Antonella Gaeta su «Repubblica» | Castel del Monte. Manuale storico di sopravvivenza | Scoop.it

Dall’astrologia al centro termale: l’opera di Ambruoso sconfessa le teorie sorte intorno all’ottagono
I falsi miti suFederico
“Manuale storico di sopravvivenza”, la verità su Castel del Monte
QUI nel suo cenacolo coi sapienti a filosofeggiare dopo una battuta di caccia e ancora qui, vestito da mago Othelma a officiare riti esoterici qui, nel suo castello più bersagliato dallafantasia.
Per questo, Massimiliano Ambruoso, sta per congedare per Caratteri Mobili, il suo “Manuale storico di sopravvivenza” tra le ardite, talora esilaranti teorie sorte intorno all’ottagono. Vi arriva, come tanti appassionati e studiosi, per sfinimento. Odontoiatra, laureato in Storia Medievale con Raffaele Licinio, ha negli anni coordinato un gruppo di ricerca su Castel del Monte e prodotto diverse pubblicazioni. E ora questo testo che, spiega “affrontando la storia e il mito di Castel del Monte, cerca di offrire strumenti per sopravvivere in questa giungla di tesi che ogni giorno spuntano come funghi”.
Partendo dai luoghi comuni: non è un castello, non ha possibilità di difesa, non ha cucine e stalle, non può ospitare guarnigioni. Passando per le connessioni: con i templari, con il Sacro Gral, con le ombre, con il sole, con l’antico Egitto. Fino alla new entry, il castello come centro termale, un hammam, una tesi, ricorda Ambruoso, “già avanzata da un paio d’anni, tornata alla ribalta con una nuova pubblicazione legata al cosiddetto Codice Voynich. Ma che cos’è?
“Una pergamena che l’analisi del radiocarbonio ha datato alla prima metà del quindicesimo secolo –risponde lo storico Licinio- quindi nessuno può averci scritto sopra prima, nemmeno Ruggero Bacone o Federico II che sono vissuti due secoli prima. E’stata rinvenuta da un libraio polacco, noto falsario, attribuita senza alcun riferimento reale a Bacone e scritta in una lingua che nessuno ha mai potuto decifrare perché non esistente, semplicemente”. Per Ambruoso, dunque, la presunta piscina nel cortile non c’era, era al massimo una pila per le piogge.
La moda di dispensare teorie su Castel del Monte, in realtà è piuttosto recente, quarant’anni appena. Prima se ne occupavano solo gli accademici. Come ricorda Licinio: “Gli studi sull'incastellamento, si sono moltiplicati a partire dagli anni Settanta, dai lavori di Pierre Toubert e di Aldo Settia. E in quegli anni si è affermata l'interpretazione astronomico-esoterica del barese Aldo Tavolaro. E' stato lui il primo studioso non storico, era un impiegato di banca, a chiedersi come mai Castel del Monte non avesse difese (ma sappiamo bene che non è così), e dunque a sostenere che non era uncastello, ma un tempio laico costruito seguendo le ombre scandite dal sole”.
“Il dibattito si è arricchito –continua Ambruosoma chi si avvicina a Castel del Monte deve discernere, avere strumenti”. Ed è per questo che, capitolo dopo capitolo, ciascuna di queste tesi di fantasia viene analizzata alla luce delle fonti storiche che invece sono più che sufficienti a chiarire tutto. “Il castello, nell’ottica federiciana aveva svariate funzioni, non solo difensiva in senso stretto, masimbolica, di propaganda, residenziale. Castel del Monte serviva a rafforzare le maglie di un sistema castellare carente in quel punto”.
Smorzati gli entusiasmi anche per l’ottagono: “Sicuramente è una struttura singolare ma ci sono precedenti in Europa e nell’architettura federiciana l’ottagono è presente, ha un significato evidente, simbolico, acclarato è la corona del Sacro romano impero”. Insomma, “favoleggiare, non fa bene alla cultura. E poi uno può dire anche che c’erano anche i marziani ma per Castel del Monte bisogna partire dalla storia. E’ quello che vogliono dirci non essere un castello sin dalla sua fondazione si chiama proprio così Castello”.
Con la missione, dunque, di “restituire l’identità castellare a Castel del Monte”, completano il “Manuale”, una prefazione di Franco Cardini e un’appendice di Anna Castriota, docente di Oxford sul famigerato Codice Voynich.