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Greta, è di Como Miss tatuaggio
Ragazza copertina di Tattoo Italia

Greta, è di Como Miss tatuaggio <br/>Ragazza copertina di Tattoo Italia | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it

Del tatuaggio apprezza soprattutto il tratto traditional, vecchia scuola, ispirato all’epica marinaresca, donne e guai. Colori rondini e cuori in formato vintage, Greta Contini, 30 anni, di Como, finita sulla copertina di una rivista nazionale grazie alla propria passione

Tattoo Italia le ha dedicato la prima pagina del numero in edicola, con le sue braccia soltanto in parte inchiostrate, rispetto a quanto mostra il bikini militare con cui è finita in tutte le edicole. Dai tempi della foto, infatti, ci sono stati altri disegni a decorare la pelle, in particolare su braccia e gambe. E se a qualcuno il tatuaggio potrebbe creare qualche problema sul posto di lavoro, oggi non è proprio il caso della ragazza copertina, che coglie l’opportunità. «Sono commessa in Svizzera e quando lavoro non si vedono - dice - dal mondo del tatuaggio ho sempre tratto beneficio economico e ho sempre avuto più riscontri del previsto. Anche se i tatuaggi, qualche anno fa, erano visti poco bene».

Quella che oggi è un’occasione per arrotondare, sino a non molto tempo fa era un ostacolo per il lavoro. «Quando mi proponevo come hostess di fiera o convention - racconta - le ragazze tatuate erano quasi sempre scartate. Ho scelto poi di abbandonare quell’ambito lavorativo e cercare più stabilità. Ho cominciato cosi a coltivare la mia passione per i tatuaggi. E da un piccolo lavoro su un braccio, a 17 anni, non ho più smesso. L’ultimo non è mai l’ultimo. In realtà poi ho continuato anche a lavorare da tatuata. Anzi, in alcuni settori ero più richiesta di prima. Così ho deciso di non abbandonare del tutto questo lavoro».

E’ sempre nell’ambito di genere il contatto nato per Tattoo Italia. «Davide Di Stefano, il mio tatuatore di Tik Tak Ta2, a Cantù, conosce la proprietà della rivista. Sono andata in studio con il fotografo per lo shooting fotografico - racconta - tra gli amici e la famiglia erano molto contenti. Anche mio papà Claudio si è comprato una copia. Con i miei genitori non ha avuto problemi per i miei tatuaggi: vivo da sola da anni e semplicemente me li sono fatti».

Greta non si definisce una modella. «Quando penso alla moda o al termine modella - dice - immagino sempre ragazze con uno stile di vita molto lontano e diverso dal mio. Io faccio una vita molto semplice, amo mangiare e odio la competizione, i concorsi di bellezza e tutto ciò che si avvicina anche lontanamente a questo lavoro. Nulla di personale, semplicemente la vedo sotto un’altra ottica». Probabilmente più colorata.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 31 ottobre 2014

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/greta-e-di-como-miss-tatuaggio-ragazza-copertina-di-tattoo-italia_1086952_11/

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What makes tattoos permanent? - Claudia Aguirre - YouTube

The earliest recorded tattoo was found on a Peruvian mummy in 6,000 BC. That's some old ink! And considering humans lose roughly 40,000 skin cells per hour, how do these markings last? Claudia Aguirre details the different methods, machines and macrophages (you'll see) that go into making tattoos stand the test of time.

Lesson by Claudia Aguirre, animation by TOGETHER.

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Tattoo Nightmare: se un tatuaggio non dura per sempre

Tattoo Nightmare: se un tatuaggio non dura per sempre | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it

Si intitola “Tatuaggi da incubo” il nuovo reality show di Sky Uno che a partire dal 9 luglio, in prima tv assoluta, ogni mercoledì alle 22 ti farà scoprire cosa si nasconde dietro orribili tatuaggi e come liberarsene trasformarli in capolavori.

Per molti un tatuaggio sulla pelle è per sempre. Qualcosa che ti porti dietro tutta la vita, molto spesso legato a un ricordo, a un evento straordinario, più spesso a una persona. Ma cosa accade quando si cambia idea, quando ci si pente a distanza di anni, quando ci si apre a nuovi orizzonti e i tanto amati tattoo diventano un peso? Un incubo da cui liberarsi?

Tatto Nightmare è la  serie che racconta le storie che si nascondono dietro ai degli orribili tatuaggi. L’appuntamento è su Sky Uno a partire dal 9 luglio, in prima tv assoluta, ogni mercoledì alle ore 22.00. Persone in carne, ossa e tatuaggi terrificanti, cercano aiuto e si rivolgono a tre dei migliori artisti nel settore del cover-up di tatuaggi per risolvere il loro problema. Tommy Helm, Big Gus e Jasmine Rodriguez condivideranno con noi storie divertenti e al contempo inquietanti.

La posta in gioco è alta perché i clienti si fanno tatuare ancora una volta per vedere se gli artisti del tatuaggio possono davvero fare un miracolo e trasformare i loro disastri  in autentici capolavori. Lo spettacolo è assicurato, non mancare.

9 luglio 2014

http://skyuno.sky.it/skyuno/news/2014/07/07/tattoo_nightmare_tatuaggi_da_incubo_al_via_.html

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Alex De Pase guida il Dream Team dei Best Tattoo Artists

Alex De Pase guida il Dream Team dei Best Tattoo Artists | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it

Professionista del tatuaggio, il suo talento non è passato inosservato a Fedez e a Gué Pequeno che lo citano nella canzone Indelebile. In attesa della seconda puntata di Best Ink, in onda mercoledì 4 giugno alle 21.10 su Sky Uno, leggi la sua intervista

di Paola Tribisonna

Nel romanzo Margherita Dolcevita, Stefano Benni scrive che l'arte è scappare dalla normalità che ti vuole mangiare. Un viaggio ipnotico, lisergico, perfino catartico, attraverso forme, colori, sfumature, ombre.
Un universo multiforme, difficile da esplorare, ma estremamente attrattivo agli occhi di un pubblico variegato e curioso. Lo stesso pubblico che guarda con ammirazione le opere di Alex De Pase, classe 1975, di Grado, tattoo artist specializzato in ritrattistica e in tatuaggio realistico.
Un vero professionista, Alex, uno che è stato capace di trasformare una passione in lavoro, riuscendo a scalare tutte le classifiche che contano. Nel 2009 la storica rivista americana Tattoo lo inserisce nel Tattoo Dream Team: Best of the Best, i migliori 10 tattoo artist al mondo.
Due anni più tardi per il magazine Rebel Ink è tra i 25 Most Wanted Tattoo Artists. E non è tutto. Alex è l'organizzatore della World Wide Tattoo Conference, il primo evento itinerante incentrato sulla diffusione delle tecniche del tatuaggio, oltre ad essere docente in numerosi seminari in giro per il mondo.

Alex, com'è nata la passione per i tatuaggi?
Ho iniziato a tatuare all'età di 14 anni, quando ho conosciuto un ex galeotto che aveva imparato l'arte in carcere. Ho cominciato per una forma di ribellione, utilizzavo una penna bic e aghi assemblati a casa. Da lì non ho più smesso.

Come ha affinato la sua tecnica?
Col tempo ho prestato un'attenzione crescente alla cura dei dettagli. Mi sono chiesto a lungo perché nelle altre arti si notassero dei particolari che nel mondo dei tattoo risultavano "nascosti". Così ho tentato la sovrapposizione di colori e ho cercato di raggiungere un grado di realismo sempre più elevato.

Quali sono i soggetti più richiesti?
Molti dei miei clienti chiedono dei tatuaggi commemorativi, legati a parenti scomparsi oppure elogiativi, per esempio un ritratto dei propri figli. Poi c'è anche chi si rivolge a me con la foto di personaggi famosi.

Il tatuaggio più bizzarro che le è stato chiesto?
Non ci crederà, ma un mio cliente ha chiesto di farsi tatuare proprio il mio volto!

Dev'essere stato difficile.
Più dura del previsto. Ritrarre se stessi è davvero complicatissimo!

Un tatuatore può rifiutare certe richieste o deve sempre assecondare il cliente?
In linea di massima cerco di tatuare solo quello che mi piace. Poi sono il primo a dare dei consigli a chi è titubante e ha bisogno di rassicurazioni.

Avrebbe partecipato come concorrente a Best Ink?
Sì, assolutamente, credo che la televisione svolga un ruolo molto importante nell'avvicinare le persone al mondo del tatuaggio e se uno ha un talento fa bene a sfruttarlo attraverso questi talent show.

E' stato menzionato nel testo della canzone di Gué Pequeno feat. Fedez Indelebile. Che rapporto ha con loro? Li conosce?
Non li conosco personalmente, ma sono stato onorato di essere stato inserito nel loro testo.

Poi è arrivata la nomina nell'Olimpo dei migliori tattoo artist al mondo. Che effetto fa?
E' un grandissimo privilegio. Quando ho iniziato questa attività il mondo del tatuaggio era visto come un settore di nicchia, oggi è diventato main-stream. Avere la consapevolezza che quello che faccio ha un riscontro così positivo all'estero mi rende molto orgoglioso.

Artista, docente, organizzatore della World Wide Tattoo Conference, quali sono le prossime sfide?
Ho la fortuna di fare quello che mi piace e spero di continuare così. Il mio obiettivo è continuare a migliorarmi, perché la concorrenza è agguerrita e oggi ci sono tantissimi giovani capaci.

Che consiglio darebbe a un giovane che si sta avvicinando a questo mestiere?
Il consiglio è di focalizzarsi sulla preparazione. Per fare questo lavoro serve una solida base artistica. Il bravo tattoo artist è il risultato della combinazione di tre elementi: arte, tecnica e cura dell'igiene.

4 giugno 2014

http://skyuno.sky.it/skyuno/news/2014/05/30/best_ink_stagione_3_intervista_alex_de_pase_sky_uno.html

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Catanzaro - Grande successo per il primo corso di tatuaggi e piercing

Catanzaro - Grande successo per il primo corso di tatuaggi e piercing | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it

 

A Catanzaro si studia per una nuova forma di arte 

Venerdì 16 Maggio 2014 - 11:43

È proprio il caso di dirlo: strepitoso successo per il primo corso riconosciuto a Catanzaro di “Tatuaggi e Piercing”, organizzato dalla Cooperativa Servizi e Formazione, primaria scuola di formazione del capoluogo, rivolto a tutti coloro che hanno voluto acquisire le competenze tecnico-professionali  necessarie per  essere abilitati ad esercitare, in ottemperanza alla normativa di legge in vigore, la professione di tatuatore. Undici motivati allievi desiderosi di addentrarsi in un mondo fatto di colore e fantasia, creatività ed inventiva, tecnica e precisione, estetica ed arte, al termine delle 90 ore di lezione impartite da personale medico competente nelle materie di carattere sanitario e da esperti di riconosciuta esperienza per la parte dedicata agli aspetti più strettamente professionali, hanno sostenuto  un esame di verifica finale composto da prova scritta, prova orale e prova pratica ad esito del quale è stato loro rilasciato l’attestato di frequenza previsto dalla Regione Calabria che permette l’avvio della specifica attività nel settore dell’estetica. Questo è il primo di una lunga serie di corsi che la Cooperativa attiverà in questo settore – spiega il direttore dell’Ente Giuseppe Tallini - il tatuaggio rappresenta ormai una forma d’arte “nuova”, marchio e simbolo del nuovo decennio. Sono tanti, infatti, i corpi “macchiati” d’inchiostro e colore e diverse le motivazioni che portano a scegliere di farsi tatuare. Questo spiega il grande successo ottenuto, soprattutto negli ultimi tempi, da tutte quelle persone che di lavoro fanno proprio questo: disegnano sul corpo di ragazzi, ragazze, uomini e donne, le più svariate creazioni e fantasie che rimangono immutabili nel tempo, con le due sole funzioni di abbellire e ricordare lasciando un caratteristico ricordo per tutta la vita.

http://www.catanzaroinforma.it/pgn/newslettura.php?id=67158

 

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TRENTO - Apss: al via l'8° edizione del corso di tatuaggi e piercing | L'Eco delle Valli

TRENTO - Apss: al via l'8° edizione del corso di tatuaggi e piercing | L'Eco delle Valli | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it

TRENTO  -  

Per rispondere alle numerose richieste l’APSS ha attivato l’ottava edizione del corso di formazione igienico sanitaria rivolto agli operatori che esercitano le attività di tatuaggio e piercing, previsto dalle linee guida elaborate dal Ministero della sanità per garantire tali pratiche in condizioni di sicurezza. Le domande possono essere presentate, in orario di segreteria, fino a martedì 28 maggio. Il corso inizierà lunedì 9 giugno.

La formazione è rivolta agli operatori esercenti le attività di tatuaggio e piercing, di estetica con trucco permanente, agli operatori che applicano monili in zone diverse dal lobo dell’orecchio e a coloro che intendono aprire laboratori per l’esecuzione di tali pratiche. Non sono tenuti alla frequenza del corso gli operatori che svolgono l’attività tradizionale di applicazione di orecchini in oreficeria e rivendite di bijoux, purché la stessa sia effettuata limitatamente al lobo dell’orecchio.

Il corso di 60 ore contempla conoscenze di argomenti relativi ad aspetti igienico sanitari, nonché di prevenzione del rischio di infezione e/o danno all’apparato cutaneo e termina con un esame di idoneità professionale dal punto di vista igienico sanitario. L’importo della quota d’iscrizione varia a seconda del numero di iscritti, da un minimo di 500 euro ad un massimo di 1.000 euro a partecipante. Il corso è attivato con almeno dieci iscritti.

L’attività formativa è gestita dal polo didattico dell’APSS e il bando, contenente modalità di iscrizione, requisiti, quota di iscrizione e periodo di svolgimento del corso, è disponibile all’indirizzo www.apss.tn.it. La domanda di iscrizione deve essere presentata, utilizzando il modulo allegato al bando, entro le 10.15 di martedì 27 maggio 2014, alla segreteria del Polo didattico, in via Briamasco 2, a Trento (dal lunedì al venerdì, dalle 8.15 alle 10.15; info: 0461 903091).

Scritto da Farewell il 23 aprile 2014 e pubblicato in Valli trentine.

http://www.ecodellevalli.tv/cms/2014/04/23/trento-apss-al-via-l8-edizione-del-corso-di-tatuaggi-e-piercing/

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9 tatuaggi imbarazzanti per persone senza vergogna - OLTREUOMO

9 tatuaggi imbarazzanti per persone senza vergogna - OLTREUOMO | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it

Un tatuaggio è per sempre e bisognerebbe ricordarsene quando ci si fa iniettare l’inchiostro sotto la pelle. Perciò un brutto tatuaggio portato con orgoglio rappresenta un segnale molto chiaro sul suo proprietario: è un idiota. Perché gli errori li facciamo tutti e spesso basta una manica lunga o un calzino per coprire la vergogna, ma, se mi mostri con fierezza il trattore agricolo che ti sei tatuato sull’inguine, io capisco che da te non mi posso aspettare granché.

Vediamo allora quali sono i 10 tatuaggi che non depongono a favore di chi se li è fatti fare.

1. Elfi, gnomi, orchi, ecc…

Il Signore degli Anelli è una saga che ha colpito chiunque abbia più fantasia di un tavolo da cucina. Ma, appunto, si tratta di una storia inventata. Alcuni sono riusciti ad accettare il fatto che la cosa più simile a Frodo esistente nella vita reale è Pupo, altri no. Non stupisca quindi se ci sono scoppiati che si fanno tatuare Legolas sulla spalla e, quando ne chiedi il motivo, ti rispondono in elfico.

2. Cantanti

Esistono passioni che portiamo avanti fin da bambini. Alcuni cantanti hanno davvero un significato particolare nella nostra vita. Ma il tizio che si tatua la faccia di Ligabue sull’addome si è mai chiesto se la sua ragazza, quando apre gli occhi durante un pompino, è felice di incontrare lo sguardo di Luciano?

3. Draghi

“Mi sono tatuato un drago perché anche io, come lui, nascondo un fuoco dentro. Un’energia che può scatenarsi da un momento all’altro. E poi si tratta di un essere terrestre che spicca il volo, pure questo mi rappresenta.” Mi raccomando, controllate di averla stretta bene quella camicia di forza.

4. Scritte gotiche

Word è un programma di merda, ma ha il pregio di avere molti font. Insomma, è possibile che tra tutti gli stili a disposizione, così tante persone si tatuino delle scritte in caratteri gotici? Chi è davvero originale va dal tatuatore e gli dice: “Voglio che tu mi scriva la parola ‘Love’. Arial 12 in grassetto, mi raccomando.”

5. Il tatuaggio sbagliato

Purtroppo capita. Vuoi perché il tatuatore è un deficiente, vuoi perché hai provato a tatuarti da solo una sera in cui eri ubriaco, gli sbagli avvengono. Un tatuaggio venuto male è come essere tamponati da un’altra auto. Magari non è colpa tua, ma la macchina è comunque sfasciata. Sperando che l’assicurazione ci dia ragione, l’unica cosa da fare nel frattempo è rottamare l’auto, tagliare il braccio.

6. Citazioni

Tatuarsi una citazione è sempre rischioso. Per prima cosa, se proprio vuoi tenerti a mente delle frasi che ti sono piaciute, puoi comprarti un diario. Ci stanno più citazioni, eventualmente puoi cancellarle e c’è pure lo spazio per giocare a tria. Inoltre, alcune frasi sono talmente comuni da renderti automaticamente una persona banale se te le tatui addosso. “Stay hungry, stay foolish” sul polpaccio? Ma dai. Piuttosto prova a stupire tutti con qualcosa che nessuno fa. Tipo scriversi sugli zigomi l’incipit dell’ultimo libro di Tata Lucia.

7. Gesù, la Madonna e Padre Pio

La Fede è come il cattivo gusto: non ha limiti. Per questo fondamentalisti cattolici e camionisti del sud Italia pensano sia una bella idea tatuarsi addosso Padre Pio o direttamente Gesù. Per quanto mi riguarda, il mio programma delle superiori prevedeva storia dell’arte. Perciò di Madonne e Gesù Cristi ne ho visti abbastanza da averne piene le scatole. Ma forse sono io ad essere fissato. Magari quel tatuaggio, che a me sembra raffigurare Gesù, è solo il ritratto di Povia.

8. Il nome dell’ex

Niente paura. E’ capitato a tanti, anche ad Eros Ramazzotti, di tatuarsi il nome di una che poi ti ha mollato. In questo caso, non è necessario amputarsi l’arto per superare il trauma. Le ferite più profonde vanno banalizzate per poterci convivere. Quindi corri a tatuarti non solo il nome di tutte quelle con cui sei andato a letto, ma anche delle ragazze che hai baciato. Oppure, se conservi vivo in te lo spirito dell’adolescente che eri, aggiungi, sotto il nome della tua ex, le parole “è una stronza”.

9. Gli ideogrammi

Il mio sogno è che tutti i tatuatori siano dei burloni e che gli ideogrammi che traducono come “amore”, “amicizia”, “forza”, ecc…vogliano invece dire una cosa sola: “vado pazza per il bukkake”.

April 6, 2014

http://oltreuomo.com/9-tatuaggi-imbarazzanti-persone-senza-vergogna/

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Tatuaggi Maori: il Significato di un rito sacro -

Tatuaggi Maori: il Significato di un rito sacro - | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it

Non si può iniziare una descrizione dei tatuaggi Maori privandovi del piacere di conoscere la storia dei Maori. Stiamo parlando di un popolo della Polinesia nel quale la cultura del tatuaggio non è semplicemente un ornamento del corpo ma rappresenta, per la popolazione Maori, un rito sacro che segna il passaggio dall’età dell’infanzia a quella adulta.

Secondo la tradizione Maori il tatuaggio è di origine divina e sarebbe stata trasmessa all’uomo grazie ad una storia d’amore nata tra un giovane uomo di nome Mataora e una giovane principessa del mondo sotterraneo chiamato Niwareka. Questa storia è interessante perché mostra come il tatuaggio Maori sia nato come ornamento per la seduzione. Inoltre, le donne Maori erano più attratte dagli uomini tatuati. Questo naturalmente perché il tatuaggio Maori era un simbolo di potere, di virilità e di ricchezza, ancor prima di un semplice ornamento.

Il Ta-Moko, il tatuaggio fatto sul viso (una parte sacra del corpo per i Maori), veniva utilizzato principalmente come un segno distintivo nella società. La pelle tatuata era considerata come una vera e propria “carta d’identità”. Tutti i simboli hanno un significato. Si tratta di un legame tribale che racconta la storia di chi lo indossa. Il Moko è un linguaggio visivo che collega l’utilizzatore alla sua “whakapapa” (genealogia). Il tatuaggio Maori, infatti, conteneva informazioni dettagliate sull’identità di una persona, come età, sesso, stato sociale, la sua genealogia, la sua tribù o la sua personalità. Nel corso degli anni e delle prove superate nella vita, il corpo dei Maori veniva gradualmente coperto di tatuaggi.

Il tatuaggio, nella cultura Maori, è stato molto importante. E’ servito come un mezzo di comunicazione sociale. Infatti, la società Maori era molto stratificata e il tatuaggio è stato utilizzato per indicare con precisione la casta di ciascuno.

Attualmente il tatuaggio Maori è molto popolare tra i giovani polinesiani che tentano di riconnettersi con le loro tradizioni e la loro identità. Una cultura, quella Maori, meravigliosa e profonda, una cultura radicata nel tempo.

By Rete News On 30 set, 2013 At 02:08 PM

http://www.rete-news.it/tatuaggi-maori-il-significato-di-rito-sacro/

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Tatuaggi, cosa fare se li vogliamo cancellare?

Tatuaggi, cosa fare se li vogliamo cancellare? | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it
Metodo pratico usato per rimuovere tatuaggi che non più di nostro gradimento

Farsi fare un tatuaggio è una questione di qualche ora, ma poi se ci pentiamo? Possiamo cancellarlo?

Bene, la risposta è sì. Vi sono vari metodi per poter togliere quel, o quei segni che per l'età, per un cambio di gusti.. etc. ricoprono il nostro corpo.

Secondo la Food and Drugs Administration vi è un crescente aumento annuale di persone che ricorrono a tecniche di rimozione, lo studio riguarda gli U.S.A. , ma è abbastanza indicativo del trend mondiale.

I metodi di rimozione sono cambiati di molto con l'andare del tempo. Dapprima i metodi più usati erano la dermoabrasione e l'asportazione chirurgica, con un grande rischio di lasciare cicatrici.

Il metodo che si usa ora ed è il più diffuso è quello che si basa sull'uso del laser. Non tutti i laser sono adatti, soprattutto quando abbiamo a che fare con tatuaggi multicolori in cui sia presente il bianco, o il giallo.

Il consiglio per chiunque è comunque quello di prediligere tinte scure e monocromatiche, con le quali in caso di ripensamenti potremmo ottenere una rimozione più efficace e con un minore numero di sedute.

Da ultimo, nota molto importante: chiunque soffra di psoriasi, eczema, o altre patologie della pelle deve consultare dapprima un buon dermatologo.

02-04-2013

• Fabri Pellegrini

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Trucco permanente, tatuaggi e piercing. Partono dei nuovi corsi alla Spezia

Trucco permanente, tatuaggi e piercing. Partono dei nuovi corsi alla Spezia | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it

La Spezia - Partirà il prossimo 8 ottobre alle 15 il corso di formazione obbligatorio per l'attività di Trucco permanente, tatuaggi e piercing. Il corso, che si terrà presso la sede della Cna della Spezia in Via p. Giuliani 6, è obbligatorio per tutte le estetiste che praticano trucco permanente e per tutti coloro che svolgono attività di pirecing e tatuaggio.
La Regione Liguria, in ottemperanza alla legge nazionale in materia di di estetica e tatuaggi, con due Delibere di Giunta (luglio 2008 e Luglio 2009) ha infatti istituito l’obbligatorietà di formazione per chi esercità l’attività di “Piercing, Trucco permanente e Tatuaggio”.
L’obbligatorietà è da intendersi per chi materialmente effettua tale attività, sia esso titolare dell’impresa, socio o dipendente; sottolineamo che il mancato adeguamento alla norma nazionale e regionale implica sanzioni da parte degli enti preposti al controllo che, come sicuramente sapete, nei casi di Igiene e Sicurezza, sono sia pecuniari che penali.
Il corso prevede di trenta ore di lezione, venti pratiche e dieci teoriche, ed è autorizzato dalla Regione Liguria che rilascia, dopo l’esame finale, gli attestati probanti e si svolge in stretta collaborazione col Dipartimento Igiene della ASL 5 della Spezia. Chi non l’avesse già fatto, può mettersi in regola al più presto inviando la scheda in allegato al nr fax 0187.598081 o Via mail a vatteroni.sp@cna.it.
Per ulteriori informazioni inviare una mail a vatteroni.sp@cna.it o telefonare a CNA della Spezia, 0187.598080 chiedendo di Maurizio Viaggi o Giuliana Vatteroni

Domenica 30 settembre 2012 alle 18:59:55

REDAZIONE

redazione@cittadellaspezia.com

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Nicolai Lilin: «I miei tatuaggi sono una moda per iniziati» - Tempo libero - Il Piccolo

Nicolai Lilin: «I miei tatuaggi sono una moda per iniziati»  - Tempo libero - Il Piccolo | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it

Il corpo che cambia, che si trasforma. Che diventa fondale su cui incidere e dipingere, involucro da vestire e da fotografare, mezzo per esprimere identità diverse. Da domani, alle 19, al Castello di Susans di Majano, la tredicesima edizione di “Maravee”, rassegna di arte e linguaggi contemporanei ideata e diretta da Sabrina Zannier, si concentra sul “Corpus” e ne propone le tante identità e mutazioni attraverso immagini, dipinti, video, costumi, performance, tatuaggi.

Tra i protagonisti di quest’anno c’è Nicolai Lilin, autore del romanzo “Educazione siberiana” da cui Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film, personaggio discusso e controverso, che a Susans si presenta nella sua più recente e inedita versione, quella di fashion designer. Al piano terra del castello, nell’allestimento curato da Belinda De Vito, saranno esposti i disegni di Lilin accanto alle t-shirt e al poncho del brand Happiness, su cui sono stampati. Il messaggio della mostra è diretto: dall’epidermide, il “segno” del tatuaggio contamina altre superfici legate alla corporeità, come i tessuti, attraverso i quali il corpo si estende, si copre, si trasforma. Inoltre, dalle 14.30 alle 19.30 di sabato e domenica, verrà allestito uno spazio temporaneo per la realizzazione di piccoli tatuaggi da parte degli artisti del Marchiaturificio di Solesino, che da anni collaborano con lo scrittore russo, e di Tatoo Agio di Milano (ci si può prenotare a tattoo@kolima.it).

Parliamo di questa “incursione” friulana con Nicolai Lilin.

Dai tatoo alle magliette: com'è avvenuto il passaggio?

«Diversi brand di moda in passato mi hanno contattato, interessati ai miei disegni e alla tradizione del tatuaggio siberiano. Recentemente il tema del tatuaggio pare che sia diventato una moda. A me fa sorridere perché là dove altri vedono teschi, coltelli, pistole e simboli considerati forti, io vedo tutto un mondo di storie, di persone, di vissuti. La collaborazione con Happiness è nata dall'incontro con Yuri Scarpellini, fondatore del brand, affascinato dal mondo che rappresento attraverso i miei disegni mi ha lasciato completamente libero di interpretare la mia linea di abbigliamento cercando di tenere sempre saldo il rapporto con il significato profondo dei simboli».

Nei disegni ci sono differenze rispetto al "materiale" su cui li esegue?

«Ogni disegno racconta una storia. Se si tratta di un disegno destinato ad essere tatuato sulla pelle, mi lascio guidare dal racconto personale di chi lo porterà poi per la vita. In altri casi i disegni, come molte delle opere che sono in mostra al Castello di Susans, nascono dalla vita personale dei miei avi, ogni disegno è come un piccolo romanzo. Per me è un modo per ricordare e celebrare le vite di persone che ho amato e che ora non ci sono più, che hanno combattuto tutta la vita per i loro ideali. Infine i disegni destinati alle magliette, proprio perché sono indossati da tante persone diverse, si rifanno a degli ideali universali: l'amore, il viaggio, la ribellione, la libertà, la fugacità del tempo».

Crocifissi, madonne che impugnano armi, angeli e scheletri. Qual è il significato del suo messaggio?

«Nella mia tradizione non viene mai svelato il significato dei simboli».

Diventa “di moda” una pratica che in “Educazione siberiana”, lei carica di significati rituali, di appartenenza a una comunità, quasi iniziatici. Che cosa l'ha convinta?

«Non sono io che l'ho fatta diventare una moda, quello che ho potuto osservare è che il tatuaggio, che si è diffuso fino a diventare una moda per imitazione, adesso sta vivendo un cambiamento. Sempre più persone stanno diventando più sensibili nei confronti di questo tema, e invece di voler copiare i tatuaggi dei personaggi più alla moda per essere come loro, cercano un simbolo di appartenenza, vogliono riconoscersi nella propria pelle».

Non si preoccupa di essere definito anche "commerciale"?

«No. Perché è un termine offensivo?»

Collabora anche con un'azienda che produce coltelli di Maniago? E che cosa fa?

«Ho disegnato un coltello da caccia ispirandomi a quello che aveva mio nonno. Mi piacerebbe disegnare anche dei coltelli tattici in futuro. Sono un grande appassionato di coltelli, tra gli uomini della mia famiglia era considerato un accessorio indispensabile nella vita di tutti i giorni e nella mia vita mi è capitato di poterne osservare e utilizzare tanti, sono oggetti affascinanti, ogni forma, ogni curva, ogni impugnatura è studiata e pensata per essere ottimale nelle diverse situazioni in cui verrà utilizzato».

Le piace più incidere la pelle o la carta?

«La mia arte non si concentra nell'incisione di materiale, l'incisione della pelle o la preparazione di un disegno sulla carta, tela o altri supporti è soltanto la conclusione logica di un processo etico e tradizionale, molto profondo e difficile, legato alla creazione, alla composizione dell'opera. Conoscere le persone, ascoltare le loro storie, anche più intime, trasformare queste storie in simboli, elaborarli artisticamente - questa è la parte in assoluto più importante della mia attività. Il resto sono solo processi tecnici per me di minore rilevanza».

Come tatuatore, accetta qualsiasi richiesta del cliente?

«Nella mia arte non esistono termini come "cliente" o "richiesta". Tra me e le persone che decidono aprirsi con me per trasformare le proprie esperienze in simboli si crea il rapporto paragonabile a quello di un confessionale. Nessuno decide cosa tatuare, io interpreto semplicemente le storie delle persone, trasformando le loro parole in simboli seguendo una tradizione che ha delle regole molto precise».

Il suo spazio a Maravee si intitola "Scritto sulla pelle". Che cosa vorrebbe scrivere sulla pelle di chi verrà a conoscerla?

«Per avere sulla propria pelle almeno una mia opera non basta semplicemente passare alla mia mostra e conoscermi. Bisogna comprendere il senso della tradizione del tatuaggio siberiano ed essere pronti a confessarsi onestamente. E avere molta pazienza. Un tatuaggio siberiano va meritato, non è per tutti, si tratta di una tradizione iniziatica che si apre a pochi».

di Arianna Boria
30 ottobre 2014

http://ilpiccolo.gelocal.it/tempo-libero/2014/10/30/news/nicolai-lilin-i-miei-tatuaggi-sono-una-moda-per-iniziati-1.10216415

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Tatuaggio: dalla pelle alla mente - PJ magazine

Tatuaggio: dalla pelle alla mente - PJ magazine | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it

 

Il tatuaggio è un disegno, che può avere moltissime forme, significati e colori, inciso sulla pelle tramite un ago imbevuto con l’inchiostro del colore desiderato.

Chi si fa tatuare la pelle in modo più o meno vistoso, ha qualcosa da dire agli altri: vuole esprimere la sua personalità, una richiesta verso l’esterno, e spesso vuole ricordare a se stesso in modo permanente qualche evento significativo della sua esistenza (es. il nome di una persona amata, la nascita di un figlio, un portafortuna, date importanti, ecc.); altre volte invece il tatuaggio viene fatto solamente a scopo puramente decorativo.

A seconda anche dell’età di una persona si modificano le motivazioni per le quali farsi tatuare, se in un giovane possiamo trovare la voglia di affermare la propria identità, unicità e per affermare la propria personalità ancora in via di sviluppo, un adulto può farlo per ricordare a se stesso un evento unico e importante.

Sottolineando le differenze fra maschi e femmine possiamo affermare che mentre per gli uomini un tatuaggio potrebbe voler esprimere forza, rabbia e trasgressione verso la società, per le donne può invece significare essere alla moda, indicare un accessorio, o semplicemente un segreto personale.

E se volessimo togliere un tatuaggio?

L’unica tecnica utile di rimozione di un tatuaggio è l’uso del laser; a volte può rimanere un lieve alone che ricorda il tatuaggio, il cosiddetto “ghost” (fantasma) ma con le tecniche moderne di laserterapia possiamo affermare che nella maggior parte dei casi il tatuaggio viene rimosso del tutto e con successo.

 

dott.ssa Sara Ronchi

Posted in lifestyle, Sara Ronchi da Redazione il 09 luglio 2014

http://www.pjmagazine.net/tatuaggio-pelle-mente/
 

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Tattoo health risks: Why you should think before you ink

Tattoo health risks: Why you should think before you ink | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it

DALLAS | Thirteen needles are simultaneously zinging in and out of Adam Metzger’s shoulder.

The 27-year-old is unruffled. He stares unblinkingly out the storefront window of Taboo Tattoo, a studio in the Bishop Arts District. To his right, Cody Biggs shades blue into a square of the Texas state flag. His movements are sure, even.

The buzzing suddenly falls silent. Biggs pauses to dunk the handpiece into a thimble-sized plastic cup of ink, then turns back to his canvas. Metzger’s shoulder is pink and puffy, weeping streams of ink and blood.

“How are you doing, buddy?” Biggs asks, rubbing on ointment in counterclockwise circles.

“It doesn’t feel good, man,” Metzger responds. “But I’ve definitely felt worse pain.”

Plenty of people know what he’s been through. As of 2012, 1 in 5 adults had a tattoo, up from 14 percent in 2008, a Harris Interactive Poll found. And when safety standards are followed, tattoos are usually trouble-free.

But tattoos can pose health risks that many people might not consider:

Unsterilized tools or contaminated ink can lead to infection, scarring, blood-borne diseases and other, less-obvious issues.

“It’s becoming much more common, but you still have to be careful,” says Dr. Bryan Wasson, an internal medicine physician at Baylor Scott & White Medical Center at Irving, Texas. “A tattoo is like a minor surgery.

You clean and shave the skin like you’re going to operate. You use surgical tools. There are dangers. So be careful in your selection.”

During the procedure, a gun with needles punctures the top layer of the skin, depositing pigment in a deeper layer called the dermis. As the skin heals, the ink remains trapped below the surface.

“When you get a tattoo, you bleed,” said Dr. Donna Casey, an internal medical specialist at Texas Health Presbyterian Hospital. “Because you are bleeding, anything in contact with the tattoo — bacteria, viruses — can get into the wound and your entire body. It’s like having a bite on your leg or a gigantic abrasion.”

Contaminated inks were the cause of an outbreak of serious infections in four states in late 2011 and early 2012. These infections were caused by a type of fast-growing bacteria that caused red, itchy bumps to severe sores requiring surgery. The 22 cases were associated with inks contaminated before distribution or just before tattooing.

Ingredients in tattoo ink vary, but they can contain metals, powders or other organic compounds in a liquid base. Problems can range from allergic reactions to scarring and the formation of bumpy knots called granulomas, more common in people with darker skin. The long-term effects of ink are still unknown.

“We know that the ink will gain access to your bloodstream,” Wasson says. “I had a young gentleman come in, and he had a lymph node under his arm that was swollen. When we biopsied it, we found ink from his tattoo. We don’t really know what happens internally.”

In rare cases, inks containing metallic pigments can cause swelling during magnetic resonance imaging, or MRIs.

“Tattoos are not an absolute contraindication for an MRI study,” says Dr. Daihung Do, faculty director of dermatologic surgery at Harvard Medical School and director of dermatologic surgery at Beth Israel Deaconess Medical Center in Boston. “Patients should notify their radiologist that they have a decorative or permanent tattoo so that the appropriate precautions can be taken.”

Tattoos can also prevent the early detection of skin cancer, says Peter Beitsch, a surgeon specializing in melanoma at Medical City Dallas Hospital. The ink can camouflage changes in asymmetry, borders, color and diameter, the “ABCDs” of melanoma detection. This is important for fair-skinned or redheaded people, who already have a higher risk of developing skin cancers.

“Sometimes when you cover up moles, the ink from the tattoo will mask changes in the mole,” he says. “It’s not common. But if you cover up enough moles, some of them are going to turn bad, into a lethal kind of skin cancer.”

Beitsch refers to the case of a 35-year-old man who got a large tattoo on his shoulder in honor of a brother who had died of leukemia. He did not catch changes in the mole and died of melanoma.

“It’s tragic,” Beitsch says. “About half of melanoma starts in pre-existing moles. Be aware that if you cover up a mole, you need to be paying attention to it.”

The Food and Drug Administration regulates tattoo ink but considers it a cosmetic and intervenes only when problems arise. The FDA has not actually approved any tattoo ink, and there is no specific requirement that explicitly says tattoo inks must be sterile.

“Tattoo inks are not highly regulated,” Do says. “Many of the pigments are industrial grade, and none are currently FDA-approved. Although tattooing has been practiced for thousands of years, there are few studies regarding their safety.”

Visit The Dallas Morning News at www.dallasnews.com. Distributed by MCT Information Services.

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Rivoluzione tatuaggio, l'antico simbolo si fa arte - Adnkronos

Rivoluzione tatuaggio, l'antico simbolo si fa arte - Adnkronos | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it
Da marchio ad arte, il tatuaggio sta diventando un quadro da portare sulla pelle. Per conoscere nuove tendenze e nuove tecniche abbiamo intervistato tra i maggiori tatuatori del mondo al raduno del XV International Tattoo Expo di Roma

http://www.adnkronos.com/intrattenimento/cultura/2014/05/15/rivoluzione-tatuaggio-antico-simbolo-arte_TT4PGjvv9kQ4OXLVOPHRsL.html?fb_action_ids=619198528176218&fb_action_types=og.likes

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L'arte del tatuaggio in slow motion: incisione al rallentatore - Repubblica Tv - la Repubblica.it

L'arte del tatuaggio in slow motion: incisione al rallentatore - Repubblica Tv - la Repubblica.it | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it
Il dj e tattoo artist Gaetan Le Gargasson, che vive e lavora a Parigi, presenta in slow motion alcuni momenti della creazione di un tatuaggio. L'autore - il cui nome d'arte è Gue T - offre i dettagli della realizzazione del disegno da una prospettiva ravvicinata: mostra a rallentatore gli attimi dell'incisione, l'impatto tra l'ago e la superficie e gli istanti in cui il pigmento inizia a depositarsi nella pelle


(a cura di Eleonora Giovinazzo)

Instagram/Gue T

http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/l-arte-del-tatuaggio-in-slow-motion-incisione-al-rallentatore/165043/163534

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Tatuaggi da record: nel 2013 i centri tattoo cresciuti del 442%

Tatuaggi da record: nel 2013 i centri tattoo cresciuti del 442% | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it
Tatuaggi da record: nel 2013 i centri tattoo cresciuti del 442%

Milano (TMNews) - Attività anticrisi? Eccole: pizzerie, gastronomie e friggitorie, servizi di pulizia e centri estetici, panetterie e gelaterie... ma soprattutto i tattoo studio. A certificare la classifica delle imprese artigiane che lo scorso anno sono riuscite ad andare in controtendenza battendo la crisi e aprendo nuove attività è la Cgia di Mestre su dati forniti dalle Camere di commercio. Nell'elenco i tatuatori segnano un vero record: nel 2013 i tattoo studio sono aumentati di ben il 442 per cento.

Secondo la Cgia di Mestre, circa 20 attivita' artigianali in maggiore crescita hanno creato almeno 24 mila nuovi posti di lavoro. Ma se il dato è di per se positivo, attenzione al facile entusiamo.

La stessa Cgia di Mestre ricorda che le categorie appena elencate sono composte da un numero di attivita' abbastanza contenuto. Pertanto, bastano piccoli incrementi in termini assoluti per far aumentare a dismisura il dato percentuale.

Insomma per quanto la moda dei tatuaggi possa durare, quello del tatuatore resta un mestiere per pochi.

Pubblicato il 05/04/14

http://notizie.tiscali.it/videonews/199088/Economia/

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Tatuaggi e sessualità

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Il tatuaggio? Sembra diventato una nuova arma di seduzione femminile. Almeno secondo alcuni uomini francesi. E’ quanto emerge dai risultati di un “particolare” sondaggio realizzato da un gruppo di ricercatori universitari, e riportato dal Daily Mail, condotto nelle spiagge della Bretagna del Sud, tra il 2008 e il 2009. Le donne tatuate sono considerate dagli uomini della Bretagna più attraenti e più propense ad essere “corteggiate”, oltre che “disponibili” nei confronti del sesso. Probabilmente questa associazione fra tatuaggio e sessualità è la causa della gran moda del tatuaggio fra i 20/30 enni, mentre per alcuni precursori ormai di una certa età si è già nella fase discendente e si ricorre al chirurgo plastico per eliminare i vecchi tatuaggi.
Ma cosa significa un tatuaggio, come rispecchia il carattere della persona? Una disciplina nata di recente è la psicologia del tatuaggio che ci allieta con l’analisi dei segni impresi quasi indelebilmente sulla pelle.

Avete un pavone tatuato su una spalla? Complimenti, siete persone sicure di voi stesse. Il vostro tatuaggio è un veliero in pieno petto? La diagnosi è chiara: bisogno d’affetto. Se poi avete scelto lo scorpione, siete logici e razionali, ma diventate distruttivi se non ottenete ciò che volete. E diffidate da possibili partner con tatuaggi di cuori circondati da fiamme: sono individui gelosissimi, aggressivi, pungenti, che considerano l’altro come una proprietà privata.
Quando si tratta del nostro corpo, il significato dei simboli non può essere interpretato con la semplice intuizione, ma va cercato nell’inconscio. “La scelta del disegno e della zona da tatuare non è mai neutra, ma rimanda al mondo dei simboli e fa emergere quello che è nascosto all’interno dell’individuo, il suo vero carattere”, spiega Anna Maria Casadei, storica dell’arte e studiosa di psicologia che da tempo classifica i tatuaggi e il loro significato rispetto alla personalità. Se il tatuaggio si trova in una parte anatomica normalmente nascosta come l’ombelico o l’interno cosce, la persona è timida e insicura, con forte senso di inferiorità. La caviglia è la zona preferita dalle donne sospettose e gelose, ma anche molto femminili e dagli uomini competitivi e battaglieri.
Tatuarsi le zone genitali, infine, assume significati opposti per uomini e donne. Combattive, autonome e sensuali queste ultime. Maldestri e passivi i primi. Secondo uno studio diretto da Lucia Colombo, ricercatrice del dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano, la zona da tatuare varia anche a seconda del sesso: gli uomini preferiscono la schiena, la spalla e il braccio destri. Le donne, la caviglia e il polso, adatti ai disegni più piccoli come fiori, rondini o delfini, che sono i prediletti dal sesso femminile.
Il soggetto più tatuato in assoluto è il drago. Punto di incontro tra cultura orientale e occidentale, secondo gli psicologi è metafora della forza originaria e generatrice e testimonia il desiderio di affermazione di chi lo porta.
Sempre in tema di rettili, anche il serpente è molto rappresentato. “Si tratta chiaramente di un simbolo fallico e infatti questo animale è presente in tutte le mitologie. Attrae perché è sempre in bilico tra il bene e il male”, dice Anna Maria Casadei.
E se invece la preferenza cade sugli ideogrammi giapponesi? Non ci sono dubbi, la scelta rivela un animo raffinato, gusto estetico e fedeltà in amore. Eroi guerrieri, vichinghi e motivi celtici costituiscono un’altra categoria molto precisa e sottintendono valori aggressivi. “Non a caso sono i simboli scelti dagli skinhead e rimandano a una ipotetica comune matrice etnica e culturale, alla quale i gruppi di estrema destra sostengono di ispirarsi”, dice Alessandra Castellani, antropologa dell’Università La Sapienza di Roma ed esperta in culture giovanili. Opposta e complementare a questa posizione c’è la passione per gli Indiani d’America, popolo identificato con l’oppressione e la privazione della libertà. Secondo gli psicologi del tatuaggio, quindi, la testa di un pellerossa comparirà più facilmente sul braccio di una persona impegnata a favore delle minoranze e molto curiosa nei confronti di altre lingue, storie e religioni. ...

di Cristina Tedeschi, medico chirurgo specialista in Ginecologia ed Ostetricia

venerdì, dicembre 13th, 2013

http://www.italiamagazineonline.it/archives/37126/tatuaggi-e-sessualita

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Tattoo Girls: i tatuaggi aiutano a trovare lavoro?

Tattoo Girls: i tatuaggi aiutano a trovare lavoro? | Tattoo Tattoo Convention and more | Scoop.it
Vicky Vamp

È tempo di crisi, il lavoro scarseggia e così fioccano le indagini su come trovarlo e tenerselo. I redattori della statunitense WRAL-TV hanno fatto il punto della situazione a proposito dei tatuaggi.
Primo dato: in media, il 20% delle persone ne ha almeno uno e nella fascia d'età che va dai 26 ai 40 anni la percentuale sfiora il 50%.
Dato numero due: se non sei una stella dello sport o della musica (o una modella, come quelle della gallery), i tatuaggi possono ostacolare la ricerca di un impiego, in modo particolare se è di tipo tradizionale. John O'Connor, boss di un'azienda specializzata nel consueling, dice che in base a un recente sondaggio il 76% dei responsabili delle risorse umane ritiene che un tatuaggio visibile sia poco professionale, e il 42% ammette di considerarlo un elemento a sfavore durante i colloqui di lavoro. Risultato: il 40% delle persone che rimuovono un tatuaggio, lo fa per ragioni legate alla sfera lavorativa.

03-04-20139:45  di Redazione
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