Feltrinelli investe in redattori? No, nella scuola Holden | Come Creare e Pubblicare un eBook | Scoop.it

Da “Scuola Holden” a “Scuola Holding”, ha detto qualcuno con una battuta.

 

La notizia infatti riportata dall’ANSA e dal sito Prima Comunicazione ieri è che il gruppo Feltrinelli ha acquisito il 49% della scuola Holden, la famosa scuola per narratori fondata da Alessandro Baricco a Torino, città natale dello scrittore, nel 1994.

 

Con l’acquisizione di tale importante quota azionaria nella Scuola Holden l’editrice Feltrinelli sembra dunque intenzionata a proseguire lungo la strada dell’innovazione editoriale nel rapporto con gli autori e con gli scrittori.

 

Da una parte garantirsi un bacino di nuovi talenti ‘formati’ da pubblicare – una delle presumibili aspettative di un editore che investe in una scuola creativa – dall’altra sancire ulteriormente la collaborazione fra vari soggetti della lunga e tortuosa filiera editoriale come mezzo non già per pubblicare libri migliori, ma per attingere all’immenso lago degli aspiranti scrittori, sempre più coincidente con l’utenza dei lettori.

 

Un modo come un altro, ma sempre più frequente, per tradurre in profitto la diffusa aspirazione letteraria degli abitanti di questo paese, e la crescente insofferenza contro le enormi barriere all’entrata delle case editrici.

 

Capiamoci, però: con un’operazione del genere l’editore si presenta nella veste di imprenditore che vende, non certo di imprenditore che compra né tantomeno di quello che investe: vende agli autori su cui fino a ieri investiva.

 

Vende ai sognatori il suo marchio e il suo prestigio, agli ambiziosi il sogno di una copertina con il nome e un bel logo, ai frettolosi l’aspirazione a una fama di cui promette di essere veicolo.

 

L’editore vende agli autori, mentre un tempo li pagava.

 

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