Il suono del Big Bang | salvatore cocco | Scoop.it

Aprite le orecchie, è il Big Bang che vi parla. John Cramer dell’Università di Washington ha da anni un pallino, quello di ricostruire il “suono” della colossale esplosione da cui ha avuto origine il nostro Universo. E quando la missione Planck ha pubblicato la sua dettagliatissima mappa della radiazione cosmica di fondo, appunto l’impronta fossile del Big Bang, non ha perso tempo e l’ha trasformata in “musica”. Tutto comincia nel 2001, quando Cramer scrive quasi per gioco un articolo divulgativo descrivendo il probabile suono del Big Bang sulla base dei dati sulla radiazione di fondo. Un paio di anni più tardi si vede arrivare per posta la domanda di una donna in Pennsylvania il cui figlio undicenne stava lavorando a una tesina sul Big Bang: qualcuno ha mai registrato il suono del Big Bang? Cramer risponde di no, ma poi pensa che nulla impedisce di farlo. Con l’aiuto di un software chiamato Mathematica, converte i dati sulla CMB in suoni. Cento secondi di registrazione corrispondono al suono dell’Universo da circa 380.000 anni dopo il Big Bang fino a 760 mila anni dopo il “botto”. “In quel caso le onde sonore non corrispondevano a variazioni di temperatura, ma a vere onde sonore che si propagano per l’universo,”


Via AstroBlog