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La terza edizione dell’International Open Data Day – che si svolgerà il 23 febbraio 2013 – può essere il contesto in cui collocare un appuntamento operativo durante il quale presentare e discutere pubblicamente suggerimenti, indicazioni, materiali a sostegno dell’attività dell’agenzia per l’Italia digitale in questo campo.
...la Commissione di Coordinamento del Sistema Pubblico di Connettività (SPC) ha recentemente rilasciato le “Linee guida per l’interoperabilità semantica attraverso i Linked Open Data (PDF)” che recepiscono i commenti e i suggerimenti pervenuti nel periodo di consultazione pubblica.
Quindi, cosa vuol dire smart in smart city? Le due visioni che ho provato a raccontarvi si non sono chiaramente distinte nel dibattito corrente. A me, però, sembra che siano non solo diverse, ma contrapposte. La smart city del primo tipo ha una vocazione centralista: tutta l’intelligenza è concentrata nei tecnologi delle imprese e delle università, e ai cittadini resta il ruolo di consumatori dei vari gadget. Quella del secondo tipo guarda alla decentralizzazione spinta: crea spazio, e promuove la creatività di tutti.
Recentemente Regione Lombardia, per promuovere l'uso e il concetto degli open data ha lanciato due concorsi rivolti agli sviluppatori, Fattori@pp e Open App Lombardia.
Del progetto fanno parte Italia, Spagna, Francia, Grecia, Malta, Cipro, Slovenia e Montenegro (in pre-adesione). Per l'Italia partecipano: Piemonte (leader dell’intero progetto), Emilia-Romagna, Veneto e Sardegna.
Dove sono e come possiamo usare i Dati territoriali italiani? Con che licenza d’uso? La risposta la fornisce il Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali. Nel corso del Webinar Mauro Casaburi fornirà una panoramica sulla gestione dei metadati associati ai dati territoriali in Italia, Gabriele Ciasullo dell’Agenzia per l’Italia Digitale riassumerà il percorso organizzativo e legislativo che ha portato alla realizzazione del RNDT e illustrerà le prossime tappe, e Antonio Rotundo, dell’Agenzia per l’Italia Digitale, illustrerà i contenuti delle Linee Guida relative alla definizione della ontologia dei metadati RNDT per trasformarli in dati liberi (linked open data) aperti e interoperabili.
Via massimozotti
L'Open Data Institute, un incubatore di startup legate agli Open Data, apre questa settimana in UK ed ha già ricevuto il suo primo importante finanziamento privato.
In questi anni mi sono sempre occupato di questioni legate al concetto di “open”. Ho scritto due articoli che hanno avuto un buon riscontro anche a livello internazionale. Open source software – an evaluation. Citato su Wikipedia qui. Open standards, open formats, and open source (scritto con il collega Davide Cerri). Li scrissi perché ho sempre desiderato da un lato fare debunking, cioè confutare affermazioni e posizioni secondo me erroree o “misleading” e, dall’altro, cercare di contribuire a chiarire idee, proposte, sfide, opportunità.
...in diversi rimandano alla stessa questione: per ottenere piena interoperabilità non basta mettere una API che incapsula gli open data? No, non basta. Provo a spiegarmi. Una vera interoperabilità tra sistemi informatici si ha quando è possibile da un sistema invocare un servizio dell’altro. Che si intende per servizio?
Nella società italiana, grazie all’evoluzione delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione, si pone la necessità di costruire un effettivo open government e dare vita a inediti rapporti fra i soggetti della società (cittadini, imprese, istituzioni). Ciò significa che governo e amministrazioni devono divenire trasparenti a tutti i livelli e le loro attività aperte e disponibili, consentendo così un controllo pubblico del proprio operato e una partecipazione attiva di cittadini e imprese mediante le nuove tecnologie.
Conclusosi l’Open Government Summit, è opportuno vagliare lo stato della discussione sul tema dell’amministrazione digitale, che, sebbene se ne discorra sempre di più, rimane spesso confinata in ambienti di nicchia.
Realizzata e pubblicata in Creative Commons, con dati aperti. Perché intanto che i governi e i burocrati dormono e nascondono la propria ignoranza e pigrizia dietro la foglia di fico delle leggi sulla privacy, c'è chi si rimbocca ...
Con Delibera di Giunta Regionale n. 2183 del 31 ottobre scorso la Regione Puglia compie un ulteriore passo avanti, definendo i primi concreti indirizzi verso l’adozione istituzionale degli open data. Il provvedimento parla espressamente di open government e riprende altri due importanti documenti istituzionali, ovvero la “Strategia regionale per la Società dell’Informazione 2007-2013” (approvato con DGR n. 508/2010), e la “Strategia regionale della smart specialization” (approvato con DGR n. 1468/2012).
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Se ne è discusso lunedì 10 dicembre a Roma al terzo incontro europeo dell'Open Government Partnership (OGP), dove si è parlato di trasparenza, partecipazione e collaborazione nella Pubblica Amministrazione.
Il Jam è un evento di massa gestito on-line che, coniugando l’utilizzo di tecnologie web 2.0 con metodologie di brainstorming, attinge alla creatività degli individui e alla “intelligenza collettiva” di migliaia di persone, siano esse appartenenti a un’azienda o a una comunità: emergono così idee, valori, best practice e soluzioni che aiutano ad affrontare in modo nuovo e innovativo i problemi e le sfide di mercato.
Dopo l’Open Goverment Summit svoltosi a Roma lo scorso ottobre, nuovo appuntamento dedicato al tema dell’open gov con l’incontro organizzato in seno alle attività dell’Open Government Partnership che si svolgerà nella Capitale il prossimo 10 dicembre. Antonio Naddeo, Capo del Dipartimento della funzione pubblica, ci parla di Open Government Partenrship, a pochi giorni dall'evento di Roma.
Lo spirito aleggiava sulle acque. Così nella Genesi. Così aleggiava un senso pratico nella sala della Regione ER scovata dal buon Dimitri. Così aleggiavano proposte autonomamente contenute in due (2!) minuti da tutti quelli che hanno partecipato.
Stabilita per il 10 dicembre la data in cui l'Italia ospiterà l'evento europeo dell'Open Government Partnership. In occasione dell'incontro verrà fatto il punto sugli impegni concreti dei Governi che permettano la realizzazione effettiva di progetti che puntino ad “apertura e trasparenza della Pubblica Amministrazione”. Ma l'Italia, arriverà preparata?
Cleanweb, l’hackathon globale a vocazione ecologica e ambientalista, dopo San Francisco e Los Angeles, è sbarcato a Roma venerdì 30 novembre alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Roma Tre e si è concluso oggi, 2 dicembre.
Una utile e interessante valutazione/compendio delle Leggi Regionali in materia di open data in Italia.
ASITA 2012 - Sessione 26 Open data, GIS Free e Open Source Fiera di Vicenza 9 Novembre 2012...
Usare Internet per rendere più accessibile e trasparente l’informazione su ciò che le autorità pubbliche fanno (pilastro della trasparenza); per fare sentire più forte e chiara la voce dei cittadini ai decisori (pilastro della partecipazione); per consentire a istituzioni e cittadini di progettare e attuare le politiche pubbliche insieme (pilastro della collaborazione).
La mappa, in versione beta, rappresenta i risultati della terza survey sulla trasparenza dei beneficiari dei Fondi Strutturali Europei – condotta durante il mese di ottobre 2012 – ed è stata presentata da Reggi al primo OpenCoesione Data Journalism Day e verrà pubblicata tra poche settimane dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica.
Il Manifesto è il prodotto di un workshop ePSI «Transport Data – fueling mobility of the future and smart cities» svoltosi a Helsinki in settembre durante l’OK Festival.
6 novembre 2012. Mentre Barack Obama si giocava la rielezione nelle presidenziali USA, in Italia si è tenuto l’Open Government Summit, incontro in cui si è fatto il punto su quanto è stato fatto nel nostro Paese sul versante del governo aperto.
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