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Consigli per vivere in Veneto per chi è "non autosufficiente" - www.ilvenetoaccessibile.it
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Una mini guida per vivere la non autosufficienza in Veneto

Una mini guida per vivere la non autosufficienza in Veneto | Veneto Accessibile | Scoop.it

Per chi ha un parente anziano (che ha superato i 65 anni di età) e non autosufficiente, oppure un familiare più giovane, al quale è troppo precocemente sopraggiunta una demenza, che lo rende dipendente dai suoi cari, il sistema regionale dei servizi socio-sanitari consente la scelta di poter essere assistito a casa.

 

E’ un modo, per i familiari, di far sentire la loro vicinanza al proprio caro e, talvolta, è una scelta necessaria perché non ci sono in famiglia le risorse per pagare l’accoglienza in un centro di servizi per anziani non autosufficienti (si chiamano così, oggi, le case di riposo in Veneto, perché ti offrono anche un servizio integrato con quello sanitario) pagando la quota alberghiera.

 

Sono sempre meno rari, purtroppo, i casi in cui è la pensione dell’anziano ad aiutare a sostenere la famiglia in questo tempo di crisi.

 

La Regione del Veneto, da anni, ha pensato a chi vive questa situazione. Ha predisposto un piano che si chiama tecnicamente “Piano della domiciliarità” e che deve essere elaborato in ciascuna ULSS all’interno del “Piano di Zona” : serve a mettere in sinergia i servizi dei Comuni, delle ULSS, della Regione e del mondo del volontariato. Ma, attenzione: al centro c’è la persona e il suo bisogno!

 

Da questo collegamento (www.ilvenetoaccessibile.it) puoi scaricare una mini guida per vivere la non autosufficienza in Veneto.

 

A cura di Antonio De Poli - http://www.ilvenetoaccessibile.it/

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Barriere architettoniche. La Regione azzera gli aiuti.

Barriere architettoniche. La Regione azzera gli aiuti. | Veneto Accessibile | Scoop.it

Nei post di “Il Veneto Accessibile” abbiamo finora raccontato le politiche per la non autosufficienza nella nostra regione. Per farlo siamo andati alle fonti, spiegando ai lettori come funzionano i servizi anche con il collegamento alle pagine web ufficiali.

 

E’ un modo anche questo per rimuovere gli ostacoli e per avvicinare il cittadino ai servizi, rendendoli più accessibili. Sempre che i servizi ci siano realmente.

 

Oggi vorremmo parlare di “accessibilità” in senso stretto, cioè di eliminazione delle barriere architettoniche. Vorremmo descrivere i contenuti di una legge regionale, la numero 16 del 2007, che ha rinnovato una consolidata tradizione veneta (la precedente legge era del 1993) di presenza culturale oltre che operativa nel campo dell’eliminazione delle barriere.

 

La legge regionale 16 disciplina gli interventi e l’erogazione di contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche sia negli edifici pubblici che in quelli privati. Un grande segno di civiltà nei confronti di tutte le persone disabili che vogliono vivere un’esistenza il più normale possibile nonostante la propria limitazione di movimento.

 

Come funziona la legge? Come si accede al contributo?

Ci colleghiamo a proposito al sito della Regione del Veneto: http://www.regione.veneto.it/web/sociale/eliminazione-barriere-architettoniche

Le “domande più frequenti” che troviamo nella pagina web regionale ci aiutano a capire alcune cose, ma non sfugge un dettaglio: si parla dell’assegnazione del contributo 2010.

E il 2011? E il 2012? Quand’è che esce il bando? A chi si presenta domanda? Boh.

Ma non restiamo a lungo senza risposta, perché scopriamo che in questi anni non si è fatto nulla perché non sono state stanziate le risorse.

 

Per essere sicuri controlliamo le leggi di bilancio regionale del 2011 e del 2012. Non c’è traccia dei capitoli di spesa numero 100618 e 61060. L’ultimo stanziamento, pari a 3 milioni di euro, risale al 2010, quand’era assessore al sociale Stefano Valdegamberi (UDC)!

 

Era dal 2001 che per i cittadini veneti potevano contare su questo ammontare di risorse, con le quali potevano ottenere un rimborso dalla Regione per fare tutte queste cose:

1) opere murarie direttamente finalizzate alla fruibilità degli edifici e spazi privati aperti al pubblico;

2) opere murarie direttamente finalizzate alla fruibilità edifici privati, compresi gli edifici adibiti a luogo di lavoro e gli edifici di edilizia residenziale agevolata;

3) opere murarie direttamente finalizzate alla fruibilità del posto di lavoro occupato in maniera stabile da persona con disabilità;

4) acquisto e posa in opera di facilitatori della vita di relazione come le suppellettili, le attrezzature e gli arredi che consentano alla persona con disabilità la pratica delle funzioni quotidiane, compresi i dispositivi atti a favorire l’accesso e la mobilità interna agli edifici (domicilio o posto di lavoro), quali montascale, pedane mobili, elevatori e simili;

5) adattamento di motoveicoli ed autoveicoli in funzione delle minorazioni anatomiche e funzionali del soggetto disabile.

 

Insomma, oggi avremmo voluto descrivervi le modalità con cui poter accedere a tutte queste opportunità. Purtroppo dobbiamo dirvi che dal 2011 sono state azzerate.

Resta il rammarico di poter constatare che cittadini disabili veneti sono davvero i primi. Si, i primi ad essere stati ignorati dalla politiche dell’attuale giunta regionale (che vedremo se con il bilancio 2013 saprà porvi rimedio...).

 

A cura di Antonio De Poli - http://www.ilvenetoaccessibile.it/

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Disabili e vita indipendente. In Veneto si può.

Disabili e vita indipendente. In Veneto si può. | Veneto Accessibile | Scoop.it

Il Veneto è una regione all’avanguardia a livello nazionale nel favorire l’autonomia delle persone con disabilità fisico-motoria grave e nell’aiutarle a gestire la vita quotidiana con l’aiuto di assistenti personali. Si tratta di un punto irrinunciabile per l’attuazione del diritto di cittadinanza delle persone con disabilità

 

La programmazione dei servizi per la vita indipendente nel Veneto è stata fatta nel 2006, con un provvedimento che ho personalmente proposto quand’ero assessore regionale alle politiche sociali. A seguito della nuova programmazione sono state stanziate apposite risorse, che ammontano ad oltre 16 milioni di euro e che sono rimaste invariate negli ultimi anni.

 

Per vita indipendente si intende la possibilità per una persona con disabilità fisico motoria grave di poter vivere senza dover ricorrere al ricovero in struttura, di poter prendere decisioni sulla propria vita. I destinatari del progetto di ‘Vita Indipendente’  sono le persone che esprimono la volontà di rimanere nel proprio domicilio, con disabilità grave fisico-motoria e che intendono realizzare il proprio progetto di vita individuale, finalizzato alla conduzione di una normale vita personale e familiare.

 

Rientrano, dunque, nel sistema dei servizi domiciliari e sono suddivisi in tre tipologie, come delineato dalle normative quadro nazionali.

 

1) CONTRIBUTI PER I PROGETTI DI PROMOZIONE DELL’AUTONOMIA PERSONALE DEI DISABILI

Per “Promozione dell’autonomia personale” si intende una serie di interventi, inseriti nel progetto individuale alla persona, che perseguono l’obiettivo prioritario di promuovere forme di autonomia personale nella vita di relazione, nella vita sociale e familiare, nonché interventi di promozione delle attività sportive, di tempo libero e di integrazione sociale. 
Attraverso questi progetti si favorisce la permanenza a domicilio con la realizzazione di interventi, in particolare rivolti a persone cieche con pluriminorazioni, nell’ambito di progetti individuali approvati dall’ Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale  (UVMD) dell'Azienda ULSS.
 

Sono rivolti a persone con disabilità comprovata da certificazione di gravità (art. 3  comma 3 della- Legge 104/1992).

2) CONTRIBUTI PER I PROGETTI DI VITA INDIPENDENTE PER PERSONE DISABILI

Per “Vita Indipendente” si intende la possibilità per una persona, con disabilità fisico motoria grave, di vivere a casa propria, senza dover ricorrere al ricovero in strutture protette, e di poter prendere autonomamente decisioni riguardanti la propria vita. Il progetto individuale viene predisposto e realizzato con la piena condivisione della persona con disabilità. Quest’ultima ha la possibilità di scegliere autonomamente la persona che dovrà assisterla assumendola direttamente. L’importo viene deciso sulla base di un confronto fra interessato e Servizi Sociali, e l’entità massima del contributo economico riconoscibile è di € 1.000,00 mensili.

 

Sono rivolti a persone con disabilità fisico motoria comprovata da certificazione di gravità (art. 3  comma 3 della- Legge 104/1992), con capacità di agire e di esprimere coscientemente la propria volontà di rimanere nel proprio domicilio e con invalidità al 100% e indennità di accompagnamento.

 

 

3) CONTRIBUTI PER I PROGETTI DI AIUTO PERSONALE ALLE PERSONE DISABILI (LEGGE 104/1992)

Per “Aiuto personale” si intende la possibilità per una persona, con disabilità grave, di vivere a casa propria, senza dover ricorrere al ricovero in strutture protette.

La finalità del progetto è quella di favorire la permanenza della persona disabile nella propria abitazione, con la realizzazione di interventi domiciliari assistenziali, interventi educativi ed interventi di sensibilizzazione territoriale. Tali interventi possono consistere SIA nell’erogazione di servizi e prestazioni SIA nell’assegnazione di contributi economici alla famiglia per l’acquisto di servizi. L’entità massima del contributo economico riconoscibile è di € 1.000,00 mensili.

 

Sono rivolti a persone di età compresa da 0 a 64 anni di età con disabilità comprovata da certificazione di gravità (art. 3  comma 3 della- Legge 104/1992), anche se in grado di frequentare servizi extra domiciliari, quali scuole, centri diurni, ecc…

 

COME OTTENERE L’AGEVOLAZIONE?

Il cittadino interessato deve presentare la domanda presso lo Sportello integrato dell’Azienda ULSS di residenza, su apposita modulistica, nei tempi e con le modalità previste dalla stessa Azienda.

L’UVMD dell'Azienda ULSS valuterà il progetto e informerà il cittadino dell’esito della valutazione.

 

 

In Veneto le persone che hanno beneficiato di progetti individuali sono circa 4000, che nel dettaglio sono articolati nelle seguenti tipologie circa 2.400 per progetti di Aiuto personale, 1.000 per progetti di Vita Indipendente, 600 per progetti di Autonomia personale.

 

Per maggiori informazioni consulta il sito della Regione del Veneto: http://www.regione.veneto.it/web/sociale/disabili

 

A cura di Antonio De Poli - http://www.ilvenetoaccessibile.it/

 

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Telesoccorso. L'aiuto in casa con un clic.

Telesoccorso. L'aiuto in casa con un clic. | Veneto Accessibile | Scoop.it
Il telesoccorso-telecontrollo nel Veneto è uno degli strumenti di base delle politiche domiciliari promosse dalla Regione Veneto a favore degli anziani (autosufficienti e non) che vivono a casa propria. Il servizio è stato avviato per primo in Italia dalla Regione Veneto oltre vent’anni fa e negli ultimi anni si è perfezionato e radicato, e preso a modello dalle altre regioni.

Si tratta di un'iniziativa che dimostra l'impegno del Veneto a favore delle fasce deboli con azioni che combattono l'isolamento sociale di questa parte della popolazione veneta. Tra l'altro in questo modo si costituisce anche un'efficace forma di azione e prevenzione, oltre che una limitazione del ricorso indiscriminato all’assistenza sanitaria o alla residenzialità degli anziani nei centri di servizio.

Sono circa 25mila gli utenti di questo servizio nel Veneto, per oltre il 70 per cento ultraottantenni, che fanno registrare in flusso annuale di allarmi significativo, attorno alle diecimila unità.

COME FUNZIONA

Il sistema è attivato dalla Regione del Veneto in accordo con i Comuni e le Aziende ULSS. Il servizio funziona attaccando al telefono di casa ad un dispositivo collegato con un centro operativo funzionante 24 ore su 24.

Con il telecontrollo, il Centro si mette in contatto con l’utente, anche più volte alla settimana, per conoscere le sue condizioni e per accertare che l’apparecchio sia funzionante.

A sua volta ogni utente può mettersi in contatto con il Centro per qualsiasi necessità. Ad ogni chiamata, previo controllo, il Centro provvede, con immediatezza, ad interessare la competente struttura, sia che si tratti di necessità mediche, infermieristiche , domestiche o sociali.

Con il telesoccorso ogni utente è dotato di un mini-apparecchio provvisto di un pulsante che, se premuto, fa scattare un segnale d’allarme al Centro Operativo. Il Centro, in questo caso, è in grado di agire immediatamente e attivare tempestivamente un intervento urgente.


A CHI E' RIVOLTO

- agli anziani che vivono da soli o in coppia;
- agli anziani bisognosi di cure e controlli sanitari;
- a coloro che, pur non avendo compiuto 65 anni d’età si trovino in situazioni di rischio sociali e/o sanitario, debitamente documentato.


COME OTTENERE IL SERVIZIO

Per attivare il servizio il cittadino può rivolgersi ai Servizi Sociali del Comune di residenza, ai quali successivamente andrà presentata:
a. la richiesta di servizio di telesoccorso-telecontrollo debitamente compilata;
b. certificato del medico di base attestante la necessità dell’attivazione del servizio;
c. attestazione ISEE o dichiarazione sostitutiva unico;
d. trascorsi i sei mesi di gratuità il Comune, a seconda del regolamento applicato in ogni Azienda ULSS e dell’ISEE del richiedente, può richiedere la compartecipazione economica al servizio.

La domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno e resta valida per gli anni successivi.

Per ulteriori informazioni clicca qui: http://bit.ly/Wlb1ZH

Il modulo è scaricabile da qui: http://bit.ly/SK1lKI

A cura di Antonio De Poli – http://www.ilvenetoaccessibile.it/
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Ponte di Calatrava a Venezia. A gennaio partirà l'ovovia

Ponte di Calatrava a Venezia. A gennaio partirà l'ovovia | Veneto Accessibile | Scoop.it

L’ovovia o “dispositivo traslante” installata a Venezia sul ponte della Costituzione, o di Calatrava come è maggiormente conosciuto, entrerà in funzione da gennaio 2013. Verrà gestita come il people mover da Avm e sarà utilizzabile gratuitamente.

 

E' previsto che sia utilizzabile anche da mamme con passeggino e turisti con bagagli pesanti. Ma attenzione: la priorità dovrà essere data alle persone disabili!

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IMU e disabili. Avanti con le agevolazioni!

IMU e disabili. Avanti con le agevolazioni! | Veneto Accessibile | Scoop.it

Un interessante articolo su Disabili.com, che riporta le testimonianze di due comuni veneti che hanno saputo applicare aliquote IMU ridotte per persone diasbili e anziani.

 

Leggilo da qui: http://www.disabili.com/legge-e-fisco/articoli-legge-e-fisco/27329-imu-disabili-quando-le-agevolazioni-ci-sono-

 

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L'aiuto ai più deboli è un punto di forza

L'aiuto ai più deboli è un punto di forza | Veneto Accessibile | Scoop.it

 

 

I bisogni di chi non è autosufficiente sono preziosi perché una società più giusta si misura sul livello di attenzione alle situazioni nelle quali c’è più necessità di attenzione e di aiuto.

 

Oggi questi valori rischiano di sbiadire in mille promesse, perché le loro radici, tanto care alla cultura di solidarietà della nostra terra veneta si stanno disperdendo.

 

La famiglia, la solidarietà sociale, l’impegno concreto nelle istituzioni a favore dei più deboli rappresenta per me da sempre un grande punto di forza.

 

In questo senso il mio impegno è sempre stato altissimo soprattutto per creare e consolidare gli strumenti dare qualità alla vita delle persone anziane, sostenere le persone non autosufficienti e le loro famiglie attraverso una rete di strutture di altissimo livello o con aiuti domiciliari.

 

In una parola far sentire il cittadino anziano vicino e seguito dalle istituzioni.

 

Gli anziani, in particolare le persone non autosufficienti, rappresentano un mondo di valori che chiede concretezza, al quale bisogna dare voce.

 

Favorire la migliore qualità nei servizi residenziali, e allo stesso tempo  sostenere con maggiore concretezza le famiglie che assistono a casa i propri cari sono i due cardini del lavoro da fare.

 

Anche le pagine che state leggendo, che nascono sulle tecnologie web oggi più all’avanguardia, vogliono diventare uno strumento per perseguire questo scopo.

 

Una vita spesa per il lavoro, per la cura della famiglia, per l’impegno e la partecipazione civile sociale secondo le proprie possibilità merita da parte delle istituzioni la migliore delle attenzioni.

I bisogni di chi non è più giovane sono preziosi non solo perché la loro soddisfazione rappresenta la ricompensa per tanti sacrifici, ma perché una società più giusta si misura proprio sul livello di attenzione alle situazioni nelle quali c’è più bisogno di attenzione e di aiuto.

 

Oggi questi valori rischiano di sbiadire in mille promesse, perché le loro radici, tanto care alla cultura di solidarietà della nostra terra veneta si stanno disperdendo.

 

Per il nostro partito la famiglia, la solidarietà sociale, l’impegno concreto nelle istituzioni a favore dei più deboli rappresenta da sempre un grande punto di forza.

 

In questo senso il nostro impegno nell’UDC è altissimo soprattutto per dare qualità alla vita delle persone anziane, sostenere le persone non autosufficienti e le loro famiglie attraverso una rete di strutture di altissimo livello o con aiuti domiciliari.

 

In una parola far sentire il cittadino anziano vicino e seguito dalle istituzioni e non un anonimo beneficiario di schiamazzate ed inconsistenti iniziative quali ad esempio la social card, che è stata realizzata sottraendo alle Regioni i fondi per le iniziative sociali.

 

Gli anziani, in particolare le persone non autosufficienti, rappresentano un mondo di valori che chiede concretezza. Noi sappiamo come darvi voce.

 

Lavoriamo da sempre per favorire la migliore qualità nei servizi residenziali, ma anche per sostenere con maggiore concretezza le famiglie che assistono a casa i propri cari.

 

Lavoriamo affinché diventi concreto il progetto di legge regionale istitutivo del fondo unico per la non autosufficienza, che in maniera solidaristica affronti il problema delle risorse economiche al verificarsi nelle famiglie di situazioni di difficoltà, anche economica, quando sopraggiungono situazioni di non autosufficienza. Una proposta sulla quale troviamo la convergenza di tutte le forze politiche.

 

Antonio De Poli - www.ilvenetoaccessibile.it

 

 

 

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Una petizione per una spending review solidale

Una petizione per una spending review solidale | Veneto Accessibile | Scoop.it

Il Governo è in procinto di abolire 39 enti inutili? E' un'iniziativa lodevole perché si risparmieranno molti soldi. Ma dove vanno a finire sedie, personal computer, mobili e scrivanie di questi enti? E' per questo che ho deciso di lanciare un'iniziativa per convincere, tramite una petizione on line, il Ministro Piero Giarda, delegato alla spending review, a destinare i materiali d'ufficio e l'arredamento degli enti dismessi alle associazioni di volontariato

 

Ci sono infatti centinaia di associazioni che hanno problemi ad acquistare una sedia, un tavolo o una stampante. Operano nel volontariato e nel sociale e hanno pochissimi fondi e mezzi a disposizione, nonostante il ruolo positivo che svolgono nella società.

 

Ritengo che questa iniziativa consenta di dare un ulteriore significativo e concreto riscontro alle buone intenzioni del governo Monti per la riduzione della spesa pubblica a beneficio dei cittadini

 

Cari amici, contribuite anche voi partecipando alla petizione da questo collegamento:

http://www.avaaz.org/it/petition/Vogliamo_una_Spending_Review_Solidale_2/

 

Grazie!

 

Antonio De Poli

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La rete dei Centri Diurni. Una valida alternativa tra l’assistenza in residenza e quella a casa propria

La rete dei Centri Diurni. Una valida alternativa tra l’assistenza in residenza e quella a casa propria | Veneto Accessibile | Scoop.it

 

La rete dei servizi per le persone non autosufficienti non è solo composta dal binomio strutture residenziali e servizi domiciliari. Per molte famiglie una valida risposta ai bisogni di assistenza è fornita anche dalla rete dei centri diurni.

 

Le persone anziane (con più di 65 anni) accolte nei centri diurni veneti sono circa 1.200, pari a meno del 5% dell’intera utenza delle case di riposo. Ma è per le persone con disabilità che questa tipologia di servizio assume una particolare importanza: gli ospiti sono circa 6.500 all’interno di 286 strutture distribuite su tutto il territorio regionale, e rappresentano oltre i 2/3 degli utenti dei servizi.

Per entrambe le tipologie di utenza i centri diurni rivestono un ruolo importante e strategico.

 

I Centri Diurni non sono dei “parcheggi”. Sono invece dei servizi complessi che, durante l’arco della giornata, forniscono interventi socio-sanitari alle persone non autosufficienti, che vengono accolte in nuclei di non più di 30 persone.

 

Vediamo nel dettaglio le finalità e la tipologia di attività che viene svolta.

 

 

I CENTRI DIURNI PER LE PERSONE ANZIANE

Le strutture hanno le seguenti finalità:

1) ritardare l’istituzionalizzazione e il decadimento psico-fisico dell’anziano, fornire sostegno e sollievo alle persone anziane non autosufficienti e/o alle loro famiglie;

2) concorrere al mantenimento della persona anziana, anche in condizione di rilevante gravità, nel proprio ambiente familiare e sociale;

3) dare conveniente risposta ai bisogni di cura delle persone anziane dimesse dall’ospedale, riducendo così, le giornate di ricovero e alleviando l’onere assistenziale delle famiglie.

 

Le attività tipiche del Centro Diurno sono:

1) attività sanitarie: prevenzione, terapia e riabilitazione;

2) attività assistenziali: cura della persona, autonomia personale;

3) attività sociali: animazione, terapia occupazionale, socializzazione.

 

 

I CENTRI DIURNI PER LE PERSONE DISABILI

Una volta erano denominati CEOD, acronimo di Centri Educativi Occupazionali per Disabili. Dal 2006 hanno assunto una valenza superiore, che supera la logica del centro occupazionale e riconosce maggiormente la valenza socio-sanitaria del servizio offerto che fornisce interventi a carattere educativo-riabilitativo-assistenziale orientato alla singola persona e al suo bisogno

 

Il centro diurno per persone disabili persegue infatti  finalità riabilitative, educative, di socializzazione, di aumento e/o mantenimento delle abilità residue per persone in età post-scolare con vari gradi di disabilità secondo i diversi profili di autosufficienza.

 

 

COME SI ACCEDE AL SERVIZIO

La domanda di accesso al Centro Diurno va presentata al Distretto Socio-Sanitario della A.ULSS di appartenenza (per avere informazioni è possibile invece rivolgersi anche ai Servizi sociali del Comune).

Per quanto riguarda le persone anziane la domanda di ingresso può essere presentata da un familiare o dal tutore /amministratore di sostegno. L’accesso a seguito della valutazione multidimensionale.

 

Per le persone disabili la domanda deve essere accompagnata dalla documentazione relativa all’ accertamento dello stato di handicap ai sensi dell’art. 3 della L. 104/92.

Le modalità di ingresso nel servizio infine vengono concordate dalla Unità di Valutazione Multidimensionale con la persona, la sua famiglia e il centro diurno ospitante.

 

 

I COSTI

Come per le strutture residenziali, anche la retta dei centri diurni è pagata per metà dal Fondo sanitario regionale e per metà dall’ospite o dalla sua famiglia (per quanto riguarda gli anziani) o dal Comune (per quanto riguarda le persone disabili). Dal 2009 la legge regionale ha stabilito che i costi dei trasporti ai Centri diurni non sono a carico delle famiglie.

 

Per ulteriori informazioni:

Anziani: http://www.regione.veneto.it/web/sociale/centro-diurno-na

Disabili: http://www.regione.veneto.it/web/sociale/disabili

 

A cura di Antonio De Poli - http://www.ilvenetoaccessibile.it/

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L’assegno di cura per sostenere l’assistenza da parte delle famiglie

L’assegno di cura per sostenere l’assistenza da parte delle famiglie | Veneto Accessibile | Scoop.it

L’assegno di cura è uno strumento creato dalla Regione Veneto per sostenere economicamente le persone prive di autonomia assistite in famiglia e le loro famiglie. Dal 1 gennaio 2007 ha sostituito, semplificandone l’accesso ma mantenendone le finalità, tre precedenti forme di intervento:

 

a) rivolte alle famiglie che assistono in casa persone non autosufficienti (contributo complementare all’assistenza domiciliare semplice e all’assistenza domiciliare integrata con l’assistenza sanitaria ai sensi della Legge regionale 28/1991);

b) aiuto alle famiglie che si avvalgono di assistenti familiari, o “badanti”;

c) sostegno alle famiglie che assistono persone con demenza (Alzheimer o altro tipo).

 

Si tratta di interventi economici importanti, che si integrano a quelli materiali quali l’assistenza domiciliare, programmati nell'interesse delle famiglie che sono sempre più colpite dai problemi sanitari, sociali, relazionali, conseguenti alla non autosufficienza.

 

Sulla base della programmazione avviata nel 2006 da Antonio De Poli, in qualità di assessore regionale alle politiche sociali, sono state rese più semplici e più veloci le richieste di contributo per affrontare queste patologie e le erogazioni da parte degli enti locali.

 

L'obiettivo che ci siamo posti è stato quello di sostenere la permanenza nel proprio domicilio di queste persone ed abbiamo scelto l'assegno di cura proprio per rafforzare le azioni a favore del sistema della domiciliarità nel Veneto.

 

Nel corso del 2009 (dati dell’Agenzia Regionale Socio Sanitaria) sono stati destinatari di questi contributi circa 27.500 utenti (erano 15 mila nel 2003)  di cui 17.700 secondo i procedimenti della legge regionale 28/91; 2.800 hanno ricevuto contributi per le 'badanti' e 1.900 perché avevano in casa un malato di con demenza.

 

I finanziamenti regionali per l’assegno di cura per il 2012 hanno impiegato 57 milioni di euro.

 

Per quanto poter richiedere l'assegno di cura, è necessario che l'ISEE (indicatore della situazione economica della famiglia) non superi i (circa) 15.000 euro. I beneficiari dei vecchi contributi non devono presentare nuova domanda, mentre per i nuovi richiedenti va presentata una sola domanda e una sola volta a valere anche per gli anni successivi.

 

La gestione dei contributi è affidata ai sistemi avanzati informatici interattivi degli enti erogatori che sono i Comuni o gli enti da questi delegati (vale a dire le Aziende Ullss, le Comunità Montane, le Unioni di Comuni). L'assegno di cura potrà raggiungere il massimo di 520 euro mensili.

 

Per maggiori informazioni visita il sito della Regione del Veneto: http://bit.ly/ZXWckq

 

Il modulo di domanda è scaricabile da qui: http://bit.ly/WzvMEI

 

A cura di Antonio De Poli - http://www.ilvenetoaccessibile.it/

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A casa propria o in casa di riposo?

A casa propria o in casa di riposo? | Veneto Accessibile | Scoop.it
C’è una notizia che leggiamo sempre più frequentemente nelle cronache che riguardano l’area sociale: sono in calo le richieste per accedere alle case di riposo perché le famiglie non sono in grado di sostenere le rette. Anzi, l’anziano non autosufficiente che rimane in casa, accudito dai propri familiari sta diventando anche una fonte di sostegno economico per la sua famiglia.
(ad esempio: http://www.cislveneto.it/Rassegna-stampa-Veneto/Negli-ospizi.-Rette-troppo-care-in-mille-rinunciano)

Come si fa a scegliere tra assistenza a casa ricovero in una struttura per anziani? La risposta non è semplice, perché deve tenere conto di tanti fattori: quelli umani legati al distacco dai propri cari, quelli economici legati al costo dei servizi e quelli di bisogno assistenziale legati alla gravità della non autosufficienza.

Partiamo da questi ultimi. Oggi nel Veneto quelle che chiamiamo “case di riposo” sono dei centri di servizio per persone non autosufficienti in grado di fornire un’assistenza di tipo sanitario in aggiunta a quella di tipo alberghiero e sociale. A causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento degli anziani e delle malattie legate alla vecchiaia, queste strutture devono sempre più specializzarsi per l’assistenza alle persone con bisogni più elevati, che viene attivata quando la famiglia non è più in grado di provvedere.
(Per chi ha tempo e voglia di approfondire l’argomento, suggerisco queste pagine dal rapporto statistico del Veneto del 2011: http://statistica.regione.veneto.it/Pubblicazioni/RapportoStatistico2011/Capitolo9.html)

Diversamente, quando le risorse umane e psicologiche della famiglia sono in grado di reggere l’assistenza (ed è la stragrande maggioranza delle famiglie a farlo), viene attivata l’Assistenza domiciliare, servizio fornito dall’ULSS (medico, infermieri, fisioterapisti) o dal Comune (pulizia personale o alla gestione della casa).

I costi. In un centro di servizi per anziani si paga una retta per i costi alberghieri, di circa 50 euro al giorno (1.500 euro al mese, che sono a carico del Comune se la famiglia non ha reddito), che può aumentare a seconda dei servizi richiesti. Questa retta è integrata dall’impegnativa di residenzialità, contributo che la Regione Veneto riconosce per i costi socio-sanitari (infermieri, operatori sociosanitari, ecc) pari a circa 50 euro giornalieri.

I costi della persona anziana a casa sono variabili e dipendono dalla scelta di avvalersi o meno di badante (se necessaria) e dall’acquisto di quegli ausili che non sono forniti dal servizio sanitario. Anche la spesa sostenuta dalle ULSS non è facilmente quantificabile, perché dipende dalla frequenza degli accessi degli operatori: è comunque in costante aumento il ricorso a questa modalità assistenziale, per la quale la rate dei servizi si sta sempre più attrezzando.

E’ indubbio che a casa l’anziano può godere delle cure dei suoi cari, o magari della sempre gioiosa presenza dei nipotini. Forse proprio questo tempo di crisi ci consente di recuperare un po’ di solidarietà in più tra le generazioni.

A cura di Antonio De Poli – http://www.ilvenetoaccessibile.it/
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Liberi di muoversi. Una guida all'accessibilità

Liberi di muoversi. Una guida all'accessibilità | Veneto Accessibile | Scoop.it

Vi segnalo un sito che segnala esperienze positive e può aiutare ad aumentare la consapevolezza di tutti nei confronti delle persone che si muovono in carrozzina.

 

Visitatelo qui http://www.liberidimuoversi.it

 

 

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Assegno di Cura regionale per Non Autosufficienti 2012

Assegno di Cura regionale per Non Autosufficienti 2012 | Veneto Accessibile | Scoop.it

Entro il 31 dicembre è possibile presentare la domanda per l'assegno di cura per il 2012. Il bando e tutte le informazioni sono disponibili nel sito della Regione del Veneto.

Collegati da questa pagina.

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Affido dell’anziano e dell’adulto in difficoltà

Affido dell’anziano e dell’adulto in difficoltà | Veneto Accessibile | Scoop.it

Lunedì 26 novembre alle 17.00 in Sala Rossini a Padova la Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari di Padova organizzano un dibattito sul progetto di legge “Disciplina dell'affido per l'integrazione familiare e sociale delle persone anziane

 

Visita: http://www.padovaoggi.it/cronaca/affido-dell-anziano-e-dell-adulto-in-difficolta.html

 

 

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