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Sotto scavi metro C trovato il più grande bacino idrico della Roma imperiale

Sotto scavi metro C trovato il più grande bacino idrico della Roma imperiale | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Poteva conservare più di 4 milioni d'acqua. Era riserva per le coltivazioni e vasca di compensazione
per le piene.

 

Gli scavi per fermata S.Giovanni della metro C hanno portato alla luce "il più grande bacino idrico mai ritrovato" che si trova all'interno "di un'azienda agricola della Roma imperiale, la più vicina al centro di Roma che sia mai stata ritrovata". Lo annuncia Rossella Rea, responsabile scientifico degli scavi archeologici nel cantiere. 

Si tratta, precisa Rea, di una vasca "così grande che supera il perimetro del cantiere e non è stato possibile scoprirla interamente".

Le archeologhe Francesca Montella e Simona Morretta, che con Rossella Rea hanno formato una squadra tutta al femminile, spiegano che la vasca "era foderata di coccio pesto idraulico e, nelle dimensioni oggi note, poteva conservare più di 4 milioni di litri d'acqua.

Nel I secolo si aggiunge alle strutture di sollevamento e distribuzione idrica di un impianto agricolo attivo dal III secolo a.C. nell'area dell'attuale via La Spezia e di San Giovanni. Il bacino misurava circa 35 metri per 70, pari a un quarto di ettaro, la superficie di uno iugero. Sembra probabile che la sua funzione principale fosse quella di riserva d'acqua a servizio delle coltivazioni e vasca di compensazione per far fronte alle piene del vicino fiume. Nessun altro bacino rinvenuto nell'agro romano ha dimensioni paragonabili".

Il bacino è più grande, infatti, di ogni natatio e peschiera nota. "Oltre le pareti del cantiere - precisa Rea - la vasca si estende verso le Mura, ove probabilmente si conserva, e in direzione di piazzale Appio, nell'area interessata dalla stazione della Linea A ove, invece, è stata sicuramente interecettata e distrutta senza che ne fosse documentata l'esistenza". Le indagini archeologiche sono state realizzate dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, con la collaborazione tecnica della Cooperativa Archeologia che ha messo in luce le testimonianze della frequentazione antropica fino a oltre 20 metri di profondità, isolando 21 diverse fasi e dettagliando, per ciascuna, gli eventi naturali e i livelli di organizzazione umana.

"Le informazioni storiche sul settore di San Giovanni erano molto scarse; del resto, il territorio ha subito trasformazioni tali da nascondere sotto metri di terreno le strutture repubblicane e imperiali esistenti fino alla fine del III secolo, quando la realizzazione delle Mura Aureliane prima, e l'urbanizzazione del XX secolo dopo, portano alla definitiva obliterazione di ogni volume" riflette Rea. "Lo scavo della nuova stazione metropolitana ha consentito di spingere la ricerca archeologica a profondità non altrimenti raggiungibili. Un'opportunità di ritrovare la storia del territorio e dell'uomo, attivo nell'area dalla fine del VII secolo a. C., quando inizia a occupare le sponde di un corso d'acqua a fondovalle, e percorre con carri un primo tracciato viario in terra battuta". 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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Letture d'Estate lungo il fiume e tra gli alberi

Letture d'Estate lungo il fiume e tra gli alberi | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Roma, 7 luglio - Gratuita, senza biglietto d’ingresso nei giardini di Castel Sant’ Angelo torna l’edizione 2014 di Letture d’Estate lungo il fiume e tra gli alberi.


Il protagonista di Letture d’Estate lungo il fiume e tra gli alberi è il libro. Un panorama forse non esaustivo, ma certamente largamente rappresentativo dell’editoria italiana, con un’attenta proposta della piccola e piccolissima editoria di qualità, che molto spesso, per motivi di distribuzione, non riesce a raggiungere un pubblico tanto vasto quanto merita.

Lungo la splendida passeggiata si possono incontrare diversi spazi adibiti all’intrattenimento con le più varie e trasversali proposte dalla lirica al folk, dalla musica classica al jazz e al pop, dall’arte di strada alla poesia, dal teatro all’operetta; senza dimenticare una serie di appuntamenti dedicati alla storia e alla didattica della musica, linguaggio universale che trascende la sindrome di Babele.

 

Un ricco cartellone firmato Lucio Villani per la Rassegna Non soltanto Residenze Blues ospita Artisti del panorama musicale romano (tra tutti Le Romane, Banda Jorona, Belli e Pietropaoli, BlueStuff); italiano (tra tutti Acustimantico, Buscaja, Marta Capponi, Creni, Mariano De Simone, Dejavoice, Filippo Gatti, Silvia Manco, Marchitelli, Maurino, Orchestra Cocò, Marco Pandolfi, Piermarini, Pieroni, Red Wagons ecc.) ed internazionale (tra tutti Daniel John Martin, Mz Dee Logwood, Richard Ray Farrell, Beatriz Lozano, Luke Winslow King).

 

Grande novità quest'anno in prima assoluta l'appuntamento al BARCAPUA. Ho io la soluzione condotto da Francesca Capua: ogni giovedì una giocosa esposizione di opinioni, con premio finale. Tre diverse aree giuochi propongono serate di scacchi, giochi di carte, tennis-tavolo, giochi di ruolo, calcio balilla, ma anche tornei di burraco e di Risiko.


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Una speciale menzione va alla Mostra Emerotecaria permanente 1910-1920, Dieci anni di cronaca (prima parte 1910/1915), realizzata in collaborazione con gli Studenti del Laboratorio di Storia del Liceo Ginnasio Statale Dante Alighieri di Roma, alcuni dei quali faranno anche uno stage in loco. 

Non manca una ricca varietà di stand commerciali e gastronomici.

 


Giardini di Castel Sant’Angelo 
dal 3 luglio al 14 settembre 2014
www.invitoallalettura.org info@invitoallalettura.org 
Tel/fax 06 – 68.73.676 
Ingresso libero 

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Città della Scienza, arriva l'ok del Campidoglio. Sorgerà nell'ex caserma di via Guido Reni

Città della Scienza, arriva l'ok del Campidoglio. Sorgerà nell'ex caserma di via Guido Reni | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

L'assemblea capitolina ha approvato la delibera per la riqualificazione della struttura. Il sindaco: "Punto di svolta per la rigenerazione urbana". L'assessore Caudo: "Nell'area sorgeranno anche alloggi sociali e servizi per il quartiere".

 

Come tutte le grandi capitali del mondo, anche Roma avrà la sua Città della Scienza. L'assemblea capitolina nella notte tra mercoledì e giovedì  ha approvato con 19 voti favorevoli, 11 contrari e nessun astenuto la delibera che riguarda la riqualificazione delle ex caserme in via Guido Reni e la realizzazione della Città della Scienza. 
Le opposizioni in Campidoglio hanno fatto ostruzionismo presentando centinaia e centinaia di ordini del giorno ed emendamenti, dichiarati poi dagli uffici per la maggior parte inammissibili. "Non condividiamo l'accelerazione imposta dal sindaco Marino" commenta il consigliere comunale del M5s Daniele Frongia mentre da Forza Italia si lamentano del "killeraggio" fatto ad odg ed emendamenti. "Non si può affrontare un progetto così importante e strategico per la città con una delibera che sostanzialmente non viene discussa - dice l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno - L'Aula è stata messa in difficoltà sul confronto politico. La giunta non può sovrapporsi all'Aula".

Soddisfatto il sindaco Ignazio Marino. "L'approvazione della delibera- sottolinea il primo cittadino- segna un punto di svolta nella nostra strategia di rigenerazione urbana. Il riutilizzo degli spazi urbani edificati e non più utilizzati ci consente di ripensare il tessuto urbanistico cittadino, arricchendolo di servizi per la città. In particolare, non consumando altro territorio, ma attuando una rigorosa tutela dell'agro romano dalle speculazioni edilizie. La modernizzazione di Roma, che vogliamo più bella, vivibile ed europea, passa anche attraverso la realizzazione di grandi opere come il progetto di riconversione di via Guido Reni, che oltre alla Città della scienza accoglierà edilizia sociale, residenziale e spazi comuni".

A spiegare il progetto della Città della Scienza è l'assessore comunale all'Urbanistica, Giovanni Caudo."L'area oggi di proprietà di Cdpinvestimenti sgr sarà completamente trasformata e potrà ospitare residenze, circa 200 alloggi di cui 75 sociali, e strutture ricettive, in totale sono 45 mila mq di costruito". E poi aggiunge: "Dopo oltre venti anni di dibattito oggi Roma ha un luogo e una parte delle risorse per la sua costruzione. Il progetto prevede infatti che la trasformazione faccia incassare al Comune oneri straordinari per almeno 43 milioni di euro oltre quelli ordinari che serviranno per la realizzazione dei servizi di quartiere".

Polemica, invece, l'opposizione.  "Si rischia un'altra opera incompiuta. Abbiamo votato contro la delibera per trasformare l'ex Caserma di via Guido Reni perché quel quadrante non può

 

sopportare 240 nuovi appartamenti e perché non c'è un concreto piano finanziario che possa garantire la reale nascita della Città della Scienza". dichiara Alessandro Onorato,  capogruppo della Lista Marchini in Campidoglio.

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Ex Snia, quell'unico lago naturale della Capitale che rischia di scomparire

Ex Snia, quell'unico lago naturale della Capitale che rischia di scomparire | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Il Comune ha tempo fino al 14 agosto per espropriare il bacino di acqua minerale tra Prenestina e Casal Bertone, per evitare così la costruzione di quattro grattacieli. Il Campidoglio: "Vogliamo rendere fruibile l'area, ma prima bisogna metterla in sicurezza".

 

L'unico lago naturale di Roma rischia di essere spazzato via da una colata di cemento. Al centro del fazzoletto di campagna alle spalle dell'ex fabbrica tessile Viscosa, incastonato tra la Prenestina e Casal Bertone dal 1992 sorge un bacino di acqua minerale (l'acqua bullicante), oggi rifugio per decine di specie faunistiche protette. I comitati di quartiere della zona, si stanno battendo da anni affinché il Comune espropri l'intera area di proprietà del costruttore Antonio Pulcini, evitando in questo modo la costruzione di quattro grattacieli e crei un parco pubblico con i relativi servizi, come prevede il Piano Regolatore. "Il 14 agosto  - spiega Marco, del forum del Parco delle Energie -  scade il termine ultimo per realizzare la destinazione d'uso dell'esproprio. Se il sindaco non si attiva e non stanzia i fondi necessari per avviare i lavori di allargamento del parco, l'area rischia di tornare all'ex proprietario che potrebbe andare avanti con il suo progetto edilizio, prosciugando questa meraviglia naturalistica".

LA CHIUSURA DELLA FABBRICA. La vicenda legata al parco e al suo lago è piuttosto complessa. Nel 1954 la fabbrica tessile Cisa Viscosa cessa la produzione, 14 anni più tardi un decreto ministeriale vincola la pineta storica piantumata negli anni 20 sulla collina della ex fabbrica. Il 7 novembre del 1990 il costruttore Antonio Pulcini tramite la società Ponente 1978, acquista i capannoni e l'area circostante, forte della concessione edilizia rilasciata nel mese di maggio dello stesso anno dall'assessorato all'Urbanistica della Regione Lazio. 

LA NASCITA DEL LAGO.  Nonostante il tribunale accerterà successivamente la falsificazione delle planimetrie sulla base delle quali era stata concessa la licenza per costruire, nel 1992 partono i lavori per la costruzione di un centro commerciale. Non appena bucato il sottosuolo per gettare le fondamenta, gli escavatori intercettano la falda dell'acqua bullicante. "Ciò  -  spiegano dal Forum del Parco delle Energie - ha comportato inizialmente l'allagamento del cantiere. Ma visto che gli operai pompavano l'acqua che sgorgava in superficie direttamente nelle fogne, a fronte di un acquazzone si è rotto il collettore della rete fognaria e si è allagata tutta la zona di via Prenestina. Così si è formato il lago e il 22 maggio 1992 un decreto regionale ha disposto l'annullamento della concessione edilizia. Decisione che sarà poi confermata da una sentenza del Consiglio di Stato, che nel 2007 ha respinto il ricorso del costruttore. 

LO SCANDALO DELLE PISCINE. La vicenda è tutt'altro che conclusa. Il 28 dicembre del 1994 l'assemblea capitolina approva il progetto per la sistemazione a verde pubblico attrezzato di parte dell'area della Snia Viscosa (la ex fabbrica) e avvia la procedura di esproprio. L'anno successivo i cittadini occupano gli ex capannoni per presidiare il parco che dovrebbe nascere: apre i battenti  il centro sociale Ex Snia. Ma è nel 2009 che il sogno del parco sembra svanire. Il 9 febbraio infatti il commissario delegato ai Mondiali di nuoto autorizza la società Asd Larus nuoto a costruire un impianto natatorio nell'area (oltre 10.000 metri quadrati edificabili con piscine, palestre, solarium, bar, ristorante, sala congressi e appartamenti). "Ma abbiamo occupato il dipartimento allo Sport del Comune e in questo modo la concessione è stata revocata". 

IL PROGETTO "RELITTI URBANI". Poi però nasce l'idea di utilizzare l'area del parco per costruire dei residence universitari da affittare a canoni concordati. I cittadini tornano a far pressione per sventare il progetto e la delibera 107 del 2010 (siamo in piena epoca Alemanno, ndr) non verrà mai approvata in Campidoglio. Tuttavia è nel 2013 che parte l'ultima mobilitazione popolare per la salvaguardia del polmone verde di via Casilina. "Nel febbraio dello scorso anno  -  chiarisce Marco  -  la società Ponente 1978 ha presentato un ulteriore progetto edilizio per la costruzione di 55mila metri cubi nell'area della ex fabbrica: al posto del lago propone di innalzare quattro torri di 100 metri l'una.  "Il problema ora è che il tempo stringe  -  ripete Marco -  l'area è pubblica dal 2004, ma le normative prevedono che se entro dieci anni non si realizzano le opere previste il terreno può tornare in mano all'ex proprietario, che non esiterà a prosciugare il nostro lago. È ora che Marino si faccia avanti e apra il parco". 

LA REPLICA DEL CAMPIDOGLIO. Il Comune fa sapere che "Roma Capitale ha la piena l'intenzione di rendere fruibile per tutti i cittadini l'area del Parco delle Energie e trasformarla in un parco pubblico. Prima però è necessario provvedere alla corretta definizione del perimetro del parco pubblico e a mettere in sicurezza l'area, agli argini della quale infatti sono presenti dei fabbricati in alcuni casi pericolanti. Solo successivamente a questo intervento sarà possibile procedere alla sistemazione definitiva dell'area. A questo proposito l'amministrazione capitolina sta già vagliando da tempo diverse soluzioni per individuare la copertura finanziaria dell'intervento".     
 

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Scoperto a Ostia mausoleo del III secolo con iscrizioni terribili e maledizioni

Scoperto a Ostia mausoleo del III secolo con iscrizioni terribili e maledizioni | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it
Il sepolcro di un fanciullo inserito in una struttura a tamburo era protetto da iscrizioni terribili contro profanatori e sacrileghi

Un mausoleo a tamburo esagonale, che ricorda quello di Cecilia Metella sull'Appia ma dalle dimensioni molto più ridotte, è venuto alla luce a Ostia Antica nel corso di una campagna di scavo condotta dalla Soprintendenza archeologica insieme con i ragazzi del “The american institute for roman culture”. 


Il cantiere si trova nel Parco dei Ravennati, a metà strada tra la Cattedrale di Sant'Aurea e Porta Romana di Ostia. Al suo interno sono state recuperate una decina di sepolture appartenute a una famiglia di nobili benestanti dell'epoca tra il III ed il IV secolo dopo Cristo.

Nel mausoleo è stata scoperta una tomba di un bambino coperta da una lastra di piombo con una maledizione: un messaggio terribile per i profanatori e magico per i nemici del defunto. «All'interno del muro perimetrale che conteneva il sepolcro – segnala Paola Germoni della Soprintendenza di Ostia – abbiamo trovato su una tomba di un bimbo una lastra in piombo con il foro di un chiodo le cui caratteristiche ci fanno chiaramente comprendere che si trattava di un supporto scrittorio a protezione del corpo del bambino. Su questo supporto scrittorio venivano lanciate terribili maledizioni contro i profanatori della tomba, auspici di gravi malattie e di morte con dolore nei confronti dei sacrileghi».

Le tombe ritrovate in prossimità del mausoleo sono disposte in maniera compatta e ricoprono sepolture precedenti in ambienti decorati con affreschi. Molte risultano essere state violate, altre sono intatte. Il riuso del monumento funebre è attestato per un lungo periodo, fino al medioevo, forse in associazione con il culto di Santa Monica o di Sant'Aurea.

La straordinarietà della scoperta consiste anche nel metodo di lavoro: agli scavi, infatti, hanno contribuito una trentina di studenti provenienti da tutto il mondo: Usa, Australia, Svezia, Danimarca, Canada. A dirigerli il team composto da Paola Germoni, Darius Arya, Michele Taddi, Flora Panariti e Angelo Pellegrino.

A pochi metri di distanza dal mausoleo di tarda età Repubblicana, sono stati individuati ambienti domestici della fine del IV secolo. La prosecuzione degli scavi iniziata nel 2013 ha ampliato l'area visibile del pavimento in opus sectile, caratterizzato da coloratissimi marmi che definiscono un disegno geometrico. «Questo pavimento - ha sottolineato Germoni - è straordinario per la sua raffinatezza, anche rispetto all'opus sectile ostiense di Porta Marina. I marmi utilizzati sono d'importazione e altamente pregiati. Lo scavo di quest'anno ha messo in luce il motivo centrale del pavimento con elementi lineari, ma estremamente complessi che vedono alla base una conoscenza di disegni importati probabilmente dall'oriente».

Accanto alla domus è stata portata alla luce una vasca di epoca medievale. L'ipotesi degli scienziati è che possa essere stata utilizzata per la lavorazione del pesce. Una strada basolata del III sec. divide l'abitazione dal mausoleo

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E l'archeologo tra le scartoffie scova il tempio dimenticato

E l'archeologo tra le scartoffie scova il tempio dimenticato | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it
Appia antica, uno sconosciuto e raro edificio trovato nelle foto degli anni '70. E poi rinterrato

 

La polvere con cui si è sporcata le mani di Rachele Dubbini non era quella dello scavo stratigrafico. Ma la polvere delle scartoffie. È stato passando al setaccio le foto di cantiere conservate negli archivi della Soprintendenza statale che la giovane archeologa di Ancona si è ritrovata tra le mani un tempio sconosciuto. È un rarissimo edifico probabilmente del terzo secolo avanti Cristo sepolto accanto a Quo Vadis Domine. Venne alla luce nel 1970 durante lavori alle condotte di un concessionario auto che, e siamo nel parco dell'Appia Antica, si trova accanto alla celebre chiesa. Ma il ritrovamento fu subito rinterrato senza che gli archeologi della Soprintendenza di allora si prendessero la cura di misurare, fotografare, schedare il monumento di 2300 anni fa. E lì sotto il tempio ancora giace.

"Ho fatto un salto sulla sedia quando mi è finita tra le mani la prima foto  -  racconta l'archeologa di Roma Tre  -  . In quello scatto ingiallito, mischiato a molti altri, si vedeva chiaramente una teca con quattro lastroni, una sorta di cassetta delle offerte. E poi da un'altra foto è venuto fuori il frammento di parete affrescata, un lacerto di mosaico pavimentale. Insomma, tutto fa pensare a un santuario come quelli greci a doppia cella. Rarissimo in Italia. Anche il mio professore, Daniele Manacorda, ha convalidato questa ipotesi ricostruttiva. Certo, ora bisognerebbe scavare per saperne di più ..."

La ricerca di Dubbini tra le decine di faldoni della Soprintendenza  -  risalenti a quando, diversamente da oggi, le campagne di scavo preventivo erano fatte di fretta e con poca cura  -  è finanziata da una borsa di studio straniera. Chiedere ai mecenati esteri di pagare gli scavi è impossibile. Né avrebbe senso, anche qualora le esangui casse pubbliche trovassero qualche fondo per aprire una campagna di lavori, riportare alla luce qualcosa che poi non si avrebbe la forza di conservare e musealizzare. "Eppure servirebbe  -  dice Rita Paris, responsabile dell'Appia Antica per la Soprintendenza, partner di questa ricerca di "archeologia in archivio"  -  perché siamo nel tratto urbano ma già nel cuore della Regina Viarum, nell'area più frequentata dai turisti, all'inizio insomma di quel parco dell'Appia Antica che ci auguriamo diventi presto "parco archeologico"". 

Le benne che 44 anni fa scavarono l'area non ci andarono troppo per il sottile. "Temo che abbiano rovinato questo straordinario tempio  ammette Dubbini  La doppia cella dell'edificio sacro dalla rara tipologia significa, peraltro, che una coppia di divinità proteggeva il luogo". Storia del culto e dell'arte si incrociano in questa ricerca virtuale tra le foto di scavo. "E considerate che il muro affrescato

 

che si è conservato arriva a un metro e venti, una misura eccezionale per noi archeologi". Lo scavo con pala e pennello però, per adesso, deve attendere. Il terreno delle foto d'archeologia è invece di più facile accesso. E ancora tutto da arare. 
 

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Torna a splendere il Tempio di Ercole e di Portuno

Torna a splendere il Tempio di Ercole e di Portuno | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Roma, 10 luglio – Si è concluso il restauro del Tempio di Ercole e Portuno al Foro Boario, davanti piazza Bocca della Verità. A tagliare il nastro sono stati il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e l'ambasciatore americano in Italia, John R. Phillips. Il restauro del più antico tra i templi repubblicani dell'antica Roma, durato otto anni, è stato finanziato dal Ministero dei Beni culturali e da soci privati americani.

 

"E' molto importante che il tempio di Ercole e di Portuno sia restituito alla sua bellezza", ha dichiarato il Sindaco. "Questo tempio, - ha proseguito il primo cittadino - conosciuto anche come tempio della Fortuna virile, risale nella sua fase più antica al IV o al III secolo avanti Cristo e oggi rappresenta un'importante testimonianza dell'architettura romana. Una struttura pressoché integra - ha aggiunto Marino - che ha subito cambiamenti decorativi e strutturali stratificati tra l'VIII e il IX secolo, passando dal tardo Rinascimento, fino agli anni'20. Gli ultimi interventi di conservazione risalgono agli anni '60 ed è facilmente intuibile come il trascorrere dei decenni, gli attacchi degli agenti atmosferici e dell'inquinamento siano cause di degrado per questo e per gli altri numerosissimi monumenti e opere d'arte che costituiscono il meraviglioso museo a cielo aperto di Roma".

 

Il Sindaco ha poi sottolineato come "l'esperienza di questa positiva collaborazione tra il pubblico e il privato per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico e artistico di Roma ci conferma nell'idea che questa è la strada maestra. In questi mesi – ha detto Marino – ho incontrato molte istituzioni, pubbliche e private, in Italia e all'estero, per coinvolgerle in questo grande progetto culturale sulla città di Roma e, da ogni parte, arrivano segnali molto positivi".

 

“Questi preziosi interventi su un inestimabile patrimonio che andrebbe altrimenti irrimediabilmente perduto, – ha concluso il Sindaco di Roma - non solo ci permettono di recuperare una ricchezza della nostra città, ma ci restituiscono un pezzo della nostra storia".

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Porto, archeologi svelano cantiere navale e residenza marmorea di Traiano

Porto, archeologi svelano cantiere navale e residenza marmorea di Traiano | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it
Le dimensioni dovevano essere imponenti, quasi colossali, che potrebbero competere oggi con i cantieri navali delle più moderne città portuali del terzo millennio. Solo i resti di pilastri crollati, agli occhi esperti degli archeologi, lasciano intuire un’altezza delle murature delle aule di oltre dodici metri, ma senza contare le volte delle coperture. Nella vasta area di scavo dell'antica città di “Portus” (Porto a Fiumicino), il grandioso insediamento portuale voluto dagli imperatori Claudio e Traiano e sviluppatosi tra il I e il II secolo d.C., ad aver entusiasmato gli archeologi è il complesso architettonico identificato con i cosiddetti “Navalia” imperiali, ossia gli arsenali di Traiano, un edificio che poteva avere anche una funzione militare. «Finora le indagini avevano raggiunto i livelli delle strutture più tarde, frutto di rimaneggiamenti successivi, che avevano documentato le fasi di abbandono - racconta Renato Sebastiani funzionario della Soprintendenza archeologica e responsabile dell’area - ma ora abbiamo trovato i piani originali dell’età di Traiano, strutture che hanno tutte le caratteristiche per essere identificate come arsenali». Ecco svelato, dunque, il gioiello architettonico del porto: «Un monumentale edificio - avverte Sebastiani - che si ergeva sull’istmo di terra tra le acque del molo di Claudio e il bacino di Traiano, caratterizzato da gigantesche navate alte oltre dodici metri, scandite da possenti pilastri che oggi possiamo ricostruire dai reperti crollati». Con uno sforzo di immaginazione, bisogna ricordare come questo sito fosse il nuovo porto imperiale (dopo Ostia) al servizio di Roma, animato da frenetiche attività. E l’edificio oggi identificato con i “Navalia”, nei secoli ha subito gradualmente delle trasformazioni. LO SCAA descriverne le fasi, in un viaggio a ritroso nel tempo, sono proprio i dati emersi dallo scavo. «Abbiamo rinvenuto delle tombe che risalgono alla fase più tarda - avverte Sebastiani - Poi abbiamo riportato alla luce i livelli di strutture identificate come magazzini, e ora abbiamo trovato i piani originali di epoca traianea, di quelli che sembrano essere effettivamente gli arsenali». Fervono i lavori in questo sito in consegna alla Soprintendenza, che di recente è stato visitato dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini che ha annunciato l’apertura entro l’estate di una conferenza di servizi per definire un piano strategico di valorizzazione dell’area. Annunci a parte, comunque, i fasti della città imperiale stanno riaffiorando in un virtuoso scavo internazionale che grazie alle convenzioni della Soprintendenza vedono schierati l’équipe dell’École française e quella della University of Southampton, diretta da Simon Keay. Se a novembre 2013 gli studi di Keay avevano potuto elaborare una prima ricostruzione del grandioso palazzo imperiale, ora riaffiora una nuova zona residenziale del palazzo, con uno spazio adibito a latrina, che potrebbe articolarsi su tre piani. Sono stati trovati infatti una serie di ambienti sontuosi, riccamente decorati, con pavimenti in opus sectile, caratterizzati cioè da tarsie marmoree, e porzioni di splendidi mosaici con intarsi in pasta vitrea policromi. Una stanza, poi, una sorta di disimpegno, sta restituendo in questi giorni un mosaico a tessere bianche con il bordo impreziosito da raffinati disegni di motivi a spirali intrecciate, con intarsi gialli e neri. «Il Palazzo imperiale era il cuore amministrativo del porto - conclude Sebastiani - Affacciava sul mare, rivolto al molo di Claudio. Qui forse risiedeva il prefetto del porto, e il comando della flotta. Qui soggiornava l’imperatore». Un tesoro che regala sempre sorprese.
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Grande festa del cinema mediterraneo per i 20 anni del MedFilm Festival, finestra aperta sul mondo

Grande festa del cinema mediterraneo per i 20 anni del MedFilm Festival, finestra aperta sul mondo | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Roma, 2 luglio – Il MedFilm Festival torna nella Capitale dal 4 all’11 luglio per festeggiare, presso la Casa del Cinema ed il Museo MAXXI, il 20° anniversario della sua fondazione. La manifestazione sarà una grande festa delle culture che vedrà riuniti i protagonisti storici del MedFilm, la prima manifestazione in Italia dedicata alle cinematografie del Mediterraneo e al dialogo tra i paesi delle due sponde attraverso il cinema, per conoscere ed apprezzare le diversità come un valore.

 

Un programma intenso, condensato in 8 giorni di proiezioni, che ha l’obiettivo di  sottolineare il ruolo centrale del Mediterraneo nell’attuale contesto europeo.

 

Per festeggiare i suoi 20 anni, MedFilm Festival ospita per la prima volta l’Italia in qualità di Paese Ospite d’Onore. 
La sezione sarà composta da 12 film: tre lungometraggi, tre documentari e sei cortometraggi,  per un’ampia panoramica che intende dare visibilità ad alcuni tra gli autori più talentuosi e originali del nostro cinema.


E dunque Premio alla Carriera 2014 a Mario Martone, che ritirerà il Premio il 5 luglio alla Casa del Cinema e presenterà Noi credevamo, magniloquente affresco sul Risorgimento, realizzato in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia.


Sarà anche riproposto La mia classe di Daniele Gaglianone, coraggioso “film nel film” nel quale la realtà prende il sopravvento sulla finzione e i dubbi di un professore in una classe di italiano per stranieri, diventano le contraddizioni di un intero sistema.


Tra i documentari Brasimone di Riccardo Palladino, ambientato nell’Appennino che sovrasta Bologna, e Il futuro è troppo grande di Giusy Buccheri e Michele Citoni, intimo ritratto della vita quotidiana di due adolescenti nella nuova Italia multiculturale. Concludono la sezione sei cortometraggi, per un percorso che attraversa l’Italia con la Sicilia di Cuore Nero, la Taranto diAlle corde e la Genova di A passo d’uomo, aprendosi al passato con il bianco e nero de Gli Uraniani ed ai sentimenti del ReCuiem.


In occasione dell’ anniversario il Festival realizza la sezione Med20, che ospiterà gli omaggi a prestigiosi cineasti del cinema med-europeo. Tra questi il cineasta francese Paul Vecchiali, il marocchino Daoud Aoulad-Syad, lo sloveno Karpo Godina, tutti ospiti del festival, ed il palestinese Hany Abu-Assad.


Per il film di apertura l’Egitto, con l’anteprima europea Factory Girl, del maestro del cinema egiziano Mohamed Khan; in chiusura il francese Eastern Boys di Robin Campillo. Due titoli, molto diversi per stile e contenuto, che uniscono idealmente le due anime del festival: da un lato il Mediterraneo, ricco di storia, fascino e passioni viscerali; dall’altro l’Europa dell’immigrazione e dell’incontro/scontro tra culture diverse.


Festival considerato di particolare interesse per la vita culturale della Città 2014-2016, il Medfilm è realizzato con il sostegno di Roma Capitale in collaborazione con Acea e Siae ed è inserito nel programma dell’Estate Romana 2014.

 

Per informazioni
www.medfilmfestival.org 
info@medfilmfestival.org 
tel.  0685354814

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Piazza Vittorio, al via percorso per riqualificazione e gestione partecipata

Piazza Vittorio, al via percorso per riqualificazione e gestione partecipata | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Roma, 2 luglio – Presentata l’intesa tra Roma Capitale e le associazioni dei cittadini per avviare un percorso partecipato finalizzato alla riqualificazione di piazza Vittorio, uno dei luoghi più votati nel Lazio nel 2012 in occasione della sesta edizione del censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso dal FAI - Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Per la storica piazza, lavori al via nel 2015.

 

Il giardino di piazza Vittorio si rifà quindi il look e lo fa assieme ai cittadini, grazie al protocollo di intesa per la realizzazione del “progetto di Riqualificazione del giardino e redazione di un Piano di gestione partecipato”, siglato da Roma Capitale, CittadinanzAttiva Lazio Onlus e Comitato Piazza Vittorio Partecipata (CPVP).

 

Il protocollo - presentato ai Musei Capitolini dagli assessori Paolo Masini (Lavori Pubblici e Periferie) ed Estella Marino (Ambiente);  da Tatiana Campioni, assessore ai Lavori Pubblici del Municipio I; Sofia Bosco, direttore Ufficio di Roma e Rapporti Istituzionali del FAI; Roberto Crea - Cittadinanza Attiva Lazio Onlus, e Marina Fresa - Comitato Piazza Vittorio Partecipata - avvia così il percorso per il recupero e la valorizzazione del giardino della piazza, che in un anno sarà resa più verde, sicura e vivibile.

 

Due sono i punti forti dell’accordo: il coinvolgimento dei cittadini, sia nella fase progettuale sia nella fase gestionale, attraverso un processo partecipato - strumento vincente di buona governance - e la progettazione di un piano di manutenzione del giardino che verrà attuato nei prossimi tre anni.

 

I cittadini non solo saranno costantemente informati, ma potranno anche partecipare attivamente alla realizzazione del progetto e della successiva manutenzione dell’opera. I tecnici dell’Amministrazione e quelli incaricati dal Comitato Piazza Vittorio Partecipata e CittadinanzAttiva attiveranno tavoli e gruppi di lavoro anche in comune, che porteranno alla redazione del progetto di Riqualificazione.

 

Le linee guida del progetto prevedono la razionalizzazione dei manufatti e delle strutture di servizio (bocche areazione metropolitana, fontane, centraline ACEA/Enel, casetta liberty utilizzata dall’AMA), oltre alla valorizzazione della zona archeologica. Sarà poi attentamente considerata la diversità delle aspettative degli utenti rispetto all’uso degli spazi, data la natura del luogo, che è al contempo piazza e giardino.

 

Le nuove opere saranno realizzate attraverso le risorse economiche già disponibili e il percorso partecipato prevede cinque fasi. 
Nella prima viene attivato il confronto tra i soggetti interessati, si effettuano i rilievi (architettonico e arboreo) e si dà avvio ai lavori dei tavoli. 
Nella seconda fase vengono espletate attività progettuali e di comunicazione, e la redazione condivisa del progetto, che viene poi presentato nella terza fase attraverso un incontro pubblico propedeutico all’indizione e all’assegnazione della gara. 
Nella quarta fase prende avvio il cantiere e vengono realizzate le opere. I lavori cominceranno al termine del percorso condiviso (previsione: gennaio 2015) e dureranno circa 12 mesi. L’ultima fase prevede gli interventi relativi alla manutenzione: progettazione partecipata, redazione del piano e condivisione con i vincitori della gara.

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Villa Celimontana, terminati i lavori di restauro

Villa Celimontana, terminati i lavori di restauro | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Roma, 24 giugno - L'assessore capitolino all'Ambiente, Estella Marino, insieme con Alberta Campitelli della Sopraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale e Ludovico Ortona, presidente dell'Arcus, ha visitato Villa Celimontana, dove si sono conclusi i lavori di restauro.
 

I lavori, iniziati nell'aprile 2013 ed eseguiti dal Servizio Giardini affiancato dalla Sovrintendenza capitolina, hanno riguardato un'area di circa 20.000 metri quadri tra la piazza antistante l'Istituto Geografico italiano e l'ingresso di Santi Giovanni e Paolo.
 

Gli interventi realizzati hanno riguardato un restauro della vegetazione basato sul ripristino di un disegno del giardino del 1926. Sono stati abbattuti alberi secchi e sostituiti con 35 nuove essenze, sono state potate e sagomate le siepi, ripristinate le aiuole e seminati i prati. Il parco è stato dotato di un impianto di irrigazione automatico notturno, di 7 cestoni grandi dotati di una copertura anticornacchie, di 15 nuove panchine in ferro. Quattro le fontane restaurate, mentre sono state ripristinate varie murature e anche le scogliere in tufo. 
Intervento cardine dei lavori è stata l’installazione di un nuovo collettore fognario per la raccolta delle acque piovane e di un nuovo strato di pavimentazione chiamato biostrasse, totalmente drenante ed ecologico, in quanto privo di resina e derivati del petrolio. 
 

Il costo degli interventi è stato di 970.000 euro, finanziati da Arcus spa nell'ambito del progetto del ministero dei Beni culturali “Restauro del sistema vegetazionale delle ville storiche romane'.
Nei lavori di restauro non è rientrata l'area del teatro di Verzura, che resta chiusa al pubblico. La direzione dei lavori ha chiesto ad Arcus di poter usare 130mila euro del ribasso d'asta per poter riaprire l'area, ripristinare la pista ciclabile e i camminamenti. 

 

Il restauro di Villa Celimontana fa parte di un progetto che comprende sette ville romane per un finanziamento complessivo di 4 milioni di euro per il giardino Carlo Alberto, il parco di San Gregorio al Celio, quello di Sant'Andrea al Quirinale, villa Aldobrandini, il ninfeo di villa Sciarra e villa Carpegna. 

 

L’assessore Marino ha dichiarato: “Un ringraziamento particolare ad Arcus e a chi ha deciso di investire nel verde, perché in questo momento il bilancio di Roma Capitale non è florido, e quindi avere a disposizione gli interventi sulle ville storiche ci aiuta moltissimo. Ringrazio anche la Sovrintendenza e il Servizio giardini che hanno eseguito i lavori che sono stati un po’ prolungati rispetto alla tempistica iniziale, e per questo abbiano avuto anche qualche lamentela dei cittadini che vedevano perdurare il cantiere, ma è stato necessario fare delle opere aggiuntive che prima non erano previste, come la canalizzazione dell'acqua per far reggere gli interventi fatti, tant'è che per fortuna i vialetti hanno retto anche agli ultimi giorni di alluvione".

 

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Benzina: sindacati confermano sciopero il 18 giugno - Stop dei self services dal 14 al 17

Benzina: sindacati confermano sciopero il 18 giugno - Stop dei self services dal 14 al 17 | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Stavolta i benzinai tengono fermo il punto e ribadiscono la necessità di portare avanti la loro protesta, incluso lo sciopero di mercoledì 18 giugno. Il vertice convocato dal ministero dello Sviluppo Economico non è quindi bastato per scongiurare lo stop. Ma la questione carburanti tornerà presto sul tavolo del ministero, che si è impegnato a nuovi incontri già dalla prossima settimana, sia con i sindacati dei gestori che con l'Unione petrolifera. Il viceministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti ha infatti sottolineato come la concorrenza nel comparto vada ''ampliata'', in modo ''da portare a una riduzione dei prezzi'', con ''l'obiettivo di una riforma complessiva del settore'', su cui, ha evidenziato, ''credo sia ora di metterci le mani''. E secondo De Vincenti si può intanto partire dalla ''piattaforma condivisa due anni fa''. D'altra parte i fronti aperti sono più di uno, il ministero ne indica in particolare tre: ''Una ristrutturazione della rete che riduca i costi e migliori la qualità del servizio, l'articolazione delle forme contrattuali tra compagnie e gestori (secondo quanto previsto dal dl liberalizzazioni) e una corretta dinamica concorrenziale''. Le sigle dei benzinai hanno espresso ''apprezzamento per la disponibilità mostrata dal ministero'', ma allo stesso tempo hanno spiegato come ''al momento l'unico strumento che hanno sia lo sciopero''. La posizione trova uniti i tre sindacati, ovvero Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio. Organizzazioni concordi anche nel puntare il dito contro le ''compagnie petrolifere'' che, ''forti del vincolo di fornitura in esclusiva, continuano ad imporre unilateralmente ed arbitrariamente ai gestori prezzi a fuori mercato e molto più alti di quelli praticati da un ristretto numero di impianti, cosiddetti no logo'', o pompe bianche. L'agitazione partirà quindi la mattina del 14 giugno con la chiusura, fino alla sera del 17 giugno, di tutti gli impianti self service pre-pay. Il giorno dello sciopero vero e proprio è invece fissato per il 18 giugno, data in cui è in programma anche una manifestazione nazionale dei gestori a Roma.

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Romanesco: cucina, tradizione e territorio nel segno dell’eccellenza

Romanesco: cucina, tradizione e territorio nel segno dell’eccellenza | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

 

Torna Romanesco, il circuito di Eccellenze dei ristoratori e dei prodotti tipici della città di Roma organizzato dalla Camera di Commercio di Roma e dall'Azienda Romana Mercati (ARM) con la collaborazione delle Associazioni di Categoria e dei Consorzi di Tutela di riferimento. Sono venti i locali (Trattoria Da Cesare, Il Focolare, L’Arcangelo, Al Vantaggio, Osteria dell’Ingegno, Convivio Troiani, L’Apetta Ghiotta, L’Oste della Bon’Ora, Clemente alla Maddalena, Dal Pollarolo, Cacciani, Roberto e Loretta, Atlas Coelestis, Benito al Ghetto, Fuoco e Farina, Checco er Carrettiere, la Zanzara, Baccano, Rossovino, Al Grappolo d’Oro) che hanno aderito a questa nuova edizione e che, a turno, proporranno un menu made in Rome per promuovere e valorizzare presso il pubblico i prodotti tipici e tradizionali della provincia di Roma, attraverso l’interpretazione dei protagonisti della cucina romana. Un team di chef che riunisce esponenti di diversi stili: classici, innovatori, emergenti che porterà gourmet e appassionati ad esplorare i gusti e i sapori di una delle cucine più famose al mondo.

Ogni ristorante, nel periodo compreso tra il 29 maggio e il 20 giugno, proporrà nella data prescelta un menu“Romanesco” a prezzo fisso e con la propria ricetta “bandiera”. Per chi volesse cimentarsi in cucina nei ristoranti saranno disponibili dei volumetti, in italiano e inglese, che raccolgono le ricette con i loro ingredienti e modalità di preparazione oltre ad un breve profilo dei locali segnalati.

La novità di quest’anno inoltre è quella di aver voluto mettere in risalto le caratteristiche di cinque prodotti tipici e tradizionali del paniere agroalimentare romano: l’Abbacchio Romano IGP, il Pecorino Romano DOP, la Ricotta Romana DOP, le Olive da Mensa e l’Olio Extravergine di Oliva Dop Sabina. Cinque eccellenze che saranno protagoniste non solo nei piatti “bandiera” dei menu di Romanesco, ma anche nei negozi gourmet di RomainTavola, iniziativa camerale collegata a Romanesco e che coinvolge una serie qualificata di esercizi di gastronomia della città di Roma

 

Per il calendario completo degli appuntamenti e i costi proposti dai singoli locali, consultare il sito www.romanesco.roma.it.

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Le Scuderie di Augusto ingoiate dal maxiparcheggio nel cuore di via Giulia

Le Scuderie di Augusto ingoiate dal maxiparcheggio nel cuore di via Giulia | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Mancano i fondi, salta la musealizzazione. I resti sotto tonnellate di pozzolana. Diffida dei cittadini

 

 Gli archeologi li hanno cercati per anni. Poi, dopo averli trovati, li hanno studiati, fotografati e catalogati. Ora toccherà agli operai della Cam, la ditta che ha speso più di 5 milioni di euro per gli scavi, seppellire di nuovo i resti delle scuderie di Augusto. Stanno per sparire sotto tonnellate di pozzolana le stalle dell'antica Roma, gli "stabula" dove venivano portati i cavalli dopo le corse delle quadrighe al Circo Massimo ritrovati durante gli scavi per la realizzazione del maxiparcheggio interrato di via Giulia. Impacchettati con uno spesso telo speciale, un geotessuto impermeabile, presto finiranno ancora una volta sotto terra.
In piena spending review, non ci sono soldi a sufficienza per ipotizzare una musealizzazione di quella che solo tre anni fa la Soprintendenza speciale per i beni archeologici definiva "una scoperta importantissima per la topografia di Roma". "Abbiamo scoperto i resti delle stalle facendo una sorta di Tac al terreno quando iniziammo a scavare. Non erano presenti su nessuna delle carte del ministero. Ora li stiamo ricoprendo per proteggerli  -  spiega Angelo Marinelli, amministratore unico della ditta costruttrice  -  perché all'aperto e senza una copertura ad hoc si sarebbero solo deteriorati. Se Mibac e Comune vorranno riportarli alla luce, non ci sarà problema".

Dopo il ritrovamento, infatti, la Cam ha modificato il progetto del parcheggio. "Non costruiremo sopra i reperti  -  assicura l'ingenger Marinelli  -  e così abbiamo ridotto anche il numero di parcheggi che realizzeremo. Tempo fa avevamo anche presentato un project financing per il museo. Ma il Comune non ha accettato e la proposta è morta così". A quel punto, l'unica via praticabile rimasta è stata quella del rinterro. "È una delle metodologie previste  -  spiega Federica Galloni, direttore generale per il Mibac del Lazio  -  quando non ci sono fondi per assicurare opere capaci di salvaguardare i ritrovamenti".
Chiusa, almeno temporaneamente, la partita sulle scuderie di Augusto, l'attenzione si sposta sui lavori. "Stiamo per partire con la costruzione del parcheggio  -  aggiunge ancora l'amministratore unico di Cam  -  e, per quanto riguarda invece la copertura, il I municipio ha aperto un progetto partecipato". I romani sono chiamati a proporre idee per la piazza di oltre 7.000 metri quadrati di sampietrini  -  seconda solo a piazza Navona  -  che saranno posati sopra il parcheggio che ha ricevuto il via libera dalla giunta lo scorso 3 luglio dopo una lunga serie di rinvii. Dopo oltre 5 anni di scavi, la Cam conta di chiudere i lavori entro 18 mesi e inaugurare l'opera da 293 posti auto con entrata e uscita sul lungotevere entro la fine del prossimo anno.

Mentre in municipio si rispolverano i bozzetti presentati nel 2011 da 7 progettisti italiani e stranieri (Aldo Aymonino, David Chipperfield, Stefano Cordeschi, Roger Diener, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Giuseppe Rebecchini), i primi cittadini a farsi sentire sono stati quelli del Coordinamento residenti città storica. 

Assieme a Cittadinanzattiva Lazio hanno presentato una diffida a non rilasciare il permesso a costruire alla Cam. La lettera è stata protocollata e già inviata a Mibac, Regione, Comune e municipio. "Parte del volume del parcheggio  -  attacca Paolo Gelsomini, segretario del comitato  -  emergerà dal piano stradale e il parcheggio non sarà totalmente interrato come scritto sulle carte approvate. I muri saranno ben visibili da vicolo delle Prigioni, da via dello Struzzo e dal lungotevere. Poi c'è il capitolo dei reperti. L'antica struttura delle scuderie sarà sepolta. Almeno ci dicano dove finiranno i frammenti più piccoli e facilmente trasportabili. Saranno stati sicuramente già catalogati. Che fine faranno?". Una nuova polemica si abbatte su via Giulia, sulla ferita aperta nel cuore del centro storico dal 2009 che ora il Comune vuole suturare una volta per tutte.© Riproduzione riservata
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Ex Snia, sarà parco. Chiuso l'esproprio, ora il progetto insieme ai cittadini

Ex Snia, sarà parco. Chiuso l'esproprio, ora il progetto insieme ai cittadini | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Roma, 7 agosto – Il terreno dietro l’ex Snia Viscosa, sulla Prenestina a un passo dal Pigneto e all’interno del cosiddetto “Parco delle Energie”, diverrà parco pubblico insieme al suo lago, l’unico lago naturale di Roma. Abbattuta la recinzione su via di Portonaccio l’area verde, già in possesso di un costruttore che intendeva edificarvi un centro commerciale, passa per intero alla collettività. L’operazione, portata a termine non senza resistenze da parte della vecchia proprietà, è stata condotta alla presenza di Luigi Nieri, vicesindaco e assessore al Patrimonio, e del presidente del V Municipio Gianmarco Palmieri.

 

“E' stato abbattuto un nuovo muro, quello dell'accesso al parco ex Snia e al lago", ha scritto il sindaco Ignazio Marino sul suo profilo Facebook. "Ora inizia il percorso partecipato con i residenti del quartiere per avviare quanto prima i lavori e donare un magnifico parco alla città e ai cittadini".

 

La vicenda ha oltre vent’anni e prende le mosse da una violazione del piano regolatore d’allora, oggetto d’indagine della Procura. Il costruttore avviò rapidamente i lavori e le ruspe bucarono la falda, che sgorgò creando il lago. Paradossalmente, dunque, un’aggressione alla natura ha spinto la natura a moltiplicarsi, aggiungendo uno specchio d’acqua sorgiva a un pezzo di campagna in città.

 

Da allora cittadini, comitati di quartiere e associazioni ambientaliste chiedono incessantemente il passaggio dell’area, incluso il giovane lago, al pubblico demanio comunale. Il Campidoglio, nel bilancio appena approvato, ha stanziato 500mila euro per attrezzare il parco, ora ha chiuso la vicenda dell’esproprio e farà partire i primi lavori – le analisi del terreno e dell’acqua – entro il 14 agosto, “termine ultimo per confermare la destinazione d'uso e salvare il lago”, come ha spiegato Nieri. Da subito, intanto, il futuro parco dell’ex Snia è accessibile a tutti: eliminata la recinzione davanti ai residenti, arrivati numerosi per assistere al primo atto d’un sogno che si avvera, s’è tenuta un prima visita guidata del terreno e del laghetto. E subito, ha preannunciato Nieri, partirà il “processo partecipativo” per coinvolgere direttamente i cittadini nella progettazione del nuovo parco urbano.

 

 

L'area verde ex Snia con il lago (da Google Maps)

 

Un’area “importantissima per il quartiere”, un’acquisizione “fortemente voluta dai cittadini”, ha sottolineato il vicesindaco Nieri; che ha specificato i costi che il Campidoglio sosterrà per l’esproprio (60 euro al metro quadro) e ha ringraziato il Municipio e il Dipartimento Patrimonio per l’attenzione e la determinazione con cui hanno seguito la vicenda. Il presidente del Municipio, Gianmarco Palmieri, ha posto l’accento sulla singolarità del luogo con la ‘gemma’ del lago in miniatura, piccolo ma autentico: “Un bacino naturale che potrà divenire, dopo le necessarie analisi, fruibile e importante sotto il profilo naturalistico e faunistico”. Così che, ha concluso Palmieri, “con una battuta si può dire che da oggi questo è un Municipio ‘balneabile’ ".

 

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Approvato il nuovo Prip: meno cartelloni pubblicitari, più incassi per Roma Capitale

Approvato il nuovo Prip: meno cartelloni pubblicitari, più incassi per Roma Capitale | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Roma, 31 luglio - È stato approvato in Assemblea Capitolina con 31 voti favorevoli, 2 contrari e 3 astenuti il nuovo Piano regolatore impianti pubblicitari (Prip).

 

Fra le norme previste dal piano, un maggior incasso da parte del Comune derivante dall'impiantistica ma allo stesso tempo una minore presenza di cartelloni pubblicitari, riduzione anche della dimensione massima dei cartelloni e possibilità di realizzare progetti speciali e di arredo urbano come il bike sharing sostenuto dal brand. 

 

Diminuisce del 38% la superficie totale occupata dalle affissioni: dai 232mila a 138mila mq di esposizione pubblicitaria massima. Sono state inoltre ridotte le tipologie, ridotti i formati, ridotte anche le dimensioni massime (da 4x3 a 3x2) dei cartelloni.

 

Tante le novità del piano, in particolare la possibilità di dedicare parte dell'esposizione pubblicitaria ai mercati rionali e alle edicole (10%), il divieto di esporre pubblicità con contenuti che presentino stereotipi di genere o che incitino al sessismo o alla violenza anche per impianti privati. Recependo le prescrizioni della Valutazione ambientale strategica (Vas), il piano prevede di escludere interamente i tratti stradali circostanti le aree naturali protette, recepire le proposte di aree naturali protette e la rete stradale di interesse paesaggistico avanzate dalla Provincia di Roma nel Ptpg, inserire norme per il contrasto all'inquinamento luminosi, ribadire l'obbligo di autorizzazione paesaggistica.

 

"Oggi è un giorno speciale per la città di Roma - ha dichiarato il sindaco Ignazio Marino - Oggi, dopo venti lunghi anni, finalmente possiamo chiudere una vergognosa parentesi per la Capitale d’Italia: quella di cartellopoli. Grazie al lavoro della Giunta e al voto dell’Assemblea capitolina abbiamo messo ordine alla giungla di cartelli pubblicitari che deturpano le nostre strade e il paesaggio urbano. Con il nuovo Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari non solo ripristiniamo la legalità, eliminando tutti gli impianti abusivi, ma riduciamo la superficie pubblicitaria del 38% e aumenteremo del 130% i profitti del Comune di Roma, portandoli finalmente in linea con quelli delle altre grandi città italiane. Tre i cardini su cui si fonda il piano: decoro urbano e adeguata rendita economica per fornire maggiori servizi per i cittadini."

 

Il territorio è stato suddiviso in due zone: la zona A, di 83.700 ettari, comprende le aree incompatibili con l'installazione di impianti pubblicitari. La zona B, di 45mila ettari, comprende le aree in cui l'installazione di impianti è ammessa secondo specifiche disposizioni. La "zona B" e' poi suddivisa in 3 "sottozone": B1, B2, B3. La sottozona B1 di 815 ettari del centro storico interno alle mura; la sottozona B2 di 2.780 ettari delle aree interne all'anello ferroviario + Eur; la sottozona B3 di 41.360 ettari (distribuzione omogenea degli impianti tra aree interne ed esterne al Gra). La novità alla delibera di Giunta riguarda gli spazi pubblicitari di proprietà del Campidoglio, quelli contrassegnati con la dicitura SPQR che diminuiranno da circa 35.000 mq a meno di 25.000 mq (-17,5%): la loro gestione verrà messa integralmente a bando, con priorità per le aziende romane (virtuose) del settore pubblicitario, in modo da tutelare i piccoli operatori in un contesto di generale riduzione degli spazi per l'affissione. 

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Tangenziale Est: "Stop alla demolizione, al suo posto un parco urbano"

Tangenziale Est: "Stop alla demolizione, al suo posto un parco urbano" | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Tangenziale Est: "Stop alla demolizione, al suo posto un parco urbano"

Il progetto, già visionato dai dipartimenti capitolini, è stato presentato questa mattina presso la sede dell'Orto botanico. Marino: "Valuteremo la possibilità di modificare la demolizione delle rampe"

 

L'abbattimento era stato promesso entro il 2015. Eppure, per la Tangenziale Est che si snoda alta tra i palazzi che si estendono dalla stazione Tiburtina, sta diventando sempre più concreta la possibilità di una trasformazione in un parco urbano sopraelevato. Una lunga lingua verde simile alla 'high line' di New York nel Meatpack district di Manhattan, ispirata ai jardins partages di Parigi e ai community gardens di Londra. Il progetto 'Agricoltura urbana in Tangenziale - Coltiviamo la città', che fino a qualche mese fa era solo un'idea, è ormai saldamente avviato e questa mattina è stato presentato nel corso di un convegno presso la sede dell'Orto botanico di Roma. Come riporta l'agenzia Dire però per realizzarlo si chiede all'amministrazione comunale, che nei mesi scorsi ha già visionato il nuovo progetto, di fare un passo indietro sull'abbattimento: “Valuteremo la possibilità di modificare la demolizione delle rampe in modo da poter arrivare a distruggere solo quelle compatibili” ha spiegato il sindaco Marino. Intanto Ferrovie dello Stato ha manifestato il suo appoggio.

LA PRESENTAZIONE – Il progetto 'Agricoltura urbana in Tangenziale - Coltiviamo la città', che è già stato visionato da tutti i dipartimenti capitolini competenti e questa mattina è stato presentato nella sua versione definitiva, è stato elaborato dall'architetto canadese Nathalie Grenon, studio Sartogo associati, segretario generale dell'associazione Res, sostenuto da Campagna Amica della Coldiretti e realizzato insieme a professionisti e cittadini romani che hanno contribuito gratuitamente. La presentazione di oggi è avvenuta alla presenza, tra gli altri, del segretario del Partito democratico di Roma, Lionello Cosentino, del senatore del Pd, Luigi Zanda, del presidente della commissione capitolina Cultura, Michela Di Biase, del presidente dell'associazione Res, Raffaella Morichetti, e del direttore del Museo Orto botanico, Carlo Blasi.

IL PROGETTO – La Tangenziale Est diventerebbe una striscia 'green' lunga 1.700 metri e larga 20, per un totale di 40mila metri quadri per rimpiazzare la lingua d'asfalto, ormai al servizio del solo traffico locale, con orti urbani, campi di calcetto, tennis e bocce, uno skate park, un vigneto, un meleto sulla rampa di ponte Lanciani, un 'giardino dei nonni e dei nipoti', un centro conferenze e didattica e persino un mercato rionale a km 0 con copertura realizzata in fotovoltaico e in vendita i prodotti realizzati sul posto, oltre ad aiuole e parchi a volontà. Il tutto totalmente autosufficiente, grazie alla raccolta delle acque reflue, alle vasche di fitodepurazione e ai pannelli solari, e completo di pista ciclabile e stazioni di bike sharing.

I FONDI – I finanziamenti per la realizzazione del progetto potrebbero essere europei. "Siamo a pochi mesi dall'Expo 2015, e Roma ha grande opportunità di realizzare un importante progetto europeo, un'occasione unica per dare un segnale di civiltà per lo sviluppo urbano" ha sottolineato Morichetti. Il progetto, sostenuto dall'università La Sapienza di Roma e che sta raccogliendo in città consensi sempre più trasversali, si affida ai fondi dell'Unione europea: costo e tempi di realizzazione sono già definiti, rispettivamente 9 milioni e meno di due anni, e Roma Capitale ha già inserito la tangenziale 'green' nel Por, il Programma operativo regionale, con il sindaco Ignazio Marino che si è impegnato in prima persona, avviando già nei mesi passati riunioni e tavoli tecnici di approfondimento.

L'ARCHITETTO – L'archietto Grenon ha spiegato il senso del proprio progetto: “Nasce dalla convinzione che una grande città debba avere una sua visione d'insieme e una delle debolezze maggiori di Roma è il rapporto col proprio territorio” ha sottolineato l'architetto. “La Capitale è il fiore all'occhiello del Paese, ma ci sono vari disagi e quest'opera 'low cost' vuole restituirle un rapporto positivo con il territorio e stimolare le sinergie dell'urbanità. Un progetto definito 'pilota' perché noi sogniamo di realizzare una sorta di agopuntura, intervenendo su tutti i punti più degradati della città, e per questo quando il II Municipio ci ha chiesto di lavorare sulla Tangenziale, una profonda ferita nella città, lo abbiamo trovato subito molto interessante". Anche perché, ha proseguito Grenon, "Tiburtina è la porta di Roma, e arrivare in una città e trovarsi di fronte a tale degrado, e non parlo della stazione, ma dello spazio urbano circostante, è indegno di una capitale europea".

UN PASSO INDIETRO SULL'ABBATTIMENTO – Per realizzare la 'High line' romana bisognerebbe però fare un passo indietro sul progetto di abbattimento. A riguardo è stata avviata anche una raccolta firme.“Demolirlo non è una priorità” ha commentato Grenon. “Ci si potrebbero realizzare dei parchi e una grande pista ciclabile, e al di sotto sarebbe possibile creare nuovi spazi e anche posti auto per i residenti creando una barriera 'green' in laterizio che divida la vita del quartiere da quella della stazione, che in previsione vedrà il passaggio di 400 treni tav e migliaia e migliaia di passeggeri ogni giorno". Il tutto accompagnato da "un nuovo fronte architettonico lungo il tracciato interno della ferrovia, riqualificando un'area dove ora sorgono solamente occupazioni abusive con un muro in laterizio che riprenda le classiche mura di Roma. E senza conflitti di competenze, perchè abbiamo già parlato con Fs e tutto il progetto ricade su terreno comunale". A giugno, ha concluso l'architetto, "abbiamo avuto incontri con tutto l'esecutivo del sindaco, e gli assessori Masini e Caudo ci hanno detto che sono riusciti a bloccare gli appalti per la demolizione delle rampe a Ponte Lanciani e Tiburtina. Ora facciamo l'ultimo passo".

FERROVIE – Nel corso della presentazione Ferrovie dello Stato si è dichiarata favorevole al progetto. “E' perfettamente integrato e integrabile con le modifiche alla viabilità della zona per la trasformazione della stazione Tiburtina. L'architetto Grenon e i realizzatori del progetto troveranno le Ferrovie dello Stato al loro fianco" ha detto l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato-Sistemi urbani, Carlo De Vito.

MARINO – Il sindaco Ignazio Marino ha spiegato come intende provvedere a modificare il precedente progetto di demolizione delle rampe: “Il Comune, attraverso l'assessorato ai Lavori pubblici di Paolo Masini, procederà all'apertura delle buste del bando, perché questo è il percorso legale che dev'essere condotto. A quel punto con l'attivazione della Casa della città valuteremo la possibilità di modificare la demolizione delle rampe in modo da poter arrivare a demolire solo quella parte compatibile con il progetto, e cercare di comprendere quali sono le competenze delle altre istituzioni, oltre al Comune, che devono contribuire alla realizzazione del progetto. Vogliamo riqualificare quel quadrante ferito per tanti anni dalla presenza della sopraelevata" ha spiegato il primo cittadino. 

DI BIASE – Presente alla conferenza anche il consigliere e presidente della commissione Cultura Micaela Di Biase: “Questo progetto è nato per riparare una ferita: la Tangenziale è percepita come un muro, una barriera, e la grande scommessa e intuizione di questo progetto è capire la difficoltà di un territorio e riuscire a trasformarla. E anche all'arte, come al verde e all'aspetto sociale, viene attribuito un valore salvifico, con l'area che in modo originale si riappropria della categoria del bello" ha commentato il presidente della commissione Cultura di Roma Capitale, Michela Di Biase. "Non solo il Centro storico e i secoli di cultura e monumenti che Roma ci ha lasciato in eredità la scommessa vera è cosa faremo da oggi in poi”.

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Il mondo in un set, al via Cinecittà World parco dei divertimenti dedicato ai film

Il mondo in un set, al via Cinecittà World parco dei divertimenti dedicato ai film | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Ha aperto a Castel Romano. Da Cabiria al western venti attrazioni tra montagne russe e set cinematografici.


Il mondo di Cabiria, le musiche di Ennio Morricone, i villaggi western, la New York anni Venti. Tutto è pronto al "Cinecittà world" a Castel Romano: il parco divertimenti dedicato al cinema spalanca oggi le porte a chi non teme le vertigini. E col cuore in gola, non vede l'ora di salire sulle montagne russe e scendere in picchiata.


Ad attendere gli appassionati dei giri a testa in giù e gli amanti dei kolossal del passato ci sono venti attrazioni (tra cui alcune montagne russe mozzafiato), otto set cinematografici disegnati da Dante Ferretti, quattro teatri per spettacoli di grande impatto che offrono al visitatore un'immersione totale nel mondo del cinema. E per chi vuole mangiare tra un divertimento e l'altro, cuochi ai fornelli nei 4 ristoranti a tema. 
Il primo set è dedicato a Cabiria, nel secondo "Cinecittà Street" si vive l'atmosfera della New York primi Novecento. Set interattivo di guerra ad "Aquila IV", attrazioni che celebrano i film di avventura ad "Erawan". E ancora, ecco "Altair" un roller coaster con inversioni a 360 gradi e "Atkium" dedicato all'Antica Roma. Tutte attrazioni ad alta intensità adrenalinica. Ma c'è anche "Sognolab", dedicato ai più piccini che sulle ali della fantasia potranno entrare nella fabbrica dei sogni. Divertimento e food. Sono 1.540 i posti a sedere nei vari ristoranti sparsi attorno a piazza Dino De Laurentis, il fondatore degli Studios. Qui la magia è tutta nel gioco di zampilli della grande fontana al centro. 

L'obiettivo della Ieg (Italian Entertainment Group), società che messo su la struttura investendo 250 milioni di euro, è raggiungere 1.500.000 di visitatori entro la fine del 2015. E un fatturato di 55 milioni. Il biglietto che dà accesso a tutte le attrazioni e a tutti gli spettacoli del parco, ha validità giornaliera e un costo di 29 euro, 23 per i bambini fino a 10 anni e per gli over 65. Ma c'è anche un pacchetto famiglia: 2 adulti e 2 bimbi, 95 euro.

''Quello che colpisce il visitatore - spiega il direttore generale, Riccardo Capo - è il coinvolgimento nella storia immaginaria che si gira in un set cinematografico''. Oltre a raccontare un film che è già stato girato, bisogna raccontare ''un film che gireremo insieme ai nostri tanti ospiti''. Cinecittà World impiega 500 persone dirette, e altre 500 di aziende di servizi.
 
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Fori, gli scavi in via Alessandrina li paga l'Azerbaigian: "Dono da un milione di euro"

Fori, gli scavi in via Alessandrina li paga l'Azerbaigian: "Dono da un milione di euro" | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Il sindaco Marino e il presidente Azero hanno firmato la convenzione oggi pomeriggio: "Gli scavi inizieranno tra sei mesi"

 

Un milione di euro per riprendere gli scavi della via Alessandrinanella zona archeologica dei Fori Imperiali. I finanziamenti sono frutto di una donazione da parte della Repubblica dell'Azerbaigian. Questo pomeriggio il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e il presidente azero, Ilham Aliyev, hanno firmato una convenzione che permetterà la destinazione delle risorse stanziate dallo Stato asiatico.

LA CONVENZIONE - La convenzione, in particolare, impegna il ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica dell'Azerbaigian a donare a Roma Capitale la somma di un milioneda impiegare nell'intervento di scavo archeologico e valorizzazione nell'area dei Fori Imperiali—via Alessandrina e si caratterizza come 'mecenatismo culturale' a favore di Roma Capitale. L'intervento sarà realizzato secondo il progetto curato dalla Sovrintendenza capitolina e condiviso con quella statale.

LA DONAZIONE - L'ammontare del finanziamento di 1 milione di euro sarà diviso in due rate da 500mila euro ciascuna: la prima, arriverà entro 3 mesi, subito dopo il completamento delle procedure interne necessarie secondo la legislazione della Repubblica dell'Azerbaigian. La seconda, sarà versata a un anno dalla prima.

I LAVORI - Gli scavi partiranno tra 6 mesi e avranno durata di 24 mesi a partire dall'affidamento. Anche i lavori 'sul campo' saranno divisi in due fasi: quella delle verifiche e dei sondaggi archeologici e quella dell'eliminazione, con speciali macchinari, del terreno. La via Alessandrina oggi costituisce la sola testimonianza superstite dell'esteso quartiere che a partire dal XVI secolo venne creandosi nell'area, completamente distrutto per l'apertura di via dell'Impero inaugurata nel 1932, ora via dei Fori Imperiali. La rimozione del tratto settentrionale della via Alessandrina permetterà finalmente la riunificazione di uno dei complessi archeologici più importanti al mondo costituito dai Fori di Traiano, Augusto e Nerva.  

IL PRESIDENTE AZERO - "Quella di oggi è una giornata importante per le nostre relazioni. Italia e Azerbaigian sono partner in diverse aree ma noi siamo orgogliosi che l'Azerbaijan sia parte di questo progetto di scavo archeologico" ha dichiarato il presidente della Repubblica dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, al termine della firma della convenzione. "Oggi abbiamo discusso con il sindaco di continuare la nostra partnership. Le questioni economiche, energetiche e politiche e sono naturalmente molto importanti per tutti noi ed hanno unito i nostri Paesi. Ma quelle culturali lo sono ancora di più perché uniscono anche i popoli".

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SINDACO MARINO -  "Ringrazio il presidente dell'Azerbaigian e la visione della first lady. Grazie a questo supporto economico importante potremmo iniziare immediatamente gli scavi e ci aspettiamo di trovare reperti molto importanti" ha affermato il sindaco. Marino ha poi chiarito quale sarà la parte interessata dagli scavi: "È il tratto parzialmente sterrato che va dalla parte dove c'è la colonna Traiana srotolata fino al secondo segmento della via Alessandrina di fronte al Foro di Augusto. Un milione basterà per iniziare gli scavi all'inizio di quel tratto di strada. Se si vuole scavare sotto l'intero tratto di via Alessandrina l'intero costo, secondo la Sovrintendenza, è di circa 4 milioni di euro".

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Aperossa: da venerdì 11 luglio a sabato 26 luglio

Aperossa: da venerdì 11 luglio a sabato 26 luglio | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it
L’Aperossa (un’ape rossa) è un progetto itinerante, attraversando la città di Roma organizza nella piazza o nel cortile o nel giardino, una proiezione pubblica di materiali audiovisivi legati prevalentemente al territorio: lavoro, emancipazione, lotte per la casa, ambiente, antifascismo, ecc. L’Aperossa non sarà soltanto il “veicolo” che porta, pianifica e cura la proiezione di materiali audiovisivi, una specie di moderno cantastorie, ma diventerà anche “centro di raccolta” di materiali privati come fotografie e filmini di famiglia e amatoriali. Materiali indispensabili dal punto di vista della conservazione e valorizzazione della memoria dei luoghi e dei territori in cui si muoverà, con i suoi spettacoli itineranti. Le iniziative, che saranno accompagnate da rappresentazioni musicali e visite guidate partecipative del quartiere, avranno una struttura modulare e coinvolgeranno: 11 luglio Trastevere, 16-17 luglio Pigneto, 25-26 luglio San Lorenzo.

APPUNTAMENTI NELL'AMBITO DI QUESTA MANIFESTAZIONE

Contatti:

tel. 06 57305447

Biglietto d'ingresso: Ingresso libero

 

  
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LA DOLCE VIA | Via Appia Antica

LA DOLCE VIA | Via Appia Antica | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Festival "Dal Tramonto all’Appia”, terza edizione, apertura al pubblico del Sito Archeologico Santa Maria Nova - venerdì 11 luglio 2014


La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma presenta al pubblico una nuova conquista: la restituzione di Santa Maria Nova alla città.
Nell’ambito dell’appuntamento “Dal Tramonto all’Appia”, giunto alla sua terza edizione, la sera dell’11 luglio sarà possibile accedere gratuitamente, e per la prima volta, alla nuova area archeologica di Santa Maria Nova che confina con le imponenti rovine della Villa dei Quintili, aperta anche questa per godere di un unico spazio ricchissimo di storia, di archeologia e di paesaggio incontaminato. Si potranno visitare il casale, un impianto termale e una cisterna rotonda di epoca romana, per poi continuare il percorso all’interno della Villa dei Quintili, con ingresso e visite gratuite dalle 18 alle 21.

Nei weekend successivi del mese di luglio le visite guidate saranno a pagamento, alle ore 17.00 e 18.00, in italiano, per un massimo di 30 partecipanti (per ulteriori informazioni www.coopculture.it).

La serata sarà scandita anche da tre incontri musicali, curati dall’Associazione Archeo Jazz:

19.30   La musica afroamericana degli anni Settanta è la radice del gruppo Funkallisto, che eseguirà brani del loro repertorio dai timbri funk, afro beat e latin

20.30   Erasmo Treglia in collaborazione con la rete Salamandrina eseguirà nel Giardino dei Patriarchi di Villa dei Quintili il concerto “Parole e musica delle radici -  Alberi di canto”

21.30   La serata musicale si concluderà con il concerto di Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana e Coro.
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Assemblea capitolina, approvata la delibera per la realizzazione di 26 cantieri

Assemblea capitolina, approvata la delibera per la realizzazione di 26 cantieri | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

Roma, 2 luglio – Al via il primo grande stanziamento per Roma, che permetterà la realizzazione di opere preziose per la città. L’Assemblea capitolina ha approvato - con 26 voti favorevoli, 2 contrari e 4 astenuti - la delibera che dà il via alla realizzazione di26 progetti.


Grazie alla rimodulazione dei fondi della legge Roma Capitale 396/90, ottenuto con un lavoro attento e condiviso dell’Amministrazione capitolina, si sono recuperati 38 milioni di euro.

 


Ai finanziamenti recuperati della legge 396/90, si è poi aggiunto un fondo di circa 1,5 milioni della Soprintendenza di Stato sui Beni culturali, inizialmente destinato ad altri interventi.


Dal 1992 il governo eroga finanziamenti per Roma Capitale tramite la legge 396/90, l’ultimo stanziamento risale alla finanziaria 2007. Le risorse sono servite a finanziare 148 interventi, tra cui grandi opere come l’Auditorium Parco della Musica, la progettazione della linea Metro C e del prolungamento della linea B, il miglioramento della linea tramviaria 8, il restauro di parte del Mattatoio di Testaccio.


Dopo numerose rimodulazioni dei fondi residui avvenute nella scorsa consiliatura comunale, che ha definanziato programmi di spesa per 88,7 milioni di euro, la commissione Roma Capitale ha effettuato una ricognizione delle opere immediatamente cantierabili. Sono stati individuati 74 progetti per un valore complessivo di 325 milioni di euro. La selezione definitiva, basata sui criteri delle opere realizzabili e delle economie di gara d’appalto, ha proceduto ad una scrematura finale in favore di 26 progetti riguardanti il decoro urbano, la viabilità, i beni archeologici.

 

Il sindaco Ignazio Marino ha così commentato la decisione: “E’ un risultato importantissimo per il futuro della città.  Voglio ringraziare il Consiglio e in particolare la commissione Roma Capitale, guidata da Gianni Paris, che con un lavoro straordinario è riuscita a recuperare uno stanziamento di circa 38 milioni di euro, prima bloccati, che serviranno a realizzare opere preziose per la tutela dei beni archeologici, il decoro, le periferie, la mobilità.


Interventi fondamentali che, grazie al recupero di fondi che rischiavano di andare perduti, potranno essere immediatamente cantierabili. Tra questi la riqualificazione di piazza Augusto Imperatore, gli scavi al Mausoleo di Augusto, il restauro delle Mura Aureliane, la valorizzazione delle ville romane del Parco di Centocelle e il cofinanziamento della Prenestina Bis. In questo modo, daremo nuovo ossigeno alle piccole e medie imprese di Roma.


Il risultato raggiunto oggi testimonia l’impegno di questa amministrazione per assicurare a Roma una azione di cambiamento e rigenerazione urbana all’altezza delle altre Capitali europee.”


La stessa soddisfazione per “il recupero e la rimodulazione di fondi immediatamente spendibili, non sottoposti a patto di stabilità, un tesoretto che altrimenti sarebbe andato perduto” è stata espressa anche da Mirko Coratti, presidente dell’Assemblea capitolina.


Rispetto alle opere che verranno realizzate, l’assessore capitolino ai Lavori Pubblici, Paolo Masini, ha detto “Queste opere danno dignità ad un pezzo di città che nel passato è stato dimenticato. È un bel segnale perché gli interventi riguardano anche le periferie».

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ROMA - Il fregio svelato: il racconto della Colonna Traiana - Sovrintendenza

ROMA - Il fregio svelato: il racconto della Colonna Traiana - Sovrintendenza | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it
Dal 28 giugno l’area dei Fori Imperiali, ormai pedonalizzata, viene valorizzata e arricchita con un nuovo allestimento. Allo spettacolo “Il Foro di Augusto 2000 anni dopo” ideato da Piero Angela e Paco Lanciano, infatti, si aggiunge l’esposizione fotografica del rilievo della Colonna Traiana nel suo sviluppo lineare.Luogo: Piazza Foro Traiano, presso la Colonna Traiana

Il pubblico, gratuitamente, avrà l’opportunità unica di poter “leggere” la Colonna Traiana “srotolata” su un telo pvc  fissato su una struttura in metallo a doppio spiovente, per una lunghezza di circa m. 80 per lato. Il supporto è  posto al centro di piazza del Foro di Traiano, nelle immediate vicinanza del Foro.

Il progetto, ideato dal dott. Francesco Zan dell’Università di Firenze, e realizzato in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina, sarà esposto fino alla fine di settembre. 
Il fregio della Colonna Traiana diventa completamente leggibile e fruibile da tutti, nello stesso luogo dove si trova il monumento originale. I visitatori potranno memorizzare alcune scene del fregio in base alla loro formazione e poi cercheranno di ritrovare quelle scene sul monumento. Questo genera un dialogo inedito tra il monumento e le persone, aumentando sensibilmente la qualità dell’esperienza di trovarsi a Roma sia per il turista che viene per la prima volta, sia per chi vi abita e che potrà guardare con occhi diversi ciò che pensava di conoscere.
La riproduzione fotografica del fregio completo della Colonna Traiana è stata realizzata interamente con riprese da terra alla luce naturale, modalità a cui si devono i suggestivi cambiamenti di contrasto del marmo originale. Le immagini, tutte con scala diversa, sono state elaborate per permettere una visione completa delle scene, senza ripetizioni e interruzioni...

 

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Via Tesori del Lazio
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Domus Aurea, fondi privati cercasi: "Servono 31 milioni di euro"

Domus Aurea, fondi privati cercasi: "Servono 31 milioni di euro" | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it
Lo ha spiegato il ministro per i Beni e le Attività Culturali Franceschini nel corso di una conferenza stampa presso il sito archeologico: "Potrebbe essere pronto in 4 anni"

 

A Roma ormai è prassi. Dopo il Colosseo, che ha fatto da apripista, la Piramide Cestia, Fontana di Trevi e i viaggi oltreoceano del sindaco Marino anche la Domus Aurea potrebbe essere ristrutturata da imprenditori privati. O almeno, questo è quello che si auspica il ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo Dario Franceschini che oggi ha spiegato che per la riapertura del complesso della Domus Aurea mancano 31 milioni di euro. Lo Stato “farà la sua parte” ma l'attenzione è tutta per la ricerca di un mecenate privato pronto a investire sul progetto. Se venissero trovati il famoso complesso archeologico potrebbe riaprire ai turisti entro 4 anni.

FINANZIAMENTI PRIVATI CERCASI - "Troverei assurdo che su un progetto come quello della Domus Aurea, che sarà osservato da tutto il mondo, non ci fosse una grande impresa pronta” ha commentato il ministro intervenuto alla presentazione del progetto di protezione e di creazione del giardino della Domus Aurea messo a punto dalla Soprintendenza speciale ai Beni archeologici di Roma che oggi lo ha illustrato alla stampa nella sala Ottagona del monumento. Il progetto prevede la realizzazione di un giardino e di un sistema di protezione integrato per un costo di "7-8 milioni di euro l'anno per 4 anni". “Lo troverei scandaloso. C'è bisogno di 31 milioni di euro, lo Stato farà la propria parte ma abbiamo messo in campo un art bonus che prevede un credito d'imposta del 65 per cento. Mi aspetto che tutte le grandi imprese italiane che da anni aspettavano questo incentivo, adesso passino dalle parole ai fatti e mi aspetto che ci sia una corsa per legare il proprio nome alla Domus Aurea" ha commentato Franceschini.

IL GIARDINO - Poi una frecciatina all'amministrazione capitolina. "La Domus Aurea può diventare uno dei luoghi più attrattivi e ricercati del mondo. Immaginiamo che cosa può diventare quest'area fantastica, che mette insieme i Fori e il Colosseo, pedonalizzata, evidentemente. Ma naturalmente ci sono anche delle cose immediate da fare che non sono competenza del mio ministero ma di altri ministeri e del Comune di Roma: è davvero strano che sopra un luogo così non ci sia un giardino fruito dai romani ma ci sia un luogo quasi sempre di abbandono, di degrado. Una cosa che si può fare anche subito, le autorità competenti dovrebbero farlo subito" ha detto il ministro.

IL WORKSHOP - "Stiamo pensando di fare un workshop anche con altre istanze scientifiche che sono interessate alla Domus Aurea. In quell'occasione possiamo immaginare un evento in condizioni di sicurezza perché all'interno della Domus Aurea ci sono 13 cantieri, un traffico di almeno 70 operai al giorno e molte zone off limits per una visita normale. Si metterà in condizione di fare una visita contingentata al cantiere, anche se non è il concetto di visita normale. Ci stiamo pensando, ma le forze sono quelle che sono" ha spiegato la soprintendente ai Beni archeologici di Roma, Maria Rosaria Barbera, rispondendo a chi le chiedeva se a ottobre prossimo si potranno organizzare visite contingentate al monumento.

 

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Appia, dopo 20 anni riapre il mausoleo di Romolo. Marino: "Verso il più grande parco archeologico del mondo"

Appia, dopo 20 anni riapre il mausoleo di Romolo. Marino: "Verso il più grande parco archeologico del mondo" | Roma. Notizie, eventi e curiosità | Scoop.it

L'edificio, all'interno del complesso della Villa di Massenzio, è dedicato al figlio dell'imperatore, scomparso prematuramente. Visite senza prenotazioni per romani e turisti


Dopo oltre venti anni apre al pubblico all'interno del Circo di Massenzio, sulla via Appia Antica, il mausoleo di Romolo, dedicato al giovane figlio dell'imperatore Massenzio morto prematuramente. Ad inaugurarlo il sindaco di Roma Ignazio Marino e il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce. 
La visita dell'imponente Villa Imperiale attribuita all'imperatore Massenzio (306-312 d. C.) si arricchisce con l'apertura al pubblico del monumento dinastico, che potrà essere visitato da cittadini e turisti senza prenotazione. Il costo complessivo del restauro, realizzato dalle Ditte MBS e Angeloni con la supervisione tecnico-scientifica della sovrintendenza capitolina, ammonta a 873.000 euro.

ll mausoleo fa parte dei tre edifici che compongono la Villa Imperiale: il mausoleo dinastico appunto; il Circo, che è il monumento più conosciuto dell'intero complesso di Massenzio (lungo 513 metri e largo 92), ed i resti del Palazzo imperiale. Si tratta di un edificio a pianta circolare circondato da un imponente quadriportico che si apre direttamente sulla via Appia antica ed era destinato alla sepoltura dei membri della famiglia imperiale, e quasi certamente ospitò le spoglie di Romolo, il giovane figlio dell'imperatore prematuramente scomparso (309 d. C.). La costruzione si sarebbe dovuta sviluppare su due livelli: uno inferiore e seminterrato, destinato a cripta funeraria, e un piano superiore che però non fu mai edificato. La cripta, priva di decorazioni, ha una pianta circolare con un grosso pilastro centrale e un corridoio anulare nei quali si aprivano le nicchie per la deposizione dei sarcofagi mentre l'accesso originario - murato nei secoli passati e riaperto dalla sovrintendenza capitolina nei recenti lavori di restauro - è posto sul prospetto opposto alla via Appia Antica. Dal corridoio anulare è possibile entrare in un ampio vestibolo quadrangolare, che probabilmente serviva a raggiungere il piano superiore. 
Nel XVIII secolo fu costruito a ridosso del Mausoleo un casale che originariamente è stato utilizzato per lo sfruttamento agricolo del territorio ma che in seguito fu trasformato in palazzina padronale dalla famiglia Torlonia. "In questo luogo i monumenti ancora sepolti sono molti - spiega Presicce - e siamo in attesa di ulteriori finanziamenti per completare il restauro di alcune strutture".

"Sono orgoglioso di poter restituire, ai romani e ai milioni di turisti che ogni anno visitano Roma, un gioiello assoluto del nostro patrimonio archeologico - commenta Marino - Dopo vent'anni è finalmente possibile tornare a visitare interamente questo complesso monumentale che contribuisce ad ampliare l'eccezionale offerta artistica della nostra cittaà. E' con operazioni come questa che l'amministrazione intende rilanciare l'unicità culturale di Roma Capitale nel panorama mondiale, aumentandone la competitività e dunque la ricchezza. E la riapertura del mausoleo di Romolo può considerarsi come un ulteriore tassello verso la realizzazione dell'obiettivo più ambizioso che dobbiamo perseguire: la realizzazione del più grande parco archeologico del mondo, che dal centro di Roma, alle pendici del Campidoglio, si snoda fin qui sull'Appia". E per realizzare questo progetto, Marino ha ritenuto che "importantissimo che il sito archeologico che contiene il Mausoleo di Romolo venga collegato con tutto il testo del nostro parco archeologico. Già dai prossimi mesi con l'assessore Guido Improta abbiamo progettato l'idea di una navetta che dall'area centrale del Colosseo possa condurre qui i turisti che sono interessati. Durante l'estate dovremmo avere il primo collegamento con le navette, però tempi e modi li potremo dare solo nelle prossime settimane". 

Il sindaco ci ha poi tenuto a sottolineare che "nel partecipare ai lavori di restauro e di recupero di questa meravigliosa area archeologia vi è stato anche l'apporto di persone condannate che il ministero della Giustizia ha aiutato con un progetto di reinserimento a poter apprendere un lavoro, e quindi a partecipare anche al restauro e alla pulizia di questo luogo, che iIn questo momento non ho allo studio nessuna gestione da parte di privati. Se in alcuni settori risulterà utile, attraverso una direzione strategica del pubblico, coinvolgere anche i privati, io non ho nessuna riserva mentale, purché la gestione del patrimonio pubblico avvenga con indirizzo e visione che appartiene appunto al pubblico", ha continuato il sindaco di Roma rispondendo all'invito dell'ex assessore capitolino alla Cultura Umberto Croppi che lo aveva sollecitato affinché si proseguisse sulla via del coinvolgimento di privati nella gestione del luogo.

"Ci sono tre o quattro grandi aziende pronte a prenderlo in gestione - spiega Croppi - Ci sono una serie di beni del Comune che tramite bando di gara potrebbero essere dati in gestione privata. Credo che - ha precisato Marino - bisogna allontanare questo timore che ha caratterizzato altre epoche del coinvolgimento dei privati almeno per quanto riguarda la filantropia, il mecenatismo e la possibilità attraverso la donazione di privato, di restaurare e restituire alla fruibilità culturale, degli spazi meravigliosi. Noi ne abbiamo tantissimi, io in ogni contatto che sto conducendo e ricercando con persone che vivono nel nostro paese e in altri continenti, sto cercando di spiegare come questa amministrazione ritenga che un patrimonio di questa portata, non sia un patrimonio solo dei romani ma di tutto il genere umano. Quindi è importante coinvolgere persone di qualunque latitudine del nostro pianeta, perché ci aiutino a restaurare un patrimonio che deve essere preservato ma anche valorizzato". Il sovrintendente ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce ha poi aggiunto: "Il luogo ha già un gestore, che è Zetema. Stiamo mettendo a punto un progetto di valorizzazione con il coinvolgimento dei privati che riguarda il casale Torlonia, che si trova in quest'area della Villa".
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