Camorra e criminalità a Napoli
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Camorra e criminalità a Napoli
Notizie e aggiornamenti sulla malavita di Napoli
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Nativi Digitali

Nativi Digitali | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
J-Lab: The Institute for Interactive Journalism ha condotto una ricerca sull’utilizzo dei social media da parte delle startup all digital dell’informazione negli Stati Uniti.Lo studio ha coinvolto 783 “digital-first” news startups selezionate dalla Directory of Community News Sites, del The Media Consortium e dell’ Association of Alternative Newsmedia. 239 hanno completato il questionario fornendo, tra l’altro, 1,300 risposte aperte. La grande maggiornanza dei rispondenti sono fonti d’informazione locali o iper-locali, dedicati ad una specifica comunità.Impossibile non rilevare la differenza dello status quo tra la ricchezza di associazioni e risorse dedicate negli Stati Uniti e, pressoché, il vuoto assoluto italiano; credo possa, debba, essere questo un elemento di riflessione nel corso del prossimoincontro nazionale sul sul giornalismo digitale in Italia, al quale, per inciso, parteciperò [aggiornamenti a breve].Il rapporto dei risultati evidenzia quattro livelli di coinvolgimento dei lettori, delle persone:Promozionale: Il più diffuso e utilizzato, per portare le persone a consumare i contenuti, a visitare il sito web.Reazione: Che provoca una reazione – commenti, condivisioni, “like”, chat.Partecipazione: Che provoca la partecipazione delle persone -  contributi alle notizie, tempo dedicato, sovvenzioni/raccolta fondi.Partecipazione Civica: Che attiva nelle persone interesse e partecipazione nei confronti di istanze sociali [locali e non].Diverse le forme di coinvolgimento, incluse quelle non online. Tra tutte primeggiano i social media come strumento di coinvolgimento del pubblico di riferimento ritenuti estremamente importanti allo scopo dall’84% dei rispondenti.Una rilevanza alla quale non corrisponde altrettanta attenzione in termini di monitoraggio e misurazione dei risultati. Sono infatti utenti unici e pagine viste i parametri di riferimento, mentre solo il 35% utilizza strumenti di misurazione  dei commenti agli articoli e si scende al 25% per le interazioni su Facebook [commenti, "likes", condivisioni] per precipitare al 13% di coloro che analizzano il numero di tweets e retweets.Solamente il 21% monitora e misura il tasso di conversione dei visitatori al proprio sito, non identificando quanto e come avvenga l’evoluzione, il passaggio da visitatore occasionale a persona coinvolta e partecipattiva [non è un è un refuso], che compie le azioni desiderate.Una situazione creata dalla mancanza di cultura di conoscenza dei social media e delle modalità di coinvolgimento delle persone, aggravata dalla carenza di risorse, di un ruolo all’interno dell’organizzazione, dedicate allo scopo, che emerge dalle dichiarazioni di alcuni rispondenti che affermano: “We pay a lot of attention to social media but in the end it’s all about the journalism” evidenziando mentalità, estrazione culturale e approccio di fondo. Una mentalità ancora “broadcast”.Il rapporto, che consiglio assolutamente di scaricare e leggere con attenzione, dopo aver esaminato diverse case studies, fornisce l’elenco di diversi strumenti gratuiti e/o open source di misurazione; tra tutti il più interessante mi pare essere ThinkUp. Jan Schaffer, Direttore del J-Lab’s Institute for Interactive Journalism, conclude: “These small sites can measure interaction with their content, but they don’t have good tools to measure meaningful engagement. This affects both the future of their operations and the impact they can have in their communities”.Essere nativi digitali non basta.
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Tav, da Napoli alla Val di Susa le mani della mafia sui cantieri - Repubblica.it

Tav, da Napoli alla Val di Susa le mani della mafia sui cantieri - Repubblica.it | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
I clan si presentano con imprese che vincono perché fanno i prezzi più vantaggiosi e sbaragliano il mercato. Il tracciato della Torino-Lione si può sovrapporre alla mappa delle famiglie mafiose e dei loro affari nel ciclo del cemento
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Camorra, in un anno recuperati due miliardi Sempre più usato il “sequestro conservativo” | Vincenzo Iurillo | Il Fatto Quotidiano

Camorra, in un anno recuperati due miliardi Sempre più usato il “sequestro conservativo” | Vincenzo Iurillo | Il Fatto Quotidiano | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
In due anni l’Antimafia napoletana ha sequestrato più di 5 miliardi, una finanziaria di fatto. E ha iniziato a utilizzare sempre di più lo strumento che serve a recuperare immediatamente le spese di giustizia sostenute per processare e condannare i boss
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I verbali dei Casalesi/ Elezioni pilotate: «Qui corrono i miei cavallucci» - Il Mattino

I verbali dei Casalesi/ Elezioni pilotate: «Qui corrono i miei cavallucci» - Il Mattino | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
NAPOLI - Un filo rosso, una linea continua tra lui e Antonio Cangiano, l’assessore che la camorra voleva morto per aver annunciato, solo annunciato, l’intenzione di moralizzare i lavori pubblici e l’urbanistica in quel paesino che si chiama Casapesenna...
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Brazilian journalist killed, second in a week - Committee to Protect Journalists

Brazilian journalist killed, second in a week - Committee to Protect Journalists | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
New York, February 13, 2012--Brazilian authorities must conduct a thorough and swift investigation into the murder of journalist Paulo Roberto Cardoso Rodrigues, who was gunned down on Sunday night, the Committee to Protect Journalists said. It was the second slaying of a Brazilian journalist in less than week.
The journalist, who was known as Paulo Rocaro, was driving home at around 11:30 p.m. in Ponta Porá, a city near the country's border with Paraguay, when two men on a motorcycle shot him at least five times, according to news reports. He was the editor of the local daily Jornal Da Praça and the news website Mercosul News, and frequently wrote about local politics, news reports said.

"We are saddened by the killing of Paulo Roberto Cardoso Rodrigues," said Carlos Lauría, CPJ's senior Americas program coordinator. "The murders of two journalists in such a short time cast a chill on the Brazilian press and make it imperative that authorities fully investigate the crimes, determine the motives, and prosecute those responsible."

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Dopo #occupyscampia: ecco chi combatte la camorra tutti i giorni [REPORTAGE]

Dopo #occupyscampia: ecco chi combatte la camorra tutti i giorni [REPORTAGE] | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
Decine di associazioni lavorano a Scampia da oltre trent'anni per strappare i giovani dalle mani della camorra. Ciro Corona di Resistenza, Antonio D'Amato di Libera ed Erminia Sticchi dello Skaramacai ci mostrano come quotidianamente riqualificano la periferia nord di Napoli ei suoi abitanti.

continua su: http://www.fanpage.it/dopo-occupyscampia-ecco-chi-combatte-la-camorra-tutti-i-giorni-reportage/#ixzz1mES4ATUy
http://www.fanpage.it

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Il visual storytelling e journalism secondo Francesco Franchi

Il visual storytelling e journalism secondo Francesco Franchi | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
Francesco Franchi probabilmente è tra i maggiori designer di infografiche italiani ed è art director a Il Sole 24 Ore. In questo video spiega la sua visione del visual storytelling e del visual journalism, le mappe dell’informazione che troviamo sempre più spesso protagoniste dei giornali.
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Il flop di #OccupyScampia

Il flop di #OccupyScampia | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
Poche decine di persone scese in piazza a Scampia contro il finto coprifuoco della camorra denunciato dalla stampa napoletana nei giorni scorsi. La protesta nata su Twitter su proposta della deputata PD Pina Picierno non raccoglie il favore dei residenti ei movimenti antimafia si spaccano.
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'Grido Casalese'. Non è con una canzone neomelodica che si combattono le mafie

'Grido Casalese'. Non è con una canzone neomelodica che si combattono le mafie | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it

Una canzone per esprimere il desiderio di libertà dei caslesi onesti. “Grido Casalese” interpretata dal neomelodico Salvatore Capozzi sarà l’evento centrale della manifestazione sulla legalità che si terrà a Casal di Principe il prossimo 8 febbraio.

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Scissionisti Spa, ogni socio guadagna 40mila euro al mese

Scissionisti Spa, ogni socio guadagna 40mila euro al mese | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
Quarantamila euro al mese. In questi, che sono tempi di crisi per tutti, basta investire in droga e trovare le chiavi che aprono le porte di «Sesamo», capaci di custodire il tesoro dei proventi del clan degli scissionisti di Scampia.
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Il giallo di Michele Zagaria arrivò in carcere con 1200 euro - Il Mattino

Il giallo di Michele Zagaria arrivò in carcere con 1200 euro - Il Mattino | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
All’epoca di «Don Raffae’», una ventina di anni fa, il caffè in cella fu vietato. Dopo le stragi siciliane, fu considerato un privilegio e, per questo, interdetto ai detenuti di elevato rango criminale.
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AGI.it - CAMORRA: AGGIUNTO NAPOLI, FAIDA IN CORSO? NO, CLAN SI RIORGANIZZA

AGI.it - CAMORRA: AGGIUNTO NAPOLI, FAIDA IN CORSO? NO, CLAN SI RIORGANIZZA | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
(AGI) - Napoli, 18 gen. - I delitti 'botta e risposta' che si sono verificati nell'area Nord di Napoli in pochi giorni questo mese (5 agguati con altr...
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Camorra, arrestati 14 affiliati agli Scissionisti - Pupia.Tv

Camorra, arrestati 14 affiliati agli Scissionisti - Pupia.Tv | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it

Cinque omicidi di camorra in undici giorni: una vera e propria mattanza. Ecco la tragica scia di sangue. Nella notte tra il 10 e l'11 gennaio, a Melito, Patrizio Serrao è stato freddato da numerosi colpi d'arma da fuoco, una pistola calibro nove. Lo stesso tipo d'arma, il 4 gennaio scorso, ha ucciso a Giugliano un altro uomo, Rosario Tripicchio, 31 anni. Lunedì 9 gennaio, sempre a Melito, due cadaveri bruciati sono stati trovati all'interno di un'automobile data alle fiamme vicino al cimitero. L'ultimo agguato a Melito, dove un 28enne, Fortunato Scognamiglio, è stato freddato a pochi chilometri da Marano, vicino ad un negozio.

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Open data e giornalisti, una comprensione difficile

Open data e giornalisti, una comprensione difficile | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
Una larghissima parte del Festival del Giornalismo di Perugia è stata dedicata al giornalismo dei dati: come farlo, quali strumenti adoperare e come potrebbe influire su futuro della informazione. Il “data driven journalism” si incrocia peraltro con il movimento degli “open data” che, in nome della trasparenza, spinge governi e amministrazioni locali a rendere pubblici e in formato riutilizzabile i dati dei quali sono in possesso e al festival alcuni pionieri del movimento si sono riuniti in un DataCamp 2012 che è durato tutta la mattina di sabato. Mi è stato chiesto di partecipare con una riflessione e questi sono i miei appunti ex-post.Questa foto è stata scattata davanti a un’edicola in Trentino, nel 2009. Le locandine dei tre maggiori quotidiani del posto riferivano lo stesso fatto di cronaca, ma - di tutta evidenza - i dati non coincidevano. La foto fa, naturalmente, sorridere, ma se si legge il pezzo scritto quel giorno si capisce che la realtà è spesso ambigua: gli alani erano cinque, padre, madre e tre “cuccioli”, due cuccioli hanno azzannato il malcapitato, ma anche il terzo era sporco di sangue e al momento dell’intervento del padrone sul posto c’era anche la madre, ecco qui il “due/tre/quattro”.Resta vero tuttavia che nelle redazioni italiane il dato in quanto tale è spesso trattato con sufficienza e il dato non è solo numerico può essere anche un fatto. La questione va al di là dell’annosa disputa sulla possibilità o impossibilità di un giornalismo “obiettivo”. Accettiamo, per paradosso, la possibilità di un giornalismo “tendenzioso”, un giornalismo cioè che seleziona e utilizza soltanto i dati/fatti che si allineano in bell’ordine su un vettore di forza (una freccia che punta con chiarezza in una direzione), escludendo consapevolmente tutti gli altri: anche in questo caso i dati/fatti selezionati dovrebbero essere certi e verificabili.In realtà si è andata costruendo tra i giornalisti l’idea che “la cosa più importante non è il cosa, ma il perché”, come ebbe a dire quattro anni fa davanti a una platea inconsapevole di studenti di giornalismo l’inviato di un importante quotidiano italiano, parlando di alcune vicende politico-giudiziarie. E’ chiaro che l’inviato in questione non voleva dire che il “cosa” non conta e un “cosa” vale l’altro, ma lasciarsi guidare dal “perché” nel giornalismo riduce inevitabilmente il “cosa” alla parte della cenerentola. In realtà non c’è “perché” se non c’è “cosa”.Tutto questo prescinde dalle difficoltà tecniche che pure gran parte dei giornalisti italiani (come gran parte dei cittadini italiani) ha nell’utilizzare e interpretare i numeri.Se uno dei termini insiti nel concetto di “open data” è dunque problematico, il secondo - la “apertura” - non lo è meno. Non mi sembra, infatti, che la maggioranza della grande stampa italiana abbia sostenuto o comunque raccontato la battaglia per l’apertura dei dati della pubblica amministrazione, una battaglia che dovrebbe essere nel DNA di redazioni che parlano spesso di trasparenza e controllo da parte dei cittadini. La battaglia è andata avanti grazie a organizzazioni della società civile e una piccola, ma assai attiva fetta della Pubblica amministrazione stessa. Se, tuttavia,  i giornalisti e la stampa non si attrezzeranno per comprendere e utilizzare i dati faticosamente resi pubblici, le componenti conservatrici delle amministrazioni avranno buon gioco tra qualche tempo a irridere gli innovatori sostenendo che “il gioco non vale la candela”.In una recente intervista con il direttore del Guardian, lo studioso Clay Shirky ha provocatoriamente sostenuto (mio riassunto in un precedente post) che“journalists are addicted to secrets“, non possono fare a meno, sono dipendenti dai segreti. Il tipico giornalista “bravo” nella mentalità corrente è colui che - in tipica modalità Watergate - ottiene documenti segreti all’alba, riesce a far parlare una “gola profonda” ecc. Fare una gran fatica a organizzare, selezionare e dare un senso a enormi masse di dati già disponibili a tutti è una cosa non solo tecnicamente difficile, ma poco glamour, in fondo una cosa che potrebbero fare tutti. Solo che non lo fanno.Ma sono “segreto-dipendenti” anche in un altro senso: al lettore raramente sono fornite le fonti delle informazioni nel contesto di un articolo (come, per esempio, cercano di fare invece i giornali americani), c’è una sindrome del fidati-di-me che è difficile scalfire. Le tecnologie oggi consentirebbero in realtà sia la sintesi di un articolo, sia la totale trasparenza del medesimo, per esempio pubblicando sul sito della testata i materiali originali, i “dati grezzi” dai quali il giornalista ha estrapolato i dati esemplari forniti al cittadino nella suo racconto, un po’ come le appendici documentarie nei saggi accademici. E non si tratterebbe solo di database, potrebbe essere ragionevole anche pensare di pubblicare i testi o le registrazioni integrali delle interviste che vengono inevitabilmente sintetizzate, eliminando così qualunque protesta di “decontestualizzazione”.Non sono ingenuo e so quanto questo sarebbe un problema non solo psicologico. Le interviste domanda-risposta, modello ubiquitario nella stampa italiana, sono in realtà sempre sostanzialmente “ricostruite”, in esse la bontà e l’onestà del giornalista si misurano nella “fedeltà sostanziale” del testo riscritto a ciò che l’intervistato pensa e dice. La tecnica, insegnata nelle scuole, e illustrata  nei manuali di giornalismo (utilizzata anche dall’autore di questo blog quando faceva interviste), è evidentemente un altro caso nel quale il “dato” è considerato secondario.
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Il 'welfare alternativo' dei falsi invalidi, buco nero di milioni gestito dalla camorra - Adnkronos Campania

Il 'welfare alternativo' dei falsi invalidi, buco nero di milioni gestito dalla camorra - Adnkronos Campania | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
Un sistema di 'welfare alternativo', un buco nero di milioni di euro a danno dell'erario gestito dalla camorra. Il fenomeno dei falsi invalidi ha reso necessaria negli ultimi anni una robusta attività di contrasto da parte della Guardia di finanza, dei Carabinieri e della Magistratura penale e contabile, intensificata nel 2011 con una task force istituita dalla direzione generale dell'Inps che ha sottoposto a verifica il 55% delle prestazioni nella provincia di Napoli. I risultati "sono sconcertanti", ha spiegato il procuratore generale della Corte dei Conti della Campania Tommaso Cottone in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Nel 20% dei casi si è proceduto alla revoca dei benefici.
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GLI SPOT DELLA CAMORRA - ilmediano.it - l'informazione online

GLI SPOT DELLA CAMORRA - ilmediano.it - l'informazione online | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
Per capire fino in fondo i motivi del successo dei neomelodici di camorra, dovrebbero parlare gli antropologi delle nostre periferie urbane e non i giudici. Di Amato Lamberti
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Casalesi, un patto con Al Quaeda per eliminare i pm scomodi

Casalesi, un patto con Al Quaeda per eliminare i pm scomodi | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it

Li odia. Di un odio antico, profondo, radicato. Li odia perché gli hanno perquisito la casa, condannato all’ergastolo il padre, arrestato la madre. Li odia perché sono magistrati, uomini di legge, amministratori di quella giustizia che lui rinnega. Non perché anarchico ma perché camorrista, e di giustizia ha un altro concetto e un altro modello: l’amministra da sé, condanna senza appello, applica la pena di morte anche per la più piccola mancanza. E la morte aveva deciso per i suoi nemici: Federico Cafiero de Raho, prima di tutto, il capo del pool antimafia che indaga da quasi vent’anni sul clan dei Casalesi, e che insultava ogni volta che ne aveva l’occasione. E poi gli altri. Voleva ucciderli tutti, scatenando una guerra senza quartiere, senza confini, planetaria. Voleva un altro 11 settembre, e ai suoi amici di Al Qaeda aveva chiesto armi e uomini, offrendo supporto logistico e la sua eterna amicizia. Se il progetto è rimasto sulla carta è solo perché è stato arrestato. Se il progetto oggi è noto è perché il suo braccio destro ha iniziato a collaborare con la giustizia e l’ha raccontato: proprio al nemico, proprio ai pm della Dda di Napoli.

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Le tre C della Camorra

Le tre C della Camorra | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it

E’ bastato cambiare il prefetto di Caserta e sono arrivate le commissioni d’accesso ad alcuni comuni di Gomorra: Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno, le tre C della camorra avranno tutte uno o più commissari e proabilmente presto verranno coinvolti anche altri paesi come San Cipriano e Villa Literno.

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Ravveduto: non è più sottocultura, ormai quei «valori» piacciono

Ravveduto: non è più sottocultura, ormai quei «valori» piacciono | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it

Quando nel 2006 l’allora ministro dell’Interno Giuliano Amato, nell’ambito dell’operazione «Napoli sicura», aprì un fronte contro i neomelodici perché le loro canzoni «celebravano i camorristi», ci fu una sollevazione popolare. Si gridò alla censura, all’indistinta colpevolizzazione di una categoria. Sono passati sei anni e per la prima volta un pm chiede l’arresto di un neomelodico per il contenuto di una canzone.

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Casapesenna, arrestato il sindaco «Ubbidiva al boss Michele Zagaria»

Casapesenna, arrestato il sindaco  «Ubbidiva al boss Michele Zagaria» | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it

Arrestato il sindaco di Casapesenna. Costrinse l'ex primo cittadino alle dimissioni per prenderne il posto. Fortunato Zagaria, 57 anni, ingegnere, primo cittadino dal 2009, è accusato di aver agito su mandato del boss Michele Zagaria, arrestato lo scorso 7 dicembre minacciando il precedente sindaco del Comune casertano, Giovanni Zara. Secondo l'accusa, a quest'ultimo, durante il suo mandato, avrebbe consigliato ripetutamente, anche a nome del 'boss', di non assumere iniziative pubbliche contro la camorra, perché erano sgradite a Michele Zagaria. Lui stesso, in occasione dell'arresto del boss, dichiarò: «La camorra non è ancora stata sconfitta».

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Il silenzio su Scampia prigioniera del coprifuoco - Repubblica.it

Il silenzio su Scampia  prigioniera del coprifuoco - Repubblica.it | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
Si è ripreso a sparare nei territori di Gomorra. E i clan, per evitare morti innocenti, "consigliano vivamente" di stare in casa la sera, di non uscire. Ma il clan scissionista è spaccato e un movimento dal basso, sul modello degli Occupy americani, vuole riprendersi le piazze. E si dà appuntamento nel centro di Scampia. Per non far calare il silenzio
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Alessandro Napolitano: Camorra, quando il clan minacciava i consiglieri comunali

Alessandro Napolitano: Camorra, quando il clan minacciava i consiglieri comunali | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it

Politica e camorra, un connubio ipotizzato da tempo dall'Antimafia di Napoli e che vedrebbe Quarto, ancora una volta, al centro di forti interessamenti da parte del clan Polverino alle vicende che riguardano il consiglio comunale. Consiglieri che avrebbero fatto affari con personaggi ritenuti di spicco all'interno del clan, connivenze tra imprenditoria edile legata ai Polverino e Ufficio Tecnico Comunale, ma soprattutto voto di scambio in cui l'organizzazione camorristica avrebbe avuto un ruolo predominante per più tornate elettorali. Le inchieste dell'Antimafia hanno ipotizzato tutto questo. Emergono, poi, altri particolari che ben descriverebbero la fortissima influenza che gli uomini legati ai Polverino avrebbero avuto direttamente su alcuni consiglieri comunali.

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Il Paese del gioco d'azzardo dove a vincere sono solo le mafie

«Sale Bingo, scommesse clandestine, videopoker, slot machine. Il mondo del gioco d'azzardo è interesse della criminalità organizzata. Piu' di un interesse. Un vero e proprio affare. Spesso gestito in regime di monopolio. Con un giro d'affari sottostimato di dieci miliardi di euro all'anno. E che non conosce confini. Da Chivasso a Caltanisetta, attraversando la via Emilia e la Capitale, sono 41 i clan nel Belpaese che gestiscono la “grande roulette”». Così la rete di associazioni di Libera racconta in un passaggio del dossier “Azzardopoli” la costante e penetrante presenza delle mafie e del malaffare in quella che le cifre testimoniano essere la “terza impresa” del paese con un giro di affari di 86mld di euro: il gioco d'azzardo. Un settore che per la criminalità organizzata rappresenta, da solo, un guadagno di dieci miliardi di euro.

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Camorra, clan scissionisti: traffico di hashish con il Marocco 14 arrestati - Il Mattino

Camorra, clan scissionisti: traffico di hashish con il Marocco 14 arrestati - Il Mattino | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
NAPOLI - La squadra mobile della Questura di Napoli ha notificato 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica...
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Camorra, confiscati beni per 65 milioni al clan dei Casalesi

Camorra, confiscati beni per 65 milioni al clan dei Casalesi | Camorra e criminalità a Napoli | Scoop.it
NAPOLI - Beni per 65 milioni di beni sono stati confiscati dal personale del Centro Operativo Dia di Napoli a tre esponenti del clan dei Casalesi.
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