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Rescooped by Giulia Simonetti from E-JOURNAL: NEWS about EBOOK and EDITORIA DIGITALE
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Scuola digitale, ritorno al passato

Scuola digitale, ritorno al passato | e-book | Scoop.it
Nel testo manca una chiara volontà di passare al digitale. Molti “dovrebbero” al posto di “devono” e molte frasi discorsive nell'allegato tecnico...

Via Ippolita Gallo
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Rescooped by Giulia Simonetti from Politiche giovanili
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Giovani, tutti nativi digitali? Falso. E in Italia pesano meno che altrove

Giovani, tutti nativi digitali? Falso.  E in Italia pesano meno che altrove | e-book | Scoop.it
Marketing, pubblicità, immaginario collettivo e tv vogliono i ragazzi fra i 15 e i 24 anni iperconnessi. Ma non è sempre così: sono solo 363 milioni, il 30 per cento della popolazione giovanile planetaria.

Via Stefano Ranieri
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Rescooped by Giulia Simonetti from Parliamo di psicologia
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Nativi digitali e immigrati digitali: ecco le differenze

Nativi digitali e immigrati digitali: ecco le differenze | e-book | Scoop.it

Il mio parere: recenti studi dimostrano che i nativi digitali, ossia i nati dopo il 2000, abbiano meno predisposizione a sviluppare forme di tecnodipendenza rispetto agli "immigrati digitali" (i nati prima del 2000) che si sono invece trovati costretti ad adeguare i propri stili di vita al cambiamento rivoluzionario che l'avvento delle nuove tecnologie e di internet ha rappresentato in questi anni.

 Sebbene per le nuove generazioni nascere in una società liquida, immersa nel digitale, potrà avere altri svantaggi, come ad esempio quello di sviluppare un "pensiero acritico" dato da un uso non appropriato ma "compulsivo" dei mezzi a loro disposizione.   Voto all'articolo 7/10  Tratto dall'articolo:"Nella generazione che gli esperti definiscono di 'immigrati digitali', la diffusione capillare degli strumenti tecnologici ha modificato anche le funzionalità del cervello, facendo perdere alcuni circuiti e facendone sviluppare altri, soprattutto legati alla percezione. 
La tecnologia ha livellato le diverse generazioni fino a crearne una sola, che va dall’adolescenza fino ai 40-50 anni, che trova soddisfazione immediata dall’aspetto ludico – dai giochi dei social network fino ai videogiochi – esattamente come accade con il cibo, e che in una società liquida, sempre più incerta, ci siamo ormai adattati a conservare in un cloud personale nel nostro cervello emozioni, foto, vissuto e relazioni.

Ma la diffusione della tecnologia e il suo utilizzo capillare nella vita di tutti i giorni non ha portato solo vantaggi, ha anche contribuito a creare nuove dipendenze, come quella da videogames, o da Internet. Secondo le stime circa il 10% degli 'immigrati digitali' è a rischio di tecnodipendenza.

Se gli adulti possono essere maggiormente esposti al rischio di tecnodipendenza, ciò non è tanto vero per i cosiddetti 'nativi digitali', i bambini nati dopo il 2000 che hanno una capacità quasi innata di integrare realtà e tecnologia, senza correre il rischio di confonderle al punto da sviluppare una pericolosa dipendenza."

 

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Luca Mazzucchelli


Via Luca Mazzucchelli - www.psicologo-milano.it
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Microidea Srl's curator insight, September 29, 2016 9:30 AM
Interessante articolo sulla digitalizzazione.