Posizionati sui motori
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Google Play sconta 20 Libri in Italia in occasione del suo primo ...

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Google Play Store ha sostituito il precedente Android Market da un anno e, come abbiamo già detto, sembra sia passato molto più tempo, complice forse.
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Importante modifica al posizionamento su Google

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E' solo una mia sensazione, ma dato che seguo l'evolvere degli indici di Google ogni giorno, credo di avere il "polso della situazione".
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Cosa cambia

Massimo Mantovelli's insight:
La Google Lex in Germania e gli altri fronti aperti per BigG

Privacy, diritto d'autore e abuso di posizione dominante: ecco i tutti contesti i cui Google deve combattere

04 marzo 2013 di Martina Pennisi 

" Agiamo in buona fede". Ha risposto così Google nel 2011, quando il Senato statunitense ha interrogato il motore di ricerca sulla democraticità dell'indicizzazione dei risultati. L'accusa del Regno Unito, risalente al novembre del 2012, è invece proprio quella di " adottare pratiche immorali" a fonte di una condotta che non è in contrasto con quanto previsto dalla legge: si parlava in questo caso di mancato pagamento delle tasse in Europa. E ancora, i problemi di privacy, quelli legati al rapporto con gli editori e le accuse di abuso di posizione dominante. Alla faccia del motto " don't be evil", BigG deve rispondere ad attacchi su svariati fronti e provenienti da una parte all'altra del globo mentre è impegnata nel lungo ed estenuante lancio dei suoi occhiali intelligenti. Anche per questo Wired ha dedicato la copertina di marzo a un' inchiesta su Google. Ma vediamo quali sono i fronti. 

Lex Google in Germania
L'ultima notizia in ordine di tempo ha sede in Germania, dove il Parlamento federale ha votato una legge che impone ai motori di ricerca e agli aggregatori il pagamento di una tassa per la pubblicazione dei contenuti editoriali d'altrui proprietà. Secondo la norma, è consentito liberamente solo utilizzo di "singole parole o frammenti di testo di piccole dimensioni". L'opposizione ritiene che il confine sia troppo labile e che spalancherebbe le porte a una miriade di singoli casi senza portare benefici tangibili. Google ha definito la legge " né necessaria e né ragionevole. Frana l'innovazione e danneggia l'economia e gli utenti tedeschi". Pollice alto, invece, da parte degli editori, che giudicano l'intervengo positivo per " la creazione di uno spazio equo nel mondo digitale". 

Google-editori: accordo in Francia (e in Belgio)
Anche l'Esagono è intervenuto recentemente, febbraio 2013, sulla questione dei contenuti editoriali. In questo caso si è cercato, e trovato, un accordo con Mountain View. L'intesa prevede che Google si faccia carico della creazione di un fondo da 60 milioni di euro a vantaggio di 150 portali e che metta a disposizione i suoi strumenti pubblicitari e di distribuzione per aiutare l'industria dell'informazione a fare cassa in Rete. In Belgio la stretta di mano è arrivata nel 2012 e permette a Google News di pescare fra i contenuti degli editori belgi, ma impone alla Web company californiana di offrire un supporto economico e strategico. 

Adesso tocca all'Italia
La Penisola è la terza del gamba del tavolo: lo scorso ottobre la Federazione italiana degli editori di giornali (Fieg) ha firmato una nota congiunta per la "tutela del diritto d'autore online" con Francia e Germania. Ci si augurava, come ha spiegato in novembre il direttore generale della Fieg Fabrizio Carotti al Corriere delle Comunicazioni, che l'esecutivo di Mario Monti intervenisse in questa direzione. La palla passa, a questo punto, a quello in via di (difficile) costituzione. Da sottolineare comunque come, per ora, gli approcci di Francia e Germania siano molto diversi. 

Le tasse
Altra questione che vede i paesi del Vecchio Continente fare fronte comune è quello del pagamento delle tasse. Il Regno Unito ha preso il toro per le corna nel novembre del 2012 e chiesto direttamente a Google (e ad Amazon) ragione degli escamotage adottati per aggirare il pagamento di 60 miliardi di dollari all'anno, cifra stimata dal Financial Times. Anche in questo caso, il ministro uscente dello Sviluppo economico Corrado Passera aveva promesso un pressing che finisce inevitabilmente nell'agenda del prossimo governo. 

Abuso di posizione dominante
La Federal Trade Commission ha gettato la spugna in gennaio, chiudendo l'indagine relativa al presunto trattamento di favore riservato a Google all'indicizzazione dei risultati del gruppo sul motore di ricerca. Ma l'Unione europea, in maniera organica in questo caso, non ci sta e l'intenzione manifestata a chiare lettere è quella di impedire a BigG di " limitare la scelta dei consumatori e l'attività dei rivali". Mountain View sta collaborando con Bruxelles per individuare un'eventuale soluzione amichevole. 

Privacy
Anche in questo caso l'Ue sembra aver sposato la linea dura. Google avrebbe dovuto saziare entro febbraio la curiosità dei garanti della privacy del Vecchio Continente sull'utilizzo dei dati degli utenti raccolti mediante tutti i prodotti del gruppo. Non avendo rispettato il termine, andrà incontro a "un'azione repressiva" entro la prossima estate. Una presa di posizione " importante per salvaguardare non solo i cittadini, ma anche le imprese europee", ha spiegato il presidente del garante nostrano Antonello Soro.

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