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De Magistris 'tarocca' i follower su Twitter. Il 43% vivrebbe all'estero - Affaritaliani.it

De Magistris 'tarocca' i follower su Twitter. Il 43% vivrebbe all'estero - Affaritaliani.it | Politikè | Scoop.it
Per pochi minuti sull'account twitter di Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, è comparso un tweet con le percentuali dei suoi follower suddivisi per...
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Per pochi minuti sull'account twitter di Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, è comparso un tweet con le percentuali dei suoi follower suddivisi per nazionalità, ricerca basata su uno studio effettuato sul sito twocation.com.

Singolarmente è emerso che i follower italiani sarebbero solo il 57%. Dunque, poiché De Magistris non è un leader politico mondiale, sorge spontanea la domanda: da dove salterebbero fuori circa 80.000 follower da Europa, Nord America e resto del mondo? Si tratta infatti di una percentuale di follower provenienti da paesi stranieri superiore anche a quella del Presidente degli USA Barack Obama. Il tweet dopo pochi istanti è stato rimosso alimentando ulteriori dubbi relativi alla genuinità dei follower.

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Le sfumature di arancione - napoli.com - il primo quotidiano online della città di Napoli

Le sfumature di arancione - napoli.com - il primo quotidiano online della città di Napoli | Politikè | Scoop.it
il primo quotidiano online della città di Napoli - the first news magazine of Naples, Italy
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L'ultima ad andarsene è stata «zia Pina», assessore allo Sport, pasionaria dell'Italia dei Valori, accusata di aver tolto le multe al cognato, giudice del Tar e sindaco di un comune dell'hinterland. 
Con la signora Tommasielli, la giunta che fu «arancione» e rivoluzionaria di Luigi de Magistris ha perso il suo decimo componente su dodici in appena due anni di governo. 
E tra i due rimasti ce n'è un altro in bilico, il vice sindaco Tommaso Sodano, a sua volta indagato per una consulenza finita a una conoscente. 

Nel maggio del 2011, a poche ore dalla elezione a sindaco di de Magistris, il Corriere aveva profetizzato che Napoli si sarebbe stancata presto anche del suo ultimo Masaniello, l'ennesimo pubblico ministero che si era buttato in politica illudendo gli elettori di salvare la patria facendole la morale. 

Ma nessuno poteva prevedere che la decapitazione politica del sindaco-Masaniello sarebbe stata allestita proprio in Procura, dai suoi ex colleghi, e a colpi di codice penale, degradando a politicante qualsiasi l'uomo che aveva promesso di rivoltare la politica come un calzino. 

Questa guerra tra pm ed ex pm napoletani ha prodotto numerose inchieste che coinvolgono personalmente il sindaco. 

E l'indagato ha reagito proprio male. Più o meno come reagivano i suoi indagati. Accusando gli inquirenti di giustizia ad orologeria in un caso, di accanimento giudiziario in un altro, e di giustizia politica in un altro ancora. 
Fino alla frase choc, che a dire il vero nemmeno un Previti o un Dell'Utri avevano mai osato pronunciare contro i loro giudici naturali: «Non mi farò condizionare né dalla camorra né dalla magistratura». 

Detta da un ex magistrato, un po' più che vergognosa.

Il paradosso è che, almeno a parere di chi scrive, anche le inchieste contro de Magistris gareggiano per inconsistenza e superficialità con quelle che lui allestiva da pm con gran clamore mediatico e nessun risultato giudiziario. 

In un caso, per esempio, è accusato di non aver usato i soldi dei grandi eventi per riempire le buche delle strade. Un giudizio perfettamente legittimo se ad esprimerlo sono gli elettori, ma che c'azzeccano i pm, verrebbe da dire citando uno del ramo. 

In un altro caso la Procura ha sequestrato con grande clamore il computer del capo di gabinetto del sindaco e ha perquisito l'ufficio del fratello del sindaco, solo per essere poi costretta a restituire tutto su ordine del Tribunale del Riesame, che ha riscontrato «l'assoluta mancanza di motivazione» del provvedimento. 

E nemmeno al più feroce critico del giustizialismo alla de Magistris deve venire la voglia di godersi questa nemesi storica, assistendo all'epurazione del più puro per via giudiziaria. 

Ma la verità è che, indipendentemente e prima delle inchieste, la stella del sindaco che voleva «scassare tutto» era già tramontata nell'unico tribunale che può decidere la sorte di un eletto del popolo: nell'opinione pubblica. 

La povertà desolante di progetti, l'incapacità amministrativa, l'arroganza personale che lo ha portato a rompere subito con i migliori uomini della sua amministrazione, la subordinazione di ogni scelta all'obiettivo di una carriera politica nazionale presto evaporata nel flop della lista Ingroia, hanno stufato i napoletani. 

Di fronte al dramma di una grande città che sta letteralmente affogando giorno per giorno, è parsa addirittura patetica, oltre che dispendiosa e futile, una politica fatta di immagine, di una finta America’s Cup e di un lungomare chiuso al traffico. 

Perfino l’unica cosa che funziona a Napoli, il calcio, sta facendo risaltare per contrasto la miseria della classe politica al comando. 

Per un sindaco che non sa nemmeno risolvere il problema dell’agibilità dello stadio, c’è un De Laurentiis che invece ha portato la squadra in Europa, e che sembra intenzionato a restarci a lungo.

Sbiadito l’arancione, diseredato dall’azzurro, al sindaco non resta che il grigio, senza sfumature, di un declino ormai irreversibile. 

Povera Napoli.


di Antonio Polito

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Il sindaco di Napoli assegni le deleghe alle municipalità e agevoli la raccolta referendaria

Il sindaco di Napoli assegni le deleghe alle municipalità e agevoli la raccolta referendaria | Politikè | Scoop.it
Nonostante l’impegno assunto a parole dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, sul fatto che nelle sedi delle municipalità si possano firmare i dodici referendum su diritti civili e Giustizia, finor...
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Nonostante l’impegno assunto a parole dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, sul fatto che nelle sedi delle municipalità si possano firmare i dodici referendum su diritti civili e Giustizia, finora alle promesse non hanno fatto seguito azioni concrete. Secondo quanto si apprende dal sito del Comune di Napoli, “è possibile firmare solo presso la Segreteria Generale – Piazza Municipio, Palazzo San Giacomo, II piano, Segreteria del Vicesegretario Generale, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00″.

E’ evidente che ciò rappresenti un ostacolo alla partecipazione dei cittadini che, anche per motivi meramente logistici connessi all’accesso alla Segreteria Generale con procedure e orari rigidi, non avranno né la possibilità né uno sprone per recarsi a firmare in calce alle dodici proposte.

L’associazione radicale Per la grande Napoli, impegnata sul territorio napoletano e della Provincia nella raccolta delle firme, chiede al sindaco di dare seguito alle promesse fatte e di favorire la buona riuscita della campagna, assegnando e trasmettendo le necessarie deleghe affinché sia possibile firmare anche negli uffici delle singole municipalità. Un atto dovuto, perfettamente in linea con l’idea di democrazia partecipativa che fu alla base del messaggio politico lanciato nel 2011 dallo stesso de Magistris.

Fabrizio Ferrante – Giunta di segreteria dell’associazione radicale Per la grande Napoli – Comitato Nazionale di Radicali Italiani  

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De Magogis alla resa dei conti - Affaritaliani.it

De Magogis alla resa dei conti - Affaritaliani.it | Politikè | Scoop.it
di Sergio Luciano
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Probabilmente incriminare il sindaco di Napoli Luigi De Magistris per turbativa d'asta, come ha fatto la Procura di Napoli per le vicende legate all'organizzazione delle regate cosiddette di Coppa America due anni fa, è assai ingeneroso. Nel senso che chiaramente il sindaco non ha turbato un bel nulla, o meglio non c'era nulla da turbare, era già tutto abbastanza turbato di suo. Ed è probabile che i suoi ex colleghi napoletani gli vogliano far pagare tutta la supponenza che trasudava da ogni suo poro quando vestiva la toga. E' vero però che De Magogis, come qualcuno lo chiama, altrimenti detto "Giggino 'a manetta" (per la sua inclinazione a usare con facilità le manette, quand'era pm) o ancora "Sparame 'mpietto" (ossia “sparami in petto”, per il portamento di sfida sfrontata al pericolo che sembra ostentare) è ormai considerato il peggior sindaco che Napoli abbia mai avuto. Inconcludente, privo di progettualità, senza schemi né programmi se non la sopravvivenza...

Nella sua edizione di oggi, il Corriere del Mezzogiorno lo pone implicitamente a confronto con l'attuale viceré del capoluogo campano, ossia Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli, la squadra del cuore che, come sintetizza l'editorialista Fabio Ciaramelli, è “una delle poche cose che funzionano a Napoli”. Non un’investitura ma poco ci manca. De Laurentiis for president? Probabilmente, anche questo dovremo vedere. E del resto: non era stato forse proprio a Napoli che il mitico comandante Achille Lauro aveva inaugurato il suo triplice regno: la flotta, il Municipio e la squadra? De Laurentiis una sua attività d'impresa, oltre al Napoli Calcio, ce l'ha ed è pure sufficientemente “glamour”: il cinema. Ha la squadra, e la fa rendere sia come azienda che in campo. Va a finire che lo eleggono sindaco, e magari sarà pure un buon sindaco.

Certo, il retroterra culturale legato all'esperienza di essere pubblico ministero è molto meno adatto al travaso nell'amministrazione che non quello della gestione d'impresa. Un pm deve destrutturare le cose fatte dagli altri per scovarvi l'illecito; un imprenditore deve fare, e fare in proprio. De Magistris ha fatto, certo in buona fede – cosa frequente, nei personaggi con un ego molto grande, come lui o come Berlusconi e in genere la maggior parte di chi si autonomina leader – molte promesse, e poche cose concrete. Ed è questo che oggi la cittadinanza gli addebita. D'altronde, però – e in questo senso il “caso” della Coppa America è emblematico – fare cose concrete a Napoli è pressoché impossibile. I tempi tecnici in cui gli enti locali si ridussero a organizzare le regate furono ridicolmente brevi, e li costrinsero a “stringere” la convenzione economica con l'Unione industriali oggetto ora degli strali della Procura. Solo con quella convenzione “cotta e mangiata” Comune, Provincia e Regione poterono tentare di tirar su i quattrini necessari all'organizzazione che peraltro, come molti scettici avevano previsto, non sono poi mai arrivati, né dagli sponsor né dalle istituzioni.

E quei tempi tecnici ridicolmente brevi furono a loro volta conseguenza dei palleggi socio-politici relativi all'area di mare destinata ad ospitare le regate, prima individuata nel Golfo di Pozzuoli e poi trasferita nello specchio d'acqua antistante via Partenope, il mitico lungomare delle cartoline, per ragioni ecologiche, perdendo... un mare di tempo.

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Il patron guascone e il sindaco Masaniello - PRIMO PIANO - Italiaoggi

Il patron guascone e il sindaco Masaniello - PRIMO PIANO - Italiaoggi | Politikè | Scoop.it

di Emilio Gioventù

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Il Corriere del Mezzogiorno, furbissimo, la butta lì, inaugurando la stagione dei dibattiti estivi. E l'esordio non è proprio da quelli tipo «i libri sotto l'ombrellone»: l'esuberanza imprenditoriale-calcistica di Aurelio De Laurentiis e l'immobilismo della politica. Il fondo d'apertura fornisce i binari alla riflessione: «La concorrenza di De Laurentiis, la sfida del patron alla politica».

Il ragionamento, in fondo è semplice: «In questo momento una delle poche cose che funzionano a Napoli è proprio il Napoli (la squadra di calcio). Il merito è tutto del suo presidente Aurelio De Laurentiis ed è difficile non dargli ragione quando lo rivendica con legittimo orgoglio». Insomma: vuoi vedere che Napoli, tra la criticata gestione del sindaco Luigi de Magistris e le inchieste giudiziarie (che coinvolgono aoltre al sindaco anche i presidenti di regione, Stefano Caldoro e quello della provincia, Luigi Cesaro), per tirarsi su deve affidarsi in toto al presidente della squadra di calcio?

Fa notare il Corriere del Mezzogiorno che «muovendosi all'interno d'un calcolo convincente tra costi e benefici, il presidente dà l'impressione di saper governare una società sportiva desiderosa di crescere, per correre verso obiettivi sempre più ambiziosi». Sente crescere intorno a lui l'affetto della tifoseria, si sente un po' «scugnizzo» di questa città.

E così, ragiona il Corriere del mezzogiorno nel fondo di Fabio Ciaramelli, «moltiplica le sue esternazioni, sottolineando compiaciuto e un po' beffardo la differenza tra i suoi successi, figli di capacità gestionale e decisioni rapide, e i fallimenti della politica, conseguenze di discussioni interminabili e di inettitudine a decidere.

E rilancia, invitando i politici a trasformarsi in manager: molti di meno, iperpagati, ma capaci di risolvere presto e bene problemi concreti». Oh, ci siamo. Come non ricordare gli attacchi a testa bassa proprio al sindaco de Magistris sulla questione dello stadio, le esternazioni sulla condizione della città, ultime quelle secondo le quali Napoli sarebbe poco attraente per i cosiddetti top player internazionali e le loro famiglie.

Insomma, De Laurentiis più volte ha parlato ai politici predicando parole che pure avevano dentro l'embrione di un futuro politico. Certo, avverte il Corriere del Mezzogiorno, «non è da escludere che questo esibizionismo antipolitico affondi le sue radici nella guasconeria del personaggio».

 

Ma in fondo quale sarebbe la differenza tra il «guascone» De Laurentiis e il «masaniello» de Magistris? Quanto sono diversi tra loro il sindaco con la bandana arancione e il presidente del Napoli calcio che lancia un vaffa alla Lega calcio e scappa in motorino senza casco?

La risposta non è nelle forme, ma nella sostanza. E la sostanza di De Laurentiis, per il Corriere del Mezzogiorno, rappresenta «una concorrenza spietata a una politica incapace di governare». E c'è una «coincidenza è singolare. Negli stessi giorni in cui i vertici delle istituzioni locali sono tutti indagati dalla magistratura per l'ingloriosa storia della cosiddetta Coppa America, a fronte della loro collaudata incapacità nella gestione dei principali problemi cittadini, il presidente del Napoli, forte della sua immagine vincente, interviene a tutto campo: critica, sprona, provoca. Lo fa in modo diretto, sfidando la politica sul terreno populistico della ricerca dei risultati capaci di creare consenso».

Strategia propedeutica a future decisioni? Tipo il debutto nel campo della politica di De Laurentiis? E sarebbe questa la speranza alla quale napoli dovrebbe aggrapparsi? Al momento il patron del Napoli, come scrive il Napolista, uno dei siti di cultura calcisitica più seguiti a Napoli, «ha deciso di farsi amare», Cacciando finalmente i soldi, dando in pasto ai tifosi stelle del firmamento calcistico, ma soprattutto distribuendo sogni e speranze di vincere finalmente tutto ciò che c'è da vincere». E intanto con i fatti fa concorrenza alla politica, si impone come modello.

 
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Lettieri: "Il Governo mandi a casa de Magistris"

Lettieri: "Il Governo mandi a casa de Magistris" | Politikè | Scoop.it
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Lettieri: "Il Governo mandi a casa de Magistris"

Il capo dell'opposizione: "Napoli è al collasso sociale, economico, ambientale e culturale e l'attuale amministrazione comunale ha fallito su tutti i fronti"

L'amministrazione comunale di Napoli, guidata dal sindaco Luigi de Magistris "ha fallito" ed è necessario che il Governo intervenga "per mandare a casa immediatamente la Giunta" per poi indire "velocemente" nuove elezioni. A chiederlo, in una nota, è il capo dell'opposizione in consiglio comunale a Napoli e presidente di Fare Città, Gianni Lettieri.


Lettieri: "Il Governo mandi a casa de Magistris"
„"Napoli è al collasso sociale, economico, ambientale e culturale - ha spiegato Lettieri - e l'attuale amministrazione comunale ha fallito su tutti i fronti. Non possiamo aspettare la scadenza naturale della consiliatura. Per questo, poiché de Magistris non compirà mai un gesto di responsabilità dimettendosi, chiedo ad Enrico Letta ed Angelino Alfano di attivare le procedure per mandare a casa immediatamente questa giunta e di gestire velocemente la transizione fino a nuove elezione".

"Spero che i principali partiti che sostengono il Governo - conclude Lettieri - accolgano questo appello e lavorino in questo senso per il bene esclusivo della città". (Ansa)“

Potrebbe interessarti:http://www.napolitoday.it/politica/lettieri-critiche-de-magistris.html
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Scandalo appalti per la Coppa America, nuova grana per De Magistris

Scandalo appalti per la Coppa America, nuova grana per De Magistris | Politikè | Scoop.it

Paolo Ribichini - dirittodicritica.com

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Il sindaco di Napoli, con Caldoro e Cesaro è indagato per abuso d'ufficio e illecita selezione di socio privato -


Napoli ancora aspetta la tanto sbandierata rivoluzione arancione. E, mentre Luigi De Magistris incassa qualche piccolo risultato, la Procura di Napoli apre un fascicolo a suo carico per abuso d’ufficio e illecita selezione di socio privato. Il sindaco di Napoli, con l’ex presidente della provincia Luigi Cesaro e il presidente della regione Campania Stefano Caldoro, dovrà rispondere della gestione di due eventi della Coppa America di vela che si sono svolti negli ultimi due anni proprio nel porto di Napoli. - See more at:

Le gare senza la gara. L’accusa di illecita selezione di socio privato fa riferimento alla scelta del Comune e degli altri enti territoriali di identificare nell’Unione industriali il partner privato dell’Acn, la società che ha gestito le due edizioni della Coppa America senza una gara pubblica. L’accusa di abuso d’ufficio, invece, riguarda l’ingresso nell’Acn della Camera di commercio di Napoli, che ha sostituito l’Unione degli industriali quest’anno, ingresso che non sarebbe potuto avvenire in quanto è vietata dalla legge la possibilità per gli enti territoriali di partecipare a società miste.

“Uso irregolare dei fondi europei”. L’inchiesta del procuratore aggiunto Francesco Greco e dei sostituti Graziella Arlomede e Marco Bottino riguarda una più vasta serie di presunte irregolarità nell’organizzazione dell’evento associato alla Coppa America. Secondo gli inquirenti, infatti, vi sarebbe un uso irregolare dei fondi europei e anticipazione delle somme alle società americane per i diritti.

Problemi con la giustizia. L’indagine, comunque in una fase preliminare, rischia di pesare anche questa sull’andamento della giunta De Magistris, aggiungendosi ad altre due inchieste che interessano due assessori. Il vice sindaco Tommaso Sodano stato recentemente convocato in Procura per alcune presunte irregolarità in un progetto per il miglioramento dell’aria in città. Stessa sorte è toccata all’assessore allo Sport Giuseppina Tommasielli per una presunta falsificazione di un verbale per evitare il pagamento di alcune multe per la violazione della ZTL napoletana.

 - See more at: http://www.dirittodicritica.com/2013/07/23/appalti-coppia-america-de-magistris/#sthash.5G6lRVHR.dpuf
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Impegno Fico per antenne S.Silvestro - Abruzzo - ANSA.it

Impegno Fico per antenne S.Silvestro - Abruzzo - ANSA.it | Politikè | Scoop.it
Impegno Fico per antenne S.Silvestro, Componenti comitato 'no elettrosmog' chiedono delocalizzazione, L'impegno personale in Commissione di Vigilanza Rai del presidente Roberto Fico, per affrontare il problema della delocalizzazione , Abruzzo, Ansa...
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(ANSA) - PESCARA, 22 LUG - L'impegno personale in Commissione di Vigilanza Rai del presidente Roberto Fico, per affrontare il problema della delocalizzazione delle antenne di S.Silvestro a Pescara: ad annunciarlo è stato lo stesso Fico nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte i parlamentari abruzzesi del movimento. Dallo scorso 6 luglio alcuni componenti del comitato 'No Elettrosmog' stanno digiunando per chiedere di delocalizzare le antenne e i ripetitori televisivi.

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«Vittima dello Stato che mi deve risarcire» Intervista al patron di Marinagri - IlQuotidianodellaCalabria

«Vittima dello Stato che mi deve risarcire» Intervista al patron di Marinagri - IlQuotidianodellaCalabria | Politikè | Scoop.it
di PIERANTONIO LUTRELLI
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Enzo Vitale ricostruisce le sue vicende imprenditoriali e giudiziarie. «Ogni somma che otterrò verrà distribuita a tutti i membri dell' "Associazione vittime di De Magistris"», dice 

POLICORO - Non é un uomo comune Enzo Vitale, il presidente di Marinagri spa, nonché ideatore dell'omonima cittadella turistico-portuale "più grande del Principato di Monaco", lo si comprende entrandoci. Il progetto, esteso su circa 350 ettari di territorio, è in avanzata fase di completamento sui territori di Policoro e Scanzano Jonico, lungo un tratto di costa di circa 3 Km di spiaggia incontaminata. L’intervento turistico, si compone di vari comparti, ad oggi sono già stati realizzati un porto turistico, un villaggio portuale con isole e penisole collegate da ponti, un villaggio lagunare, un albergo 5 stelle lusso (un altro albergo è in programmazione), numerose unità residenziali, impianti sportivi, parco ornitologico, orto botanico, servizi ed infrastrutture. Infine -apprendiamo- che il campo da golf è in fase di start up. Chi é Enzo Vitale? Ci riceve ieri mattina nel suo ufficio all'interno dell'hotel. Ci offre un caffè. È cordiale. Ha lo sguardo vispo e intelligente. Guarda al futuro, ma non trascura nulla del passato. Ricorda ogni dettaglio. Si racconta al Quotidiano con una freschezza che sbugiarda un'anagrafe non proprio da giovincello. Il suo iPhone squilla di continuo. Il presidente é ricercatissimo. I dipendenti ci interrompono di tanto in tanto. Enzo é nato a Rotondella il 14 ottobre del 1940. Suo padre Salvatore, nella vita faceva il capo cantiere edile, "ma tutti chiamavano "ingegnere" perché aveva competenza e piglio notevoli", ricorda orgoglioso.  Sua madre ancora vivente, si chiama Zelinda, ha 97 anni, vive ancora a Rotondella e gode di ottima salute. 

Enzo é il secondo di quattro figli, quarant'anni fa in un tragico incidente ha perso il fratello Mario che morì con  la moglie e  la figlia. L'unico superstite, l'altro figlio Salvatore, di cui lo zio lo Enzo é stato tutore, ha vissuto con nonna Zelinda ed ora lavora a Marinagri. Enzo, invece ha quattro figli tutti laureati: Ivan in Economia e commercio e lavora come dirigente al Comune di Policoro; Marco progettista di Marinagri, in Ingegneria idraulica e ambientale; Alessandro, anch'egli in Economia e Commercio e lavora a New York quale dirigente di Bancaintesa e infine Francesca, in Biologia marina e lavora in Svezia come ricercatrice per conto del ministero della Pesca svedese. Solo Ivan e Marco vivono dunque a Policoro. Tornando ad Enzo, a nove anni fu mandato in collegio a Potenza (dai frati francescani) alle scuole elementari dove é uscito all'età di 13 anni. Dopo la terza media si é iscritto all'istituto tecnico per geometri di Bari, ma non ha mai conseguito il diploma. Poi l'arrivo a Policoro nel post riforma fondiaria. "Era il 1959 - ha raccontato al Quotidiano - il primo sindaco Nicola Montesano era anch'egli rotondellese come me, così come l'imprenditore Gaetano Ferrara. Siamo stati dei pionieri, posso dirlo. Qui a Policoro vedevamo l'avvenire. C'era soltanto la chiesa e poche case intorno. Iniziai a lavorare in qualità di consulente commerciale per le piccole imprese che nascevano. Questa era la nuova California, capii che l'unico modo per sopravvivere qui era inventarsi un lavoro che non c'era. Facevo il consulente del lavoro per tante imprese, avevo l'ufficio in via Sinisi". 

Poi nacque l'Ittica Valdagri. "Ebbi l'idea nel 1969 - ha aggiunto - quando, vedevo che ogni anno si verificava a seguito dell'entrata in produzione dello zuccherificio di Policoro una consequenziale moria di pesce che fuggiva nell'allora Lago del Prete, oggi Marinagri. Nel 1971, fondai la società "Ittica Valdagri spa" che si occupava della pescicoltura in acqua di mare. Diventò il principale impianto in Europa. Fu un'esperienza affascinante, abbiamo girato il mondo esportando know How nel settore del l'acquacoltura e della pesca artigianale. Gli impianti costruiti da noi sono presenti in Tunisia, Egitto e Guinea Bissau". In quegli anni Vitale si é formato come grande imprenditore. "Quell'esperienza, ossia la cosiddetta gestione del mare a terra, entrò in crisi con la concorrenza degli stati esteri, tra cui Grecia e Turchia". Quando nacque l'idea di Marinagri? "Beh, devo dire innanzitutto - ha rivelato - che già all'inizio degli anni '80 ne discutevo con il cavalier Montesano. Ma solo all'inizio degli anni '90 con l'allora sindaco, avvocato Mario Arbia, venne dato un fortissimo impulso alla pianificazione urbanistica, in quanto egli comprese a pieno la valenza strategica di un siffatto intervento al fine di internazionalizzare la costa jonica, condividendo il nostro progetto". Quando é nata materialmente Marinagri? "Decisi di destinare tutti i terreni marginali dell'acquacoltura, pari a 180 ettari circa, al progetto, lasciando l'intero impianto dell'acquacoltura intensiva nella "Ittica Valdagri spa" che ancora esiste e che - ha preannunciato - stiamo riorganizzando con produzione ittica biologica. Marinagri ha avuto poi l'approvazione definitiva dal punto di vista urbanistico nel 1997 ed i lavori sono iniziati nel 2002". Ma nella vita di Enzo Vitale non ci sono stati solo successi. Ha conosciuto periodi meno felici, come nel 1989 quando fu arrestato con l'accusa di essere uno dei mandanti della "gambizzazione" del senatore santarcangiolese, Decio Scardaccione, presidente dell'allora Esab (Ente sviluppo agricolo della Basilicata). "Era il 1989 - ha raccontato ancora - fui arrestato a Roma nel mio ufficio ai Parioli, e portato in carcere a Potenza dove rimasi per 110 giorni. Fui scarcerato a seguito del ricorso che i miei legali fecero in Cassazione, la quale annullò tutti gli atti, specificando che non vi era nella mia persona, "nemmeno l'ombra di un sospetto". Sono stato poi assolto in primo grado compreso il parere favorevole del Pm nel dibattimento e la sentenza fu poi definitiva perché non fu neanche appellata. Sono stato risarcito con 26 milioni di vecchie lire, un'inezia pensando a quanto spesi per gli avvocati. Rispetto a quella vicenda sono stato anche un precursore circa la rivendicazione della responsabilità civile dei magistrati. Ho fatto tre gradi di giudizio sull'ammissibilitá e li ho persi tutti e tre". Tornando a Marinagri i lavori procedettero spediti fino al 2007 quando l'allora Pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, attuale sindaco di Napoli, sequestrò per la prima volta il cantiere nell'ambito dell'inchiesta "Toghe lucane", cosa ripetuta l'anno successivo. Tale inchiesta ha avuto strascichi e prologhi fino al dicembre 2012, quando la Procura generale della corte di Appello di Catanzaro ha rinunciato al ricorso in Cassazione rispetto alla sentenza di assoluzione piena della Corte di appello che a sua volta aveva confermato la sentenza di assoluzione di primo grado. 

"Come vede - ha aggiunto rammaricato in volto - per la seconda volta ho dovuto subire un provvedimento ingiusto e per la seconda volta posso fregiarmi di essere stato una vittima della giustizia. Ciononostante non mi ha abbandonato mai la fiducia nella giustizia stessa e nelle istituzioni in genere, perché alla prova dei fatti i giudici hanno messo riparo agli errori della magistratura inquirente. Restano tante ferite, nella persona, nella mia famiglia, nelle imprese che hanno lavorato per noi e per i tanti dipendenti interni e indotti. Per questo ho deciso citare lo Stato italiano presso la Corte europea per ottenere il risarcimento per tutti i danni materiali e morali subiti. Posso annunciare che qualsiasi somma dovesse essere riconosciuta  - ha specificato - verrà distribuita a tutti i membri dell'"Associazione vittime di De Magistris" e comunque a tutti coloro i quali hanno subito i danni per effetto del lungo e ingiusto sequestro. Le azioni che farò per ottenere il riconoscimento in danno dello Stato italiano saranno come tutte le nostre cose, azioni eclatanti". Nel frattempo Marinagri, Bandiera blu d'Europa, basti dire che è stata realizzata in ossequio a rigidi criteri di ecologia e compatibilità ambientale, prevedendo ad esempio il riutilizzo totale delle acque reflue ai fini irrigui, ha ripreso lentamente il suo percorso dal 2010 dopo un stop forzato di oltre due anni. Ieri mattina, la cittadella turistico-portuale, viveva la sua vita "normale": porto, barche, hotel, attività commerciali, ristorazione e balneazione, il tutto a Policoro e in Basilicata. Dove va ora Marinagri? A cosa guarda la famiglia Vitale per il futuro? "Noi abbiamo resistito a due "tsunami De Magistris" ed ora resistiamo alla crisi economica, e stiamo programmando il rilancio della città di Marinagri con un'azione di interesse internazionale che porteremo a compimento nei prossimi mesi. Tengo a ricordare due cose importanti: la prima é che Marinagri é una città che ha tre km di fronte mare, che ha tre milioni e mezzo di metri quadri e che é più grande di Montecarlo, ma Marinagri - ha concluso Enzo Vitale - non é un patrimonio della mia famiglia ma di tutta la comunità lucana che ha l'obbligo di difenderla".

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Al campus vince Tommasetti È lui ora il nuovo “magnifico” - Cronaca - la Città di Salerno

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Con 696 voti, il 47enne napoletano già membro del cda di Ateneo, batte Elia Il suo insediamento a novembre. Gli auguri di Pasquino: «Sarà perfetto»
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Il “dopo” Pasquino ha il volto di Aurelio Tommasetti. È finita così, dopo un mese dall’inizio delle votazioni, l’elezione del rettore dell’Università degli Studi di Salerno. A conquistarsi l’agognato “ermellino”, che per ben dodici anni è stato sulle spalle del rettore uscente, Raimondo Pasquino, è stato il più giovane: il professore ordinario di Economia aziendale, Aurelio Tommasetti. Ha superato al ballottaggio il suo “antagonista”, Annibale Elia, ottenendo 646 preferenze contro i 468 voti di Elia. Si insedierà a novembre, quando scadrà ufficialmente il mandato di Pasquino, e amministrerà la cittadella universitaria fino al 2019. Alta l’affluenza registrata alle urne: hanno votato in 1.618, pari al 90per cento degli aventi diritto; di questi, 885 docenti su 982, 608 membri del personale tecnico-amministrativo su 679 e 125 studenti su 157. Trenta in tutto sono state le schede bianche e un solo astenuto. «Una grande emozione - ha subito commentato il neoeletto - lavoreremo in maniera organica, cercando di assegnare le deleghe alle persone giuste, nel rispetto degli organi già costituiti, per portare avanti gli impegni che ci aspettano. Le sfide saranno molte». Non è mancato un riferimento agli altri sei candidati: «I competitor saranno i primi che chiamerò quando avrò un attimo di pace - ha aggiunto - adesso è finita, è stata una sana competizione tra colleghi, giocata in maniera chiara e pienamente trasparente. Sicuramente saranno nella squadra di governo anche perché hanno tutti una funzione molto importante». Un volto giovane, quindi, ma non per questo impreparato: Tommasetti, infatti, nato a Napoli il 2 maggio del 1966, fa parte del consiglio di amministrazione di Ateneo dal maggio del 2009, ed è presidente del Consorzio osservatorio dell’Appennino Meridionale e del Nucleo di valutazione Adisu Salerno.

«Pasquino ha lasciato una forte impronta nella storia del campus salernitano - ha continuato il nuovo rettore - succedergli sarà una sfida, ma il coraggio fa parte della vita. Mi preoccupa maggiormente dare il giusto ruolo alla nostra Università, questo vuol dire valorizzare la didattica, la ricerca, il diritto allo studio e molto altro». Tra l’eredità lasciata da Pasquino rientra anche la facoltà di Medicina: «Sarà la sfida tra le sfide - ha affermato Tommasetti - ci impegneremo per far lavorare i docenti, i ricercatori e gli studenti in stretta connessione con gli ospedalieri. Bisognerà, inoltre, completare per quel che necessario il campus di Baronissi. Credo nel forte spirito di connessione che caratterizza la nostra Università».

Largo spazio agli studenti: «Voglio che siano coinvolti in tutta la filiera dell’orientamento e nelle fasi successive - ha specificato - non ci possono essere gli abbandoni che in parte ancora registriamo. Abbiamo una ricchezza: i ragazzi, loro mi hanno dato uno slancio enorme. Dopo essermi stati al fianco da candidato, saranno di supporto nella mia governance». Felice anche Pasquino che, pochi minuti dopo l’esito degli scrutini, ha voluto incontrare il suo successore: «Mi ha emozionato la grande partecipazione degli aventi diritto al voto - ha detto l’attuale rettore - Anche Elia ha totalizzato un elevato numero di consensi. È stata una competizione perfetta - e poi aggiunge - Tommasetti sarà sicuramente un buon rettore: anche durante questo periodo di campagna elettorale si è comportato in modo limpido. La giovane età non è un impedimento, e il neo eletto sa bene quali sono le problematiche del campus». Un’accoglienza particolare è stata data anche dalle associazioni studentesche Run, Scientificamente e Suigeneris, dopo pochi minuti dall’esito è apparso lo striscione con la scritta: “Benvenuto Maharaja”, nome in codice utilizzato dai ragazzi per parlare del candidato vincitore durante le elezioni. «Aspettiamo di essere coinvolti nei progetti del nuovo rettore - ha detto MartaMango, presidente del Consiglio degli Studenti - siamo qui pronti ad ascoltare le sue direttive, da sempre abbiamo ripetuto la nostra disponibilità a lavorare sinergicamente, non è una novità la nostra volontà di essere resi parte della governance di Ateneo».

Non resta che attendere, quindi, il primo novembre, quando avrà ufficialmente luogo la cerimonia di insediamento del nuovo “magnifico”.

Rita Esposito

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La pillola che sostituisce la ginnastica? Fantasia

La pillola che sostituisce la ginnastica? Fantasia | Politikè | Scoop.it
Un’altra notizia che nei giorni scorsi si è conquistata titoli a quattro colonne. Ma è un'invenzione dei giornali
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Un’altra notizia che nei giorni scorsi si è conquistata titoli a quattro colonne. Ma è un'invenzione dei giornali «Una pillola potrà sostituire il movimento», «La pillola della ginnastica», «La pillola con gli stessi benefici dell'attività fisica, ma da fermi». E potremmo continuare: «Inventata “pillola magica”: fa dimagrire senza attività fisica», «Pillola sostituisce la ginnastica: in forma senza far niente».

Chi nei giorni scorsi ha fatto un giro sul web probabilmente si sarà imbattuto in questi titoli. 

Ma cosa c’è di vero in questa notizia che avrà reso felici le persone più pigre?

Molto poco. La storia arriva da uno studio condotto da un gruppo di ricerca internazionale pubblicato sulla rivista Nature Medicine e il suo oggetto non è affatto una pillola per sostituire l’esercizio ma, molto più semplicemente, una proteina (Rev-erb-α) che influenza la capacità dei muscoli di svolgere attività fisica.

In particolare, i ricercatori hanno scoperto il meccanismo molecolare che lega questa proteina alla centrale energetica della cellula: i mitocondri. Hanno notato che i topi da laboratorio che non sono in grado di produrre questa proteina non hanno le stesse prestazioni fisiche dei topi normali. Invece, quando viene prodotta tanta proteina i topi hanno prestazioni eccezionali.

I ricercatori hanno pertanto ipotizzato che sviluppare un farmaco per aumentare la produzione di proteina potrebbe aiutare le persone con malattie muscolari a sopperire del tutto o in parte ai limiti connessi a queste patologie. 

Che è ben altra cosa.

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Grecia sull'orlo del baratro: via 25mila statali. Ma alla Merkel ancora non basta - giornaleditalia

Grecia sull'orlo del baratro: via 25mila statali. Ma alla Merkel ancora non basta - giornaleditalia | Politikè | Scoop.it
Atene sotto assedio per la visita del braccio destro della cancelliera tedesca, proibite tutte le riunioni in luoghi pubblici o sfilate nelle vie cittadine 
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Passano le misure della troika europea, telecomandata dalla GermaniaAtene sotto assedio per la visita del braccio destro della cancelliera tedesca, proibite tutte le riunioni in luoghi pubblici o sfilate nelle vie cittadine 

Forse, sarà una coincidenza ma la visita del braccio destro di madame Merkel ad Atene, il ministro alle Finanze Wolfgang Schaeuble, avviene dopo l’ok del Parlamento ellenico al taglio di 25mila dipendenti statali – richiesti dalla Troika (Fmi, Ue e Bce) - entro la fine dell’anno. Un'ulteriore batosta per il popolo greco, colpito oramai a suon di prelievi forzosi e da migliaia di licenziamenti. Un vero massacro sociale. Una visita che, quella dell’uomo che ha avuto un ruolo principale nelle rigide misure di austerità inflitte ai greci, vedrà schierato un imponente apparato di sicurezza. Copri fuoco ad Atene: dalle 9 di questa mattina sino alle 20 saranno proibite tutte le riunioni in luoghi pubblici o sfilate nelle vie cittadine soprattutto nei pressi dell'ambasciata di Germania.

Nel frattempo, Schaeuble ha annullato l'incontro da egli stesso richiesto con l'arcivescovo Ieronymos. La stampa ellenica sostiene che Ieronymos, come è solito fare spesso davanti alle telecamere, potesse esprimersi contro i Memorandum e le rigide misure economiche che la Grecia è stata costretta ad accettare. 

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Un preservativo genetico per correggere la sindrome di Down

Un preservativo genetico per correggere la sindrome di Down | Politikè | Scoop.it
Una nuova tecnica consente di impacchettare il cromosoma in eccesso tipico della malattia. Ma la ricerca è solo ai primi passi
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Una nuova tecnica consente di impacchettare il cromosoma in eccesso tipico della malattia. Ma la ricerca è solo ai primi passi

Per ora è soltanto una promessa. Tuttavia, per la prima volta, un gruppo di ricercatori americani e canadesi ha indicato una strada che pare percorribile se non per curare la sindrome di Down almeno per limitare alcune delle anomalie agli organi che essa porta con sé.

È una sindrome bizzarra quella di Down. Tutti gli esseri umani nascono con 23 coppie di cromosomi, i gomitoli in cui è organizzato il Dna. Nel caso delle persone affette da sindrome di Down, un errore nel processo di continua moltiplicazione delle cellule nella vita fetale fa sì che ci sia un cromosoma in più: il 21 per l’esattezza (da qua il nome di “trisomia 21”).

La presenza di un cromosoma in più non è senza effetti. Significa infatti la presenza di più geni e quindi di più attori che giocano nel funzionamento dell’organismo, dando istruzioni non sempre corrette.

Il gruppo di ricercatori in uno studio pubblicato sulla rivistaNature ha illustrato un metodo in grado di impacchettare il cromosoma 21 in eccesso e quindi di impedire ai geni presenti su di esso di comunicare con l’esterno. 

Ciò grazie a un singolo gene denominato Xist (X-inactivation gene), che produce una molecola di Rna in grado di rivestire il cromosoma X . «Abbiamo preso spunto da quel che accade normalmente nello sviluppo degli embrioni femminili sani, in cui l’espressione genica di uno dei due cromosomi X viene bloccata», ha illustrato la coordinatrice dello studio, Jeanne Lawrence dell’University of Massachusetts Medical School di Worcester (Usa). «Abbiamo quindi provato a inserire questo stesso gene nel cromosoma 21 di cellule staminali pluripotenti con l’anomalia tipica della sindrome di Down, cioè la trisomia del cromosoma 21 e abbiamo ottenuto lo stesso risultato: il cromosoma in eccesso è stato per così dire “impacchettato” e messo fuori uso». 

La cosa più interessante, però, precisa la ricercatrice, è che questo intervento «ha provocato subito la scomparsa delle anomalie di crescita delle cellule staminali».

Ma come si fa ad applicare questo approccio a tutte i 100 mila miliardi di cellule dell’organismo?

È questa la sfida più ardua. I ricercatori hanno usato in questo caso cellule staminali pluripotenti, proprio nella speranza di verificare cosa succede quando queste si sviluppano in diversi organi o tessuti. 

Occorreranno molte altre ricerche per verificare se l’approccio è applicabile ed efficace, ma se funzionasse sarebbe utile non solo nel caso di sindrome di Down, ma anche in tutte quelle condizioni in cui le anomalie genetiche non riguardano soltanto un gene, ma un intero cromosoma.

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“De Magistris continua con consulenze a pagamento“ - julienews

“De Magistris continua con consulenze a pagamento“ - julienews | Politikè | Scoop.it
NAPOLI- “Oggi de Magistris annuncia, in pompa magna, l'arrivo di un consulente per la cultura e gli eventi che costerà 40.000 euro annui di soldi pubblici. Cifra questa destinata senza dubbio a lievitare poiché, non essendo questo ...
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NAPOLI- "Oggi de Magistris annuncia, in pompa magna, l'arrivo di un consulente per la cultura e gli eventi che costerà 40.000 euro annui di soldi pubblici. Cifra questa destinata senza dubbio a lievitare poiché, non essendo questo consulente napoletano, avrà diritto a costosi rimborsi vari per aerei, alberghi, ristoranti e così via. Ma non era stato nominato recentemente un assessore alla cultura, Nino Daniele, proprio in virtù delle sue competenze? Viene già messo sotto tutela con aggravio delle casse pubbliche? Non vi è nessun dirigente interno al comune capace di gestire i ruoli affidati al nuovo consulente?Tra l'altro, era proprio necessaria questa spesa, con un ente prossimo al dissesto finanziario e con i servizi sociali al dissesto? Si tratta di un'occasione persa da parte della giunta per destinare le somme stanziate a favore delle case famiglia, che da anni non percepiscono soldi dal comune e che sono a rischio chiusura". Lo dichiarano in una nota congiunta il capogruppo Pdl in consiglio comunale, Marco Mansueto ed il vice Coordinatore cittadino del PdL Salvatore Guangi.

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Estate bollente per de Magistris - PRIMO PIANO - Italiaoggi

Estate bollente per de Magistris - PRIMO PIANO - Italiaoggi | Politikè | Scoop.it
Non sarà una estate serena quella che attende il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Ad attenderlo ...
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Trema la giunta, indagati anche assessora e vicesindaco 

Non sarà una estate serena quella che attende il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Ad attenderlo ci saranno le acque intorpidite dalle inchieste giudiziarie su presunti abusi d'uffici, qualche scomoda multa a parenti e affini di una assessora di fiducia, una Coppa America che voleva, quanto pare, soltanto il sindaco.

Sono di pochi giorni fa le ultime, nuove tegole giudiziarie piombate sulla giunta comunale di Napoli.

Una è più pesante delle altre e colpisce i pezzi da novanta, anzi proprio i vertici, dei tre enti locali.

Già, perché il sindaco Luigi De Magistris, il presidente della Regione, Stefano Caldoro, e quello della provincia, Luigi Cesaro, risultano indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dell'America's cup: i tre sono accusati di turbativa d'asta, per la scelta del socio privato della prima edizione, senza rispettare le procedure di evidenza pubblica.

Le altre tegole sarebbero inviti a comparire per il vicesindaco Tommaso Sodano e per l'assessore allo sport Pina Tommasielli, coinvolti in due inchieste distinte tra loro.

Quella che coinvolge il vice di de Magistris si muove nell'ambito dell'ipotesi di reato d'abuso d'ufficio nell'ambito di un'inchiesta sull'affidamento a una docente dell'università di Bergamo di un progetto per il bollino blu sulla qualità dell'aria.

Ha dell'incredibile, se confermata, la vicenda che coinvolge Tommasielli.

Secondo gli inquirenti, l'assessore avrebbe fatto togliere multe a una sorella e a un cognato facendo risultare falsamente che i due avevano invece un regolare permesso per circolare all'interno dell'area.

Ma c'è dell'altro. Un'altra inchiesta che tiene banco da mesi ed è quella che coinvolge esponenti del Comune di Napoli sugli appalti per le gare della Coppa America.

E proprio a inizio di questa settimana ha avuto uno sviluppo e una accelerazione clamorosa visto che risultano indagati lo stesso Luigi De Magistris, il presidente della Regione, Stefano Caldoro, e Luigi Cesaro presidente della Provincia di Napoli. Tutti e tre sono accusati di turbativa d'asta, per la scelta del socio privato della prima edizione, quella che ebbe luogo nel 2012, senza rispettare le procedure di evidenza pubblica.

La notizia della iscrizione nel registro degli indagati di De Magistris, Caldoro e Cesaro è emersa dal provvedimento di sequestro bis col quale venerdì scorso la Guardia di Finanza ha nuovamente sequestrato il computer e i documenti del capo di gabinetto del Comune di Napoli, Attilio Auricchio, che il tribunale del riesame aveva dissequestrato giorni prima. Secondo i magistrati i tre avrebbero scelto come socio privato Paolo Graziano, nella prima fase di gestione della Acn, nella cabina di regia che ha guidato la gestione dell'evento.

Nella prima tranche dell'inchiesta risulta indagato suo fratello, nonché stretto collaboratore, Claudio: ma in buona compagnia visto che l'indagine coinvolge anche il capo di Gabinetto del sindaco, Auricchio, il presidente della Camera di Commercio, Maurizio Maddaloni, il presidente degli Industriali di Napoli, Paolo Graziano, e Mario Hubler, dirigente di Acn.

Ovviamente i diretti interessati respingono le accuse.

Intanto l'opposizione va all'attacco e chiede dimissioni a destra e sinistra. Nel mirino c'è soprattutto l'assessore Pina Tommasielli.

Rabbiosa la reazione del sindaco alla valanga di inchieste giudiziarie. «Ho appreso la notizia che sono indagato dai giornali. Ma sono disponibile a parlarne pubblicamente. Non so che tipo di asta potremmo turbare io, Caldoro e Cesaro insieme. La magistratura ha il dovere di indagare però stiamo ricevendo oggettivamente palate di fango», ha detto il sindaco di Napoli, «Non ho mai visto un'attenzione così forte verso un sindaco, come sta avvenendo con di me negli ultimi tempi, e questo mi lascia perplesso».

Ma non sono soltanto le inchieste giudiziarie ad allungare ombre sulla rivoluzione arancione dell'ex pm. Su de Magistris da tempo piovono critiche sulla gestione della città. Gli vengono contestati la gestione del crollo dell'ala del palazzo nella centralissima via Chiaia, l'introduzione e la gestione delle zone a traffico limitate nel centro storico della città, e lo stato di decadimento della villa comunale. E le critiche non arrivano soltanto dagli oppositori politici, ma sono tante le associazioni cittadine che si sentono deluse dalla gestione de Magistris.

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Luigi de Magistris artefice dei suoi mali

Luigi de Magistris artefice dei suoi mali | Politikè | Scoop.it
di Riccardo Realfonzo, da ilfattoquotidiano.itPiovono avvisi di garanzia sul sindaco di Napoli e i suoi collaboratori, a soli due anni dall’insediamento della Giunta.
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Piovono avvisi di garanzia sul sindaco di Napoli e i suoi collaboratori, a soli due anni dall’insediamento della Giunta. La vicenda dell’America’s Cup – per cui de Magistris è indagato con il presidente della Regione Campania Caldoro e l’ex presidente della Provincia Cesaro, per avere affidato l’evento a una società mista, senza una gara per individuare il socio privato – è solo l’ultimo degli interventi della Procura partenopea. Intanto, per l’America’s Cup sono indagati, per gli appalti distribuiti, anche il Capo di Gabinetto Attilio Auricchio e il fratello del sindaco, Claudio. 

Poi c’è l’indagine che riguarda il consigliere di de Magistris, il vicesindaco Tommaso Sodano, su cui pende una ipotesi di reato per una consulenza andata a una studiosa ritenuta a lui vicina, senza bando pubblico. Per di più, uno dei tre assessori superstiti ai tanti rimpasti di de Magistris (la Tommasielli dell’Idv) è sospettata di avere brigato per cancellare alcune multe stradali elevate a suoi parenti. Infine, c’è l’inchiesta sulle buche stradali in cui è indagato lo stesso de Magistris. E i giornali riferiscono di numerose altre indagini in corso.

Precisato che occorre guardare alle vicende giudiziarie con solido garantismo, il moltiplicarsi delle inchieste pone interrogativi di carattere politico. Come mai tutte queste indagini su de Magistris, la cui “luna di miele” con l’elettorato partenopeo di fatto non è mai iniziata? Si tratta davvero di un qualche complotto di poteri occulti e magistratura tesa a fermare un sindaco rivoluzionario che sta scardinando vecchi assetti di potere?

La mia esperienza con de Magistris – come organizzatore della sua campagna elettorale e ispiratore del programma di governo, poi per un anno assessore al bilancio del Comune – mi permette di rispondere con cognizione dei fatti a questi interrogativi.

La tesi di un complotto – azzardata da qualche adepto del sindaco e da qualche inavvertito commentatore – fa semplicemente sorridere. Se non altro perché gli assetti di potere a Napoli sono sempre gli stessi, con in più una crisi devastante aggravata da un Comune in sostanziale dissesto finanziario. I propositi bellicosi della campagna elettorale – rivoltare Napoli come un calzino, cancellare i sistemi clientelari (che proprio io avevo minuziosamente descritto nel libro “Robin Hood a Palazzo San Giacomo”), rispondere alle richieste dei cittadini con una stagione di buona amministrazione all’insegna della trasparenza e della legalità – sono stati tutti rapidamente accantonati. La nuova amministrazione, come ho già avuto modo di argomentare sul Fatto, non ha affrontato nessuno dei problemi veri della città, limitandosi a organizzare un po’ di eventi sportivi e chiudere qualche strada al traffico.

E allora perché un percorso così accidentato per il neo-sindaco? La verità è che Luigi de Magistris ha dato vita a una esperienza amministrativa del tutto inadeguata al governo di una grande e complessa città come Napoli. La sua azione, infatti, è stata finalizzata pressoché esclusivamente alla visibilità mediatica e a una rapida scalata politica nazionale, penosamente naufragata con il risultato elettorale di Rivoluzione Civile. Il tutto con uno stile amministrativo all’insegna del pressappochismo, della mancanza di conoscenza dei procedimenti amministrativi e – non ultimo – del sistematico allontanamento di ogni spirito libero e orientato al solo interesse pubblico. È così che una esperienza politica nata col proposito di fare del Comune una “casa di vetro”, “scassando” i poteri formali e informali che avevano portato alla disfatta dei rifiuti, è rapidamente naufragata sotto il comando autocratico del sindaco e dei suoi più stretti collaboratori, che ha trasformato le promesse di “partecipazione”, “collegialità”, “trasparenza” in parole vuote.

La strada che la giunta de Magistris stava intraprendendo fu chiara già nelle prime settimane successive all’insediamento della Giunta, nell’estate del 2011. Pino Narducci, ex assessore alla legalità, ed io tentammo in tutti i modi di porre un argine a questa deriva e fare comprendere al sindaco gli errori in cui, mal consigliato, cadeva. In alcuni casi, riuscimmo faticosamente a correggere alcuni provvedimenti discutibili sotto il profilo amministrativo e/o dell’opportunità politica (come nel caso della transazione con l’immobiliarista Romeo o nella emanazione di una delibera che facesse piena luce sul buco di bilancio). In altri casi, i nostri rilievi furono obliterati. Le cronache locali hanno illustrato, ad esempio, i conflitti che ci furono a seguito delle centinaia di assunzioni volute dal vicesindaco presso la società che si occupa della raccolta dei rifiuti. Il risultato fu che, in un crescendo di polemiche, circa un anno fa, Narducci fu costretto alle dimissioni ed io fui estromesso dal sindaco.

Il sindaco porta dunque grande responsabilità politica per i guai della sua giunta. Certo, la debolezza del tessuto sociale cittadino e degli stessi partiti politici, di destra e di sinistra, ha fatto il resto. Un centrodestra imbarazzante, un Pd che non ha ancora trovato le energie per svoltare rispetto alle eredità del passato, le organizzazioni sindacali sempre più sfilacciate e ingessate dalla crisi, hanno lasciato campo libero alle scorrerie dell’armata de Magistris, lasciando alla sola magistratura l’unica forma di “controllo sociale” sulle improvvisate iniziative del sindaco. 

Ma oggi nessuno – neppure chi ha potuto prevedere una simile involuzione della vicenda de Magistris – può gioire degli interventi della magistratura sul governo cittadino. Infatti, una buona e forte politica resta l’unica strada di rilancio possibile per Napoli. E allora non rimane che guardare al rinnovato senso civico che si concretizza nelle tante manifestazioni spontanee di protesta di questi giorni o alla opposizione dei giovani consiglieri di Ricostruzione Democratica, inizialmente sostenitori di de Magistris. Da queste esperienze i napoletani dovranno necessariamente ripartire quando questa ennesima sfortunata pagina amministrativa sarà chiusa.

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Tommasielli getta la spugna Multe e biglietti, l'inchiesta si allarga - denaro.it

Tommasielli getta la spugna  Multe e biglietti, l'inchiesta si allarga - denaro.it | Politikè | Scoop.it
L'assessore allo Sport del Comune di Napoli, Giuseppina Tommasielli, indagata per falso nell'ambito di un'indagine sull'annullamento di multe nella Ztl, rimette le deleghe nelle mani del sindaco Luigi de Magistris.
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L’assessore allo Sport del Comune di Napoli, Giuseppina Tommasielli, indagata per falso nell’ambito di un’indagine sull’annullamento di multe nella Ztl, rimette le deleghe nelle mani del sindaco Luigi de Magistris. Questo l’esito dell’incontro che si è svolto al Comune, un faccia a faccia durante il quale l’assessore ha ribadito al sindaco quanto riferito già durante l’interrogatorio.
L’assessore Tommasielli ha espresso al sindaco de Magistris la sua estraneità ai fatti, la correttezza personale evidenziata dal pagamento di multe arrivate a lei e al marito e ha ribadito di essersi informata, presso gli uffici competenti, se vi fossero deroghe alla Ztl per rapporti istituzionali per i sindaci della Provincia. Ora l’ultima parola spetta a de Magistris.

Un nuovo filone d’indagine: scandalo biglietti - Non solo le presunte multe annullate ai parenti in transito nella ztl di piazza Dante: l’assessore allo sport sembra coinvolta in un nuovo scandalo. I pm Danilo De Simone, Maria Sepe e Ida Teresi, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo, indagano sulla gestione dei 470 biglietti per lo stadio San Paolo che la convenzione con il Calcio Napoli attribuisce al Comune per destinarli alle scuole della città. Dalle intercettazioni sarebbero emersi casi di uso diverso di questi biglietti, regalati ad amici o parenti. Ma, al momento, la Procura non ha formulato nessuna accusa di reato per la Tommasielli. L’assessore ha risposto spiegando di avere a disposizione solo biglietti per il cerimoniale e ha ricordato i frequenti contrasti avuti in questi anni con il presidente del club Aurelio De Laurentiis. Intanto l’avvocato Domenico Ciruzzi, legale della Tommasielli, commenta “Non abbiamo ancora verificato i decreti di intercettazione, dai giornali però stiamo leggendo di tutto. L’auspicio è che siano stati rispettati tutti i parametri previsti dal codice. Il controllo di legalità è sacrosanto, ma le intercettazioni a strascico sono vietate”.

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Schifani, de Magistris, Cosentino. Toghe dettano i tempi e urgenze ad agenda politica.

Schifani, de Magistris, Cosentino. Toghe dettano i tempi e urgenze ad agenda politica. | Politikè | Scoop.it

Pietro Mancini - formiche.net 

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Dopo 4 mesi, don Nicola Cosentino, ex capo del Pdl in Campania, ha lasciato la cella del carcere di Secondigliano ed è stato trasferito agli arresti domiciliari. Nello stesso giorno, a Palermo, il giudice Morosini ha deciso che occorrono nuove indagini per accertare se, molti anni fa, prima di salire in politica e di diventare Presidente Pdl del Senato, l’allora avvocato, don  Renatino Schifani, ebbe, o meno, delle relazioni compromettenti con i boss mafiosi.
A Napoli, intanto, la giunta, guidata da un’ex “toga rossa”, de Magistris, ha perso un’altra assessora, donna Giuseppina Tommasielli, costretta a dimettersi, in seguito alle indagini sull’annullamento di alcune multe.  Mentre la Questura ha interrogato la cugina di Gigino de Magistris, componente-come il fratello, indagato, del Sindaco-del  pletorico e costoso team dei collaboratori degli amministratori “arancione” della città del Golfo.
Ancora una volta, insomma, la politica è in grande ed evidente affanno e la giustizia, non riformata dal Parlamento e lasciata senza coordinamenti e regole, scandisce e impone,  con le sue decisioni, i tempi e le priorità ai modesti primi attori e alle comparse del teatrino parlamentare e regionale. 
E, martedì prossimo, la Cassazione, accogliendo o respingendo il ricorso di Silvio Berlusconi contro la stangata a 4 anni di reclusione per i diritti Mediaset, scriverà una pagina politica molto più che giudiziaria. E influirà sulla tenuta del governo e sulla durata della legislatura.
E, mentre i partiti, divisi tra di loro e al loro interno, litigano e rinviano la soluzione dei gravi problemi del Paese, la giustizia interviene e conquista le prime pagine dei media, con le sue sentenze e le sue ordinanze, persino sulle partite di calcio, a volte condivisibili, più spesso discusse.
Insomma, 20 anni dopo le inchieste dei primi anni 90, che decapitarono la vecchia classe dirigente, sono ancora i magistrati, in primis quelli più politicizzati, a fissare le priorità dell’agenda del sempre più scricchiolante sistema parlamentare e istituzionale del Paese.
E neppure l’autorevole Re Giorgio I è in grado di comporre, dal Quirinale, la lunga e sanguinosa guerra tra l’ordine giudiziario e i nominati dai capataz dei partiti.

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Napoli, De Magistris da accusatore ad accusato. E ora è lui ad attaccare i pm

Napoli, De Magistris da accusatore ad accusato. E ora è lui ad attaccare i pm | Politikè | Scoop.it
E’ una questione vecchia come il cucco, quella del radicale che quando conquista il potere diventa conservatore e parla come un conservatore. Ma da sola non basta a spiegare certe acrobazie verbali
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L'indagine sull'America's Cup è solo l'ultima tegola sul sindaco della rivoluzione arancione. E l'ex magistrato reagisce in modo simile ai suoi vecchi "clienti" di quando indossava la toga. Evoca la giustizia a orologeria, parla di "procedimenti politici" e proclama che non si farà condizionare "né dalla camorra né dalla magistratura". Storia di una metamorfosi

E’ una questione vecchia come il cucco, quella del radicale che quando conquista il potere diventa conservatore e parla come un conservatore. Ma da sola non basta a spiegare certe acrobazie verbali di Luigi de Magistris, che da quando – sia indirettamente che in prima persona – è finito nel mirino della Procura napoletana, si esprime con toni e linguaggi simili a quelli dei suoi indagati eccellenti quando era pm a Catanzaro e affondava le mani nel verminaio degli intrecci tra politica, imprenditoria, magistratura e massoneria. Alla metamorfosi del linguaggio concorre anche il carattere aspro e sanguigno del sindaco arancione di Napoli. Persona schietta, sincera, umorale, che non le manda a dire, impossibile da tenere a freno anche per i più stretti collaboratori e addetti alla comunicazione.

I primi segnali di nervosismo si verificano dopo il sequestro dell’ex Italsider di Bagnoli. Aprile 2013, inchiesta del pm Stefania Buda, indagini sulla mancata bonifica di un’area zeppa di veleni. Inchiesta peraltro nota a de Magistris, sentito come testimone nel novembre del 2011. Il sindaco lascia passare alcuni giorni, poi in consiglio comunale fa trapelare la sua irritazione per la tempistica del provvedimento: “Alcune intercettazioni risalgono al 2007, addirittura qualche atto è del 2003. Mi chiedo: perché si è aspettato tanto?”. E’ una polemica sottile, afferrata al volo da chi ricorda che nelle intenzioni della giunta arancione Bagnoli avrebbe dovuto essere la location dei preliminari della Coppa America e che l’idea è tramontata perché nessuno se l’è sentita di assumere questo ‘rischio’ con la graticola delle lunghe e imprevedibili indagini in corso. Senza dimenticare che il provvedimento giudiziario può segnare la fine di Bagnolifutura spa, la partecipata dove de Magistris ha piazzato come presidente uno dei suoi uomini migliori, l’ex magistrato Omero Ambrogi.

Passa poco più di un mese e a metà maggio la Procura apre il filone ‘buche stradali’. Il pm è sempre la Buda. Che invia un avviso di garanzia con invito a comparire per il sindaco e per l’assessore alla Viabilità Anna Donati. La rete viaria di Napoli è un groviera e la Procura ipotizza omissioni d’atti d’ufficio per non aver destinato i soldi dei grandi eventi – due edizioni di America’s Cup, la tappa inaugurale del Giro d’Italia – per tappare le buche. De Magistris lascia trapelare parole durissime, riportate da ‘Il Mattino’ come provenienti ‘da ambienti vicini al sindaco’: “Un procedimento politico. Ma come si fa a trasformare un interrogatorio in un dibattito su come spendere i soldi? La Procura non può determinare le priorità politiche di un’amministrazione”.

Parole che assomigliano sinistramente a una vecchia interrogazione dell’ex senatore di An Ettore Bucciero contro le indagini di de Magistris in Calabria, accusato di “deliberata determinazione di colpire con lo strumento giudiziario settori della vita pubblica dei quali non condivide le scelte politiche”. La frase sulle “indagini politiche” viene sostanzialmente attribuita a de Magistris (che mai la smentirà). E il procuratore capo di Napoli Giovanni Colangelo si sente in dovere di replicare: “Non ci sono finalità o obiettivi politici, solo doverosi accertamenti nel pieno rispetto delle regole”.

Il feeling con gli ex colleghi di toga – de Magistris è stato sostituto procuratore a Napoli negli anni a guida Agostino Cordova – si è ormai rotto. E quando le inchieste toccano i più stretti collaboratori del sindaco, il fratello Claudio e il capo di gabinetto Attilio Auricchio, il primo cittadino si lascia andare senza freni. Sei giugno 2013, scoppia la bomba America’s Cup. La Finanza, coordinata dai pm Arlomede e Bottino, entra a Palazzo San Giacomo e ne esce con il computer di Auricchio e i verbali di perquisizione degli uffici di Claudio de Magistris (fratello del sindaco) e di altri funzionari municipali. Si procede per turbativa d’asta, il primo cittadino non risulta indagato. Quando il Riesame dissequestra il computer di Auricchio “per assoluta carenza di motivazioni nel decreto”, de Magistris commenta come uno che vuole togliersi i sassolini dalle scarpe: “Si sono presi tutte le carte più riservate dell’ufficio di diretta dipendenza del sindaco, cioè quello del capo di gabinetto, dunque mi sarei aspettato una motivazione, ma questa motivazione non c’era. Si è disposto un provvedimento – di quel tipo e di quella portata così spettacolare – pare senza un briciolo di motivazione. E’ un fatto molto grave perché, per altro, sono andati a disposizione di tante persone anche atti molto riservati relativi alla vita politica e amministrativa del sindaco di Napoli”.

La Procura reagisce rinnovando il sequestro e scrivendo un capo di imputazione dettagliato.Accusando de Magistris, il governatore Caldoro e l’ex presidente della Provincia Cesaro di turbativa d’asta per aver scelto senza gara nell’Unione Industriali il partner privato in ‘America’s Cup Napoli’ (la società di scopo per organizzare l’evento). Il sindaco, che poche settimane prima minacciava querele a chi lo avesse tirato in ballo dicendo “di non essere direttamente coinvolto”, scopre così di essere di nuovo indagato. E protesta. “Mi sento ingiuriato. La magistratura è autonoma ma anche la politica è autonoma, io non mi faccio condizionare né dalla camorra né dalla magistratura né nel mio lavoro”. Accostamento infelice che suscita la protesta dell’Anm. E qualcuno si chiede: il de Magistris pm come commenterebbe le uscite del de Magistris sindaco indagato?

 
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Cstp, Pasquino all'assemblea dei soci: "Necessaria la ricapitalizzazione"

Cstp, Pasquino all'assemblea dei soci: "Necessaria la ricapitalizzazione" | Politikè | Scoop.it

salernotoday.it

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Pasquino all'assemblea del Cstp

Pasquino ha ribadito agli Enti soci la necessità di ultimare la procedura di ricapitalizzazione, di sottoscrivere il contratto di servizio con la Provincia e di contenere i costi relativi al personale

Pasquino all'assemblea del Cstp

Si è discusso sulla procedura del concordato preventivo, sui provvedimenti riguardanti la ricognizione dell'aumento del capitale sociale e sulla sostituzione del ruolo di direttore generale con quella di direttore di esercizio, in piazza Matteo Luciani, nel corso dell'assemblea dei soci del Cstp.

A presiedere la riunione, dunque, Mario Santocchio, alla presenza del neo Commissario giudiziale, Raimondo Pasquino, oltre che dei delegati della Provincia e del Comune e dei rappresentanti dei Comuni di Angri, Baronissi, Castel San Giorgio, Cava dei Tirreni, Fisciano, Mercato San Severino, Nocera Inferiore, Pellezzano, Pontecagnano Faiano, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, Sant’Egidio del Monte Albino, San Valentino Torio, Sarno, Scafati e Vietri sul Mare.


Pasquino all'assemblea del Cstp
„Dopo che Santocchio si è soffermato sul concordato preventivo e sull'avvio della procedura di amministrazione delle grandi aziende in crisi, è intervenuto Pasquino che ha ribadito agli Enti soci la necessità di ultimare la procedura di ricapitalizzazione, di sottoscrivere il contratto di servizio con la Provincia e di contenere i costi relativi al personale: condizioni basilari, queste, per la redazione del nuovo piano industriale da presentare al Ministero dello Sviluppo Economico. L'assemblea riprenderà il 29 luglio alle ore 16:30.“

 
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Impegno Fico per antenne S.Silvestro - Abruzzo - ANSA.it

Impegno Fico per antenne S.Silvestro - Abruzzo - ANSA.it | Politikè | Scoop.it
Impegno Fico per antenne S.Silvestro, Componenti comitato 'no elettrosmog' chiedono delocalizzazione, L'impegno personale in Commissione di Vigilanza Rai del presidente Roberto Fico, per affrontare il problema della delocalizzazione , Abruzzo, Ansa...
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(ANSA) - PESCARA, 22 LUG - L'impegno personale in Commissione di Vigilanza Rai del presidente Roberto Fico, per affrontare il problema della delocalizzazione delle antenne di S.Silvestro a Pescara: ad annunciarlo è stato lo stesso Fico nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte i parlamentari abruzzesi del movimento. Dallo scorso 6 luglio alcuni componenti del comitato 'No Elettrosmog' stanno digiunando per chiedere di delocalizzare le antenne e i ripetitori televisivi.

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Napoli, l'assessore comunale accusata di aver fatto togliere multe ai parenti

Napoli, l'assessore comunale accusata di aver fatto togliere multe ai parenti | Politikè | Scoop.it
Giunta De Magistris: due distinte inchieste coinvolgono il vicesindaco Sodano e l'assessore Tommasielli. Quest'ultima accusata di aver fatto annullare contravvenzioni a cognato e sorella facendo risultare dei permessi per la Zona a traffico limitato.
Politikè's insight:

Una nuova tegola giudiziaria si abbatte sulla giunta comunale di Napoli guidata da Luigi de Magistris: un invito a comparire per il vicesindaco Tommaso Sodano e per l'assessore Pina Tommasielli, per due distinte inchieste. La prima, che ipotizza il reato d'abuso d'ufficio nasce nell'ambito di un'inchiesta sull'affidamento a una docente dell'università di Bergamo di un progetto per il bollino blu sulla qualità dell'aria. Con Sodano indagati la docente Mariacristina Roscia e il dirigente comunale del settore Ambiente Giuseppe Pulli. Diversa la vicenda che riguarda la Tommasielli per la quale si ipotizza il reato di falso nell'ambito di un'inchiesta sull'annullamento di multe nella zona a traffico limitato. In pratica, sostengono gli investigatori, avrebbe fatto togliere multe a una sorella e a un cognato facendo risultare falsamente – è l'ipotesi dell'accusa – che i due avevano invece un regolare permesso per circolare all'interno dell'area. Assessori, dirigente e docente sono stati convocati in Procura la prossima settimana.


Per quello che riguarda invece un'altra inchiesta, quella che coinvolge esponenti del Comune di Napoli sugli appalti per le gare della Coppa America, oggi la Guardia di Finanza ha nuovamente sequestrato il computer e i documenti del capo di gabinetto del Comune di Napoli, Attilio Auricchio. Terminale e atti erano stati dissequestrati nei giorni scorsi dal Riesame. I militari hanno notificato ad Auricchio un altro decreto emesso dai pm Graziella Arlomede e Marco Bottino, che fa riferimento alle accuse mosse al dirigente comunale: concorso in turbativa d'asta e abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta sulle due edizioni della Coppa America.

 

continua su: http://www.fanpage.it/napoli-l-assessore-di-de-magistris-accusata-di-aver-fatto-togliere-multe-ai-parenti/#ixzz2Zm3Mkfek ;
http://www.fanpage.it

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A lu suono d'a grancascia, viva viva la gente bascia

A lu suono d'a grancascia, viva viva la gente bascia | Politikè | Scoop.it

di Lidio Aramu su Medinapoli News - il notiziario dell'informazione libera

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Il sindaco de Magistris ha incontrato il ministro dei Beni Culturali. Tema dell’incontro: le resistenze opposte dal Soprintendente di Napoli alla realizzazione degli unici due (in senso assoluto) progetti rivoluzionari dell’amministrazione comunale su quello che una volta si chiamava Largo di Palazzo e sul lungomare di ponente. 
Sembra una bega infantile tra due fratelli. Un litigio con la richiesta di uno dei due al genitore di farsi arbitro della questione. L’episodio ha tutti i tratti dell’infantilismo: le pretese, i rifiuti, piedi pestati in terra, rinfacci e ricattucci. Ma non è così. Non è una manifestazione fastidiosa seppur comprensibile di una maturità non ancora raggiunta. Tutt’altro. 

L’episodio ha tre protagonisti: il Soprintendente Giorgio Cozzolino, nel ruolo del cattivone, che si ostina a pretendere il rispetto dei vincoli gravanti su Piazza del Plebiscito e su uno dei luoghi simbolo di Napoli per eccellenza, la litoranea che va da Largo Sermoneta a Via Nazario Sauro; il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in quello dell’offeso, ché vede frenati i suoi slanci per “vitalizzare” due siti protetti ed infine il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, nella parte del papà, al quale il “piccolo sindaco” si rivolge per poter ottenere una maggiore liberalità nell’interpretazione del disposto di legge sui vincoli di tutela.

Il pretesto non è nuovo ed ha qualche fondamento. I luoghi pubblici, anche se monumentali, non devono essere considerati un museo ma fatti vivere assegnandogli delle funzioni. E per tali, nella mente del sindaco ci sono gli eventi, i mega concerti, tenuti in Piazza del Plebiscito che ne hanno messo a rischio l’integrità monumentale e non hanno procurato un solo euro alle esangui casse comunali. L’altro chiodo fisso del primo cittadino è la trasformazione della litoranea borghese da carrabile a pedonale nonostante i gravi pregiudizi per la mobilità che questa soluzione comporta.
Si tratta di scelte ideologiche e populiste ben lontane da un’effettiva valorizzazione del bene comune dei luoghi della memoria storica della città. Vitalizzare e vandalizzare, pure se fanno rima tra loro, non posseggono lo stesso valore semantico. Anzi.
E la differenza è ben nota a Luigi de Magistris. Il sindaco, infatti, ricorda perfettamente come si presentavano la Cassa armonica di Enrico Alvino e l’area monumentale di Armando Diaz di Gino Cancellotti e Francesco Nagni prima dello svolgimento dell’evento “sola” della Vuitton cup.

No, non è stato l’amore per il derelitto patrimonio storico-monumentale a spingerlo ad incontrare il ministro per i Beni culturali. Se così fosse stato, gli avrebbe raccontato della distruzione della Villa vanvitelliana, delle sue fontane e dei gruppi marmorei del Settecento/Ottocento orribilmente mutilati ed offesi. Avrebbe rappresentato lo sdegno dei napoletani per gli inconcepibili ritardi accumulati nell’attuazione delle opere del "Grande progetto Unesco centro storico" di Napoli, la mancata ricostruzione della Villa del Popolo, la necessità di sottrarre la città all’agonia economico-culturale attraverso l’attivazione di sinergie tra i musei napoletani, il Conservatorio, l’Accademia di Belle Arti, la Scuola per la Ceramica e la Porcellana di Capodimonte e l’Autorità Portuale sì da determinare un’effettiva valorizzazione del patrimonio culturale ed ottenere salvifiche ricadute sull’economia cittadina. 

Niente di tutto ciò. Il primo cittadino teme di non poter soddisfare i propri desideri e ricorre ad un’aggressività strumentale non nuova. Questa volta utilizzata per indebolire il Soprintendente Cozzolino. Ma che in genere, si riscontra e si sostanzia nella perenne ricerca di un nemico. A costo di crearlo anche laddove non esiste. 
L’idea fissa, quasi maniacale, del primo cittadino è quella di realizzare, come Mausolo figlio di Ecatomno di Milasa, una stupenda architettura che lo ricordi alle future generazioni napoletane. A differenza del signore della Caria, il sindaco intende costruirlo in orizzontale, senza bassorilievi e sculture come ad Alicarnasso. Gli darà però la stessa imponenza grazie alle curve sinuose del “Lungomare liberato”, impreziosite magari da una triade monumentale costituita dai simulacri marmorei o bronzei di Armando Diaz, Umberto I e Luigi de Magistris. 

E’ difficile trovare altre ragioni se non nell’egocentrismo esasperato del primo cittadino che cocciutamente persegue il suo disegno continuando ad ignorare suggerimenti e indicazioni di autorevoli voci della Cultura e dell’Imprenditoria preoccupate dall’abbandono al degrado delle periferie, del centro antico/storico, e dalla mancanza d’interventi strutturali in grado di rilanciare l’economia della città.

Gli intellettuali e gli accademici, come la borghesia di Chiaja e di Posillipo, sono purtroppo annoverati dai tarocco-giacobini arancioni tra i nemici del popolo. Si sa, Napoli è la città dei paradossi. Sembra che stia rivivendo per ragioni meno alte e nobili – ed ovviamente in farsa - la tragedia della Repubblica partenopea. Questa volta però i ruoli dei protagonisti sono invertiti: al governo della città si ritrova, espressione di una fantomatica plebaglia, un sindaco lazzarone mentre una larga èlite d’intellettuali, borghesi e illuminati cittadini ha intrapreso. emblematicamente, dalla piazza che ricorda la vittoria della flotta cristiana su quella ottomana, la lunga marcia per impedire che le parti più preziose e ricche di storia della città possano essere trasformate in una laida suburra.                                           
Lidio Aramu

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Gran finale per la collettiva di pittura “That’s Amore” con il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris

Gran finale per la collettiva di pittura “That’s Amore” con il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris | Politikè | Scoop.it
La mostra d’ arte “That’s Amore”, che ha visto protagonisti, al Castel dell’ Ovo di Napoli, Giovanni Manzo, Ciro D’ Alessio e Antonio Conte chiude i battenti con finale a sorpresa.
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Napoli, 18/07/2013 (informazione.it - comunicati stampa) Grande affluenza di pubblico e gran finale per la mostra di pittura “That’s Amore”; il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha voluto visitare la mostra e scambiare qualche battuta con gli artisti presenti. In tarda mattinata, la curatrice Valeria Ferronetti, ha accolto il primo cittadino, accompagnandolo nella visita delle Sale delle Terrazze, e presentando le opere dei tre artisti napoletani. 

“Luigi De Magistris è un uomo carismatico, che ha apprezzato le ragioni della mostra, nell’ ottica del rilancio culturale, della citta’ di Napoli, nel mondo; è un napoletano che vuole bene a Napoli e tutti lo abbiamo ringraziato per la sua presenza” dice la curatrice Valeria Ferronetti; che conclude dicendo “Il Sindaco ha guardato, una ad una, le oltre 40 opere esposte, complimentandosi con gli artisti, e condividendone le intenzioni sociali ed artistiche. Dopo le fotografie di rito, ci ha salutato, scrivendo, sul nostro libro degli ospiti, una frase che mi ha commosso per sincerita’ ”

G.Manzo – “ La presenza del Sindaco De Magistris, al quale vanno i miei piu’ sentiti ringraziamenti, e’ stata una bella sorpresa che, insieme alla grande partecipazione di turisti, provenienti da tutto il mondo, e cittadini napoletani, ci ha fatto sentire meno soli, in una citta’, dove i maggiori quotidiani hanno mancato una occasione per informare i napoletani, dell’ esistenza di una mostra di artisti napoletani, che ha parlato della citta’ di Napoli, in uno scenario da sogno, tutto napoletano, come solo il Castel dell’ Ovo puo’ offrire. Di contro, voglio ringraziare la, sempre puntuale, giornalista Francesca Bruciano, il Vice Presidente del Consiglio del Comune di Napoli, Fulvio Frezza, Luciano Fuggetta e tutti coloro che hanno inteso onorare, con la loro presenza, il nostro lavoro”

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Addio al Porcellum, Giachetti torna all’attacco

Addio al Porcellum, Giachetti torna all’attacco | Politikè | Scoop.it
Nuova iniziativa del vicepresidente della camera per abolire l'attuale legge elettorale. E sulle riforme si salda un asse tra i parlamentari vicini a Matteo Renzi e Arturo Parisi
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Nuova iniziativa del vicepresidente della camera per abolire l'attuale legge elettorale. E sulle riforme si salda un asse tra i parlamentari vicini a Matteo Renzi e Arturo Parisi

Roberto Giachetti torna all’attacco contro il Porcellum. In una conferenza stampa insieme ad Arturo Parisi e Mario Segni, il vicepresidente della camera ha invitato tutti i colleghi a sottoscrivere la richiesta di procedura d’urgenza, che consentirebbe un’iter più rapido a tutte le proposte di legge già presentate a Montecitorio su questo tema. L’obiettivo è di accelerare l’esame in commissione affari costituzionale e portare un testo in aula entro un mese. «La politica può andare in vacanza, il Porcellum no» è lo slogan utilizzato da Giachetti. In questo modo, spiega il deputato, si renderebbe superflua anche l’attesa sentenza della Corte costituzionale, che potrebbe bocciare la legge elettorale in vigore.

Per raggiungere l’obiettivo e portare in conferenza dei capigruppi la richiesta della procedura d’urgenza basterebbero appena dieci firme, ma Giachetti ne vorrebbe molte di più per dare un segnale politico forte e passare così «dalle parole ai fatti».

Il viecepresidente della camera ci riprova, dopo lo sciopero della fame nella scorsa legislatura e dopo che il 29 maggio l’aula di Montecitorio bocciò (con 415 no, tra i quali quelli del Pd) la mozione da lui proposta, che avrebbe impegnato la camera a ripristinare la legge elettorale precedente. Proprio il Mattarellum sembra ancora essere il più probabile punto di ricaduta alla ricerca di quella safety net che lo stesso premier Enrico Letta auspicò nel discorso di insediamento alle camere, per impedire che si torni a votare con il Porcellum, in attesa di elaborare poi una eventuale nuova legge coerente con le riforme istituzionali allo studio.

Proprio di riforme si parlerà nel pomeriggio, in un seminario dal titolo L’Italia e il cambiamento che serve. Riformare non manutenere. Anche in questo caso, a promuovere l’iniziativa è un asse che si è saldato su questo tema tra i parlamentari renziani e Arturo Parisi. L’introduzione è affidata a Isabella De Monte (già promotrice al senato di una proposta di legge per il ripristino del Mattarellum), mentre concluderà i lavori Maria Elena Boschi. Gli interventi in programma sono quello dell’ex ministro Parisi, di Francesco Clementi (componente della commissione dei saggi per le riforme nominata dal governo) e di Nathalie Tocci, vicedirettore dell’Istituto affari internazionali.


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