ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra
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guarire la piaga della disoccupazione può avere a che fare con la costruzione di un'economia di cura, artigianato e cultura
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Economia solidale batte economia del “pago e pretendo” 7 a zero!!

Economia solidale batte economia del “pago e pretendo” 7 a zero!! | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

 

Tratto da LeGallineFelici.it - consorzio di produttori agricoli biologici del Sud Italia.

 

Mettiamo a confronto le due storie che seguono, una di fantasia, ma che si ripete chissà quante volte ogni giorno, l’altra verissima, che è accaduta nelle scorse settimane ed è ancora in corso in questi giorni, con un inizio quasi identico ed un finale….

 

Confronto molto istruttivo...

 

Prima storiella: il calzaturificio artigiano AAP (Ali Ai Piedi), una storia trentennale, rispettabilità nel proprio circondario, un discreto fatturato, niente debiti, 20 dipendenti, tutto in regola, commesse certe e affidabili per diverse centinaia di miglia di euro, si ritrova con una momentanea crisi di liquidità

 

Si rivolge alle banche: ciccia! Inizia un calvario di lunghe anticamere, richieste di garanzie in beni immobili, umiliazioni, fino ad arrivare agli usurai, che definitivamente affossano l’azienda

 

Seconda storia: un’azienda solida e credibile, il Consorzio Siciliano Legallinefelici, niente debiti, 17 dipendenti, tutto in regola, una storia decennale durante la quale s’è costruita una fitta rete di credibilità e fiducia, che costituisce il suo capitale delle relazioni nel mondo dell’economia solidale Italiano ed Europeo, si trova con una momentanea crisi di liquidità

 

NON si rivolge alle banche, nemmeno a quelle amiche ed etiche, ma direttamente ai suoi “client/amici”, chiedendo loro (il 2 settembre, si badi alle date!) un acconto sulle successive forniture, che avverranno principalmente a partire da metà novembre (10 settimane di credito, per un importo complessivo richiesto di alcune decine di migliaia di euro)

 

La risposta è pronta, tanto che il 18 settembre la cifra necessaria è virtualmente raggiunta, grazie alle promesse, ed il 23 settembre (a 3 settimane dalla richiesta iniziale!) è praticamente e concretamente superata

 

Un torrente in piena di 500 euro, 150, 2mila, 540, 3mila, ma anche 8mila e più, condito dalle trecento e passa mail (…d’ amore?)

 

Un torrente che non s’arresta, anche se abbiamo comunicato che abbiamo raggiunto l’obiettivo, perché ogni gas, ogni gruppo vuole mettere la sua firma in calce a questa bellissima pagina dell’economia solidale europea

 

Non certo per protagonismo, ma per dimostrare che “insieme si può davvero!” e a costo zero per tutti…


Leggi tutto su http://www.legallinefelici.it/contributi-alla-riflessione-sul-mondo-ecosol

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Per un mercato elettrico trasparente e senza trucchi

Per un mercato elettrico trasparente e senza trucchi | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

Se pensiamo al mercato elettrico come a un tavolo da gioco, ai venditori di energia come ai giocatori e al croupier come al distributore di energia, nel caso del procedimento avviato dall’Antitrust, è come se il croupier passasse sottobanco informazioni sulla partita al fratello che siede al tavolo da gioco...

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Domani mi metto in proprio – workshop

Domani mi metto in proprio – workshop | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

.. .Possiamo scoprire mille mestieri nascosti che servirebbero davvero e che messi insieme in una filiera possono generare una propria economia, piccola ma concreta e non-competitiva.
Allora mettersi in proprio diventa un atto di ribellione e di riscatto.
Diventa la nuova frontiera della cooperazione.

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SHADHILLY - Storie di uomini e di caffè

SHADHILLY - Storie di uomini e di caffè | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it
Il caffè è diventato ormai parte della nostra cultura: berlo al mattino, offrirlo ai colleghi, usarlo come scusa per una pausa, degustarlo con gli amici, scegliendo il caffè del commercio equo il nostro piacere sociale diventa anche solidale. La sostenibilità nel tempo, la conoscenza e la fiducia reciproca instaurata negli anni di collaborazione fra Shadhilly, la cooperativa italiana che importa il caffè e segue i progetti sociali correlati, e le organizzazioni di piccoli produttori di caffè in Guatemala e Uganda, hanno reso possibile il raggiungimento di nuovi traguardi e la creazione di nuove reti. 
La cooperativa Nueva Esperanza del Bosque sta continuando il processo di conversione all’organico e provando nuove tecniche di lavorazione del caffè verde. Uganda Coffee Farmer Alliance prosegue il suo lavoro di formazione e consapevolezza dei produttori...
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Gli agrumi che spiazzano: una festa-mercato 2-3 dic a Roma

Gli agrumi che spiazzano: una festa-mercato 2-3 dic a Roma | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it
Si può, acquistando una cassetta di agrumi (arance, mandarini, pompelmi…) fare una scelta di consapevolezza etica e politica?...
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Amaro Partigiano: una fabbrica, un museo, un liquorificio sociale

Amaro Partigiano: una fabbrica, un museo, un liquorificio sociale | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

Archivi della Resistenza di Fosdinovo (MS) e RI-MAFLOW di Trezzano sul Naviglio (MI) si incontrano per realizzare “Amaro Partigiano”, un progetto sociale di autoproduzione e di creazione di lavoro etico. Abbiamo deciso di lanciare una campagna crowdfunding sulla piattaforma www.produzionidalbasso.com, per la creazione a Rimaflow di un liquorificio sociale e per la produzione della prima ufficiale tiratura di bottiglie dell’amaro. Il liquorificio servirà a creare posti di lavoro all'interno della fabbrica abbandonata dal padrone e recuperata in forma autogestita dai suoi lavoratori e dalle sue lavoratrici. E questa struttura sarà sociale, ovvero la sua funzione sarà anche quella di promuovere la sovranità alimentare: permettere alle realtà militanti di appoggiarsi in futuro al laboratorio per produrre i propri liquori e destinare il ricavato per il sostegno e l’autofinanziamento alle lotte e alle reti conflittuali nel quadro della costruzione di alternative al sistema di produzione corrente. Amaro Partigiano nasce come progetto no profit e anche in futuro tutto il ricavato delle vendite servirà a sostenere il progetto della fabbrica recuperata e le atività di Archivi della Resistenza, come il festival della Resistenza “Fino al cuore della rivolta”  e il Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo (www.museodellaresistenza.it).

(...)
Per maggiori informazioni potete scriverci a info@archividellaresistenza.it  o telefonando al 3470004950. Con la conclusione della campagna crowdfunding potrai continuare a seguirci, consigliarci e sostienirci su www.amaropartigiano.it

 

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Presentazione della ricerca internazionale sull'economia sociale e solidale

Presentazione della ricerca internazionale sull'economia sociale e solidale | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

Gruppi di acquisto, mercati contadini, comunità a sostegno dell’agricoltura, finanza etica, imprese gestite dal basso: sono tutti esempi di economia sociale e solidale, modelli di produzione, distribuzione, consumo e risparmio fondate sull’equità, sulla sostenibilità, sulla partecipazione e sul legame con il territorio.

Sono questi i modelli evidenziati dalla ricerca internazionale sulle buone pratiche di ESS “Economia trasformativa: opportunità e sfide dell’economia sociale e solidale in 55 territori in Europa e nel mondo” che sarà presentata il 26 aprile alle ore 10 al Senato della Repubblica (piazza Capranica 72, sala ISMA)

Leggi tutto: http://www.cospe.org/eventi/ricerca-internazionale-sulleconomia-sociale-e-solidale/

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Cambiamo la ricetta dell'economia

Cambiamo la ricetta dell'economia | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it
L'economia femminista e il bisogno di immaginare altre forme di agire. Articolo di José Antonio Cano
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Il progetto Mondeggi Bene Comune-Fattoria senza Padroni

Il progetto Mondeggi Bene Comune-Fattoria senza Padroni | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

... Sono ormai trascorsi tre anni dall’inizio del progetto ‘Mondeggi Bene Comune-Fattoria senza padroni’ e le attività messe in atto dai suoi partecipanti -che in assemblea generale contano fino a 300 persone- sono molte: si va dalla ripulitura delle olivete ai corsi di panificazione ed erboristeria, dallo scambio di semi agli orti sociali e al progetto Mo.TA (Mondeggi Terreni Autogestiti), tramite il quale le famiglie che lo desiderano possono prendere in custodia un piccolo appezzamento di terreno, corrispondente a circa 35 olivi, e, seguendo tutti i processi di produzione, godere dei frutti del loro lavoro...

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Iniziativa della Rete Mercati Contadini 2 Ottobre a Firenze

Iniziativa della Rete Mercati Contadini 2 Ottobre a Firenze | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it
Comunicato stampa della *Rete Mercati Contadini Autogestiti dell'area fiorentina* 22 settembre 2016

E’ veramente curioso che il comune di Firenze respinga la richiesta proposta da Manitese e Rete dei Mercati Contadini Autogestiti dell’area fiorentina per organizzare un grande incontro di due giorni in piazza Santa Croce in concomitanza con VIII Conferenza internazionale dell’ Economia della Felicità che si terrà il 2 Ottobre al Teatro Verdi, argomentando che in area Unesco non è possibile, quando nello stesso periodo viene organizzato sempre in area Unesco il mercatino francese Belle Epoque, in piazza Santa Maria Novella.
Forse Santa Croce è “più” area Unesco di Santa Maria Novella oppure un grande mercato contadino composto da cinque mercati contadini dell’area fiorentina e molte associazioni e movimenti nazionali e territoriali non è abbastanza “chic” per quella piazza. Molto probabilmente alla Rete Mercati Contadini autogestiti manca la modernità che esprime invece il mercatino Belle Epoque “con le sue casette di legno color pastello” oppure il sindaco Nardella trova più gustosi “croissant, ostriche e champagne” e non ama molto il pecorino toscano e il pane dalla filiera dei grani antichi toscani. Firenze preferisce mettere in mostra quel tipo di economia fatta di prodotti che arrivano da lontano, standisti in costume d’epoca che offrono un atmosfera di tempi che furono e non l’economia locale che è reale e cerca di tutelare il territorio, la salute dei cittadini e quella dell’ambiente. Firenze preferisce non mostrare cosa si muove dal basso in Toscana e a livello nazionale, impegno che cerca di creare un economia alternativa, la dove spesso non c’è più, che lavora nel rispetto della natura e delle persone.
La rete dei mercati contadini autogestiti dell’area fiorentina è un circuito di mercati in cui contadini, artigiani e consumatori partecipano all’organizzazione del mercato in tutti i suoi aspetti. All’ interno dei mercati sono presenti prodotti agricoli biologici ed artigianato manuale, naturale e artistico. Ne fanno parte molti gruppi d’acquisto solidale e associazioni del territorio. La rete ha l'intento principale di sostenere i piccoli artigiani e i produttori locali che hanno scelto di farsi custodi di una porzione di territorio praticando l'Agricoltura Contadina e creando un economia che ha una ricaduta sul territorio. Nell’occasione della VIII Conferenza internazionale dell’ Economia della Felicità con molti ospiti illustri nazionale e internazionali, la rete avrebbe voluto portare alla conoscenza di tutti il grande lavoro che stanno facendo tanti produttori agricoli locali e molti artigiani per testimoniare come un nuovo approccio possa contribuire a creare un Economia della Felicità. Rimane solo da costatare che la giunta di Firenze, sempre molto attenta alle richieste che arrivano dall’estero per l’uso privato dell’area Unesco, è molto distratta e sorda quando si tratta di eventi che riguardano la propria città e il suo territorio e con rammarico si deve aggiungere che gli amministratori con queste scelte obbligano i propri cittadini a trovare strade alternative per farsi sentire e coinvolgere i concittadini in questo impegno.

Per domenica 2 ottobre dalle 11:00 alle ore 15:00 invitiamo tutti in piazza S. Croce per un presidio.

Il presidio sarà informativo e riguarderà l'agricoltura contadina e l’artigianato manuale nel nostro territorio in relazione ai contenuti della VIII Conferenza Internazionale dell'Economia della Felicità. Racconteremo problematiche e risultati ottenuti in anni di lavoro e di relazioni per sostenere l'agricoltura contadina agro-ecologica. Condivideremo cosa significa per noi costruire un'alleanza fra movimenti urbani, singoli cittadini e movimenti rurali, che sia in grado di riconnettere città e campagna superando le categorie di produttore e consumatore, un'alleanza finalizzata a riconvertire l'uso degli spazi urbani e rurali, soprattutto quelli pubblichi in stato di abbandono, praticando la cura del territorio, l'auto-organizzazione, la solidarietà e la cooperazione.
Rete mercati contadini autogestiti dell’area fiorentina Agrikulturae, la Polveriera, Campi...Naturalmente, il Pagliaio di Greve, Mangiasano Impruneta.
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Sostieni il progetto Post Terremoto

Sostieni il progetto Post Terremoto | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it


Dopo gli eventi catastrofici che alle 3:36 del 24 agosto 2016 hanno colpito la zona di Amatrice e tutti i comuni e frazioni limitrofe, la nostra associazione, insieme al Centro Servizi per il Volontariato di Rieti, ActionAid, il Comitato 3e32 de L’Aquila e con il supporto della piattaforma informatica www.terremotocentroitalia.info, si è attivata per offrire un supporto sul posto a tutti i terremotati, monitorando e cercando di soddisfare tempestivamente i bisogni che emergevano giorno dopo giorno e che spesso non riuscivano a trovare risposta attraverso i canali ‘istituzionali’ o ‘centralizzati’. Dopo aver visitato le zone terremotate abbiamo riflettuto sul “palcoscenico mediatico” costruito attorno ad una Amatrice distrutta, sul mondo intero che si mobilita come mai per donare, ma che presto lascerà il posto a meccanismi individualisti già visti che s’impossesseranno della ricostruzione senza creare opportunità economiche sul posto. La nostra esperienza ci insegna che, anche con le nostre poche forze, si può lavorare diversamente, affiancando “pezzetti” di territorio su cui concentrare gli sforzi di ricostruzione del tessuto sociale ed economico, in modo trasparente e sempre ascoltando i reali bisogni delle persone che vorranno riporre fiducia in noi...
Oliver Haag's insight:
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Can family farming save the world?

Can family farming save the world? | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

di Ilaria Bertini

(...) “Making a garden is a political act,” Slow Food founder and president Carlo Petrini told delegates at the summit. “Making it in Africa is twice a political act, because this continent is facing a new form of colonialism through land grabbing from multinationals, with the complacency of many corrupted African governments.” The aim isn’t to “help” African people, but rather to give African communities new tools with which to assert their self-reliance and economic independence, Petrini explained. “The time for missionaries is over,” he said. “This is not charity, this is to give Africa back what our civilisations have stolen.” (...)

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Il pulmino contadino: la rete del cibo sano ed etico

Il pulmino contadino: la rete del cibo sano ed etico | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

Opera in Maremma il “pulmino contadino”, associazione che ha dato vita a una rete locale nella quale produttori e acquirenti, associati tra loro,collaborano organizzando la distribuzione e realizzando una economia locale virtuosa..

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Altra Velocità - festa delle esperienze concrete per costruire il noi

Altra Velocità - festa delle esperienze concrete per costruire il noi | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

Siamo, forse, la maggioranza ... ma non lo sappiamo, finché ciascuno se ne sta chiuso a curare il proprio piccolo intorno. Occorre al contrario essere aperti, allacciare tutte le connessioni possibili con tutti gli altri, da qualunque parte del mondo, che vogliono che vinca la ragione del ben-vivere e non la follia di quest'epoca. Vi invitiamo a questa FESTA EUROPEA per cominciare a comporre l’arazzo delle alternative possibili, già praticate da milioni di donne e uomini: un magnifico intreccio capace di attrarre i rassegnati, gli ignavi e gli astenuti dalla vita. Una Festa (e una lotta) per cominciare a dare, TUTTI, il nostro contributo di idee ed esperienze fin da subito, da oggi...

Per questo ci troveremo ad Avigliana (TO), in Val di Susa, dal 29 giugno al 1 luglio, per affrontare argomenti e scambiare esperienze che ci stanno a cuore, costruendo il futuro che è già presente, secondo un programma che stiamo costruendo insieme: 

https://realtimeboard.com/app/board/o9J_kzinSWc=/?utm_source=phplist235&utm_medium=email&utm_content=HTML&utm_campaign=il%20pizzino%20di%20marzo%20de%20legallinefelici

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Giornate delle Buone Pratiche: Corsi Lucia Cuffaro & Elena Tioli

Giornate delle Buone Pratiche: Corsi Lucia Cuffaro & Elena Tioli | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

CORSI DI AUTOPRODUZIONE E CONSUMO CRITICO:
LE GIORNATE DELLE BUONE PRATICHE con Lucia Cuffaro ed Elena Tioli in quel meraviglioso angolo di mondo che è la cooperativa Aria! Azienda agricola, sociale, riserva naturale, luogo d’incontro e di aggregazione, di scambio e di pace. Un posto in cui il biologico non è solo un marchio ma un modo di concepire il lavoro e la vita...

Per saperne di più: https://goo.gl/2Pf2Pk

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Verso il Patto di mutuo soccorso: comprendere il passato per costruire il futuro • Rete Sociale Fòrimercato

Verso il Patto di mutuo soccorso: comprendere il passato per costruire il futuro • Rete Sociale Fòrimercato | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it
Verso il Patto di mutuo soccorso
Ciclo di autoformazione
Comprendere il passato per costruire il futuro

La rete sociale Fòrimercato insieme alla nascita del Patto di mutuo soccorso promuove un ciclo di assemblee di autoformazione per approfondire e condividere con tutte le persone interessate la storia del mutualismo, cosa ci è di ispirazione e qual è il discorso politico che vogliamo portare avanti con questo strumento.
Dove sta il potere? Ha ancora senso incentrare l’azione politica sulla sola conquista dello Stato, o dobbiamo ribaltare la prospettiva e ricostruire un altro modello dal basso, attraverso l’autorganizzazione e l’autogestione delle risorse? Come riprendere un percorso di trasformazione sociale per cambiare lo stato di cose presenti? Oggi, dopo la rottura dei patti sociali novecenteschi e il ridimensionamento del ruolo politico dello Stato vogliamo riportare alla luce i disegni, i progetti, i calcoli di coloro che il mutualismo lo hanno costruito, capirne le logiche di partenza e le loro successive evoluzioni per ritornare ad un agire collettivo centrato sulla ricostruzione di tessuto sociale.


Lunedì 15 gennaio

L’Ottocento del movimento operaio e il cambio di strategia. Dal “far da sé” solidaristico alla conquista dello Stato.

Lunedì 29 gennaio

Il Novecento. Dal compromesso sociale capitale-lavoro alla sua rottura. La fine del modello socialdemocratico e della strategia dell’ integrazione.

Martedì 13 febbraio

Nuove prospettive. Dallo stato sociale alla comunità sociale. Organizziamoci per costruire un’altra società.
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Partenariato tra le cooperative Iris ed ènostra

Partenariato tra le cooperative Iris ed ènostra | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

(...) L’accordo di partenariato sottoscritto oggi tra le cooperative ènostra ed IRIS, in occasione della assemblea autunnale di quest’ultima, vuole essere un tentativo di ridare l’antico denso significato alle parole Cooperazione e Comunità. La Cooperativa Agricola IRIS di Calvatone (CR) da quasi quarant’anni naviga con il timone retto della coerenza guidata da quattro capisaldi: l’agricoltura biologica, creare occupazione, il rapporto diretto con il consumatore, la promozione della proprietà collettiva. Stella polare: la tutela della fertilità di Madre Terra. La Cooperativa ènostra si è affacciata sul mercato elettrico italiano nel recente passato quale promotrice di un modello tutto nuovo di gestione dell’energia. I soci consumatori, consapevoli che l’energia è un tassello cruciale nell’indirizzare il nostro Pianeta verso un futuro possibile, scelgono ènostra per dare il proprio contributo in quella direzione: solo energia rinnovabile proveniente da impianti sostenibili territorialmente…

Leggi tutto: http://www.enostra.it/news-eventi/iris-ed-enostra-tutti-scuola-la-terra/

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Report dà una sveglia al mondo del cacao. Cooperativa Quetzal si racconta

Da dove viene il cacao che usa, l'impegno nel commercio equo, la denuncia del lavoro schiavo in Africa e soprattutto la cioccolata a Modica è qualcosa di più di una bufala
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L'economia insieme: il patto dell'avocado

L'economia insieme: il patto dell'avocado | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

Un’esperienza politica, prima ancora che un accordo di economia “altra”, nel rispetto della tutela della terra e dei diritti di tutti. Dai produttori alle pendici dell’Etna alle famiglie di consumatori critici, attenti e solidali francesi. Il Consorzio siciliano delle “Galline” è felice di annunciare la nascita di un patto che scarta le scelte imposte dall’astrazione dei mercati per dimostrare come il cambiamento delle relazioni sociali tra le persone può dar vita a una produzione di cibo sano innovativa e rilevante che ha un grande significato anche sul piano delle idee...

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DISCO SOUPE alla 10° Fiera della Economia Solidale e del Consumo Critico

DISCO SOUPE alla 10° Fiera della Economia Solidale e del Consumo Critico | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

1° Ottobre, Casa del Popolo Unione Operaia di Colonnata, Sesto Fiorentino (Firenze)

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«Ti coltivo l'orto e tu raccogli»: l'esperienza di Roma e Rieti

«Ti coltivo l'orto e tu raccogli»: l'esperienza di Roma e Rieti | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

Sui terreni di Arianna Vulpiani, nelle province di Roma e Rieti, "matura" una nuova formula smart dell'orto biologico: chi vuole cibi sani affitta un orto, lascia che Arianna e il suo team lo coltivino, poi va a raccogliere i prodotti...

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Comic book: Together we can cool the planet!

Comic book: Together we can cool the planet! | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

Comic book di La Via Campesina...

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9° Fiera della Economia Solidale e del Consumo Critico

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Fiera della Economia Solidale e del Consumo Critico, sabato e domenica 1 e 2 ottobre 2016 - Sesto Fiorentino (FI)

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Conferenza Internazionale Economia della Felicità

Conferenza Internazionale Economia della Felicità | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

Conferenza Internazionale Economia della Felicità  


Domenica 2 ottobre, dalle 9 alle 19, presso il Teatro Verdi di Firenze, si terrà la VII Conferenza e Raduno internazionale, L'economia della felicità.


L’evento consiste in una sessione plenaria di conferenze aperta al pubblico, nella giornata internazionale della non violenza, dedicata a Gandhi. Lo scopo principe dell’evento è quello di ri-pensare l’economia, allontanandosi dal modello di crescita globale condotto dalle multinazionali, a favore di un nuovo modello economico in cui siano centrali la persona e l’ambiente.
 
Relatori internazionali
Helena Norberg-Hodge: presidente di Local Futures, autore del libro Ancient Futures  tradotto in 42 lingue  e  regista del film L’Economia della Felicità- Right Livelihood award,  Goi Peace Award); 
Serge Latouche: economista e filosofo francese. Professore  emerito di Economia- Université Paris-Sud;
Vandana Shiva: Right Livelihood award, fondatrice  e presidente di Navdanya International;
Rob Hopkins: fondatore del Transition Movement  (video);
Manish Jain: coordinatore di Shikshantar: The Peoples’ Institute for Rethinking Education and Development, e co-fondatore di Swaraj University, dedicato a rigenerare la cultura, l’economia e l’ecologia locale. Autore di vari libri che riguardano l’economia del dono, la descolarizzazione, i concetti di comunità e gli strumenti per un  dialogo profondo tra culture.
Camila Moreno: lavora con i movimenti  sociali in  Brasile e  America Latina  con riguardo all’impatto ambientale nella regione delle biotecnologie e dell’agrobusiness. Il suo impegno e  i suoi scritti recentemente si sono focalizzati sugli impatti territoriali della politiche  di sviluppo e anche  sugli impatti della così detta green economy;
Michael Shuman: direttore di ricerca e di  sviluppo  economico al Business Alliance for Local Living Economies, ricercatore al Post Carbon Institute. E autore di Local Dollars, Local Sense, e guida  vari gruppi di sviluppo comunitario in varie località americane;
Ashish Kothari: sociologo, ambientalista (India).


Relatori italiani


Mauro Bonaiuti: economista, Associazione per la Decrescita;
Gianni Tamino: biologo, Associazione per la Decrescita;
Rossano Ercolini: presiente Rifiuti Zero Europe, Goldman prize 2013;
Diego Fusaro: filosofo, Università  Vita e Salute San Raffaele;
Giuliana Mieli: filosofa, psicologa clinica, psicoterapeuta;
Giannozzo Pucci: editore, ambientalista;
Mauro Scardovelli: giurista,  Aleph biodinamica umanista;
Thomas Torelli: regista, autore del pluripremiato film "Un altro mondo";
Maria Gabriella Calderano: Università di Pisa e Gandhi Foundation;
Maurizio Pallante, Movimento Decrescita Felice;
Chiara Cattaneo, Responsabile Progetto I Exist, Mani Tese.

Maggiori informazioni su 

https://economiadellafelicita.it

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Lettera aperta ai contadini veri

Lettera aperta ai contadini veri | ECOnomia civile, conviviale, sociale, territoriale, etica, solidale, popolare, altra | Scoop.it

Cari contadine e contadini "veri" dell'area metropolitana Firenze e Prato, anche io sono stato uno di voi,sono stato iscritto alla CIA dal 1986 fino a non molto tempo fa. 
Ho i capelli bianchi e sono contadino da quando avevo 18 anni.
 Ho un podere nel comune di Montespertoli e per svariate vicissitudini lavorative mi sono ritrovato in serie difficoltà. Purtroppo difficoltà comuni a molti di noi visto che negli ultimi 30 anni in Italia hanno chiuso i battenti quasi 2 milioni di aziende agricole .
 Oppresso dai debiti ,principalmente con le banche e con lo stato per tasse dichiarate che non mi è stato possibile pagare , ho progressivamente ridotto la mia attività e da "imprenditore" sono tornato a fare il contadino, certo non quello "vero" , che rispetta leggi e regolamenti, ma quello clandestino , quello che non rispetta la legalità . Non rispetto la legalità non perchè non lo voglio ma semplicemente perchè non mi è possibile con questo ordinamento così asimmetrico e iniquo e vi spiego perchè . Lavoro un podere di una diecina di ettari e faccio agricoltura contadina con tecniche e principi di agroecologia. Produco ortaggi , frutta ,cereali ,legumi,vino,e per completare il ciclo naturale delle rotazioni e impiegare il foraggio prodotto ho delle vacche che mi danno compost ,latte e carne. 
Vendo i miei prodotti in mercati contadini locali autogestiti .
 Non pensate né che sono pazzo né che sono superman faccio tutto questo in piccolissima scala , pensando a produrre il cibo per l' autosufficienza alimentare della mia famiglia e per la creazione di una piccola economia derivata dalle eccedenze stagionali. In alcuni momenti eseguo delle trasformazioni di prodotti primari nella mia cucina di casa .
 Se ci pensiamo bene faccio quello che i contadini hanno sempre fatto fino ad 30/40 anni fa , ma andiamo avanti.
 La scala della mia produzione non mi permette di essere in regola con le norme e i regolamenti dell'attuale ordinamento giuridico in materia di produzioni del cibo essendo questi esattamente gli stessi  per me e per l'agroindustria legata alla grande distribuzione organizzata (GDO). 
Ma allarghiamo ora il quadro della situazione. 
Nella nostra società chiunque intraprenda un mestiere di produzione di beni o servizi è definito dal codice civile "imprenditore" e con un processo a senso unico dalla riforma dei patti agrari (negli anni '70 ) a oggi chiunque conduce una azienda agricola , piccola o grande che sia é un imprenditore agricolo (art. 2135 C.C.).
 La "Legge di orientamento in agricoltura" D.Lgs 228/01 ha perfezionato il terribile disegno secondo il quale l'imprenditore agricolo (ex contadino) diventa una vera e propria impresa di mercato (in un sistema neoliberista e capitalista) ed è costretto a strutturarsi come qualsiasi altra impresa. Questo ultimo elemento ha costretto milioni di contadini ad adottare il modello unico della competitività commerciale e della logica del profitto nella propria attività con conseguenze disastrose , umane e ambientali. 
La selezione forzosa all'interno del mondo agricolo che si è basata su criteri economicisti e sulla disponibilità di capitali da mettere in gioco oltre che da una personale attitudine al commercio (essere più o meno predatori) ha prodotto l'accorpamento fondiario funzionale all'agroindustria e alla GDO. Insomma , citando un certo Che Guevara (qualcuno se lo ricorda?si bravi quello delle magliette) a proposito del neoliberismo diceva : "libere volpi insieme a libere galline" .
 Le stesse caratteristiche di pluriattività , produzioni di qualità , filiera corta - che da sempre sono state le comuni caratteristiche positive del buon contadino - oggi vengono riprese in chiave aziendalista come diversificazione dell'impresa sul mercato , e quindi , necessariamente , dipendenti dalla logica dei bilanci aziendali e del saggio di profitto. Appare quindi una figura di imprenditore la cui finalità prima è di produrre profitto in agricoltura , nell'ambito della competizione globale di mercato.(da qui marchi , marchiettini, DOP,DOC , e via e via.... burocrazia , balzelli ,faccendieri e azzeccagarbugli). Tutto questo gioco al massacro (nostro) dei potentati economici e dei governi locali e nazionali a loro asserviti é responsabile di devastazioni umane e ambientali come la scomparsa dei contadini e della loro preziosa cultura , la perdita della sovranità alimentare delle comunità sui territori, la perdita della fertilità dei nostri terreni ,l'erosione dei suoli ,la salinificazione dovuta all'abuso di imput chimici nelle colture , la desertificazione di vaste aree ecc. ecc. ed infine, ormai la comunità scientifica concorda nell'affermare che il caos climatico e più precisamente il riscaldamento globale del pianeta è generato per circa il 50 % dalla produzione industriale del cibo e a breve può causare disastri ambientali e sociali dalle conseguenze imprevedibili e catastrofiche, abbiamo gia dei segnali importanti.
 Insomma un quadro non molto confortante , ma torniamo al motivo per il quale ho sentito l'esigenza di scrivere queste righe .
 Frequento l'esperienza di MONDEGGI BENE COMUNUE FATTORIA SENZA PADRONI fin dalla sua origine , anzi ne sono orgogliosamente uno dei fondatori e promotori , faccio parte come attivista di un movimento contadino nazionale che si chiama Genuino Clandestino .
 Ho molte cose da dirvi in relazione a quella lettera scritta dal vostro presidente, il Signor Filippo Legnaioli che nel suo il compito di vostro rappresentante vi definisce i contadini ,"quelli veri" , affermando che i clandestini di Mondeggi ovvviamente non sono contadini veri e non lo sono perchè , esattamente come me , non rispettano la legalità come presumibilmente lo fate voi. 
Questo attacco da parte del presidente della Cia fiorentina nei confronti di una esperienza importante e significativa come quella di Mondeggi si trincera dietro la facile retorica legalitaria con l'effetto di dividere quel poco che resta del mondo contadino del nostro territorio e con lo scopo ultimo di sostenere una logica corporativista funzionale alle leggi di mercato . 
Le stesse leggi che hanno determinato l'impoverimento del mondo contadino.
 L'esperienza di Mondeggi tenta di sottrarsi , per tutti i motivi che ho esposto prima , alle imposizioni di chi promuove la privatizzazione delle risorse contemporaneamente alla collettivizzazione dei rischi e dei debiti sociali e ambientali e per questo non è nella legalità .
 L'esperienza di Mondeggi tenta di porre un rimedio ai seri problemi che questo "sistema " sta generando e tenta nell'interesse collettivo di rendere visibile a tutti una possibile alternativa che si basa sulla partecipazione attiva e consapevole, su una vera democrazia in autonomia e autogestione. Aiutarci a renderla legale farebbe bene a tutti quanti ,anche a voi e ai vostri figli . 
Siete davvero ancora convinti che la "concorrenza sleale " alle vostre attività la faccia Mondeggi con l'immissione dei suoi prodotti sul mercato locale oppure la vera concorrenza quella che fa veramente male proviene da un sistema dominato dalla GDO e dalle sue regole?
 E dove erano la CIA e gli altri sindacati agricoli in tutti questi anni, mentre questi meccanismi di cui parlavo sopra si sono formati e perfezionati ? Come mai il sindacato dei contadini ha permesso tutto questo e ora addirittura attacca chi decide di fare quello che avrebbero dovuto fare loro?
 Non sarà mica che i nostri sindacati agricoli hanno interessi economici e/o politici in società che ritirano i raccolti monoculturali dei contadini-imprenditori e vendono agli stessi tutto ciò che gli occorre per coltivare ? 
( semi, concimi , pesticidi e macchine e penso ai consorzi agrari e alle cooperative ) 
Non sarà mica che sempre i nostri sindacati agricoli sono partecipi o proprietari  di società che sbrigano le nostre complicatissime incombenze legali e fiscali , organizzano corsi , corsettini , patentini e la tenuta di incomprensibili registri e che solo loro possono darci l' "aiuto" con il quale possiamo sentirci tranquilli e in regola? 
Non saranno mica sempre loro che siedono ai tavoli di concertazione insieme alle regioni per decidere in merito alle norme di recepimento delle politiche agro-ambientali europee che muovono enormi risorse pubbliche in transito dall'agricoltura verso le banche e l'industria passando sopra ai poveri imprenditori- contadini ?
 Non saranno mica sempre loro che dipendendo strettamente  dai partiti politici  in un reciproco aiuto utilizzano le nostre deleghe in bianco per perseguire scopi che sempre meno appaiono negli interessi della collettività ? Mi farebbe piacere comunque parlarne e confrontarci anche a voce con tutti voi e vi invito a contattarmi per organizzare un incontro , magari a Mondeggi .
 Buon lavoro Giovani Pandolfini
Oliver Haag's insight:

http://www.terranuova.it/Novita-dal-mondo-Terra-Nuova/Giu-le-mani-dalla-terra

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