Psichiatria Infantile
842 views | +0 today
Follow
Psichiatria Infantile
Diagnosi e cura in Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza
www.neuropsichiatriassociati.it - www.associazionelostudio.it
Your new post is loading...
Your new post is loading...
Rescooped by Dott. Francesco Somajni from Psichiatria Infantile
Scoop.it!

L'imitazione utilitaristica dei bambini con autismo

L'imitazione utilitaristica dei bambini con autismo | Psichiatria Infantile | Scoop.it
Una nuova ricerca dimostra che i bambini affetti da disturbi dello spettro autistico tendono a copiare dagli adulti solo le azioni che ritengono utili, diversamente dagli altri bambini che imitano anche le azioni che giudicano inutili, ma che avrebbero un significato sociale. Il risultato sottolinea alcuni aspetti cruciali dell’interazione tra i bambini autistici e gli adulti di riferimento, ma per comprendere esattamente il significato delle azioni "inutili" per la trasmissione culturale della conoscenza serviranno nuove ricerche
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

L'imitazione utilitaristica dei bambini con autismo

L'imitazione utilitaristica dei bambini con autismo | Psichiatria Infantile | Scoop.it
Una nuova ricerca dimostra che i bambini affetti da disturbi dello spettro autistico tendono a copiare dagli adulti solo le azioni che ritengono utili, diversamente dagli altri bambini che imitano anche le azioni che giudicano inutili, ma che avrebbero un significato sociale. Il risultato sottolinea alcuni aspetti cruciali dell’interazione tra i bambini autistici e gli adulti di riferimento, ma per comprendere esattamente il significato delle azioni "inutili" per la trasmissione culturale della conoscenza serviranno nuove ricerche
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Più indizi non verbali migliorano il vocabolario dei bambini

Più indizi non verbali migliorano il vocabolario dei bambini | Psichiatria Infantile | Scoop.it
La ricchezza del vocabolario dei bambini in età prescolare non è determinata solo dal numero di parole a cui sono esposti mentre iniziano a parlare ma anche da un fattore finora trascurato: gli indizi non verbali che consentono loro di legare le...
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Difficoltà di sonno nei bambini

Il sonno dei bambini, problemi e strategie dell'addormentamento

Dott. Francesco Somajni's insight:

Le difficoltà del sonno nei bambini

     

 Dormire male può essere sintomo di un problema, ma può anche semplicemente rivelare uno stato di eccitazione per le conquiste del giorno appena trascorso.

 

 

 

Come interpretare le difficoltà del sonno dei bambini?

 

Dormire fa parte della crescita normale e anche periodi di difficoltà del sonno possono rientrare nella normale maturazione. 
Divenire via via più consapevoli di se stessi o della relazione esistente fra i genitori, può, ad esempio, provocare stati di ansietà passeggeri che rendono difficile il sonno del bambino o che possono provocargli degli incubi. Ma un sonno agitato può anche essere semplicemente un segno di eccitazione per le conquiste del giorno appena trascorso!

 

I neonati dormono molto, ma ben presto riescono a stare svegli per periodi più lunghi che non saranno solo impegnati ad alimentarsi, ma anche ad essere accarezzati dalla mamma, a guardarsi, sorridersi, a “parlare” con lei.

 

Anche gli stati di ansia del 2° anno di vita, che provocano in molti bambini incubi e paure, sono segnali del processo di maturazione mentale e della immaginazione creativa del bambino. 

 

Intorno al 3° anno di età i bambini chiamano spesso i genitori dopo essere stati messi a letto o esprimono la paura del buio: è una fase normale nello sviluppo infantile e può essere legata alla consapevolezza della progressiva autonomia rispetto ai genitori. 
L’ingresso nella scuola materna, l’affidarsi a figure adulte diverse (la maestra) avvengono infatti questo periodo; forse andare a letto ed addormentarsi può rappresentare un altro distacco dai genitori.

 

Ma “i genitori sono i guardiani del sonno dei loro figli” come afferma Dilys Daws, psicoterapeuta inglese che si è molto occupata dei problemi del sonno nella prima infanzia, e devono quindi aiutare i bambini a superare questi momenti, così come li aiutano e accompagnano nel crescere in vista di una futura indipendenza.

 Quali sono i fattori che possono disturbare il sonno di un bambino? 

Oltre all’aumentare delle esperienze di autonomia altri fattori possono influenzare il sonno:

lo svezzamento,la paura dell’estraneo,la dentizione. 
Quest’ultima può essere un’esperienza significativa non solo per il dolore fisico che comporta, ma anche come sensazione di estraneità rispetto a questi “pezzetti duri” nella bocca che possono anche mordere.

 

Possono inoltre intervenire esperienze impreviste come:

malattie in famiglia,conflitti fra i genitori,eccessiva assenza della mamma durante il giorno. 

Perché i bambini spesso vanno a dormire con un giocattolo?

 

Addormentarsi è un passaggio fra due diversi stati: la veglia e il sonno. I bambini possono farsi aiutare ad affrontare questo passaggio da alcuni oggetti.

 

I giocattoli che portano a letto con loro sono oggetti significativi che danno sicurezza nel momento di lasciarsi andare e “perdere il controllo” della situazione.

 

La stessa funzione rassicurativa può essere svolta anche dai rituali che spesso accompagnano il momento di andare a letto: la fiaba, la ninna nanna, ma anche il bicchiere d’acqua, il bacino della buona notte e le rassicurazioni, a volte ripetitive, che i bambini richiedono.

 

Che significato hanno gli incubi nei bambini?

 

Gli incubi sono sogni spaventosi che in genere provocano il risveglio e vengono ricordati come una esperienza intensa. Spesso contengono sentimenti forti che il bambino ha dentro di sé. L’incubo, in quanto versione spaventosa del sogno, può essere un’opportunità di esprimere ed elaborare i conflitti e le ansie della vita quotidiana.

 

Sono frequenti nella prima infanzia e si possono acutizzare nei periodi di stress e nei passaggi evolutivi. È importante che i genitori ascoltino il racconto di un“sogno brutto” aiutando il bambino a sostenere le emozioni da esso provocate, evitando di banalizzarne il contenuto.

 Il terrore notturno è come un incubo? 

Il terrore notturno è un’esperienza diversa dall’incubo, è un risveglio in preda al panico, accompagnato spesso da grida ed agitazione motoria, di cui il bambino in genere non ha ricordo.

 

Come un incubo però può essere influenzato da fattori ambientali ed emozionali.

 

Cosa possono fare i genitori?

 

È opportuno, così come per tutti gli altri aspetti della crescita, accompagnare l’evoluzione del sonno del bambino contenendone i lati emotivamente più forti, ponendoci in una posizione elastica, ma fungendo al tempo stesso da elemento regolatore.

 

Come per gli altri comportamenti, infatti, fornire un confine e dare una regolarità alle abitudini rispetto al sonno aiuta il bambino a sentirsi contenuto e dà continuità alle sue esperienze (del giorno come della notte).

 

Chiediamoci sempre, di fronte ad una modifica delle abitudini circa il sonno, quale possa essere l’elemento di “disturbo” (un passaggio? una nuova esperienza? un evento inatteso?).

 

Qualora una difficoltà nella sfera dell’addormentamento e del sonno dovesse permanere a lungo nel tempo o assumere dimensioni incontrollabili tanto da ostacolare il sereno svolgersi della vita del bambino e della famiglia, o anche soltanto se i genitori dovessero sentirsi stanchi, confusi e senza risorse, potrà essere utile consultare un neuropsichiatra dell’età evolutiva.

more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)

 

 

L'équipe

 

Neuropsichiatra Infantile: D.ssa Lorenza Frontini

Iscrizione Ordine dei Medici Chirurghi e Odonotoiatri di Milano n. 34348

Cell. 347 1628163

lorenza.frontini@libero.it

lorenza.frontini@neuropsichiatriassociati.it 

 

Logopedista: D.ssa Elisa Giussani

 

Psicologi

D.ssa Sara Dimonte

Iscrizione Ordine degli Psicologi della Lombardia n. 03/11183 

 

Dott. Stefano Reynders

Iscrizione Ordine degli Psicologi della Lombardia n. 03/7606 

 

D.ssa Francesca Vernich

Iscrizione Ordine degli Psicologi della Lombardia n. 03/13826

Dott. Francesco Somajni's insight:
DSA Disturbi Specifici dell'Apprendimento 

 

 

La valutazione viene effettuata in ottemperanza alla Legge 170/2010, secondo quanto disposto dalle Linee Guida (Decreto M.I.U.R. n. 5669 del 12 luglio 2011) e dalle Raccomandazioni Cliniche sui DSA (Consensus Conference, 2007 e successive revisioni). La diagnosi si formula secondo i criteri previsti dalle Linee di Indirizzo regionali per la NPIA (DGR 6860/2008) e dalla Consensus Conferencenazionale per i DSA del 2007 (Legge 170/2010): in tal senso si dichiara che presso la nostra struttura è presente un’équipe multidisciplinare con competenze specifiche in DSA che include Neuropsichiatra Infantile, Psicologa, Logopedista.

 

 

 

 

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (Learning Disabilities) sono un gruppo eterogeneo di disordini di origine neurofisiologica, che influenzano l'automatizzazione dei processi cognitivi importanti per l'apprendimento di lettura, scrittura e calcolo.

 

Le abilità coinvolte:

la lettura, dislessiala scrittura, disortografia e disgrafiail calcolo, discalculia. 

 

Questi disordini sono intrinseci all’individuo, presumibilmente legati a disfunzioni del sistema nervoso centrale, e hanno carattere evolutivo con diversa espressività nelle varie fasi dello sviluppo del bambino. 

 

L’Associazione Lo Studio offre, attraverso un’équipe di specialisti dell’Età Evolutiva (Neuropsichiatra Infantile, Psicologi specializzati in psicopatologia degli apprendimenti, Pedagogista, Logopedista), un intervento diagnostico e terapeutico che si sviluppa in due fasi:

 

 

FASE DI PREVENZIONE PRIMARIA
 

Obiettivi:

1. affiancare gli insegnanti della Scuola dell’Infanzia e dei primi anni della Scuola Primaria per effettuare attività di screening in presenza di segnali precoci di possibile sviluppo di DSA, quali

 

 

difficoltà di linguaggio che permangono oltre i 4 anni;  inadeguata padronanza fonologica;  manualità fine difficoltosa;  disordine nello spazio del foglio;  manualità fine difficoltosa; goffaggine accentuata nel vestirsi, allacciarsi le scarpe, riordinare;  disturbo della memoria a breve termine (non ricorda le consegne);  difficoltà di attenzione. 

 

 
2. favorire nei bambini con profilo atipico lo sviluppo delle competenze linguistiche, di letto-scrittura e di calcolo mediante laboratori di attività didattico-pedagogiche mirate effettuati dagli insegnanti in collaborazione con lo specialista.

 

  

 

FASE SECONDARIA

 
Obiettivi: la valutazione diagnostica precoce

 

  Test WISC-R Wechsler Intelligence Scale for Children (test intellettivo  standardizzato);   Test per gli apprendimenti: 

 

- per i piccoli (4 e 5 anni) è possibile valutare i prerequisiti necessari all’apprendimento con i test PRCR-2 (lettura e scrittura) e BIN (matematica);

 

- per i bambini della Scuola Primaria si effettuano le prove di lettura, scrittura, matematica e area visuo-spaziale. 

 

 

 

IL TRATTAMENTO 

 

trattamento riabilitativo di letto/scrittura e calcolo effettuato anche con appositi software al computer; percorso integrato tra specialista e insegnanti finalizzato all’utilizzo in modo applicativo delle misure Compensative e Dispensative al fine di ottenere un percorso di studi “a misura” del bambino; supporto ai genitori (parent training); strutturazione di laboratori mirati nell’ambito scolastico; retest dopo il trattamento per valutare l’evoluzione del percorso terapeutico-riabilitativo.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Disturbo d'Ansia Generalizzato nell'Adolescente: un Aiuto ai Familiari

Disturbo d'Ansia Generalizzato nell'Adolescente: un Aiuto ai Familiari | Psichiatria Infantile | Scoop.it
La ricerca ci porta nuovi strumenti per curare il Disturbo d'Ansia Generalizzato (DAG), un disturbo d'ansia grave che può avere un esordio precoce e graduale e che, se non trattato, può diventare cronico.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Più longeve ma meno sane, ecco il destino delle nuove generazioni

Più longeve ma meno sane, ecco il destino delle nuove generazioni | Psichiatria Infantile | Scoop.it
Le generazioni più giovani sono biologicamente più vecchie di quelle precedenti: un trentenne di oggi ha l'efficienza metabolica di un quarantacinquenne di dieci anni fa.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Suicidio in Adolescenza

Il suicidio rimane un problema anche tra gli adolescenti in cura

Dott. Francesco Somajni's insight:


Un’equipe di ricercatori dell’Università di Harvard ha portato a termine uno studio su un campione di adolescenti in cura per problemi di salute mentale scoprendo che nella maggior parte dei casi il trattamento non é sufficiente a prevenire episodi di ideazione suicidaria.

 

Secondo le statistiche più recenti, la terza causa di morte tra gli adolescenti é il suicidio. Questa situazione già di per sé preoccupante pone dei problemi ulteriori per gli specialisti del settore dal momento che secondo le ultime ricerche tra le vittime di suicidio in età adolescenziale risultano esservi diversi pazienti che si sono già sottoposti ad un trattamento per il loro stato di salute mentale.

Il Dr. Matthew Nock, Ph.D. dell’Università di Harvard, e la sua equipe di ricercatori, infatti, hanno trovato che all’interno di quel 12% di adolescenti che soffrono di ideazioni suicidarie, l’80% ha già ricevuto una forma di trattamento. Sempre secondo gli studi dei ricercatori di Harvard, il 4% degli adolescenti ha ideato un piano suicida e un altro 4% é passato all’azione cercando di togliersi la vita. Per oltre il 55% di questi adolescenti, il trattamento psicologico é iniziato ben prima dell’ideazione suicidaria eppure questo non é sufficiente ad evitare che i pazienti in questione siano affetti da questo tipo di problema.

I piani e i tentativi di suicidio sono più frequenti negli adolescenti che si trovano già in difficoltà o che sono affetti da un comportamento distruttivo o che abusano già di sostanze stupefacenti. Analizzando il comportamento suicida negli adulti, i ricercatori del Dr. Nock hanno notato che questo sembra subire un’impennata durante l’adolescenza al punto che le percentuali del comportamento suicida tra gli adolescenti sono simili a quelle degli adulti.

Lo studio del Dr. Nock ha preso in esame un campione formato da 6482 adolescenti di età compresa fra i 13 e i 18 anni e i loro genitori. La ricerca si é basata su di una serie di interviste individuali necessarie per stabilire il grado di ideazione suicidaria degli adolescenti all’interno del campione analizzato. Ai genitori, invece, é stato chiesto di compilare una sorta di valuazione della condizione mentale del proprio figlio adolescente.

L’intervista rivolta agli adolescenti presi in esame includeva, inoltre, alcune domande riguardanti la salute mentale generale degli adolescenti. I disturbi considerati sono stati divisi in quattro grandi categorie a loro volta suddivise in sotto-categorie differenti quali :

disturbi dovuti all’abuso di sostanze stupefacentidisturbi dovuti a situazioni stressanti come l’ansia da separazione, disturbo post-traumatico da stress, depressione e vari disturbi legati all’ansiadisturbi dovuti alla paura e alla rabbia come determinate fobie, agorafobia, disturbo di panico, fobia sociale e disturbo esplosivo intermittentedisturbi dovuti ad un comportamento distruttivo come l’ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività), il disturbo oppositivo provocatorio, il disturbo della condotta e i disordini alimentarialtri disturbi come ad esempio il disturbo bipolare

I ricercatori hanno, inoltre, provveduto a chiedere ad adolescenti e genitori se fosse già stato somministrato un qualsiasi tipo di trattamento volto a curare i problemi a livello comportamentale ed emotivo e in caso di risposta affermativa quale fosse il trattamento in questione.

Al termine dello studio, i ricercatori hanno trovato che un terzo degli adolescenti con ideazione suicidaria finisce con lo sviluppare un piano di suicidio e un terzo arriva a fare un vero e proprio tentativo di suicidio. Tra questi, il 60% ha comunque formulato un piano mentre solo il 20% tenta il suicidio senza alcuna pianificazione precedente.

Grazie alla ricerca del Dr. Nock é, inoltre, emerso che l’età minima per l’apparizione dell’ideazione suicidaria é ormai di 10 anni con un aumento verso i 12 anni e un ulteriore aumento decisamente più rapido tra i 12 e i 17 anni.

Tra gli adolescenti intervistati, le ragazze hanno mostrato di essere le più a rischio sia per quanto riguarda l’ideazione suicidaria che per i veri e propri tentativi di suicidio. Determinati disturbi, inoltre, sono risultati predominanti tra gli adolescenti che hanno tentato il suicidio. Tra questi in particolare il disturbo depressivo maggiore, il disturbo post-traumatico da stress, i disordini alimentari e il disturbo bipolare.

Dalla ricerca é, inoltre, emerso che il tipo di trattamento ricevuto dalla maggior parte degli adolescenti intervistati non può essere considerato un vero e proprio trattamento poiché si tratta di interventi quali il riformatorio e determinati servizi di assistenza forniti a livello scolastico.

Benché lo studio portato avanti dal team di ricercatori del Dr. Matthew Nock sia di grande importanza per quanti si occupano di monitorare la situazione psicologica degli adolescenti e il rischio di suicidio in questa fascia di età, é importante ricordare che vi sono dei limiti importanti a questa ricerca.

Innanzitutto si tratta di risultati ottenuti da uno studio basato su una sorta di auto-diagnosi dove eventuali altri disturbi mentali non sono stati esaminati in maniera approfondita. Non sono state prese in considerazione, inoltre, possibili associazioni di falsi positivi. É mancata, inoltre, una vera e propria valutazione della gravità della persistenza dell’ideazione suicidaria o del reale desiderio di morte del soggetto preso in esame. Un altro elemento mancante consiste nella valutazione del tipo di trattamento somministrato ai soggetti presi in esame per verificare che questo fosse davvero valido.

 

more...
No comment yet.
Rescooped by Dott. Francesco Somajni from Tracking the Paradigm Shift in Psychiatry
Scoop.it!

A clinician's view on over-medicating children

A clinician's view on over-medicating children | Psichiatria Infantile | Scoop.it
I currently intern as a clinician at a Day Treatment Center located in the Bronx in New York City. Here, I have seen firsthand how children with mental disorders are immediately prescribed medication as a "quick fix" to their problems.

Via PJ DeRossitte
more...
PJ DeRossitte's curator insight, February 19, 2013 10:19 PM

First person account of the viscious circle - psychiatry and big pharma/kids.

Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Una diagnosi precoce per i bambini dislessici

Una diagnosi precoce per i bambini dislessici | Psichiatria Infantile | Scoop.it
I bambini a rischio, ossia quelli con una storia familiare di dislessia, potrebbero essere diagnosticati in età prescolare monitorandone l'attività cerebrale mentre eseguono compiti che non coinvolgono la lettura, come identificare parole...
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Cannabis e Minorenni

Cannabis e Minorenni | Psichiatria Infantile | Scoop.it
Portale del Network Nazionale sulle Dipendenze in collaborazione con il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

PHARMASTAR :: Nessuna associazione tra autismo e il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia.

PHARMASTAR :: Nessuna associazione tra autismo e il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. | Psichiatria Infantile | Scoop.it
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Fibromialgia: la psicologia aiuta gli adolescenti a soffrire meno -

Fibromialgia: la psicologia aiuta gli adolescenti a soffrire meno - | Psichiatria Infantile | Scoop.it
Un intervento psicologico riduce la disabilità e la depressione negli adolescenti con fibromialgia. La terapia cognitivo-comportamentale è un trattamento sicuro ed efficace per la fibromialgia giovanile. Si tratta della CBT, la terapia cognitivo-comportamentale che riduce la disabilità funzionale e i sintomi depressivi negli adolescenti con fibromialgia giovanile. L'intervento psicologico si è rivelato sicuro ed efficace. I risultati completi dello studio della Divisione di Medicina Comportamentale e Psicologia Clinica dell'Ospedale dei bambini di Cincinnati in Ohio sono stati pubblicati sulla rivista Arthritis & Rheumatism dell'American College of Rheumatology (ACR).
 
La sindrome di fibromialgia colpisce dal 2 al 7 per cento dei bambini in età scolare. La malattia provoca dolore diffuso ai muscoli e alle ossa, affaticamento, disturbi del sonno e dell'umore. Partendo dalla premessa che i giovani pazienti con fibromialgia sono appesantiti oltre che dai sintomi della malattia, anche da una imponente disabilità sociale ed emotiva. Gli studiosi hanno reclutato 114 adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 18 anni con diagnosi di fibromialgia giovanile per uno studio condotto in quattro centri di reumatologia pediatrica tra il 2005 e il 2009. Alcuni pazienti sono stati sottoposti a terapia cognitivo-comportamentale e altri alla sola educazione terapeutica. I partecipanti sottoposti lla terapia cognitivo-comportamentale, hanno riportato una riduzione significativamente maggiore nella disabilità funzionale rispetto a quelli trattati esclusivamente con gli esercici contro la fibromalgia: un miglioramento del 37 per cento della disabilità contro il 12 per cento, in particolare riguardo all'abbattimento dei sintomi depressivi che avevano un riscontro positivo anche sul dolore.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

La salute della madre influenza il DNA del figlio

La salute della madre influenza il DNA del figlio | Psichiatria Infantile | Scoop.it
L'indice di massa corporea della madre prima della gravidanza influenza il grado di espressione dei geni del nuovo nato fino al terzo anno di età: è questa la conclusione di un nuovo studio basato sull'analisi di campioni di sangue di centinaia di...
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Le terapie psicologiche migliorano la vita dei bambini con un disturbo post-traumatico da stress

Comunicato stampa - Secondo una revisione pubblicata sulla Cochrane Library, i bambini con un disturbo post-traumatico da stress (PTSD) a seguito di eventi traumatici, come l’aver subito un abuso, possono beneficiare di terapie psicologiche...
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Biologia dell'autismo, un puzzle ancora da completare

Biologia dell'autismo, un puzzle ancora da completare | Psichiatria Infantile | Scoop.it
Sono ormai un centinaio i geni di cui è stato scoperto il coinvolgimento nel rischio di essere colpiti dai disturbi dello spettro autistico.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Moige: Facebook deve vigilare sui minori

Moige: Facebook deve vigilare sui minori | Psichiatria Infantile | Scoop.it
Il movimento genitori italiano denuncia il sito in blu per omesso controllo nel caso del suicidio di una giovane novarese seguito a video di violenze postati online.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Terapia dell'ADHD, disturbo da deficit di attenzione e iperattività

Terapia dell'ADHD, disturbo da deficit di attenzione e iperattività

Dott. Francesco Somajni's insight:

I farmaci per la cura dell'ADHD

I soggetti affetti da ADHD possono essere sottoposti a terapie:

- farmacologiche
- psico-comportamentali
- combinate (Psico-comportamentali e farmacologiche)

I FARMACI PER LA CURA DELL’ADHD

Gli psicostimolanti sono considerati la terapia più efficace per l'ADHD e il metilfenidato è il farmaco di cui, fino ad oggi, è stata raccolta la maggiore esperienza. Gli psicostimolanti agiscono sui trasportatori per le monoamine: il metilfenidato modula soprattutto la quantità di dopamina, e di noradrenalina, presente nello spazio intersinaptico. Potenzia una trasmissione dopaminergica deficitaria e attenua uno stato di iperattività dopaminergica. È in grado di migliorare l'inibizione delle risposte, la memoria di lavoro e i processi di discriminazione degli stimoli.

Il metilfenidato
Il metilfenidato (Ritalin®) è il medicinale di scelta per il trattamento in terapia farmacologica dell’ADHD. Il metilfenidato è somministrato in base al peso corporeo, mediamente 0,3-0,6 mg/kg/dose in due - tre dosi die. L’assorbimento gastrointestinale metilfenidato e’ rapido e pressoché completo. La somministrazione orale di metilfenidato induce un picco plasmatico dopo una-due ore con emivita di eliminazione di 3-6 ore: il farmaco inizia a mostrare la sua attività clinica dopo circa mezz’ora dalla somministrazione orale, raggiunge il picco di attività dopo un’ora, per una durata terapeutica di circa 2-5 ore. Il metilfenidato viene quindi solitamente somministrato 2-3 volte al giorno. Esiste peraltro un a notevole variabilità di risposta clinica tra i singoli individui e l’efficacia non appare correlata con i livelli plasmatici del farmaco.
Il metilfenidato è utilizzato in gran parte dei Paesi dell’Unione Europea e in molti altri Stati: Usa, Australia, India, Canada, Cile, Hong Kong, Inghilterra, Iran, Israele, Malesia, Messico, Olanda, Nuova Zelanda, Sud Africa, Singapore, Venezuela.

I benefici
I risultati di alcuni studi clinici controllati hanno evidenziato che il metilfenidato è efficace in circa il 70% dei bambini con ADHD. L’effetto terapeutico è rapido. Una settimana di trattamento è in genere sufficiente per ottenere benefici valutabili anche in ambito scolastico: aumento dell’attenzione, della capacità di portare a termine i compiti assegnati, oltre ad una riduzione dell’impulsività, della distrazione e delle interazioni interpersonali conflittuali. Negli studi finora condotti è stato notato che la stessa dose di metilfenidato può tuttavia produrre in bambini con ADHD cambiamenti in positivo, in negativo o nulli, in base al metodo di valutazione usato. Questo paradosso evidenzia l’eterogeneità dei metodi di valutazione finora utilizzati nelle sperimentazioni cliniche, che vanno da una soggettiva percezione di miglioramento da parte dei genitori, a valutazioni cliniche ambulatoriali, fino all’analisi del rendimento scolastico del bambino. Circa il 30% dei bambini con ADHD non risponde al metilfenidato. I fattori che sembrano limitare l’efficacia del farmaco sono: la predominanza di ansia e depressione nel quadro sintomatologico (sintomi che nei bambini con ADHD il metilfenidato migliora), la concomitanza di lesioni organiche e neuroevolutive, e la presenza di condizioni socioeconomiche ed ambientali sfavorevoli. Tutti elementi che riconducono anche alla difficoltà ed eterogeneità della definizione diagnostica di questa sindrome. Mentre l’efficacia nel breve periodo è ben documentata, pochi sono stati finora gli studi che hanno analizzato gli effetti a lungo termine del metilfenidato. I risultati ottenuti non hanno evidenziato nei pazienti trattati un miglior inserimento sociale o il raggiungimento di più alti livelli di scolarità rispetto ai controlli. Ne consegue che le evidenze a tutt’oggi disponibili supportano l’uso del farmaco solo per un periodo di breve durata e nell’ambito di una terapia non solo farmacologica.
Una metanalisi dei dati di letteratura ad oggi disponibili, indica che, indipendentemente dall’eventuale sensibilizzazione al metilfenidato, l’esposizione precoce al trattamento farmacologico di bambini con ADHD, piuttosto che favorire, previene l’abuso di sostanze psicotrope in adolescenza o in giovane età adulta (Odd Ratio 1.9; Wilens et al. 2003). Possibili meccanismi di tale effetto protettivo includono: riduzione dei sintomi dell’ADHD, sopratutto dell’impulsività, miglioramento del rendimento scolastico e delle relazioni con coetanei e adulti di riferimento, possibile riduzione della evoluzione verso il disturbo di condotta e successivamente verso il disturbo antisociale di personalità (Taylor et al. 2004).
L’FDA ha recentemente chiesto ai produttori di farmaci stimolanti utilizzati nel trattamento dell’ADHD di aggiungere un nuovo avvertimento sugli effetti avversi per il sistema cardiovascolare.

L’atomoxetina
L’atomoxetina è un inibitore selettivo del reuptake della noradrenalina per la terapia dell'ADHD nei bambini al di sopra dei 6 anni di età, adolescenti e adulti. Non è noto come il farmaco riduca i sintomi nel deficit di attenzione ed iperattività, tuttavia si ritiene che la noradrenalina svolga un importante ruolo nel regolare l'attenzione, l'impulsività ed i livelli di attività. L'Atomoxetina è stata dapprima introdotta sul mercato negli USA nel novembre del 2002 e poi successivamente nel Regno Unito nel maggio del 2004; è già in commercio negli stati di Singapore, Hong Kong e Canada. In tutti i Paesi dell’Unione Europea (tranne la Francia), a seguito di mutuo riconoscimento, sono attualmente in corso le procedure per l’immissione in commercio del farmaco. Durante la prima settimana di terapia l’Atomoxetina viene somministrata in dosi quotidiane di 0,5mg/kg, con aumento progressivo fino al dosaggio intermedio di mantenimento di 0,8mg/kg die. La somministrazione avviene una volta al giorno: in caso di difficoltà di tollerabilità si può suddividere in due volte.

I benefici
L’efficacia dell’atomoxetina è stata valutata attraverso 8 studi controllati verso placebo condotti in circa 1500 pazienti, di cui più di 1000 erano bambini e adolescenti. Alcuni dei pazienti, sia pediatrici che adulti, sono stati seguiti in studi in aperto per vari anni (periodo di tempo superiore a 3 anni) per ottenere dati relativi all’efficacia ed alla sicurezza del trattamento a lungo termine. Ad oggi non vi sono chiare evidenze circa l’efficacia al lungo termine e all’effettiva necessità di un trattamento protratto oltre i 3-6 mesi. Riguardo la sicurezza del farmaco va sottolineato che, nel corso del 2005, sia l’EMEA che la Food and Drug Administration (FDA) hanno allertato il personale medico e i pazienti circa l’aumentato rischio di pensieri suicidari in bambini e adolescenti in terapia con l’atomoxetina. L’incremento del rischio suicidarlo è stato identificato in una metanalisi di alcuni trial della durata da sei a diciotto settimane. 
Lo studio ha dimostrato che lo 0,4% dei bambini trattati con atomoxetina manifesta pensieri suicidari mentre in quelli trattati con placebo non si è registrato nessun caso del genere. Un’analisi simile è stata eseguita anche tra adulti con ADHD o con depressione: in questi soggetti non si è avuto incremento di comportamenti autolesionistici. Le autorità regolatorie hanno deciso di far inserire nella scheda tecnica del prodotto le avvertenze aggiornate sul rischio di ideazione e comportamento suicidarlo, per richiamare l’attenzione sul fatto che i ragazzi che stanno iniziando la terapia a base di atomoxetina devono essere controllati attentamente per monitorare eventuali manifestazioni anomale del comportamento, pensieri suicidari o peggioramenti del quadro clinico psichiatrico. Particolare attenzione va anche rivolta agli effetti cardiovascolari che possono essere indotti dal farmaco. 
L’FDA ha recentemente chiesto ai produttori di farmaci stimolanti utilizzati nel trattamento dell’ADHD di aggiungere un nuovo avvertimento sugli effetti avversi per il sistema cardiovascolare mentre ha respinto le raccomandazioni segnalate da un gruppo di esperti favorevoli al "black box" riguardante il possibile rischio di morte improvvisa (sudden death): questa informazione è stata inserita nelle avvertenze generali del farmaco. L’FDA aveva inviato nel maggio 2006 una lettera direttamente agli sponsor per rinforzare le precauzioni per l’uso. 
Da parte di una nota casa produttrice è stato prodotto e aggiunto un nuovo avviso circa i rischi di eventi cardiovascolari e psichiatrici prodotti da atomoxetina nel trattamento dell’ADHD. È possibile che il rischio riferito a questo farmaco rifletta le differenze nel meccanismo d’azione dell’atomoxetina.

more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

A cinque mesi la prima coscienza visiva

A cinque mesi la prima coscienza visiva | Psichiatria Infantile | Scoop.it
Anche i bambini più piccoli ricordano quello che hanno visto.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

CNR: A scuola ci andiamo da soli - Le Scienze

CNR: A scuola ci andiamo da soli - Le Scienze | Psichiatria Infantile | Scoop.it
Comunicato stampa - L'autonomia di spostamento dei bambini italiani, già molto limitata, si è ulteriormente ridotta negli ultimi anni rispetto ai coetanei inglesi e tedeschi, con ricadute negative sia sul benessere sia sullo sviluppo psico-fisico.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Suicidio in Adolescenza, il problema persiste anche negli adolescenti in cura

Suicidio in Adolescenza, il problema persiste anche negli adolescenti in cura | Psichiatria Infantile | Scoop.it
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Il pensiero positivo si impara dai genitori

Il pensiero positivo si impara dai genitori | Psichiatria Infantile | Scoop.it
L'importanza di avere un atteggiamento positivo è compresa già dai bambini in tenera età, ma la capacità di mobilitare questa risorsa anche nelle situazioni di difficoltà dipende più dall'atteggiamento dei genitori che dall'indole del bambino.
more...
No comment yet.
Scooped by Dott. Francesco Somajni
Scoop.it!

Una base neurobiologica per la dislessia

Una base neurobiologica per la dislessia | Psichiatria Infantile | Scoop.it
Utilizzando una sofisticata tecnica di imaging basata sull'elettroencefalogramma è possibile evidenziare nei bambini dislessici un deficit di coerenza nel modo in cui il cervello codifica il linguaggio parlato.
more...
No comment yet.