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Event Statistica, Open data e Società

Event Statistica, Open data e Società | dataumpa | Scoop.it

In occasione dell’anno internazionale della statistica 2013, un concorso a premi promosso dal comune di Milano e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (dipartimento di scienze statistiche)

dataumpa's insight:

in collaborazione con Synergia s.r.l., Nunatac s.r.l. e Linkiesta, volto a sostenere l’impiego degli Open data e la loro elaborazione statistica al fine di migliorare la conoscenza della realtà cittadina ed accrescere il benessere collettivo. La scadenza per l’invio delle domande è il 4 novembre: tutti i dettagli sul portale dedicato.

Università Cattolica del Sacro Cuore
via Nirone 15
Milano
0272343848

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Microsoft rilascia Windows 8.1 Enterprise Preview

Microsoft rilascia Windows 8.1 Enterprise Preview | dataumpa | Scoop.it
Disponibile per il download la versione preliminare dell'edizione dedicata alle aziende. Windows 8.1 Enterprise Preview scadrà il 14 gennaio 2014.
dataumpa's insight:

Dopo la versione dedicata ai consumatori, Microsoft ha annunciato Windows 8.1 Enterprise Preview, l’edizione del sistema operativo che include funzionalità specifiche per le aziende. La software house di Redmond consiglia agli amministratori IT di preparare una piattaforma di test per verificare il funzionamento delle procedure di aggiornamento, utilizzando le release preliminari dei nuovi tool di deployment: Windows Assessment and Deployment Kit for Windows 8.1 Preview, Microsoft Deployment Toolkit 2013 Preview e System Center 2012 Configuration Manager R2 Preview.


Oltre alle feature comuni con Windows 8.1, l’edizione Enterprise del sistema operativo include numerosi strumenti e funzionalità di classe business. Windows To Go Creator consente la creazione di un’immagine da copiare su una pen drive di boot. Il dipartimento IT può controllare il layout dello Start screen per facilitare l’accesso alle app aziendali o impedire ai dipendenti la personalizzazione della propria schermata di avvio. Grazie a DirectAccess, gli utenti possono accedere da remoto alle risorse all’interno della rete corporate, senza usare una VPN. Gli amministratori IT possono aggiornare i PC, applicando le ultime policy e gli update di sicurezza.

Utilizzando la Virtual Desktop Infrastructure (VDI) e i miglioramenti apportati in Microsoft RemoteFX e Windows Server 2012, gli utenti possono riprodurre contenuti 3D, usare periferiche USB e dispositivi touch attraverso ogni tipo di rete. Il dipartimento IT può inoltre creare un ambiente protetto, bloccando l’esecuzione di determinate applicazioni e file. È possibile anche effettuare il side-loading delle app aziendali sui dispositivi Windows 8.1 Enterprise. Gli amministratori IT possono infine rimuovere da remoto tutti i dati riservati, senza toccare i contenuti privati.


Per quanto riguarda il passaggio da Windows 8.1 Preview a Windows 8.1, valgono le stesse regole dell’edizione consumer: la migrazione conserverà solo i dati e sarà necessario reinstallare tutte le applicazioni (desktop e Modern). La durata del supporto per Windows 8.1 è identica a quella di Windows 8, quindi il ciclo di vita terminerà il 10 gennaio 2023. Gli utenti avranno due anni di tempo per passare a Windows 8.1 dal momento in cui sarà disponibile la versione finale. La versione Enterprise Preview scadrà il 14 gennaio 2014.

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Google aggiorna Google Apps per aziende su Android con i “Wipe” selettivi

Google aggiorna Google Apps per aziende su Android con i “Wipe” selettivi | dataumpa | Scoop.it

Parlando di Google Apps per aziende Big G ha da poco introdotto un servizio nuovo che porta sia la sicurezza che la gestione dei dati per le aziende ad un livello molto interessante. Prima di parlarvi delle novità facciamo una differenziazione fra “applicazioni Google” o Google Apps e Google Apps per aziende.

dataumpa's insight:

Le prime sono applicazioni che spesso troviamo preinstallate sul nostro terminale e possono essere Google Play Music, così come il Play Store o anche Google Talk o Hangouts; Google Apps per aziende invece è un contenitore di servizi e viene offerto sotto forma di abbonamento.

In questa nuova offerta del servizio per le aziende Google ha aumentato le politiche di sicurezza ed ha introdotto le seguenti novità:

 

Cancellazione selettiva: rimozione dei dati degli account Google Apps senza cancellare completamente l’utenza dal dispositivo

 

Cancellazione della scheda SD: durante la cancellazione dei dati su un terminale sarà possibile eliminare anche i dati presenti su scheda di memoria esterna

 

Device Policy app: forza l’uso delle politiche di sicurezza richiedendo l’ultima versione dell’applicazione Device Policy

 

Configurazione WiFi: consente di gestire in remoto le impostazioni WiFi di ogni terminale Android gestito dall’azienda

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Big Data: le aziende non sono in grado di sfruttarli per fronteggiare le minacce

Big Data: le aziende non sono in grado di sfruttarli per fronteggiare le minacce | dataumpa | Scoop.it

Uno studio McAfee sui Big Data della sicurezza rileva che solo il 35% delle aziende riesce a rilevare rapidamente le violazioni alla sicurezza e il 58% archivia i dati relativi alla protezione per tre mesi o meno

 

dataumpa's insight:

McAfee ha rilasciato uno studio da cui emerge come le aziende a livello globale non siano in grado di sfruttare la potenza dei Big Data relativi alla sicurezza. Secondo il report intitolato ‘Needle in a Datastack’ (che allude alla ricerca dell’ago nel pagliaio), le aziende sono vulnerabili alle violazioni alla sicurezza a causa della loro incapacità di analizzare correttamente o immagazzinare big data.

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Google supera Apple in borsa come azienda tecnologica

Google supera Apple in borsa come azienda tecnologica | dataumpa | Scoop.it

In questo momento se chiedete a google now la quotazione Apple vi viene restituita la risposta vocale di 399.74 dollari mentre Google viene scambiato a 874.29 dollari. Con queste cifre, in base a questo osservato dalWall Street Journal, l’enterprise value di Apple è di  223 miliardi di dollari, inferiore a quello di Google che ora è di 241 miliardi di dollari. Come viene calcolata questa cifra?

dataumpa's insight:

L’enterprise value di una società quotata è un indicatore molto utilizzato nell’analisi finanziaria che individua il valore complessivo di una società, in pratica corrisponde alla capitalizzazione di borsa del titolo quotato (ricavabile come prodotto tra il prezzo corrente di un titolo e il numero di azioni che compongono il capitale sociale). A tale valore è necessario poi aggiungere l’indebitamento finanziario netto.

È da tenere presente che Apple rimane l’azienda tecnologica con maggior valore al mondo  grazie alla sua immensa quantità di denaro liquido che ha a disposizione l’azienda. Inoltre il mercato azionario è estremamente volubile e basta poco per far crollare il prezzo di un titolo anche in un solo giorno. Rimane comunque una svolta epocale (o comunque importante) che spingerà entrambe le aziende nei prossimi mesi ad innovare e a proporre sul mercato prodotti sempre più interessanti per noi consumatori finali.

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I cinque Principi dell’Open Data Charter

I cinque Principi dell’Open Data Charter | dataumpa | Scoop.it

l mondo sta assistendo alla crescita di un movimento globale facilitato dalla tecnologia e dai social media. Gli Open data risiedono al centro di questo movimento globale. L'accesso ai dati consente agli individui e alle organizzazioni di sviluppare nuove conoscenze e innovazioni che possono migliorare la vita degli altri e contribuire a far crescere il flusso di informazioni all'interno e tra i paesi.

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Diverse città che saranno presenti a SMART CITY EXHIBITION 2013 stanno affrontando il tema degli open data. Per esempio il Comune di Bologna pubblica online una parte dei propri dati in formato aperto, puntando sulla trasparenza e la partecipazione attiva dei cittadini con lo scopo di permettere ad aziende, associazioni e cittadini di utilizzare e valorizzare i dati dell' Amministrazione, migliorando l’accessibilità delle informazioni e sviluppando nuove applicazioni a beneficio di tutta la comunità. Anche il Comune di Milano a tal proposito si è mosso lanciando il concorso App4Mi con l'obiettivo di stimolare lo sviluppo di applicazioni che facilitino l’accesso al patrimonio informativo pubblico della città accrescendone la trasparenza e aumentando al contempo il numero e il livello dei servizi digitali ai cittadini.

Tante sono poi le esperienze che utilizzano gli open data a livello territoriale come l'eccellente iniziativa di  Open Ricostruzione, piattaforma che consente di tenere traccia di tutti i soldi (donazioni e finanziamenti) messi a disposizione dell'Emilia affinché ci sia una ricostruzione trasparente, partecipata e intelligente dei comuni colpiti dal sisma del 2012.

Se a livello territoriale si moltiplicano le inizative, dal livello internazionale  arrivano alcune direttive e indicazioni chiare.

Infatti, Il G8 la scorsa settimana ha redatto 5 principi per l’adozione di Open Data in un testo.

Nel testo si riconosce come oggi le persone si aspettano di essere in grado di accedere alle informazioni e ai servizi per via elettronica, quando e come vogliono. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, annunciando una nuova era in cui le persone possono utilizzare dati aperti per generare intuizioni, idee e servizi per creare un mondo migliore per tutti.
Open data  significa anche aumentare la consapevolezza su come vengono utilizzate le risorse naturali dei paesi, su come sono spesi i ricavi estrattivi,  su come tenere l’inquinamento sotto controllo.

Tuttavia, abbiamo visto quanto sia difficile per i governi abbracciare questa cultura. Nel momento in cui ci troviamo ad affrontare una crisi di fiducia nella governance pubblica e privata, i dati aperti possono aiutare a costruire la fiducia a lungo termine, ma questo richiederà anche impegni per la qualità e l'usabilità.

Per questo i 5 principi dovrebbero aiutare ad andare in questa direzione :

> Open Data by default

> Qualità e Quantità di dati

> Utilizzo da parte di tutti

> Open Data per il miglioramento della governance

> Open data  per l'Innovazione
 

I membri del G8 saranno, entro la fine di questo anno, impegnati a  sviluppare piani d'azione, al fine di attuare la Carta e l'allegato tecnico per la fine del 2015 al più tardi.

E l’ Italia come si posiziona rispetto al tema? L’Italia è al settimo posto su otto su Open data secondo il rapport di Open Knowledge Foundation

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Big Data per viaggiare meglio

Big Data per viaggiare meglio | dataumpa | Scoop.it

Come già succede in altri settori, l’industria dei viaggi si trova oggi davanti a una sfida in cui le aziende devono fare dei Big Data la loro priorità al fine di sfruttare quanto più possibile i vantaggi che possono derivare dal loro uso per garantire migliori servizi ai viaggiatori.

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Dalla ricerca “At Big Data Crossroads: turning towards a smarter travel experience”, commissionata da Amadeus – specializzato in tecnologie avanzate per il turismo - e svolta da Thomas H. Davenport, professore della Harvard Business School, emerge che le nuove tecnologie e le strategie di gestione dei Big Data possono controllare grandi volumi di dati focalizzando così l’attenzione sulle esigenze e sulle preferenze dei clienti e non sui processi industriali. 

 

L’autore dello studio, ha dichiarato: “L’industria dei viaggi si trova a dover affrontare l’evoluzione dei Big Data, con le nuove tecnologie e soluzioni che offrono il potenziale per gestire volumi sempre maggiori di dati, garantendo profitti più elevati e operazioni più efficienti. Le principali aziende stanno sperimentando l’uso di Big Data, raggiungendo già ottimi risultati. È importante per le compagnie aeree, aeroporti, hotel, aziende ferroviarie e fornitori di viaggio chiedersi se hanno a disposizione una strategia di Big Data, e se si consentirà loro di essere in prima linea in questa occasione.” 

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Il Cloud cresce più dell’ICT

Il Cloud cresce più dell’ICT | dataumpa | Scoop.it

“Il Cloud Computing rappresenta un modello che offre l’opportunità di recuperare produttività e creare le condizioni per lo sviluppo e l’innovazione, permettendo al tempo stesso di ridurre di costi, razionalizzare le infrastrutture e migliorare i tempi di risposta – afferma Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service. Soprattutto l’ecosistema delle PMI e delle startup potrebbe trarne benefici enormi, ma il nostro Paese è oggi ancora un follower nell’adozione del cloud, con tassi di crescita assestati sull’11%, ma ben lontani da quelli delle economie più evolute e ancor di più dai Paesi emergenti, dove si registrano dinamiche di crescita fino a tre volte più rapide di noi.”

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È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, giunto alla terza edizione epromosso dalla School of Management del Politecnico di Milano*. I dati della Ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “Cloud Journey: un cambiamento possibile!”, illustrano il grado di adozione nelle grandi aziende e nelle PMI. L’indagine si pone l’obiettivo di analizzare e spiegare il fenomeno Cloud, stimandone entità e trend per evidenziare come una sua adozione possa offrire risposte per i processi di innovazione delle imprese e rilanciare il Paese.

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Cloud computing: un modello che porta vantaggi veri

Cloud computing: un modello che porta vantaggi veri | dataumpa | Scoop.it

Il cloud computing offre grandi opportunità, ma porta con sé sempre anche alcune perplessità. CA Technologies ha voluto capire meglio come viene utilizzata nella realtà questa modalità, quali sono i vantaggi e le negatività più rilevanti e quali modifiche nella sua implementazione intervengono durante la sua applicazione. L’indagine, battezzata “The TechInsights Report 2013: cloud succeeds. Now what?” e condotta da Luth Research e Vanson Bourne, è stata realizzata su 542 organizzazioni, di cui circa 70 in Italia, con un fatturato annuo superiore al mezzo miliardo di dollari. Il requisito indispensabile per poter partecipare era l’adozione da almeno un anno delle varie tipologie di servizio (IaaS, PaaS, SaaS).

 

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Quello che è emerso è che i vantaggi dell’uso del cloud hanno superato i possibili svantaggi, con un livello di soddisfazione intorno al 98 per cento sul fronte della sicurezza. D’altra parte, però questo aspetto rimane quello visto con maggiore preoccupazione. Riduzione dei costi, riduzione del time-to-market, innovazione e capacità di creare nuove fonti di reddito sono gli elementi positivi. In generale, quasi il cento per cento si è dichiarato soddisfatto dall’adozione del cloud computing.

Il cloud viene utilizzato da più tempo negli Stati Uniti, dove oltre la metà delle aziende lo ha adottato da oltre tre anni. In Europa questa percentuale scende al venti per cento, per arrivare al 13 per cento in Italia. Diversi sono anche gli obiettivi: negli USA si punta soprattutto a velocizzare l’innovazione e migliorare prestazioni, scalabilità e resilienza, mentre in Europa l’obiettivo principale è la riduzione dei costi complessivi. Oltreoceano questa ragione si colloca solo al quarto posto. Il modello più adottato è il SaaS, scelto dal 94 per cento delle aziende statunitensi, contro il 68 per cento di quelle europee. IaaS e PaaS seguono con un ritardo di 10-15 punti percentuali. In Italia il SaaS è stato adottato dal 64% delle aziende interpellate, il PaaS dal 60% e l’IaaS dal 44%.

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Sanità più efficiente con il Cloud Computing

Sanità più efficiente con il Cloud Computing | dataumpa | Scoop.it

Presentato, in Italia, un manuale sui principi, le caratteristiche, le specifiche normative in materia di protezione dei dati da applicare all’erogazione di servizi sanitari con tecnologia Cloud Computing. Il documento, realizzato dall’Istituto Italiano di Privacy, in collaborazione con Federsanità Anci, illustra tutti i vantaggi della gestione elettronica in sanità, in termini di maggiore efficienza e risparmio di risorse:

disponibilità di tutte le informazioni sanitarie con un click e in ogni momento (tendenzialmente 24 ore su 24 e 7 giorni su 7);accessibilità alle informazioni sanitarie da qualsiasi terminale abilitato;completezza informativa;standardizzazione dei formati;abbattimento dei costi di archiviazione (storage) e dei volumi;possibilità di verifica degli accessi alle informazioni sanitarie;automatizzazione dei sistemi di prenotazione delle visite e ritiro dei referti, con abbattimento dei costi e risparmio di tempo per il cittadino;semplificazione del workflow documentale in ambito clinico e amministrativo.

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Huawei guida lo sviluppo delle tecnologie wireless 5G

Huawei guida lo sviluppo delle tecnologie wireless 5G | dataumpa | Scoop.it

Per sostenere la continua crescita del business wireless e rispondere con tempestività alla sfida dettata dai Big Data, le reti wireless 5G saranno disponibili sul mercato tra il 2020 e il 2030. Attraverso la ricerca e l'intensa collaborazione con le parti interessate, Huawei sta contribuendo a guidare l'Europa verso questo entusiasmante scenario di soluzioni wireless 5G

Indubbiamente le tecnologie 5G sono un supporto indispensabile alla continua evoluzione delle soluzioni wireless. Nel prossimo decennio si assisterà a un aumento della domanda di capacità wireless fino a 1000 volte superiore a quella attuale; emergeranno di conseguenza una serie di nuove e interessanti opportunità di business per il collegamento wireless tra miliardi di soluzioni, mentre le nuove modalità di accesso radio consentiranno ad ogni persona di accedere alla rete fino alla velocità di 10 Gbit al secondo, un dato 100 volte superiore al più veloce dispositivo mobile disponibile sul mercato oggi.

 

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Il progetto METIS


I ricercatori nei laboratori Huawei, all'avanguardia nello sviluppo di queste soluzioni, stanno già lavorando sul wireless 5G. Allo stesso tempo, Huawei collabora attivamente a iniziative più ampie in tema di ecosistema industriale, come ad esempio al progetto METIS. METIS, co-finanziato dalla Commissione Europea, rappresenta un progetto di lavoro integrato nell'ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e Sviluppo (7PQ) e Huawei sta svolgendo un ruolo di primo piano nello studio della Tecnologia Radio Link. Di recente Huawei ha patrocinato un convegno sul progetto METIS svoltosi a Monaco di Baviera. L'incontro ha riunito più di 140 ricercatori, operatori di telecomunicazioni e università, al fine di confrontarsisulle tecnologie fondamentali che consentiranno lo sviluppo del wireless 5G.

Il Dottor Wen Tong, Responsabile Comunicazione dei Laboratori Huawei, ritiene che la nascita dellereti wireless 5G accelererà la coesione all'interno di tutto il settore ICT: "Innanzitutto, il wireless 5G spalancherà le frontiere di una nuova esperienza per l'utente finale. Ad esempio, la comunicazione visiva diventerà dominante e gli utenti useranno i dispositivi wireless per interagire istantaneamente con le persone a distanza come se fossero presenti in quel momento. Inoltre il wireless 5G sarà in grado di collegare un grande numero di dispositivi in rete e la combinazione con il cloud computing e le tecnologie Big Data favorirà la digitalizzazione dell'intera società".

Il Dottor Tong ha inoltre aggiunto: "Ci sono molte innovazioni che bisogna realizzare e altrettante sfide tecnologiche che devono essere superate per creare soluzioni 5G. I ricercatori nel laboratori Huawei stanno studiando le nuove tecnologie di collegamento radio e la nuova architettura di rete per l'accesso radio. Stiamo anche lavorando su prototipi e abbiamo condotto prove sul campo su reti di accesso basate su cloud (Cloud-RAN). Stiamo svolgendo un ruolo di primo piano nello sviluppo della tecnologia wireless 5G".

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Big Data e Business Analytics come risorsa per il futuro

Big Data e Business Analytics come risorsa per il futuro | dataumpa | Scoop.it

Big Data e Business Analytics come risorsa per il futuro, per lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro.

Le stime di IDC (International Data Corporation) vedono il valore dei servizi tecnologici correlati al settore passare dai 3,2 miliardi di dollari di tre anni fa ai 16,9 miliardi del 2015 ed equivalgono, secondo il MIT, a un incremento del 5% nella produttività aziendale.

 

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Sempre entro il 2015 Gartner prevede la creazione di 1,9 milioni di posti di lavoro per il solo mercato statunitense mentre un’indagine condotta da Insead, Empirica e IDC Europe indica che i trend di crescita di Big Data e Analytics genereranno, secondo i due scenari più probabili, un volume di nuovi ‘digital job’ compreso tra le 372.000 e le 864.000 unità. E il 70% della domanda complessiva dovrebbe coprire le esigenze espresse in particolare dalle piccole e medie aziende

Parlare di Big data a pochi giorni dallo scandalo del vasto sistema di sorveglianza dell’intelligence statunitense, il programma Prism,  che negli Usa è arrivato a sfiorare persino il presidente Barack Obama, suona quasi come una sfida; ma è innegabile che sia questo il settore che, insieme all’area della Business Analytics, è uno dei fenomeni a più elevato tasso di sviluppo in tutto il mondo.

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Ue,con 'cloud computing' 2,5 mln nuovi posti lavoro

Ue,con 'cloud computing' 2,5 mln nuovi posti lavoro | dataumpa | Scoop.it

La 'nuvola' ci fara' uscire dalla crisi, nel senso che con il pieno sviluppo del 'cloud computing' si potranno creare ''2,5 milioni di nuovi posti di lavoro e aggiungere circa l'1% l'anno al pil europeo entro il 2010''. E' la stima della vicepresidente della Commissione e responsabile per la giustizia europea, Viviane Reding, secondo la quale uno dei principali ostacoli dello sviluppo di questa tecnologia e' la struttura giuridico-contrattuale tra clienti e provider.

 

dataumpa's insight:

''L'incertezza sui contratti di 'cloud computing' puo' ostacolare il commercio transfrontaliero'' afferma Reding, che oggi ha lanciato un appello perche' gli esperti del settore presentino candidature per collaborare con la Commissione europea per identificare nuovi standard ''equi e sicuri'' per i termini contrattuali da applicare ai servizi di 'cloud computing'. Gli esperti, secondo Bruxelles, dovranno aiutare a risolvere le preoccupazioni di privati e aziende che attualmente ''sono riluttanti ad usare i servizi 'cloud' perche' i contratti attuali sono o poco chiari o troppo favorevoli ai fornitori del servizio''.


Gli esperti cui si rivolge la Commissione dovranno rappresentare i provider, i consumatori, le Pmi e le professioni accademiche e legali. 

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Open data: qualche riflessione sulle linee guida AGID

Open data: qualche riflessione sulle linee guida AGID | dataumpa | Scoop.it
Parlando di patrimonio informativo pubblico, è naturale collegarsi alla ePSI Platform, la piattaforma che raccoglie e racconta le pratiche europee sul tema
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Come già anticipato in precedenza anche qui su Pionero, il documento sulle linee guida AGID relative alla valorizzazione degli open data è assai corposo e tocca davvero tutti i temi cardine: presenta però alcune peculiarità che è giusto evidenziare (in maniera non esaustiva ):

 

Licenza del documento ed apertura a contributi esterni: le linee guida sono pubblicate con licenza Creative Commons BY-SA. Potenzialmente quindi sono integrabili liberamente da chiunque fosse interessato. In questo caso aver avuto accesso ad una versione HTML, o direttamente all’interno di un wiki per una creazione condivisa ed aperta, sarebbe stata una sperimentazione interessante.

Specialmente all’interno del contesto Open Government che si sta delineando. Magari la prossima volta.

Magari con il supporto di uno strumento simile a GitHub, che permette nativamente la creazione di lavori derivati, chiamati fork. L’interesse di molte comunità della società civile vicine al tema degli Open Data potrebbe aiutare a raccogliere una maggiore fetta dell’intelligenza collettiva, in maniera diretta, un po’ come ha fatto il governo statunitense in questi mesi.

 

Un’immagine racconta ben più di mille parole: per capire il valore della sintesi prodotta, è doveroso citare le immagini inserite nelle linee guida, che consigliamo di stampare ed appendere nelle pareti degli uffici. Esprimono davvero al meglio molti dei contenuti, a volte ostici e difficili da digerire per i profani.

 

Linked Open Data: finalmente si citano i vocabolari principali in maniera dettagliata, e si entra maggiormente nel dettaglio del livello tecnologico. E soprattutto, non si parla più solo di dati, ma dei metadati, che diventano primi attori del palcoscenico. Lo schema delle stelline come percorso per una migliore qualità del metadato associato al dato è linfa vitale per permettere quel riuso tanto nominato, e tanto complesso da abilitare.

 

Engagement ed iterazione: l’ingaggio ed il coinvolgimento è presente nello splendido schema delle linee metropolitane, quando si individua l’importanza del coinvolgimento e della partecipazione sui dati da parte di tutti i possibili stakeholders. E’ un aspetto da approfondire, ma sicuramente è un ottimo inizio, e si avvicina a quell’Open Data Engagement come percorso e dimensione necessaria per un reale coinvolgimento dei cittadini in questo nuovo modo di esserci come apparato statale.

 

Team di lavoro proposto multidisciplinare: ovvero quando la conoscenza e la capacità di creare valore è soprattutto quella di condividere esperienze e competenze per un fine comune. Meno divisione e maggior umiltà nell’approcciare questa nuova dimensione, che mette alle strette e sfida le competenze di tutti.

 

Forse per un profano del mondo Linked Data qualche riferimento maggiore al modello a grafo avrebbe fatto meno paura rispetto alle diverse possibili sintassi in cui si renderizza il modello RDF. Andrebbe fatta maggiore enfasi su questo, per diminuire l’elevata curva di apprendimento di queste tecnologie.

 

Ulteriore spunto per completare e far crescere questo ottimo punto di partenza sono le ricette come mezzo per risolvere le singole problematiche: potrebbe essere una via maggiormente indolore per formare il personale che si troverà innanzi questo nuovo mondo da gestire. Magari partendo dal lavoro già iniziato dai gruppi di lavoro del W3C sul tema Government Data.

 

Qualche ulteriore spunto di riuso di materiale già esistente si può fare per il censimento dei dati ( un esempio su tutti, il materiale condiviso dalla città di Vienna o i modelli presenti nel Project Open Data statunitense ), avrebbe potuto creare una facilitazione nella fase iniziale del modello operativo: ma nel complesso, è davvero un ottimo punto di partenza.

 

Parlando infine di patrimonio informativo pubblico, ovvero di PSI ( Public Sector Information ), è naturale collegarsi alla ePSI Platform, la piattaforma che raccoglie e racconta le pratiche europee attorno al tema. Riferendosi alla classifica sul riuso del patrimonio pubblico europeo ( ePSI Scoreboard ), aggiornata proprio a giugno, è utile osservare alcuni indicatori.

 

Ne esiste infatti uno che segnala la presenza di materiale formativo sul tema, ed un’altro che segnala l’uso delle tecnologie Linked Data per la pubblicazione del dati.

 

Segno che anche questo sforzo non diventa importante solo per una reale attuazione dell’Agenda Digitale italiana, ma aiuta direttamente la nostra posizione ed il nostro livello di maturità nell’adozione delle politiche condivise a livello europeo su questi temi.

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Big Data: implicazioni per l'ecommerce.

Big Data: implicazioni per l'ecommerce. | dataumpa | Scoop.it
L’eCommerce è un degli ambiti in cui i Big Data risultano essere più strumentali allo sviluppo del business. Perché sono importanti e come stanno rimodellando il settore? Ne parla Luca Collacciani, Regional Manager di Akamai.
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Nei prossimi anni, è lecito pensare che il cittadino medio sarà dotato di almeno 5 dispositivi connessi: Smartphone, PC, tablet, console portatili e persino elettrodomestici. Mentre aumentano le possibilità di connessione alla rete, aumenta anche l’orda di dati generati dai molteplici comportamenti dei consumatori.

 

Saranno proprio i Big Data a influenzare e definire le modalità con cui l’azienda sceglierà di interagire con il suo pubblico.
Obiettivo di ciascun brand sarà quello di essere rintracciabile sempre e ovunque e far vivere ai propri clienti e un’esperienza online ineccepibile, tagliata sulle esigenze dettate dal dispositivo utilizzato, dalla location, dal tipo di browser e dai bisogni stessi del consumatore. Questo è ciò che, in Akamai, chiamiamo Situational Performance, e che crediamo rappresenti una vera svolta nella fruizione del web: ciò che si offre non è un semplice sito ma una vera e propria esperienza.

 

Qualunque sia la circostanza, requisito fondamentale per l’utente è un accesso veloce e senza problemi che consenta la navigazione di un sito dove, come e quando lo si desideri, nella cucina di casa propria così come all’interno di uno store: in un futuro non troppo lontano, non è da escludere che gli acquirenti potranno ricevere sul loro cellulare un coupon digitale personalizzato a seconda del reparto in cui si trovano, ad esempio.

 

Ad oggi, perseguire una strategia che raggiunga un target preciso al momento giusto e attraverso il canale più appropriato diventa imprescindibile per ogni business. Per non essere travolte dalle impressionanti quantità di dati generate dai consumatori, le aziende non solo devono comprendere il potenziale che i Big Data dimostrano di avere su più fronti ma devono saperlo sfruttare per processi di decision-making più informati e accurati che permetteranno loro di trarre il massimo vantaggio da un mondo sempre più iperconnesso.

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Cloud Computing in Italia, c'è crescita ma ancora molto da fare

Cloud Computing in Italia, c'è crescita ma ancora molto da fare | dataumpa | Scoop.it

L’ultimo rapporto dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Managementdel Politecnico di Milano contiene i risultati della Ricerca 2013 condotta con l’obiettivo di analizzare il mercato del cloud e la sua diffusione nel nostro Paese, stimandone opportunità e criticità e facendo anche chiarezza sui corretti piani d’azione.

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Questo secondo rapporto ha preso in esame 201 grandi organizzazioni (con più di 250 addetti) e 507 PMI. Secondo la ricerca si parla di un mercato che vale 493 milioni di euro e che è cresciuto nel 2013 dell’11 per cento. Gli investimenti delle grandi imprese sono aumentati del12 per cento e rappresentano il95 per cento del totale, mentre quelli delle piccole realtà, pur essendo cresciti del 16 per cento, rappresentano solo il 5 per cento con una spesa complessiva pari a 21 milioni di euro.

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Nel Business Intelligence la chiave per un ROI più elevato

Nel Business Intelligence la chiave per un ROI più elevato | dataumpa | Scoop.it

Le soluzioni di Business Intelligence (BI) possono offrire un utile concreto sugli investimenti (ROI, Return On Investment). Queste soluzioni rappresentano la classe emergente di applicazioni IT che utilizzano risorse di informazione per supportare un processo decisionale ottimale e che possono contenere i costi di esercizio di un'azienda aumentando l'efficienza operativa, riducendo il costo totale di proprietà e ottimizzando i processi aziendali a lungo termine.

dataumpa's insight:

 I vari tipi di ROI che possono beneficiare dei vantaggi offerti da una soluzione di Business Intelligence includono aumento delle entrate, protezione dei margini, riduzione, e talvolta annullamento, dei costi e contenimento del costo di capitale. Le aziende possono inoltre riscontrare alcuni vantaggi intangibili, ma di valore strategico, per esempio maggiore rapidità nella generazione di report, ottimizzazione delle informazioni di gestione, miglioramento del processo decisionale e aumento della produttività degli utenti.

Esistono molti altri potenziali vantaggi derivanti dall'utilizzo di soluzioni di Business Intelligence, tra cui efficienza superiore, maggiore soddisfazione dei clienti, riduzione dei rischi e livello di attrazione strategico. È inoltre disponibile una grande varietà di tecniche e strumenti, quali data mining, analisi predittiva e visualizzazione dei dati, utilizzati per fornire preziose informazioni relative a parametri aziendali passati, presenti e futuri.

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Google Apps Script per i workflow aziendali

Google Apps Script per i workflow aziendali | dataumpa | Scoop.it

La piattaforma GoogleApps mette a disposizione dei suoi utenti uno strumento flessibile e versatile per creare workflow, (con vari livelli di complessità), e realizzare procedureautomatiche in poco tempo: Google Apps Script.

Google ha pubblicato API per tanti servizi, siano essi lato utente (Calendar, Drive, Gmail) che amministrativi (Domain service Api), ed un editor online del codice semplice ma completo. Il linguaggio utilizzato negli Apps script è, come immaginato, Javascript, con la possibilità di inserire librerie per espandere il set funzionale originario dello strumento.

 

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Apps Script si configura quindi come un linguaggio facile da utilizzare e molto integrato in tutta la suite di messaggistica e collaborazione: il suo punto di forza è sicuramente rappresentato dalla possibilità di aggiungere funzionalità non previste o non ancora presenti nei prodotti Apps e di automatizzare alcuni task di utilizzo frequente  risolvendo in modo intelligente, e senza appoggiarsi a tool esterni, problemi quotidiani.

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Watts: “In viaggio tra i misteri di Wall Street e di Dan Brown”

Watts: “In viaggio tra i misteri di Wall Street e di Dan Brown” | dataumpa | Scoop.it

Tutti se lo sono chiesto, prima o poi. A cominciare da chi ha perso la casa e da chi ha visto svanire il gruzzoletto dei risparmi. Negli Usa e nel mondo. Cos’è successo quel giorno del 2008 in cui la Lehman Brothers fallì, innescando una crisi globale che non si è più fermata e che ancora oggi, cinque anni dopo, non smette di sconvolgere le quotazioni delle Borse e le esistenze di miliardi di individui?

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 Una possibile risposta la sta cercando un fisico americano di origini australiane con il background del sociologo e l’entusiasmo caratteristico di chi frequenta la dimensione del «Big Data», quella dei grandi numeri macinati dalle reti dei computer. Si chiama Duncan Watts ed è uno dei cervelli al lavoro nei laboratori newyorchesi della Microsoft. «Qui - spiega - al Big Data intrecciamo la data science, il machine learning e la computational social science». E’ questa triade che fa vibrare la realtà parallela di Watts: software con l’ambizione di approssimarsi alle logiche umane e super-calcolatori che elaborano informazioni che nessuna mente biologica riesce a reggere. Il tutto organizzato in modelli che devono proiettare l’ombra di un possibile (e rassicurante) ordine su un presente che, al contrario, appare terribilmente caotico. 

 

Ed è sempre quella triade ad averlo reso un personaggio anche tra chi non si sente a proprio agio con gli algoritmi: è lui, infatti, ad aver ripescato, trasformato e popolarizzato l’ormai famosa «Teoria dei sei gradi separazione», la seducente ipotesi formulata per la prima volta nel 1929, secondo la quale ognuno di noi può essere collegato a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di cinque intermediari. Come dire che la distanza tra un povero e un ricco, tra un signor qualunque e una star del cinema è meno abissale di quanto si pensi. E non a caso Watts ha scritto anche un saggio molto dibattuto - «Tutto è ovvio una volta che sai la risposta» - per darci uno scossone e spiegare che il senso comune non aiuta granché, né a decifrare le scelte degli investitori né a capire il fascino morboso esercitato da Monna Lisa. E’ ora - suggerisce - di guardarci intorno con occhi diversi. Sia con la creatività delle scienze sociali computazionali sia con il rigore delle loro formule.

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Microsoft e Oracle, amiche per il cloud

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Le due corporation annunciano una partnership di mutuo supporto per i rispettivi software, con tanto di certificazioni per far girare Java e compagnia sulla piattaforma di cloud computing made in Redmond.

 
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Microsoft e Oracle annunciano l'avvio di una nuova partnership all'insegna del cloud computing, un accordo che porta il software Oracle sulle piattaforme cloud di Redmond con tanto di certificazioni e supporto garantito. Ne beneficeranno i clienti, assicura Microsoft.

L'intesa è di quelle importanti, non a caso annunciate in una conference call dal dinamico duo Steve Ballmer (CEO Microsoft) e Mark Hurd (presidente Oracle): il software Oracle è ora certificato ufficialmente per girare su Windows Server, piattaforma Azure e sotto ipervisore "cloud" Hyper-V di Microsoft, così come Oracle Linux entra a far parte dei sistemi operativi supportati sui server virtuali gestiti dal succitato Hyper-V.

La partnership fra Microsoft e Oracle prevede la certificazione e il supporto dei rispettivi prodotti software, e Java - Microsoft tiene a rimarcarlo - è ora un componente "di prima classe" della piattaforma Azure grazie all'adozione dello stack Java ufficiale di Oracle - contro i precedenti SDK open source forniti da Redmond - con tanto di middleware

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L'Italia crede nel cloud computing il mercato vale 493 milioni di euro

L'Italia crede nel cloud computing il mercato vale 493 milioni di euro | dataumpa | Scoop.it

Tornano numeri positivi nell'informatica. Secondo quanto emerge dalla fotografia scattata dall'Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano, l'evoluzione del budget delle imprese italiane mosta una maggiore crescita della voce legata al Cloud rispetto a quella dedicata all'Ict che nel suo complesso subisce una contrazione. È un segnale importante perché conferma non tanto l'affermarsi del nuovo paradigma della nuvola informatica ma la presa di coscienza da parte di molti imprenditori e manager che occorre mettere mano al "motore" della propria impresa.

 

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La ricerca ha analizzato anzitutto l'evoluzione del budget ict e di quello legato al Cloud, sia nella componente Private che in quella Public, su un campione rappresentativo di 201 grandi organizzazioni (con più di 250 addetti) e di 507 piccole e medie imprese.

 

Con riferimento al campione delle grandi la spesa nell'Information Technology è cresciuta solo nel 13% dei casi, mentre quella cloud cresce nel 54% dei casi per il Public cloud, nel 50% per il Private. E il trend si ripete anche per le Pmi , mentre la spesa Ict cresce nel 16% dei casi, quella Cloud cresce nel 40%. Grazie a questo trend, nel 2013 il mercato della Nuovola ha raggiunto un valore 493 milioni di euro e registra un progesso dell'11% rispetto al 2012

Il mercato cresce ma siamo in ritardo rispetto all'Europa


Entrando più nello specifico la spesa Cloud nelle grandi imprese è salita del 12% mentre nelle Pmi la dinamica è più positiva, con un progresso del 16%. In valore assoluto la spesa nelle piccole rimane però marginale rappresentando meno del 5% della spesa Cloud complessiva, pari a 21 milioni di euro. Riespetto agli altri paesi però l'evoluzione resta inferiore alle aspettative di analisti ed esperti: cresciamo l'8% in meno dei Paesi più evoluti. Non sono solo India, Cina, Russia e Brasile camminano più veloce sul fronte tecnologico, ma anche Indonesia, Argentina, Turchia e Messico mostrano tassi di sviluppo nella spesa Cloud dell'ordine del 25-30%, percentuale tripla rispetto a quella italiana.

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Nasce Noovle: il nuovo punto di riferimento per il mercato italiano del Cloud Computing

Nasce Noovle: il nuovo punto di riferimento per il mercato italiano del Cloud Computing | dataumpa | Scoop.it

Un’azienda formata dall’unione di Global Base e Scube NewMedia, due dei principali Premier Partner di Google Enterprise Italia

Noovle nasce dalla fusione di Global Base e Scube NewMedia, due dei principali integratori di tecnologie innovative e soluzioni Cloud. 

 

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Parte con all’attivo numeri impressionanti: più di 500 clienti; 60.000 account Google Apps for Business attivati e oltre 500.000 Educational; 130 Google Search Appliance implementate e 150.000.000 di documenti indicizzati tra siti web e intranet aziendali; 100.000.000 di Pageviews su Google Maps; più di 1.000.000 di punti georeferenziati su GeoCMS, il content management system sviluppato su infrastruttura Google per la visualizzazione su mappa dei dati di business; quasi 340.000.000 di visualizzazioni dei contenuti video caricati in Video Cloud, per un totale di oltre 2.000 Terabyte di traffico.

Noovle spazia in diversi settori, dall’Enterprise & Web Search allo sviluppo di applicazioni e progetti basati sul Cloud Computing, con competenze nell’ambito della tecnologia Geospatial, delle piattaforme di Video online e di tutte le soluzioni di Google Enterprise. Focalizza la sua attenzione sulla convergenza delle forze legate agli strumenti Social, Mobile, Cloud e Information. Si affaccia sul mercato per affiancare le imprese e le amministrazioni pubbliche alla scoperta delle nuove tendenze tecnologiche, che consentono di utilizzare il web come una piattaforma applicativa con enormi prospettive di sviluppo.

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Il futuro dell’intuizione umana secondo Ricoh

Il futuro dell’intuizione umana secondo Ricoh | dataumpa | Scoop.it

“Big” oppure no, i dati cambiano il modo in cui vengono prese le decisioni nelle aziende. E di pari passo cambia il rapporto uomo-macchina, come emerge da una ricerca condotta dall’Economist Intelligence Unit per conto di Ricoh

Lo studio “Uomini e Macchine”, realizzato dall’Economist Intelligence Unit per conto di Ricoh, mette in evidenza come molti dirigenti aziendali sono consapevoli del fatto che i volumi di dati, il moltiplicarsi delle fonti che li generano e gli strumenti per analizzarli stanno trasformando i processi decisionali. Il cosiddetto Information Overload è una delle principali sfide che le aziende si trovano ad affrontare: se in passato prendere decisioni era difficile a causa dell’insufficienza di dati, oggi il problema è che le informazioni sono troppe.

 

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La metà del campione di indagine è convinta che le tecnologie innovative che integrano funzionalità per la gestione e l’analisi dei dati stanno migliorando la capacità dei dipendenti di prendere decisioni. I dirigenti citano i data analytics in cima alla lista delle tecnologie in grado di valorizzare l’intuizione e l’immaginazione nel posto di lavoro. Si tratta principalmente di una sfida cognitiva piuttosto che tecnologica: in che modo le persone possono dare un significato ai Big Data?

Prendere le corrette decisioni di business

La buona notizia è che le tecnologie possono valorizzare il pensiero creativo aiutando a filtrare i dati e a interpretarli. I Managed Document Services di Ricoh aiutano le aziende a raggiungere questo obiettivo grazie a progetti innovativi e customizzati che prendono in considerazione persone, processi e tecnologie. Ricoh applica un modello completo e strutturato in cinque step. Questo approccio garantisce un progetto che, personalizzabile sulla base delle esigenze dei clienti, migliora la governance delle informazioni cartacee e digitali nelle fasi di acquisizione, gestione e condivisione. Sia in ufficio sia da remoto il personale aziendale può accedere all’informazione giusta, al momento giusto e nel formato corretto, riuscendo così a prendere decisioni di business efficaci.

L’intuizione delle persone rimane fondamentale

Il nuovo contesto trasforma sia i processi decisionali sia il ruolo delle persone e delle macchine all’interno delle aziende. La sempre maggiore diffusione delle comunicazioni machine-to-machine, della robotica, dei data analytics e di numerose altre tecnologie nel business e nella società sembra mettere in secondo piano il ruolo dell’intuizione e dell’immaginazione umana in molte attività. Ci si pone la domanda: le macchine relegheranno la creatività umana in secondo piano? La maggior parte dei manager (7 su dieci) coinvolti nella ricerca ha affermato che il supporto delle tecnologie è fondamentale per prendere decisioni importanti, ma lo sono altrettanto l’immaginazione e l’intuizione delle persone. L’IT da sola non può portare valore e sono l’intuizione e l’esperienza dell’uomo a fare la differenza. Secondo il campione di indagine sarà difficile che in futuro robot e computer potranno sostituirsi all’uomo nelle decisioni di business, anche se è indubbio che la tecnologia avrà effetti positivi sull’immaginazione umana.

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Jaspersoft insegna su IBM Big Data University

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Le imprese stanno sempre più, soprattutto negli Stati Uniti, utilizzando i Big Data per ottenere insight operativi che consentono di prendere decisioni più accurate. Per questo, di pari passo, cresce il bisogno di professionisti con conoscenze di analisi dei dati e reporting.

 

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A tal proposito, una ricerca di McKinsey & Co. evidenzia al forte carenza di knowledge worker con competenze su Big Data, compresa la mancanza di oltre 150mila analisti Big Data. Per non parlare dei manager in grado di utilizzare Big Data.

Il portale IBM Big Data University parte da tale esigenza e fornisce best practice, informazioni e corsi, come quello organizzato da Jaspersoft.

Il community leader di Big Data University e program director per big data e cloud computing in IBM, Leon Katsnelson, afferma:"Big Data University nasce dalla collaborazione di leader del mercato del Big Data che si sono associati per far avanzare la comprensione delle tecnologie Big Data. Sono oltre 80mila i partecipanti in tutto il mondo".

Karl Van den Bergh, vice presidente per i prodotti e le alleanze di Jaspersoft, da parte sua, dichiara: "La nostra tradizione open source e il nostro ruolo di leader nella comunità Big Data ci hanno permesso di offrire alla comunità training e certificazione gratuiti per la business intelligence, e siamo lieti di poterlo fare".

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Startup e spionaggio nell'era dei Big Data

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Da quando il leaker Edward Snowden ha svelato, tramite il quotidiano britannico Guardian, come i servizi segreti americani e britannici raccolgano in maniera capillare tutti i dati postati da milioni di utenti su social network, motori di ricerca e affini, in molti si interrogano sulla reale estensione della cooperazione fra società della Silicon Valley e agenzie di intelligence. Ai dinieghi di Google, Facebook & C., del tipo " non siamo a conoscenza di nessun programma chiamato Prism" - sono seguite prima caute ammissioni e poi sempre maggiori conferme. Ma, senza in nessun modo sminuire le informazioni fornite da Snowden, non serviva certo la sua denuncia per sapere che fra la Valley, i servizi e il governo americano esistono legami molto stretti, vere e proprie "porte girevoli" da cui entrano ed escono funzionari, quote di capitale, prodotti. 

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Tutti conoscono Google Earth. In pochi, però sanno che questo magnifico prodotto di Google deriva da una tecnologia finanziata una decina di anni orsono dalla Cia. L'agenzia ha una sua società di venture capital, In-Q-Tel (IQT), che nel 2003 effettuò un investimento strategico in Keyhole Inc., startup pioniera della mappatura digitale via satellite. Keyhole fu poi acquistata nel 2004 da Google, ponendo le basi per quello che sarebbe poi diventato Google Earth. Non è un segreto: lo raccontano gli stessi 007 sul loro sito. Altri "successi" di IQT nel settore dell'investimento tecnologico, dal 1999 in poi, sono la società di sviluppo di software crittografici Decru, acquistata poi nel 2005 da Network Appliance, la società di riconoscimento facciale in 3D, A4Vision, poi ceduta nel 2007; Initiate System, specializzata nel trattamento dei dati, venduta nel 2010 a Ibm, e molte altre. 

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