Scuola Critica
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Scuola Critica
Interventi, articoli e segnalazioni sullo stato dell'istruzione in Italia
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Il pensiero computazionale fornisce un nuovo linguaggio per la descrizione del mondo

Il pensiero computazionale fornisce un nuovo linguaggio per la descrizione del mondo | Scuola Critica | Scoop.it
di Enrico Nardelli A fine novembre 2016 l’allora Ministra dell’Istruzione Stefania Giannini, nell’ambito dell’ evento dedicato al Pian
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Come insegnare ai bambini a difendersi dalle bufale? - Wired

Come insegnare ai bambini a difendersi dalle bufale? - Wired | Scuola Critica | Scoop.it
Le bufale mediche possono essere mortali: insegnare ai bambini a pensare criticamente è uno degli ingredienti per una società migliore
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5 motivi per cui la tecnologia non aiuta la didattica — Il digitale a scuola

5 motivi per cui la tecnologia non aiuta la didattica - Il digitale a scuola - Medium
All’indomani della diffusione dei dati OCSE su digitale e scuola, secondo i quali non si erano riscontrati miglioramenti…
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Classi di livello: promosse o bocciate?

Classi di livello: promosse o bocciate? | Scuola Critica | Scoop.it
Per poter verificare meriti e demeriti dei vari sistemi di organizzazione didattica, classi di livello comprese, gli studenti dovrebbero essere assegnati in modo casuale all’uno o all’altro. Ma ciò significherebbe ignorare legittime preferenze individuali. Progetti pilota per superare le difficoltà.
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Agenti e specchi: i ruoli dei media

Agenti e specchi: i ruoli dei media | Scuola Critica | Scoop.it
di Roberto Maragliano Le tecnologie della comunicazione (o media) esercitano una duplice funzione: quella che si fa coincidere con il loro ruolo di agenti e quella in cui il ruolo riconosciuto (anzi, il più delle volte da riconoscere) è di specchi. Nel primo caso i media sono intesi come capaci di incidere sugli atteggiamenti e…
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Così Internet e le app stanno cambiando l'apprendimento - Wired

Così Internet e le app stanno cambiando l'apprendimento - Wired | Scuola Critica | Scoop.it
È in atto una rivoluzione dell'apprendimento. E l’istruzione formale non c’entra
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Didattica digitale vs. didattica digitalizzata — Il digitale a scuola — Medium

Didattica digitale vs. didattica digitalizzata - Il digitale a scuola - Medium
C’è un articolo sul web che sta facendo parlare di sé, a proposito di didattica e tecnologie. Il titolo originale è “Digital vs Digitized…
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In Italia la scuola pubblica prepara meglio della privata. E gratis

In Italia la scuola pubblica prepara meglio della privata. E gratis | Scuola Critica | Scoop.it
I dati Ocse ribaltano lo stereotipo della scuola privata come luogo dell'eccellenza a pagamento.
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Proposta didattica Open Data #Didamatica2015

Proposta didattica Open Data #Didamatica2015 | Scuola Critica | Scoop.it
Nell'ambito dell'edizione 2015 di Didamatica è stato presentato il contributo scientifico "Open Data To Be Proactive". -  - In che modo la scuola forma cittadini (digitali)? Divenendo laboratorio d...
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Gianni Marconato: Oltre la mitologia delle competenze - Per una pedagogia critica delle competenze

Gianni Marconato: Oltre la mitologia delle competenze - Per una pedagogia critica delle competenze | Scuola Critica | Scoop.it
In sintesi: un post che dice "competenze si" ma domandandosi perché, come ed entro quali condizioni e quali limiti.  . Mi sono reso conto, e continuo ad averne conferma, che le competenze a scuola sono spesso vissute all'interno di una narrazione mitologica. Il mito è una forma di narrazione antica fondata sul pensiero magico, che interpreta…

Via Gianfranco Marini
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Gianfranco Marini's curator insight, February 22, 1:21 AM
Un post dedicato alla "didattica delle competenze" pubblicato da Gianni Marconato, che ha il merito di far discendere le competenze dal cielo mitologico dell'ideologia pro o contro tale approccio e calarle nella realtà della didattica quotidiana.
Penso che il merito maggiore di questo intervento, pubblicato sul blog di Gianni Marconato il 10/02/2017,  consista proprio in questa operazione di "demistificazione" di quello che appare sempre più un costrutto "mistico". 

ALCUNE LINEE GUIDA
Queste alcune delle idee più interessanti presenti nell'articolo così come le ho intese:

# Competenze e conoscenze sono strettamente connesse e non si possono "coltivare" come fossero obiettivi autonomi che fanno capo a entità "separate". 

# Se le competenze sono riferite alla capacità di "agire in situazione" e in "contesti complessi", le "conoscenze" costituiscono un sapere di cui occorre avere maturato comprensione e padronanza

# Un problema è trovare tempo e spazio per una didattica per competenze "seria" che si scontra con l'organizzazione curricolare e disciplinare della scuola italiana e con la rigida chiusura (vedi Maragliano) della classe, del manuale e delle discipline

# nell'epoca della complessità e della frantumazione dei saperi, occorre fare delle scelte strategiche a livello di ridefinizione complessiva del curricolo perché l'insegnamento non diventi un'arte acrobatica in cui il docente deve compiere salti, capriole e giravolte per mettere insieme "cose" che insieme non possono stare

Non so se ho interpretato correttamente il pensiero dell'autore, ma queste sono le riflessioni che mi ha suscitato la lettura del post di Gianni Marconato e si sa, da Socrate in poi, che la ricchezza di un controibuto si può misurare anche dalle idee che riesce a far partorire nella mente dei suoi lettori
Jamin's curator insight, February 22, 6:31 AM
Un post dedicato alla "didattica delle competenze" pubblicato da Gianni Marconato, che ha il merito di far discendere le competenze dal cielo mitologico dell'ideologia pro o contro tale approccio e calarle nella realtà della didattica quotidiana.
Penso che il merito maggiore di questo intervento, pubblicato sul blog di Gianni Marconato il 10/02/2017,  consista proprio in questa operazione di "demistificazione" di quello che appare sempre più un costrutto "mistico". 

ALCUNE LINEE GUIDA
Queste alcune delle idee più interessanti presenti nell'articolo così come le ho intese:

# Competenze e conoscenze sono strettamente connesse e non si possono "coltivare" come fossero obiettivi autonomi che fanno capo a entità "separate". 

# Se le competenze sono riferite alla capacità di "agire in situazione" e in "contesti complessi", le "conoscenze" costituiscono un sapere di cui occorre avere maturato comprensione e padronanza

# Un problema è trovare tempo e spazio per una didattica per competenze "seria" che si scontra con l'organizzazione curricolare e disciplinare della scuola italiana e con la rigida chiusura (vedi Maragliano) della classe, del manuale e delle discipline

# nell'epoca della complessità e della frantumazione dei saperi, occorre fare delle scelte strategiche a livello di ridefinizione complessiva del curricolo perché l'insegnamento non di venti un'arte acrobatica in cui il docente deve compiere salti, capriole e giravolte per mettere insieme "cose" che insieme non possono stare

Non so se ho interpretato correttamente il pensiero dell'autore, ma queste sono le riflessioni che mi ha suscitato la lettura del post di Gianni Marconato e si sa, da Socrate in poi, che la ricchezza di un controibuto si può misurare anche dalle idee che riesce a far partorire nella mente dei suoi lettori
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Costruire teorie sperimentali con il Coding - Stefano Penge

Costruire teorie sperimentali con il Coding - Stefano Penge | Scuola Critica | Scoop.it

Tra le tante ragioni usate per giustificare la pratica (anticipata) del Coding, quella che mi pare più sensata per la scuola è la possibilità che viene data agli studenti di costruire in maniera sperimentale una teoria di un dominio. Per esempio: come funziona il ciclo dell’acqua? Perché a volte i semi germogliano ma poi si seccano? Quando va usato il congiuntivo?


Via altrascuola
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Genitori e figli: il nuovo scontro generazionale è sui videogame

Genitori e figli: il nuovo scontro generazionale è sui videogame | Scuola Critica | Scoop.it
Lorenzo, 16 anni, trascorre molto tempo alla Playstation, troppo secondo il padre; lo vede appassionarsi, accanirsi, arrabbiarsi. Il ragazzo perde il senso del tempo e suo padre deve intervenire spesso per farlo smettere.
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Desistere Desistere Desistere :: Insegnare - Rivista del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti

Desistere Desistere Desistere :: Insegnare - Rivista del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti | Scuola Critica | Scoop.it
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AulaBlog: Integrare le nuove tecnologie nella didattica: il modello SAMR

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Ancora sui media come agenti e come specchi

Ancora sui media come agenti e come specchi | Scuola Critica | Scoop.it
di Roberto Maragliano Nel post messo online ieri ho cercato di dare una risposta nuova al perché della resistenza che buona parte della nostra cultura scolastica continua a manifestare ed esercitare nei confronti della tecnologia digitale e di rete. Ê nuova, questa risposta, o almeno a me sembra tale, perché non si limita a prendere in considerazione…
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Pietro Blu Giandonato: Animatori Digitali? Meglio Middle Management!

Pietro Blu Giandonato: Animatori Digitali? Meglio Middle Management! | Scuola Critica | Scoop.it
La nuova figura dell'Animatore Digitale prevista dal MIUR e in via di nomina nelle scuole da parte dei DS sta creando entusiasmi ma anche perplessità, vediamo perché.

Via Gianfranco Marini
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Gianfranco Marini's curator insight, December 6, 2015 12:53 AM

Un interessante intervento sul tema tanto dibattuto dell'animatore digitale di Pietro Blu Giandonato pubblicato su Insegnanti 2.0 il 5/12/2015.

 

Il PNSD

Il giudizio dell'autore su PNSD e sulla figura dell'Animatore Digitale è piuttosto articolato e si potrebbe così riassumere: Grandi Speranze, molta confusione e scarsa organizzazione.

 

I Contenuti dell'articolo

La descrizione delle azioni strategiche cui gli animatori dovranno far fronte viene riassunta in tre punti:

# formazione della comunità scolastica

# coinvolgimento di studenti e docenti su temi del PNSD

# creazione di soluzioni innovative

L'aspirante AD dovrà inoltre presentare un progetto su una serie di aree strategiche e molto complesse. Il tutto in regime di volontariato, senza esonero dall'insegnamento, non si comprende bene in quali ritagli del suo tempo il povero animatore dovrebbe farsi carico dell'innovazione digitale nella scuola.

 

La proposta

Costruire attorno al dirigente scolastico uno staff di middle management che si occupi della gestione e organizzazione delle attività.

Cerco di parafrasare quello che ho capito della proposta dell'autore:

Non è in pensabile che qualsiasi tipo di iniziativa e/o attività che si svolga a scuola, il o i docenti debbano farsi carico di tutto: progettazione, coordinamento, gestione, azioni educative, ricerca di finanziamenti, rapporti con le famiglie, rendicontazione. Il tutto continuando a insegnare e senza essere pagati. Così non si esce dalla logica del pressapochismo e del vivere alla giornata. 

 

Questa la conclusione di Pietro Blu Giandonato

una strategia d’azione efficace per rinnovare didatticamente e tecnologicamente le scuole italiane -uso volutamente il plurale- non può essere attuata semplicemente nominando ben 8.500 animatori digitali “sul campo” e riservando pochi spiccioli per la loro formazione, ma investendo su figure di middle management che abbiano la serenità di prendere in carico le complesse attività previste dal PNSD in una programmazione di lungo respiro.

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A scuola con il pc? È utile solo se ci si rimette in gioco

A scuola con il pc? È utile solo se ci si rimette in gioco | Scuola Critica | Scoop.it
Secondo il rapporto Ocse le nuove tecnologie non migliorano le competenze degli studenti: per cogliere le opportunità della rete bisogna riscrivere la pedagogia
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Tecnologia alleata ai docenti - Il Sole 24 Ore

Tecnologia alleata ai docenti - Il Sole 24 Ore | Scuola Critica | Scoop.it
Il recente studio dall'Ocse, «Students, computer and learning: Making the connection», basato sui dati dell'indagine 2012 evidenzia un elemento solo
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Il pensiero computazionale: uno strumento logico per tutti

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Per lo sviluppo della società industriale è stato decisivo l’insegnamento a scuola di matematica, fisica e chimica. Oggi è necessaria l’informatica
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Alessia Ansaloni: Immaginare gli ambienti di apprendimento per una nuova scuola

Alessia Ansaloni: Immaginare gli ambienti di apprendimento per una nuova scuola | Scuola Critica | Scoop.it
Alcune idee per una scuola (davvero) buona Di Alessia Ansaloni Tempi difficili per la scuola e per tutti coloro che dentro ci vivono con passione. Come creare un ambiente di apprendimento più piace...

Via Gianfranco Marini
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Gianfranco Marini's curator insight, April 12, 2015 3:20 AM

Post di Alessia Ansaloni dal titolo "Immaginare gli ambienti di apprendimento" pubblicato il 10/04/2015 sul Blog Avanguardie della storia.

 

Una riflessione fondamentale che muove dalla necessitò di "immaginare" un'aula come ambiente di apprendimento per proporre una differente esperienza del processo formativo improntata su principi che non siano quelli delle classi anagrafiche, collocate in aule spoglie e brutte e vittime si un sapere trasmissivo.

 

Nell'articolo Alessia Ansaloni individua molto efficacemente i principi su cui si potrebbe rifondare l'insegnamento / apprendimento in termini costruttivisti modificando il ruolo del docente e del discente, la concezione dell'apprendimento che dovrebbe mirare alla costruzione collaborativa e consapevole del sapere "supportata da un sistema articolato di risorse e supporti".

 

Viene poi immaginata una scuola organizzata secondo ambienti di apprendimento in articolata in classi non anagrafiche con l'integrazione nella didattica delle nuove tecnologie secondo il modello BYOD.

 

Importante in questa dimensione:

# porsi il problema delle tecnologie in termini didattici: le tecnologie non sono fini a se stesse ma strumenti del processo formativo nel quel devono essere integrate

# è tuttavia fondamentale il problema tecnologico in quanto tale: disporre di aula modulare e flessibili serviti tramite wifi in modo da garantire una connettività a banda larga.

 

Interessanti anche i link forniti in conclusione del post ad articoli sulla scuola come potrebbe essere e sulla scuola come viene disegnata dal documento "La buona scuola"  che pare disegnare una scuola come "non dovrebbe essere ma purtroppo sarà" 

1. Lizanne Foster, Cari studenti, sono un'insegnante e vi chiedo scusa,  http://www.internazionale.it/opinione/lizanne-2. foster/2015/03/11/scuola-studenti-scuse

2. Gabriella Giudici, La scuola del grande twittatore

http://gabriellagiudici.it/la-cattiva-scuola-di-renzi/