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Alcuni recenti studi sembrano dimostrare un’interessante associazione tra l’assunzione di beta-bloccanti e la diminuzione del rischio di Alzheimer e demenza senile nelle persone anziane affette da ipertensione. I farmaci beta-bloccanti utilizzati per il trattamento dell’ipertensione sembrano essere in grado allo stesso tempo di ridurre il rischio di insorgenza di malattie quali la demenza senile e l’Alzheimer. Sarebbe questo il risultato di una ricerca condotta recentemente dall’equipe del Dr. Lon White del Pacific Health Research and Education Institute di Honolulu. Per leggere l'articolo: http://www.federicobaranzini.it/beta-bloccanti-alleati-contro-alzheimer-e-demenza-senile/ A cura di www.psichiatra-a-milano.it
Stimolando o inibendo una parte del cervello con un laser, un team dei National Institutes of Health e della University of California-San Francisco ha dimostrato che è possibile annullare comportamenti di dipendenza dalla cocaina nei ratti o, al contrario, scatenare uno stato compulsivo. La ricerca è stata coordinata dal professore italiano Antonello Bonci, direttore scientifico del National Institute of Drug Abuse.
Quando accendiamo il laser nella regione prelimbica della corteccia prefrontale, la ricerca compulsiva della cocaina viene meno. Abbiamo dimostrato il ruolo centrale della corteccia prefrontale nella dipendenza compulsiva. Gli animali, come noi umani, sono più proni a prendere decisioni sbagliate e assumere cocaina. Gli studi di elettrofisiologia sui ratti hanno mostrato che hanno un’attività bassissima proprio nella corteccia prefrontale, fondamentale per il controllo delle decisioni.
Per informazioni e consulti sulla dipendenza da cocaina e le cure per uscirne potete contattare senza impegno uno psichiatra a Milano
Esistono eventi stressanti che portano le donne a fare uso di antidepressivi: lo dimostra uno studio condotto nelle farmacie venete. L'indagine è stata pubblicata sul periodico "Dialogo sui farmaci" edito da Ulss 20 e Azienda Ospedaliera di Verona. Video è tratto dal programma "Salute" prodotto dall'Ufficio Stampa dell'Ulss 20 di Verona. Per info e consulti sugli antidepressivi: www.psichiatra-a-milano.it
Il neuropeptide Y è un potente stimolatore dell’appetito ed ha uno spiccato effetto anti-anoressizzante.[2] Tuttavia, livelli elevati di NPY possono provocare ipotensione, ipotermia e depressione dei centri respiratori. È inoltre in grado di provocare vasocostrizione delle arterie cerebrali. Nel Sistema Nervoso Centrale, sia degli uomini che degli animali, è stato dimostrato il ruolo del NPY sia come ansiolitico (composto in grado di combattere i sintomi dell'ansia al pari dei classici farmaci) che anti depressivo. Questo neuropeptide è inoltre coinvolto nel consumo e abuso di alcolici, infatti le persone che soffrono di depressione e gli alcolisti hanno livelli alterati di questo neuropeptide nell'organismo. La localizzazione di NPY nell'ippocampo lo rende importante nei processi di apprendimento e memoria; in questa regione del cervello è inoltre capace di stimolare la proliferazione neuronale e ciò è in accordo con le sue proprietà antidepressive. Per saperne di più e per consulti sui disturbi d'ansia: www.psichiatra-a-milano.it
L'Agenzia Europea dei Medicinali a seguito di nuove segnalazioni di epatotossicità grave associate all'uso di Valdoxan e Thymanax (agomelatina) ricorda, agli operatori sanitari, l'importanza del monitoraggio della funzionalità epatica, nei pazienti in trattamento con agomelatina. In sintesi: A partire dall’immissione in commercio nel febbraio 2009, sono stati riportati alcuni casi gravi di epatotossicità che includono sei casi di insufficienza epatica. Si ricorda ai medici prescrittori di effettuare i test di funzionalità epatica in tutti i pazienti in trattamento con agomelatina: - all’inizio del trattamento, - ed in seguito periodicamente ogni 3 settimane, 6 settimane (termine della fase acuta), dopo 12 e 24 settimane (fine della fase di mantenimento) e successivamente - in caso di aumento del dosaggio di agomelatina, con la stessa frequenza prevista all'inizio del trattamento quando clinicamente indicato. Per maggiorni informazioni e consulenze personalizzate: www.psichiatra-a-milano.it
L’ansia può uccidere.
Se si soffre dimalattie cardiache è bene ricordarlo: stress e agitazione aumentano il rischio di morte prematura. L’allarme è stato lanciato dal Duke University Medical Center, che ha sottolineato come negli ultimi anni le sindromi ansiose siano in netto aumento, con conseguente impennata nel consumo di psicofarmaci e ansiolitici.
Per informazioni e consulti Psichiatra a Milano
Potrebbe presto arrivare in commercio il più moderno elisir di lunga vita che l'uomo sia mai riuscito ad avere: la pillola dell'amnesia selettiva, quella che permette di eliminare i brutti ricordi. Il Metirapone è in grado di ridurre il cortisolo, un ormone dello stress e così modificare, sino a cancellare, i ricordi indesiderati. La notizia desta perplessità. Felicità e tristezza sono due condizioni inalienabili della libertà umana, della stessa condizione del vivere. Eliminare la tristezza, l'angoscia, il dolore, significa ridurre l'esperienza umana.
La totale eliminazione della sofferenza, la ricerca e il progetto quasi ossessivo di realizzare anime felici, tentando di risolvere tutto da un punto di vista farmacologico, riduce, annulla l'uomo. Non è un problema medico, ma culturale.
A cura di Psichiatra a Milano
Alcuni farmaci possono alterare il metabolismo di una persona, rendendo più difficile per il corpo smaltire rapidamente i cibi, mentre alcuni farmaci aumentano l’appetito o appetito per specifici tipi di alimenti (grassi, di solito). Una persona non si rende conto del cambiamento perché non è abbastanza drastico per richiamare l’attenzione, ma quando l’appetito cresce, il bisogno di nutrirsi cresce a sua volta e questo è il modo più semplice e rapido per influenzare il peso. Molti tipi di farmaci sono usati per fluidificare il sangue e aumentare la circolazione, ma possono causare respiro corto o fatica molto facilmente, impedendo alle persone di fare l’esercizio fisico di cui hanno bisogno per rimanere sani e in forma. Alcuni elementi in specifici farmaci impediscono al corpo di assorbire il glucosio nel sangue, che poi viene “memorizzato” come deposito di grasso, determinando un aumento di peso. Alcuni di questi farmaci sono anche noti per causare un aumento eccessivo di liquidi, favorendo l’aumento di peso. Molti di questi farmaci sono di sostituzione ormonale, contraccettivi orali, che contengono elevate quantità di estrogeni, antidepressivi e alcuni farmaci diabetici.
Per alcune persone, a volte è l’effetto contrario. Ad esempio, se una persona sta prendendo antidepressivi e comincia a sentirsi meglio, può iniziare a sentir tornare il suo appetito e quindi ricominciare a mangiare di più.
L’aumento di peso a volte è parte naturale del processo di invecchiamento, ma in alcuni casi la quantità acquisita e l’effetto graduale che ha sul corpo può essere estremamente dannoso per una persona.
Per una consulenza sugli effetti degli psicofarmacie e degli antidepressivi consulta uno psichiatra a Milano
Sarà la crisi, sarà lo stress legato airitmifreniticidella vita vita moderna ma èormaiinnegabileche la depressione è entrata in tutte le case con tutte le sue conseguenza.
Per combatterla il rimedio più diffuso è quello degli antidepressivi che, secondo l'Istituto di studi sul lavoro di Bonn, nel 2010 un europeo su 10 ha assunto tali farmaci, mentre negli Usa, secondo i Centers for disease control (Cdc), è stato l'11% delle persone con piú di 12 anni a farne uso.
Il Vecchi continente, quindi, ha eguagliato gli Stati Uniti per l’uso di antipressivi. In Italia, secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, che risalgono al 2011, il 6% della popolazione riferisce sintomi di depressione e il consumo di psicofarmaci continua a crescere. In particolare, stando all'ultimo rapporto Osmed, sono proprio gli antidepressivi i più prescritti fra i farmaci per il sistema nervoso centrale, al quinto posto per la spesa pubblica con 24 euro a testa. A cura di www.psichiatra-a-milano.it
È stato fonte di ispirazione di film, libri e persino di uno stile musicale. L'antidepressivo Prozac da semplice farmaco è diventato un fenomeno sociale. E 25 anni dopo la sua entrata nel mercato (nel gennaio 1988 negli Stati Uniti e l'anno dopo in Gran Bretagna) fa parte della cultura e del linguaggio, tanto da comparire anche nell'Oxford English dictionary. Ma la molecola ha anche "sdoganato" la depressione, inducendo una maggiore accettazione a livello sociale dell'assunzione di antidepressivi, al punto da infondere quasi un alone chic alla malattia mentale. Infatti, non sono poche le star che hanno dichiarato di farne uso. Identificandolo come una scorciatoia per la felicità. Prodotto dalla farmaceutica statunitense Eli Lilly, deve la sua fama al di fuori della sfera terapeutica all'autobiografia bestseller di Elizabeth Wurtzel "Prozac Nation", scritto negli anni Ottanta e ristampato nel 2002 vendendo 120mila copie. Il racconto della sua lotta con la depressione, dei suoi tentativi di curarla e di come è riuscita a uscirne è anche diventato un film (uscito nel 2001), interpretato da Christina Ricci ma uscito solo nel paese d'origine del regista, la Norvegia. A cura di: www.psichiatra-a-milano.it Per saperne di più sugli antidepressivi: http://www.federicobaranzini.it/ssri-antidepressivi-inibitori-selettivi-della-ricaptazione-della-serotonina/
Un nuovo passo avanti è stato fatto nella comprensione del funzionamento dei farmaci antidepressivi. Se, infatti, risultano noti gli effetti che questi medicinali sortiscono, ancora non sono invece del tutto conosciute le cause del miglioramento del tono dell`umore che questi farmaci inducono nei pazienti. L`esatto meccanismo è stato rivelato da un nuovo studio che ha dimostrato come l`effetto antidepressivo dei farmaci non dipenda dalla neurogenesi (nascita e differenziazione di nuove cellule nervose) nell`ippocampo, ma dal rimodellamento neuronale che queste medicine stimolano in determinate aree cerebrali. La ricerca, pubblicata su Molecular Psychiatry, è stata condotta dalla School of Health Sciences dell`University of Minho di Braga, in Portogallo, in collaborazione con l`istituto tedesco Max-Planck Institute for Psychiatry di Monaco.
Diversi studi effettuati in passato hanno dimostrato come l`effetto sull`umore, al di là dell`azione del farmaco, dipenda anche da altri fattori, dalle modificazioni a livello nucleare nella cellula, alla neurogenesi a livello dell`ippocampo. Attraverso questo studio i ricercatori hanno però dimostrato come il miglioramento dell`umore non dipenda dalla neurogenesi, ma dal rimodellamento neuronale che questi medicinali inducono.
Per info e consulti: http://www.psichiatra-a-milano.it/work_listing/disturbo-depressivo-maggiore/
La ridotta informazione e la cassa di risonanza ancora più debole da parte dei media non contribuisce a far sì che si prenda reale consapevolezza del danno ambientale che va via via accrescendosi col tempo. E’ scientificamente provato sin dai primi studi compiuti negli anni ’80, fino a quelli più vicini ai nostri giorni, che ogni anno migliaia di tonnellate di farmaci e prodotti per il corpo e la pelle, profumi, cosmetici e biofarmaci vengono smaltiti nelle acque terrestri, con massicce conseguenze in fatto di inquinamento delle acque stesse, di chi ci vive dentro e dell’uomo. In questi giorni un esperimento dell'Università svedese di Umea, pubblicato sulla rivista Science, ha dimostrato che i residui dei farmaci contro l'ansia che raggiungono gli ambienti acquatici dagli scarichi domestici attraverso le fognature rendono i pesci più aggressivi, asociali e voraci. A cura di www.psichiatra-a-milano.it
E’ scientificamente provato sin dai primi studi compiuti negli anni ’80, fino a quelli più vicini ai nostri giorni, che ogni anno migliaia di tonnellate di farmaci e prodotti per il corpo e la pelle, profumi, cosmetici e biofarmaci vengono smaltiti nelle acque terrestri, con massicce conseguenze in fatto di inquinamento delle acque stesse, di chi ci vive dentro e dell’uomo. In questi giorni un esperimento dell'Università svedese di Umea, pubblicato sulla rivista Science, ha dimostrato che i residui dei farmaci contro l'ansia che raggiungono gli ambienti acquatici dagli scarichi domestici attraverso le fognature rendono i pesci più aggressivi, asociali e voraci. Secondo i ricercatori, le conseguenze sull'equilibrio degli ecosistemi potrebbero essere gravi e imprevedibili. Secondo Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”,questo nuovo studio è un significativo campanello d’allarme a causa di una sorta di negligenza da parte di molte industrie che si mostrano incuranti e indolenti rispetto al problema. A cura di www.psichiatra-a-milano.it
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Depressione, quali sono le alterazioni presenti nell'organismo di chi ne soffre? Nell'indagare tra i sintomi e le possibili cause della depressione gli esperti sono giunti ad individuare nei pazienti che ne sono affetti una alterazione dell'orologio biologico e dei geni che controllano i ritmi circadiani dell'organismo.
I geni che si occupano di regolare iritmi cicardiani sono situati nel tessuto cerebrale e la loro alterazione potrebbe essere una delle cause della depressione.
I ricercatori si sono occupati di analizzare l'espressione genica di numerosi campioni cerebrali provenienti dalle regioni del cervello interessate, con particolare riferimento all'RNA. I risultati ottenuti, a parere dell'esperto, aprono la strada all'impiego di nuovi trattamenti per la depressione che siano rivolti al ripristino rapido dei geni deputati alla regolazione dell'orologio interno che si siano rivelati anomali, con la possibilità di normalizzare i ritmi circadiani. Individuare simili alterazioni potrebbe risultare molto utile sia nella cura che nella prevenzionedella malattia.
Per consulenze senza impegno contattate uno psichiatra a Milano
Secondo una recente ricerca curata dall’Università di Melbourne, l’ aspirina e altri farmaci anti-infiammatori aiuterebbero a combattere i più comuni disturbi mentali, se affiancati ad una adeguata terapia già esistente.
Patologie come la depressione, il disturbo bipolare e la schizofrenia – che si sviluppano da processi infiammatori nel sangue e nel cervello – potrebbero scomparire in un futuro non molto lontano grazie a medicinali “umili” comeaspirina, infliximab e celecoxib.
Per di più, è stato scientificamente dimostrato che anche gli acidi grassi omega 3 contenuti nell’olio di pesce e nell’olio di semi di lino aiutano ad alleviare i sintomi dei disturbi mentali sopracitati.
Il professore Brian Dean, che ha condotto le ricerche i cui risultati sono stati presentati alla Conferenza nazionale sulla salute mentale attualmente in corso a Melbourne, spiega che le sperimentazioni condotte hanno permesso di compredere meglio lo sviluppo dei disturbi mentali.
E l’aspirina, l’anti-infiammatorio per eccellenza, potrebbe essere un valido alleato nella cura della depressione a Milano sempre più diffusi e, purtroppo, sempre più sottovalutati (è stato stimato che un italiano su quattro sia afflitto dalla depressione, spesso senza esserne consapevole).
Per info e consulti sulla depressione e la sua cura contatta senza impegno uno psichiatra a Milano
La terapia della depressione maggiore va verso nuove e più efficaci cure che potrebbero risolvere uno dei principali problemi legati al trattamento farmacologico: il lungo intervallo di tempo che intercorre prima del miglioramento dei sintomi depressivi.
L’ipotesi nasce dai recenti studi realizzati dalla collaborazione tra i ricercatori dell’Università di Roma Sapienza ed il laboratorio di Neurofarmacologia Molecolare dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli. Tali studi dimostrano che un farmaco già in commercio per il trattamento delle neuropatie dolorose, l’acetilcarnitina (LAC), esercita una rapida ed efficace azione “terapeutica” in modelli sperimentali animali di depressione maggiore.
Il farmaco agisce con un meccanismo innovativo basato sull’epigenetica, cioè la modificazione dell’espressione genica che dipende da particolari eventi di natura biochimica (in questo caso dall’acetilazione di istoni e fattori di trascrizione).
La LAC è in grado di promuovere l’espressione di una particolare proteina (il recettore mGlu2 del glutammato) la cui attivazione endogena è responsabile degli effetti antidepressivi.
A cura di www.psichiatra-a-milano.it
Thymanax - agomelatina Che cos'è Thymanax? Thymanax è un medicinale che contiene il principio attivo agomelatina ed è disponibile in compresse giallo-arancione di forma allungata (25 mg). Per che cosa si usa Thymanax? Thymanax viene usato nel trattamento della depressione maggiore negli adulti. La depressione maggiore è una malattia che causa a chi ne soffre disturbi dell'umore che interferiscono con la vita quotidiana. Tra i sintomi compaiono spesso profonda tristezza, senso di inutilità, perdita di interesse per le attività preferite, disturbi del sonno, senso di rallentamento, sensazioni d'ansia e variazioni del peso. Il medicinale può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica. Come si usa Thymanax? La dose raccomandata di Thymanax è di una compressa al giorno, assunta prima di andare a letto, con o senza cibo. Se dopo due settimane non si osserva un miglioramento dei sintomi, il medico può aumentare la dose a due compresse, assunte assieme prima di andare a letto. I pazienti depressi vanno trattati per almeno sei mesi onde assicurare la scomparsa dei sintomi. Il fegato del paziente va tenuto sotto controllo effettuando un esame del sangue all'inizio del trattamento e successivamente dopo circa 6, 12 e 24 settimane. Controlli al fegato vanno effettuati anche in caso di sintomi che potrebbero indicare l'insorgenza di problemi al fegato. Il trattamento va interrotto se dagli esami del sangue emergono livelli anomali degli enzimi epatici. In tal caso l'esame del sangue andrà ripetuto fino a quando tali livelli non saranno tornati nella norma.
Siccome un effetto positivo di Thymanax nei pazienti di oltre 65 anni non è stato dimostrato chiaramente, il medicinale va usato con cautela nei pazienti di questa fascia di età. Va inoltre usato con cautela nei pazienti con gravi o moderati problemi ai reni. Il medicinale non deve essere usato nei pazienti con problemi al fegato.
Possiamo distinguere fondamentalmente due classi di farmaci utilizzati per il trattamento della FM: i farmaci miorilassanti, che agiscono sulla manifestazione "periferica" della FM cioè sulla contrattura muscolare, e i farmaci che potenziano l'attività della serotonina che agiscono invece su uno dei meccanismi "centrali" della malattia. Generalmente questi farmaci vengono associati nello stesso paziente.
Farmaci che potenziano l'attività della serotonina: la maggior parte di questi farmaci sono classificati tra gli antidepressivi, questo perché la serotonina è implicata nella genesi di alcune forme di depressione. I primi farmaci ad azione sulla serotonina utilizzati già da molti anni sono i triciclici (es. amitriptilina: Laroxyl®; trazodone: Trittico®), ma attualmente si preferiscono i nuovi inibitori della ricaptazione della serotonina (es. fluoxetina: Fluoxeren®, Prozac®; paroxetina: Seroxat®, Sereupin®; sertralina: Zoloft®; citalopram: Elopram®, Seropram®). Negli ultimi anni sono stati poi sviluppati farmaci in grado di agire aumentando l’attività di molteplici neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina, dopamina, ecc.). Attualmente sono in commercio in italia due di questi preparati, la venlafaxina (Efexor®, Faxine®) e la duloxetina (Xeristar®, Cymbalta®). Anche alcuni farmaci antiepilettici sono stati usati, con risultati variabili, nella terapia della FM: il più noto è il gabapentin (Neurontin®), del quale sta per essere commercializzato un derivato più efficace e meglio tollerato, il pregabalin (Lyrica®).
Per informazioni e consulti: Psichiatra a Milano
La terapia della depressione maggiore va verso nuove e più efficaci cure che potrebbero risolvere uno dei principali problemi legati al trattamento farmacologico: il lungo intervallo di tempo che intercorre prima del miglioramento dei sintomi depressivi.
L’ipotesi nasce dai recenti studi realizzati dalla collaborazione tra i ricercatori dell’Università di Roma Sapienza ed il laboratorio di Neurofarmacologia Molecolare dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli.
Il farmaco agisce con un meccanismo innovativo basato sull’epigenetica, cioè la modificazione dell’espressione genica che dipende da particolari eventi di natura biochimica.
La LAC è in grado di promuovere l’espressione di una particolare proteina (il recettore mGlu2 del glutammato) la cui attivazione endogena è responsabile degli effetti antidepressivi.
La LAC si è mostrata superiore rispetto alla clorimipramina, uno dei farmaci più largamente utilizzati nel trattamento della depressione maggiore.
Per infromazioni e consulenze sugli antidepressivi Psichiatra a Milano
Il Modafinil è un medicinale stimolante commercializzato (anche in Italia) con il nome di Provogil dalla casa farmaceutica Cephalon. Le sue indicazioni sono essenzialmente riferite alla cura della narcolessia e agli effetti che questa produce. Negli Stati Uniti è stato approvato con questo scopo dalla FDA (Food and Drug Administration) già dal 1998. Il principio attivo Modafinil però non sembra solo in grado di contrastare il sonno improvviso, bensì di favorire una concentrazione estrema, una grande energia e resistenza alla stanchezza.
Ed è così che col passare del tempo ha assunto una valenza nuova, diversa, quella di sostanza nootropica. Con questo termine si indicano i cosiddetti “farmaci intelligenti”, o meglio dell’intelligenza: si parla di un “potenziatore cognitivo” e della memoria.
Da qui una serie di utilizzi off- label (ovvero non autorizzati perché ancora assenti studi certi sull’efficacia ed i rischi correlati) per altre patologie, come la sindrome ADHD o quale coadiuvante di farmaci antidepressivi. Sembra infine che alcuni sportivi lo usino come sostanza dopante (è stato comunque vietato in tal senso).
Attenzione però questo farmaco non ha nulla a che vedere con le anfetamine: semplicemente agisce stimolando la produzione di neurotrasmettitori ed innalzando i livelli di istamina nell’ipotalamo.
Di certo rimane un medicinale e come tale ha degli effetti collaterali e delle controindicazioni. Non va usato con superficialità e soprattutto non se ne deve abusare: non esistono inoltre studi scientifici sull’efficacia e gli effetti a lungo termine (superiori alle 9 settimane); il modafinil è controindicato in casi di ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti e di ipertensione non controllata in pazienti con aritmie cardiache; può provocare rash cutanei anche gravi, sindromi dovute alla carenza di sonno (disturbi psichiatrici, ansia, istinto al suicidio, disturbo bipolare, rischio cardiovascolare aumentato, ecc.); interferisce sull’efficacia dei comuni contraccettivi.
Quando si sospende la terapia con questo farmaco si ha una sensazione di rallentamento e stanchezza estrema: alcuni studi recenti hanno evidenziato la possibilità di una dipendenza da questa sostanza, finora scientificamente esclusa.
Per una consulenza sulle terapie antidepressive e i loro effetti attivanti consulta uno psichiatra a Milano
Nei giorni 1 e 2 marzo 2013 si e' tenuto a Camogli un Simposio organizzato dal Dipartimento di Neuroscienze dell'Universita' di Genova sul tema della clinica delle Benzodiazepine. Il Dottor Marco Vaggi ha presentato la nuova nosografia dei disturbi d'ansia secondo il DSM V. Il dott Vaggi lavora come psichiatra presso la ASL 3 Genovese.
Per una consulenza sui Disturbi di Ansia
La crisi si sta facendo sentire anche sulla salute di bambini e adolescenti, con l'ansia e la depressione dei genitori che si riflette in un aumento dei problemi comportamentali e del consumo di psicofarmaci in eta' giovanile. Lo ha affermato Giuseppe Mele, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), a margine della scuola di formazione Capri Campus 2013. ''La struttura familiare e' cambiata, ci sono piu' figli unici e sempre piu' bambini con genitori divorziati - ha spiegato Mele - a questo si aggiungono i problemi di ansia e depressione dovuti alla crisi. Tutto si ripercuote sui bambini e sugli adolescenti, e soprattutto su questi ultimi iniziamo a vedere un aumento dell'uso di psicofarmaci, che sono particolarmente pericolosi per un corpo che si sta ancora formando''. Secondo l'esperto sono in aumento anche altre patologie legate alla poverta' come l'obesita', ed e' giunto il momento di un intervento piu' incisivo delle istituzioni: ''Noi siamo convinti, e su questo nei giorni scorsi abbiamo scritto anche una lettera al Pd, che sia giunto il momento di istituire un ministero per l'Infanzia e l'Adolescenza - ha affermato Mele - in un momento in cui invece le politiche sociali sono carenti''. A cura di www.psichiatra-a-milano.it
Molecola della Sertralina (ZOLOFT, TATIG) Effetti Collaterali Indesiderati Nomi commerciali delle specialità in commercio in Italia: ZOLOFT, TATIG Quali sono gli effetti collaterali della Sertralina? La nausea è l’effetto indesiderato più comune. Nel trattamento del disturbo da ansia sociale si è verificata disfunzione sessuale (mancata eiaculazione) nell’uomo nel 14% dei soggetti in trattamento con sertralina rispetto allo 0% con placebo. Questi effetti indesiderati sono dose-dipendenti e sono spesso di natura transitoria con il proseguimento del trattamento. Il profilo degli effetti indesiderati comunemente osservati negli studi in doppio cieco controllati verso placebo in pazienti con OCD, disturbo da attacchi di panico, PTSD e disturbo da ansia sociale è stato simile a quello osservato negli studi clinici condotti in pazienti affetti da depressione. Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchine: Gli studi di farmacologia clinica hanno dimostrato che la sertralina non altera le capacità psicomotorie. Tuttavia, poiché i farmaci psicotropi possono alterare le facoltà mentali o fisiche richieste per affrontare compiti potenzialmente pericolosi, come guidare un’automobile o usare macchinari, i pazienti devono essere opportunamente avvertiti Per consulenze sugli antidepressivi: www.psichiatra-a-milano.it
Sapevate che il magnesio può costituire un aiuto in caso di depressione? Il magnesio è infatti considerato un vero e proprio minerale anti-stress. La sua carenza a livello del nostro organismo potrebbe essere causa di alcuni disturbi legati al benessere psico-fisico. Esso svolge un ruolo particolarmente importante nel compimento dei processi metabolici all'interno del nostro corpo. Il magnesio viene impiegato per la propria azione terapeutica antidepressiva a livello del sistema nervoso. Esso allo stesso tempo contribuisce a svolgere un azione calmante e favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi a livello intercellulare. E' considerato un minerale davvero prezioso per quanto concerne la produzione di serotonina. A cura di http://www.psichiatra-a-milano.it/work_listing/disturbo-depressivo-maggiore/
L’assunzione di determinati farmaci antidepressivi SSRI come il citalopram sembra avere ripercussioni negativi sul ritmo cardiaco : alcuni ricercatori di Boston sembrano, però, essere sulla buona strada per un eventuale rimedio a questi effetti collaterali. Alcuni ricercatori hanno scoperto una relazione tra il citalopram e due altri antidepressivi e il prolungamento dell’intervallo QT corretto, ovvero uno degli indicatori del rischio di aumento di aritmia ventricolare. Articolo completo: www.federicobaranzini.it A cura di: www.psichiatra-a-milano.it
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