I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli
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I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli
Rassegna web di Roberto Anselmini - Educazione e consulenza finanziaria indipendente - www.arfinancialplanning.it
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TER elevati+polizze finanziarie = SOS Educazione finanziaria. Ma chi la dovrebbe fare ?

Prendo spunto dalle ultime analisi sui costi dei fondi comuni apparsa su Advisor online http://www.advisoronline.it/strumenti-finanziari/fondi-comuni-di-investimento-sicav/38477-fondi-comuni-ecco-la-mappa-dei-costi.action e sull’illuminante articolo di Federica Pezzatti apparso su Plus 24 di Sabato 27 Agosto..”Eppure siamo un popolo che utilizza male le polizze: facciamo un uso eccessivo di costose polizze di investimento, con pochissime coperture di tipo assicurativo, ma non ci dotiamo di protezione per i beni posseduti”. Riassumo e sintetizzo per i non addetti ai lavori, per il cosiddetto “risparmiatore comune italiano” che poi sono la stragrande maggioranza dei cittadini; i fondi comuni “venduti” ai risparmiatori italiani insieme alle polizze finanziarie si mangiano gran parte dei rendimenti dei vostri risparmi perché la normativa prevede che i vostri consulenti, gli ex promotori finanziari e i bancari, debbano essere remunerati dalle loro case mandanti in base ai prodotti che suggeriscono ai clienti. Ne consegue che troppo spesso vengo quindi “consigliati” alcuni strumenti non dopo una attenta pianificazione dei bisogni e obiettivi finanziari della famiglia, ma per un interesse di budget della casa mandante. Quanti hanno provato a chiedere il rimborso di polizze prima della scadenza e vedersi accreditare meno di quello versato e quanti invece sono stati caldamente consigliati di trasferirsi su un’altra polizza “più conveniente” per la casa mandante. L’aspetto che mi fa sorridere (in realtà mi fa molto arrabbiare) è che da diverso tempo moltissimi professionisti del settore parlano dell’importanza di educare i propri clienti, che l’italiano è tra i meno acculturati finanziariamente (altrimenti non avrebbero in portafoglio certi prodotti !) e bisogna quindi istruirlo. Probabilmente bisogna intendersi; l’educazione finanziaria non è solo spiegare che se la BCE alza o abbassa i tassi il prezzo del BTP sale o scende in modo proporzionale alla sua durata e quindi potresti anche perdere soldi o che i mercati azionari non salgono in eterno, ecc. e qua potremmo fare un elenco lunghissimo di argomenti di base. Educare significa anche spiegare che se uno strumento ha un costo del 2% e all’interno ha obbligazioni che rendono l’1% dopo 10 anni hai solo fatto ingrassare il tuo promotore e la compagnia di assicurazione o se hai investito in fondi comuni azionari con un TER di oltre il 2,5% dopo 10-15 (perché nei mercati azionari il buon padre di famiglia deve “giustamente” investire pensando al lungo periodo) con pochissime probabilità quel fondo comune avrà battuto l’indice di riferimento (anche qua si sprecano autorevoli analisi che dimostrano che sul lungo periodo è quasi impossibile che un fondo comune riesca a battere il proprio benchmark). L’aspetto dei costi è quindi fondamentale; il problema che molte reti che vivono sugli elevati costi fatti pagare ai loro clienti, ora si fanno promotori dell’educazione dei propri clienti. Visto che siamo ancora in clima vacanziero, per chi se lo è potuto permettere, vi ho raccontato la favola del “Lupo pecoraro”.
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Warren Buffett’s 15-Minute Retirement Plan -- The Motley Fool

Warren Buffett’s 15-Minute Retirement Plan --  The Motley Fool | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Learn more about Buffett's two-fund retirement plan.
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Grazie per l'opportunità

Grazie per l'opportunità | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Il confronto é sempre utile ai Risparmiatori
Roberto Anselmini's insight:
Gentile Dr. Bufi, rispondo al suo tweet, senza nessuna intenzione di entrare in polemica (oltretutto il confronto sarebbe impari visto il suo ruolo e le sue competenze rispetto a quelle di un piccolo pesciolino indipendente). Probabilmente le mie conoscenze non mi hanno consentito di comprendere al meglio, quello che lei ha voluto comunicare nel suo articolo; desidero però ragguagliarla in merito alle argomentazioni che ho, forse semplici e populiste, ma cerco sempre di mettermi nei panni dell’uomo della strada. Come lei m’insegna, “l’uomo della strada” anche se ha una cultura nozionistica elevata, in campo finanziario mostra tutti i suoi limiti proprio per la specificità del settore e per la mancanza di cultura finanziaria. ‘l’Italia è il paese con il più basso livello di alfabetizzazione finanziaria’ IlSole24Ore 22 Dic 2015, tratto da un post di Annamaria Lusardi, docente di Economia alla George Washington University School of Business e direttrice del Global Financial Literacy Excellence Center (GFLEC). Lusardi è anche Chair del Financial Literacy Expert Group all’OCSE –. Ma andiamo alle argomentazioni: la prima difficoltà che il risparmiatore ha è senza dubbio capire chi fa, cosa, tra le diverse figure professionali. Buongiorno sono Rossi sono “un consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede”. Buongiorno sono Verdi sono “un consulente finanziario autonomo”. Le due descrizioni non aiutano certo il risparmiatore a capire che una figura professionale lavora per una banca, con tutto quello che concerne e l’altra è un libero professionista, come l’avvocato o il commercialista. Le dirò anche che come risparmiatore a me piaceva Promotore Finanziario, era chiara, per niente sminuente di una elevata professione, faceva capire al cliente che gli veniva offerto un servizio di “promozione al risparmio” da parte di un funzionario di una rete/banca. Ma grazie alla sua invidiabile capacità (tutti i suoi associati ANASF devono essere fieri di avere un Presidente con la P maiuscola come Lei) e conoscenze, è riuscito a far cambiare, sul filo di lana, il termine da Indipendenti ad Autonomi (la prova è che diversi esponenti politici erano convinti che il termine approvato dalla legge fosse Indipendenti). E questo è per migliorare la trasparenza e la comprensibilità dei ruoli per i Risparmiatori. Figure ed associazioni ben più autorevoli di me hanno già espresso il loro parere. Mi rimetto la casacca del Risparmiatore; mi piacerebbe entrare in banca e vedere in due direzioni opposte i due uffici con le seguenti targhe “Consulenti con mandato. I professionisti che operano in questo ufficio vengono remunerati dalla banca”. Nella direzione opposta, ma solo per evitare che il Risparmiatore disattento possa entrare nell’ufficio in cui non voleva entrare, “Consulenti indipendenti. I professionisti che operano in questo ufficio vengono remunerati ESCLUSIVAMENTE dalla parcella pagata dal cliente”. In questo modo ogni cliente potrebbe scegliere in tutta chiarezza e trasparenza a quali professionisti e servizi appoggiarsi. Queste per me sono argomentazioni Egregio Dr. Bufi, per finire desidero ringraziarla per il suo “cinguettio”, che mi ha dato modo di illustrare a molti le mie opinioni in merito. Cordiali saluti Roberto Anselmini Consulente Finanziario Indipendente Certificato EFPA
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Come educare i tuoi clienti per il loro (ed il tuo) bene - parte 1

Come educare i tuoi clienti per il loro (ed il tuo) bene - parte 1 | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
  Educazione finanziaria. Alfabetizzazione finanziaria. Cultura finanziaria. Dopo gli scandali bancari recenti e i miliardi di euro dei risparmiatori andat
Roberto Anselmini's insight:
Per come è strutturata la nostra società italiana, l'educazione finanziaria rimarrà a cura di ogni risparmiatore che vorrà migliorarla cercando quei professionisti indipendenti che dedicano una parte del loro tempo a migliorare la cultura finanziaria dei propri clienti. L'educazione finanziaria costa ..a chi non ce l'ha.
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Consulenza finanziaria, non confondere i venditori dai pianificatori

Esistono vari tipi di advisor. L'importante è riuscire a distinguerli e identificare la migliore soluzione per le proprie esigenze.
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Esma conferma: commissioni su base mensile

Esma conferma: commissioni su base mensile | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Le sgr possono tirare un sospiro di sollievo. ESMA non ha modificato il metodo di calcolo delle commissioni di performance che restano quindi su base mensile, n
Roberto Anselmini's insight:
Che bello pensare che a tutti gli agenti di commercio di qualsiasi settore di appartenenza sarà riconosciuto il bonus sulle vendite mensilmente a prescindere di come sono andate le vendite il mese precedente; l’importante che in quel mese il fatturato sia aumentato (non importa se nel mese precedente sia sceso del 5% o anche del 10%). Pronti a festeggiare ? Sì ma solo le SGR (società di gestione del risparmio e i loro relativi agenti di commercio (così sono definiti dal codice civile “Il promotore finanziario che svolge la sua attività sulla base di un contratto di agenzia rientra nell’ambito di applicazione della previdenza Enasarco, espressamente destinata agli agenti e rappresentanti di cui agli articoli 1742, 1752 del Codice Civile”) più conosciuti come ex Promotori finanziari, ora consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede. L’aspetto che lascia l’amaro in bocca è che sin dal lontano 2006 Banca d’Italia aveva vietato il calcolo delle commissioni di performance su base mensile. Purtroppo questa normativa riguarda solo i fondi di diritto italiano. Peccato che la stragrande maggioranza dei fondi comuni collocati in Italia siano di società straniere o di società italiane che vendono fondi tramite proprie SICAV in paesi quali Irlanda e Lussemburgo, e sono dunque soggetti a regole molto meno stringenti. Ad oggi la Super Consob europea, appunto l’ESMA, http://europa.eu/about-eu/agencies/regulatory_agencies_bodies/policy_agencies/esma/index_it.htm il cui compito, come da ruolo dichiarato è quello di tutela degli investitori, va nella direzione opposta che non mi sembra proprio di tutela degli investitori; non è inoltre semplice, anzi tutt’altro anche per gli operatori del settore, verificare quali fondi comuni applichino questo metodo di calcolo mensile e quelli che invece, molto più correttamente applichino il calcolo dell’High water mark senza reset annuale. Le SGR che utilizzano l’high watermark (tradotto, livello dell’acqua alta) nel calcolo delle commissioni di performance fanno pagare il cliente solo quando il valore del fondo supera i massimi assoluti. Tranquilli, per gli agenti di commercio, rappresentanti e sales manager di tutti gli altri settori, dovranno continuare a dimostrare che il fatturato continua a salire se vorranno percepire i loro bonus sulle vendite.
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Quando il blocco psicologico per la parcella costa molti soldi

Quando il blocco psicologico per la parcella costa molti soldi | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it

 

 

Roberto Anselmini's insight:

Scopo di questo mio articolo è di divulgare alcuni concetti fondamentali tra i risparmiatori, affinché possano analizzare con chiarezza tutte le “promozioni” e non solo, che vengono loro proposte dai vari intermediari.

Per evitare di parlare di aria fritta o di teoria utile solo nei convegni per addetti ai lavori, voglio portare un fatto realmente accaduto; risparmiatore patrimonio milionario, che “passa” da un conto di deposito all’altro cercando di ottenere qualche decimo di punto in più rispetto ai tassi attuali.

1)      Già questo denota una mancanza di pianificazione finanziaria, ma parliamoci chiaro è nella media dei risparmiatori italiani investire a breve perché “non si sa mai”

Ma non è questo il punto; tra le varie offerte a cui ha aderito una di queste offre un tasso dell’ 1.7-1,8% su 12 mesi a fronte però di investire un importo che è risultato pari al 60% di quello nel conto di deposito, in fondi comuni della casa.

L’analisi semplice, ma fondamentale che un risparmiatore dovrebbe fare è quello proprio di verificare i costi degli strumenti (in questo caso fondi) che gli vengono proposti. Per fare questo si prende la scheda informativa o brochure o prospetto a seconda dei casi (che obbligatoriamente deve essere consegnata dal proponente) e si va a leggere il TER Total expense ratio (alias costi totali annui del fondo) o se non si trova, almeno i costi di gestione e se ci sono anche dei costi di  over performance e verificare anche con quale benchmark viene fatto il confronto (in alcuni casi viene utilizzato il tasso Eonia !). E’ come confrontare la velocità di un auto con quella di un pedone e premiarsi perché si va più veloci. Se non siete in grado di fare questa analisi, rivolgetevi ad un professionista indipendente che per pochi euro vi consente di evitare di infilarvi in un cul de sac.

La tabella parla da sola, il costo di gestione annua di questo “pacchetto” è particolarmente elevato.. (non sono stati sommati i costi di performance in quanto nella non chiarezza del prospetto non si capisce se sono da aggiungere “probabilmente” o se sono già inglobati nei costi di gestione, già particolarmente elevati) per il risparmiatore e di conseguenza il guadagno per l’intermediario che l’ha proposta è altrettanto elevato.

Quale è stato il vantaggio per il risparmiatore di aderire a questa proposta piuttosto che valutare il piano proposto da un consulente indipendente ? Che in questo caso non ha dovuto firmare nessun assegno o effettuare un bonifico a favore del professionista; si sa che per i risparmiatori che non hanno ancora sedimentato il concetto che “nessuno lavora gratis” e quindi la “consulenza me la fa la mia banca a costo zero” (e gli stipendi dei dipendenti come vengono pagati !), l’importante è non vedere quanto pago ..fa niente se mi costa di più.

Lo svantaggio ? poca cosa “solo” qualche migliaio di euro regalati all’intermediario e relativo personale che sarebbero potuti rimanere nelle tasche del risparmiatore.

Domandina facile (ognuno dia la propria risposta): quanto avreste potuto risparmiare (parcella + costi strumenti proposti) se vi foste rivolti ad un consulente indipendente ?

A)     20%                 B) 50%            C) 70%

 

Per i risparmiatori che leggono questo articolo: avete già pensato cosa avreste potuto fare con le migliaia di Euro risparmiati ?

Mi scuso con i risparmiatori per la crudezza con cui ho espresso alcuni concetti, ma lo scopo è di darvi una scossa psicologica affinché iniziate ad aprire gli occhi e a voler bene ai vostri sudati risparmi.

 

Vorrei concludere ricordando che le migliaia di dati storici a disposizione confermano che uno strumento con costi di gestione elevati non è migliore di un altro, anzi garantisce che i rendimenti saranno inferiori erosi dai costi. L’analisi del valore è il primo passo che si deve compiere per capire se si sta comperando una Fiat Punto pagandola come una BMW.

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OPACT - L’Italia che non sa dire rischio

OPACT - L’Italia che non sa dire rischio | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Roberto Anselmini's insight:

Sperare nelle disgrazie (altrui) per dimostrare di avere ragione, è a dir poco disdicevole, vergognoso e deplorevole. Ma non è il nostro caso (parlo dei consulenti finanziari indipendenti). Noi è oramai da diversi anni che sosteniamo che per la tutela del risparmiatore sono necessarie ed indispensabili figure professionali non remunerate, e quindi al servizio, del sistema bancario per evitare che qualcuno vi "consigli" di mettere buona parte dei vostri sudati risparmi in un unico "serbatoio" che guarda caso non è mai il migliore (per voi), ma solo per la banca. Attenzione non vorrei essere frainteso; qua non si vuole assumere che i consulenti finanziari indipendenti sono più bravi di altri e che faranno diventare ricchi i risparmiatori. Iniziamo però a chiederci "abbiamo mai sentito o letto di Consulenti Indipendenti che hanno consigliato di detenere percentuali elevate di bond o azioni della stessa banca in cui il cliente ha il conto ?" Ogni risparmiatore pensa che in Italia le banche non falliscono mai e quindi non c'è motivo di preoccuparsi; se poi il rendimento di quelle obbligazioni è più elevato di altri..mica sarò fesso a prendere un BTP quando il bond della mia banca rende di più (ammesso che sia vero a conti fatti). Purtroppo avidità e mancanza di cultura finanziaria sono una miscela esplosiva.

Basti pensare quante persone partecipano a corsi di Trading dove pensano che sia sufficiente qualche ora per diventare "bravi investitori" e quanti sono disposti a seguire corsi di "educazione finanziaria" per imparare a PIANIFICARE la propria vita finanziaria e poter raggiungere gli obiettivi (troppo spesso mai prefissati), affiancati da un professionista non remunerato dalle banche.

Chiudo con una domanda provocatoria, ma a fin di bene "se partecipate a qualche incontro in cui il relatore è un medico, pensate poi di essere in grado di curarvi da soli ? e se il vostro medico fosse remunerato da una casa farmaceutica saresti sicuri che vi consiglia in modo obiettivo ed indipendente dal budget ?"

L'educazione finanziaria è costosa (in termini di tempo da dedicare), l'ignoranza ancora ancora di più.

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Rischio e volatilità: fai da te e consigli "disinteressati"

Rischio e volatilità: fai da te e consigli "disinteressati" | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it

Desidero proseguire il mio precedente articolo su “rischio e volatilità” perché senza dubbio ai lettori più attenti e conoscitori del collegamento tassi-rendimento dei bond la prima considerazione che avranno fatto è “chiaro se i tassi scendono i rendimenti salgono”; così però non è stato (e in particolar modo quindi per quelli a lunga scadenza).

Analizziamo il periodo Aprile Giugno di quest’anno; innanzitutto per prima cosa  bisogna dire che la BCE non ha effettuato nessun cambiamento sui tassi. L’aspetto “anomalo” è che i rendimenti dei Bund continuavano a salire, nonostante il miglioramento dell'economia tedesca e dell'Eurozona. La teoria classica ci insegna che se un paese è più solvibile deve pagare un interesse inferiore a chi gli presta soldi (alias gli obbligazionisti)

Nel picco minimo ad Aprile, il BUND a 10 anni rendeva appena lo 0,07%, mentre a Giugno è arrivato a 12 volte tanto; se lo vediamo con l’occhio di lo aveva già in portafoglio, per tutti i motivi spiegati nel mio precedente articolo, il possessore stava perdendo il 12%.

Se si considera che rispetto all'apice, il DAX, l’indice della borsa tedesca, ha perso il 10% a Giugno ed era ai  minimi degli ultimi 3 mesi, si capisce molto bene che qualcosa non stava andando per il meglio per la finanza tedesca.

Senza entrare nei dettagli tecnici a Giugno Berlino aveva pubblicato dati positivi sull'andamento della sua economia. Nonostante ciò, i rendimenti dei bond sovrani tedeschi avevano continuato a salire, quando in questi anni di crisi del debito abbiamo assistito, in genere, all'esatto contrario.

L’aspetto di difficile comprensione era “migliora l’economia in Germania ed Eurozona, ma salgono i rendimenti dei Titoli di Stato”

Gli stimoli monetari della BCE dall’inizio dell’anno e il ruolo di titoli-rifugio, svolto dai Bund dallo scoppio della crisi finanziaria del 2008, hanno fatto sì che i rendimenti tedeschi siano precipitati quasi a zero per le scadenze medio-lunghe e in territorio negativo per quelle medio-brevi.

Nei momenti in cui la ripresa dell'economia nell'Eurozona sembrava attecchire e che anche i prezzi erano in ripresa, gli investitori hanno iniziato a sbarazzarsi dei Bund, sia perché si sono allentati i timori sulla crisi del debito nell'unione monetaria, sia perché il ritorno atteso dell'inflazione rendeva meno conveniente il possesso di bond con rendimenti così bassi.

In questo contesto diventa molto difficile per l’investitore “fai da te” capire cosa stia succedendo e valutare se magari potrebbe essere una buona opportunità acquistare o se invece può essere più conveniente vendere, anche in perdita, perché ci sono nuove opportunità di investimento in linea con il proprio profilo di rischio.

Non dimentichiamo un altro aspetto per chi a posteriori dice “ma tanto io li tengo siano alla scadenza”. Non si tratta di suppore che la Germania possa diventare insolvente (anche se chi può dire come sarà il mondo tra 13 anni), ma di pensare di avere titoli in portafoglio che non subiscono oscillazioni e quindi doversi accontentare di rendimenti quasi nulli. E nel momento che avviene non avere le competenze per capire cosa sta succedendo ed utilizzare (come spesso capita) il metodo dello struzzo, incrociando anche le dita; a mio parere questo non è questo l’atteggiamento corretto da tenere sia dal punto di vista teorico, ma specialmente pratico: è sufficiente che anche solo una volta accada l'evento “fuori controllo” per mandare in fumo i risparmi di una vita. Ma questo è l’imprevisto che chi investe col “fai da te” e con i consigli “disinteressati” delle banche corre. Sta a voi scegliere.

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Rischio e volatilità; Duca di Mantova docet per me pari sono !

Rischio e volatilità; Duca di Mantova docet per me pari sono ! | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it

Il continuo confronto con i risparmiatori mi consente spesso di approfondire alcuni argomenti di cui mi rendo conto non sono sempre di semplice comprensione; in questo mio articolo vorrei riprendere a descrivere “IL RISCHIO”. Giustamente temuto, ma che spesso viene confuso con volatilità e viceversa.

Senza entrare nei dettagli tecnici e sintetizzando molto i concetti per motivi di spazio, possiamo definire il rischio come la possibilità di perdita di una parte del capitale investito. Investo 100.000 euro e al momento della vendita ne ricavo meno.

Diversa è invece la volatilità: io posso avere la certezza, o una elevatissima probabilità che il mio investimento sarà positivo alla scadenza o alla vendita,  ma dal momento in cui ho investito in quello strumento il prezzo dello stesso può oscillare sia in positivo (ma in questo caso non mi preoccupo) sia in negativo. Attenzione sintetizzo i concetti per non annoiarvi.

Troppo spesso molti risparmiatori mischiano i due concetti non riuscendo più a distinguere le due situazioni; questo li porta ad assumere inconsciamente (e qua entrano in gioco i diversi studi di finanza comportamentale) decisioni controproducenti anche per la mancanza di competenze necessarie per valutare le proposte delle banche.

Non è insolito analizzare portafogli in cui la presenza di obbligazioni della propria banca (il lupo perde il pelo, ma non il vizio) è superiore al 40% e oltre (alla faccia dei più elementari studi di finanza che spiegano la fondamentale importanza della diversificazione); “Caro cliente ma lei pensa che la nostra banca possa fallire ?”. Magari fallire no però andate a dire a tutti i clienti di Banca delle Marche o Popolare di Vicenza come si sentono o a tutti quelli che hanno in portafoglio obbligazioni non quotate della propria banca…senza saperlo ?

Quello che è di difficile assuefazione è il concetto che qualsiasi decisione in ambito finanziario ha il suo rischio: tenete tutto sul conto corrente ? oltre a garantirvi solo la conservazione parziale del capitale (ricordatevi le spese bancarie) non potrà mantenere il potere di acquisto; se l’importo supera i 100.000 euro non sarete garantiti dal fondo di tutela se la banca dovesse fallire. Se inoltre si hanno obbligazioni bancarie e conti vincolati non si rientra in questa tutela.

Nel momento in cui si investe in qualsiasi strumento finanziario si va incontro ad un rischio; vorrei però focalizzare l’attenzione sulla volatilità e quindi non il rischio di perdere il proprio danaro (se si rispettano gli obiettivi e la durata dell’investimento stabilita da una buona pianificazione a monte, si annulla quasi completamente questa eventualità), ma l’oscillazione dei prezzi durante la vita dello strumento.

E’ opinione comune che il Bund , l’equivalente tedesco del nostro BTP, è percepito come titolo super sicuro (certezza al 100% che mi verrà rimborsato a scadenza e che mi verranno riconosciute tutte le cedole). Ma c’è un ma; il titolo non è esente dalla volatilità.

Nell’esempio reale qui descritto ho preso il Bund scadenza 2028 cedola 4,75%  (alternativa al nostro BTP 10 anni anche se con una scadenza leggermente diversa) e supponiamo che l’acquisto fosse stato effettuato nel mese di Aprile non nel momento di picco massimo, al prezzo di 157,60, per mettersi al sicuro da qualsiasi buriana.

Al 10 Giugno il prezzo era 141,76, esattamente il 10% in meno rispetto a 2 mesi prima.

Se un risparmiatore avesse acquistato il Bund in questione per un importo di 100.000 Euro, in due mesi avrebbe “perso” 10.000 euro; questo per un risparmiatore che non vuole rischiare.

Qualcuno potrebbe obiettare che lo ha acquistato prima e pagato meno; il concetto non cambia, in 2 mesi l’investimento “ha perso” il 10%.

Potrei portare altri esempi con il nostro BTP, ma la sostanza non cambia.

Questi esempi “pratici” mi auguro che possano aiutare tutti i risparmiatori a prendere in modo più consapevole le decisioni in ambito finanziario attraverso diversi passaggi:

1)      Pianificare i propri obiettivi  e scadenze, facendovi aiutare da professionisti indipendenti

2)      Essere consci che qualsiasi investimento finanziario ha la suo dose di rischio e volatilità

3)      Fatevi consigliare da chi non ha conflitti di interesse e fatevi spiegare i motivi di ogni suggerimento che vi viene proposto

4)      Siate onesti con voi stessi; pensate di essere più bravi di qualsiasi professionista indipendente che lo fa di mestiere ? O pensate che la vostra banca vi offre consigli gratuitamente?

5)      Se sì contattatemi e vi darò anche il  mio patrimonio da gestire, senza ovviamente pagarvi una parcella “perché tanto se riuscite voi che nella vostra vita avete fatto tutt’altro è proprio facile e semplice gestire i risparmi che non ha quindi giustificazione riconoscervi un compenso”!

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Promotore perde alle slot machine del casinò 9,4 milioni di euro dei suoi clienti - Il Sole 24 ORE

Promotore perde alle slot machine del casinò 9,4 milioni di euro dei suoi clienti - Il Sole 24 ORE | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Tra le vittime imprenditori, commercialisti, avvocati, notai, commercianti e parenti. Soldi spesi anche per auto e viaggi
Roberto Anselmini's insight:

Fare di tutta un erba un fascio, come si usa dire, sarebbe sbagliatissimo, anche perché rimangono casi isolati; sta di fatto che un cliente di un consulente finanziario indipendente non correrà mai questi rischi in quanto il consulente indipendente non "toccherà" mai il patrimonio dei propri clienti.

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Promotori, fondi esteri nel mirino di Vegas

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Richiamo di attenzione della Consob nei confronti degli intermediari distributori di fondi esteri ed estero - vestiti, che rappresentano il 70% circa del pat...
Roberto Anselmini's insight:

La Consob ha stilato una interessante ed utile analisi sui costi e sui potenziali e possibili conflitti di interesse del sistema fondi comuni. Le manca un passaggio importante per poter dire che sta attuando tutte le mosse possibili per tutelare il Risparmiatore.

Normare l'obbligo di collocare in borsa tutti i fondi comuni/Sicav distribuiti in Italia ed obbligare le banche a consentire la negoziazione dei fondi ai loro clienti.

In questo modo si ridurrebbero drasticamente i costi di distribuzione , a tutto vantaggio del Risparmiatore; la maggior trasparenza sui costi consentirebbe al sistema della consulenza e non della vendita di offrire un servizio con un miglior rapporto costi-qualità del servizio, facendo luce una volta per tutte sulle differenze tra consulenza e vendita. In realtà la differenza tra consulenza e vendita non sta solo nelle differenti modalità di suggerire i fondi comuni/Sicav, ma come direbbe qualcuno "questa è tutta un'altra storia".

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Quando il blocco psicologico per la parcella costa molti soldi

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Roberto Anselmini's curator insight, March 29, 5:24 PM

Scopo di questo mio articolo è di divulgare alcuni concetti fondamentali tra i risparmiatori, affinché possano analizzare con chiarezza tutte le “promozioni” e non solo, che vengono loro proposte dai vari intermediari.

Per evitare di parlare di aria fritta o di teoria utile solo nei convegni per addetti ai lavori, voglio portare un fatto realmente accaduto; risparmiatore patrimonio milionario, che “passa” da un conto di deposito all’altro cercando di ottenere qualche decimo di punto in più rispetto ai tassi attuali.

1)      Già questo denota una mancanza di pianificazione finanziaria, ma parliamoci chiaro è nella media dei risparmiatori italiani investire a breve perché “non si sa mai”

Ma non è questo il punto; tra le varie offerte a cui ha aderito una di queste offre un tasso dell’ 1.7-1,8% su 12 mesi a fronte però di investire un importo che è risultato pari al 60% di quello nel conto di deposito, in fondi comuni della casa.

L’analisi semplice, ma fondamentale che un risparmiatore dovrebbe fare è quello proprio di verificare i costi degli strumenti (in questo caso fondi) che gli vengono proposti. Per fare questo si prende la scheda informativa o brochure o prospetto a seconda dei casi (che obbligatoriamente deve essere consegnata dal proponente) e si va a leggere il TER Total expense ratio (alias costi totali annui del fondo) o se non si trova, almeno i costi di gestione e se ci sono anche dei costi di  over performance e verificare anche con quale benchmark viene fatto il confronto (in alcuni casi viene utilizzato il tasso Eonia !). E’ come confrontare la velocità di un auto con quella di un pedone e premiarsi perché si va più veloci. Se non siete in grado di fare questa analisi, rivolgetevi ad un professionista indipendente che per pochi euro vi consente di evitare di infilarvi in un cul de sac.

La tabella parla da sola, il costo di gestione annua di questo “pacchetto” è particolarmente elevato.. (non sono stati sommati i costi di performance in quanto nella non chiarezza del prospetto non si capisce se sono da aggiungere “probabilmente” o se sono già inglobati nei costi di gestione, già particolarmente elevati) per il risparmiatore e di conseguenza il guadagno per l’intermediario che l’ha proposta è altrettanto elevato.

Quale è stato il vantaggio per il risparmiatore di aderire a questa proposta piuttosto che valutare il piano proposto da un consulente indipendente ? Che in questo caso non ha dovuto firmare nessun assegno o effettuare un bonifico a favore del professionista; si sa che per i risparmiatori che non hanno ancora sedimentato il concetto che “nessuno lavora gratis” e quindi la “consulenza me la fa la mia banca a costo zero” (e gli stipendi dei dipendenti come vengono pagati !), l’importante è non vedere quanto pago ..fa niente se mi costa di più.

Lo svantaggio ? poca cosa “solo” qualche migliaio di euro regalati all’intermediario e relativo personale che sarebbero potuti rimanere nelle tasche del risparmiatore.

Domandina facile (ognuno dia la propria risposta): quanto avreste potuto risparmiare (parcella + costi strumenti proposti) se vi foste rivolti ad un consulente indipendente ?

A)     20%                 B) 50%            C) 70%

 

Per i risparmiatori che leggono questo articolo: avete già pensato cosa avreste potuto fare con le migliaia di Euro risparmiati ?

Mi scuso con i risparmiatori per la crudezza con cui ho espresso alcuni concetti, ma lo scopo è di darvi una scossa psicologica affinché iniziate ad aprire gli occhi e a voler bene ai vostri sudati risparmi.

 

Vorrei concludere ricordando che le migliaia di dati storici a disposizione confermano che uno strumento con costi di gestione elevati non è migliore di un altro, anzi garantisce che i rendimenti saranno inferiori erosi dai costi. L’analisi del valore è il primo passo che si deve compiere per capire se si sta comperando una Fiat Punto pagandola come una BMW.

Scooped by Roberto Anselmini
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Commissioni di performance, balzo dell'80% nel solo 2015

Commissioni di performance, balzo dell'80% nel solo 2015 | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Lo rivela un'analisi dell’ufficio studi di MoneyFarm, che ha preso in esame i dati delle prime 10 realtà per masse gestite sui fondi aperti attive sul mercato italiano.
Roberto Anselmini's insight:
Da diversi mesi tutti gli operatori del settore parlano di educazione finanziaria; fermo restando che il risparmiatore italiano è tra i meno acculturati finanziariamente rispetto ad altri risparmiatori europei, si tratta anche di capire cosa si intende per educazione finanziaria e di conseguenza chi deve “insegnare” i rudimenti e quali rudimenti ? A mio parere si sta spostando il problema; perché se è vero che risulta fondamentale sapere la differenza tra un tasso semplice ed uno composto, cosi come il TAN o il TAEG e tutti gli altri aspetti che potremmo definire di matematica finanziaria di base, è altrettanto vero che questo non tiene al riparo i risparmiatori da moltissimi strumenti inefficienti ed atteggiamenti tenuti da alcuni operatori non proprio corretti nei loro confronti. Mi riallaccio all’ultima analisi di MoneyFarm, una delle tante che periodicamente analizzano costi ed inefficienze dell’aggregato dei fondi comuni (per fortuna che qualcuno valido esiste ancora !), piuttosto che analisi che evidenziano gli elevati costi di alcune polizze finanziarie di una tale complessità che costringono anche professionisti del settore a dedicare ore per capire il loro meccanismo, senza scomodare gli ultimi fatti inerenti obbligazioni subordinate. Già dal 2007 mi era capitato di analizzare “finte obbligazioni” in realtà polizze index-linked, con costi di sottoscrizione del 9% senza nessuna garanzia del capitale né delle cedole. Arriviamo quindi alle “audizioni” per decidere chi saranno i docenti; banche ? assicurazioni ? società di gestione ? Secondo voi tutte queste entità che interesse avranno a insegnare ai loro clienti dove si trovano i costi (incluse le overperformance) ad es. dei fondi comuni o in che sezione si vede se quella polizza avrà più probabilità di offrire un rendimento superiore al BTP e a quali costi, penali, o come verificare che quella obbligazione “finta” in realtà è una polizza senza garanzia del capitale ? In Italia ci sono figure professionali di altissimo livello indipendenti che potrebbero organizzare corsi di educazione finanziaria a livello nazionale, ma al momento sembra che a nessuno dei grandi interessi veramente. Io nel mio piccolo ho cercato di spiegare ai partecipanti di associazioni ed Università del tempo libero come evitare certe situazioni, ma è come svuotare il mare con un cucchiaino.
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Anche i super-ricchi sbagliano investimenti

Anche i super-ricchi sbagliano investimenti | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
I super ricchi non sono per forza investitori migliori rispetto agli altri. Anzi, molti fanno gli stess
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Il grande risparmio: rivolgetevi ai consulenti per 3 motivi

Il grande risparmio: rivolgetevi ai consulenti per 3 motivi | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Mai come di questi tempi è necessario un consulente. Dedicherò alcune lezioni per sviluppare questo tema e poi mi impegnerò in una lunga serie di lezion
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Perché la vita è così difficile (almeno per chi investe in borsa ..e non ha pazienza)

Perché la vita è così difficile (almeno per chi investe in borsa ..e non ha pazienza) | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Nel lungo periodo la borsa Usa cresce sempre. E chi ha la pazienza e la forza per durare abbastanza può ottenere buoni risultati. Ma il percorso è pieno di buche, e di possibili frequenti rimpianti.
Roberto Anselmini's insight:
L'ennesimo studio, in questo caso di Ben Carlson, che dimostra come l'investimento in borsa premia solo chi ha la costanza e la perseveranza di tenere i propri investimenti per un lungo periodo. Conferma inoltre che più si accorcia il periodo dell'investimento più aumentano le probabilità di non avere un ritorno positivo dell'investimento. Questo considerando di averli messi in prodotti efficienti ed a basso costo di gestione. 
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Mutui Barclays indicizzati in franchi svizzeri. Cosa può accadere senza consulenza indipendente

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Roberto Anselmini's insight:
Quando leggo o vengo a conoscenza di certe situazioni mi chiedo "perchè questi 5500 cittadini non hanno chiesto un parere ad un consulente indipendente ?"; con un'analisi indipendente dal costo irrisorio si sarebbero risparmiati anni di sofferenza con costi spropositati.
Però poi mi do anche la risposta "perché in Italia lo Stato (a prescindere dal colore politico) non ha nessun interesse a tutelare i propri cittadini. Le lobby bancarie sono talmente potenti che far conoscere una attività professionale che potrebbe evitare queste situazioni disdicevoli e drammatiche, per chi le subisce, non rientra nelle priorità dei nostri governi.
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Quando temere le commissioni di performance?

Quando temere le commissioni di performance? | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Fondi comuni, clienti beffati. Questo il titolo di un recente articolo pubblicato dal settimanale L’Espresso sul tema delle commissioni di performance. Emerge che queste commissioni rappresentano buona parte degli utili di diverse grandi societ
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ADUC - Editoriale - Consulenti finanziari: ha vinto (per il momento) la lobby del conflitto d'interessi, hanno perso i risparmiatori che saranno ingannati

ADUC - Editoriale - Consulenti finanziari: ha vinto (per il momento) la lobby del conflitto d'interessi, hanno perso i risparmiatori che saranno ingannati | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Roberto Anselmini's insight:

L'ennesima conferma che in Italia le leggi non vengono fatte per migliorare la tutela dei risparmiatori (quindi dei cittadini), ma per salvaguardare le lobby (in questo caso bancarie). Non c'è altro da aggiungere. 

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ADUC - Editoriale - Tutela del risparmiatore. Le lobby bancarie riprovano a schiacciare i consulenti finanziari indipendenti

ADUC - Editoriale - Tutela del risparmiatore. Le lobby bancarie riprovano a schiacciare i consulenti finanziari indipendenti | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Roberto Anselmini's insight:

In Italia troppo spesso le lobby (in questo caso bancarie) entrano a gamba tesa per difendere le loro posizioni non curandosi della libertà e tutela dei Risparmiatori. C'è anche da aggiungere che L'ANASF (Associazione dei Promotori Finanziari) grazie al suo potere lobbistico ha deciso, sfruttando il proprio potere a livello parlamentare, come altri professionisti che non rientrano nella loro categoria si devono chiamare o definire. Vi piacerebbe se qualcun altro decidesse come definire la vostra professione ? Il tutto per creare confusione per i cittadini e non per tutelarli maggiormente.

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China Signs $17 Billion Deal to Buy 130 Airbus Planes

China signed a deal to buy 130 planes from Airbus Group SE worth $17 billion, firming up purchase options announced earlier this year and intensifying the race to dominate what’s projected to become the world’s biggest aircraft market.
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BASSANO TG - 12/09/2015 - RISPARMIATORI BPV:”RIVOGLIAMO I NOSTRI SOLDI” - YouTube

BASSANO TG (sabato 12 settembre 2015) - ci occupiamo di una vicenda che interessa migliaia di persone anche del bassanese. Stamattina il movimento 5 stelle h...
Roberto Anselmini's insight:

Sarebbe andato incontro a tutti questi problemi anche un risparmiatore seguito da un consulente indipendente ? La consulenza indipendente non è rivolta solo a chi ha grandi patrimoni, ma a tutti i risparmiatori che desiderano avere un supporto obiettivo, indipendente che consenta di agire in modo consapevole e senza interessi "occulti", come operano troppo spesso le banche

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Serve una "Casa della Consulenza" senza pregiudizi

Serve una "Casa della Consulenza" senza pregiudizi | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Ascosim commenta l'intervento di Maurizio Bufi (Anasf): "la visione è in netto contrasto con la normativa del nostro settore: si badi che non mi riferisco alla
Roberto Anselmini's insight:

Ringrazio il Dr. Massimo Scolari che grazie alla sua competenza ed obiettività nell'affrontare gli argomenti inerenti la consulenza finanziaria, ha messo un ulteriore tassello importante per aiutare i Risparmiatori a comprendere le posizioni degli attori e ad avere una ulteriore conferma che in Italia ogniqualvolta si cerchi di adeguarsi alla normativa italiana ed europea a tutela del cittadino (in questo caso del Risparmiatore) c'è sempre qualche figura di spicco che intende difendere a spada tratta la categoria a discapito del sistema Italia.

Grazie Dr. Scolari

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Fondi comuni: 8 gestori azionari su 10 fanno flop

Fondi comuni: 8 gestori azionari su 10 fanno flop | I nostri risparmi: allargare gli orizzonti per capire i dettagli | Scoop.it
Il 2014 è stato un anno volatile per i mercati. E i mercati volatili, di norma, sono ritenuti terreno fertile per i gestori attivi, che possono fare leva sul...
Roberto Anselmini's insight:

La ragione non è della maggioranza, ma di chi è intellettualmente onesto. Dopo anni in cui l’Ufficio studi e ricerche di Mediobanca (riconosciuto come competente ed indipendente) con le annuali pubblicazioni evidenzia queste discrepanze, anche una analisi internazionale ha evidenziato quello che i consulenti indipendenti affermano da anni (non per partito preso, ma appunto per inconfutabilità dei dati). Attenzione però, non voglio essere frainteso; con questo non si vuole dire che non bisogna investire nei fondi comuni. L’importante è utilizzare quei pochi fondi comuni che giustificano le maggiori commissioni rispetto alla gestione passiva (alias ETF); il che non vuol dire consigliare quei fondi che hanno offerto i migliori rendimenti, ma ad es. che adottano strategie che meglio di adattano alle esigenze di quel risparmiatore piuttosto che ad un altro. Il fatto è che spesso, non sempre, questi fondi vengono collocati da Società di gestione non sempre conosciute dalla maggioranza dei risparmiatori. La scelta di queste società è di dedicare la loro attività a creare strumenti validi piuttosto che “investire” bugdet enormi in pubblicità e per pagare laute commissioni alle reti di vendita. Chi opera nel settore sa benissimo che ogni SGR, quando va bene, ha solo qualche fondo in cui vale la pena investire i propri risparmi e che il restante 90% viene venduto grazie alle azioni di marketing ed alla forza d’urto delle reti di vendita. Se il risparmiatore medio conoscesse questa situazione avrebbe senz’altro qualche dubbio ne credere nella obiettività ed indipendenza delle proposte del proprio “consulente” e se poi sapesse che il proprio consulente viene per legge remunerato in base ai prodotti che vende qualche dubbio in più gli sorgerebbe. Il punto non è solo nel conflitto di interesse (che riporto nella operatività spicciola, rispetto all’elevato articolo del Dr. Megale), ma nella diversa preparazione, formazione ed aggiornamento delle due figure professionali.

Chi opera con mandato di una banca ha (qualcuno afferma che non ha pressioni dalla direzione) deve correre ogni giorno per fare massa (per i non addetti cercare sempre più clienti a cui vendere più prodotti possibili) e quindi non ha tempo da dedicare ad una diversa formazione ed aggiornamento.

Con questo non voglio dire che i consulenti indipendenti si possono permettere di vivere di rendita o che sono più bravi di chi lavora in una rete, ma proprio per la diversa tipologia del servizio offerto dedicano il loro tempo ad attività diverse; ad es. confrontarsi direttamente con i gestori per valutare le diverse strategie adottate dai loro fondi, appoggiarsi ad analisti indipendenti e capaci per valutazioni specifiche oltre che confrontarsi con assiduità con colleghi aventi competenze differenti, ecc.. Il nodo, ma non unico della questione, è che offrendo un servizio per cui si riceve una parcella dal cliente, a differenza dei promotori finanziari che vengono remunerati per i prodotti che vendono senza che il cliente sappia veramente quanto gli costa, se il servizio non è di qualità e differente da altre proposte, il risparmiatore non utilizza i nostri servizi. L’epoca dei consulenti indipendenti “cani sciolti” è finita da tempo: tecnologia, software e mentalità al passo con i tempi consentono agli indipendenti di creare sinergie e competenze di gruppo che sino a qualche anno fa erano impensabili; il tutto a vantaggio dei risparmiatori.

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