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Ma chi hanno messo al Ministero dei Beni Culturali?


Via Giancarlo Dall'Ara
Caterina Pisu's insight:

Assurdo!

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Giancarlo Dall'Ara's curator insight, December 15, 2012 1:24 PM

Secondo il Ministro: "I piccoli musei non sostenibili con meno di 50 mila presenze"

Da questa triste affermazione è nato un bel dibattito qui: http://storify.com/giancarlodallar/un-bel-dibattito-sul-futuro-dei-musei

Piccoli Musei
Associazione Nazionale Piccoli Musei e altre notizie dal mondo dei piccoli musei
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Museums Newspaper: Comunicazione vera o apparente?

Museums Newspaper: Comunicazione vera o apparente? | Piccoli Musei | Scoop.it
Caterina Pisu's insight:
Comunicazione vera o apparente? 

Quando parliamo di musei e di comunicazione sui social media, "non è sempre tutto oro quel che luccica", soprattutto se la comunicazione e il rapporto sul web con il pubblico sono affidati totalmente a società in house. 
Se non c'è alcun coinvolgimento da parte dello staff del museo, in realtà il dialogo è solo apparente, e se non si può dire che si tratta di un bluff, però è evidente che tra il museo e i visitatori virtuali è stata posta una barriera.
Nel settore del marketing la questione è già stata approfondita e uno degli aspetti fondamentali di una buona strategia è la capacità di interagire in prima persona.
A tale proposito, così si è espressa Carlotta Petracci, esperta italiana di storytelling e di comunicazione, fondatrice dello studio creativo White: 
La prima cosa che facciamo noi, quando un marchio ci affida la gestione della sua pagina o dei suoi profili, è fare un piano editoriale che sia contemporaneamente di approfondimento (anche se in pillole) e di intrattenimento. Raramente ci sostituiamo ai marchi nelle risposte perché riteniamo che quello sia un lavoro molto personale e che un marchio, come una persona fisica, debba prendersi la responsabilità della costruzione della propria reputation online. E' una questione di autenticità. Noi possiamo sviluppare piani, campagne, contenuti visivi e di copy, ma non possiamo e non vogliamo sostituirci alle persone. Le conversazioni sono una cosa preziosa e devono essere vere".
(Dal magazine "Uomini e donne della comunicazione")

Forse è per questo che i piccoli musei (o i grandi musei che dimenticano di essere tali) raggiungono il cuore delle persone più in fretta? 
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Il mio museo ideale: colorato, istruttivo ma anche divertente come un videogioco!

Il mio museo ideale: colorato, istruttivo ma anche divertente come un videogioco! | Piccoli Musei | Scoop.it
Intervista al giovanissimo blogger Marco Mamelidi Caterina Pisu
Il 18 novembre scorso, Jake McGowan-Lowe, il ragazzo scozzese di 11 anni autore del blog Jake's Bones, era stato protagonista di un mio post con la sua personale visione del museo ideale. 
Ma Jake non è l'unico ragazzino autore di un blog culturale. In Italia il suo omologo è Marco Mameli, giovanissimo autore del blog http://marco-mameli.blogspot.it/.Marco ha 10 anni, frequenta la quinta elementare a Cagliari, adora i videogiochi, fare calcio e scautismo. Il suo film preferito è Harry Potter; il libro più amato: la storia di Dragon Ball. Adora fare foto e cantare e la sua canzone preferita è Uncle Grandpa canta i classici.
Oltre che con il suo blog, Marco è attivo anche su Instagram
Avendo saputo che Marco è stato molto attivo, ultimamente, sia durante Monumenti Aperti (la manifestazione nata in Sardegna per riscoprire la cultura come valore primario) sia come giovanissimo Invasore Digitale, gli ho chiesto di concedermi un'intervista per sapere come immagina il suo museo ideale. Marco ha tratteggiato molto bene un museo in cui non sia difficile imparare e non sia necessario leggere lunghi testi noiosi, ma dove ci si possa divertire e conoscere cose nuove anche con l'aiuto di disegni e spiegazioni audio. I ragazzi di oggi sono abituati a giocare con i videogiochi e quindi è quel tipo di interazione e di comprensione intuitiva che si aspettano anche da un luogo come il museo. Hanno bisogno di ambienti che sappiano trasmettere emozioni e infatti Marco vorrebbe vedere musei più colorati e meno freddi, dove non solo vista e udito ma perfino l'olfatto siano tutti coinvolti nell'esperienza di visita. 
(la lettura continua sul blog)
Caterina Pisu's insight:

http://museumsnewspaper.blogspot.it/2014/05/il-mio-museo-ideale-colorato-istruttivo.html

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Tutti i piccoli musei su Twitter da lunedì 24 a domenica 30 marzo: una iniziativa europea

Tutti i piccoli musei su Twitter da lunedì 24 a domenica 30 marzo: una iniziativa europea | Piccoli Musei | Scoop.it
Tutti i piccoli musei su Twitter da lunedì 24 a domenica 30 marzo: una iniziativa europea.

Ricordo a tutti coloro che sono responsabili di piccoli musei...
Caterina Pisu's insight:
Ricordo a tutti coloro che sono responsabili di piccoli musei che dal 24 al 30 marzo si svolgerà #MuseumWeek, la settimana sei musei su Twitter. 


Seguendo l’hashtag #MuseumWeek si potranno conoscere tanti musei e dialogare con tutti "a suon di tweets". 

L'iniziativa è stata promossa da quattro Paesi europei, Italia, Francia, Spagna e Regno Unito.

Ogni giorno, dal 24 al 30 marzo, #MuseumWeek proporrà un tema diverso cui ispirarsi per i propri tweets:

24 Marzo: Un giorno nella vita (#DayInTheLife) Per esempio, raccontate che cosa fate nella vostra giornata al museo…
25 Marzo Metti alla prova la tua conoscenza (#MuseumMastermind) Qualche quiz sui contenuti del vostro museo?
26 marzo La tua storia (#MuseumMemories) La storia del vostro museo e la vostra (ovviamente in relazione al museo), aneddoti, ecc.
27 marzo Edifici dietro l'arte (#BehindTheArt) 
28 marzo Chiedi all'esperto (#AskTheCurator) Facciamo domande al curatore
29 marzo MuseumSelfies (#MuseumSelfies) Avanti con le vostre foto!
30 marzo I vincoli portano alla creatività (#GetCreative) Si può essere creativi anche in 140 caratteri!

L'APM sarà presente su Twitter durante la settimana e aiuterà i piccoli musei che vorranno partecipare all'iniziativa a rilanciare i loro tweets. Vi aspettiamo numerosi!

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=747673935257098&set=a.377108655646963.93485.353933627964466&type=1

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Vista previa de documento La Loggetta n. 97, ott-dic 2013, notizia di Piansano e della Tuscia, Francesca Ceci.pdf - Página 1/2

Vista previa de documento La Loggetta n. 97, ott-dic 2013, notizia di Piansano e della Tuscia, Francesca Ceci.pdf - Página 1/2 | Piccoli Musei | Scoop.it
La Loggetta n. 97, ott-dic 2013, notizia di Piansano e della Tuscia, Francesca Ceci.pdf - Scaricare: la-loggetta-n-97-ott-dic-2013-notizia-di-piansano-e-della-tuscia-francesca-ceci.pdf (PDF 1.6, 1672 KB, 2 pages) | File PDF
Caterina Pisu's insight:

Francesca Ceci su La Loggetta, notiziario di Piansano e della Tuscia. Si parla dei musei della Tuscia, dell'ultimo convegno nazionale dellAssociazione Nazionale Piccoli Musei, cui ha partecipato il Museo delle Necropoli rupestri di Barbarano Romano, e delle difficoltà di un territorio e del suo ricco patrimonio storico, archeologico e artistico, non sempre adeguatamente valorizzato dalle autorità locali.

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Museums Newspaper: Musei in video

Museums Newspaper: Musei in video | Piccoli Musei | Scoop.it
Caterina Pisu's insight:
In attesa di conoscere i vincitori del concorso Musées (em)portables che quest'anno vede una cospicua presenza italiana (lasciamo un po' di suspense fino al 29 gennaio), vorrei sottolineare quanto in questi giorni a livello internazionale il mezzo visivo sia diventato un argomento di grande interesse. Oltre alla Francia e al suo Musées (em)portables, anche la rivista specialistica inglese Museum Practice ha dedicato un intero speciale a questo tema. Il mezzo cinematografico viene usato spesso in ambito museale e per differenti motivi: per esempio per offrire una interpretazione di una mostra o di una collezione museale; per creare esperienze immersive; come esperienza di apprendimento; infine, soprattutto nei paesi anglosassoni, ciò avviene anche per scopi di marketing o di raccolta fondi. Grazie al mezzo cinematografico in connubio con l'impiego delle realtà virtuali e delle realtà aumentate, poi, è possibile riportare alla vita le antiche civiltà, ricreando esperienze sensoriali che non potrebbero essere ottenute senza l'impiego di queste tecniche. Il cinema può essere anche un mezzo ideale per far vivere esperienze di apprendimento soprattutto se si coinvolgono direttamente i ragazzi (o anche gli adulti) nella realizzazione di video all’interno del museo. Non sono necessari grandi investimenti: bastano una piccola telecamera, un cavalletto e un microfono; ma, in ogni caso, i costi di produzione molto bassi, sostenibili dalla maggior parte delle scuole, sono ricompensati dal valore di un’esperienza molto costruttiva basata sull'impegno e sulla creatività. Non è difficile ed è a costo zero creare un canale You Tube del museo in cui si possono caricare anche i video creati dai propri visitatori: può essere semplicemente il racconto della propria visita oppure il museo può suggerire dei temi, per esempio in determinate occasioni che riguardano o il museo stesso o altri avvenimenti culturali di portata nazionale o locale, invitando a contribuire, usando liberamente la propria creatività.Diverso è il caso in cui i musei decidano di investire in produzioni video create da professionisti per promuovere il museo o una specifica mostra. Questo può creare timori nei responsabili dei musei perché si teme che i costi necessari possano non produrre i benefici sperati. Uno dei problemi è cercare di creare dei video che possano durare nel tempo, ovvero fare in modo che l’investimento sia anche a lungo termine. Secondo gli esperti, come regola generale i film creati per il web o proiettati lungo il percorso espositivo dovrebbero avere una durata ottimale di tre minuti. Apparentemente si tratta di un tempo molto ridotto in cui può sembrare difficile raccontare molte cose (ma all'occorrenza si possono creare vari film ciascuno di tre minuti). In realtà in tre minuti si possono ottenere dei veri e propri mini-fim (basta andare a visionare i filmati dei musei che hanno partecipato in questi anni a Musées (em)portables); in secondo luogo, è una buona strategia fare in modo che il pubblico abbia voglia di saperne di pù; terzo, se è vero che in tre minuti non si possono raccontare storie complicate, è possibile, però, riuscire a suscitare emozioni e a stimolare il pensiero degli spettatori in modo efficace. E questo, forse, è l'aspetto più importante e che rende utile un investimento di questo tipo.
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Barcellona Pozzo di Gotto, l'ex stazione ferroviaria ospiterà il museo ... - Giornale di Sicilia

Barcellona Pozzo di Gotto, l'ex stazione ferroviaria ospiterà il museo ...
Giornale di Sicilia
BARCELLONA POZZO DI GOTTO.
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Museums Newspaper: L'inchiesta di Repubblica è davvero pessima? Una replica a Federico Giannini

Museums Newspaper: L'inchiesta di Repubblica è davvero pessima? Una replica a Federico Giannini | Piccoli Musei | Scoop.it
Caterina Pisu's insight:
Ho esaminato con attenzione il post di Federico Giannini su Finestre sull'Arte. La critica che è stata rivolta ai giornalisti di Repubblica è stata quella di superficialità, ma leggendo la sua disamina posso dire che quello che ho letto ha un’impostazione troppo tecnica e una visione prevalentemente “accademica”. Giannini, infatti, è laureato in Informatica umanistica ed è specializzato in tecnologie web per i beni culturali. E’ logico che lui abbia preso in considerazione quasi esclusivamente gli aspetti tecnici, addirittura sminuendo altri aspetti della visita museale che per noi museologi non sono affatto marginali. Da parte mia, quindi, io posso esprimere un parere da museologa e da comunicatrice, mentre non entro in ambito tecnico. Dal mio punto di vista, io giudico un sito per la sua capacità di attrarre l’attenzione e di instaurare subito, già attraverso lo stile della comunicazione, un rapporto amichevole con i lettori. Ci sono delle regole per riuscire in questo intento e basta studiare i siti web di musei inglesi e americani per capire quali sono, dato che in Italia gli esempi del genere sono davvero pochi; cerco, qui, di riassumerle, ricordando che si stanno prendendo in considerazione gli aspetti connessi alla comunicazione: evitare lo stile “freddo”, da trattato accademico; evitare la staticità delle immagini nell’intestazione; ovviamente aggiornare in continuazione le news; creare la possibilità di interazione non solo attraverso i social network collegati al sito ma, per esempio, anche creando dei blog nel sito stesso.Posso fare tre esempi pratici di siti stranieri di musei “importanti” che rispettano queste regole, intendendo con il termine “importanti” musei noti a livello internazionale, e li metterò a confronto con il sito web del Polo museale degli Uffizi, così come ha fatto Giannini. (continua su Museums Newspaper)
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Musei e social networks: i diversi livelli dell’engagement

Musei e social networks: i diversi livelli dell’engagement | Piccoli Musei | Scoop.it
Caterina Pisu's insight:
Un interessante articolo di Natalia Grincheva, “How Far Can We Reach? International Audiences in Online Museums Communities” [1], analizza il metodo per rilevare in che modo i musei, attraverso i social networks, riescono a ottenere il coinvolgimento non solo del pubblico più vicino ma anche di quello internazionale.Nella sua analisi, l’autrice compie una “scomposizione” del concetto di “engagement” suddividendo questo processo in vari livelli [2]: coinvolgimento, partecipazione, interazione, intimità, e influenza. In questa sede si focalizzerà l’attenzione sulla descrizione di tali livelli. http://museumsnewspaper.blogspot.it/2013/11/musei-e-social-networks-i-diversi.html
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Newsletter dell'Associazione Nazionale Piccoli Musei

Newsletter dell'Associazione Nazionale Piccoli Musei | Piccoli Musei | Scoop.it

Via Giancarlo Dall'Ara
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Giancarlo Dall'Ara's curator insight, November 16, 2013 9:37 AM

il numero 5 interamente dedicato al nostro Convegno Nazionale

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E' on line il Programma definitivo del 4° Convegno Nazionale dei Piccoli Musei

E' on line il Programma definitivo del 4° Convegno Nazionale dei Piccoli Musei | Piccoli Musei | Scoop.it
Programma definitivo 4° Convegno Nazionale dei Piccoli Musei.pdf - Scaricare: programma-definitivo-4-convegno-nazionale-dei-piccoli-musei.pdf (PDF 1.5, 271 KB, 3 pages) | File PDF
Caterina Pisu's insight:

E' on line il programma definitivo del Quarto Convegno Nazionale dei Piccoli Musei. L'appuntamento è per lunedì prossimo, 11 novembre, ore 15,00, Sala della Conciliazione, Palazzo dei Priori, Assisi. 

Chi sarà impossibilitato a raggiungere la sede del convegno, potrà seguire il live tweeting (@PiccoliMusei). Se desiderate intervenire su Twitter, vi preghiamo cortesemente di utilizzare l'hashtag #piccolimusei2013.

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Piccoli Musei: pronti al live su Twitter

Partecipate al Quarto Convegno Nazionale dei Piccoli Musei, commentando sul live blog di Twitter. Hashtag: #piccolimusei2013

Caterina Pisu's insight:

Mancano, ormai, soltanto tre settimane all'inizio del Quarto Convegno Nazionale dei Piccoli Musei, in programma ad Assisi l'11 e il 12 novembre. Chi non potrà essere presente, segua il live su Twitter (@PiccoliMusei).

Tutti, presenti e non presenti, sono pregati di utilizzare l'hashtag #piccolimusei2013 per partecipare al live. A presto!

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Piccoli musei, grandi patrimoni: l’Italia e le sue piccole grandi gemme

Piccoli musei, grandi patrimoni: l’Italia e le sue piccole grandi gemme | Piccoli Musei | Scoop.it
Chi l’ha detto che possono giocare una partita entusiasmante nel campo del turismo soltanto le grandi realtà? L’Italia è ricca di gioielli piccoli nelle

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Il museo si visita su Twitter | estense.com Ferrara

Il museo si visita su Twitter | estense.com Ferrara | Piccoli Musei | Scoop.it
La villa/museo dedicata all'artista copparese Dante Bighi parteciperà allo #smallmuseumtour, la visita virtuale dei piccoli musei tramite Twitter in programma

Via Giancarlo Dall'Ara
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Volontari e social media

Volontari e social media | Piccoli Musei | Scoop.it
Caterina Pisu's insight:
In un articolo del 16 settembre 2013 di Museum Practice, Mar Dixon, social media manager di Kids in Museums, ci spiega come i volontari possono essere una risorsa importante per una organizzazione no profit. 
In Kids in Museums (associazione che cerca di dare voce alle famiglie che visitano musei e gallerie della Gran Bretagna) i volontari operano in ogni settore. Mar Dixon ha iniziato a collaborare come social media manager circa tre anni fa. Quando ha iniziato, il principale account era Twitter, che allora contava circa 3.000 followers (ora ne ha 17.400). Il primo obiettivo che Dixon si è prefisso è stato quello di fare in modo che Kids in Museum diventasse più reattivo e aperto. Per costruire una strategia di social media che funzionasse e che si fondasse sulla collaborazione di volontari era necessario innanzitutto consolidare sia la fiducia nei confronti dei volontari che quella nei confronti dei followers. Dopo che gli altri canali (Facebook e Linkedin) furono attivati, Dixon cercò altri volontari affinché a loro volta promuovessero Kids in Museums attraverso quei social networks.Il concetto era semplice: più voci che sostenevano i loro canali e più i followers avrebbero saputo che Kids in Museums era lì pronto a interagire con loro. Ma utilizzare dei volontari può comportare dei rischi per l'organizzazione?Secondo Dixon la risposta è semplice: non sarebbero stati invitati a far parte diKids in Museums se ci fossero state preoccupazioni al riguardo. "I volontari sono collaboratori favolosi ed essi stessi hanno un grande rispetto per il loro ruolo. Possono accadere errori? Si possono commettere degli sbagli? Naturalmente. Tutti noi siamo caduti vittime del senso dell'umorismo scatenato dalle “correzioni automatiche”. Ma invece di eliminarli, questi errori si tengono intenzionalmente. Almeno ciò dimostra che Kids in Museums è gestito da esseri umani e che i followers hanno a cuore la loro presenza online nonostante qualche piccola svista. Se un nuovo volontario commette un errore, gli viene fatto capire che è tutto ok e che non è solo. Viene messo al corrente degli sbagli più divertenti che sono stati commessi da altri in modo che superi il senso di inadeguatezza o il timore. Dixon ricorda quella volta che sbagliò l'indicazione del giorno, martedì al posto di venerdì, o quella volta che gli capitò di menzionare per errore un museo al posto di un altro. Dopo quelli errori il mondo non è finito e questo ha dato modo ai followers di uscire allo scoperto e di farsi sentire per correggerlo in modo ironico. La parte difficile, invece, è infondere fiducia nei volontari affinché capiscano che la loro voce merita di essere ascoltata. I corsi di formazione sono utili, ma non sono sempre i volontari hanno la possibilità di partecipare.
In certi casi si cerca di comunicare a distanza con loro per aiutare a costruire la fiducia in loro stessi e affinché comprendano che quell'account Twitter oFacebook appartiene anche a loro. E' importante che i volontari abbiano una certa autonomia perché Kids in Museums deve seguire molti differenti progetti, workshop ed eventi, e quindi non può seguire anche una pianificazione per quanto riguarda i tweets. 
Dixon è anche convinto che i social media debbano essere innanzitutto sociali prima che strumenti di promozione. Quando diversi progetti sono in lavorazione simultaneamente si cerca di coordinare e di equilibrare il volume delle condivisioni online. Per questo è stata studiata una strategia molto semplice da seguire che include i seguenti punti:

- Utilizzare sempre le proprie iniziali. Questo aiuta i followers a capire chi dei due o più utilizzatori principali sta usando l'account.  

- Verificare prima i tempi prima di condivisione per assicurarsi che non sia già in atto un'altra conversazione. Inserire un aggiornamento su uno workshop e subito dopo su un evento diverso confonde i followers.

- E’ giusto che i responsabili dei progetti di Kids in Museums desiderino promuovere il loro lavoro e farlo conoscere ai followers, ma dobbiamo anche ricordare che  i social media non devono essere utilizzati solo come strumento di pubblicità ispirato al marketing.  Incoraggiare i followers a partecipare attivamente. Ascoltare i volontari e fare in modo che le loro esigenze sia no ascoltate. Ad esempio, alcuni volontari preferiscono usare Facebook più di Twitter, allora si è fatto in modo che gli account Facebook e Twittersiano collegati in modo che tutto ciò che viene condiviso su Facebook sia postato automaticamente anche in Twitter.   

 

Altre linee guida fondamentali della strategia di Kids in Museum sui social media sono:  

Niente parolacce.Controllare sempre i collegamenti prima della condivisione.Non avviare una conversazione e lasciarla a metà.  

 

La maggior parte di queste indicazioni è dettata dal comune buon senso e sembra quasi ovvia, ma all'atto pratico, in giro sui social media è più difficile vederle attuate di quanto si pensi. Affidare il proprio social media ai volontari dovrebbe essere, in ogni caso, una meravigliosa esperienza. In due anni Kids in Museums è riuscito a costruire la propria rete sui social media con Twitter che ha visto un aumento di oltre il 366% e Linkedin e Facebook ugualmente cresciuti in maniera esponenziale. E tutto questo grazie ai volontari. Penso, allora, ai piccoli musei, per esempio, che spesso lamentano che la mancanza di personale impedisce loro di essere sui social media. Ecco, questa può essere una soluzione. I consigli di Mar Dixon valgono quanto per le organizzazioni no profit quanto per quelle strutture museali che non hanno le risorse finanziarie per avere del personale destinato esclusivamente alla comunicazione sul web. In questo caso i volontari possono svolgere un ruolo importantissimo per dare visibilità e voce a quei musei.
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Museums Newspaper: Un grande premio per un piccolo museo irlandese, ma in Italia ci si dimentica dei piccoli musei

Museums Newspaper: Un grande premio per un piccolo museo irlandese, ma in Italia ci si dimentica dei piccoli musei | Piccoli Musei | Scoop.it
Caterina Pisu's insight:

The Little Museum of Dublin ha ottenuto, quest'anno, il David Manley Emerging Entrepreneur Award, premio sponsorizzato dalla Camera di Commercio di Dublino. Il museo, fondato da circa tre anni dallo scrittoreTrevor White e dal compositore Simon O'Connor, dispone di una collezione di 5.000 oggetti, tutti frutto di donazioni. Lo scorso anno è stato visitato da 45.000 visitatori e si sta affermando anche a livello internazionale grazie ad una politica particolarmente lungimirante e razionale dei propri fondatori e amministratori, la quale prevede visite guidate ogni ora, lezioni di educazione civica "I love Dublino" per gli scolari delle scuole primarie e post-primarie, una serie di conferenze mensili e l'ingresso gratuito, previsto in alcuni giorni. Il museo, inoltre, incoraggia attivamente i visitatori a raccontare le loro storie, cercando di allacciare uno stretto rapporto con la comunità. Il quotidiano australiano The Sidney Morning Herald ha scritto a proposito di questo museo: "La cosa migliore da fare nel tempo libero, in Europa".

Devo dire che il mio pensiero è corso subito ad alcuni nostri eccellenti piccoli musei, e vorrei qui citare, in rappresentanza di tutti, il Museo del Bottone di Santarcangelo di Romagna...(continua la lettura sul blog).
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Museums Newspaper: Tutti insieme appassionatamente…un giorno dedicato ai musei su Twitter: Follow a Museum Day

Museums Newspaper: Tutti insieme appassionatamente…un giorno dedicato ai musei su Twitter: Follow a Museum Day | Piccoli Musei | Scoop.it
Caterina Pisu's insight:
Tutti insieme appassionatamente…un giorno dedicato ai musei su Twitter: Follow a Museum Day Torna il Follow a Museum Day, domani 1 febbraio tutti sintonizzati su twitter con l’hashtag #followamuseum
Basta esserci, usare l’hashtag e tutti possiamo promuovere il nostro museo preferito, oppure i musei possono auto-promuoversi, dire qualcosa sulle loro iniziative o sulle loro collezioni.  Domani 1 febbraio sarà l’occasione giusta per essere tutti insieme su Twitter, non mancate! Soprattutto voi, piccoli musei, o voi che amate i piccoli musei! Che cos’è il Follow a Museum Day 

L’idea è di Jim Richardson e lo scopo è quello di favorire la comunicazione dei musei attraverso i social network, in particolare Twitter. Pensiamo, afferma Richardson, che oltre un milione di persone seguono i musei su Twitter. Ognuna di queste persone può, a sua volta, attrarre altri seguaci per il museo solo con il passaparola. Che cosa potrebbe succedere se qualcuno che non visita i musei da anni, si sentisse improvvisamente ispirato da Twitter a scrivere qualcosa sui musei? E che cosa potrebbe succedere se più persone usassero Twitter per raccontare che cosa ne pensano dei musei che visitano e delle loro mostre? Dati i numeri di Twitter, non è difficile immaginare che il contagio sarebbe imponente! Con questo stratagemma, dunque - una iniziativa sociale di grande impatto mediatico - Richardson si propone di dimostrare che l’utilizzo di Twitter può fare molto bene al mondo dei musei. Provare per credere! 
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Museums Newspaper: Piccoli grandi musei: un'intervista su Archeo

Museums Newspaper: Piccoli grandi musei: un'intervista su Archeo | Piccoli Musei | Scoop.it
Caterina Pisu's insight:

L'Associazione Nazionale Piccoli Musei su Archeo, in edicola a Gennaio, grazie all'intervista realizzata da Flavia Marimpietri.

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Museums Newspaper: #svegliamuseo: appello ai responsabili dei musei italiani

Museums Newspaper: #svegliamuseo: appello ai responsabili dei musei italiani | Piccoli Musei | Scoop.it
Caterina Pisu's insight:

Come sapete, noi dell'Associazione Nazionale Piccoli Musei cerchiamo di dare spazio e di valorizzare i progetti elaborati dai giovani. Lo abbiamo fatto con le Invasioni Digitali e ora intendiamo farlo con questa nuova iniziativa, denominata #svegliamuseo (http://www.svegliamuseo.com). 

Il progetto è stato creato da tre giovani laureate, due archeologhe, Francesca 'Porden' De Gottardo e Aurora Raimondi Cominesi, e una laureata in lingue, Federica Rossi. Le esperienze che hanno avuto dopo la laurea, il master in Marketing e Comunicazione per la Gottardo e la Rossi, e un periodo di lavoro presso il J. Paul Getty Museum di Los Angeles per la Cominesi, hanno senza dubbio influito sulla loro voglia di rinnovamento del settore culturale, in particolare di quello museale. Non si può non guardare oltre confine, in particolare ai paesi anglosassoni, quando si tratta di studiare esempi di eccellenti di comunicazione nell'ambito dei musei, soprattutto mediante i social media. Non perché in Italia la museologia non sia ugualmente ricca di studi e ricerche altrettanto validi, ma perché poi, all'atto pratico, il nostro sistema museale è troppo spesso ingessato entro protocolli e normative che ne limitano molto la libertà d'azione. Il risultato è che i musei italiani si stanno adeguando, è vero, cercando di essere più presenti sui social media, ma non sempre il modo è quello giusto, per cui si rischia che questa presenza non apporti ai musei i benefici sperati.

Le tre giovani laureate, dunque, hanno pensato: perché non iniziare un dialogo costruttivo con le istituzioni museali straniere e cercare di carpirne alcune soluzioni a basso costo per migliorare la comunicazione dei musei mediante i social media? 

Quello che chiediamo ai responsabili dei musei che ci seguono, è di aderire all'invito che le ideatrici di #svegliamuseo stanno diffondendo in queste ore, concedendo la propria disponibilità a creare una sorta di "gemellaggio" con i responsabili della comunicazione di alcuni tra i più importanti musei del mondo che si presteranno a svolgere la funzione di "tutors". 

Chi è interessato a partecipare, legga il comunicato stampa di #svegliamuseo, che incollo qui di seguito, dove potrà trovare le informazioni necessarie per aderire. Grazie per la vostra attenzione!

#svegliamuseo - Call for volunteers

Le autrici del progetto #svegliamuseo si sono messe in contatto con i responsabili della comunicazione di alcuni tra i musei mondiali più attivi online. 
Tra gli altri, hanno risposto all’appello lo Smithsonian di Washington, il MIA di Minneapolis e il Getty Museum di Los Angeles. I communication manager e gli addetti alla gestione dei media di queste strutture sono entusiasti di partecipare e di dare i loro consigli per migliorare la comunicazione online dei colleghi italiani. #svegliamuseo vuole inviare loro alcune domande di carattere più generale per capire meglio come funzioni la gestione dei social network e dei canali online in un grande museo straniero, nonché quali siano le buone pratiche da mettere in atto a costo ridotto per dotarsi di questi strumenti e utilizzarli al meglio. 
Le ragazze vorrebbero anche che #svegliamuseo abbia una dimensione più pratica, calata nella realtà dei singoli musei e utile a fornire un consiglio personalizzato per chi voglia entrare a fare parte del progetto. Si cercano quindi musei volontari! 
Come partecipare? Contattate #svegliamuseo via email (info@svegliamuseo.com) e date il permesso di inviare i link di sito internet e canali social al museo straniero “gemellato” insieme alle domande di rito. Il community manager di riferimento potrà quindi darvi un consiglio specifico sui vostri canali come se fosse egli stesso un dipendente del vostro museo.

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4° Convegno Nazionale dell'Associazione Nazionale Piccoli Musei: una sintesi delle due giornate

I principali spunti di riflessione, le idee e i contenuti che hanno caratterizzato il convegno di Assisi.

Caterina Pisu's insight:

Si è concluso il Quarto Convegno Nazionale dell’APM, svoltosi l’11 e il 12 novembre ad Assisi, presso la Sala della Conciliazione del Palazzo dei Priori. Segnaliamo con soddisfazione un’ampia partecipazione generale, nonostante le pessime condizioni metereologiche; siamo molto gratificati, inoltre, per il notevole interesse che questo appuntamento riscuote in modo crescente, ogni anno, tra gli specialisti, i responsabili di piccoli musei e il grande pubblico.

Tanti i temi discussi: le grandi potenzialità dei piccoli musei, ma anche le attuali difficoltà, le chiusure, la scarsità delle risorse e gli evidenti problemi di gestione. Le parole chiave che sono emerse sono state: esperienza, accoglienza, relazionalità, territorio, comunità locale (intervento di Giancarlo Dall’Ara). I piccoli musei sono un luogo vicino a noi, dove si vive un’esperienza leggera, positiva e coinvolgente come parte di un’esperienza più ampia legata al territorio (Giampaolo Proni); sono istituzioni che lavorano non solo per la conservazione della memoria culturale collettiva, ma anche per migliorare le condizioni di vita della comunità (Caterina Pisu). Si è parlato di come, grazie al web 2.0 e alle tecnologie ad esso legate, si stia affermando una nuova concezione di “participatory museum” in cui il pubblico può collaborare alla creazione di contenuti culturali (Elisa Bonacini). Ma un piccolo museo può esprimere tutte le sue potenzialità soltanto se è aiutato da una normativa efficace che non lo limita ma che valorizza le sue peculiarità (Anna Boccioli). Si è quindi focalizzata l’attenzione sul modo di comunicare del museo anche attraverso le varie forme in cui sono stati progettati il suo allestimento, alcune parti del suo edificio e l’architettura esterna (Valeria Minucciani). Come ogni anno, abbiamo dato ampio spazio alle esperienze di alcuni piccoli musei: dalla Casa Museo di Calimera (Silvano Palamà), che ha illustrato un museo realmente “diffuso” nel territorio e capace di coinvolgere i residenti, al Museo delle Necropoli rupestri di Barbarano Romano (Stephan Steingräber e Roberto Corzani), che promuove il patrimonio archeologico locale in sinergia con le altre realtà del territorio, a Biddas- Museo dei Villaggi Abbandonati della Sardegna (Sorso) (Marco Milanese), che non espone oggetti ma che racconta un problema, quello dello spopolamento, che ha origini antiche, e lo fa usando parole chiave, cercando di rendere di facile comprensione, anche per i più piccoli, un contenuto scientifico; infine, i “piccoli” musei di Roma e i loro problemi, spesso determinati da una normativa non adeguata e dalla fatica di trovare spazio in una città come Roma che è già un “museo all’aperto” (Lucrezia Ungaro). Anche quest’anno il nostro socio storico, Giorgio Gallavotti, ha animato il convegno con un suo intervento sul Museo del Bottone da lui stesso fondato e che, fin dalla nascita dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei, è stato adottato come modello di piccolo museo accogliente e dinamico. Infine, i progetti: il primo, “Angeli per viaggiatori”, ideato da Stefano Consiglio, è basato sull’idea che i residenti ma, perché no, anche i piccoli musei locali, possono essere le migliori guide per i turisti; il secondo, Invasioni digitali, si propone di promuovere il nostro patrimonio culturale attraverso l’utilizzo di internet e dei social media, e mediante l’organizzazione simultanea e spontanea di numerosi mini-eventi su tutto il territorio nazionale (intervento di Fabrizio Todisco e Marianna Marcucci).
Purtroppo, per motivi tecnici, non è stato possibile effettuare il collegamento via Skype con Pascal Janin, Presidente della Red CIE de Centros de Interpretaciòn Etnogràfica, finalizzata allo sviluppo della coesione socio-culturale e al rafforzamento delle economie locali, anche attraverso i piccoli musei, della provincia di Cadiz, Andalusia, con cui siamo in contatto per cercare di avviare una collaborazione internazionale.

Il convegno è stato aperto e concluso, come ogni anno, dal nostro Presidente, Giancarlo Dall’Ara, ed efficacemente coordinato dal Vicepresidente Gennaro Pisacane.

Un ringraziamento particolare ai rappresentanti dei piccoli musei che sono giunti ad Assisi per prendere parte al convegno, in particolare Rino Lombardi, Presidente del'Associazione Museo della Bora di Trieste, Laura Minici Zotti, Direttrice del Museo del Precinema di Padova e Cristina Vadalà, Responsabile Formazione della Società Cooperativa Sistema Museo dell'Umbria. Ringraziamo in modo speciale la Coordinatrice di Icom-Liguria, Fiorangela Di Matteo, che ha voluto cortesemente essere presente ai lavori del nostro convegno. Ci scusiamo per eventuali dimenticanze.

Al termine di questa due giorni, ci apprestiamo, ora, ad esaminare le prime candidature degli enti locali e dei piccoli musei che desiderano ospitare il Quinto Convegno Nazionale dei Piccoli Musei, nel 2014, in data da stabilire. Sottoponeteci le vostre candidature, contattandoci all'indirizzo di posta elettronica apmusei@gmail.com 

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La splendida avventura dei Piccoli Musei. Pensieri al termine del 4° Convegno Nazionale

La splendida avventura dei Piccoli Musei. Pensieri al termine del 4° Convegno Nazionale | Piccoli Musei | Scoop.it

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La rivoluzione che tutti cercano partirà dai piccoli musei (with images, tweets) · giancarlodallar

Appunti dal Quarto Convegno Nazionale dei Piccoli Musei

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Programma provvisorio 4° Convegno Nazionale dei Piccoli Musei

Programma provvisorio 4° Convegno Nazionale dei Piccoli Musei | Piccoli Musei | Scoop.it
Programma provvisorio 4° Convegno Nazionale dei Piccoli Musei.pdf - Scaricare: programma-provvisorio-4-convegno-nazionale-dei-piccoli-musei.pdf (PDF 1.5, 268 KB, 3 pages) | File PDF
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Francesi esasperati dalla pubblicità nei Social Media: una ricerca

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