R, Wongpakaran T, et al; Selective serotonin reuptake inhibitor use associates with apathy among depressed elderly: a case-control study. Ann Gen Psychiatry. 2007 Feb 21;6:7.

Shah NR, Jones JB, Aperi J, et al; Selective serotonin reuptake inhibitors for premenstrual syndrome and premenstrual dysphoric disorder: a meta-analysis. Obstet Gynecol. 2008 May;111(5):1175-82.

more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

DSM-V, ecco le novità

Le novità del nuovo manuale di psichiatria dell'American Psychiatric Association

Dott. Francesco Somajni's insight:

DSM-V, a Maggio 2013 l'ultima edizione: ecco le novità.

A maggio, dopo undici anni di lavoro, vedrà la luce l’ultima revisione del più diffuso manuale di riferimento degli psichiatri di tutto il mondo. Anticipiamo i principali cambiamenti rispetto all’edizione precedente, alcuni dei quali sono ancora oggetto di aspre discussioni.

 

Per più di undici anni, l’American Psychiatric Association (APA) ha lavorato per rivedere l’ultima versione del suo best-seller: il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM). Anche se il DSM è spesso chiamato la “Bibbia della psichiatria”, non tutti i medici lo vedono come un testo sacro: molti lo considerano piuttosto un utile complemento alle proprie competenze.

 

Tuttavia, negli Stati Uniti le compagnie di assicurazione chiedono spesso una diagnosi secondo i criteri del DSM prima di contribuire ai costi delle terapie, e i ricercatori trovano più facilmente finanziamenti se stanno studiando una malattia formalmente riconosciuta dal manuale. Lo scorso dicembre l’APA ha annunciato di aver completato il lungo processo di revisione; la pubblicazione della nuova edizione, il DSM-V, è quindi prevista per il maggio 2013, dopo un ultimo passaggio di editing (presumibilmente minore) e la correzione delle bozze. Ecco le decisioni finali dell’APA su alcuni dei nuovi disturbi più controversi e i cambiamenti più dibattuti relativi a quelli già classificati, con alcune sorprese.

 

L’accumulo è ora ufficialmente una malattia
Si tratta della compulsione ad accumulare eccessivamente oggetti(hoarding) che la maggior parte delle persone butta o regala, come vestiti mai indossati, vecchi giornali e giocattoli rotti. Alcuni degli accumulatori raccolgono ossessivamente animali oppure categorie particolari di oggetti, per esempio tessuti. Molti li conservano in casa, altri in auto o in ufficio. Anche se le cose si accatastano una sull’altra, divorando lo spazio e lasciando solo stretti passaggi, gli accaparratori rifiutano di sbarazzarsi di alcunché. In alcuni casi,  non pensano che disordine e caos siano un problema. Nelle edizioni passate, il DSM considerava l’accumulo un sintomo del disturbo ossessivo-compulsivo (OCD). Ora, in seguito a una serie di ricerche ben confermate, il DSM-V lo classifica come un disturbo a sé stante.

Gli studi pubblicati negli ultimi dieci anni hanno sottolineato che molti accumulatori non manifestano altri sintomi del disturbo ossessivo compulsivo e che nella popolazione generale l’accumulo potrebbe essere più comune dell’OCD. Altre indagini hanno suggerito che, sebbene OCD e accumulo patologico possano coesistere, sono geneticamente e neurologicamente distinti. Fra i genitori e i fratelli di accaparratori, per esempio, vi sono tassi di accumulo patologico più elevati che nei parenti di primo grado di persone con disturbo ossessivo compulsivo; inoltre l’accumulo sembra essere ereditato come carattere recessivo, mentre il controllo compulsivo e la sistematicità che caratterizzano l’OCD sono dominanti. Infine, anche se alcuni antidepressivi, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), e la terapia cognitivo-comportamentale spesso aiutano chi soffre di OCD, hanno molto meno successo nel cambiare i comportamenti di accumulo.

Anche gli studi di neuroimaging suffragano la nuova diagnosi. Hanno rivelato che quando gli accumulatori prendono decisioni su cosa tenere e cosa buttare, la loro attività cerebrale è nettamente diversa da quella delle persone con OCD e delle persone senza disturbi mentali. Hanno bisogno di molto più tempo per fare una scelta e mostrano una maggiore attività nella corteccia cingolata anteriore, un’area cerebrale che ha un ruolo importante nel processo decisionale, e nell’insula, che aiuta a interpretare le nostre emozioni e le nostre risposte fisiologiche. Gli accumulatori patologici, a quanto pare, sviluppano un forte attaccamento emotivo verso oggetti che la maggior parte delle persone non esita a buttare.

La ridefinizione di dipendenza e l’introduzione dei disturbi d’azzardo
Il DSM ha evitato a lungo  la parola addiction, parlando piuttosto di sostanze d’abuso e di dependence. Secondo la quarta edizione del manuale, l’abuso di sostanze si riferisce a un consumo di droga ripetuto che crea problemi sul lavoro, a scuola e nella vita sociale. Per contro, la definizione del DSM-IV di dipendenza (dependance) da sostanze corrisponde a ciò che molti intendono per “tossicodipendenza”: una quantità eccessiva di tempo trascorso per entrare in possesso della sostanza, una maggiore tolleranza a essa, danni fisici o psicologici dovuti al suo consumo, tentativi falliti di interromperne l’assunzione e sintomi di astinenza.

Charles O’Brien, della University of Pennsylvania e Nora Volkow, direttore del National Institute on Drug Abuse (NIDA), hanno scritto che la commissione dell’APA responsabile della revisione del DSM-III del 1980 scelsero il terminedependence al posto di addiction per un solo voto. Da allora diversi psichiatri hanno sostenuto che il DSM fonde i due concetti. In generale, i medici (tra cui la Società americana di medicina delle dipendenze) definiscono la dipendenza non come dipendenza chimica, ma come costante ricerca e uso di una sostanza nonostante tutte le sue ovvie ripercussioni. Le persone che assumono antidepressivi, analgesici o ipertensivi, per esempio, dipendono da quei farmaci per vivere normalmente, ma non sono “dipendenti” (addicted). Come risultato della fusione operata nel DSM, scrivono O’Brien e Volkow, “i medici che osservano segni di tolleranza e sintomi di astinenza suppongono che ciò significhi dipendenza (addiction), e i pazienti che necessitano di ulteriori analgesici vengono lasciati soffrire. Ugualmente, pazienti che avrebbero bisogno di analgesici oppiacei possono rinunciare a un trattamento adeguato per paura della dipendenza, che equiparano alla tossicodipendenza.

Ora, l’APA ha fatto un passo per rimediare a ciò che molti considerano una scelta sbagliata. Il DSM-V elimina la confusione fra i due termini: tutte le dipendenze e i relativi problemi rientrano nella categoria “disturbi da uso di sostanze”, in un capitolo intitolato “Disturbi da dipendenza e correlati all’uso di sostanze”. Il DSM-V rafforza inoltre i criteri per la diagnosi di questi disturbi, graduandoli in lievi, moderati o gravi. Mentre nel DSM-IV per una una diagnosi di abuso di sostanze era richiesto un solo sintomo, nella nuova edizione un disturbo da uso di sostanze lieve richiede almeno due sintomi.

Originariamente, l’APA aveva  proposto di inserire un nuovo capitolo intitolato “Dipendenze comportamentali”, ma il capitolo non sarà presente nella nuova edizione. Per la prima volta, tuttavia, il nuovo manuale includerà, insieme ai disturbi da uso di sostanze, anche il disturbo da gioco d’azzardo. Nelle precedenti edizioni del DSM “gioco d’azzardo patologico” era classificato come un disturbo del controllo degli impulsi.
Che si possa essere dipendenti da un comportamento come il gioco d’azzardo allo stesso modo in cui si può essere dipendenti da una sostanza rimane però una questione molto controversa.

L’APA ha basato la sua decisione, almeno in parte, su dati recenti secondo cui nelle persone che sono dipendenti dal gioco d’azzardo il cervello cambia in modo simile a quello dei tossicodipendenti, e che sia tossicodipendenti sia giocatori d’azzardo patologici traggono beneficio dalla terapia di gruppo e da una graduale disassuefazione. Un’altra dipendenza comportamentale, il disturbo da gioco su Internet, verrà incluso nella sezione 3, che è riservata alle condizioni che richiedono ulteriori ricerche prima di essere formalmente considerate disturbi. L’ipotizzata “ipersessualità”, che molti hanno considerato come come un altro nome per la dipendenza dal sesso, è stata invece respinta dai curatori del nuovo manuale.
Capricci o malattia?
Le fluttuazioni anormalmente intense e frequenti dell’umore – che oscilla da uno stato di esaltazione e agitazione a una profonda depressione – sono caratteristiche del disturbo bipolare (precedentemente conosciuto come malattia maniaco-depressiva). Per la maggior parte dell’esistenza del DSM, il disturbo bipolare è stato considerato in primo luogo una malattia dell’età adulta, anche se a volte fa il suo esordio nell’adolescenza. Negli ultimi due decenni, tuttavia, sempre più bambini sono stati diagnosticati come bipolari. E dal 2000 negli Stati Uniti queste diagnosi pediatriche sono aumentate di almeno quattro volte.

Questa nuova tendenza ha profondamente irritato un ampio segmento della comunità psichiatrica. La maggior parte dei cosiddetti bambini bipolari – alcuni dei quali hanno assunto farmaci per stabilizzare l’umore e antipsicotici, con gravi effetti collaterali – secondo molti psichiatri non aveva alcuna forma di disturbo bipolare. Probabilmente soffrivano di una malattia completamente diversa. Invece di oscillare tra mania e depressione, erano irritabili per gran parte del tempo, scoppiando spesso in crisi di rabbia e di violenza fisica non commisurata all’offesa che li aveva fatti esplodere. Così l’APA ha deciso di creare una nuova fattispecie diagnostica per accogliere questi bambini: disturbo da disregolazione distruttiva dell’umore. Per soddisfarne i criteri, un bambino tra i sei e i 18 anni deve “presentare irritabilità persistente e frequenti episodi di comportamento esplosivo per tre o più volte alla settimana per più di un anno”.

I critici – come Stuart Kaplan del Penn State College of Medicine, l’assistente sociale e farmacologo Joe Wegmann, e Allen Frances, professore emerito alla Duke University e già a capo della DSM-IV Task Force – temono però che gli psichiatri confondano la collera con un disturbo mentale e continuino in quella che considerano una tendenza alla sovra-diagnosi e all’eccessiva medicalizzazione. David Axelson dell’Università di Pittsburgh ha messo alla prova i criteri per la disregolazione distruttiva dell’umore del DSM-V applicandoli ai dati raccolti in vari anni relativi a 706 bambini, e ha concluso che l’introduzione del nuovo disturbo non è molto utile. In primo luogo, si sovrappone in modo confuso – rendendo spesso difficile la distinzione – a due diagnosi già accettate: il disturbo oppositivo provocatorio e il disturbo della condotta. Inoltre, la diagnosi di disregolazione distruttiva dell’umore durante l’infanzia non si è dimostrata un buon predittore di futuri problemi di salute mentale, in particolare di depressione e ansia. Molti osservatori avevano sperato che questa ricerca, pubblicata alla fine del 2012, avrebbe fatto cambiare idea all’APA, ma la commissione ha deciso di mantenere il nuovo disturbo nel DSM-V. 

 

Disturbi della personalità: un capitolo ancora disturbato
Per decenni gli psichiatri hanno chiesto una revisione completa del modo in cui i medici descrivono e diagnosticano i disturbi della personalitài. Per prima cosa, molti criteri relativi ai 10 disturbi di personalità elencati nel DSM si sovrappongono, portando a un tale numero di pazienti con più diagnosi da mettere in discussione la validità di alcune patologie: forse alcune di queste malattie semplicemente non esistono al di fuori delle pagine del DSM? I disturbi di personalità istrionica e narcisistica, per esempio, sono entrambi caratterizzati dal bisogno di essere al centro dell’attenzione, dall’inclinazione a sfruttare famiglia e amici, e dalla difficoltà a interpretare le emozioni degli altri. Inoltre, gli psichiatri hanno cominciato a fare troppo affidamento sul “disturbo di personalità non altrimenti specificato”, il che indica anzitutto che alcuni pazienti hanno problemi di personalità che non sono stati adeguatamente definiti dal DSM.

Gli psicologi clinici si sono resi conto sempre più che non si può dire in maniera categorica che le persone hanno o non hanno certi tratti di personalità problematici: piuttosto si tratta di caratteristiche che variano in intensità da persona a persona. Pertanto, invece di formulare una diagnosi cercando la presenza o l’assenza di tratti di personalità disfunzionali, i medici dovrebbero misurare la gravità di questi tratti per determinare, nel contesto della salute mentale globale del paziente, se e come la persona debba essere curata.
Anche se i membri del gruppo di lavoro che aveva il compito di ridefinire i disturbi di personalità del DSM-V non concordano su tutto – e due membri si sono dimessi per la frustrazione – il team aveva elaborato una proposta relativamente ben accolta, eliminando quattro disturbi ridondanti e, nel complesso, adottando una visione molto più sfumata della personalità rispetto alle versioni precedenti del DSM, incoraggiando interviste approfondite per valutare quanto un individuo mantenga un senso di sé coerente e quanto interagisca con gli altri, invece di cercare di incasellare la persona in una delle dieci categorie basate su alcuni sintomi apparentemente rivelatori.

Alcuni psichiatri, tuttavia, hanno criticato aspramente le revisioni proposte come troppo complesse e onerose, sostenendo che nessun medico avrebbe mai utilizzato il nuovo sistema. Il gruppo di lavoro ha quindi continuato a riesaminare la proposta, semplificando il più possibile e riuscendo a ottenere l’approvazione da parte della DSM-V Task Force. Ma alla fine, il consiglio direttivo dell’APA ha votato contro le modifiche proposte. Come risultato, il capitolo sui disturbi della personalità del DSM-V non si discosta molto da quello della versione precedente.

 

Il dolore può sfociare in depressione
I sintomi della depressione – umore abbattuto, scarsa energia, insonnia, senso di inutilità, perdita di piacere e variazioni di peso – devono persistere per almeno due settimane per soddisfare i criteri del DSM-IV per un episodio depressivo maggiore. Tuttavia, finora il manuale prevedeva che chi aveva perso da poco  una persona cara non dovesse ricevere una diagnosi di depressione, a meno che i sintomi durassero più di due mesi. L’idea era che ciò che può appare come depressione maggiore probabilmente è cordoglio, più comunemente noto come lutto, una tipica risposta transitoria alla perdita che non richiede farmaci. Il DSM-V ha eliminato questa “esclusione per lutto” e sostituendola con alcune note che descrivono le differenze tra lutto e depressione. Ora può essere diagnosticata una depressione da lutto anche nei primi due mesi dopo la morte di una persona cara, con la possibilità di richiedere alle assicurazioni di coprire i costi delle terapie.

Molti hanno però criticato questa decisione, temendo che incoraggi una eccessiva medicalizzazione. Secondo l’APA, tuttavia, il cambiamento riflette la nuova concezione che il lutto è un evento gravemente stressante che può precipitare un episodio depressivo maggiore in tempi relativamente brevi. Alcuni studi hanno dimostrato, per esempio, che i sintomi di depressione in concomitanza di un lutto sono simili per gravità, durata, risposta agli antidepressivi ed esiti a lungo termine a quelli di una depressione non legata a un lutto. Di conseguenza, le persone in lutto e clinicamente depresse nei due mesi successivi a una perdita devono avere accesso alle cure. Allo stesso modo, alcuni hanno contestato il fatto che, quando si tratta di individuare la depressione, il DSM faccia un’eccezione per il dolore in seguito alla morte di una persona cara, ma non per altri tipi di perdita o di stress psicosociale come divorzio, disoccupazione, fallimento finanziario o rifiuto romantico. La Classificazione internazionale delle malattie (ICD), adottata dall’Organizzazione mondiale della sanità, non contempla una simile eccezione.

In un articolo pubblicato su “Depression and Anxiety” nel maggio 2012, Sidney Zisook dell’Università della California a San Diego, e i suoi coautori hanno preso in esame svariati articoli di rassegna e diversi studi e hanno concluso che i dati disponibili suffragano la rimozione dal DSM-V dell’eccezione da lutto. “Riconoscere che un lutto possa essere un fattore di grave stress che può innescare un episodio depressivo maggiore in una persona vulnerabile NON medicalizza o patologizza il dolore!” hanno scritto (il maiuscolo è loro). “Piuttosto, evita che venga trascurato o ignorato un episodio depressivo maggiore, e facilita la possibilità di un trattamento adeguato. Inoltre, rimuovere l’eccezione del lutto non significa che il lutto dovrebbe esaurirsi nell’arco di due mesi. Infatti, per molte persone il dolore, nelle sue diverse manifestazioni, dura mesi, anni o tutta la vita, anche se non è accompagnato da un episodio depressivo maggiore". 

 

Lo spettro autistico
Spesso definito come un disturbo dello sviluppo neurologico, l’autismo è caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e della comunicazione – per esempio con un ritardo nello sviluppo del linguaggio, l’evitamento di un contatto visivo prolungato e, talvolta, la difficoltà a fare amicizia – oltre che da un comportamento limitato e ripetitivo, per esempio la ripetizione di espressioni vocali o di gesti. Nel DSM-IV, disturbo autistico, Asperger, disturbo disintegrativo dell’infanzia, insieme al disturbo generalizzato (pervasivo) dello sviluppo non altrimenti specificato (PDD-NOS), sono oggetto di diagnosi distinte, pur essendo elencati nello stesso capitolo. Il DSM-V riunisce tutte queste forme sotto un unico nuovo nome, quello di disturbo dello spettro autistico (ASD). L’APA sostiene che i sintomi di questi disturbi sono così simili da appartenere a uno stesso continuum, invece di costituire entità separate. Alcuni membri della comunità degli Asperger, preoccupati di perdere una parte importante della loro identità, sostengono che l’Asperger è abbastanza diverso dal disturbo autistico da meritare una propria categoria, mentre altre persone con Asperger approvano la modifica e alcuni genitori fanno notare che può essere di aiuto ai bambini esclusi dai programmi di sostegno e dall’assistenza delle assicurazioni perché l’Asperger è stato considerato una forma troppo mite per giustificare quel sostegno.

L’APA ha anche reso più difficile la diagnosi di autismo in alcuni casi. Il DSM-IV prevedeva 2027 modi diversi di arrivare a una diagnosi di autismo, ora il DSM-V ne prevede solo 11. Potrebbe sembrare una riduzione troppo drastica ma, nel complesso, molti psichiatri concordano sul fatto che è un cambiamento utile, sostenendo che i criteri del passato erano troppo ampi. Diverse persone hanno ricevuto la diagnosi pur non essendo autistiche, e queste diagnosi errate hanno sicuramente contribuito a portare alle stelle i tassi di diagnosi di autismo in tutto il mondo dal 1980. Il Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti stima che venga diagnosticato un disturbo dello spettro autistico a un bambino su 88.

All’inizio del 2012, però, diversi studi hanno testato i nuovi criteri per l’autismo, concludendo che erano troppo severi ed escludevano alcune persone ad alto funzionamento all’estremo più lieve dello spettro. Nel mese di ottobre del 2012, un’analisi più ampia e completa dei dati relativi a oltre 5000 bambini ha stabilito che i criteri del DSM-V individuano il 91 per cento dei bambini che hanno ricevuto una diagnosi di autismo o di un disturbo correlato allo sviluppo sulla base del DSM-IV. Alcune modifiche suggerite da piccoli studi pubblicati agli inizi del 2012 avrebbero potuto rendere i criteri del DSM-5 più inclusivi, contribuendo a identificare quel 9 per cento di bambini trascurati. Eppure, quando è arrivato il momento di mettere a punto il DSM-V, alla fine del 2012, l’APA ha deciso di mantenere i criteri più severi.

 

Una sindrome ancora da verificare
Originariamente l’APA aveva proposto di aggiungere un nuovo disturbo al DSM-5, la cosiddetta sindrome psicotica attenuata, che aveva lo scopo di identificare i bambini che mostrano quei segnali di allarme che precedono una psicosi conclamata: segni come voci o immagini allucinatorie. I critici hanno sottolineato una ricerca secondo cui i due terzi dei bambini che soddisfano i criteri proposti non svilupperanno mai una psicosi grave. Un’altra ricerca indica che l’11 per cento della popolazione a volte sente voci o ha momenti di intenso pensiero magico, senza che ciò provochi angoscia o interferisca con il lavoro e la vita sociale. Allen Frances, già presidente del gruppo di lavoro del DSM-IV e il più veemente critico del nuovo manuale, ha definito la sindrome psicotica attenuata la “peggior singola proposta del DSM-V”. Come nel caso del disturbo da disregolazione distruttiva dell’umore, il timore era che fossero somministrati potenti antipsicotici con effetti collaterali potenzialmente nocivi a bambini che non ne avevano bisogno. L’APA ha riconosciuto la critica e, dopo una serie di test sui criteri proposti, ha spostato la sindrome psicotica attenuata dalla sezione principale del DSM-V alla sezione 3, riservata alle condizioni che richiedono ulteriori ricerche prima di essere considerate formalmente dei disturbi.

Tuttavia, alcuni ricercatori sostengono ancora che la sindrome da psicosi attenuata sia utile e che le ulteriori ricerche lo dimostreranno. “Penso che sia il futuro delle terapie e la nostra migliore speranza di cambiare davvero il corso della vita delle persone vulnerabili allo sviluppo di una psicosi cronica”, dice William Carpenter, direttore del Maryland Psychiatric Research Center. “Avrei preferito per inserirlo nel testo principale ora, ma comprendo la limitazione in assenza di una buona prova di affidabilità.”  Patrick McGorry, direttore dell’Orygen Youth Health Research Center, in Australia, la pensa allo stesso modo. “A conti fatti, sono d’accordo e accetto di buon grado la decisione”, ma osserva che, secondo i dati che ha già presentato in occasione di conferenze e che pubblicherà a breve, benché solo un terzo circa dei bambini identificati come ad alto rischio di sviluppare una psicosi sia poi divenuta effettivamente psicotica, l’oltre 70 per cento dei bambini rimanenti sviluppa disturbi dell’umore, ansia o disturbo da uso di sostanze. Sia Carpenter che McGorry osservano che gli antipsicotici e gli altri farmaci non sono l’unica opzione di trattamento; le alternative includono la terapia cognitivo-comportamentale per riconoscere e ridurre gli schemi di pensiero disadattivi, la terapia della parola, interventi per ridurre l’abuso di sostanze e il semplice aumento dell’attenzione a eventuali indicatori di peggioramento di psicosi.

more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

CNR: Rischio, gli italiani temono più l’uomo che la natura

CNR: Rischio, gli italiani temono più l’uomo che la natura | Psicologia e Psichiatria Sociale | Scoop.it
Comunicato stampa - Il 41% considera frane e alluvioni una minaccia, ma inquinamento e incidenti stradali sono temuti più delle calamità naturali, la responsabilità delle quali è attribuita soprattutto al fattore umano.
more...
No comment yet.