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Se pensi che scrivere sia un male incurabile, non cercare in me la cura, sono infetta...
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I libri ti cambiano la vita. Cento scrittori raccontano cento capolavori ... - Sololibri.net

I libri ti cambiano la vita. Cento scrittori raccontano cento capolavori ... - Sololibri.net | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
I libri ti cambiano la vita. Cento scrittori raccontano cento capolavori ...
Cetta De Luca's insight:

Ne sono fermamente convinta...

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Un anno di libri - il Giornale

Un anno di libri - il Giornale | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Un anno di libri il Giornale Il 2012 sugli scaffali delle librerie: un anno di libri segnato dalle biografie, dal ritorno del grande romanzo italiano, ma anche da un libro scritto quasi 50 anni fa - ma riscoperto oggi - e dalla pubblicazione, per...
Cetta De Luca's insight:

Queste sono le statistiche che ci piace leggere.

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Self Publishing (Shh...it's a bad word) | Suburban Mom Turned Indie Author - ChicagoNow (blog)

Self Publishing (Shh...it's a bad word) | Suburban Mom Turned Indie Author - ChicagoNow (blog) | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Self Publishing (Shh...it's a bad word) | Suburban Mom Turned Indie AuthorChicagoNow (blog)This is where the stigma lies. Self publishing, don't say it too loud, it's like dropping the f-bomb in front of your grandma.

Via Thomas Amo
Cetta De Luca's insight:

Non accade solo in Italia. Il problema esiste e persiste ovunque.

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Thomas Amo's curator insight, December 15, 2012 2:09 PM

I loved this post because it's so true that the stigmatism of SP means you couldn't cut it as a real writer so you SP. I too hope this will change.

Cetta De Luca's comment, January 1, 2013 3:52 AM
Yes Thomas, me too. But I think it's going to change soon. In Italy we feel so for 2013.
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In punta di penna: Musica per Orsi e teiere, note per l'anima

In punta di penna: Musica per Orsi e teiere, note per l'anima | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Cetta De Luca's insight:
Leggendolo si ha la sensazione di salire su una giostra. Non sulle montagne russe, ma su quel barcone dei pirati, avete presente, quello che prima ondeggia, a destra, a sinistra, poi ritorna e, presa la giusta spinta fa un bel giro completo, e ci si ritrova al punto di partenza, a ondeggiare di nuovo. E questo è un male, significa inconcludenza? No, al contrario, il bello sta tutto lì. E' il modo di narrare la vita. Noi che tendiamo sempre ad organizzarla, a vederla come un susseguirsi di momenti scanditi e conseguenti, non ci rendiamo conto che in realtà è tutto un andare e tornare e poi, con una evoluzione temporale, ricominciare tutto daccapo.  Luca Ragagnin ce la racconta così la vita dei suoi protagonisti, e scriverne, lasciandoti questa sensazione di leggera sbornia, o di capogiro da mal di mare, non è esercizio semplice. Lui ci riesce, con ironia, garbo e il necessario distacco per osservare la vita così com'è, non come la immaginiamo credendo pure di averla vissuta e che tutto abbia avuto un senso.Ed è paradossale come lui riesca a rendere pieni e ricchi di vita i suoi racconti pur avendo come elemento in comune, leit motiv, trait d'union, la morte. O forse proprio per questo, perché la morte occhieggia, si nasconde, appare, svolazza qui e là, che la vita si esalta, coi suoi colori e i suoi suoni, i rumori, i sogni, i desideri e il rimpianto. O il ricordo. Eppure i suoi personaggi sono soli. Emergono lì, sul palcoscenico delle pagine a loro dedicate in tutta la loro solitudine, da protagonisti assoluti, a tu per tu con se stessi e il loro destino che li spia e di cui percepiscono la presenza, come un mantra sussurrato, come una nenia che dopo un po' viene assorbita dai rumori del mondo, della vita. C'è una frase che mi ha profondamente colpita in tal senso, nel racconto di Orso:(cit.) "Fu solo a quel punto che Orso chiuse gli occhi per assorbire, di quell'unica luce, dietro la protezione delle palpebre, direttamente il midollo dei sogni, mentre tutto intorno le voci ricominciavano." A volte la morte è solo metaforica. Non si muore forse un po' anche quando si cambia? Muore ciò che eravamo, ciò che siamo stati fino a un attimo prima, e nasce qualcosa di nuovo, di diverso, o forse è solo il nostro futuro che si compie. Igor, ossessionato dalla musica punk e dall'idea del suicidio per tutta l'adolescenza, muore e rinasce in un giorno, perdendo di sè anche il ricordo. Questa è la morte metaforica, il cambiamento radicale, il suicidio consapevole di un'età, la giovinezza, per la rinascita consapevole in un'altra età, quella adulta. E il prezzo da pagare è la perdita della memoria, forse del sogno, ma tanto, se non si ricorda, non si può rimpiangere. C'è poi l'attesa della fine, quella della vecchiaia, alla quale in realtà non ci si arrende per quanto se ne percepisca l'ineluttabilità. E il tempo trascorso diventa l'inanellarsi intrecciato di consuetudini, scelte fatte, giuste o sbagliate, bivi, incroci. La vita vista come l'intersecazione di tre note. La prima, quando si è ancora soli, sbuca dal silenzio, è vergine. La seconda, quando ci si incontra, si unisce e crea l'armonia. La terza è quella dissonante, che genera scompiglio, la nota figlio che, nel caso di Lark e Muriel è il gatto Sigfrido Zaccaria. E tutto questo è l'amore, la vita di coppia. C'è tanto amore nel terzo racconto, e il rimpianto di ciò che avrebbe potuto essere con l'accettazione alla fine di ciò che si è avuto. Un commento a parte merita l'argomento musica. Tutto il libro ne è permeato, come se esso stesso fosse una cassa armonica, un amplificatore che, attraverso le note, i suoni, crea quel giusto contrappunto che sottolinea il percorso della vita.Il Jazz, il punk, i suoni distinti nel silenzio di una casa, una colonna sonora unica, un soffio leggero, come una brezza, che riporta in sè l'eco del tempo che scorre. Una scrittura felice quella di Luca Ragagnin, profondamente incisiva, che scava senza ferire però, lasciando in bocca un sapore lieve e armonioso, come un volo a planare nella consapevolezza.


Sed












Titolo: Musica per Orsi e Teiere
Autore: Luca Ragagnin
Editore: Miraggi Edizioni
Pubblicato: Novembre 2012
ISBN: 978-88-96910-30-6 
Prezzo: € 12,00

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Macondo – la città dei libri (puntata n.100) | Macondo - StatoQuotidiano.it

Macondo – la città dei libri (puntata n.100) | Macondo - StatoQuotidiano.it | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
StatoQuotidiano.itMacondo – la città dei libri (puntata n.100) | MacondoStatoQuotidiano.itAbbiamo scritto di storie altrui. Abbiamo parlato e giudicato. Per 99 puntate (settimana più o settimana meno) ci siamo lasciati andare.
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Autopromozione social: 5 (+1) modi intelligenti per usare le Google Plus Community

Autopromozione social: 5 (+1) modi intelligenti per usare le Google Plus Community | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it

Pochi giorni fa Google Plus ha inaugurato le Community, ovvero pagine con caratteristiche diverse rispetto ai profili che riuniscono gli appassionati di un argomento.

 

Linkedin e Facebook hanno già calcato questa strada, eppure Google Plus riesce sempre a creare valore. Un valore reale, positivo, capace di andare oltre ai diretti concorrenti.

 

Creare una Community con Google Plus è semplice: basta seguire le indicazioni che trovi su questa pagina. Pochi click e sei online. Ecco cosa devi sapere:

 

- Le community possono essere pubbliche o private, è un’opzione che scegli all’inizio.
- La sidebar è personalizzabile con titolo, sottotitolo, immagine, descrizione e geolocalizzazione. - Il testo non è formattabile e non si possono aggiungere link.
- Sempre a sinistra, cliccando su “Azioni”, puoi condividere la community sul tuo profilo Google Plus e invitare i contatti.
- “Azioni”, modifica community: qui crei le categorie nelle quali catalogare i vari post. Il tasto con il campanello, invece, serve a disattivare le notifiche.

 

Ma qual è il tuo scopo? Non puoi limitarti a condividere i contenuti del tuo blog: è una forzatura.

E poi lo fai già su Facebook, Twitter, le pagine e i profili Google Plus. Perché non pensare a un modo intelligente per sfruttare le Google Plus Community? Ecco qualche suggerimento.

 

 

Leggi tutto: http://www.mysocialweb.it/2012/12/10/5-1-modi-intelligenti-per-usare-le-google-community/


Via ROBERTO P. TARTAGLIA
Cetta De Luca's insight:

La community su Google+ appena nate già fanno proseliti.E sono attivissime!

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ROBERTO P. TARTAGLIA's comment, December 19, 2012 6:50 AM
Facebook è destinato a perdere molto traffico.
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Quando l'arte si mescola all'arte.Gli scrittori visti da Tullio Pericoli | Artribune

Quando l'arte si mescola all'arte.Gli scrittori visti da Tullio Pericoli | Artribune | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Ottanta acquerelli che smitizzano e assieme omaggiano dieci maestri della letteratura. Sono i nuovissimi ritratti del disegnatore e pittore marchigiano, da Lorenzelli, a Milano, fino al 18 dicembre.
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Su Liberos una condanna senza appello per i SP narrativa.La risposta doverosa a Michela Murgia

Su Liberos una condanna senza appello per i SP narrativa.La risposta doverosa a Michela Murgia | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Una risposta doverosa a Michela Murgia     Ho letto con sorpresa e perplessità l'articolo di Michela Murgia su Liberos dal titolo alquanto drastico "Perché diciamo no agli autori di narrativa self published". Le sue argomentazioni sono serie, importanti. Si parla di etica. Perché Liberos è un sito in cui tutti possono iscriversi, tranne i narratori selfpublisher. Parto dal sottolineare che Michela Murgia, come molti, accomuna in un'unico fasio le erbe buone e quelle meno buone (non ci sono erbe cattive tra gli scrittori, a mio avviso). Perché è luogo comune pensare che gli autori che si autopubblicano sono i reietti dell'editoria e che sfruttino questi luoghi solo per farsi promozione e raggiungere il lettore, ambendo comunque ad essere "scoperti" dall'editoria classica.   Non più di quattro giorni fa si è svolto a Roma il secondo evento degli "Scrittori sperduti nell'isola che non c'è", nel quale si è affrontato proprio questo problema: come fa uno scrittore selfpublisher ad essere credibile e riconoscibile? La domanda alla quale abbiamo cercato di dare una risposta con assoluto spirito di autocritica riguardava questo (cit) "Gli scrittori che si autopubblicano sono davvero tanti ormai e, col fenomeno del selfpublishing questa Democrazia Culturale rischia di diventare anarchia. Allora? Allora bisogna acquisire credibilità se si vuol essere identificati come scrittori. Perché diciamocelo chiaramente, nessuno, neppure chi viene pubblicato da una casa editrice, almeno in principio, scrive per arricchirsi. Ciò che ci muove è un'esigenza imprescindibile, dobbiamo comunicare a tutti ciò che abbiamo da dire, nel nostro modo, e possiamo farlo solo scrivendo. E essere identificati come scrittori è ciò che realmente ci appaga. "   L'attenzione al lettore è massima, proprio perché ci si rende conto dei pregiudizi (molti ancora confondono il selfpublisher con l'EAP) e della sfiducia in un sistema che premia solo chi può investire di più. Ma i lettori, come Michela Murgia ad esempio, magari non sanno che molti selfpublisher hanno scelto questo strumento perché delusi dall'editoria tradizionale, che non li ha respinti, ma li ha considerati come mero meccanismo per incassare soldi. Il tuo libro può vendere? Allora lo pubblico. E fioriscono fenomeni editoriali come le barzellette di Totti o lo stupidario del momento. Ottime scelte, letteratura e cultura all'ennesima potenza. Poi ci sono i contratti editoriali che vincolano l'autore per 10 anni (contratto standard) e che compensano con un misero 7% sui diritti d'autore. E questo tipo di contratto lo applicano sia le grandi case editrici che le start up. E impongono copertine, editing molto spesso discutibili, distribuzione altilenante e nessuna promozione per l'autore. Uno scrittore selfpublisher sceglie la libertà di decidere quando, come, dove a quale prezzo e con quale vestito pubblicare e divulgare il suo libro. E sceglie di tenersi il 100% dei suoi diritti d'autore, perché è lui, l'autore.   Certo, ci sono molti scrittori di narrativa che approfittano di situazioni come Liberos a loro esclusivo vantaggio. Allora facciamo da filtro, scegliamo strumenti di garanzia, ma, per cortesia, non generalizziamo. Stanno nascendo movimenti culturali che vogliono regolamentare il fenomeno, che vogliono far sì che quella selezione naturale che prima o poi arriva sempre, giunga prima. E questo sarà un bene, per gli scrittori e per i lettori in primo luogo. Il sogno di avere una casa editrice che proponga un contratto, in questo momento storico, deriva proprio dal fatto che siti come Liberos applicano censure come queste. E allora ricorrere all'editoria tradizionale risulta ancora essere l'unica garanzia possibile per il lettore. Ma non è così. Le cose stanno cambiando. E eventi come quelli di Roma, di cui invito a leggere gli abstract qui e qui o come la Selfpublishing School che il 18 dicembre terrà un evento all'Università di Parma organizzato da Mauro Sandrini, ne sono la dimostrazione. Servono a fare il punto della situazione, a spiegare, a capire, perché neppure a noi scrittori di narrativa piace l'anarchia culturale, ma vorremmo che la democrazia esistesse anche tra i lettori.   Sed
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In punta di penna: 30 novembre 2012. A Roma è di scena il "selfpublishing" # 2

In punta di penna: 30 novembre 2012. A Roma è di scena il "selfpublishing" # 2 | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
30 novembre 2012. A Roma è di scena il "selfpublishing" # 2   Cetta De Luca e Roberto Tartaglia    




Il 30 novembre si è svolta la serata conclusiva del doppio evento "Gli scrittori sperduti nell'isola che non c'è. Come orientarsi nel mondo dell'editoria e del selpublishing". Gli argomenti trattati erano, forse, quelli che in questo momento più interessano gli scrittori indipendenti, Indie, che si autopubblicano, i slefpublisher insomma. Si è parlato di promozione, ma, nello specifico, la domanda pressante è stata: "Come arriviamo al lettore? Come possiamo farci riconoscere come scrittori?".   Il primo punto trattato è stato proprio quello che riguarda la CREDIBILITA'. Una casa editrice difficilmente punta sullo scrittore esordiente, a meno che non sia presentato, magari trovato proprio sugli scaffali delle librerie digitali, insomma, ci vuole fortuna. E allora che fare? Perché mai un lettore dovrebbe acquistare il libro di uno sconosciuto, quali garanzie ha di non ritrovarsi tra le mani solo una bella copertina (quando è bella) e un contenuto privo di sostanza? Perché le case editrici lo hanno rifiutato? In realtà il lettore non sa quali percorsi il selfpublisher ha fatto per giungere alla conclusione di autopubblicarsi. Magari ha rescisso un contratto limitante, magari era in cerca di maggiore libertà, magari non ce la faceva ad attendere anni per un responso. Ma tutto questo il lettore non lo sa. Perché non conosce lo scrittore, non sa chi sia, quale è la sua cifra. Roberto Tartaglia ha cominciato a parlarci di Personal Reputation.
La promozione di un libro, la grande distribuzione online, l'autopromozione. La credibilità di uno scrittore si costruisce partendo dalla sua capacità di essere se stesso. Tutto deve partire da un blog, un sito, il luogo in cui egli si racconta, con verità, perché solo così sarà in grado di difendere sempre ciò che scrive. Chi recita un ruolo viene smascherato subito. In quel luogo virtuale lo scrittore parla dei suoi libri, solo lì. E invita i lettori ad andarlo a trovare. Con un link accattivante. Ci sono poi le piattaforme di distribuzione. Amazon e Apple non sono in discussione vista la diffusione mondiale che hanno. Ma sono dei megastore, come andare al supermercato e trovare libri tra l'ortofrutta e i surgelati. Troppo dispersivo come sistema. E infatti le promozioni in questi store online lasciano il tempo che trovano. Gratuità, noleggio, prestito, sono tutti strumenti che fanno oscillare le classifiche di visibilità (non parliamo di quelle di vendita) nello spazio di pochi minuti, per cui la loro validità è quantomeno discutibile. Ma bisogna esserci. Le piattaforme più di settore, quelle specializzate in libri, sono decisamente più valide. Quindi bene Narcissus, Youcanprint, Ilmiolibro, anche se distribuiscono veramente tanto e non è facile uscire alla ribalta ma offrono un ottimo servizio editoriale, o novità più di nicchia come Bookolico che, a differenza degli altri, sono a canale unico e si definiscono "librai", quindi in grado di offrire una vetrina più consona agli scrittori, come nelle migliori librerie indipendenti. L'autopromozione deve essere un mix di tutto questo. Ci si pubblica sulla piattaforma di preferenza, si scelgono le parole chiave per essere identificati nella nostra nicchia di mercato (questo è fondamentale) e si comunica tutto questo sul nostro sito. Da qui si parte per viaggiare nei social network, perché i lettori sono lì, e non solo loro.                                                                                                                         I social, le nuove realtà virtuali, incontrare i lettori. Le newsletter e i newsradar. I lettori si incontrano sui social, e questa è una realtà. Su twitter si incontrano gli intellettuali, i grandi lettori, i giornalisti, i blogger, le case editrici. Su facebook si incontra la gente, quella che i libri li compra, nelle librerie e negli store online. In genere si comincia con la propria ristretta cerchia di amici e si comunica a tutti la novità del blog e del libro pubblicato. Poi si cercano i gruppi e le pagine (su Facebook) o le #storie, gli hashtag di interesse su twitter. E lì si parla. E i linguaggi sono, devono essere diversi, perché il pubblico è diverso, lo spazio è diverso. Su twitter si impara la sintesi (solo 140 caratteri per essere incisivi senza snaturare il messaggio), su Facebook si impara la dialettica. Ma bisogna sempre ricordare che lo scopo è quello di portare  tutti nella nostra casa, il nostro sito. Lì lo scrittore si esprime, lì lo si può conoscere. Ma ancora non stiamo parlando del libro, di quell'oggetto, di carta o digitale che tanto vorremmo fosse letto. Se fin'ora si è fatto tutto nel modo giusto, siamo stati identificati, abbiamo creato la nostra personalità, cominciano a seguirci, può capitare che, nel preciso istante in cui si osa comunicare che abbiamo scritto un libro improvvisamente cala un imbarazzato silenzio. Bisogna entrare nel mondo reale. Che poi reale non è, nel senso che queste realtà nuove sono anch'esse virtuali, ma ci sono le persone che ci interessano di più, quelle che possono affermare che noi siamo scrittori a tutti gli effetti. Abbiamo parlato di Book Blogger e di Social Reading. Il più innovativo esempio di Social Reading è LibriamoTutti in Second Life. Giovanni Dalla Bona, uno degli ideatori e fondatori, ci ha mostrato un filmato in cui, in un'isola dagli scenari fantastici e cangianti a seconda delle situazioni, è possibile ricreare ambientazioni che, addirittura, fanno vivere al lettore l'esperienza/libro come se ci fosse caduto dentro. Gli ospiti sono avatar e si collegano da ogni località per partecipare ad esperienze di lettura condivisa o a presentazioni di nuove pubblicazioni. La possibilità di dedicare momenti di lettura, consigli di lettura per meglio dire, appositamente dedicati ai selfpublisher c'è. Si devono studiare bene i meccanismi per far sì che non si crei quella situazione di massificazione per cui chiunque vuol essere letto, raccontato, celebrato senza alcun criterio di selezione. La Book Blogger Simona Scravaglieri (http://letturesconclusionate.blogspot.it/) è una che di libri ne capisce. E ne legge, tanti. E li recensisce. Ecco, questa è la situazione perfetta, quella in cui una grande lettrice, seguita, i cui consigli di lettura sono presi in considerazione, legge il nostro libro autopubblicato e scrive una recensione sul suo blog. No. Non funziona proprio così. Una book blogger è una lettrice, e come gli altri deve riconoscerci come scrittori. L'unica differenza è che il book blogger sa che esistono i selfpublisher e sa che prima o poi ne leggerà un libro. Allora come farglielo avere prima? Si regala, per esempio. E si evita di pressare dopo la prima mezz'ora per sapere come va, se piace, se si sta scrivendo la recensione. Una pressione del genere equivale allo spamming sui social: deleteria e controproducente. C'è assolutamente la possibilità di essere letti e recensiti da un book blogger, non ci sono particolari pregiudizi in tal senso, ma bisogna armarsi di una grande dose di umiltà e di cortesia. L'arroganza è l'unico strumento che non premia, mai.   Facciamo un attimo il riassunto di quanto discusso in uno schema:   Facciamoci conoscere Credibilità = Verità Verità = Blog o sito personale Blog = Luogo in cui abitano i nostri scritti, i nostri libri Social = luoghi dove incontrare i lettori e gli intellettuali Piattaforme di distribuzione = Visibilità e mercato di nicchia Personal Reputation = Il risultato che si ottiene mescolando e utilizzando al meglio gli strumenti suddetti   Facciamo conoscere il nostro libro Social reading = incontriamo i lettori Book Blogger = incontriamo gli esperti   Infine, ma non ultimo per importanza, lo strumento più potente per la promozione di un selfpublisher, e non solo, perché qualunque scrittore ne ha bisogno. Il passaparola. Roberto Tartaglia e Cetta De Luca hanno raccontato la loro personale esperienza con la newsletter e i newsradar. La prima, legata necessariamente al sito dello scrittore, ha lo scopo di fidelizzare i lettori con contenuti speciali a loro dedicati, informazioni, notizie e quant'altro graviti intorno alla attività stessa dell'autore, ai suoi libri. Invitare i lettori a far parte di una community elitaria è il primo importantissimo passo per avere un personale gruppo di PR, fedeli e entusiasti. Il newsradar è uno strumento piuttosto nuovo ma con un potenziale enorme. I più noti sono Paper.li, una sorta di giornale personale con il quale condividere sui social le notizie di altri portali, siti o blog online suggeriti automaticamente, e Scoop.it, stesso tipo di giornale online che però permette di scegliere cosa condividere e dà la possibilità di inserire i propri editoriali, articoli, link dal proprio blog. Questa condivisione aumenta la visibilità sui social in modo esponenziale, perché la pubblicità reciproca fa sì che la promozione diventi virale. A conclusione dell'evento è stato pubblicato online su Bookolico il libro Alla ricerca di Capitan Uncino, primo progetto di scrittura condivisa dagli Scrittori sperduti nell'isola che non c'è. I proventi andranno in beneficenza. Vogliamo regalare una biblioteca virtuale a un reparto pediatrico. Perché i libri fanno crescere meglio e, a volte, guariscono.
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Più libri più liberi apre al mondo.Quando i libri ci fanno esplorare realtà diverse.Io ci sarò.

Più libri più liberi apre al mondo.Quando i libri ci fanno esplorare realtà diverse.Io ci sarò. | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Palazzo_dei_Congressi Russia, Brasile, Grecia, Africa, Sudamerica. L'undicesima edizione di Più libri più liberi, in programma da giovedì 6 a domenica 9 dicembre al Palazzo dei Congressi guarda lontano e scopre la letteratura ...
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Per chi non lo sa.Editoria:la letteratura va in rete,al via il Bookavenue Bookfestival - Adnkronos/IGN

Per chi non lo sa.Editoria:la letteratura va in rete,al via il Bookavenue Bookfestival - Adnkronos/IGN | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Editoria: la letteratura va in rete, al via il Bookavenue BookfestivalAdnkronos/IGNRoma, 28 nov.(Adnkronos) - La letteratura viaggia in rete.
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Da provare.L'App di Wattpad: tanti eBook gratis, un eReader e una community - Pianeta eBook (Blog)

Da provare.L'App di Wattpad: tanti eBook gratis, un eReader e una community - Pianeta eBook (Blog) | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Pianeta eBook (Blog)L'App di Wattpad: tanti eBook gratis, un eReader e una communityPianeta eBook (Blog)Ecco la ricetta dell'App Wattpad: accesso gratuito a oltre 100.000 eBook free memorizzati nella cloud fra cui spiccano quelli di fantascienza, i...
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Gli scrittori sono sceneggiatori?Cinema ed editoria. Un film su 5 nelle sale è tratto da libri - Libreriamo

Gli scrittori sono sceneggiatori?Cinema ed editoria. Un film su 5 nelle sale è tratto da libri - Libreriamo | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Cinema ed editoria. Un film su 5 nelle sale è tratto da libriLibreriamoIl film fa vendere più libri o sono i libri a far vendere più biglietti dei film?
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Il mio augurio di Buone Feste è un regalo, un racconto per voi

Il mio augurio di Buone Feste è un regalo, un racconto per voi | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Quest’anno il profumo delle feste per me è più intenso. Tante cose sono accadute in un anno. Un nuovo libro, Nata in una casa di donne, una raccolta di poesie, Appunti, il libro/diario Cettei...
Cetta De Luca's insight:

Scusate se vi faccio gli auguri così, ma una scrittrice non conosce modo migliore.

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Pinterest Marketing: 4+1 modi per pubblicizzare al meglio le nostre opere con le secret board

Pinterest Marketing: 4+1 modi per pubblicizzare al meglio le nostre opere con le secret board | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Come utilizzare le secret board di Pinterest? Possono essere utili per aziende e brand? Ecco i modi per ottenere il meglio da questo nuovo strumento.

Via ROBERTO P. TARTAGLIA
Cetta De Luca's insight:

Un'altra grande short lesson di Roberto Tartaglia.

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ROBERTO P. TARTAGLIA's curator insight, December 14, 2012 6:02 AM

Giornalista e scrittore indipendente. Fondatore diwww.viverediscrittura.it, il primo sito per imparare a diventare scrittori indipendenti. Il suo sito personale dove trovare i suoi libri e i suoi videopost è http://www.robertotartaglia.com.

ROBERTO P. TARTAGLIA's comment, December 19, 2012 6:48 AM
Grazie, Cetta :)
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Nata in una casa di donne eBook: Sed C. De Luca: Amazon.it: Kindle Store

Nata in una casa di donne eBook: Sed C. De Luca: Amazon.it: Kindle Store | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Nata in una casa di donne eBook: Sed C. De Luca: Amazon.it: Kindle Store
Cetta De Luca's insight:

In una casa di donne le voci hanno toni in maggiore nella scala dei suoni, e questo Giorgio, il capofamiglia, lo sa bene. Il suo destino, raccontato attraverso il ricordo di Lucia, la prima figlia, è quello di trovare un punto di contatto con questo universo femminile che gli è toccato in sorte, con tutte le sue contraddizioni e gli accesi contrasti, le parole dette e non dette e le incomprensioni.
Una storia lunga cinquant’anni, un particolare punto di vista che vuol essere al contempo la narrazione di conflitti interiori e del loro superamento, di scontri generazionali, di amori e gelosie fraterni in cui la figura paterna ha un ruolo principe. Il tutto ha come sfondo un Paese che cambia, con le sue mode, le ribellioni, le vicende, trascinato da una rivoluzione universale irrefrenabile che comincia nel dopoguerra e giunge, ancora in un crescendo evolutivo, nel XXI secolo.

 

C'è tanta napoletanità in questa storia. Gli orrori della guerra lasciano ferite profonde, fanno perdere l'innocenza, cancellano la dolcezza e l'amore. E' difficile impararlo di nuovo, anche se si vorrebbe, anche se il tempo sfugge, la vita sta facendo il conto alla rovescia. Ma è Natale, e allora può ancora nascere la speranza.

 

Buon Natale e buona lettura a tutti!

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Gli ebook brevi del New York Time snobbano gli ereader e vanno ... - Penny eBook

Gli ebook brevi del New York Time snobbano gli ereader e vanno ... - Penny eBook | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
Gli ebook brevi del New York Time snobbano gli ereader e vanno ...Penny eBookSono ebook brevi, di circa 50 mila caratteri, mentre un libro normale ne contiene mezzo milione. Costano poco e si leggono in un paio d'ore (ecco un esempio in italiano).
Cetta De Luca's insight:

Da sperimentare. Non è detto che i libri debbano per forza essere di almeno 250 pagine...

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Facebook Marketing: utilizzare le note come leva

Facebook Marketing: utilizzare le note come leva | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it

Nell’ultimo periodo – e soprattutto da quando si è quotato in Borsa – Facebook sta lanciando continuamente feature e novità per la propria piattaforma.

 

Una cosa però a cui lo staff del social network sembra non dare troppa importanza, ma che, invece, nasconde grandi potenzialità, sono le note: uno strumento esplorato e utilizzato soprattutto dagli utenti, ma che, se ben sfruttato, potrebbe diventare una potente leva di engagement anche per brand e aziende di tutti i tipi e dimensioni.

 

Ecco, dunque, come fare per scriverle e i possibili utilizzi per il branding.

 

 

 

- Come creare e scrivere una nota su Facebook? -

Come anticipato, la prima cosa da fare per utilizzare al meglio le note Facebook è capire come crearle sia lato utente che fanpage.

 

Come avrete già immaginato, scrivere una nota è uguale a scrivere un blog post in modalità visuale! La prima cosa da fare (obbligatoriamente) per poter salvare il contenuto come bozza è inserire il titolo. Potrete così dedicarvi nella seconda fase alla stesura del testo vero e proprio: per questo sono a disposizione i pulsanti per evidenziare una parola in grassetto o corsivo, sottolinearla, creare elenchi puntati o virgolettati. E’ anche possibile caricare e includere una o più immagini, che di default compariranno in fondo al testo. Vi basterà allora copincollare la breve stringa di codice che le identifica nella posizione desiderata… e il gioco è fatto

 

 

 

- Quali sono i vantaggi e i possibili utilizzi delle note Facebook? -

Sono tanti i vantaggi per le aziende e i brand che decidono di inserire nel content mix su Facebook anche le note:

 

    * Viralità del contenuto: non dimentichiamo che siamo sulla piattaforma più popolare al mondo. Ciascuna nota è likabile, commentabile, condivisibile. Senza contare che le note più popolari finiscono dritte dritte in alto nel newsfeed!
    * Engagement: le note permettono di scrivere dei veri e propri articoli pur rimanendo all’interno della fanpage, andando dunque al di là dei limiti degli aggiornamenti di stato.
    * Relationship: grazie al mix di immagini e testo, le note stimolano la fidelizzazione e toccano la dimensione più emozionale del fan.

 

 

Leggi tutto: http://www.ninjamarketing.it/2012/12/10/facebook-marketing-usare-le-note-come-leva-di-engagement-how-to/


Via ROBERTO P. TARTAGLIA
Cetta De Luca's insight:

Altre novità per fare autopromozione in modo corretto.

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anna tagliapietra's curator insight, December 17, 2012 6:50 AM

Abbiamo preso confidenza con le nuove timeline, stiamo cominciando ad usare i traguardi e i post in evidenza nelle brand pages che seguiamo...adesso cominciamo a darci da fare anche con le Note!

Elemento meno conosciuto e sfruttato della piattaforma Facebook, le Note sono in realtà come dei post di un blog e ci permettono, quindi, di dare maggior rilievo e spazio a notizie che vogliamo approfondire.

Oltre al testo c'è la possibilità di inserire anche le immagini, aumentando l'engagement della notizia che, essendo appunto su "faccialibro" è condivisibile, commentabile ed indicizzabile.

Provate e fatemi sapere comìè andata!

ROBERTO P. TARTAGLIA's comment, December 19, 2012 6:50 AM
Le note sono un ottimo strumento di condivisione, specie se si ha molto da dire e se si ama scrivere. Un colpo di coda anche alla perdita di valore e visibilità dei post dopo l'arrivo dei post sponsorizzati.
Scooped by Cetta De Luca
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In punta di penna: Unica sbronza concessa ad alta gradazione di cultura.Più libri, Più liberi

In punta di penna: Unica sbronza concessa ad alta gradazione di cultura.Più libri, Più liberi | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it
E' terminata oggi e io me la sono goduta tutta, proprio come un calice di rosso d'annata sorseggiato lentamente. Colore, profumo, sapore. Queste le sensazioni stimolate durante la Fiera Più Libri Più Liberi a Roma dal 6 al 9 Dicembre 2012. Tante le persone che tra sabato e domenica hanno affollato i corridoi e gli stand del Palazzo dei Congressi all'Eur, location eccellente per accogliere gli oltre 400 espositori e le iniziative correlate. Ma di questo avrete già letto e visto. Io voglio parlarvi degli incontri, tanti e appassionanti. Quello con le amiche lettrici, le salottiere di libri.Tempoxme e bookblogger talentuose Simona Scravaglieri di letturesconclusionate.blogspot.com e Giuditta Casale di libri.Tempoxme, appunto. In sala stampa abbiamo anche incontrato qualcuno di speciale, Saverio Simonelli, responsabile del sito e del programma di TV2000 La compagnia del libro. A una fiera del libro però si incontrano principalmente gli addetti ai lavori: gli scrittori e le case editrici, e in questo caso specifico, unica nel suo genere, la fiera di Roma ospita la piccola e media editoria, quella indipendente insomma. E si vede tutta questa indipendenza. I rapporti sono felici, appassionati, creativi. Queste realtà nascono da progetti che profumano di professionalità e amore, amore per la cultura e per lo strumento principe atto a divulgarla. Ne voglio menzionare alcune che ho avuto il piacere di conoscere direttamente. Nutrimenti specializzata in narrativa, saggistica e, argomento che la dice tutta sulla passione che muove la nascita di simili imprese, la vela e il mare. Intermezzi, casa editrice toscana che di questa regione ha il brio e la concretezza oltre a uno splendido catalogo. Lavieri, piccola casa editrice specializzata in letteratura italiana e tedesca con una sezione speciale dedicata al fumetto. Neo Edizioni, casa editrice abruzzese che si autodefinisce "Caustica, sarcastica, critica" (fate voi le debite deduzioni...). Navarra, casa editrice siciliana con un ampio catalogo, le cui scelte sono orientate prevelentemente su tematiche di impegno civile e fenomeni socio-culturali. In questa foto potete vedere un momento della presentazione del libro Passaggio di testimone, undici giornalisti uccisi dalla mafia e dal terrorismo, con gli autori Gianpiero Caldarella, Danilo Chirico, Claudio Fava e Sergio Nazzaro.     Parlare con gli scrittori, capire cosa li spinge, cosa fa loro sospirare le parole nel petto e nella mano, è un'esperienza bellissima, specie per una scrittrice. Ci si sente come accomunati da uno stesso destino, condannati a vivere e rivivere le nostre storie, paghi di percorrere sentieri sconosciuti ai più e che per noi sono il succo stesso della vita. Ma parlare con gli editori è stata un'esperienza ancor più strabiliante. La notizia vera è che "sono fatti di carne ed ossa". Parlano, mangiano, a volte dormono, spesso, molto spesso, leggono. Almeno questi editori qui. La polemica con relativa richiesta di maggior attenzione all'AIE è scaturita dal fatto che in fiera erano presenti case editrici a pagamento. La cosa scandalosa, almeno per me, è che "ostentavano". Mi è capitato di assistere personalmente a qualcosa che ha dell'incredibile. Davanti a Edizioni Universitarie Romane (ma si, facciamoli i nomi, è giusto!) mi sono fermata per un cartello enorme che diceva: "Hai un libro nel cassetto? Hai un manoscritto?..." insomma, un invito molto esplicito. Una ragazza parlava con l'editore, accompagnata da genitori speranzosi e ansiosi, del fatto di volersi rivolgere a loro per la pubblicazione del suo libro ma, intanto, era legata ad Albatros (che scelta oculata!!) e non sapeva come fare. Mentre il signore le chiedeva di vedere il contratto io mi sono rivolta al suo socio per avere informazioni. Alla mia domanda esplicita "Ma siete una casa editrice a pagamento?" la risposta è stata "No, non a pagamento, ma chiediamo un contributo. Certo non i soliti € 5.000,00, ma € 1.500,00 si". La mia replica, udibile da tutti (spero anche dalla ragazza di cui sopra) è stata "No, grazie. Sono contraria all'EAP".   Voglio mettere un'interlinea maggiore tra questo fatto e ciò che invece sto per raccontarvi. Si tratta di un'altra casa editrice, speciale, davvero innovativa. Miraggi. Qualcuno su twitter ha detto "dal loro stand piovono libri", ed era proprio così. Miniature di copertine stese come panni ad asciugare, fatte di carta da pacchi, proprio come le copertine vere, originali, illustrate, bellissime. Ma ciò che mi ha conquistata è stata la simpatia, la cordialità, la disponibilità estrema di tutto il gruppo, dall'editore Alessandro De Vito, alla stupenda responsabile dell'ufficio stampa Sara Bauducco, al direttore commerciale Fabio Mendolicchio (che è anche uno chef sopraffino e ha delle idee geniali per reading tra lettura e cucina), alla redazione capitanata da Davide Reina (quello in foto coi capelli lunghi), agli autori presenti Luca Ragagnin, Stefano Sgambati (ha scritto YouPorn) e Guido Catalano. Ci siamo ritrovati tutti domenica sera alla libreria Altroquando, per presentare i libri degli autori suddetti, e non ho avuto più dubbi: le case editrici devono essere così, devono curarsi degli autori con passione, devono scegliere cercando e spulciando tra i manoscritti e poi seguirli, e non mollarli, mai. Miraggi lo fa. Fabio Mendolicchio e Sara Bauducco Luca Ragagnin  e Stefano Sgambati                           Infine ho partecipato a una conferenza davvero importante dal titolo emblematico: "Nuove evidenze: i blogger muovono le vendite?" dove sono intervenuti tra gli altri Noemi Cuffia, nota come Tazzinadicaffè (titolo del blog e su twitter e Facebook) e Jacopo Donati di Finzioni Magazine. Dopo aver esaminato grafici e statistiche si è giunti alla conclusione che: negli USA i blogger hanno un potere enorme e possono far oscillare il mercato di genere (pensiamo alle fashion blogger quindicenni coi primi posti riservati alle sfilate di moda). In Italia ancora non ci sono dati sufficienti per fare una verifica sensata. Certo è che gli editori li tengono d'occhio, li coccolano inviando libri e si appoggiano in qualche modo alla community del blogger per capire e sfruttarne le potenzialità.  Noemi Cuffia "Tazzinadicaffè"             Il mio viaggio nei libri è terminato, per ora. Riprendermi dalla sbornia sarà difficile, me lo dicono i 9 libri acquistati e quelli che mi hanno regalato. Sorseggerò per molto parole dal colore rubino, dal profumo speziato e dal sapore intenso, sollecitando il palato a ricercare ancora nuovi gusti, perché so che ci sono. Da lettrice sono soddisfatta, da blogger ho molto lavoro da fare, da scrittrice...   Sed
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Autopromozione su Facebook: quando e come pubblicare post?Le short lesson di RobTartaglia

Autopromozione su Facebook: quando e come pubblicare post?Le short lesson di RobTartaglia | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it

Con quale frequenza pubblicare i post? Facebook afferma:

 

"Ti consigliamo di pubblicare contenuti almeno una volta alla settimana per fare in modo che le persone ritornino sulla tua Pagina. Tuttavia, ogni Pagina ha un proprio pubblico che potrebbe rispondere meglio a un numero di aggiornamenti maggiore o minore. Prova diverse frequenze di pubblicazione per vedere cosa funziona meglio, controllando le metriche relative al coinvolgimento nella funzione Insights della tua Pagina. Se noti che il coinvolgimento con la tua Pagina è diminuito, prova a variare i tuoi post e la loro frequenza. Emula i post che hanno avuto successo in passato e prova nuovi tipi di post."

 

Quello di Facebook èun ottimo consiglio, specie in riferimento al fatto che ogni pubblico può rispondere in maniera diversa. Sappiamo infatti che tutte le pagine sono differenti, trattano argomenti differenti e sono connesse a persone differenti. Come si può pensare che la stessa regola vada bene in tutti i casi?

 

E, comunque, pubblicare un post ogni 20 minuti, ad esempio, significa sottrarre visibilità (portata) ai singoli post.

 

Se la tua pagina pubblicasse contenuti dalle 09,00 alle 17,00, quindi per 8 ore, il numero totale dei post pubblicati in un giorno ammonterebbe a 24.

 

Ora, noi non vediamo sulla nostra home (newsfeed) contemporaneamente 2 differenti contenuti della MEDESIMA pagina, ma solo uno alla volta. Quindi, che senso ha pubblicare troppo spesso?

 

 

Leggi tutto: http://www.fbstrategy.it/articolo/240/pagina-fan-1-4-9-15-38-147-post-alla-settimana.aspx


Via ROBERTO P. TARTAGLIA
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Chi sono i Self Publisher?Invito alla riflessione.

Chi sono i Self Publisher?Invito alla riflessione. | Io scrivo, leggo, bloggo, racconto, recensisco | Scoop.it

chi sono i Self Publisher e perché decidono di intraprendere questa nuova strada?

 

Secondo Joel Friedlander, un book designer, blogger e autore di “A Self-Publisher’s Companion: Expert Advice for Authors Who Want to Publish”, ci sono determinate situazioni in cui il self-publishing è la soluzione migliore per gli autori:

 

- Quando si ha accesso a un mercato specializzato per i propri libri;
- Quando si hanno abbastanza risorse finanziarie per investire nella propria opera e in caso ci sia la possibilità di assumere professionisti;
- Per chi avesse un manoscritto che probabilmente non interesserebbe a un’editoria tradizionale;
- Nel caso in cui ci fossero autori non disposti ad aspettare l’accettazione del proprio manoscritto da parte di agenti ed editori;
- Oppure in modo più specifico per autori che vogliono controllare il processo di pubblicazione e vogliono diventare editori delle proprie opere.

 

 

E Joel Friedlander ci suggerisce 3 regole importanti per essere davvero indipendenti:

 

- Capire quale può essere il tuo acquirente ideale e quindi a quale tipo di persone rivolgere la tua opera;
- Organizzare e pianificare il processo in anticipo, creando una tabella di marcia con i vari punti da seguire;
- Prendere in considerazione l’idea di assumere professionisti per attività critiche come l’editing e la copertina.

 

 

Leggi tutto: http://blog.bookolico.com/2012/11/28/chi-sono-i-self-publisher/


Via ROBERTO P. TARTAGLIA
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Libro è fantasia.'Biblioape': quando il cittadino non va dal libro, il libro va dal cittadino - PisaToday

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Così si evitano le recensioni fasulle.Quo Media - Niente recensioni anonime su Play Store

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