psicologia e dintorni
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Il Master in Psicologia Giuridica e Criminologia Applicata di FORMALAV rilascia 24 crediti formativi agli avvocati e 40 agli assistenti sociali.

Il Master in Psicologia Giuridica e Criminologia Applicata di FORMALAV rilascia 24 crediti formativi agli avvocati e 40 agli assistenti sociali. | psicologia e dintorni | Scoop.it
FORMALAV's insight:

FORMALAV, ha aperto le iscrizioni al Master in Psicologia Giuridica e Criminologia Applicata. Il percorso formativo rilascia 24 crediti formativi agli avvocati e 40 agli assistenti sociali.

Il master è disponibile anche in versione e-Learning e sono acquistabili anche i singoli moduli didattici. 

 

Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.formalav.it/catalogo/master-psicologia-giuridica-crimonologia-applicata.html

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Criminologia - piazzettasopraipontidue

Criminologia - piazzettasopraipontidue | psicologia e dintorni | Scoop.it

Via Cristina Di Loreto, giurinfo
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Cristina Di Loreto's curator insight, July 19, 2013 7:27 PM

Con piacere ecco l'articolo della collega Dott. Ilaria Paparesta che con molta chiarezza aiuta a comprendere meglio il concetto di "criminologia" e la figura del criminologo.

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Ecco come internet influenza il nostro cervello - Giornalettismo

Ecco come internet influenza il nostro cervello - Giornalettismo | psicologia e dintorni | Scoop.it
Inoltre per apprendere in Internet è necessario saper usare le chiavi di ricerca giuste, selezionare le fonti con un senso critico, cosa che non è possibile senza un'adeguata educazione di base. 2. Segui Giornalettismo:.
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Compie 40 anni la 'Sindrome di Stoccolma' - Mondo - ANSA.it

Compie 40 anni la 'Sindrome di Stoccolma' - Mondo - ANSA.it | psicologia e dintorni | Scoop.it
Compie 40 anni la 'Sindrome di Stoccolma' , Nel'73 rapina che diede origine a termine noto in tutto il mondo , Nel'73 rapina che diede origine a termine noto in tutto il mondo, Mondo, Ansa

Via Cristina Di Loreto
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Cristina Di Loreto's curator insight, August 24, 2013 11:26 AM

Un compleanno da festeggiare? Non proprio... ma certamente un fenomeno psicologico da ricordare per la sua complessità e peculiarità. "Innamorarsi" del proprio aguzzino sembra impossibile ma le difese che la nostra mente è in grado di costruire a patto di sopravvivere a un evento tanto traumatico come un rapimento possono fare questo ed altro.

Non farò l'elenco dei casi più famosi ma una piccola curiosità c'è...  il film d'animazione "La Bella e la Bestia" ne rappresenta uno.

Ilaria Laghi @Criminologando's comment, August 25, 2013 12:07 PM
La sindrome di Stoccolma è uno dei fenomeni più affascinanti che mi sia capitato di studiare in criminologia. Io personalmente penso che sia qualcosa che va molto oltre il meccanismo di difesa...le fasi della S.di Stoccolma sono essenzialmente 3: si instaurano sentimenti positivi vs i sequestratori, si instaurano sentimenti negativi vs autorità e F.d.o; reciprocità di sentimenti positivi da parte dei sequestratori. Secondo me il caso di Cleveland non rientra nel contesto della sindrome di Stoccolma: le vittime erano segregate, hanno tentato la fuga, hanno cercato di sfuggire al carceriere...stessa cosa per la Kampush. Non sono totalmente riconducibili a questa sindrome
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Perché siamo irrazionali con i nostri soldi
Le difficoltà a valutare rischi e benefici

Perché siamo irrazionali con i nostri soldi   <br/>Le difficoltà a valutare rischi e benefici | psicologia e dintorni | Scoop.it
La perdita di una somma, quale che sia, pesa nella nostra mente, soggettivamente, assai più della vincita della stessa somma (#soldi, #rischi e #psicologia http://t.co/2UX3JrItyN)...
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Affrontare il calo di rendimento di un dipendente - ManagerOnline

Affrontare il calo di rendimento di un dipendente - ManagerOnline | psicologia e dintorni | Scoop.it
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Psicologia politica: come distrarre la massa dai veri problemi ...

Psicologia politica: come distrarre la massa dai veri problemi ... | psicologia e dintorni | Scoop.it
Le tecniche di manipolazione psicologica sociale hanno dei padri fondatori e lunga storia.Gustave Le Bon etnologo e psicologo (fu uno dei fondatori della “Psicologia sociale”) fu il primo a studiare scientificamente il ...
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Manager, le qualità per affrontare i cambiamenti - ManagerOnline

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Come farsi pagare da Freelance

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Lavorare a che prezzo: modelli di costruzione del prezzo e cultura d’impresa nella relazione con il consulente.


Via Stefano Principato
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Stefano Principato's curator insight, July 10, 2013 3:59 AM

 Che strategie utilizzate voi per formulare i prezzi di vendita?

Scuola Di Traduzione Est's curator insight, July 30, 2013 10:39 AM

Che cosa ne pensate? Che strategie utilizzate voi per formulare i prezzi di vendita?

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La comunicazione nel mondo del lavoro

La comunicazione nel mondo del lavoro | psicologia e dintorni | Scoop.it

1) Dirigere, dare ordini
Questi messaggi comunicano al collaboratore/ collega, che i suoi sentimenti bisogni/necessità non sono importanti, ma e’ importante che questo si conformi alle necessità del capo/azienda senza possibilità di interazione.
Lo inducono a temere il potere perché può sentirsi minacciato dal suo lavoro.
Possono provocare sentimenti di risentimento o di rabbia che spesso lo inducono a reagire ostilmente.
Possono comunicargli che il capo non si fida delle sue capacità e del suo giudizio;
2) Avvertire, minacciare, ammonire
Tali messaggi possono rendere un collaborato/collega remissivo.
Possono suscitare risentimento e ostilità come quando si danno ordini.
Possono indurlo a credere che non vengano rispettate le sue necessità all’interno dell’organizzazione.
3) Esortare,moraleggiare,fare la predica
Tali messaggi fanno pesare sul collaboratore/collega il potere dell’autorità, del dovere, degli obblighi.
Passivizzano il soggetto, possono far nascere sensi di colpa o sensi di emarginazione.
Può pensare che il capo non si fidi delle sue abilità di giudicare la validità dei valori e progetti propri e altrui.

4) Consigliare, offrire suggerimenti o soluzioni.
Tali messaggi sono spesso interpretati dal collaboratore/collega, come prova del fatto che non ci si fida della sua capacità di giudizio e di trovare soluzioni proprie.
Possono indurlo a diventare dipendente dal capo e a passivizzarsi.
I consigli a volte comunicano l’atteggiamento di superiorità dal capo e possono indurre nei soggetti deboli un senso di inferiorità.
Possono indurli a contrastare continuamente le idee del capo per riaffermare la propria identità.
5) Insegnare, argomentare, persuadere.
Quando si cerca di insegnare qualcosa, possiamo correre il rischio di far sentire l’altro inferiore, subordinato, inadeguato.
L’argomentare può indurre il collaboratore collega a mettersi sulla difensiva (credi che non lo sappia?).
E’ raro che gli adulti amino sentirsi dimostrare di aver sbagliato,la tendenza e’ quella di difendere accanitamente le proprie posizioni.
6)Giudicare,criticare,opporsi,biasimare
Tali messaggi fanno sentire il collaboratore/collega inadeguato.
L’idea di sé, si forma anche attraverso i giudizi e le valutazioni degli altri.
Le critiche, inoltre suscitano altrettante controcritiche.
Si risponde mettendosi sulla difensiva, semplicemente per proteggere la propria immagine.
I giudizi inducono a tenere per sé i propri pensieri e a non contribuire alla soluzione dei problemi organizzativi.

7) Elogiare,assecondare.
L’elogio deve manifestare equilibrio.
Se è eccessivo, può essere interpretato come un modo sottile per manipolare o influenzare l’altro, se è insufficiente o assente per demotivare.
8)Etichettare,ridicolizzare,umiliare
Tali messaggi possono avere un effetto devastante sull’immagine di una persona, in un contesto organizzativo può bloccare la naturale restituzione degli stessi.
Può provocare disadattamento e talvolta malattie vere e proprie.
9)Interpretare,analizzare, diagnosticare
L’analisi, l’interpretazione e la diagnosi possono nascondere un atteggiamento di superiorità da parte del capo.
Tale tipo di messaggio può risultare frustrante, perché potrebbe dimostrare alcune debolezze del soggetto o se errato, provocare un senso di disagio per essere erroneamente valutato.
La diagnosi può interrompere immediatamente il desiderio di continuare a comunicare, insegnando che e’ preferibile astenersi dalla relazione.
10)Rassicurare,simpatizzare, consolare, sostenere
Contrariamente a quanto creduto, anche questi messaggi possono avere dei risvolti negativi nella comunicazione.
In alcuni casi e’ preferibile che l’altro mi comunichi il suo disagio senza consolarlo o rassicurarlo.
Esempio: se ci troviamo di fronte una persona che piange è preferibile lasciarla piangere, ma non soddisfare il nostro che e’ quello di non provare disagio a vederlo piangere;


Via Sojob
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Sojob's curator insight, January 28, 2013 11:41 AM

Come comunicare in maniera efficace nel mondo del lavoro

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Alcuni consigli per la libera professione | Risorse internet e tecnologia

Alcuni consigli per la libera professione | Risorse internet e tecnologia | psicologia e dintorni | Scoop.it

Il professionista Freelancer è un lavoratore autonomo che offre le sue prestazioni professionali ad altri professionisti o aziende, solitamente, per lo sviluppo di progetti ben definiti e a termine.

La sua sede di lavoro può essere un’area appositamente attrezzata della sua abitazione o un vero e proprio ufficio esterno, è una figura disposta agli spostamenti e, per particolari progetti, può avvalersi di collaboratori esterni

La libera professione può essere svolta in qualsiasi campo lavorativo ed esistono anche varie strutture on line o no che mettono in contatto professionisti  e ditta, fra quelle on line possiamo riordarefreelancer.com e odesk.com.

I vantaggi di una simile forma collaborativa sono da ambedue le parti: il committente del lavoro ha dei costi decisamente più bassi pur potendo scegliere il professionista che più si  addice mentre il professionista, pur rimanendo nell’area specifica della sua specializzazione, è in grado di spaziare su vari e diversificati progetti e di lavorare, entro i limiti imposti dalla professionalità, in piena libertà.

L’atteggiamento professionale e le reali competenze sono alla base del reale successo di questa forma di collaborazione che oramai è presente in tutto il mondo.

Soprattutto per chi, magari per anni è stato un dipendente, il passaggio alla libera professione è una prova che lo proverà, mi scuso per il gioco di parole, duramente. Oltre alle competenze professionali bisogna avere una gran capacità organizzativa soprattutto se la propria sede operativa è anche il luogo di abitazione. Le troppe comodità che si hanno in questo caso e quelle incombenze che gli altri possono far ricadere su di te “tanto sei a casa” possono rubare tempo prezioso al lavoro.

E’ vero che il Free lance può lavorare ovunque ma è altrettanto vero, a meno che non ci trovi in trasferta, che lo spazio ideale è uno spazio isolato, lontano dalla confusione e gradevole in modo da poter ricevere anche i clienti. Se non si ha una stanza da attrezzare allo scopo potrebbe andare bene anche il salotto di casa sempre che non sia un luogo con un continuo passaggio di persone.

Deve essere un luogo ben ventilato e con una buona illuminazione e che offra alternative su cui posare lo sguardo in modo da rilassare la vista dopo lunghi periodi davanti al computer. L’arredamento dovrebbe esssere il più funzionale possibile e le sedie/poltrone comode ed ergonomiche. Impratichirsi anche in tutte quelle pratiche che permettono un relax durante lo svolgimento della propria attività. Se fossi in ufficio c’è sempre il collega che ti interrompe per la „pausa caffè” ora passerai la maggior parte del tempo da solo ed’è molto facile esagerare con il lavoro.

A tale proposito voglio sfatare il mito che il libero professionista lavora meno dei dipendenti ed ha molto tempo libero. E’ vero che molte volte riesce a conciliare impegni personali durante momenti  che dovrebbero essere lavorativi me è altrettanto vero che queste libertà si pagano con serate ed anche nottate a lavorare e molti fine settimana persi per motivi di lavoro. Provare per credere!

Bisogna prevedere una atrezzatura adeguata all’attività che si svolge. I collegamenti con il mondo esterno, leggi linea telefonica/collegamento internet, devono essere perfettamente funzionanti. Una linea internet che cade ogni 10 secondi non è la più adeguata ad una attività professionale. Avere magari una stampante multifunzione ti permetterà di avere le funzioni di stampante, fax e scanner tutto insieme. Un personal computer tipo desk top ed un portatile completeranno l’atrezzatura minima richiesta. A questo si possono aggiungere altri elementi specifici dell’attività che si intende svolgere, ma questo cambia da caso a caso.

Il sapersi organizzare vuol anche dire riuscire a separare l’attività professionale dalla vita privata. Questo, a mio avviso, è l’aspetto più difficile. E’ facile a dirsi ma molto difficile a farsi soprattutto se abbiamo una famiglia con figli in età scolastica e un coniuge molto impegnato sul lavoro. La giusta misura la si impara con il tempo, all’inizio è facile sbilanciarsi da una parte o dall’altra, poi un equilibrio viene raggiunto.


Via Sojob
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Sojob's curator insight, January 27, 2013 4:09 PM

Consigli utili per affrontare e gestire con successo la libera professione

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La banca della felicità contro crisi e depressione

La banca della felicità contro crisi e depressione | psicologia e dintorni | Scoop.it

Il mio parere: il pensiero positivo e le emozioni che sono in grado di portarci in una condizione di felicità sono alleati preziosi contro i momenti di sconforto.

 

Non è un caso che noi siamo in grado di risolvere problemi più semplicemente se siamo in uno stato di benessere, mentre chi sta male tende sempre a vedere solo ciò che non va.

 

Ecco un esercizio semplice e utile ideato da un professore psichiatra a Bari, Piero De Giacomo.

 

Voto all'articolo: 7/10

 

Tratto dall'articolo:

"Scorrete con la vostra mente lungo il corso della vostra vita – dice l’esperto – ed individuate i momenti felici: la nascita di un figlio, il momento in cui avete capito che lui o lei poteva avere attrazione per voi, le promozioni a scuola, nel lavoro, la guarigione dopo una malattia, la vincita in un concorso al gioco.

 

A quel punto metteteli in una sorta di “banca”: quando siamo in uno stato di bisogno, con l’esercizio mentale si apre quella porta semplicemente pensando di farlo dicendo a se’ stessi: “ora apro la porta della mia banca e tiro fuori il momento piu’ felice“.

 

Molti lo fanno- spiega il professore- grandi campioni che hanno subito incidenti gravi (Pistorius, Zanardi) affrontano la vita in carrozzella, combattono le menomazioni fisiche.

 

Così dobbiamo fare con quelle psichiche."

 

Leggi tutto l'articolo

Luca Mazzucchelli


Via Luca Mazzucchelli - www.psicologo-milano.it
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Le emozioni nell’era dei Social Network

Le emozioni nell’era dei Social Network | psicologia e dintorni | Scoop.it
Nuovo interessante intervento ad opera del dr. Ambrogio Pennati, psichiatra e collaboratore di Freedata Labs, e della dr.ssa Samantha Bernardi, psicologa.

Via Psychomer
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Psicologo Penitenziario: Aspetti Etici e Conflitti Deontologici

Psicologo Penitenziario: Aspetti Etici e Conflitti Deontologici | psicologia e dintorni | Scoop.it

Via Cristina Di Loreto, giurinfo
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Cristina Di Loreto's curator insight, June 6, 2013 9:02 AM

Articolo interessante sulla psicologia in carcere... purtroppo ancora molto sottovalutata...

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Criminologia - piazzettasopraipontidue

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CRIMINOLOGIA- LE ORIGINI- Dott.ssa Cristina Di Loreto

 

Mi  piacerebbe iniziare questo brevissimo contributo ringraziando la Dott.ssa Ilaria Paparesta che ha introdotto l'argomento in oggetto in maniera impeccabile e scientifica e ovviamente le Dott.sse Benedetta Ricci e Valentina Barbagli che con la loro ospitalità e attraverso questo progetto permettono a me e alle colleghe di fare luce su questo affascinante argomento. 

La criminologia, come anticipato dalla collega, è la disciplina che studia il comportamento criminale dal punto di vista statistico, sociale, antropologico, sociologico, giuridico e psicologico attraverso criteri scientifici.

Oggi questa disciplina è soprattutto legata alla tradizione americana, ai telefilm che ci intrattengono con lo studio della scena del crimine o con appassionanti casi in cui l'assassino viene rintracciato attraverso il profiling, è legata all'idea del serial killer o all'immagine di un investigatore sempre minacciato dai delinquenti che tenta di scovare ed arrestare, tuttavia le origini storiche di questa materia sono italiane e non così moderne.

Era la fine del XVIII secolo quando Cesare Beccaria nel 1764 pubblicò il suo trattato “Dei delitti e delle pene” fondando la Scuola Classica e ponendo le basi per una nuova concezione del diritto penale. Beccaria concepiva l'essere umano come un individuo capace di scelta e di ragione, il delitto quindi veniva inquadrato come una violazione del contratto sociale, una rottura di esso operata in modo lucido e consapevole. La sua concezione del diritto penale si basava sull'idea di formulare leggi chiare e garantite, pene certe che pertanto avrebbero dovuto dissuadere l'individuo “lucido e ragionevole” dal commettere reati. 

Durante quegli anni il focus dello studio del criminale si concentrò sul trattamento e sulla concezione di un carcere in grado di educare e riabilitare, di “cambiare” il detenuto ed addestrarlo. Durante questo primo filone di studi furono altre le personalità che lasciarono un contributo,  tra questi: Jeremy Bentham (1787) che propose il Panopticon come struttura architettonica adatta a tale idea di carcere e concepita con l'intento di far percepire al detenuto un controllo visibile ma inverificabile (il detenuto ha sempre di fronte a sé la torre di controllo ma non può verificare la presenza della guardia), dopo di lui in Francia Quetelet (1835) e Guerry (1833) si occuparono di stendere le prime cartografie del delitto e i primi studi sulla statistica e sull'incidenza dei comportamenti criminali rilevando come:

 

il delitto sia il prodotto della società e delle sue condizioni generali di vita;il comportamento criminale sia correlato con l'età e con il sesso: i giovani delinquono più degli adulti e i maschi in misura maggiore delle donne;la povertà e il livello culturale non siano direttamente responsabili ma siano piuttosto le diseguaglianze e i contrasti tra povertà e ricchezza ad incidere sugli alti tassi di criminalità.

 

Per tornare in Italia, nella seconda metà del 1800 è Cesare Lombroso a segnare la storia della criminologia nel tentativo di dare un vero e proprio volto al delinquente. Erano gli anni del positivismo e Lombroso costruì una vera  e propria teoria globale del crimine di tipo bioantropologico postulando che i delinquenti  fossero caratterizzati da particolari anomalie o caratteristiche somatiche e pertanto facilmente riconoscibili.

Lo studio della materia dopo le teorizzazioni di Lombroso in Italia subì un brusco calo per diversi motivi, non ultimo la presenza della chiesa che si opponeva all'idea di un positivismo che mettesse da parte il concetto del libero arbitrio e della scelta individuale.

Gli aspetti di cui oggi mi occupo non sono legati alle teorie criminologiche o allo studio delle radici storiche della materia, ma penso che conoscere tali radici possa essere una prospettiva interessante da cui osservare questa disciplina e da cui iniziare a conoscerla.

 

 

Chi è la Dott.ssa Cristina Di Loreto

 

Psicologa Clinica e della Salute, esperta in “Psichiatria, Psicopatologia Forense e Criminologia”

Regolarmente iscritta all'Albo degli Psicologi della Toscana Sez. A num. 6549

Ho svolto il Tirocinio post-lauream e sto svolgendo quello di specializzazione presso  Associazione Artemisia di Firenze (centro anti-violenza che si occupa di offrire sostegno psicologico e protezione a donne vittime di violenza fisica, psicologica, economica, sessuale e di stalking)

Psicologa del CERCHIOBLU (Associazione che si occupa di prevenzione e gestione dello stress lavoro-correlato degli appartenenti delle Forze dell'Ordine e di Sicurezza, formazione, sostegno psicologico e sensibilizzazione sul tema dello stress del lavoro in divisa.)

Ho pubblicato all'interno della Collana I MANUALI DI CERCHIOBLU:

 

“L'intervento della Polizia di Stato: esposizione a fattori traumatici, rischi e conseguenze per gli operatori.”- Stressors acuti e cronici, specificità e rischi del lavoro in divisa.- Luglio 2013

 link libro;

 http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=995122&nbsp;

 

Sito Web www.psicologa-salute-firenze.it

Pagina Facebook  https://www.facebook.com/DiLoretoCristina ;

 

Pagina Scoop Criminologia e Psiche   http://www.scoop.it/t/criminologia-e-psiche

 


Via Cristina Di Loreto
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Cristina Di Loreto's curator insight, August 2, 2013 9:42 AM

Ringrazio le Dott.sse Benedetta Ricci e Valentina Barbagli per avermi chiesto di essere la "terza voce" sul loro sito a parlare di criminologia.

Dopo la voce della collega Dott.ssa Ilaria Paparesta che ha presentato la materia introducendola, ho deciso di raccontare le origini, ormai lontane, di questa affascinante disciplina.

Buona Lettura!!

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Il buon mediatore tra psicologia e creatività del diritto - L'AltraPagina.it

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Business People Sitting Around Table (di Salvatore Primiceri) - Si litiga spesso e per tanti motivi.
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Social Media e minori: qualche suggerimento in un infografico

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Molti genitori sono preoccupati dalle potenziali insidie Internet e dei Social media: il mondo online è un canale di incredibili potenzialità per l’apprendimento e lo svago ma al tempo stesso può rappresentare una minaccia per i bambini e minorenni.

Via Roberto Grossi
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Riconoscere un dipendente o un candidato bugiardo - ManagerOnline

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Il Bisogno di “staccare” – Psicologia del “Sì” alla Vacanza e alla Natura

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Si va in vacanza per stanchezza, per “staccare”, per dare una piega diversa ad una manciata di giornate in modo da vedere tutto con altri occhi, per riapprezzare i colori che sono soliti ma resi faticosi dalla quotidianità.
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Il personal branding nella nuova cultura di impresa

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Il successo di un'azienda nel nuovo mondo del business dipende unicamente dal valore dei suoi individui. Questo è il nuovo fondamentale ruolo del personal branding nelle organizzazioni oggi!


Via Stefano Principato
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Stefano Principato's curator insight, July 9, 2013 5:29 AM

Le aziende devono rendersi conto che il loro vantaggio competitivo è nelle mani delle loro risorse umane.

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Se cerchi lavoro stai attento a quello che condividi on line

Se cerchi lavoro stai attento a quello che condividi on line | psicologia e dintorni | Scoop.it

ecco le 5 cause più frequenti tra i motivi di mancata selezione.


Via Stefano Principato
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Linkedin - 10 segreti per trovare lavoro - Foto Gallery Studenti.it

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Linkedin - Hai problemi nel trovare lavoro? Sei sicuro di fare tutto quello che puoi? Ecco 10 segreti che devi sapere per trovare lavoro. Studenti.it

Via Sojob
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Sojob's curator insight, January 31, 2013 1:37 PM

10 segreti per trovare lavoro

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Come disintossicarsi dal divorzio

Come disintossicarsi dal divorzio | psicologia e dintorni | Scoop.it

Il seminario comincia con una sessione di valutazione, per capire cosa affligge di più il cliente. Quindi si inizia a lavorare su tre fronti: il cuore, la mente, e il corpo.

 

La prima parte richiede di aprirsi sulla propria esperienza, raccontarla, capire e ammettere gli errori, ma anche accettare i propri limiti e andare oltre, riflettendo su come migliorarsi.

 

La seconda fa un lavoro specifico sugli effetti psicologici del divorzio, e quindi comprende anche la redazione di una lista delle cose che stressano di più il cliente: il risultato è che molti di questi incubi sono fittizi, e quindi superabili.

 

La terza parte obbliga a prendersi più cura di sé, e quindi mangiare sano, dormire a sufficienza, stare all’aria aperta, svolgere una serie di attività che aiutano anche il fisico a riprendersi.

 

I clienti vengono invitati poi ad immaginare la loro vita dopo la separazione, i nuovi hobby che intendono abbracciare, e alla fine scrivono una lettera a se stessi: il testo viene conservato dai responsabili del programma, che qualche tempo dopo lo spediscono a casa del “paziente”, per fargli leggere nelle sue stesse parole quanto è migliorato. 

 

I giudizi su “Divorce Detox” variano.

 

Alcuni terapisti lo considerano una trovata di marketing, mentre altri sostengono che ripete solo tecniche già utilizzate in tutti gli studi medici specializzati nella cura dei disturbi mentali.

 

Jesse McKinley, il reporter del New York Times, ha scritto che era arrivato a Santa Monica pieno di scetticismo, ma ne è ripartito sollevato. Anche dal divorzio, insomma, si può guarire.


Via Luca Mazzucchelli - www.psicologo-milano.it
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Luca Mazzucchelli - www.psicologo-milano.it's curator insight, December 19, 2012 12:07 PM

In California nascono sempre molte tenndenze, alcune più fortunate di altre.


Certo l'argomento divorzi è sempre molto in voga, e un servizio ad hoc su questa tematica potrebbe essere vincente non solo sulla carta.


QUello che mi colpisce, comunque, è il modo di vendersi oltreoceano: non come "esperti in tutto" ma come specialisti di una determinata tematica.


Credo sarà sempre più la nicchia la strada da seguire anche per gli psicologi per lavorare di più e affermare il proprio valore.