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LA SOLITUDINE DI DE MAGISTRIS. NAPOLI ESPLODE, LUI SI RIFUGIA SUGLI SCOGLI -FOTO

LA SOLITUDINE DI DE MAGISTRIS. NAPOLI ESPLODE, LUI SI RIFUGIA SUGLI SCOGLI -FOTO | Politikè | Scoop.it
NAPOLI - Seduto sugli scogli a scrutare il mare come un qualsiasi cittadino o turista che si gode la bella giornata di sole. E’ il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris che in questo scatto rubato è ritratto di schiena.
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NAPOLI - Seduto sugli scogli a scrutare il mare come un qualsiasi cittadino o turista che si gode la bella giornata di sole. E’ il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris che in questo scatto rubato è ritratto di schiena. In totale solitudine il primo cittadino appare assorto nei suoi pensieri, che sembrano tutt’altro che piacevoli. Le immagini degli ultimi giorni mostrano una Napoli messa a ferro e fuoco e la tensione si taglia col coltello. Inaugurata l’America’s i problemi restano. In tarda mattinata il sindaco è giunto al Circolo Canottieri. Dopo un po’ ha lasciato tutto e tutti e si è diretto, da solo, verso la scogliera.

di Matilde Andolfo

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Politiké è la community che si occupa di politica, cultura ed attualità, ponendosi come il punto d'incontro tra la politica ed il cittadino protagonista.
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Depressione, la diagnosi arriva troppo tardi

Depressione, la diagnosi arriva troppo tardi | Politikè | Scoop.it
Il disturbo colpisce oltre il 12% della popolazione italiana ma è sottodiagnosticato e nonostante i trattamenti disponibili la maggior parte dei pazienti presenta ricadute. Sei volte su dieci i sintomi si presentano già in adolescenza
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Viene diagnosticata tardi, anche dopo due anni in alcuni casi, e colpisce sempre più in giovanissima età. È la fotografia della depressione che viene fuori dal convegno nazionale sul "male oscuro" svoltosi a Roma. Il disturbo colpisce 7,5 milioni di italiani ma in sette casi su 10 si attende un anno prima di ricevere un trattamento farmacologico. L'esordio dei sintomi avviene nel 60% dei casi nell'adolescenza, con l'arrivo della pubertà e del menarca. Solo il 40% dei pazienti risponde in maniera soddisfacente alla terapia e non presenta ricadute. In media, prima di arrivare a una diagnosi chiara passano due anni. Un lasso di tempo troppo lungo che può anche rivelarsi fatale: nel 47% dei casi il disturbo diventa cronico e porta così a un peggioramento significativo della qualità di vita.

Ciò che preoccupa è soprattutto la grande percentuale di malati che non assume i trattamenti come dovrebbe. Eppure oggi si dispone di molecole efficaci e più tollerabili. Come l'agomelatina, capostipite di una nuova classe di antidepressivi, con un meccanismo d'azione completamente diverso dai farmaci tradizionali e già disponibile in Italia e la vortioxetina, da poco approvata a livello europeo, con un profilo di tollerabilità/efficacia migliore rispetto ai suo predecessori SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Un trattamento adeguato, unito al sostegno psicoterapeutico, è in grado di migliorare in maniera significativa la situazione nella maggior parte dei casi, dicono gli esperti. Purtroppo, oltre la metà dei pazienti avrà negli anni una ricaduta. E l'eventuale concomitanza di altre malattie croniche, tipiche negli anziani, peggiora ulteriormente la qualità della vita.

«In un' elevata percentuale di persone, per lo più superiore al 30-50%, il disturbo complica una malattia somatica, come cancro, problematiche cardio-cerebrovascolari e diabete», spiega Riccardo Torta, Direttore dell'unità di psiconcologia della AOU S. G. Battista di Torino. «Il non trattamento di queste forme depressive, oltre a impattare la sfera emotiva e compromettere funzionamento e qualità di vita, amplifica la percezione dei sintomi e determina un peggioramento della prognosi".

Il tema della salute mentale è uno dei più delicati nell'ambito dell'assistenza sul territorio. «Come emerge dai dati del nostro ultimo "Rapporto PIT Salute" presentato lo scorso mese, i cittadini ci comunicano che l'assistenza di pazienti con disturbi mentali pesa in maniera insostenibile sulle famiglie: le segnalazioni sono in crescita dal 16% del 2012 al 19,3% del 2013», sottolinea Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. «Così come ci fanno notare che per una visita psichiatrica nel sistema pubblico sono necessarie anche lunghe attese».

Restando sugli aspetti socio-economici, i costi della depressione in Europa sono raddoppiati negli ultimi anni: da 1,7 miliardi di euro nel 1997 a 3,5 miliardi nel 2005. I principali sono quelli indiretti, legati a congedo e pensionamento precoce, che incidono tra il 65 e l'85% del totale. I pazienti presentano un rischio di assenza dal lavoro sette volte maggiore, superiore anche alle patologie cardiache o al diabete. Le spese per il trattamento terapeutico, invece, sono relativamente basse. Anche se, secondo l'ultimo rapporto OsMed (Osservatorio Medicinali) dell'AIFA, in Italia quasi 2,6 milioni di persone assumono farmaci antidepressivi. Nonostante questi dati, la gestione del disturbo è ancora subottimale e non raggiunge i necessari obiettivi terapeutici, cioè la remissione dei sintomi e la prevenzione delle ricadute o recidive.

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Il presidente Caldoro a Renzi: 'La Campania accetta la sfida'

Il presidente Caldoro a Renzi: 'La Campania accetta la sfida' | Politikè | Scoop.it
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, servendosi di Facebook commenta l'incontro avuto ieri con Matteo Renzi sui tagli alle Regioni previsti nella legge di Stabilita'. In particolare Caldoro descrive come costruttivo l'incontro col premier relativo a questa manovra che 'ha alcuni as
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In particolare Caldoro descrive come costruttivo l'incontro col premier relativo a questa manovra che "ha alcuni aspetti positivi e altri negativi". E chiarisce: "Non difendo il palazzo", auspicando nel contempo che tali tagli non incidano sui trasporti, sulla sanità e sulle prestazioni da dare ai cittadini".
E parlando di costi standard, Caldoro si definisce pronto per la sfida, auspicando una vera riforma, e che da quando si è insediato nel 2010,  lui e i suoi alleati hanno dimostrato di essere capaci, molto più di tanti altri, di mantenere i conti in ordine e di ridurre gli sprechi".

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Luigi Fusco: "Aperti alle civiche sane. Porte chiuse ad operazioni tipo Cardito libera" - Napoli Metropoli

Luigi Fusco: "Aperti alle civiche sane. Porte chiuse ad operazioni tipo Cardito libera" - Napoli Metropoli | Politikè | Scoop.it
Cardito. Il leader del Pd non vuole ripetere l'errore di due anni fa
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CARDITO – Le riunioni del Partito democratico fanno sempre discutere. E l’ultima, in particolare, ha creato l’ennesima fibrillazione, spenta, però, sul nascere da Luigi Fusco, leader del Pd e consigliere uscente. La questione riguarda il rapporto tra le liste civiche e il Pd. Dalla riunione è emerso un dato: c’è una parte dei democratici che non vorrebbe allearsi con le civiche. E verificato che oltre il Pd a Cardito non si vedono in giro altri partiti degni di essere chiamati tali, la domanda di tutti è stata spontanea: il Pd vuole isolarsi e candidarsi a perdere le elezioni? Nemmeno per idea. E la posizione la chiarisce proprio Luigi Fusco: “Capisco che a pochi mesi dalle elezioni – spiega Luigi Fusco, leader del Pd – chi è in difficoltà cerca di utilizzare tutti gli stratagemmi al fine di aggregare e speculare nella speranza che ci siano delusi dell’altra sponda; ma per fortuna sia il Pd che il centrosinistra non sono in queste condizioni. Questo è un ruolo che lasciamo volentieri agli altri. Il Pd è l’unico partito organizzato operante sul territorio ed è evidente che si riunisce nelle sedi opportune e sviscera qualsiasi argomento in un confronto trasparente e democratico. Tra questi il rapporto con le civiche e la composizione della futura coalizione. Nessun problema con gli alleati storici e naturali e il nostro obiettivo è quello di dialogare con le civiche di centrosinistra per formare una piattaforma programmatica e di valori condivisa in tutti i suoi aspetti. Ma allo stesso tempo non bisogna dimenticare che il consiglio comunale è stato sciolto da consiglieri espressioni di civiche: Cardito libera e una parte di Noi popolari. Quindi, oggi non possiamo non ribadire la netta chiusura a chi non condivide il progetto politico ma vuole

salire sul carro del vincitore all’ultimo momento in alleanza col Pd solo in ottica di gestione del potere. Avendo, come si è verificato con Cardito libera e una parte di Noi popolari, valori diversi, ideali diversi, stili diversi e soprattutto obiettivi diversi nell’amministrare la cosa pubblica. Non sfuggiamo alle nostre responsabilità e proprio per questo non commetteremo l’errore di due anni fa. Il centrosinistra tornerà al governo del paese con quelle liste che condividono i valori e sono da sempre in prima linea a lavorare per la collettività”. Poi, Fusco aggiunge un’altra valutazione sul piano personale: “Dove sono io non potranno mai esserci coloro che hanno sciolto il consiglio comunale – conclude Fusco – condannando Cardito ad un periodo di commissariamento ed impedendo che ci fosse al Municipio la locale classe dirigente in grado di affrontare e risolvere problemi”. Non a caso, la mensa scolastica non è partita. Il servizio del trasporto scolastico è stato soppresso. I titolari di immobili abusivi soggetti ad ordinanze di abbattimento non hanno interlocutori al Comune per tentare di affrontare il caso nel migliore dei modi e a differenza degli altri paesi a Cardito si pagano più tasse. Tutto questo grazie a chi ha sciolto il consiglio comunale. In particolare a chi ha tradito il mandato elettorale, come “Cardito libera”, solo perché l’ex sindaco Giuseppe Cirillo non si è piegato davanti ad una serie di richieste affaristiche. Che di sicuro torneranno di attualità sui palchi in campagna elettorale. E non basterà lanciare il solito fango per coprire chi non vuole lavorare nell’interesse della collettività ma ha dimostrato, sul campo, di preferire altre strade ed altri metodi che nulla hanno a che vedere col buon nome della locale classe dirigente.

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Bruxelles rimanda l’Italia, ma la bocciatura è lontana

Bruxelles rimanda l’Italia, ma la bocciatura è lontana | Politikè | Scoop.it
La manovra italiana non piace alla Commissione Europea, ma affossare l’Italia non conviene a nessuno
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La lettera originale del prof. Katainen doveva essere veramente terribile se il Ministero dell'Economia e Finanze ha deciso di pubblicare la versione finale, addolcita (pare) grazie all’intervento della Preside Merkel. Nonostante la scritta a caratteri cubitali “STRICTLY CONFIDENTIAL”, lo scolaretto Padoan l’ha immediatamente girata ai giornali, quasi a voler dimostrare che è stato bravo: non ha preso un 3, ma solo un bel 5!

Cosa si legge nella lettera? «Scrivo per consultarla in merito alle ragioni per cui l’Italia abbia pianificato di non rispettare il Patto di Stabilità e Crescita per il 2015. Vorrei sapere anche come l'Italia potrà assicurare il pieno rispetto dei propri obblighi di bilancio». Una lettera che lascia poco spazio all’interpretazione. Non è messo in dubbio che l’azione di governo sia non-conforme, si vuole solo sapere quali siano le motivazioni. C’è nella frase in lingua originale una sfumatura di impossibilità, del tipo "vorrei tanto che mi potessi spiegare come ...".

Il tentativo del governo di minimizzare la “bocciatura”, riducendola ad una sfida “scolastica”, è comprensibile e forse anche efficace, se l’obiettivo è orientare l’opinione pubblica interna. Gli analisti, però, dovrebbero fare attenzione a non peccare di ingenuità. Pensiamo veramente che nel Nord Europa la politica si faccia al computer, senza compromessi e valutazioni di convenienza? Pensiamo veramente che i nostri partner siano così ottusi da rischiare la rottura per uno 0.1% di PIL (1,5-2 mld di euro)? Basta ricordare la vicenda dei debiti pregressi della Pubblica Amministrazione - non conteggiati nel deficit - per dimostrare che l’Europa nei nostri confronti non sta certo usando un approccio rigido. Anzi.

I timori della Commissione sono legati più che altro a uno sforamento molto più pesante - nell’ordine dell'1%-1,3% del Pil - che ci porterebbe verso un livello deficit/PIL simile all’obiettivo 2015 per Spagna (4,2%) e Francia (4,3%) e non molto diverso dal vero deficit per cassa che è stato registrato negli anni passati (si vedano le statistiche Banca d’Italia, non quelle Istat/Eurostat). In altre parole, il timore è che quasi l’intera manovra da 36 miliardi sia senza coperture effettive.

Anche senza considerare entrate dubbie come quelle della lotta all’evasione, basti pensare che dalla spending review dovrebbero arrivare 15 miliardi di coperture. Senza toccare sanità, pensioni e pubblico impiego e senza aumentare tasse locali e biglietti del tram, sarebbe già un gran risultato ottenere i 5 miliardi che erano stati previsti fino a pochi giorni fa per questo capitolo della manovra. Le entrate da inasprimento del prelievo su newslot e Vlt (1 mld) possono essere bloccate o dai ricorsi dei concessionari, dal momento che lo Stato ancora nel 2013 si è fatto pagare in anticipo le nuove concessioni (15.000 euro per postazione Vlt) per coprire parte del buco dell’Imu prima casa, o dai tempi necessari per adeguare i software installati su 400.000 apparecchi sparsi su tutto il territorio nazionale. I 3.6 mld previsti dall’aumento della tassazione delle rendite finanziarie (fondi pensione, casse di previdenza, fondazioni) dipendono in parte da variabili “esogene”, come il livello dei tassi d’interesse e l’andamento dei mercati. E’ vero che nella Legge di Stabilità sono previste clausole di salvaguardia, ma il governo potrebbe sempre appellarsi al contesto macroeconomico, come peraltro sta già facendo con la manovra in corso, per evitare che scattino. Con l’aiuto di qualche miliardo di maggiori entrate dal condono legato alla voluntary disclosure, la scommessa del Governo italiano appare abbastanza chiara: se la crescita riparte bene, se non riparte alla meno peggio saremo in buona compagnia con la ribelle Francia e la virtuosa Spagna.

Quale sarà la conclusione della vicenda? È probabile che la Commissione alla fine abbozzerà. Il Nord Europa non è abitato da “ragionieri”, come gli “scolaretti” del Sud vorrebbero far credere. Meglio evitare una punizione adesso, che potrebbe mettere a repentaglio le prospettive di ripresa di una euro zona già in forte difficoltà. Ma non facciamoci troppe illusioni, il conto prima o poi lo pagheremo. Nell’immediato, infatti, il rischio è che Draghi sia costretto all’immobilismo, trasformato in un lame duck dalla ribellione di Italia e Francia, e che tornino in campo i “bond vigilantes”. Il ragionamento che si inizia a sentire è infatti il seguente. La Bce ha eliminato la pressione dei mercati e i governi non hanno utilizzato il tempo che la BCE ha regalato loro per proseguire gli sforzi di risanamento. Anzi, non appena lo spread è tornato (quasi) al livello pre-crisi, sta succedendo l’opposto. Se Francia e Italia si rifiutano di rispettare gli impegni internazionali, perché la Bundesbank dovrebbe?

di:Marcello Esposito

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TURISMO - Caserta - Franceschini: un treno che colleghi la Reggia di Caserta con Pompei, Ercolano e Paestum - Casertanews.it

TURISMO - Caserta - Franceschini: un treno che colleghi la Reggia di Caserta con Pompei, Ercolano e Paestum - Casertanews.it | Politikè | Scoop.it
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| Caserta - Un treno che colleghi la Reggia di Caserta ai principali siti archeologici dell'area come Pompei, Ercolano e Paestum. È questa l'idea cui starebbe lavorando il ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini, secondo quanto riportato oggi da Il Sole 24 Ore. "Sto iniziando a ragionare con le Ferrovie", ha affermato Franceschini. Obiettivo del progetto, aumentare la fruibilità delle aree di interesse turistico-culturale della Campania, migliorando le infrastrutture. Più volte l'attuale inquilino del dicastero al turismo e ai beni culturali era intervenuto sul fatto che la potenzialità dei siti di interesse storico-archeologico ed artistico non fosse adeguatamente sfruttata in termini di fruizione turistica. Ora questa proposta, incidendo sulla mobilità tra città dotate di musei e aree archeologiche, potrebbe andare nella giusta direzione ai fini di potenziare l'offerta turistica in Campania.

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Napolitano: «Basta austerity, in Europa bisogna cambiare». Renzi: «Speriamo nel compromesso» - InfoOggi.it

Napolitano: «Basta austerity, in Europa bisogna cambiare». Renzi: «Speriamo nel compromesso» - InfoOggi.it | Politikè | Scoop.it
Giorgio Napolitano: 'Cambiare direzione dopo anni di politiche restrittive'.
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Il presidente della Repubblica ha comunicato, riferendosi al documento: «Il termine "austerity" questa volta non compare: per evitare nuove polemiche qualcuno ha accettato di non menzionarlo, forse perché mosso da qualche complesso di colpa».

Per Giorgio Napolitano è ora necessario cambiare direzione, dopo un lungo periodo di austerità: «Dopo anni di politiche restrittive, dinanzi alla disoccupazione giovanile è giusto sollecitare" l'Ue per l'attuazione di nuove politiche di crescita e sviluppo».

La preoccupazione del capo dello Stato è relativa anche alle politiche anti-europee che, specialmente in tempi recenti, si diffondono sempre di più: «Hanno preso piede anche in Italia atteggiamenti di estraneità e contestazione, fino a forme di rifiuto delle scelte europee».

Giorgio Napolitano ha poi ricordato che «L'Europa è nostra, non è una strana creatura nata fuori di noi, quasi un mostro che detta leggi inapplicabili e gravide di conseguenze per le nostre società. L'Unione affronta molteplici e scottanti questioni, dall'accordo sul clima alle politiche di investimento per un deciso sforzo di rilancio dell'economia e dell'occupazione, pur senza far venir meno l'equilibrio di bilancio. L'Italia si è spesa molto per affermare la necessità di una vera svolta delle politiche europee per fronteggiare la crisi».

Renzi: «Speriamo di trovare un compromesso entro Venerdì»

Intanto, Matteo Renzi fa sapere che si augura di trovare un compromesso con l'Unione Europea entro la giornata di Venerdì. Il premier ha dichiarato al quotidiano "Il Messaggero" : «Speriamo proprio di chiudere, dipende da quanto chiude la Francia. Se l'Italia chiuderà alla pari sul taglio del deficit? Ma no. Noi italiani andremo molto meglio».

Sempre in merito alla lettera della Commissione Europea, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha rassicurato: «Il governo ha una strategia di politica economica, industriale e finanziaria. Se qualcuno non la vede, cercheremo di spiegargliela meglio»

(Foto da termometropolitico.it)

Alessia Malachiti

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Lavoro e riforme in Jobs (f)act -video

Lavoro e riforme in Jobs (f)act -video | Politikè | Scoop.it

 
“Jobs (f)act questo il titolo del libro di Severino Nappi.

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NAPOLI - "Jobs (f)act questo il titolo del libro di Severino Nappi. IN poche parole un manuale che spiega in maniera semplice le riforme dell’ultimo  ventennio, ma non solo, anche una fabbrica delle idee utili ad abbattere la fabbrica delle regole, spesso  buone soltanto a togliere lavoro. Ma il volume è soprattutto la proposta di soluzioni semplici e compatibili con il sistema-Paese; quindi una risposta tempestiva al Jobs act di Matteo Renzi. (Nappi)

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Studenti a Napoli - Erasmus Welcome Day -/- InchiostrOnline

Studenti a Napoli - Erasmus Welcome Day -/- InchiostrOnline | Politikè | Scoop.it
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Napoli dà il benvenuto agli studenti stranieri con l'Erasmus Welcome day, la giornata per gli universitari provenienti da tutto il mondo, che è stata presentata alla Camera di Commercio di Napoli. L'iniziativa, giunta alle quarta edizione, è stata realizzata su proposta della Commissione europea e del Parlamento europeo con il coinvolgimento attivo della rete Erasmus student network (Esn) Italia.

Nel corso della conferenza stampa alcune università partenopee, l'Europe Direct Napoli del centro europeo di informazione cultura e cittadinanza e l'Eurosportello della Camera di Commercio, hanno presentato le iniziative dedicate agli studenti stranieri. In particolare l'Esn ha presentato tre progetti: #Generazione senza voto, per gli studenti italiani in erasmus all'estero; Erasmus in the schools, che consiste nel portare gli studenti stranieri in giro per le scuole di tutta Italia ed Erasmus and sport, in cui rientrano le Olimpiadi Nazionali Erasmus 2015. A riguardo Carlo Bitetto, presidente Erasmus Student Network Italia, ha detto: "La manifestazione sportiva si terrà ad Avellino. Consiglio vivamente a tutti di partecipare poiché è un'ulteriore occasione per fare amicizia e conoscere la Campania".



Numerosi gli studenti stranieri accorsi all'evento, spagnoli, francesi, tedeschi, inglesi, ma soprattutto cinesi e giapponesi. "E' la seconda volta che vengo a Napoli - ha detto una giovane cinese che ha italianizzato il suo nome in Teresa - All'inizio è stato difficile ambientarmi, ma poi ho conosciuto delle persone stupende che mi hanno aiutato e che porterò per sempre nel cuore".

"Essere qui oggi - ha detto Alessandra Clemente, assessore comunale alle Politiche giovanili - vuol dire accogliere questi ragazzi con un messaggio importante: non siete soli. Napoli conferma una vocazione millenaria, è terra di studio, di cultura e si dedica ai giovani. Non dimentichiamo che Napoli è la città più giovane d'Europa".

Alla fine della conferenza è stato mostrato anche un video realizzato da un giovane spagnolo, in Erasmus a Napoli, nel 2011.

Germana Squillace

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PROVINCIA, SALTA BILANCIO IN GIUNTA: RISCHIO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO - OMNINAPOLI

PROVINCIA, SALTA BILANCIO IN GIUNTA: RISCHIO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO - OMNINAPOLI | Politikè | Scoop.it
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A due mesi dall'entrata in vigore della Città Metropolitana, che sarà guidata dall'attuale sindaco facente funzioni Tommaso Sodano dinanzi ad un Consiglio spaccato politicamente a metà, la Provincia di Napoli rischia lo scioglimento anticipato. A quanto apprende Omninapoli, la giunta guidata dal presidente Antonio Pentangelo (Fi) non ha approvato il bilancio in attesa di avere informazioni dal Governo sui tagli annunciati e dalla Regione sulle anticipazioni finanziarie che ridarebbero ossigeno. Di conseguenza, il segretario generale dell'Ente di piazza Matteotti ha provveduto ad inviare un'apposita diffida, come previsto dalla legge, a procedere al voto. Il termine stabilito dal segretario nella diffida è oggi: quindi tra poche ore potrebbe partire la comunicazione del segretario al Prefetto Francesco Musolino in merito alla mancata approvazione del documento contabile. Il che comporterebbe l'arrivo in Provincia di un commissario ad acta fino al 31 dicembre, giorno in cui l'Ente lascia il "timone" alla Città Metropolitana. Mancano poche ore alla resa di conti.

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L’armata brancarancione

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 di Marco Catizone.

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“La stupidità ha fatto progressi enormi. È un sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé” ( Ennio Flaiano) 

Sol Invictus, gira-sole, all’ombra di corolle in fiore, cercando per le vie un tempo famiglie e comunali un consenso svaporato nella mota sfarinata di cittadini in fiamme (brucia la Marinella nel degrado di una Marina mai bagnata dal mare), al freddo balocco di media un tempo amici, elucubrando all’osso mentre piovon carte e cartuscelle (il primo a batter ciglio e cassa è l’ex parlamentare Giancarlo Pittelli, che si è visto riconoscere provvisionale di ventimila euro dal tribunale capitolino che ha inflitto quindici mesi al sindaco sospeso per abuso d’ufficio ai tempi di “Why Not”), “fravecando e sfavecando”, come in borbonica ammunina, purchè in quel di Partenope non si perda mai tempo: ed il nostro Arancion Coniglio al suo orologetto politico in scadenza è ben legato, catenina d’oro a doppio filo, ben saldo nel panciotto; “Presto ch’è tardi!” , che la meraviglia arancione si è sfaldata, lo stregatto si pappa le alici, s’inciampa nel buco viepiù largo d’una maggioranza abulica, ed il premio d’un tempo è disperso, è andato, kapùt! Serve la scossa, che il terremoto v’è stato, il corpo ramingo del Bel Giggino è ancora sulfureo, le opinioni fanno impressione e le impressioni s’accapigliano a commento. Aleggia rovello da disturbato tessitore (cappellaio, fossi matto!): dove andranno l’Imbandanato di San Giacomo, il pirata Giggino e la sua dispersa ciurma rivoluzionaria?

Quale il cocchio prescelto per la cavalcata final, caracollando in cerca di sfida, non più al fianco del germano fidato, il Divin Claudio alle prese con beghe da procura in salsa salmastra da Coppa Ammerica ed accordi poco chiari, un pugno d’uomini da consorteria a far da scudo, in attesa di ben più sicura collocazione? Quale il lido cui approdare per rinfrescar suole e spolverar speroni, dove s’abbevererà il ronzino spelacchiato del sospeso Giggino, a quale greppia lo attaccherà per aver biada e ristoro? Sbarramenti piddini paiono al momento staccionate inverosimili, insormontabili per il nostro Macho Panza, dunque al ronzinante serve volano, giostra cui afferrarsi, fabbro-masto che confezioni zoccoli per staffa e cavalcatura, chè il Movimento Arancio è slim, trasparente, diafano, insomma un fantasma, ferraginoso di catene alquanto.

Che fare di Neapoli? Roccaforte alla Fort Alamo, per l’uomo dagli alamari cocozza, in attesa di sentenza amministrativa che ne ribalti il guizzo, sospendendo la sospensiva, come ultima ribalta per rivoluzionari domencali, con gli ex Dioscuri neapolitani, i De Magistris Boys, pronti a calare l’asso in quel di Saint James Palace Hotel, con le camere ad ore da fittare all’offerente politico migliore: il problema è ritrovar le chiavi del maniero, che i signorotti paion fuori di brutto, strali e proclami al vento, per raccolta di ultimi barricaderi, con ultimatum in bottiglia, per nuova armata brancarancione da ricomporre coi resti galvanici di Sel, una spruzzatina di consociativismo, una sbattuta d’uovo a tuorlo rosso-benecomunista, mentre a Palazzo son tutti in balia della corrente, dorotei come il tempo che fu; e Giggino insegue ancora il soffio di bolina, pronto a guidare l’arrembaggio alla seconda sindacatura non più dall’interno del castelletto, ma dandovi scalata con rampini e scarponi chiodati, incravatto nella boria a doppiopetto, a sventolar come gonfalone (ex) comunale in tempesta.

E la tempesta perfetta s’è abbattuta per davvero, e il nostro Ulisse ne è ben conscio, con le sirene piddine a solleticarne vellicolo e tricoricciuto pelo, pronte a distendere Giggino ed i suoi pochi  Arancini asfaltandoli in nome del renzismo arrembante, fintando una sfiducia politica in Consiglio, giocando di sponda coi numeri a sostegno, buttando la palla in avanti, che tanto ‘a jacuvella continua, ed attendendo gli eventi, perchè Napoli è solo una pedina sullo scacchiere, in sospensione a purgatorio come il suo Sindaco evanescente.

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Da domani Berlusconi può chiedere la liberazione anticipata

Da domani Berlusconi può chiedere la liberazione anticipata | Politikè | Scoop.it
Tra 24 ore saranno maturati i termini di sei mesi dopo i quali il leader di Forza Italia potrà presentare al giudice della Sorveglianza di Milano Beatrice Crosti l’istanza per ottenere una riduzione di 45 giorni del suo percorso di "rieducazione"
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Da domani Silvio Berlusconi, in affidamento in prova ai servizi sociali per un anno dopo la condanna definitiva per il caso Mediaset, potrà chiedere la liberazione anticipata.

Tra 24 ore infatti, saranno maturati i termini di sei mesi dopo i quali il leader di Forza Italia potrà presentare al giudice della Sorveglianza di Milano Beatrice Crosti l’istanza per ottenere una riduzione di 45 giorni del suo percorso di "rieducazione" presso l’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone dove assiste gli anziani ricoverati.

L’affidamento in prova aveva preso il via il pomeriggio dello scorso 23 aprile con la firma dell’ex capo del Governo del verbale con le prescrizioni stabilite dal magistrato e cioè le regole, in tutto una dozzina, a cui deve attenersi salvo particolari deroghe: tra queste, oltre a quella di non pronunciare parole "offensive" e di "spregio" nei confronti dei giudici e all’attivià di volontariato per una mattina alla settimana, il divieto di lasciare la Lombardia e l’obbligo di trascorrere la notte (dalle 23 alle 6 del mattino) ad Arcore, eccetto dal martedì al giovedì sera, giorni in cui può recarsi a Roma, palazzo Grazioli, per la sua attivià politica. A ciò si aggiungono, per esempio, il divieto di viaggi notturni e all’estero e di "frequentare pregiudicati".

Ora dunque trascorso il primo semestre in regime di affidamento in prova, l’ex Cavaliere potrebbe quindi presentare, in qualunque momento, la richiesta di liberazione anticipata. Richiesta che, da quanto è trapelato, deve ancora valutare con i suoi legali e che comunque dovrà essere concessa dal giudice Crosti dopo la lettura del fascicolo di Berlusconi in cui sarà, tra l’altro, anche inserita la relazione semestrale redatta dalla responsabile dell’Uepe di Milano, Severina Panarello - con cui ha colloqui più o meno mensili -, e le ammonizionì ricevute per via di alcuni episodi in cui ha usato frasi poco ortodosse nei confronti di magistrati.


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Matteo Renzi prepara una Leopolda da Steve Jobs

Matteo Renzi prepara una Leopolda da Steve Jobs | Politikè | Scoop.it
Quattro conduttori e cento tavoli tematici: per il weekend fiorentino è già boom di adesioni. E si parte dal "garage"
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Oltre 10mila prenotazioni via web e il tam tam che gira tra gli organizzatori «arrivare prima del fischio d’inizio».

La Leopolda, quest’anno alla sua quinta edizione, rischia il tutto esaurito. L’evento, storica fucina renziana, dove è nato e cresciuto l’entourage che ha portato a quel 40 per cento del Partito Democratico, cresce. E cambia: non solo nei costi, oggi raddoppiati, ma anche nella scenografia. Stavolta, per la kermesse che si terrà da venerdì 24 a domenica 26 a Firenze, si parte dai piani bassi: dal garage.

Ricordando gli esordi di Steve Jobs si trasformerà, tra gadget e una moltitudine di tavoli, nella storica rimessa auto di Santa Clara. «Garage – come spiega il presidente del Consiglio Matteo Renzi – perché simbolo dei luoghi in cui le idee divengono startup, progetti industriali, posti di lavoro. Garage perché simbolo del luogo da cui far ripartire una macchina che è rimasta ferma troppo a lungo». Si inizia a cena, venerdì sera, sotto lo slogan che accompagnerà tutta la kermesse: «Il futuro è solo l’inizio». Anche perché stavolta, come sottolinea Renzi stesso nella sua E-news la Leopolda 5 è diversa: «E’ la prima in cui al governo siamo noi, non altri».

Inizio lavori edizione 2013 (Foto archivio Alberto Sofia – Giornalettismo)

SPAZIO AI TAVOLI E AGLI «EROI» DELLA CRISI – Sabato sarà il giorno dedicato ai 100 tavoli di confronto su 100 argomenti: 50 al mattino, 50 al pomeriggio. «Parliamoci chiaro: alla Leopolda abbiamo iniziato quasi per scherzo, cinque anni fa. Adesso le cose sono cambiate: non basta proporre idee, bisogna realizzarle», spiega il segretario del Pd in una lunga lettera di invito a chi segue la sua newsletter. «Ci saranno 100 autorevoli relatori per ognuno dei temi più caldi in discussione: ministri, parlamentari, specialisti ed esperti. Ciascuno potrà, come sempre, confrontarsi in libertà». Spazio aperto a tutti. «Anche chi si presenterà con le bandiere sarà ben accetto», ha ricordato il ministro delle riforme Maria Elena Boschi, organizzatrice della passata edizione. Non sarà però «un evento di partito».

Domani sarà on line il calendario e i contenuti sul sito www.leopolda5.it. Dal palco si partirà con una lunga diretta con la possibilità di seguire l’evento da casa, in streaming e sui social media.
Stavolta si prediligerà più «gente comune» rispetto agli esponenti del panorama renziano. Sabato per esempio ci sarà spazio per chi in tempi di crisi «ha avuto la forza e la visione di creare posti di lavoro». Ad anticiparlo è il premier stesso: «Esperienze, storie, proposte di persone che dimostrano, con la loro credibilità, che l’Italia è davvero una Repubblica democratica fondata sul lavoro».

QUATTRO CONDUTTORI AL POSTO DI RENZI – Domenica si terranno ulteriori interventi e il discorso finale di Renzi, previsto alle 13. Ci sarà una novità. Nei due giorni sul palco non condurrà il premier ma bensì quattro parlamentari. Si tratta di Silvia Fregolent, deputata dem torinese, Luigi Famiglietti, deputato campano, Edoardo Fanucci, giovane trentunenne toscano e Lorenza Bonaccorsi, componente della segreteria nazionale Pd e presidente del Pd Lazio.

Lo scorso anno è toccato alla “frontwoman” Maria Elena Boschi (oggi ministro per le Riforme). Chissà che anche stavolta l’evento non porti fortuna ai quattro. «Il futuro è solo l’inizio – conclude Renzi nella nota  -  anche perché dobbiamo smettere di considerare il domani come una minaccia». Stavolta sarà una Leopolda diversa: e non solo per la scenografia.

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Processo civile: il governo pone la fiducia

Processo civile: il governo pone la fiducia | Politikè | Scoop.it
Lo annuncia il ministro Maria Elena Boschi in aula. Nel testo sostitutivo dell'intero disegno di legge anche l'accordo per coppie senza figli con scioglimento del matrimonio in negoziazione assistita
Politikè's insight:

Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha posto nell’Aula del Senato la questione di fiducia sul dl di riforma del processo civile. «A nome del governo e autorizzata dal Consiglio dei ministri», il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha spiegato che l’esecutivo chiede il voto di fiducia sul maxiemendamento «integralmente sostitutivo» del disegno di legge per la conversione in legge del dl sulla riforma della giustizia civile.

IL MAXIEMENDAMENTO – Cosa contiene il maxiemendamento? Anche l’accordo tra le coppie senza figli, per lo scioglimento del matrimonio tramite la negoziazione assistita, dovrà ricevere l’ok del procuratore del tribunale competente. Come abbiamo già anticipato ieri la maggioranza è divisa sulla responsabilità civile dei magistrati. Il culmine della tensione si è raggiunto qualche ora fa, con la richiesta di Palazzo Chigi di indicare «nessuna responsabilità per i magistrati dall’attività di interpretazione di norme di diritto». Ieri il governo ha avanzato alcuni emendamenti al ddl responsabilità civile dei magistrati, creando dissensi all’interno della maggioranza. Nello specifico si tratterebbe di una riformulazione che ridurrebbe i casi di “incriminazione” delle toghe, attraverso l’eliminazione dell’udienza filtro per l’ammissibilità, e che influenzerebbe i casi in cui è mancata la valutazione del fatto e della prova. «Un emendamento al testo che di fatto autorizza le toghe a fare tutto ciò che vogliono», ha commentato ieri lapidario il senatore di Forza Italia, Lucio Malan. Una scelta, secondo i forzisti, che «rimette l’intero testo in discussione e peggiora la situazione rispetto a quella attuale».

(Foto Fabio Cimaglia / LaPresse)

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Il presidente Caldoro a Renzi: 'La Campania accetta la sfida'

Il presidente Caldoro a Renzi: 'La Campania accetta la sfida' | Politikè | Scoop.it
Politikè's insight:

Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, servendosi di Facebook commenta l'incontro avuto ieri con Matteo Renzi sui tagli alle Regioni previsti nella legge di Stabilità.
In particolare Caldoro descrive come costruttivo l'incontro col premier relativo a questa manovra che "ha alcuni aspetti positivi e altri negativi". E chiarisce: "Non difendo il palazzo", auspicando nel contempo che tali tagli non incidano sui trasporti, sulla sanità e sulle prestazioni da dare ai cittadini".
E parlando di costi standard, Caldoro si definisce pronto per la sfida, auspicando una vera riforma, e che da quando si è insediato nel 2010,  lui e i suoi alleati hanno dimostrato di essere capaci, molto più di tanti altri, di mantenere i conti in ordine e di ridurre gli sprech

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Il presidente Caldoro a Renzi: 'La Campania accetta la sfida'

Il presidente Caldoro a Renzi: 'La Campania accetta la sfida' | Politikè | Scoop.it
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, servendosi di Facebook commenta l'incontro avuto ieri con Matteo Renzi sui tagli alle Regioni previsti nella legge di Stabilita'. In particolare Caldoro descrive come costruttivo l'incontro col premier relativo a questa manovra che 'ha alcuni as
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A Palinuro elette le nuove bellezze della regione Campania - Napoli Metropoli, quotidiano online d'informazione

A Palinuro elette le nuove bellezze della regione Campania - Napoli Metropoli, quotidiano online d'informazione | Politikè | Scoop.it
Santa Paribello e Sebastiano Iorio sono i nuovi Miss&Mister Regione Campania
Politikè's insight:

Palinuro – Santa Paribello e Sebastiano Iorio sono i nuovi Miss & Mister Regione Campania. Nella notte tra sabato e domenica nella splendida cornice della città di Palinuro sono state incoronate le nuove bellezze della regione Campania. Durante le due serate condotte magistralmente dalle bellissime Gaia Triola e Lisa Faraone con la collaborazione di Paola Mercurio, circa 120 concorrenti tra ragazzi e ragazze si sono dati battaglia per conquistare l’ambito scettro. La manifestazione organizzata dall’agenzia Gd agency di Giuseppe D’ambrosio con la collaborazione della fondazione Agorà di Alfonso Santoro e Lina Ammirati, ha avuto un grandissimo successo collezionando il pienone di pubblico in tutte e due le serate. Non facile il lavoro della giuria di qualità composta da personaggi del mondo dello spettacolo, dell’imprenditoria e del giornalismo. Tra gli giurati la cantante Rosa Miranda e l’attrice Lucia Cassini che durante le due serate si sono esibite sul palco per la gioia del pubblico prensente. I ragazzi hanno alloggiato nelle migliori strutture della città tra cui l’hotel Riviera, l’hotel il Gabbiano e il Ficocelle. A trionfare tra i mister è stato Sebastiano Iorio 23 anni di Casalnuovo:” Sono ancora emozionatissimo. E’ stata un esperienza a dir poco indescrivibile. Grazie a questo trionfo spero di realizzare il mio sogno.” – continua Sebastiano – “Mi hanno insegnato ad essere onesto ma soprattutto umile e a non arrendersi mai davanti le difficoltà e questo mi ha aiutato tantissimo in questa avventura.” A trionfare tra le miss è stata la bellissima Santa Paribello 16 anni di Afragola: “Sono felicissima per la vittoria. Ho iniziato per gioco ed è andato tutto per il meglio. E’ stata una splendida avventura”. - Continua la nuova miss – “Dedico la vittoria alla mia famiglia che ha sempre creduto in me e mi ha sostenuto in questo percorso.”. Un forte plauso va all’agenzia di Giuseppe D’ambrosio per l’organizzazione della manifestazione. Già nelle prossime settimane sicuramente inizieranno le nuove selezioni per il concorso 2015.


 

2° posto: Francesco Guillaro 21 anni Napoli (Mister Eleganza)

 

3° posto: Davide Solombrino 16 anni Frattaminore (Mister Cinema)

 

4° posto: Francesco Esposito (Mister Fitness)

 

5° posto: Mario Ercole 17 anni Mugnano (Mister Fotomodello)

 

A seguire in ordine di classifica: Federico Rossi; Mario Reca; Ferdinando Iavazzo; Salvatore Gaudino; Guido Schiavo; Giovanni De Rosa; Raffaele Coseglia.

 

Per il concorso Miss:

 

2° posto: Alessia Campanelli 19 anni Casoria (Miss Eleganza)

 

3° posto: Martina Bilardi 18 anni Acerra (Miss Cinema)

 

4° posto: Annalisa Auriemma 15 anni Cardito (Miss Fotomodella)

 

5° posto: Sabrina Terracciano 16 anni Somma Vesuviana (Miss Fascino)

A seguire in ordine di classifica: Maria Sacco; Rosa Di Fiore; Cristina Vitale; Elena Pecchia; Rosalba Aurora Carandente; Carolina Staiano; Ilaria Calvanese; Katia Rosano.

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Di Antonio Auricchio


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«La democrazia ha un costo, ma in Italia si esagera»

«La democrazia ha un costo, ma in Italia si esagera» | Politikè | Scoop.it
Caro direttore. Nelle lettere di oggi: basta con le dietrologie sull’incidente di Enrico Mattei
Politikè's insight:

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

 

Ma perché le pensioni della Camera non le paga l’Inps?

Ho letto l’intervista alla presidente della Camera Laura Boldrini sui tagli per i dipendenti della Camera stessa. Sono rimasto stupefatto quando l’onorevole Boldrini, pur riconoscendo che sono stati operati molti tagli, sostiene che la democrazia ha comunque un costo. Certo, ma ciò non giustifica spese senza freni con i soldi dei contribuenti. A quale titolo il Parlamento deve avere un barbiere da 99 mila euro annui? Perché una mensa dove si pagano cifre irrisorie (ora questo privilegio è stato in parte ridotto)? Perché i dipendenti di Camera e Senato percepiscano retribuzioni nette anche di 10 mila euro al mese? A quale titolo le pensioni vengono pagate dal datore di lavoro e non dall’Inps, al di sopra e al di fuori di ogni legislazione che regola la materia per tutti i comuni mortali?

Giulio Riccio, Roma, Il Messaggero, 24 ottobre

 

Errore: non fu doloso l’incidente di Mattei

Il Corriere del 22 ottobre riporta, in margine alla notizia dell’incidente di Mosca che ha causato la morte dell'ad di Total, Christophe de Margerie, l’incidente di Enrico Mattei a Bascapè nel 1962, concludendo: “Nel 2005 fu provata l'origine dolosa del fatto”. In realtà, proprio nel 2005 il pm pavese Vincenzo Calla pose la parola fine alle innumerevoli fantasie dietrologiche che propugnavano la teoria dell’attentato, archiviando definitivamente la pratica. Già una minuziosa inchiesta tecnica e due rinvii a giudizio avevano provato senz’ombra di dubbio la causa puramente tecnica dell’incidente (il ghiaccio, dal quale il Morane-Saulnier MS-760 di Mattei non era protetto).

Giulio Valdonio, Milano, Corriere della Sera, 24 ottobre

 

Caro Landini occupiamo il lavoro e non le fabbriche

Caro Landini, in questi giorni nel nome dello slogan “occupiamo le imprese”, i lavoratori sono tornati in piazza per protestare a viva voce i loro diritti. La mia opinione è che una tale iniziativa continua a vedere come distinte due realtà che mai come ora devono invece costituire un unico, seppure articolato, fenomeno: se muore l’impresa, muore il lavoro e muore il lavoratore. Il grido di allarme deve essere unitario: occupiamo il lavoro ed occupiamolo nel comune interesse delle imprese e dei lavoratori, prima che la desertificazione del tessuto produttivo in atto spenga definitivamente le voci di ognuno dei protagonisti. Occorre, allora, una battaglia comune. Non chiedo ovviamente ai lavoratori che tu rappresenti (e con i quali abbiamo sottoscritto un contratto di reciproca soddisfazione per il tramite di Unionmeccanica) di rinunciare ai loro diritti. Ti chiedo di inaugurare con me una stagione nella quale, per rianimare la nostra realtà produttiva, le forze delle Pmi (che rappresentano ancora la spina dorsale della nostra economia produttiva) si sommino a quelle dei lavoratori per abbattere (anche con la forza) tutte quelle barriere che ci mettono sempre più spesso fuori mercato rispetto alla concorrenza. Sono infatti convinto che solo unendo le forze e solo parlando di occupazione del lavoro (e non delle aziende) si possa, ad esempio, finalmente colpire a morte quelle gerarchie burocratiche che tutti proclamano di voler riformare ma che in realtà resistono e spesso prolificano a danno delle aziende ma, al tempo stesso, anche dei lavoratori. Naturalmente, quello della burocrazia è solo un esempio: i temi e gli ambiti di intervento sono talmente tanti che è impossibile affrontarli in questa sede: dobbiamo arrivare ad una vera e propria rifondazione del settore. Ciò che qui mi preme è di sollecitarti ad una strategia di emergenza: come al capezzale di un paziente in punto di morte, decidiamo di unire le nostre forze e di trovare un cammino comune (non privo di iniziative eclatanti) il cui fine sia quello di salvare il lavoro e i suoi protagonisti: aziende e lavoratori.

Maurizio Casasco, presidente Confapi Roma, Corriere della Sera, 23 ottobre

 

Si prenda atto che Padova è un territorio secolarizzato

Nel 1964 mi sono sposato a Padova, in Municipio. In questi giorni mi è arrivato l’invito del sindaco di Padova… ad andare a messa a festeggiare i 50 anni di matrimonio “in chiesa”. Quando mi sposai i miei amici mi prendevano in giro dicendo che i miei figli, che non ho battezzato, da grandi si sarebbero fatti preti. Nella generazione successiva molti figli dei miei amici si sono sposati in Municipio. Adesso praticamente tutti i figli di questi ultimi o si sposano in Municipio o convivono e fanno figli senza sposarsi. E “nessuno” si fa più prete! Cito statistiche ufficiali curate dal Comune di Padova, relative al suo territorio: anno 1964, matrimoni religiosi 98,8%, matrimoni civili 1,2%, nascite da coppie non sposate 1,6%. Quarant’anni dopo, 2013: matrimoni religiosi 39,5%, matrimoni civili 60,5%, nascite da coppie non sposate 30,8%. La Costituzione ha come principio supremo la laicità dello Stato. È stata violata quando i cattolici erano forte maggioranza, ma penso sia arrivato il momento che le autorità civili prendano atto che Padova (e l’Italia) è un territorio secolarizzato e di conseguenza lascino al Vescovo l’organizzazione di riti religiosi per i suoi fedeli.

Giorgio Villella, villella.giorgio@alice.it, Repubblica, 24 ottobre

 

L’abbonamento elettronico a Roma? Meglio lasciar perdere

Sono fra i pochi che pagano l’abbonamento dell’autobus e nei giorni scorsi, credendo di vivere in una capitale moderna, ho acquistato una delle nuove tessere elettroniche “èRoma”. Ho pagato i miei tre euro e sono andato sul sito Atac per effettuare la prima ricarica. Ho inserito il numero di 16 cifre e ho ricevuto il messaggio: “Tessera inesistente”. Ho telefonato al numero Atac e un signore dall’aria annoiata mi ha risposto che non ha idea di come spiegare il fatto e suggerito di comprare un tradizionale abbonamento cartaceo. È Roma, purtroppo.

Francesco Luna, fluna@libero.it

 

Ottanta: è il numero magico di Renzi

Ottanta euro a dritta nella busta paga....ottanta euro a manca per le neo-mamme....Ormai il numero ottanta è diventato indice e sinonimo di buone nuove, una quasi fortuna all'orizzonte per i destinatari. Ma che cosa dice, a questo riguardo, la smorfia napoletana? Numero ottanta: 'a vocca (la bocca). Per proclamare, il buono e volonteroso Matteo Renzi, oltre la faccia, la bocca ce l'ha messa, ma a quale numero dovrà ora appellarsi per trovare le coperture? Sempre la smorfia napoletana suggerisce il numero tredici: sant'Antonio. Affidarsi a lui, l'unico che potrebbe operare il miracolo.

Sveva Visconti, Libero 24 ottobre

 

Ma a Vittoria non esistono cc, magistrati e ispettori Inps?

Circa 1.600 donne romene, non clandestine da quando la Romania è parte della Ue, lavorano nelle campagne di Vittoria (Rg) ridotte in pratica a schiavitù, lavoro nero, orari impossibili, paghe da fame e, ancor peggio, costrette al sistematico concubinaggio sessuale dai latori di lavoro. Dove sono a Vittoria i carabinieri, la polizia, gli ispettori dell’Inps e la magistratura?

Vittorio Gatti, Parma, Corriere della sera, 24 ottobre

 

Patente rubata e ritrovata? Devi rifarla comunque

Mio figlio (a cui era stato rubato il portafogli, nonostante sia stato ritrovato con tutto il contenuto, tranne i soldi) ha avuto conferma che la patente di guida deve essere rifatta perché la denuncia è già partita. Nell’era dei computer non si può fare niente? Perché bisogna rifare carte, foto, versamenti e code alla Motorizzazione per mancanza di una semplice procedura?

Loredana Buzzi, buzzlo@tin.it

 

Servilismo. Prezzolato, però

Come sono anacronistiche le istituzioni italiane! Ho seguito le dichiarazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi alla Camera sulla web tv di Montecitorio e l’istituzione ha pensato bene di mettergli sotto una bella didascalia con su scritto: “Dott. Matteo Renzi”. Un modo per farci sapere che il premier non è stato eletto, e quindi che non è onorevole... Ma siamo nel 2014 o nel 1800, quando ancora c'erano i conti, i marchesi e i baroni? Stiamo ancora ai titoli nobiliari? Non chiedo di mettere un anglosassone “Mr” o un italico “Sig”, ma proprio di non mettere alcunché, questo sì. Le istituzioni sarebbero un po' più credibili e, certamente, meno anacronistiche.

Carlo Olivi, ItaliaOggi, 24 ottobre

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Sondaggi BiDiMedia Sondaggio Datamedia: il PD sale al 41%. Crescono il M5S, la Lega ed il Ncd, mentre Forza Italia resta bloccata al suo minimo storico. - Studi e Proiezioni Elettorali

Sondaggi BiDiMedia Sondaggio Datamedia: il PD sale al 41%. Crescono il M5S, la Lega ed il Ncd, mentre Forza Italia resta bloccata al suo minimo storico. - Studi e Proiezioni Elettorali | Politikè | Scoop.it
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Forum Universale delle Culture Napoli e Campania - La Voce del Quartiere

Forum Universale delle Culture Napoli e Campania - La Voce del Quartiere | Politikè | Scoop.it
Forum Universale delle Culture Napoli e Campania presenta “Future Forum” A Napoli la II edizione della rassegna internazionale su futuro e innovazione
Politikè's insight:

Da mercoledì 22 a martedì 28 ottobre approda a Napoli al Forum Universale delle Culture la seconda edizione del “Future Forum”, progetto nato da un’idea della Camera di Commercio di Udine per le imprese e il territorio, dedicato alle visioni e alle pre-visioni di futuro nell’economia e nella società.
In contemporanea e in sinergia con Udine, dove l’evento avrà inizio il 21 ottobre, nelle sale del Teatro di San Carlo di Napoli si svolgeranno incontri, dibattiti, conferenze, workshop che avranno come protagonisti i più importanti e autorevoli studiosi italiani insieme ad esperti di fama internazionale. Tra gli ospiti gli economisti Jay Mitra, Sergio Arzeni, Carsten Beck, Peter Marsh, Harald Von Witzke e David Halabisky, il luminare dell’Internet Governance Viktor Mayer Schönberger, i genetisti Guido Barbujani e Michele Morgante, l’urbanista Alastair Donald, l’esperto di policy del territorio Olaf Merk, i ricercatori Antonello Pasini, Lionel Devlieger, Marco Orioles e l’antropologo Mark Pagel.
Il programma napoletano – promosso dal Comune di Napoli, realizzato in partnership con il Forum Universale delle Culture e con la collaborazione della Camera di Commercio di Napoli, del Corriere del Mezzogiorno, dell’Italian Institute for the Future e della Fondazione Premio Napoli – raccoglie numerosi appuntamenti di grande interesse scientifico e culturale e rappresenta un’occasione unica per confrontarsi e discutere sui temi più importanti dello sviluppo mondiale: dalle nuove tecnologie al lavoro e alle imprese, dalla città alla salute e all’alimentazione, dal turismo alle industrie creative e alla trasmissione dei saperi, fino al mare, una delle risorse più preziose del Pianeta.
«In questi mesi, a Napoli, stiamo esplorando le culture contemporanee alla ricerca di strade capaci di accompagnare la città verso il futuro. In tal senso il Future Forum costituisce un’occasione felice per costruire reti e per determinare opportunità nuove di crescita e di sviluppo» dichiara Daniele Pitteri, commissario della Fondazione Forum Universale delle Culture. Nel corso delle giornate, saranno presentate a Napoli ricerche, scoperte, esperienze, cambiamenti che modificheranno la nostra vita nel prossimo ventennio. Laboratori e centri di ricerca offriranno nuovi sguardi e visioni, sollecitando una riflessione collettiva e sempre più urgente sul prossimo futuro.
“Il Future Forum sposa pienamente lo spirito del Forum delle Culture e dell’Amministrazione comunale che stanno facendo uno sforzo nella direzione dell’internazionalizzazione della città – dichiara Nino Daniele, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli – creando occasioni per connettere il tessuto culturale economico e produttivo di Napoli con il resto del mondo. Il Future Forum, stringendo partnership con organismi di grande prestigio, costituisce un’occasione di rara importanza per costruire relazioni internazionali permanenti”.

I temi e gli ospiti della seconda edizione del Future Forum a Napoli

Scenari di futuro: datagate, nuove tecnologie, evoluzioni impreviste della globalizzazione, conflitti e flussi interetnici e religiosi, nuovi modelli economici… Chi sarà l’homo novus del 2034? In quante dimensioni potrà abitare contemporaneamente? Secondo quali modelli relazionali potrà agire? Saremo tutti periferie di qualcos’altro? O servi-meccanismi di servi-meccanismi?
Affronteranno questi interrogativi: Carsten Beck del Copenhagen Institute for Futures Studies in “I megatrend: segnali deboli di un imminente futuro” (22 ottobre Opera Cafè ore 16); John Wilburn del Center for Houston’s Future con Alberto Felice De Toni, Rettore dell’Università di Udine, Roberta Amirante dell’Università di Napoli Federico II e Roberto Paura Italian Istitute for the Future in “Disegnare scenari locali per leggere la realtà e il cambiamento nel mondo” (24 ottobre Foyer ore 19); Paola Annoni, policy analist presso la direzione generale delle Politiche Regionali e Urbane della Commissione UE, e Adriano Giannola presidente dello Svimez, discuteranno su “La competitività delle regioni italiane ed europee” (25 ottobre Opera Cafè ore 16); l’esperto di big data dell’Università di Oxford, Viktor Mayer-Schönberger, terrà una conferenza dal titolo “La rivoluzione scientifica dei prossimi 20 anni: i big data – controllo, ma anche progresso” (22 ottobre Foyer ore 15).

Lavoro e impresa: siamo dentro una crisi o siamo entrati nella quarta rivoluzione industriale? Sono solo italiani i bamboccioni? Chi sono quelli che sono già chiamati “extra-leader”? Quali professioni spariranno e quali emergeranno nei prossimi decenni? Quante professioni dovrà gestire ogni persona contemporaneamente? La classe media è il nuovo sud economico? E infine: “chi si offre volontario”?
Ne parleranno Peter Marsh, editorialista del Financial Times e l’economista Massimo Lo Cicero, in “The new industrial revolution! – opportunità per l’Europa e il mondo” (22 ottobre Foyer ore 17); David Halabisky dell’OCSE, Renato Briganti dell’Università di Napoli Federico II, “Andiam, andiam, andiamo a lavorar…” (28 ottobre Foyer Ore 19); Henrik Jensen del Copenhagen Institute for Futures Studies interverrà su “Il futuro della work-life in Europa”, (28 ottobre Foyer ore 15); Helen Kersley della New Economic Foundation con Flaviano Zandonai di Euricse ed Enrica Morlicchio Università di Napoli Federico II su “Chi si offre volontario?” (28 ottobre Opera Cafè ore 18); l’economista e direttore dell’OCSE Sergio Arzeni con Marco Orioles dell’Università di Udine, Jay Mitra dell’Università di Essex e Antonio Polito direttore del Corriere del Mezzogiorno, parleranno di “Tra l’Italia e il nulla: il tesoro nascosto delle economie escluse” (27 ottobre Foyer ore 16.30); Anna Rubin dell’OCSE terrà una conferenza su “Le eccellenze locali come progetto di sviluppo”, (25 ottobre Foyer ore 17).

Città: come saranno le città del futuro? Quale sarà il posto migliore o peggiore dove vivere?
Ne parleranno: Lionel Devlieger, del collettivo belga ROTOR, celebre per le pratiche di riuso e Aldo Di Chio architetto, su “I re Mida – forme di recupero per il rinnovamento di materiali e luoghi” (24 ottobre Foyer ore 17); Alastair Donald del Future Cities Project parlerà di “Il richiamo della città: da slums alla periferia” (27 ottobre Foyer ore 15); Roberto Masiero dello Iuav di Venezia e Roberto Siagri di Eurotech si confronteranno su “Dalla smart city alla smart land?” (23 ottobre Opera Cafè ore 16).

Salute, cibo e nutrizione, scienza: la conoscenza della mappa del DNA permetterà di prevedere, oltre che le malattie, anche la nostra propensione al crimine? Sarà meno difficile essere anziani? Come moriremo in futuro? Come evolveranno le nanotecnologie e cosa potranno determinare nella nostra vita quotidiana? Clonazioni, virus ed età: chi e soprattutto cosa diventeremo nei prossimi vent’anni? Interverranno sul tema: Nicolò Carnimeo dell’Università di Bari con Antonello Pasini del CNR e Mariana Amato Università degli Studi della Basilicata, su “Com’è profondo il mare sotto questo sole – sostenibilità e cambiamento climatico dal mare al cielo” (25 ottobre Foyer ore 15); il genetista Michele Morgante discuterà con Harald Von Witzke dell’Università Humboldt di Berlino e con Andrea Masullo Greenaccord su “Il futuro dell’alimentazione tra tradizione e innovazione” (26 ottobre Foyer ore 11); il genetista Gilberto Corbellini dell’Università di Roma La Sapienza con il collega Giuseppe Mancino, parleranno di “Il dna permette di prevedere il futuro?” (26 ottobre Foyer ore 12.30).

Turismo e industrie creative: e se qualcuno ricominciasse il Grand Tour tra vent’anni, cosa cercherebbe in Italia? Come sarà il turismo di mezzo secolo: esperienziale o virtuale? Le industrie creative saranno la manifattura dell’anima o la vera novità economica del secolo?
Parleranno di industrie culturali e creative e di turismo il capo della divisione Turismo dell’OCSE Alain Dupeyras, il sociologo Domenico De Masi e la giornalista Mirella Armiero,“Industrie culturali e creative e turismo” (28 ottobre Sala Foyer ore 17); il direttore generale del Ministero dei Beni Culturali e Turismo Ninni Cutaia con Jeroen Oskam dell’European Tourism Futures Institute, Sonia Ferrari Università della Calabria e la giornalista Donatella Bernabò Silorata, discuteranno “Ancora il Grand Tour nel 2050: il turista cerca esperienze. Il turismo offre esperienze” (28 ottobre Opera Cafè ore 16); Martin Kruse del Copenhagen Institute for Futures Studies, il giornalista Vanni Fondi e Ermanno Mennella di Federalberghi Ischia, si confronteranno su “Turisti non più per caso” (23 ottobre Sala Foyer ore 17).

Trasmissione dei saperi: come evolverà la cultura digitale? Apprezzeremo le diversità o ci silenzieremo nell’omologazione indistinta? Come sarà e cosa dovrà sapere e poter fare il professore-modello del futuro? Tra gli studiosi invitati: Orna Mager del Centro israeliano Modi’in con Antonella Agnoli, del CDA dell’Istituzione Biblioteche di Bologna e Carlo Borgomeo della Fondazione Con il Sud, parleranno di “Conoscere non è mai stato così social: dalle biblioteche 2.0 al lifelong learning” (23 ottobre Opera Cafè ore 18); Peter Bishop del Center for Houston’s Future ed Enrico Maria Corbi dell’Università Suor Orsola Benincasa, discuteranno di “Una scuola future oriented – i metodi educativi ufficiali cercano il futuro, ma insegnano quello che sapevamo ieri” (24 ottobre Foyer ore 15); Mark Pagel dell’Università di Reading e Aldo Masullo si confronteranno su “Tutti uguali! La fine dell’antropologia: difendere la diversità per combattere l’omologazione che non crea adattamento” (27 ottobre Foyer ore 16.30); Guido Barbujani dell’Università di Ferrara e il giornalista Piero Sorrentino parleranno di “Perché non possiamo non dirci africani” (22 ottobre Opera Cafè ore 18); lo scrittore Gabriele Frasca con l’editore Luca Sossella discuteranno su “Il futuro del libro” (25 ottobre Opera Cafè ore 18), il Futuro della Cultura (26 ottobre Opera Cafè ore 11.45) è il tema su cui si confronteranno Nino Daniele assessore alla Cultura Comune di Napoli, Gabriele Frasca presidente Fondazione Premio Napoli, Stefano De Matteis editore, Gennaro Carillo Università Suor Orsola Benincasa e Daniele Pittèri commissario Fondazione Forum delle Culture.

Mare: i porti del futuro saranno la ragione della collaborazione tra nord e sud? Il mare, come la terra, è una risorsa limitata: perché la stiamo consumando indiscriminatamente? I porti sono ponti e il mare infrastruttura? Se ne discuterà con il senior policy analist presso l’OCSE Olaf Merk ed Ennio Marsella del CNR, nell’incontro “I porti glocali – il futuro dei porti e della retroportualità” (24 ottobre Opera Cafè ore 16); Marco Ponti del Politecnico Milano e Deborah Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ed esperta di infrastrutture, parleranno invece di “Gli sviluppi possibili dei porti – il futuro dei porti e della retroportualità” (23 ottobre Foyer ore 16).

Per partecipare agli incontri è obbligatoria la prenotazione.
Info e prenotazioni:
futureforum@fondazioneforum2013.it – 324 5949643 (lun-ven ore 10/12 – 14/18)
www.futureforum.it

- See more at: http://lavocedelquartiere.it/forum-universale-delle-culture-napoli-e-campania/#sthash.eElaGZPf.dpuf

Da mercoledì 22 a martedì 28 ottobre approda a Napoli al Forum Universale delle Culture la seconda edizione del “Future Forum”, progetto nato da un’idea della Camera di Commercio di Udine per le imprese e il territorio, dedicato alle visioni e alle pre-visioni di futuro nell’economia e nella società.
In contemporanea e in sinergia con Udine, dove l’evento avrà inizio il 21 ottobre, nelle sale del Teatro di San Carlo di Napoli si svolgeranno incontri, dibattiti, conferenze, workshop che avranno come protagonisti i più importanti e autorevoli studiosi italiani insieme ad esperti di fama internazionale. Tra gli ospiti gli economisti Jay Mitra, Sergio Arzeni, Carsten Beck, Peter Marsh, Harald Von Witzke e David Halabisky, il luminare dell’Internet Governance Viktor Mayer Schönberger, i genetisti Guido Barbujani e Michele Morgante, l’urbanista Alastair Donald, l’esperto di policy del territorio Olaf Merk, i ricercatori Antonello Pasini, Lionel Devlieger, Marco Orioles e l’antropologo Mark Pagel.
Il programma napoletano – promosso dal Comune di Napoli, realizzato in partnership con il Forum Universale delle Culture e con la collaborazione della Camera di Commercio di Napoli, del Corriere del Mezzogiorno, dell’Italian Institute for the Future e della Fondazione Premio Napoli – raccoglie numerosi appuntamenti di grande interesse scientifico e culturale e rappresenta un’occasione unica per confrontarsi e discutere sui temi più importanti dello sviluppo mondiale: dalle nuove tecnologie al lavoro e alle imprese, dalla città alla salute e all’alimentazione, dal turismo alle industrie creative e alla trasmissione dei saperi, fino al mare, una delle risorse più preziose del Pianeta.
«In questi mesi, a Napoli, stiamo esplorando le culture contemporanee alla ricerca di strade capaci di accompagnare la città verso il futuro. In tal senso il Future Forum costituisce un’occasione felice per costruire reti e per determinare opportunità nuove di crescita e di sviluppo» dichiara Daniele Pitteri, commissario della Fondazione Forum Universale delle Culture. Nel corso delle giornate, saranno presentate a Napoli ricerche, scoperte, esperienze, cambiamenti che modificheranno la nostra vita nel prossimo ventennio. Laboratori e centri di ricerca offriranno nuovi sguardi e visioni, sollecitando una riflessione collettiva e sempre più urgente sul prossimo futuro.
“Il Future Forum sposa pienamente lo spirito del Forum delle Culture e dell’Amministrazione comunale che stanno facendo uno sforzo nella direzione dell’internazionalizzazione della città – dichiara Nino Daniele, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli – creando occasioni per connettere il tessuto culturale economico e produttivo di Napoli con il resto del mondo. Il Future Forum, stringendo partnership con organismi di grande prestigio, costituisce un’occasione di rara importanza per costruire relazioni internazionali permanenti”.

I temi e gli ospiti della seconda edizione del Future Forum a Napoli

Scenari di futuro: datagate, nuove tecnologie, evoluzioni impreviste della globalizzazione, conflitti e flussi interetnici e religiosi, nuovi modelli economici… Chi sarà l’homo novus del 2034? In quante dimensioni potrà abitare contemporaneamente? Secondo quali modelli relazionali potrà agire? Saremo tutti periferie di qualcos’altro? O servi-meccanismi di servi-meccanismi?
Affronteranno questi interrogativi: Carsten Beck del Copenhagen Institute for Futures Studies in “I megatrend: segnali deboli di un imminente futuro” (22 ottobre Opera Cafè ore 16); John Wilburn del Center for Houston’s Future con Alberto Felice De Toni, Rettore dell’Università di Udine, Roberta Amirante dell’Università di Napoli Federico II e Roberto Paura Italian Istitute for the Future in “Disegnare scenari locali per leggere la realtà e il cambiamento nel mondo” (24 ottobre Foyer ore 19); Paola Annoni, policy analist presso la direzione generale delle Politiche Regionali e Urbane della Commissione UE, e Adriano Giannola presidente dello Svimez, discuteranno su “La competitività delle regioni italiane ed europee” (25 ottobre Opera Cafè ore 16); l’esperto di big data dell’Università di Oxford, Viktor Mayer-Schönberger, terrà una conferenza dal titolo “La rivoluzione scientifica dei prossimi 20 anni: i big data – controllo, ma anche progresso” (22 ottobre Foyer ore 15).

Lavoro e impresa: siamo dentro una crisi o siamo entrati nella quarta rivoluzione industriale? Sono solo italiani i bamboccioni? Chi sono quelli che sono già chiamati “extra-leader”? Quali professioni spariranno e quali emergeranno nei prossimi decenni? Quante professioni dovrà gestire ogni persona contemporaneamente? La classe media è il nuovo sud economico? E infine: “chi si offre volontario”?
Ne parleranno Peter Marsh, editorialista del Financial Times e l’economista Massimo Lo Cicero, in “The new industrial revolution! – opportunità per l’Europa e il mondo” (22 ottobre Foyer ore 17); David Halabisky dell’OCSE, Renato Briganti dell’Università di Napoli Federico II, “Andiam, andiam, andiamo a lavorar…” (28 ottobre Foyer Ore 19); Henrik Jensen del Copenhagen Institute for Futures Studies interverrà su “Il futuro della work-life in Europa”, (28 ottobre Foyer ore 15); Helen Kersley della New Economic Foundation con Flaviano Zandonai di Euricse ed Enrica Morlicchio Università di Napoli Federico II su “Chi si offre volontario?” (28 ottobre Opera Cafè ore 18); l’economista e direttore dell’OCSE Sergio Arzeni con Marco Orioles dell’Università di Udine, Jay Mitra dell’Università di Essex e Antonio Polito direttore del Corriere del Mezzogiorno, parleranno di “Tra l’Italia e il nulla: il tesoro nascosto delle economie escluse” (27 ottobre Foyer ore 16.30); Anna Rubin dell’OCSE terrà una conferenza su “Le eccellenze locali come progetto di sviluppo”, (25 ottobre Foyer ore 17).

Città: come saranno le città del futuro? Quale sarà il posto migliore o peggiore dove vivere?
Ne parleranno: Lionel Devlieger, del collettivo belga ROTOR, celebre per le pratiche di riuso e Aldo Di Chio architetto, su “I re Mida – forme di recupero per il rinnovamento di materiali e luoghi” (24 ottobre Foyer ore 17); Alastair Donald del Future Cities Project parlerà di “Il richiamo della città: da slums alla periferia” (27 ottobre Foyer ore 15); Roberto Masiero dello Iuav di Venezia e Roberto Siagri di Eurotech si confronteranno su “Dalla smart city alla smart land?” (23 ottobre Opera Cafè ore 16).

Salute, cibo e nutrizione, scienza: la conoscenza della mappa del DNA permetterà di prevedere, oltre che le malattie, anche la nostra propensione al crimine? Sarà meno difficile essere anziani? Come moriremo in futuro? Come evolveranno le nanotecnologie e cosa potranno determinare nella nostra vita quotidiana? Clonazioni, virus ed età: chi e soprattutto cosa diventeremo nei prossimi vent’anni? Interverranno sul tema: Nicolò Carnimeo dell’Università di Bari con Antonello Pasini del CNR e Mariana Amato Università degli Studi della Basilicata, su “Com’è profondo il mare sotto questo sole – sostenibilità e cambiamento climatico dal mare al cielo” (25 ottobre Foyer ore 15); il genetista Michele Morgante discuterà con Harald Von Witzke dell’Università Humboldt di Berlino e con Andrea Masullo Greenaccord su “Il futuro dell’alimentazione tra tradizione e innovazione” (26 ottobre Foyer ore 11); il genetista Gilberto Corbellini dell’Università di Roma La Sapienza con il collega Giuseppe Mancino, parleranno di “Il dna permette di prevedere il futuro?” (26 ottobre Foyer ore 12.30).

Turismo e industrie creative: e se qualcuno ricominciasse il Grand Tour tra vent’anni, cosa cercherebbe in Italia? Come sarà il turismo di mezzo secolo: esperienziale o virtuale? Le industrie creative saranno la manifattura dell’anima o la vera novità economica del secolo?
Parleranno di industrie culturali e creative e di turismo il capo della divisione Turismo dell’OCSE Alain Dupeyras, il sociologo Domenico De Masi e la giornalista Mirella Armiero,“Industrie culturali e creative e turismo” (28 ottobre Sala Foyer ore 17); il direttore generale del Ministero dei Beni Culturali e Turismo Ninni Cutaia con Jeroen Oskam dell’European Tourism Futures Institute, Sonia Ferrari Università della Calabria e la giornalista Donatella Bernabò Silorata, discuteranno “Ancora il Grand Tour nel 2050: il turista cerca esperienze. Il turismo offre esperienze” (28 ottobre Opera Cafè ore 16); Martin Kruse del Copenhagen Institute for Futures Studies, il giornalista Vanni Fondi e Ermanno Mennella di Federalberghi Ischia, si confronteranno su “Turisti non più per caso” (23 ottobre Sala Foyer ore 17).

Trasmissione dei saperi: come evolverà la cultura digitale? Apprezzeremo le diversità o ci silenzieremo nell’omologazione indistinta? Come sarà e cosa dovrà sapere e poter fare il professore-modello del futuro? Tra gli studiosi invitati: Orna Mager del Centro israeliano Modi’in con Antonella Agnoli, del CDA dell’Istituzione Biblioteche di Bologna e Carlo Borgomeo della Fondazione Con il Sud, parleranno di “Conoscere non è mai stato così social: dalle biblioteche 2.0 al lifelong learning” (23 ottobre Opera Cafè ore 18); Peter Bishop del Center for Houston’s Future ed Enrico Maria Corbi dell’Università Suor Orsola Benincasa, discuteranno di “Una scuola future oriented – i metodi educativi ufficiali cercano il futuro, ma insegnano quello che sapevamo ieri” (24 ottobre Foyer ore 15); Mark Pagel dell’Università di Reading e Aldo Masullo si confronteranno su “Tutti uguali! La fine dell’antropologia: difendere la diversità per combattere l’omologazione che non crea adattamento” (27 ottobre Foyer ore 16.30); Guido Barbujani dell’Università di Ferrara e il giornalista Piero Sorrentino parleranno di “Perché non possiamo non dirci africani” (22 ottobre Opera Cafè ore 18); lo scrittore Gabriele Frasca con l’editore Luca Sossella discuteranno su “Il futuro del libro” (25 ottobre Opera Cafè ore 18), il Futuro della Cultura (26 ottobre Opera Cafè ore 11.45) è il tema su cui si confronteranno Nino Daniele assessore alla Cultura Comune di Napoli, Gabriele Frasca presidente Fondazione Premio Napoli, Stefano De Matteis editore, Gennaro Carillo Università Suor Orsola Benincasa e Daniele Pittèri commissario Fondazione Forum delle Culture.

Mare: i porti del futuro saranno la ragione della collaborazione tra nord e sud? Il mare, come la terra, è una risorsa limitata: perché la stiamo consumando indiscriminatamente? I porti sono ponti e il mare infrastruttura? Se ne discuterà con il senior policy analist presso l’OCSE Olaf Merk ed Ennio Marsella del CNR, nell’incontro “I porti glocali – il futuro dei porti e della retroportualità” (24 ottobre Opera Cafè ore 16); Marco Ponti del Politecnico Milano e Deborah Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ed esperta di infrastrutture, parleranno invece di “Gli sviluppi possibili dei porti – il futuro dei porti e della retroportualità” (23 ottobre Foyer ore 16).

Per partecipare agli incontri è obbligatoria la prenotazione.
Info e prenotazioni:
futureforum@fondazioneforum2013.it – 324 5949643 (lun-ven ore 10/12 – 14/18)
www.futureforum.it

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Video - San Cipriano al voto, l'opinione dei cittadini: "Stanchi della vecchia politica, serve stabilità"

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La redazione di Interno 18 raccoglie le aspettative di alcuni elettori a pochi giorni dal voto

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San Cipriano d'Aversa - Manca poco al silenzio elettorale, da sabato i candidati di San Cipriano d'Aversa non potranno più fare promozione sul territorio. Durante questi ultimi giorni i quattro candidati a sindaco e le rispettive squadre cercheranno di convincere gli ultimi indecisi. In realtà, però, i giochi sono quasi del tutto fatti. In paese comincia a salire un po’ di ansia in vista delle elezioni. Dopo circa 10 anni di assenza, quasi totale di amministrazione, dopo due scioglimenti per infiltrazione camorristica, si sente forte l’esigenza di avere un’amministrazione che possa amministrare per tutto il mandato, senza cadere in un ulteriore scioglimento.

La stabilità è quella che manca al paese. Lo chiedono i cittadini, giovani e meno giovani. Anzi sono proprio gli anziani, quelli che più di tutti hanno vissuto i momenti felici e tristi della comunità sanciprianese a chiedere un governo locale che possa dare sicurezza. Lo chiedono soprattutto per i giovani del territorio, troppo spesso abbandonati al loro destino. “Ci vuole un po’ di lavoro per questi giovani” dice un cittadino sanciprianese nel video realizzato dalla nostra Redazione, per carpire gli umori prima del voto. Ai quattro candidati a sindaco, Margherita Iovine, Gennaro di Bonito, Vincenzo Caterino e Salvatore Cioffo, si chiede serietà e stabilità. Chiunque sarà chiamato a governare il paese non dovrà deludere le attese della popolazione.

tags: San Cipriano d'Aversa, elezioni 2014, elezioni San Cipriano d'Aversa  Commenta su Facebook 
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Napoli: Il crematorio comunale c'è ma non funziona

Napoli: Il crematorio comunale c'è ma non funziona | Politikè | Scoop.it
E' la denuncia del Comitato Portosalvo.
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Napoli, 22/10/2014 - Il crematorio comunale, che Napoli aspetta da oltre vent' anni, esiste ma non funziona. La nuova struttura cimiteriale, realizzata con parecchi milioni di euro sulla collina a ridosso di via Poggioreale, continua infatti a rimanere inspiegabilmente e misteriosamente inattiva alla faccia dei cittadini napoletani. L'amministrazione di Palazzo S.Giacomo, che per molto tempo ha tentennato sull'annuncio del suo completamento, ancora oggi non riesce ad avviare il servizio.  Attualmente il servizio più vicino è svolto a Pontecagnano in provincia di Salerno. Il costo per la cremazione è di 700 euro. A Roma, il servizio finanzia quasi il 50 per cento dei costi del cimitero. Secondo alcune inchieste promosse dalle associazioni dei consumatori sui costi dei funerali in 10 grandi città (Roma, Napoli, Milano,Torino, Palermo, Bologna, Catania, Venezia, Udine, Panna e Genova), organizzare un funerale a Napoli, costa in media 2.900 euro, a Milano e Genova 2.500 euro, a Palermo e Udine 2.000 euro, Bologna 1.950 euro. Il rito più conveniente, invece, si celebra a Venezia (1.160 euro), seguito da Parma (1.500 euro), Roma (1.600 euro) e Catania (1.800 euro). Si tratta di prezzi medi, ma si fa presto a salire fino a 10mila euro, in base agli optional offerti dalle pompe funebri. E allora si scopre che nelle città provviste di un forno crematorio conviene senz'altro scegliere la cremazione, visto che il loculo per contenere le ceneri costa molto meno rispetto alla tumulazione.

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Nola, Comune pagava opere mai realizzate Gdf sequestra beni per oltre 1mln di euro - OMNINAPOLI

Nola, Comune pagava opere mai realizzate Gdf sequestra beni per oltre 1mln di euro - OMNINAPOLI | Politikè | Scoop.it
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I Finanzieri del Comando Provinciale di Napoli, a partire dalle prime luci dell’alba, hanno sottoposto a sequestro beni immobili e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro, riconducibili ad un imprenditore nolano già risultato, nel corso dell’indagine che portò nel novembre 2013 all’esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti di alcuni dipendenti del comune di Nola, principale destinatario delle somme distratte, attraverso falsi mandati di pagamento, in danno del comune di Nola. I sequestri conservativi dell’abitazione e dei conti correnti bancari sono stati disposti dal Tribunale di Nola - Sezione Penale, ed eseguiti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Nola per impedire la dispersione delle garanzie patrimoniali necessarie a ristorare l’Ente locale del danno subito ed accertato nel corso delle indagini. Le misure patrimoniali sono state emesse, sulla scorta dell’indagine che, nel novembre dello scorso anno, ha permesso di individuare e smantellare una organizzazione operante nel comune di Nola che era riuscita a sottrarre dalle casse dell’Ente Pubblico 1.321.655,00 di euro. Il gruppo di soggetti indagati, composto da tre dipendenti comunali e dall’imprenditore oggetto dell’attività di sequestro, secondo quanto emerso dalle attività investigative, era riuscito a formare nell’arco di dieci anni 43 falsi mandanti di pagamento relativi ad opere pubbliche mai realizzate, inserendo tali disposizioni di pagamento nell’apposito software di gestione dei pagamenti utilizzato dal comune di Nola. Attraverso tale iter illecito i tre dipendenti erano riusciti a far giungere nella disponibilità dell’imprenditore coinvolto ingenti somme di denaro che, da quest’ultimo, venivano redistribuite tra i sodali. L’attività ispettiva dei Finanzieri proseguiva con una verifica fiscale che ha permesso di ricostruire i conti della società utilizzata dall’imprenditore indagato. I redditi sottratti a tassazione, accertati dai Finanzieri attraverso le indagini e gli strumenti tipici di Polizia Tributaria a disposizione del Corpo, ammontano ad oltre 2.207.745,00 di euro. Per tali condotte, poste in essere a partire dall’anno 2005, l'imprenditore è stato deferito alla locale Procura della Repubblica per i reati di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti” ed “omesso versamento dell’Iva”.

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Da Marmo alle coppie gay
il sindaco che fa notizia

Da Marmo alle coppie gay<br/> il sindaco che fa notizia | Politikè | Scoop.it

di Paolo Ariete. Il ministro degli Interni Alfano ha dato disposizione ai Prefetti di annullare le iscrizioni dei matrimoni gay? “Ed io apro un ufficio per la registrazione delle nozze gay…”

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Il sindaco Nando Uliano fa nuovamente parlare di sé

Nella città del Santuario dedicato alla Madonna del Rosario, meta religiosa famosa in tutto il mondo, il sindaco Nando Uliano apre alle unioni gay. “Amarsi alla luce del giorno, essere tutelati giuridicamente in caso di malattia o decesso del proprio compagno è un diritto inviolabile che non può essere vincolato al giudizio di pochi”. E così sia.

Nando Uliano, legato al Pd, anche se la sua elezione è stata presentata come pura espressione di dodici liste civiche, sembra comunque sentire l’esigenza di far parlare di se. Ha incominciato con la nomina ad assessore alla Sicurezza di Diego Marmo, ex pm del caso Tortora, che è risultata, come era facile prevedere, una grossa cassa di risonanza. Una vicenda “triste” culminata dopo una querelle durata due mesi, fra la richiesta di perdono di Marmo, il rifiuto della famiglia Tortora, l’intervento “sdegnato “ dell’altro Pm del processo Tortora Felice Di Persia, con le dimissioni da assessore. “Non mi sono dimesso per le reazioni ma perché si è deciso che avrebbe avuto più senso affidarmi l’incarico di direttore dell’Osservatorio sulla legalità…”

 

Ora Uliano, dopo l’intervento del ministero degli Interni, dopo il documento finale del Sinodo sulle coppie omosessuali, è uscito allo scoperto con questa sua iniziativa, dal sapore fortemente propagandistico. La registrazione dei matrimoni gay nella sede del Municipio proprio di fronte al Santuario dedicato alla Madonna del Rosario, era argomento troppo ghiotto perché non ne parlassero tutti i giornali. Forse perché boy scout, forse  perché componente di una compagnia amatoriale per cui ha scritto e messo in scena alcuni musical, tra cui “E’ natu journ“, canzone che è stata la colonna sonora della sua campagna elettorale, il sindaco Uliano è attentissimo alla comunicazione.

 

Sempre pronto a cavalcare l’onda della cronaca. Al grido “gli scavi appartengono ai pompeiani” un mese fa guidò la piccola “rivolta” in occasione della Boheme al Teatro Grande degli Scavi di Pompei. “La Casta è dentro, i ragazzi stanno fuori” il sindaco esprimeva all’esterno dell´area archeologica così il suo disappunto per la mancata presenza alla prima della grande lirica nell’area archeologica degli alunni del Liceo Scientifico di Pompei che per l´occasione avrebbero dovuto garantire un servizio di accoglienza. Una mancata presenza degli alunni che sarebbe legata all’assenza di una copertura assicurativa. Ma al sindaco non andava bene. Ed allora in prima fila la foto della protesta. Ora siamo in attesa dello scatto del primo si, con tanto di bacio della coppia gay.

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Fisco, Caf: "Caos Imu, migliaia di delibere da leggere e interpretare" - Il Fatto Quotidiano

Fisco, Caf: "Caos Imu, migliaia di delibere da leggere e interpretare" - Il Fatto Quotidiano | Politikè | Scoop.it
Il responsabile del Centro assistenza fiscale: "Con l'introduzione della Tasi le tasse e relative documentazioni si sono sdoppiate. Ogni comune ha il suo regime e le sue variabili, ciò che è sicuro è che il contribuente deve pagare entrambe le imposte"
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Fisco, Caf: “Caos Imu, migliaia di delibere da leggere e interpretare”Il responsabile del Centro assistenza fiscale: "Con l'introduzione della Tasi le tasse e relative documentazioni si sono sdoppiate. Ogni comune ha il suo regime e le sue variabili, ciò che è sicuro è che il contribuente deve pagare entrambe le imposte"di Redazione Il Fatto Quotidiano | 22 ottobre 2014Commenti (0)

Più informazioni su: Caf, Imu, Tasi, Tasse.

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Ore complicate per gli impiegati Caf che, con le scadenze alle porte, si trovano ad interpretare migliaia di delibere nel mare magnum delle tasse. L’ultimo caos riguarda l’Imu e il fatto che l’ingresso della Tasi abbia portato con sé lo sdoppiamento delle imposte e delle relative documentazioni. Franco Galvanini, responsabile fiscale del Caf Cisl con alle spalle anni di esperienza, ha detto a Labitalia: “Solo con l’Imu avevamo a che fare con 8.053 delibere, ora con la Tasi dobbiamo leggerne e interpretarne il doppio”, visto che ora il contribuente deve pagare sia l’Imu e che la Tasi.

“Il problema è che ogni comune fa storia a sé e quindi bisogna analizzare delibere e regolamenti, che spesso non sono chiarissimi e danno spazio a interpretazioni diverse. Se si vuole si può procedere in autonomia, su internet è possibile trovare tutta una serie di calcolatori. Ma è necessario sapere bene cosa inserire”. Anche perché “le variabili che sono state introdotte sono tantissime. Si va dai comuni che hanno deliberato l’aliquota punto e a capo, a quelli che hanno deliberato l’aliquota e hanno previsto delle detrazioni fisse per l’abitazione principale, a quelli che hanno deliberato detrazioni tenendo conto anche delle pertinenze, fino ad arrivare a quelli che applicano detrazioni in presenza di figli”.

Le cose dunque, non sono semplici e i Caf si trovano di fronte a giornate da azzeccagarbugli: “Molti Comuni hanno ritoccato l’Imu per fare spazio alla Tasi, altri invece non hanno neanche deliberato”, continua Galvanini. “Il cosiddetto incrocio con la Tasi  fa cambiare le aliquote Imu, qualche volta anche per venire incontro ai contribuente”, conclude “Le stesse regole nazionali, poi, sono cambiate. Tutto ciò ha alimentato i cambiamenti e, quindi, anche le delibere che comunque gli operatori dei Caf devono studiare e recepire per far pagare correttamente i contribuenti”.

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Berlusconi prende tempo sull’Italicum. E smentisce l’«eutanasia» di Forza Italia

Berlusconi prende tempo sull’Italicum. E smentisce l’«eutanasia» di Forza Italia | Politikè | Scoop.it
Dopo la riunione con i senatori, il Cav nega di aver bollato come "pessimo" il premio alla lista voluto da Renzi. «Modifiche da concordare», ma trattativa aperta. Con il timore del voto anticipato
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C’è un piccolo giallo in salsa forzista dietro la riunione tra Silvio Berlusconi e i senatori azzurri a Palazzo Giustiniani. Con tanto di frasi attribuite al Cav e smentite dell’ufficio stampa. Tutto nel giro di poche ore, sulle possibili modifiche all’Italicum. La proposta di assegnare il premio alla lista (e non più alla coalizione), voluta da Renzi? «Una proposta pessima», avrebbe detto il leader azzurro, riportavano le agenzie. Parole seguite dalle dichiarazioni di Paolo Romani, capogruppo al Senato, che sosteneva l’«assoluta contrarietà» di Forza Italia alla proposta di modifica. Dopo qualche ora, la retromarcia: «Il Cav non ha mai pronunciato quella frase. Sulla legge elettorale resta valido l’accordo del Nazareno: ogni eventuale modifica dovrà essere discussa fra le parti».

Un dietrofront, però, non troppo complicato da tradurre. Sull’Italicum la partita è ancora aperta. E Berlusconi non vuole sbilanciarsi troppo. Non vuole rompere con Renzi. Ma è consapevole allo stesso tempo di dover mediare all’interno del partito, di fronte a gruppi parlamentari in fibrillazione. Eletti che interpretano lo scenario del premio alla lista, sondaggi negativi alla mano, come un “suicidio politico“. Per questo al leader di Fi non  resta che prendere tempo.

 

Photocredit: Alberto Sofia/Giornalettismo

 

BERLUSCONI VUOLE TRATTARE SULL’ITALICUM –  Per il momento, l’abbraccio al “Renzellum” (il nome attribuito all’Italicum modificato con premio alla lista, ndr) non ci sarà. Ma c’è sempre spazio per trattare. Anche perché Berlusconi continua a lasciarsi tentare dalla proposta di modifica renziana.

«L’Italicum fa parte di un pacchetto che è il patto del Nazareno, che comprende riforme e legge elettorale. Rispetto all’impianto che era stato condiviso, il premio di lista non c’era e quindi noi non lo possiamo accettare senza prima una trattativa, deve essere discusso», avrebbe spiegato nel corso della riunione. Niente chiusura definitiva, però. Non è un caso che negli scorsi giorni Berlusconi fosse tornato a rivendicare di volere anche lui, come Renzi, un sistema bipartitico. Con un partito unico del centrodestra contrapposto al Pd renziano (o meglio, al “Partito della Nazione” al quale lavora il premier): «Sogno di vincere senza alleati», aveva azzardato. E anche al Tg5, si era limitato a sottolineare la necessità di “continuare un confronto con il presidente del Consiglio per favorire la governabilità”. 

Come confermano fonti interne consultate da Giornalettimo, Forza Italia tornerà a confrontarsi sulla legge elettorale nel corso di una riunione ad hoc. Ancora senza data. Prima però potrebbe essere calendarizzato un nuovo incontro tra il Cav e il premier, per trovare una nuova intesa sull’Italicum. Un bilaterale che potrebbe essere organizzato a breve, al di là delle smentite ufficiali di Romani (già, almeno in parte, sconfessato sulla bocciatura al premio alla lista, ndr).  

Guarda l’intervista a Paolo Romani

BERLUSCONI E LE RASSICURAZIONI SUL PARTITO – Prima, però, per Silvio Berlusconi c’è la necessità di rassicurare un partito sempre più in fibrillazione, cercando di allontanare le voci sul suo progressivo disimpegno e l’ “ombra” della possibile «eutanasia azzurra». Una dismissione del partito, in cambio della tutela delle sue aziende? Soltanto «menzogne» riportate dai giornali, per il Cav non c’è nulla di vero. Parole accompagnate da propositi di rilancio della sua creatura: «Il partito è al 18%, come dicono i sondaggi, non chiude assolutamente. C’è solo un processo di riorganizzazione, a partire dai congressi di dicembre», aveva spiegato anche Romani, riportando le parole di Berlusconi nel corso della riunione con il gruppo del Senato.

In realtà, i numeri dicono altro e smentiscono l’ottimismo del Cav. Fotografano un partito in caduta libera, che oscilla intorno al 15% e che rischia un tracollo alle prossime Regionali. L’incubo del “cappotto”, del 9-0 (tra le elezioni del 23 novembre in Emilia Romagna e Calabria, e quelle in primavera) resta presente ad Arcore. Così come all’interno del partito azzurro, con i “dissidenti” dell’area legata a Raffaele Fitto da tempo critici nei confronti di un’opposizione ritenuta troppo debole. E di una strategia politica troppo ambigua. “Tra color che son sospesi“, nel mezzo tra “pacificazione” renziana e propositi di opposizione al governo.  

 

 

IL CAV TEME IL VOTO. E PRENDE TEMPO –  Ma al Cav non conviene alimentare la tensione interna. Per questo, per placare i “ribelli”, ha anche portato la garanzia di voler onorare fino in fondo i debiti milionari ormai accumulati dal partito  (circa 88 milioni nel 2013, oltre ai 15 milioni di euro di buco nel bilancio). Perdite che hanno già causato l’abbandono di una parte della lussuosa sede romana di San Lorenzo in Lucina. «Farò un accordo con le banche per un piano di rientro in 3-4 anni», avrebbe annunciato l’ex premier. «In 20 anni mi hanno fatto di tutto, figuriamoci se ora mollo, anzi sono in campo più che mai e voglio tornare a vincere».

Ma non solo: per Berlusconi «il governo Renzi durerà fino al 2018» e Forza Italia avrebbe tutto il «tempo per riorganizzarsi». Senza «rottamazioni», ha promesso il Cav, tentando di smentire ancora le voci sulla volontà di disfarsi del vecchio corso e dei dissidenti. «Soltanto un rinnovamento», ripete da tempo. Parole che non convincono però del tutto i parlamentari azzurri. E nella stessa riunione a Palazzo Giustiniani c’è stato chi, come Augusto Minzolini (già critico sulla riforma del Senato), ha denunciato il rischio che Renzi stia in realtà puntando a elezioni anticipate, in disaccordo sulle previsioni sui tempi lunghi della legislatura. Non mancherebbero i segnali, avrebbe fatto notare l’ex direttore del Tg1: dalla «legge di stabilità elettorale», alla velocità con cui il premier vorrebbe incassare il sì del Senato sulla legge elettorale. 

Numeri alla mano, Forza Italia non è certo pronta al voto. E al di là delle parole ufficiali, Berlusconi non può che prendere tempo, tentando di oltrepassare la finestra elettorale di primavera. E allontanare così lo scenario temuto di un ritorno rapido alle urne. Sulle modifiche all’Italicum, invece, la trattativa resta aperta. Magari, si riflette ad Arcore, puntando ad “alzare il prezzo”.

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