Le prime notizie risalgono al 1033, ma la sua importanza già a quell'epoca fa pensare ad origini ancora piu remote. Nel 1219, già in possesso di una quindicina di chiese, preferì sottomettersi al comune di Jesi per proteggersi dagli assalti di Apiro, dal quale, nonostante tutto, venne attaccata e in parte distrutta all'inizio del '300. Rimase molto potente fino al 1442, anno in cui venne unita all'abbazia di Valdicastro. La sovrapposizione recente di case coloniche ha in parte cambiato l'aspetto esterno della chiesa per quanto riguarda la facciata e il fianco destro, mentre il fianco sinistro e l'interessante parte absidale presentano colonnine ed archetti pensili, decorazioni originali. Si entra, tramite un portale non molto grande, in un atrio quadrato per accedere nella parte a tre navate, di cui le laterali romaniche e gotica la centrale. Un muro trasversale segna il limite del presbiterio rialzato al quale si accede attraverso un'apertura sulla destra: esso rispecchia architettonicamente la parte anteriore della chiesa e termina con un'abside con arco a pieno centro decorata da colonnine ed archetti pensili. Da un'apertura sulla sinistra del muro divisorio si accede alla cripta, anch'essa suddivisa in tre navate, dove è presente un altare del 1140.


Via Mariano Pallottini