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Bagnoli, Lettieri: “De Magistris fomentatore di violenza”

Bagnoli, Lettieri: “De Magistris fomentatore di violenza” | Politikè | Scoop.it
Il presidente di Fare Città su scontri a Napoli
Politikè's insight:

"Gli episodi di violenza accaduti oggi a Bagnoli sono inaccettabili. Così come è inaccettabile che esponenti della giunta comunale abbiano sfilato ad un corteo organizzato da centri sociali estremisti e distruttivi". Lo ha dichiarato Gianni Lettieri, imprenditore e presidente di Fare Città, nel corso della presentazione della sua autobiografia, che si sta alla sala Falcone e Borsellino della biblioteca Labriola a San Giovanni a Teduccio. "Ritengo De Magistris responsabile di una deriva violenta che si sta verificando in città. Il suo linguaggio di odio e lotta fomenta e acuisce un conflitto sociale che sfocia in episodi di scontri pericolosi. Questa amministrazione continua a calpestare ogni regola, a difendere i violenti e ad abbandonare i cittadini onesti che lavorano e rispettano le leggi. Siamo all'anarchia totale". "Oggi De Magistris - conclude Lettieri - dovrebbe protestare solo contro se stesso, perché è a causa sua se siamo arrivati al fallimento di Bagnoli Futura ed al successivo commissariamento. La sua permanenza alla guida del comune di Napoli è socialmente pericolosa".

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Il paradosso del superfarmaco contro l'epatite. C'è l'ok dell'Aifa, ma mancano i soldi

Il paradosso del superfarmaco contro l'epatite. C'è l'ok dell'Aifa, ma mancano i soldi | Politikè | Scoop.it

Accesso alle terapie - Il farmaco salvavita Sofosbuvir arriverà a breve sul mercato ma il suo costo è troppo elevato perché il Ssn possa permettersi di somministrarlo a tutti i malati. Il ministro della Salute chiede fondi speciali. Ma al momento ci credono in pochi

Politikè's insight:

Un fondo ad hoc per l'epatite C. Solo così si potrebbe garantire l'accesso alle nuove terapie a tutti i malati. Attualmente il governo ha pronto nel cassetto il Piano per l'eradicazione della malattia ma non ha i fondi sufficienti, secondo quanto dichiarato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin a margine di un question time alla Camera. Servirebbero 600 milioni di euro all'anno per i prossimi dieci anni per somministrare, a titolo rimborsabile, i farmaci di nuova generazione a chi ne ha bisogno, ha detto il ministro all'agenzia Il Velino. Una cifra enorme, dovuta agli alti costi delle terapie e all'elevato numero dei pazienti, il cui numero esatto oggi non è noto a nessuno ma potrebbe aggirarsi sulle 800 mila persone.

Buona parte dell'empasse del governo può essere riassunta in una parola: Sofosbuvir. Si chiama così la pillole di ultima generazione che sbarcherà in Italia, prodotta dall'americana Gilead e messa in vendita al prezzo esorbitante di circa 68.000 euro a trattamento, almeno nei paesi più ricchi. Si tratta di un farmaco che promette di eradicare il virus dell'epatite con 12 settimane di trattamento. Dopo mesi di trattative, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) è riuscita a concludere un accordo per l'ingresso del Sofosbuvir in Italia al prezzo di 37.000 euro a paziente e ha stabilito dei criteri per la somministrazione, dando la precedenza ai pazienti più gravi, quelli con cirrosi, coinfezione da Hiv, carcinoma epatico o in lista per il trapianto del fegato. Si tratta del prezzo medio più basso strappato in Europa, ma comunque troppo per le casse del Servizio sanitario nazionale, se si pensa che i malati primi della lista sono circa 30.000.

Del resto il problema dei fondi era stato messo in evidenza dallo stesso direttore generale dell'Aifa Luca Pani, all'indomani dell'accordo con la Gilead: «È necessario un finanziamento speciale, come quello che venne fatto per l'Hiv. A breve, per quest'anno, si può reggere con i fondi ordinari ma dall'anno prossimo, quando i pazienti da trattare saranno decine di migliaia, il prezzo, anche avendolo negoziato bene, non è sopportabile». La speranza di tutti è che il prezzo di Sofosbuvir scenda con l'ingresso sul mercato di nuove molecole che nei test clinici hanno ottenuto buoni risultati.

Intanto, il ministro Lorenzin ha ribadito la volontà di «garantire l'accesso di tutti i pazienti alle nuove terapie farmacologiche», da qui l'idea di istituire un fondo speciale, precisando però che nel frattempo «si è reso necessario procedere ad una modulazione dell'accesso alle terapie in modo da assicurare progressivamente il trattamento a tutti i pazienti». La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento per la commercializzazione del farmaco è attesa a breve e l'Aifa ha comunque garantito l'accesso alle cure compassionevoli a carico dell'azienda produttrice per i malati più gravi, secondo quanto emerso nel question time. Ma senza soldi a disposizione del Piano per l'eradicazione dell'epatite C si rischia il pericolo di avere un farmaco accessibile solo alle tasche dei più abbienti.

I pazienti, però, non ci stanno: a più di un mese dall'accordo, il farmaco non si vede ancora, non è chiaro il budget a disposizione del Piano governativo e nel frattempo continuano a morire 20 malati al giorno a causa dell'epatite C denunciano le associazioni dei pazienti.

Epac onlus, Lila, Nadir, Plus e Ace, che riuniscono malati di epatite e Hiv, hanno comprato una pagina de La Repubblica per chiedere ai ministri e al premier un Fondo speciale per acquistare i farmaci salvavita, 700 milioni per i prossimi 10 anni. «Curare tutte le persone con epatite C significa anche risparmiare svariati miliardi di euro, spesi per gestire le conseguenze della malattia non curata. Dalle giornate di lavoro persone, ai costi indiretti sostenuti da malati e famiglie», si legge nell'annuncio. «In nessun'altra malattia cronica si può riscontrare un rapporto costo beneficio così vantaggioso in termini di salute, anni di vita produttivi per la società guadagnata e denaro pubblico risparmiato attraverso queste terapie».

«I farmaci innovativi, molto efficaci e con effetti collaterali poco significativi ci sono, ma servono soldi dedicati per comprarli e curare tutti, al fine di evitare odiose disparità nell'accesso tra le cittadine e i cittadini con epatite C», concludono le associazioni, che sono pronte a scendere in piazza per manifestare se non avranno risposte immediate.

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Così vi truffano i venditori di speranza. Ecco le dieci bufale sul cancro

Così vi truffano i venditori di speranza. Ecco le dieci bufale sul cancro | Politikè | Scoop.it
Vi hanno detto che è colpa di una dieta troppo acida, che si può curare col bicarbonato, che le cure ci sono ma Big Pharma le nasconde. Ecco le dieci più diffuse bugie sul cancro. Che fanno male ai malati e bene a chi le racconta
Politikè's insight:
Cristina Gaviraghi

Se cercate in internet la parola “cancro”, vi troverete davanti a milioni di pagine web e non meno numerosi saranno i video di You Tube che troverete digitando “cura per il cancro”.

Nella migliore delle ipotesi, le informazioni che si recuperano in rete sono imprecise e nel peggiore dei casi pericolosamente ingannevoli. Ci sono molte pagine web sul cancro supportate da prove scientifiche e facili da comprendere, ma ce ne sono altrettante, se non di più, che alimentano falsi miti.

Risulta spesso difficile distinguere la realtà dalla finzione, anche perché le notizie che si reperiscono, pur essendo imprecise, suonano del tutto plausibili. Se si scava in profondità e si cercano delle prove, però, molte supposte “verità” vengono smascherate.

Ecco allora dieci falsi miti sul cancro in cui ci si può frequentemente imbattere.

MITO 1. Il cancro è una malattia artificiale dei tempi moderni

Questa è una credenza più viva oggi che in passato, ma il cancro non è solo una patologia moderna e prodotta artificialmente dalla società occidentale. Il cancro esiste da quando esiste l’uomo. È stato descritto migliaia di anni fa da medici egizi e greci e dei ricercatori hanno scoperto dei segni distintivi di questa malattia in uno scheletro vecchio di 3.000 anni.

Pur essendo vero che le patologie correlate ai moderni stili di vita, come i tumori, sono in aumento, il più grande fattore di rischio per il cancro resta l’età.

Grazie ai successi ottenuti nel contrastare le malattie infettive e altre storiche cause di morte come la malnutrizione, le persone ormai vivono abbastanza a lungo per sviluppare il cancro. Con l’invecchiamento, infatti, il Dna ha il tempo di subire danni che possono portare poi alla formazione di un tumore.

Inoltre, oggi siamo anche capaci di individuare il cancro in modo più accurato rispetto al passato, grazie ai programmi di screening e ai progressi compiuti nel campo della diagnostica.

La dieta, gli stili di vita e anche l’inquinamento hanno sicuramente una grande influenza sul rischio per il cancro, ma ciò non significa che le patologie neoplastiche siano esclusivamente legate alle attività umane e ai nostri tempi. Ci sono anche molte cause naturali per questa malattia, per esempio, a livello mondiale, un caso di cancro su sei è dovuto a virus e batteri.

MITO 2. I supercibi che prevengono il cancro

Mirtilli, barbabietole, broccoli, aglio, tè verde…..e molti altri. Nonostante tanti siti web continuino a propagandarlo, non esistono “supercibi”. Questo è solo un termine coniato dalle agenzie di marketing per far vendere più prodotti, ma non ha alcuna base scientifica.

Ciò non significa che non si debba badare a cosa si mangia. Certi cibi sono più salutari di altri. Una ciotola di mirtilli e una tazza di tè verde contribuiscono a rendere la dieta più sana e bilanciata. Fare il pieno di frutta e verdura è senz’altro una buona idea, come pure variare il più possibile il tipo di vegetali nella dieta, ma non ha importanza quale tipo specifico di ortaggio o frutto si sceglie.

Il nostro corpo è complesso e lo è anche il cancro. È dunque una grossolana semplificazione sostenere che un singolo cibo possa avere, di per sé, un’influenza sulla possibilità di sviluppare una neoplasia.

Nel corso dei decenni si sono raccolte molte prove sul semplice, ma ritenuto poco interessante, miglior modo di ridurre il rischio di tumore: seguire a lungo alcuni comportamenti salutari come non fumare, fare esercizio fisico, mantenere un sano peso corporeo e ridurre il consumo di alcol.

MITO 3. La dieta “acida”causa il cancro 

Alcuni miti sul cancro persistono in maniera sorprendente, in barba alla biologia di base. Uno di questi è l’idea che seguire una dieta “acida” faccia diventare il sangue “troppo acido” contribuendo così ad aumentare il rischio di cancro. La contromisura, in questo caso, sarebbe aumentare il consumo di cibi “alcalini” come verdure verdi e frutta (compresi, paradossalmente, i limoni).

Questa è una vera e propria sciocchezza biologica. È vero che le cellule tumorali non riescono a sopravvivere in un ambiente eccessivamente alcalino, ma non riescono a farlo nemmeno le altre cellule del nostro corpo.

Il sangue è, in genere, leggermente alcalino. Il suo pH è regolato dai reni che lo mantengono in uno stretto e corretto intervallo. Questo non può essere modificato, per un tempo apprezzabile, dall’alimentazione e ogni eccesso di acidi o di alcali viene eliminato con l’urina. Per mantenere il giusto equilibrio all’interno del corpo, l’urina cambia il suo pH a seconda di cosa si mangia. Questo fatto può essere verificato misurando il suo grado di acidità in seguito all’assunzione di cibi diversi ed è anche alla base dell’errata credenza secondo cui la dieta può “rendere il corpo alcalino”. 

Mangiare molta verdura verde è certamente salutare, ma non per il suo effetto sull’alcalinità del corpo.

Esiste una condizione chiamata “acidosi”. Si tratta di uno stato fisiologico che sopraggiunge quando reni e polmoni non riescono a mantenere il pH del corpo in equilibrio. Spesso è causata da una grave malattia o da un avvelenamento. Può essere molto pericolosa e richiede cure urgenti, ma non certo per colpa di diete eccessivamente acide.

L’ambiente nelle immediate vicinanze delle cellule cancerose può diventare acido per via del modo diverso, rispetto a quello seguito dal tessuto sano, con cui i tumori producono energia e usano l’ossigeno. Alcuni ricercatori stanno cercando di capire a fondo come ciò accada con lo scopo di sviluppare potenziali trattamenti più efficaci per le patologie neoplastiche.

Non esistono prove, però, che la dieta possa cambiare il pH dell’intero corpo o che questo abbia un impatto sul cancro.

MITO 4. Il cancro ha un debole per i dolci

Un’altra idea molto diffusa è che lo zucchero “nutra le cellule tumorali”, da qui il suggerimento di bandirlo completamente dalla dieta del paziente.

Si tratta di un’eccessiva semplificazione in un campo molto complesso che solo ora si sta iniziando a comprendere.

“Zucchero” è un termine polivalente. Si riferisce a una serie di molecole tra cui gli zuccheri semplici presenti nelle piante, il glucosio e il fruttosio. La polvere bianca nella ciotola che mettiamo in tavola si chiama saccarosio, sostanza formata da glucosio e fruttosio attaccati insieme. Tutti gli zuccheri sono carboidrati, cioè molecole costituite da carbonio, idrogeno e ossigeno.

I carboidrati, sia che provengano da una torta sia da una carota, vengono demoliti dal nostro sistema digestivo per rilasciare glucosio e fruttosio. Questi vengono poi assorbiti dal flusso sanguigno per fornire l’energia che consente la vita.

Tutte le nostre cellule, tumorali o no, usano glucosio come fonte di energia. Poiché le cellule neoplastiche crescono molto più velocemente di quelle sane richiedono una quantità particolarmente alta di questo carburante. È stato dimostrato che esse utilizzano glucosio e producono energia in modo diverso dalle cellule sane e i ricercatori stanno studiando queste differenze con l’idea di sfruttarle per sviluppare trattamenti migliori. 

Questo però non significa che gli zuccheri di torte, biscotti e altri alimenti dolci nutrano in modo specifico le cellule tumorali a differenza di qualsiasi altro tipo di carboidrato. Il nostro organismo non sceglie a quali cellule fornire un determinato carburante. Esso converte tutti i carboidrati che mangiamo in glucosio, fruttosio e altri zuccheri semplici che vengono, in seguito, prelevati dai tessuti quando hanno bisogno di energia.

Ha senso limitare gli zuccheri nell’ottica si seguire una dieta equilibrata ed evitare di guadagnare peso, ma questo che è ben diverso dall’affermare che gli alimenti zuccherati nutrono in modo specifico le cellule tumorali.

Sia la “dieta acida” sia “lo zucchero nutre il cancro” sono falsi miti che snaturano il senso dei consigli dietetici, anche se ciò non significa che seguire una sana alimentazione non abbia importanza quando si tratta di cancro.

Le indicazioni su ciò che è meglio mangiare, però, devono basarsi su dati nutrizionali e scientifici. Quando si tratta di dispensare raccomandazioni dietetiche per ridurre il rischio di cancro, i ricercatori mostrano che il solito vecchio consiglio di una sana alimentazione è ancora valido. Ok a frutta, verdura, fibre, carne bianca, e pesce, mentre è meglio limitare grassi, sale, zuccheri, carne rossa o lavorata e alcol. 

MITO 5. Il cancro è un fungo e il bicarbonato di sodio è la cura 

Questa teoria nasce dalla constatazione, a dire il vero non molto attenta, che il “cancro è sempre bianco”.

Una palese obiezione a questa idea, a parte il fatto che le cellule tumorali non hanno chiaramente un’origine fungina, è che il cancro non è sempre bianco. Alcuni tumori lo sono, ma altri no. Per verificarlo basta chiederlo a qualsiasi patologo o chirurgo oncologo oppure ricercare delle immagini su Google.

I sostenitori di questa teoria affermano che il cancro è causato dall’infezione del fungo candida e che i tumori sono, in realtà, il tentativo del corpo di proteggersi da questa infezione.

Non ci sono, però, prove che lo dimostrano.

Inoltre, molte persone perfettamente sane possono essere infettate dalla candida, un fungo che è parte della gamma di microbi che vive normalmente nel nostro corpo e sopra la nostra pelle. Di solito il sistema immunitario mantiene la candida sotto controllo, ma nelle persone che hanno tali difese compromesse, come chi è positivo per l’Hiv, le infezioni possono diventare più gravi e frequenti.

La semplice soluzione a tale problema, a quanto pare, sarebbe iniettare bicarbonato di sodio nel tumore. Ma questo non è nemmeno il trattamento usato per contrastare le infezioni fungine vere e proprie, figurarsi per il cancro. Al contrario, ci sono forti evidenze che alte dosi di bicarbonato di sodio possono portare a gravi conseguenze, anche fatali.

Alcuni studi ipotizzano che il bicarbonato di sodio possa avere effetti sui tumori trapiantati nei topi o sulle cellule coltivate in laboratorio poiché neutralizza l’acidità del microambiente attorno al tumore stesso. Alcuni ricercatori statunitensi stanno inoltre conducendo un piccolo studio clinico per verificare se capsule di bicarbonato di sodio possano aiutare a ridurre il dolore associato al cancro e per cercare la dose massima di questa sostanza che può essere tollerata. Non stanno, però, testando se abbia in realtà un vero effetto sui tumori.

Per quanto si conosce, non sono stati ancora pubblicati studi clinici sul bicarbonato di sodio come trattamento per il cancro.

Vale anche la pena sottolineare che non è ancora chiaro se è possibile somministrare nell’uomo dosi di bicarbonato di sodio che possono avere un qualche significativo effetto sul cancro, anche se alcuni ricercatori stanno studiando la questione.

Poiché il corpo resiste con forza ai tentativi di modificarne il pH, solitamente sbarazzandosi del bicarbonato attraverso i reni, c’è il rischio che quantità di questa sostanza, sufficientemente grandi da influenzare il grado di acidità attorno al tumore, possano causare una grave condizione chiamata alcalosi.

È stato stimato che una dose di circa 12 grammi di bicarbonato di sodio al giorno (in un adulto di 65 kg) sarebbe capace di contrastare l’acido prodotto da un tumore grande all’incirca solo un millimetro cubo. Ma dosi superiori a circa 30 grammi al giorno possono provocare gravi problemi di salute, fate voi i conti.

MITO 6. C’è una cura miracolosa per il cancro…

Dalla cannabis ai clisteri di caffè. Internet è piena di video e aneddoti personali su cure miracolose e “naturali” per il cancro.

Ma affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie e i video di YouTube e i post su Facebook non sono prove scientifiche attentamente revisionate. 

In molti casi è impossibile dire se i pazienti presenti in tali fonti aneddotiche sono stati “guariti” da un particolare trattamento alternativo oppure no. Non si conosce nulla sulla loro diagnosi medica, sullo stadio della malattia e sulla loro prognosi. E non si sa neppure se e quali altri trattamenti per il cancro hanno ricevuto in precedenza. 

Inoltre vengono divulgate solo le storie di successo, mentre nulla si sa sulle persone che hanno provato il trattamento “miracoloso”e non sono sopravvissute. Spesso chi proclama affermazioni sensazionali su cure prodigiose sceglie solo i casi migliori, senza presentare il quadro completo.

Questo evidenzia ancor di più l’importanza dei dati revisionati e pubblicati, di una ricerca di laboratorio scientificamente rigorosa e degli studi clinici. Lo svolgimento di adeguate e disciplinate sperimentazioni consente ai ricercatori di dimostrare che un potenziale trattamento per il cancro è sicuro ed efficace. Inoltre, la pubblicazione dei dati ottenuti permette ai medici di tutto il mondo di venirne a conoscenza e di usarli per il beneficio dei propri pazienti. 

Questo è lo standard cui tutti i trattamenti per il cancro dovrebbero attenersi.

Ciò non significa che il mondo naturale non sia una fonte di potenziali terapie. La storia dell’aspirina (corteccia del salice) e della penicillina (muffa) lo dimostra. Per citare un altro importante esempio, il farmaco per il cancro taxolo fu per la prima volta estratto dalla corteccia e dagli aghi di un albero: il tasso del Pacifico. 

Ma questo è ben lontano dal dire che si dovrebbe masticare corteccia per combattere il tumore. Si tratta di un trattamento efficace perché il principio attivo è stato purificato e testato in studi clinici. Questo ha permesso di capire che è una sostanza utile e sicura e a quali dosi può essere somministrata. 

Ovviamente chi ha un cancro desidera sconfiggere la malattia con ogni mezzo possibile. Ed è perfettamente comprensibile la tendenza a cercare, in ogni campo, potenziali cure. Ma il consiglio degli esperti è di diffidare di ciò che viene etichettato come “cura miracolosa”, specialmente se qualcuno sta cercando di venderlo.

Su Wikipedia esiste un’esauriente lista di trattamenti inefficaci contro il cancro, spesso propagandati come prodigiosi, che può valer la pena consultare. 

Si possono reperire, inoltre, serie informazioni riguardanti le evidenze scientifiche e le sperimentazioni cliniche sull’uso di cannabis e cannabinoidi contro il cancro. 

MITO 7….e Big Pharma la sta nascondendo

Di pari passo con l’idea che esiste una cornucopia di “cure miracolose”, c’è l’idea che i governi, l’industria farmaceutica e anche le associazioni di beneficenza si sono accordate per occultare la terapia per il cancro perché guadagnano molti soldi con i trattamenti esistenti.

Qualunque sia la particolare “cura” che viene propagandata la logica è sempre la stessa: è facilmente reperibile, economica e non può essere brevettata. Ecco perché la classe medica la nasconde, per continuare a riempirsi le tasche con farmaci più costosi e coperti da brevetto. Ma, in realtà, non c’è nessun complotto, a volte, semplicemente, la terapia non funziona. 

Non c’è dubbio che l’industria farmaceutica debba affrontare questioni sulla trasparenza e la sperimentazione clinica che hanno bisogno di essere risolte. Le varie associazioni incalzano gli enti regolatori e le compagnie farmaceutiche per fare in modo che i farmaci efficaci siano disponibili a un prezzo equo per il sistema sanitario nazionale. È comunque importante ricordare che lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi farmaci richiedono molto denaro che le compagnie hanno bisogno di recuperare. 

Ma i problemi esistenti con la medicina tradizionale non dimostrano automaticamente che le “cure” alternative funzionano.

Non ha senso sostenere che le aziende farmaceutiche nascondano deliberatamente una potenziale cura per il cancro. Scoprire una terapia efficace, infatti, garantirebbe loro enormi vendite a livello mondiale. 

E anche la tesi secondo cui i trattamenti non possono essere brevettati non regge. Le aziende farmaceutiche non sono stupide, sono pronte a imboccare strade promettenti che possono portare a terapie efficaci. Ci sono molti modi per riconfezionare e brevettare molecole che, se risultassero efficaci, darebbero loro un ritorno economico sugli investimenti fatti per svilupparle e testarle in studi clinici (un costo che può essere anche di vari milioni). 

Occorre poi aggiungere che ricercatori finanziati dalle varie associazioni o dal governo compiono studi su trattamenti promettenti senza scopo di lucro. È anche difficile comprendere per quale ragione i medici, che spesso prescrivono farmaci generici fuori brevetto, non dovrebbero utilizzare terapie a basso costo se fosse stata dimostrata la loro efficacia negli studi clinici. 

Affermare che si stia nascondendo “la cura” per il cancro non è solo assurdo, ma è anche offensivo per la comunità di medici e scienziati che si dedicano allo studio di questa patologia, per il personale e i sostenitori delle associazioni di ricerca sul cancro e, soprattutto, per i malati e le loro famiglie.

MITO 8. I trattamenti contro il cancro uccidono più di quanto guariscano

Tanto per essere chiari, la cura per il cancro, sia essa chemioterapia, radioterapia o chirurgia, non è una passeggiata nel parco. Gli effetti collaterali possono essere molto pesanti. D’altra parte, le terapie che hanno lo scopo di uccidere le cellule tumorali, inevitabilmente, influenzano anche quelle sane. 

E qualche volta, purtroppo, la cura non funziona. È molto difficile trattare un tumore in fase avanzata che si è diffuso in tutto il corpo e se la terapia può dare sollievo dai sintomi e prolungare la vita, non è detto che riesca a guarire definitivamente il paziente.

La chirurgia è ancora il trattamento più efficace a disposizione per il cancro, a condizione che questo sia diagnosticato sufficientemente presto per consentire l’operazione. La radioterapia, inoltre, aiuta a curare più persone di quanto facciano i farmaci antitumorali. 

Tuttavia la chemioterapia e altri medicinali contro il cancro svolgono un ruolo molto importante nella cura delle neoplasie. In alcuni casi contribuiscono a guarire la malattia e in altri a prolungare la sopravvivenza. 

Le affermazioni presenti su internet secondo cui la chemioterapia è “efficace solo per il tre per cento dei casi” sono altamente fuorvianti e superate. Così come quelle in cui si sostiene che queste cure potrebbero addirittura "promuovere il cancro".

È importante evidenziare che, in un numero sempre più alto di casi, i farmaci sono efficaci. Ad esempio, oltre il 96 per cento degli uomini malati riesce oggi a guarire dal cancro ai testicoli, grazie anche a un farmaco chiamato cisplatino. Nel 1970 tale percentuale era inferiore al 70 per cento. Inoltre, sul finire degli anni sessanta solo un quarto dei bambini malati di tumore poteva essere curato, oggi il loro numero è triplicato e la maggior parte di loro ora è viva grazie anche alla chemioterapia.

La strada da percorrere per avere dei trattamenti efficaci per tutti i tipi di cancro nei bambini è, però, ancora lunga.  È quindi importante che i medici, i pazienti e le loro famiglie siano realistici nel valutare le migliori opzioni terapeutiche, specialmente quando il cancro è in fase molto avanzata. 

Potrebbe essere meglio scegliere una cura in grado di ridurre il dolore e i sintomi piuttosto che tentare di guarire la malattia (cure palliative). Trovare il giusto equilibrio tra la qualità e la quantità della vita sta diventando una questione sempre più preponderante quando si tratta di curare un tumore e, in questo, il ruolo del paziente è diventato centrale.

MITO 9. Non abbiamo fatto alcun progresso nella lotta contro il cancro 

Questo semplicemente non è vero. Grazie ai passi avanti compiuti dalla ricerca, negli ultimi 40 anni la sopravvivenza per cancro è mediamente raddoppiata. Inoltre, i tassi odierni di mortalità sono diminuiti del 10 per cento rispetto a quelli che si registravano un decennio fa. Oggi, la metà di tutti i pazienti sopravvive almeno dieci anni. 

Questi, però, sono dati che si riferiscono a persone trattate in passato. È probabile che i pazienti diagnosticati e curati oggi, anche grazie all’avvento dei nuovi farmaci “intelligenti”, abbiano una probabilità di sopravvivenza ancora più alta.

Ma c'è ancora molta strada da fare. Nella cura di alcuni tipi di cancro i progressi sono stati più lenti, come ad esempio quelli relativi al tumore del polmone, del cervello, del pancreas e ai tumori esofagei. E quando si perde una persona cara per colpa del cancro, è comprensibile pensare che la medicina non abbia fatto alcun passo in avanti.

MITO 10. Gli squali non si ammalano di cancro

Sì, invece si ammalano.

 

L'articolo è tratto da Cancer Research UK, una delle più importanti charities al mondo impegnate nella lotta al cancro. Lo scorso anno ha destinato l'equivalente di più di 500 milioni di euro alla ricerca contro il cancro.

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Comune, dissidi col sindaco: si dimette la portavoce di de Magistris, Marzia Bonacci

Comune, dissidi col sindaco: si dimette la portavoce di de Magistris, Marzia Bonacci | Politikè | Scoop.it

di ANTONIO DI COSTANZO

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Marzia Bonacci, la portavoce del sindaco Luigi de Magistris, questa mattina ha rassegnato le dimissioni.

Alla base della decisione ci sarebbero dissidi nati nel periodo di sospensione del primo cittadino. Anche se lei non fa polemiche: "In questi anni ho fatto

 

un'esperienza bella, importante e formativa ma adesso sento l'esigenza e il dovere di cambiare e iniziare un nuovo percorso uumano e professionale", dice la Bonacci.

Trentanni, laureata in filosofia, Bonacci è stata al fianco del sindaco Lugi de Magistris fin dalla campagna elettorale che lo portò al successo e sulla prima poltrona del Comune nonostante i pronostici che lo davano sconfitto. Aveva seguito l'ex pm anche nella campagna delle europee nel 2009.

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Piano nazionale diabete: passiamo dalle parole ai fatti

Piano nazionale diabete: passiamo dalle parole ai fatti | Politikè | Scoop.it
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Istituzione di Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, riallocazione delle risorse e concreta partecipazione dei pazienti. È basata su tre punti la strategia di lotta al diabete delineata dagli addetti ai lavori nel workshop "Il Piano nazionale sulla malattia diabetica: una best practice al banco di prova dell'implementazione regionale", promosso da AboutPharma.

Secondo i dati Istat 2013, più di 3 milioni di italiani soffrono di diabete (5,4%), una vera e propria "epidemia" secondo l'Oms. Numeri importanti, che tenderanno a crescere se non si metteranno in atto tutte le misure concrete predisposte all'interno del Piano nazionale sulla malattia diabetica (Pnd).

Per questo l''evento ha avviato un confronto tra il livello nazionale e i livelli regionali, analizzando le azioni intraprese e l'impegno assunto da quattro regioni chiave (Puglia, Sicilia, Lombardia e Liguria) per l'implementazione del Pnd e la gestione della patologia. Obiettivo: definire un'agenda operativa di lotta al diabete che si basi sull'istituzione di Pdta sul diabete, sulla riallocazione delle risorse e sulla partecipazione delle persone con diabete.

Come ha evidenziato Americo Cicchetti, direttore dell'Altems dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, «lo stesso Pnd evidenzia la necessità di implementare i Livelli essenziali di assistenza secondo le priorità di salute delle persone con diabete e nel rispetto della condivisione dei Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, i quali vanno costruiti attraverso rigorosi percorsi che selezionano le tecnologie da adottare secondo l'approccio dell'health technology assessment».

«L'Italia ha una formidabile rete di assistenza specialistica diabetologica, invidiataci in tutto il mondo anche per i risultati che ha conseguito», ha dichiarato Enzo Bonora, presidente della Società italiana di diabetologia. «La rete costa l'1% del totale della spesa attribuibile al diabete, una rete che il Pnd ha considerato come irrinunciabile e che va solo ottimizzata a costo zero, eliminando piccoli ambulatori isolati i cui professionisti che vanno collocati in centri dotati di tutte le risorse necessarie. Una rete di secondo e terzo livello che va integrata con la rete di primo livello anche grazie all'uso massiccio dell'informatica».

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Appropriazione indebita, Lettieri assolto

Appropriazione indebita, Lettieri assolto | Politikè | Scoop.it
L'ex presidente dell'Unione industriali di Napoli assolto «perché il fatto non sussiste». Era accusato, con il tesoriere di aver fatto investimenti con i soldi dell’associazione
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NAPOLI - L'ex presidente dell'Unione industriali di Napoli, Gianni Lettieri, che oggi è il capo dell'opposizione nel consiglio comunale, è stato assolto «perché il fatto non sussiste» dall'accusa di appropriazione indebita in relazione ad un investimento di 330.000 euro fatto quando era alla guida dell'ente. Assolto anche l'ex tesoriere Aurelio Fedele.

La decisione è stata presa dal giudice monocratico Casella, che ha accolto la richiesta del pm Marco Bottino. Soddisfazione è stata espressa dai difensori dei due imputati, Francesco Picca e Luigi Tuccillo. L'accusa, rappresentata all'epoca da un altro pm, contestava a Lettieri e Fedele di aver fatto un investimento con fondi dell'Unione industriali acquistando le quote di una società finanziaria. L'investimento è stato ritenuto lecito dal giudice Casella.

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I parafarmaci salvano gli utili delle farmacie

I parafarmaci salvano gli utili delle farmacie | Politikè | Scoop.it

Utili dei farmacisti italiani in calo, anche se di poco. Nei primi nove mesi del 2014, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le farmacie italiane hanno registrato una perdita dello 0,3% nel fatturato a fronte di un aumento dei consumi dello 0,9%.

Politikè's insight:

Utili dei farmacisti italiani in calo, anche se di poco. Nei primi nove mesi del 2014, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le farmacie italiane hanno registrato una perdita dello 0,3% nel fatturato a fronte di un aumento dei consumi dello 0,9%. 

Un’inezia, se non fosse che sembra il primo passo di una tendenza destinata a consolidarsi. I valori medi, infatti, nascondono un dato di particolare interesse. Calano le vendite dei farmaci con marchio (del 2,9% quelli mutabili e del 2,1% quelli non mutuabili) ma crescono quasi dell’8% quelle derivanti dal generico.

Altra tendenza è lo spostamento dei profitti della farmacia dal farmaco vero e proprio a quella che viene definita area commerciale: farmaci senza obbligo di ricetta ma soprattutto parafarmaci. In questo settore gli alimenti dietetici crescono del +5% grazie al traino degli integratori, la fitoterapia sale del +7,6% e la veterinaria del +8%. 

I dati sono contenuti in un’indagine su 5.000 farmacie condotta da New Line Ricerche di Mercato.

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Fico: voglio una «repubblica
di Napoli» contro Renzi

Fico: voglio una «repubblica  <br/> di Napoli» contro Renzi | Politikè | Scoop.it
Il deputato del M5S: «Sono arrabbiato, incazzato nero, deluso, schifato da questo Parlamento. Lancio una provocazione: voglio fare la repubblica del Sud»
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NAPOLI - «Sono arrabbiato, incazzato nero, deluso, schifato da questo Parlamento. Lancio una provocazione: voglio fare la repubblica di Napoli, la repubblica del sud, ma non voglio più avere niente a che fare con questo Stato». Parole di Roberto Fico, parlamentare dei 5Stelle e presidente della commissione di vigilanza sulla Rai. Era a Napoli, nella sede della Municipalità di Bagnoli, per l’incontro promosso dai grillini sul decreto «Sblocca Italia», ribattezzato dai pentastellati «Sfascia Italia», che è stato approvato con la fiducia alla Camera e da martedì è in discussione al Senato.

Un provvedimento che, tra l’altro, esautora il Comune di Napoli da ogni competenza su Bagnoli. Prevede, infatti, l’istituzione di un Commissario e sancisce la costituzione di un «Soggetto Attuatore», una Spa., i cui progetti avranno il potere di costituire “variante urbanistica automatica”. E’ un durissimo j’accuse, quello di Fico. «Sono venti anni – dice - che siamo commissariati su tutto. Sulle bonifiche, sui rifiuti, sulla depurazione. A cosa ha portato tutto ciò? Quanti impianti di compostaggio sono stati realizzati? Che rispetto posso avere io per uno Stato che continua a vessare il popolo? Noi abbiamo il diritto di disobbedire alle leggi dello Stato, quando queste leggi sono contrarie alla Costituzione. Ebbene, il decreto Sblocca Italia è contrario alla Costituzione. Difenderò Bagnoli anche fisicamente per evitare i disastri della solita struttura commissariale con 4 persone dentro».

Incalza: «Se la nostra democrazia è rappresentata da queste persone, da questi che hanno pensato lo Sfascia Italia, serve una rivoluzione popolare per prendere in mano il nostro futuro». Sono innumerevoli le criticità del provvedimento voluto dal governo Renzi, secondo Massimo De Rosa vicepresidente della commissione ambiente alla Camera dei Deputati. «Accentra – sottolinea - nelle mani dell’esecutivo ogni potere in materia di trivellazioni petrolifere, strutture di stoccaggio e trasporto del gas. Impone deroghe in materia di edilizia che accentueranno drammaticamente il consumo di suolo, coerentemente con la visione del mondo del ministro Lupi. Consegna la gestione dell’acqua alle grandi multi utility private. Indebolisce i poteri di controllo delle Sovrintendenze. Il tutto col feticcio di creare posti di lavoro». Una truffa, denuncia De Rosa: «Un miliardo di investimenti nelle trivellazioni garantisce al più 700 posti di lavoro. La stessa cifra, se investita nella prevenzione del dissesto idrogeologico, garantirebbe 7000 nuove assunzioni. Riqualificare l’edilizia esistente, poi, mettendola in sicurezza, porterebbe ad almeno 17.000 nuovi posti di lavoro. Senza disastri ambientali e senza consumo di suolo».

Sferra un attacco ai parlamentari del Pd: «Dicono le stesse cose nostre, ma poi eccoli che votano allineati e coperti per il decreto Sblocca Italia. Quello contro il quale si sono già mobilitati costituzionali, urbanisti ed almeno 200 associazioni». Non sono solo i grillini. Domani a Bagnoli le assise, il laboratorio politico Iskra ed altre realtà promuovono un incontro pubblico in preparazione della manifestazione di venerdì, quando è prevista la venuta in città di Renzi. All’assemblea è annunciata la partecipazione del sindaco de Magistris.

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Socio privato per il Cstp «Unica via percorribile» - Cronaca - la Città di Salerno

Socio privato per il Cstp «Unica via percorribile»  - Cronaca - la Città di Salerno | Politikè | Scoop.it
I sindacati favorevoli all’ipotesi: «Così è scongiurato lo spettro del fallimento ma vigileremo sulla tutela dei lavoratori e sulla qualità del servizio»
Politikè's insight:

L’idea della cessione di un ramo d’azienda non aveva inizialmente riscosso grande consenso fra lavoratori del Cstp e rappresentanti sindacali, ma il costante confronto con la persona che in questo momento guida il consorzio in una fase delicatissima, è riuscito a far sciogliere le riserve. Pur con qualche timore, i sindacalisti sembrano riconoscere nella soluzione a cui sta lavorando il commissario straordinario Raimondo Pasquino l’ultima ancora di salvezza affinché il futuro del Cstp sia garantito. «Non è un momento né un’operazione facile – ha commentato Ezio Monetta, della Fit Cisl – ma ci siamo resi conto che è l’unica ipotesi percorribile affinché lo spettro del fallimento rimanga solo un lontano ricordo e che, oltre al servizio, vengano mantenuti anche livelli occupazionali e salariali. Subiamo questa procedura ma capiamo che occorrono capitali freschi per investire. Teniamo gli occhi aperti continuando a fare il nostro lavoro quotidianamente».

Il segretario provinciale della Filt Cgil, Amedeo D’Alessio, ha invece assicurato: «Il sindacato vigilerà sulla procedura tenendo sempre in primo piano la tutela dei lavoratori che in questi mesi hanno fatto grandi sacrifici. L’auspicio è che l’eventuale svolta legata alla cessione di una parte dell’azienda restituisca a tutto il territorio salernitano una struttura modello nel settore del trasporto pubblico».

Il commissario Pasquino ha, invece, la bocca cucita rispetto alla vicenda della cessione del ramo d’azienda che aprirebbe le porte ad un colosso del settore come Busitalia. Pasquino non conferma ma neanche smentisce e si limita a dire: «Ce la stiamo mettendo tutta per restituire a questa città ed alla sua gente un’azienda di primo livello».

Cercare di risanare il Cstp cedendo direttamente un ramo d’azienda avrebbe probabilmente attirato sul commissario il fuoco incrociato di politici, utenti e lavoratori affinché la società consortile rimanesse totalmente pubblica. Si è così tentato per quasi un anno di ristrutturare l’azienda, di portare a zero le perdite e soprattutto di racimolare risorse utili a coprire l’imponente mole debitoria accumulata in questi anni. Alcuni risultati si sono visti, l’azienda sta lentamente facendo progressi ma per poter dare la reale svolta alla vicenda occorrono investimenti. È davanti a questa urgenza che il commissario Pasquino ha invertito la rotta. Per concretizzare l’ingresso di un socio privato dovrà passare tempo, ma si sta procedendo celermente. E, sebbene la cessione del ramo d’azienda dovrà necessariamente avvenire attraverso una gara a evidenza pubblica, le voci nell’ambiente si fanno già insistenti: potrebbero esserci diversi vettori importanti interessati ad acquisire parte, o la totalità, del Cstp ma Busitalia sembra essere quello in grado di offrire maggiori garanzie sul lungo periodo.

Carmen Incisivo

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"Nel 2016 mi ricandido a sindaco di Napoli"

"Nel 2016 mi ricandido a sindaco di Napoli" | Politikè | Scoop.it
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"Assolutamente sì". Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, intervistato dal Mattino, annuncia la volontà di ricandidarsi a primo cittadino nel 2016. "Mi sono mancate le funzioni, ma mi sono sempre sentito sindaco - dice a proposito del mese di sospensione dovuto all'accusa di abuso di ufficio bei suoi confronti - Credo che questo trauma istituzionale, questa ulteriore ferita e lacerazione infertami da pezzi delle istituzioni, ha rappresentato un cambiamento profondo. Non si è ricostituita l'ordinarietà. Qualcosa è cambiato e adesso deve essere mio compito saper scrivere una pagina nuova nell'ambito del quinquennio del mio mandato".

De Magistris parla anche del decreto salva-Bagnoli: "Il 14 agosto, alla Città della scienza, Renzi diceva che Bagnoli si sarebbe fatta con le istituzioni locali. L'approvazione del decreto mi ha fatto pensare che ci abbia preso in giro". Secondo De Magistris, è stato "un tradimento istituzionale: se Renzi non cambia la norma su Bagnoli si creerà una rottura istituzionale. Noi metteremo in campo qualunque iniziativa istituzionale, giuridica e politica per contrastare l'esproprio. Su Bagnoli noi siamo pronti a fare Davide contro Golia".

Quanto alla possibilità di presentare sue liste alle regionali, De Magistris risponde: "Non sarò spettatore passivo, ma non voglio ripetere il grave errore delle politiche del 2013. Vogliamo un presidente che rifletta le esigenze della città".

 Altro: Política Luigi De Magistris De Magistris Luigi Demagistris Demagistris Luigi De Magistris Napoli Napoli Luigi De Magistris De Magistris Napoli 2016
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Lobby, Camera limita gli accessi: "Non potranno entrare in uffici commissioni" - Il Fatto Quotidiano

Lobby, Camera limita gli accessi: "Non potranno entrare in uffici commissioni" - Il Fatto Quotidiano | Politikè | Scoop.it
Il comitato per la sicurezza ha approvato una "regolamentazione più restrittiva". Una lettera di Luigi Di Maio (M5s) aveva denunciato alla presidente Boldrini la presenza di soggetti esterni: "Ora via la stampa in pensione e gli ex eletti"
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I lobbisti non potranno più accedere agli uffici dove si svolgono i lavori delle commissioni parlamentari. Il Comitato per la sicurezza della Camera ha deciso di intervenire sugli accessi con una regolamentazione “più restrittiva”. La decisione arriva dopo la lettera del vicepresidente di Montecitorio Luigi Di Maio che denunciava, il 16 ottobre scorso, la presenza di alcuni soggetti esterni: “E’ più di un anno”, ha detto a ilfattoquotidiano.it il deputato M5s, “che chiedo alla presidente Laura Boldrini. La situazione è tornata ad essere preoccupante durante la discussione dello Sblocca Italia. Abbiamo visto una folla di persone davanti agli uffici, rappresentanti di imprese attaccati alla giacca dei parlamentari per chiedere un intervento sugli emendamenti”. Per questo Di Maio ha scritto alla presidente di Montecitorio e in contemporanea alle associazioni europee che si occupano del fenomeno lobbista. Poi oggi l’intervento del Comitato per la sicurezza che ha comunicato la decisione tramite email alle maggiori società di lobbying.

Le prime polemiche in Parlamento risalgono ad un anno fa quando i 5 Stelle denunciarono la presenza di un lobbista durante la discussione della legge di stabilità con video e foto. “Sono soddisfatto per quanto deciso dal Comitato”, ha continuato Di Maio, “anche se c’è ancora molto da fare. Ad esempio oltre ai rappresentanti delle società, hanno totale libero accesso agli uffici 71 giornalisti parlamentari in pensione e tutti gli ex eletti. Un esempio fra tutti? L’ex Pdl Italo Bocchino: è sempre in Parlamento anche se non è stato eletto e a me risulta lavori per il gruppo Romeo. E potrei citare tantissimi altri casi. E’ una situazione che deve essere regolamenta al più presto: non vogliamo trasferire il lobbismo al di fuori del Parlamento, ma vogliamo che i cittadini sappiano chi entra, con chi parla e perché”. Al Senato è attualmente in discussione in commissione Affari costituzionali un ddl per il registro delle lobby, anche se i tempi per l’arrivo in Aula sono molto lunghi. “Ho chiesto alla Boldrini”, ha concluso Di Maio, “di intervenire prima della discussione della legge di stabilità: sarà un momento delicato e non possiamo accettare che l’intervento delle lobby non sia ulteriormente limitato”.

Intanto a Montecitorio si affrettano a registrare il primo cambiamento in un ambito che vede l’Italia ancora molto indietro. “La nuova normativa – si legge nel comunicato del Comitato per la sicurezza – prevede che siano autorizzati ad accedere al IV e V piano di Palazzo Montecitorio“, dove appunto hanno sede le aule delle commissioni, “soltanto i funzionari del governo, i rappresentanti degli organi costituzionali, i rappresentanti di partiti e movimenti politici, i dipendenti dei gruppi e i collaboratori dei deputati, oltre ai dipendenti della Camera”. Pertanto, tutti i soggetti “che sono attualmente titolari di autorizzazioni di accesso permanenti” - badge verdi e bianchi – “con facoltà di accedere agli uffici delle commissioni” e che non rientrino nelle precedenti categorie “dovranno restituire al Servizio per la sicurezza i loro tesserini, in scadenza mercoledì 5 novembre, i quali saranno sostituiti con nuovi titoli di accesso conformi alle nuove disposizioni”.

Secondo l’analisi di Transparency International, l’Italia si classifica tra i peggiori d’Europa in quanto a trasparenza con un punteggio di 20 su 100. Sono 50 i disegni di legge presentati dal 1948 ad oggi e nessuno è riuscito mai a superare la prova dell’Aula. “Il lobbismo”, dicono dallo staff di Trasparency, “è una delle attività che influisce maggiormente sui processi decisionali e democratici del Paese. Questo vuoto normativo ha fatto sì che potessero prosperare anche soggetti intermedi che rappresentano i propri interessi o di altri con modalità che poco si addicono ad una democrazia matura”. I dati non sono incoraggianti: 11% è il livello di accesso dei cittadini alle informazioni sulle attività di lobbying; 27% la valutazione dei codici di comportamento dei lobbisti e dei decisori pubblici; 22 per cento invece l’equità di accesso e partecipazione al processo decisionale.

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BAGNOLI, RENZI SNOBBA NAPOLI | Roma online

BAGNOLI, RENZI SNOBBA NAPOLI | Roma online | Politikè | Scoop.it
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NAPOLI.Renzi dà “buca”. Venerdì, a Bagnoli, non ci sarà. Troppi impegni a Palazzo Chigi, Napoli può aspettare. Se ne riparla a fine mese. Eppure l’aveva promesso a Ferragosto: «Tornerò in città il 7 novembre per verificare lo stato di avanzamento dei lavori». Un impegno per una visita alla capitale del Mezzogiorno di tre mesi in tre mesi, che avrebbe dovuto coinvolgere, questa volta, anche Scampia e le Vele, dove de Magistris l’aveva invitato. E il primo cittadino non nasconde la rabbia e la delusione: «Renzi - dice - ha tradito Napoli».

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Renzi e Berlusconi a pranzo per la riforma elettorale - InfoOggi.it

Renzi e Berlusconi a pranzo per la riforma elettorale - InfoOggi.it | Politikè | Scoop.it
Renzi e Berlusconi a pranzo per discutere della riforma elettorale.
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ROMA, 05 NOVEMBRE 2014 - Si preannuncia un secondo "Patto del Nazareno" il pranzo tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi: i due leader politici dovranno trovare un accordo sulla riforma elettorale e tentare di risolvere la delicata vicenda del presidente della consulta, visto che ora Luciano Violante ha deciso di fare un passo indietro. La questione principale, però, resta il premio di maggioranza, che Berlusconi desidererebbe al 40% dei voti.

La gestione del premio di maggioranza

Il premio di maggioranza è il nodo più controverso da sciogliere per Berlusconi e Renzi: per Berlusconi, basterebbe il 40% dei voti favorevoli per aggiudicarsi il premio di maggioranza, e portare così al partito vincitore il 55% dei deputati in Parlamento. Le ultime analisi di riforma della legge elettorale, parlano invece di un premio di maggioranza al 37% delle preferenze, con due "ma" sostanziali:

Un premio di maggioranza con meno deputati appartenenti al Governo votato con la nuova riforma.Il premio riguarderebbe non il partito vincitore, ma l'intera coalizione, costringendo quindi il partito ad allearsi e a tenere in grande considerazione l'opinione degli alleati.

Berlusconi ha dichiarato pubblicamente, invece, che intende portare Forza Italia a governare da sola. Da qui la scelta di un secondo incontro con Renzi. A complicare la situazione ci sarebbe la commissione Affari Costituzionali, che dovrà comunque valutare la riforma prima della consultazione finale delle Camere. Per Renzi, l'intero impianto della Riforma dovrebbe essere pronto per Dicembre 2014, per poi passare al vaglio della commissione.

Il Movimento Cinque Stelle risponde su Twitter

Il Movimento Cinque Stelle ha espresso il proprio parere negativo sull'incontro a porte chiuse tra i due partiti attraverso Twitter. "Le beghe interne a Pd e Fi li faranno digerire male?" (fonte Ansa) si chiede Toninelli, mentre la minoranza del PD continua a chiedersi come Renzi intenda risolvere la questione della disoccupazione al 12,6% con il Jobs Act.

(Foto quotidiano.net)

Annarita Faggioni

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Sblocca-Italia, protesta a Napoli con studenti, Roberto Fico e Tommaso Sodano

Sblocca-Italia, protesta a Napoli con studenti, Roberto Fico e Tommaso Sodano | Politikè | Scoop.it
A Bagnoli al corteo anche il M5S e il vicesindaco del comune
Politikè's insight:

C’erano un migliaio di persone in strada a Bagnoli contro lo Sblocca-Italia. Una protesta quella di stamattina a Napoli organizzata da studenti, gruppi politici e usb. "Bagnoli non si tocca – ha detto il presidente della commissione vigilanza Rai, Roberto Fico - Lottiamo in parlamento per una spiaggia pubblica e soprattutto per le bonifiche in questa zona". Sono presenti tra gli altri gli assessori comunali: Carmine Piscopo (Urbanistica); Il vicesindaco Tommaso Sodano; Franco Moxedano (Personale) e Sandro Fucito (Patrimonio). "Il ritiro della firma sul protocollo di Bagnoli è un atto dovuto – ha affermato il vicesindaco Tommaso Sodano - Renzi è venuto meno al patto col territorio, stravolgendo i piani col commissariamento. Il governo ha doveri anche con chi lo critica – ha ribadito - e deve rispettare tutti, non è una questione di simpatia.

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Il Presidente della Commissione UE va alla guerra contro Renzi, ma inciampa sullo scandalo "LuxLeaks"

Il Presidente della Commissione UE va alla guerra contro Renzi, ma inciampa sullo scandalo "LuxLeaks" | Politikè | Scoop.it
Juncker, nella foto con Renzi e Van Rompuy, quando era Premier del Lussemburgo aveva concesso favori fiscali a centinaia di multinazionali e societa' estere.
Politikè's insight:

Non si può certo dire che abbia portato bene al Presidente della Commissione dell’Unione Europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, l’idea di reagire con insolita durezza alle legittime proteste del nostro Premier contro l’eccessiva burocratizzazione della UE. L’ex Primo Ministro del Granducato si era inalberato dopo una domanda fatta da un tedesco sulle dichiarazioni rilasciate da Matteo Renzi.

La posizione assunta da Juncker ha sorpreso non poco anche chi lo conosce da vari decenni, perché il politico lussemburghese, arrivato ai vertici dell’Unione grazie all’appoggio di Angela Merkel, rappresenta il perfetto prototipo (escludendo Prodi) dei vari presidenti della Commissione che si sono succeduti negli ultimi decenni, scelti quasi sempre fra i rappresentanti di Paesi non particolarmente importanti, né politicamente, né economicamente.

I popolari tedeschi posseggono da oltre mezzo secolo il controllo del pacchetto di maggioranza del Partito Popolare Europeo (PPE), prima formazione politica del continente, ed hanno sempre fatto la scelta di puntare su piccoli leader di piccoli Paesi, fedelissimi prima a Bonn ed ora a Berlino. Classici esempi di questo tipo di scelta sono sia l’ex Presidente della Commissione, il portoghese Manuel Barroso, sia l’attuale, Jean-Claude Juncker; ma lo era anche l’ex Presidente dell’Eurogruppo, il belga Herman van Rompuy.

Questi stagionatissini ed espertissimi esponenti del PPE, hanno tutti la comune caratteristica di essere considerati fedelissimi del leader della CSU-CDU di turno (i democristiani tedeschi, in pratica) e di non avere un grande peso specifico sul piano del potere politico personale a livello continentale. In questo modo, probabilmente, risulta molto più facile “controllarli” politicamente.

La cosa strana, è che un esponente di questo tipo di “politico vecchio stampo”, come è appunto Juncker, abituato alle riunioni dove tutto è già deciso dai leader di riferimento e dove non si alza mai la voce, abbia scelto all’improvviso di sfidare Matteo Renzi sul piano della “comunicazione” e  della trasparenza, appellandosi addirittura ad una presunta legittimazione popolare (per la verità, nei fatti, assolutamente inesistente) che lo metterebbe, a suo parere, sullo stesso piano dei primi ministri dei vari Paesi membri.

Tesi alquanto suggestiva, ma priva di qualunque riscontro sul piano delle procedure e della regole europee, anche dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, che raccomanda di scegliere il Presidente della Commissione tra gli esponenti del partito che ha avuto più suffragi. E’ di tutta evidenza, infatti, che questa è cosa ben diversa da una “legittimazione popolare” vera e propria.

Ad ogni buon conto, dopo questo sorprendete sussulto di orgoglio, neanche a farlo apposta, il politico lussemburghese arrivato da pochi giorni al vertice della UE, è stato letteralmente travolto dalle polemiche scoppiate in tutto il mondo per la c.d. vicenda “Luxleaks”, che riguarda tutta una serie di favoritismi fiscali concessi a circa 300 multinazionali e società straniere, quando Juncker era Premier del Granducato  (e lo è stato per ben 18 anni).

E’ scoppiato il finimondo, perché se questa concessione può dirsi formalmente legittima, dato che ogni Paese membro assume liberamente le decisioni in materia fiscale, questo fatto appare assolutamente intollerabile se compiuto da chi ora rappresenta -come Presidente della Commissione UE- anche i Paesi che da quelle decisioni sono stati pesantemente penalizzati, trattandosi nella sostanza di una sorta di vera e propria “concorrenza sleale”, avendo agevolato una grande elusione fiscale ai loro danni.

Oltre a questo, occorre aggiungere anche la mancanza di credibilità per chi guida un processo che, in un futuro che secondo alcuni (ad esempio, Eugenio Scalfari) dovrebbe essere il più vicino possibile, si dovrebbe concretizzare in una “Federazione degli Stati Uniti d’Europa”, con ulteriore perdita di sovranità per ogni singolo Paese membro.

Parliamoci chiaro : il protagonista di tutta una serie di scelte discutibilissime che hanno favorito multinazionali e società, danneggiando vari Stati dell’Unione che hanno una tassazione molto più alta, può seriamente pensare di guidare il cammino verso una più intensa integrazione tra i Paesi membri dell’Unione Europea? Sembrerebbero assolutamente legittimi i dubbi in proposito.

C’è da dire, per amor del vero, che l’ex Presidente della Commissione UE tra il 1999 ed il 2004, Romano Prodi, in una sua intervista rilasciata nei mesi scorsi e riportata sul Quotidiano della P.A. in un articolo pubblicato il 14 luglio scorso (dal titolo “Jean-Claude Juncker verso la Presidenza della Commissione Europea”) aveva esplicitato in maniera evidentissima il suo pensiero sul politico del Granducato.

L’ex Presidente del Consiglio italiano, in quell’occasione aveva letteralmente dichiarato in riferimento a Juncker: “ricordo certe sue accanite battaglie per difendere gli interessi lussemburghesi sul segreto bancario e su alcune pratiche finanziarie che non mi erano piaciute”. Più chiaro di così!

Ha ragione il nostro Presidente della Repubblica quando invita tutti a credere di più nell’integrazione europea; ma se i rappresentanti delle Istituzioni dell’Unione si comportano in questo modo, non aiutano certamente a creare e a consolidare una cultura sulla quale si dovrebbe fondare una futura “Federazione degli Stati Uniti d’Europa”.

 

 

Moreno Morando

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Foro Sociale Urbano Alternativo e Popolare. Costruiamo città per la vita dignitosa!

Foro Sociale Urbano Alternativo e Popolare. Costruiamo città per la vita dignitosa! | Politikè | Scoop.it
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Noi, donne e uomini che popoliamo i territori urbani, ci incontriamo nella città di Medellín, Colombia, per la realizzazione del "Foro Sociale Urbano Alternativo e Popolare" nel periodo tra il 6 e il 9 aprile 2014. A questo Foro partecipano più di 2500 persone delegate di organizzazioni sociali, civiche, comunitarie, politiche e sindacali di tutte le regioni della Colombia e di 30 paesi del mondo. Gli obiettivi del Foro sono stati raggiunti: con la partecipazione diretta e diversa abbiamo deliberato sul presente e sul futuro delle città, condiviso esperienze di resistenza e concordato iniziative congiunte di cooperazione e di lotta.

Denunciamo l'attuale modello di sviluppo urbano neoliberale, sostenuto dal Manifesto per la città, fondamento del vertice ONU Habitat III nel 2016, per il suo essere esclusorio, antidemocratico, insostenibile e rischioso per la vita del pianeta e dell'umanità. La maggior parte delle nostre città sono progettate e governate dagli interessi di accumulazione dei grandi capitali. Attualmente oltre 1,2 miliardi di persone in tutto il mondo non hanno né una casa né un ambiente dignitoso in cui vivere e, in Colombia,oltre 13 milioni di persone non hanno garantito il diritto umano all'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. I mercati, le mafie, i grandi capitali nazionali e multinazionali, le entità finanziarie e immobiliari e le reti di corruzione statale hanno provocato una profonda crisi urbana, causando l'emarginazione di coloro che hanno meno e che sono più vulnerabili, la distruzione degli ecosistemi e la negazione di ogni possibilità di democrazia e di benessere.

Il Foro fa progredire l'articolazione nazionale delle organizzazioni urbane e l'unità con il movimento urbano mondiale alternativo. Questo impegno rappresenta la continuazione di altri scenari di mobilitazione e di incontro: a livello internazionale, l'"Assemblea Mondiale degli Abitanti 2013", del Movimento Sociale Colombiano, come il "Vertice Agrario". Noi delle Campagne e delle Città siamo assolutamente uniti per far fronte alla problematica del paese, caratterizzata dalla concentrazione della proprietà della terra, dalla crisi della produzione nazionale e dell'ambiente, dalla violenza, dalla disuguaglianza e dal danno del patrimonio pubblico. Convochiamo tutte le colombiane ed i colombiani affinché partecipino allo "Sciopero Nazionale Agrario e Popolare", per esigere il rispetto dei diritti fondamentali come la casa e un ambiente dignitoso, il minimo vitale di acqua e di energia nei servizi pubblici, la sospensione della grande industria mineraria e la riduzione del 50% dei prezzi dei carburanti. Appoggiamo le proposte e le rivendicazioni provenienti dai gruppi di lavoro "Per il Diritto alla Città".

Da Medellín, città colpita fortemente dalla violenza e dalla disuguaglianza, convochiamo tutte e tutti a rivendicare il territorio urbano che ci meritiamo, iniziando immediatamente la realizzazione di un progetto di città basato sulla redistribuzione della ricchezza, sui diritti umani, ambientali e dei beni comuni, sulla responsabilità degli abitanti di essere costruttori e governatori riconosciuti dei propri territori, non meri clienti-utenti.

Ci impegniamo a lottare per la Pace, salutiamo la sua ricerca e vi contribuiamo costruendo una nuova città per la vita dignitosa. Chiediamo allo Stato e ai governi, ad ogni livello, di rispettare il mandato proveniente dalle opinioni e dalle esperienze presentate in questo Foro. Invitiamo inoltre tutta la società civile ad essere partecire di questo proposito.

Il Foro Sociale Urbano Alternativo e Popolare manifesta la sua totale solidarietà con le lotte per il diritto alla casa, alla terra e alla città in tutto il mondo e contro la criminalizzazione di coloro che sono in lotta.

Facciamo un Appello a tutte le organizzazioni di abitanti e reti sociali di tutto il mondo a mobilitarsi con questa Agenda aperta, rafforzando la voce degli abitanti, alternativa all'approccio neoliberale del vertice Habitat III, Istanbul 2016.

Per tutto questo costituiamo il "Coordinamento Transitorio dei Movimenti Urbani" con la seguente agenda:

"Sciopero Nazionale Agrario e Popolare". Iniziamo con diverse giornate e azioni preparatorie nelle città a partire dal 1 Maggio, giorno internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori.Giornate Mondiali “Sfratti Zero – Per il Diritto alla Casa” ad ottobre 2014.Assemblea Mondiale degli Abitanti – FSM Tunisi 2015.

Costruiamo città per la vita dignitosa!

Stiamo costruendo il Movimento Nazionale Urbano! Verso la Via Urbana e comunitaria!

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"Quattro notti e più di luna piena...", chieste assoluzioni e prescrizioni - Ottopagine Benevento

"Quattro notti e più di luna piena...", chieste assoluzioni e prescrizioni - Ottopagine Benevento | Politikè | Scoop.it
Tra gli imputati Sandra Lonardo e il figlio Elio Mastella
Politikè's insight:
La richiesta di assoluzione dall’accusa di estorsione aggravata, “per mancanza di elementi univoci ed idonei” contestata al consigliere regionale Sandra Lonardo, ritenuta la titolare di fatto dell’associazione, al figlio, Elio Mastella, presidente; Clemente Rossi e Angelo Sabatino, di Ceppaloni, direttore generale e tesoriere, Consiglia Cacace e Rita Maio, di Benevento, rappresentanti di ‘Iside Nova’; il non doversi procedere per intervenuta prescrizione delle imputazioni di truffa, turbativa d’asta e falso, contestate a vario titolo a Renato Giordano, direttore artistico di alcune manifestazioni; Giuseppe Gatti, dirigente Ept, e alcuni imprenditori: Umberto Rossi, di Benevento, Pietro Laudizio, di Bari, Michele Pietrovito, di Benevento, della ‘Event Linghiting and Sound srl.
Sono le richieste avanzate dal pm Giacomo Iannella pochi minuti fa nel processo, ereditato dal collega Antonio Clemente, a carico delle undici persone chiamate in causa dall’inchiesta della Digos sulla manifestazione ‘’Quattro Notti e più di luna piena…’, organizzata a Benevento dall’associazione ‘Iside Nova’. Attenzione puntata sulle edizioni 2005, 2006 e 2007.  - See more at: http://benevento.ottopagine.net/2014/11/05/quattro-notti-e-piu-di-luna-piena-chieste-assoluzioni-e-prescrizioni/#sthash.eVU1UUaS.dpuf
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Vaccini - Non sparate sulla cassaforte della nostra salute

Vaccini - Non sparate sulla cassaforte della nostra salute | Politikè | Scoop.it
È in corso un assalto ai vaccini, una delle più grandi conquiste di salute pubblica. Da Roma si studiano strategie di difesa per tutta l’Europa: gratuità delle vaccinazioni, semplificazione dell’accesso alle vaccinazioni e il contrasto alle lobby anti-vaccini con campagne di comunicazione
Politikè's insight:

«In un periodo di recessione come quello attuale» è necessario «aumentare l’investimento complessivo nella prevenzione» e, in particolare, «a fronte dell’evidenza scientifica ben consolidata, diffondendo e facilitando le vaccinazioni». 

Lo ha dichiarato il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin aprendo il lavori a Roma della Conferenza “The State of Health of Vaccination in the Eu” organizzata dal ministero della Salute e dall’Agenzia italiana del farmaco, nell’ambito delle iniziative del Semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. Ma anche perché all'Italia recentemente è stato affidato dalla Global Health Security Agenda (Ghsa) il ruolo di leader mondiale nel piano di azione per l'immunizzazione.

La copertura vaccinale in Europa è a rischio, ha evidenziato il ministro, anche se in Italia si registra una controtendenza in quanto la copertura è al di sopra del 90% della popolazione. 

Questo «pericoloso abbassamento del livello di attenzione» verso le vaccinazioni in Europa, rappresenta un paradosso rispetto a un passato segnato dall’eradicazione di «importanti patologie che hanno causato migliaia di morti».

Come hanno evidenziato i numerosi relatori che hanno partecipato all’incontro, i motivi di questa situazione europea sono molteplici. 

Prima fra tutti c’è la disinformazione: «sono in aumento – ha precisato il ministro - le persone che non vaccinano i propri bambini, anche a causa dell'influenza di alcuni canali di informazione, soprattutto via web, che rendono molti genitori scettici». Ma cosa grave, come ha rilevato il direttore esecutivo dell’Ema  Guido Rasi, sono anche «addirittura le autorità locali a sconsigliare i vaccini. Se ne assumeranno la responsabilità». Eppure, ha ricordato il direttore generale dell’Aifa  Luca Pani l’autoimmunità «è la cassaforte della nostra salute».

«Per questo l'Italia ha insistito perché i vaccini entrassero in agenda e il primo dicembre presenteremo al Consiglio d'Europa le conclusioni di un anno di lavoro sulle strategie economiche comuni per la razionalizzazione delle azioni per la ricerca e l'acquisto dei vaccini», ha aggiunto il ministro della salute. Con la finalità principale di condividere tra gli Stati membri dell’Ue, «obiettivi e metodi per il controllo, l’eliminazione, l’eradicazione delle malattie infettive prevenibili con vaccino». 

Per realizzare ciò sono prioritarie alcune azioni, quali la gratuità delle vaccinazioni incluse nel calendario vaccinale, la semplificazione dell’accesso alle vaccinazioni nonché il contrasto alle lobby anti-vaccini, attraverso campagne informative e di comunicazione efficace.

Con questo incontro romano l’Italia si pone non solo come leader mondiale dell’immunizzazione contro le malattie trasmissibili e non trasmissibili sotto il profilo politico ma lo è anche sotto il profilo produttivo. In Italia, come ha spiegato Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, «nel 2014 le esportazioni di vaccini sono cresciute del 61% contro il 26% registrato in Europa. E tra il 2008 e il 2013 le vendite all'estero dei vaccini mede in Italy sono cresciute del 118% a fronte del +7% registrato dagli altri settori industriali».

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Bagnoli: de Magistris, pronto a ritirare firma da accordo - ANSA

Bagnoli: de Magistris, pronto a ritirare firma da accordo - ANSA | Politikè | Scoop.it

"Bisogna cambiare la norma del decreto "sblocca Italia"

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NAPOLI, 4 NOV - "Siccome considero quello del Presidente del Consiglio un tradimento istituzionale, se non ci sarà il ritiro della norma su Bagnoli entro l'11 novembre, che è la data di conversione, noi non ci sentiamo più vincolati formalmente a quella firma e allora come sindaco di Napoli ritiro la firma che é stata messa a Città della scienza il 14 agosto". Lo ha annunciato il sindaco Luigi de Magistris nel corso di un'assemblea pubblica a Bagnoli contro il decreto Sblocca Italia

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L.stabilita', D'Ambrosio Lettieri:Istat boccia governo delle tasse - ASCA.it

L.stabilita', D'Ambrosio Lettieri:Istat boccia governo delle tasse - ASCA.it | Politikè | Scoop.it

''Tributi escono dalla porta per rientrare dalla finestra''


Politikè's insight:

"Tributi escono dalla porta per rientrare dalla finestra" (ASCA) - Roma, 3 nov 2014 - "I provvedimenti contenuti nella legge di Stabilita' avranno impatto netto nullo su crescita e lavoro nel prossimo biennio: dai dati Istat arriva una bocciatura senza appello per il governo delle tasse di Renzi e la sua maggioranza". Lo dichiara in una nota il senatore Luigi d'Ambrosio Lettieri, capogruppo di Forza Italia in commissione sanita' al Senato. "L'Istat certifica che l'impatto nullo e' dovuto alla 'compensazione degli stimoli legati ad aumenti di spesa pubblica e alla riduzione della pressione fiscale e contributiva con l'inasprimento dell'imposizione indiretta previsto dalla clausola di salvaguardia'. Praticamente le tasse escono dalla porta per rientrare dalla finestra - osserva -. Altro che taglio di tasse per 18 miliardi. Di fronte ai numeri a nulla servono slide, propaganda, distrazioni di massa. Non ci fa piacere dover constatare che i nostri timori sono realta'". "Ci auguriamo - conclude - che finalmente il governo passi dalle televendite farlocche a interventi seri. Piano straordinario per il lavoro e per il Sud, taglio vero delle tasse, eliminando innanzitutto il balzello sulla prima casa, esclusione dal Patto di Stabilita' della spesa per il cofinanziamento dei fondi strutturali, stop a politiche recessive da respingere sul piano europeo: di questo l'Italia ha bisogno senza perdere altro tempo prezioso. Perché dietro quei numeri ci sono persone, famiglie, imprese, lavoratori e lavoratrici che proprio di tempo non ne hanno". Pol/Vep

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Cancro al polmone: immunoterapia efficace dove gli altri falliscono

Cancro al polmone: immunoterapia efficace dove gli altri falliscono | Politikè | Scoop.it
Ancora un dato positivo per quel nuovo approccio farmacologico che cerca di istruire il sistema immunitario ad aggredire il tumore. E viene dai pazienti più difficili: quelli con cancro al polmone che hanno già visto fallire almeno due terapie
Politikè's insight:

È forse il tumore che fa più più paura. Per la sua diffusione (secondo i dati dell’Associazione italiana registri tumori rappresenta l'11% di tutte le diagnosi di tumore). Ma ancora di più perché, a differenza di altre neoplasie, di trattamenti realmente efficaci contro il cancro al polmone ce ne sono ben pochi. Oggi, meno di una persona su sei sopravvive a cinque anni dalla diagnosi. Con differenze abissali a seconda della tipologia di tumore e, soprattutto, del suo stadio al momento della diagnosi.

Dopo decenni di silenzio, però, sembra che finalmente anche contro questo tumore qualcosa si stia muovendo. Le novità arrivano dalla frontiera più avanzata dell’oncologia: l’immunoterapia, quel filone della ricerca farmacologica che cerca di istruire il sistema immunitario ad aggredire il tumore.

Gli ultimi dati che dimostrano la consistenza scientifica di questo approccio arrivano dal Simposio multidisciplinare di oncologia toracica in corso a Chicago, dove sono stati presentati i risultati dello studio di fase II CheckMate -063.

Lo studio ha verificato l’efficacia del nuovo farmaco immunoterapico nivolumab in un campione di pazienti particolarmente difficile: malati con tumore del polmone non a piccole cellule squamocellulare in fase avanzata e in cui già due o più trattamenti si erano dimostrati inefficaci. Pazienti, che con i trattamenti oggi disponibili hanno una probabilità di sopravvivere almeno un anno che oscilla tra il 5 e il 18 per cento. E che nella maggior parte dei casi sarebbero indirizzati verso le cure palliative.

Il risultati dello studio, ha commentato Suresh Ramalingam, direttore dell'Oncologia medica del Winship Cancer Institute dell' Emory University di Atlanta, «sono incoraggianti per i pazienti affetti da questo tipo di tumore che hanno fallito due precedenti trattamenti e che non hanno un’alternativa efficace» e «sono in linea con i dati di fase I dello studio -003».

Dal canto suo, Michael Giordano, senior vice president, Head of Development, Oncology di Bristol-Myers Squibb, ha dichiarato che i risultati dello studio «offrono ulteriori evidenze cliniche del potenziale dell'immuno-oncologia come approccio innovativo nel trattamento di questa malattia».

Il farmaco, infatti, è una delle punte di diamante di Bristol-Myers Squibb ed è una delle più promettenti molecole anticancro: funziona inibendo uno specifico segnale attraverso cui le cellule tumorali sfuggono all’attacco del sistema immunitario e la scorsa primavera la Food and Drug Administration americana gli ha conferito lo status di “Breakthrough Therapy” (per dirla in italiano una “svolta”) contro il linfoma di Hodgkin dopo fallimento del trapianto autologo di cellule staminali. L’azienda lo sta studiando su oltre 7 mila pazienti contro diverse neoplasie: dal melanoma al tumore del rene a quelli di testa e collo, dal glioblastoma (un tumore cerebrale) al linfoma non-Hodgkin.

E per ora i risultati paiono ottimi. Come dimostrano quelli emersi dallo studio CheckMate-063. Intendiamoci: nessuno parla di guarigione, ma l’aumento della sopravvivenza per i pazienti è stato notevole. A un anno dall’inizio della sperimentazione era vivo il 41% di loro (a fronte del 5-18 per cento di quelli che seguono i regimi terapeutici attualmente disponibili). 

Un aumento considerevole se si tiene conto del fatto che si tratta di malati per cui attualmente non esistono realistiche opzioni terapeutiche. Questi dati sono state la base con cui lo scorso aprile l’azienda ha sottoposto il farmaco alla valutazione della Food and Drug Administration per rendere disponibile nivolumab come trattamento di terza linea nel tumore del polmone non a piccole cellule squamocellulare.

La decisione è attesa per la fine dell’anno.

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L’assist di De Magistris a Belusconi | Futuro Europa

L’assist di De Magistris a Belusconi  |  Futuro Europa | Politikè | Scoop.it
di Fabrizio Arnhold | 03 novembre 2014
Politikè's insight:

Silvio Berlusconi finirà i servizi sociali prima di quanto previsto per buona condotta. Lo ha confermato lo stesso leader di Forza Italia, nei giorni scorsi, alla Telefonata di Belpietro su Canale 5: “La scadenza dovrebbe essere anticipata al 15 di febbraio per il modo in cui ho svolto e condotto questo servizio”.

L’ex premier ha iniziato il 9 maggio scorso il lavoro di assistenza agli anziani malati di Alzheimer presso l’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone, come previsto dall’affidamento ai servizi sociali per la sentenza Mediaset. Il leader degli azzurri ha poi ribadito la sua intenzione di ricandidarsi: “Lo farò certamente non appena questa sentenza frutto di una giustizia sciagurata non sarà cancellata dalla Corte dei diritti dell’uomo Ue. Se qualcuno ha pensato che mi ritirassi si vede che non mi conosce. Ho preso un impegno con milioni e milioni di italiani”.

A proposito di candidabilità, al centro del dibattito torna la decadenza da Senatore di Silvio Berlusconi a causa delle legge Severino. Il motivo riguarda l’ex pm, Luigi de Magistris, che il Tar della Campania ha reintegrato nelle sua carica di sindaco di Napoli. De Magistris era stato sospeso perché condannato in primo grado per abuso d’ufficio. La legge Severino ha aggiunto anche questo reato a quelli che già contemplava la legge 267/2000 come causa di sospensione dalla carica in caso di condanna non definitiva (concussione e corruzione, ad esempio).

Cosa c’entra la vicenda di De Magistris con Berlusconi? Per capirlo basta leggersi le 28 pagine in cui sono contenute le motivazioni del Tribunale amministrativo. L’unico punto che il Tar ha ritenuto fondato, tra i sette presentati dai legali del sindaco partenopeo, è la non retroattività della norma. Rimandando il nodo da sciogliere alla Consulta. Altro piccolo particolare da non sottovalutare, dal 18 ottobre tra i giudici c’è anche Nicolò Zanon, sostenitore della incostituzionalità della legge Severino. Senza addentrarci in complicati cavilli legali, la questione si può semplificare abbastanza facilmente. Se la Consulta dovesse avallare le ragioni del Tar campano, allora quello che vale per de Magistris potrà riguardare anche Berlusconi. Dopo la sentenza di condanna dell’ex premier, nell’agosto del 2013, i parlamentari forzisti avevano molto insistito sull’incostituzionalità della legge Severino e proprio sulla questione della retroattività: quando Berlusconi ha commesso i reati per i quali è stato condannato, la legge non era in vigore.

La decadenza del leader forzista è definitiva, in ogni caso non potrebbe tornare in Parlamento. Ma è altrettanto vero che De Magistris ha fornito un assist politico vero e proprio a Berlusconi che non ha mai accettato l’onta della decadenza. Sarebbe assai curioso che a spianare la strada al ritorno in politica dell’ex Cavaliere sia proprio il primo cittadino di Napoli. Occorre naturalmente ricordare che a differenza del caso de Magistris, le sanzioni per i parlamentari scattano solo in caso di condanna definitiva. Ma il nocciolo della questione non sta qui. Tutta la legittimità della norma ruota attorno al principio di retroattività. La Corte costituzionale dovrà stabilire se la legge rispetti o meno la Carta. Nel caso in cui dovesse accogliere le istanze di De Magistris, sarà difficile sostenere che le stesse non possano valere anche per Berlusconi.  Sarebbero tutte motivazioni più che valide che i legali dell’ex Cav sono pronti a presentare nei contenziosi aperti nelle corti internazionali.


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La farsa tragicomica dell'accesso alle specializzazioni mediche

La farsa tragicomica dell'accesso alle specializzazioni mediche | Politikè | Scoop.it
Non bastavano gli errori nei test di ammissione alle Facoltà di Medicina. E le polemiche sulla formazione in Medicina generale. Adesso tocca anche alle prove per l'ammissione alle Scuole di specializzazione. Si troverà mai qualche responsabile? O è solo colpa dei computer?
Politikè's insight:

Vergogna, sdegno, scandalo, preoccupazione: sono le reazioni dei diretti interessati e delle organizzazioni che li rappresentano. Chi? Quasi tutti i laureati in Medicina che nei giorni scorsi hanno sostenuto le prove per essere ammessi alle Scuole di specializzazione. Più di 11 mila sugli oltre 12 mila totali... Come dar loro torto?

Il fattaccio 

È successo, ma è cronaca da prima pagina dei giorni scorsi, che il Cineca, il Consorzio interuniversitario incaricato di somministrare i test, ha ammesso «un errore nella fase di codifica delle domande durante la fase di importazione» nel data-base utilizzato generare i quiz delle prove per l'accesso alle Scuole di specializzazione di Medicina. A causa di questo errore sono stati invertiti i quesiti delle prove del 29 ottobre con quelli del 31 ottobre, che riguardavano rispettivamente le scuole dell'Area Medica e quelle dell'Area dei Servizi clinici. Il ministero dell'Università (il Miur), preso atto di quanto accaduto, ha deciso di annullare le prove oggetto dell'errore, ovvero i trenta quiz comuni all'Area medica e i trenta comuni all'area dei Servizi clinici. I candidati che hanno sostenuto le prove di tutte e due le aree, precisa il Miur, sono 8.319, mentre 2.125 hanno affrontato solo l'Area medica e 798 solo quella dei Servizi clinici. Tutti i candidati che si sono trovati a sostenere una prova invertita saranno chiamati a ripeterla il prossimo 7 novembre in un'unica giornata e nelle sedi già utilizzate il 29 e 31 ottobre.

E se uno è già partito per una crociera al Polo Sud, per una visita a Machu Picchu o un'escursione in Tibet con ritorno previsto a metà novembre? Magari, su 11 mila qualcuno ce n'è...

Le reazioni

«Sdegno e vergogna» esprime l'Associazione italiana giovani medici (Sigm) e chiede al ministro Stefania Giannini di trarre dalla vicenda «le dovute onseguenze!». L'associazione chiede inoltre al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di vincolare, nel primo provvedimento di spesa utile, risorse aggiuntive per aumentare il numero di contratti per l'accesso alla formazione post lauream dei medici e «per sanare questo grave vulnus in previsione del futuro inevitabile contenzioso». Sigm annuncia poi che promuoverà «una mobilitazione nazionale unitaria di tutti i giovani della medicina per chiedere che, una volta tanto, nel nostro Paese, chi ha commesso un errore di valutazione politica vi ponga rimedio o ne paghi le conseguenze».

Dal canto suo, Federspecializzandi considera la vicenda «estremamente grave», chiede che il ministro «si esprima direttamente sull’accaduto» e che vengano individuate «con chiarezza le modalità e le responsabilità che hanno portato a questo gravissimo errore». E chi ne è responsabile a qualsiasi livello tragga «le dovute conseguenze di quanto accaduto. Federspecializzandi ricorda infatti che il ministero ha avuto «diversi mesi per allestire questo primo concorso nazionale e, in numerose occasioni, è stato richiamato alla necessità di prestare massima attenzione agli aspetti organizzativi». La Confederazione delle associazioni dei medici specializzandi chiede poi che ministero e Cineca garantiscano il risarcimento per le ulteriori spese che i candidati dovranno sostenere, garantendo altresì la conclusione del concorso «nel modo quanto più trasparente, corretto ed equo possibilee». E a questo proposito ritiene che la scelta del Miur di ripetere le due prove sia «l’unica percorribile al fine di evitare l’annullamento e la ripetizione di tutto il concorso».

Per Anaao Giovani, invece, l’annullamento e la ripetizione delle prove sono solo «un maldestro tentativo di rimediare a un disastro che non ha soluzione né correzione e che ha definitivamente evidenziato le gravi falle organizzative» e chiede le dimissioni sia del ministro Giannini sia del direttore del Cineca. L'area Gioveni del sindacato dei medici del Ssn chiede inoltre, «a parziale indennizzo», la restituzione della quota di iscrizione e l’istituzione di una commissione di vigilanza permanente nella quale siano presenti anche rappresentanti dei sindacati di categoria e della Fnomceo per garantire «una selezione priva di errori, trasparente e rispettosa degli sforzi sostenuti dai candidati».

Dura presa di posizione anche del Sindacato medici italiani (Smi) e del suo settore giovani. «Gli scandali che si ripetono hanno l’amaro sapore della farsa – commenta Pina Onotri, segretario nazionale dello Smi - ma con questo ennesimo episodio il tutto assume i contorni del grottesco. Come è possibile che si possano commettere errori di queste proporzioni? Come può accadere che si invertano i test?». Il settore giovani dello Smi denuncia che «mentre si prosegue su questa strada lastricata di approssimazione e gravi leggerezze, i gruppi di aiuto per favorire l’emigrazione dei "cervelli" continuano a crescere di numero, e con loro i giovani medici, e non solo, che gettano la spugna e decidono di andare a vivere in altri Paesi». I giovani del sindacato reclamano quindi «le dimissioni dei responsabili, le scuse e il rimborso immediato delle spese da sostenere per il nuovo esame per tutti i candidati». Nel frattempo i legali dello Smi «stanno cercando di capire se è possibile un’azione legale contro l'ennesimo imperdonabile “errore di Stato”».

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Vico Equense - Ecomostro di Alimuri, giovedì la presentazione del progetto di demolizione

Vico Equense - Ecomostro di Alimuri, giovedì la presentazione del progetto di demolizione | Politikè | Scoop.it
Lincontro sarà loccasione per formalizzare la data della cerimonia pubblica di abbattimento e il relativo programma delle iniziative.
Politikè's insight:

Giovedì 13 novembre 2014, alle ore 10.30, nella Sala Polifunzionale del Complesso Monumentale della Santissima Trinità e Paradiso, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione del progetto di demolizione dell'Ecomostro di Alimuri.

"Si conclude - spiega il Sindaco Gennaro Cinque - il lungo procedimento politico e amministrativo per il definitivo abbattimento della fatiscente struttura che geograficamente insiste sulla costa tra i comuni di Vico Equense e Meta, nel cuore della Penisola Sorrentina, ma che giuridicamente ricade nel territorio di Vico Equense. Il complesso, la cui costruzione iniziò nel 1964 e mai vide termine, era destinato per usi alberghieri".

"Il risalto mediatico - aggiunge l'Assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Elefante - che gli organi di stampa daranno alla demolizione

del rudere, richiede un'opportuna preparazione da parte dell'Amministrazione Comunale. Si rende, perciò, necessario organizzare un vero e proprio avvenimento, un modo per celebrare la vittoria della tutela ambientale sulla cementificazione selvaggia".

Nel corso della presentazione del progetto agli operatori dell'informazione, sarà proiettato un video di simulazione delle operazioni di smantellamento e di bonifica dell'area.
L'incontro sarà, altresì, l'occasione per formalizzare la data della cerimonia pubblica di abbattimento e il relativo programma delle iniziative.

Alla conferenza stampa interverranno: Il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque, il Vice Sindaco e Assessore all'Urbanistica Benedetto Migliaccio, l'Assessore ai Lavori Pubblici Antonio Elefante e il Direttore dei lavori Salvatore Mascolo.

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“L’alleanza Tra Hollande E Renzi È L’alleanza Degli Incapaci”. L’ultima Intervista A Marine Le Pen | Informare per Resistere

Politikè's insight:

«L’Europa ha approvato le sanzioni perché è nelle mani degli americani. Solo chi è indipendente capisce quanto sia strategico creare un rapporto con la Russia» , risponde decisa Marine Le Pen alla giornalista de Il messaggero che la intervista. Non ha paura di dire la verità la leader del FN, che rilascia una intervista davvero “da applausi”. Eccola:

A Bruxelles non siete riusciti a fare fronte comune col Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.


«Beppe Grillo è contro l’euro, sull’immigrazione condivide molte delle cose che sosteniamo noi. Poi però rifiuta di fare il gruppo col Front National e lo fa con l’Ukip di Nigel Farage. Penso sia una scelta tattica di corto respiro, opportunismo politico. A noi dicono “no” e poi accettano di fare gruppo con un polacco che noi avevamo rifiutato».

Si è parlato di un’alleanza franco-italiana tra Hollande e Renzi, tutti e due chiedono a Bruxelles più flessibilità.

«L’alleanza tra Hollande e Renzi è l’alleanza degli incapaci. Finora non ha prodotto risultati. Vede, io non li considero dei dirigenti politici ma dei prefetti».

Perché prefetti?

«Come i prefetti applicano la politica decisa da altri, a Bruxelles».

Il nuovo presidente della commissione, Juncker, ha annunciato un vasto piano di aiuti per combattere la disoccupazione giovanile. Non crede che qualcosa cambierà?

«Non credo che i 300 mila miliardi annunciati da Juncker miglioreranno davvero la situazione. Se li prenderanno le banche e per i milioni di disoccupati europei cambierà poco».

E lei che cosa propone?

«Per parlare di fatti: vedo l’approfondirsi dei contrasti tra la Germania e la Bce. Arriverà il momento in cui la Germania minaccerà di andarsene. Che succederà allora? Non avremo più l’Ue perché non avremo più l’euro, uno strumento inefficace, inventato soltanto per favorire la progressiva perdita di sovranità dei vari Stati. Io propongo di preparare l’uscita dall’Ue, indicando alla gente i vantaggi e limitando gli svantaggi che ci saranno. Se aspettiamo inerti che l’Europa esploda sarà un disastro».

 

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