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Adelphi - La Folie Baudelaire - Roberto Calasso

Adelphi - La Folie Baudelaire - Roberto Calasso | Miss Stockfootage | Scoop.it

Sicuramente il libro più bello che abbia mai letto. Inoltre è una perfetta educazione all'uso del sapere del passato, per capirne le corrispondenze, per apprezzarne gli echi. Mi è rimasta la sensazione di aver aguzzato l'ingegno, come direbbe la settimana enigmistica, di aver affinato l'udito per carpire le repliche di una conversazione sul discorso poetico che si dispiega su vari secoli. Perfetta attitudine per "une folle d'archives". 

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nosarchives.com, creare, gestire e far rivivere le immagini del passato
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LABORATORIO VIDEO DOCUMENTARY A BRACCIANO

LABORATORIO VIDEO DOCUMENTARY A BRACCIANO | Miss Stockfootage | Scoop.it

DOPO IL SUCCESSO della prima sessione svoltasi il 6/7/8 giugno 2012, la Suricata http://www.facebook.com/profile.php?id=100000654950091  e miss Stockfootage http://www.facebook.com/cecilia.pagliarani  propongono UN NUOVO APPUNTAMENTO: il 27/28 teoria presso la sede del Parco Regionale di Bracciano e Martignano ed il 29 giugno uscita per riprese nel bellissimo sito di Martignano.  Contattateci su FB per info e appuntamenti.

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Michel Lasserre presentazione

Lavoro di marketing delle collezioni svolto da Federica e Beatrice per lo stage Suricata Vian
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Albert Suissa article KOHAIR newspaper

Albert Suissa article related to Exhibition "INK" of Emmanuel Kleidman
Cecilia Pagliarani's insight:

Exhibition called "INK" of Manuel Kleidman 2003, Jerusalem

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Elisa Venuti's curator insight, March 7, 2013 4:09 AM

In this article A. Suissa describe the exhibition illustrating in a detailed way M. Kleidman way of painting and his works. The article has been written in Hebrew and published on the newspaper "Kol ha'ir" in 2003.

The picture shows the 5 metres long  "ink" called “Etude Talmudique d’une vie interieure” Paris, 2002  (Chinese ink& on paper, 24 pieces -of 82x85 cm), realized as a mosaic of 24 parts.

 

Elisa Venuti's comment, March 13, 2013 5:42 AM
Errata corrige: where is "describe", please read "describes".
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1918 ROMA tram n°6

1918 ROMA tram n°6 | Miss Stockfootage | Scoop.it
Cecilia Pagliarani's insight:

come ci muovevamo nel 1918 a Roma

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Prima parte tradotta in italiano della biografia di Michel Lasserre

Prima parte tradotta in italiano della biografia di Michel Lasserre | Miss Stockfootage | Scoop.it

Via beatrice scopetti
Cecilia Pagliarani's insight:

biografia dell'artista e cineamatore michel lasserre, tradotta della ragazze dello stage SURICATA/VIAN.

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beatrice scopetti's curator insight, February 25, 2013 11:10 AM

Sono nato nel 1947, nel sud della Francia a Dax, 100 km a sud di Bordeaux, non lontano dalla costa atlantica, dopo la morte di mio padre, di cui io porto il nome.

Mio, padre,appartenente a una famiglia di proprietari terrieri delle Lande, si interessò alla scultura sul legno, e non ha avuto veramente il tempo di farsi conoscere,essendo morto a 37 anni.

Aveva imparato la scultura con Fernand Py che era uno degli esponenti principali di una scuola di rinnovamento dell’arte sacra e di cui fu certamente l’allievo preferito.

In reazione a Rodin questa scuola rifiutò il modellismo e praticava molto  il disegno (un disegno particolarmente raffinato, lineare, o ben costruito da piani colorati a inchiostro diluito) e le  statue,raramente di grandi dimensioni, erano policromi.

I miei due fratelli più grandi non si ricordano di mio padre,e sono tutti e due diventati scultori  e il legno è diventato il loro materiale prediletto .

Loro non esitano a praticare il modellismo se il bisogno si fa sentire.

 

La casa, del mio nonno paterno, dove io sono nato, era un po’triste e aveva un grande salone pieno di quadri classici del diciassettesimo e diciottesimo secolo.

Siccome ci ho vissuto quando ero molto piccolo, penso che questo ha contribuito a formare il mio punto di vista.

Un giorno, durante il periodo di Natale, ero molto piccolo (cinque o sei anni) ero uscito da Dax con dei miei zii e ho visto da lontano nelle vetrine di una galleria di oggetti religiosi un grande decoro con un cielo blu e delle palme che rappresentavano: la fuga in Egitto, la Vergine con il bambino in groppa all’asino e Giuseppe che camminava davanti. Questa decorazione, da lontano, mi sembrava un’ insieme di poesie e, entusiasta, pregavo vivamente mio zio di avanzare e attraversare la piazza per avvicinarci alla vetrina,che mi sembrava così bella.

Mio zio sorride e mi dice: “evidentemente,alla tua età non si ha il gusto ben formato” , e ci siamo diretti verso la vetrina. Ma,  per mia delusione, man mano che ci avvicinavamo , la magia svaniva, vedevo, vedevo veramente, a mano che ci avvicinavamo, che quella non era ciò che avevo creduto.. non era bella. Dissi qualcosa come “ah, non..”, ma mio zio, dato che la prima reazione di un bambino della mia età non poteva essere quella, non comprese mai come, malgrado la mia giovinezza, avevo la coscienza, una coscienza fisica, del mio disprezzo. Io penso che questo fu perché avevo della buona pittura tutti i giorni sotto gli occhi.

 

beatrice scopetti's comment, March 5, 2013 9:54 AM
correzione alla terzultima riga: ".. reazione di un bambino della mia età non poteva essere che quella..."
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Michel Lasserre film collection @ nosarchives.com

12/02/13 Search and See
Cecilia Pagliarani's insight:

pittore , incisore e filmaker. ecco i suoi film su nosarchives.com.

 

peintre, graveur et filmaker. voici la liste de ses tournage sur nosarchives.com

 

painter , engraver and filmaker. here his film list on nosarchives.com

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Cesar Baldaccini hands

Cesar Baldaccini hands | Miss Stockfootage | Scoop.it
Cecilia Pagliarani's insight:

le mani di Cesar al lavoro / 1977/negativo/ MK coll

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Roman Polanski in nosarchives.com

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Cecilia Pagliarani's insight:

roman polanski into cesar baldaccini studio 1977 / from negative / MK collection

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SCOPERTA - DECOUVERTE - DISCOVERY - photo: 1977 R. Polanski in Paris

SCOPERTA - DECOUVERTE - DISCOVERY - photo: 1977 R. Polanski in Paris | Miss Stockfootage | Scoop.it
Cecilia Pagliarani's insight:

da destra a sinistra: Roman Polanski - Cesar Baldaccini - Natassja Kinski

 

de gauche à droite: Roman Polanski - Cesar Baldaccini - Natassja Kinski

 

from left to right: Roman Polanski - Cesar Baldaccini - Natassja Kinski

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Francesca Da Rimini – 1911 » Dante e il Cinema

Francesca Da Rimini – 1911 » Dante e il Cinema | Miss Stockfootage | Scoop.it
Casa di Produzione: Film d'arte Italiana, Pathè. CAST Francesca Bertini: Francesca da Rimini Francesco De Gennaro: Lanciotto Malatesta Gustavo Conforti: Paolo Malatesta Stanislao Ciarli Giulio Grassi.
Cecilia Pagliarani's insight:

PER NON DIMENTICARE... da vedere per sognare e sorridere

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From challenges to solutions

From challenges to solutions Archives workflow by nosarchives.com...

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Leda memory

LedaMemory enable the legacy catalogue holders to save their funds and to develop them according to their various objectives such as: selling to professionals a...
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FIAT/IFTA WORLD CONFERENCE

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miss stockfootage sbarca a londra e racconta il suo archivio.

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nosarchives Gallery

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home movie and photos library
Cecilia Pagliarani's insight:

visit our gallery

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Comeravamocontest

Comeravamocontest | Miss Stockfootage | Scoop.it
Cecilia Pagliarani's insight:

deadline 31 luglio 2013. partecipate 

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RIUNIONE ASSOCIAZIONE COME ERAVAMO di Bracciano RM

RIUNIONE ASSOCIAZIONE COME ERAVAMO di Bracciano RM | Miss Stockfootage | Scoop.it

Associazione per la salvaguardia della memoria storica collettiva, SALVIAMO, RIFLETTIAMO E CI DIVERTIAMO

Cecilia Pagliarani's insight:

Dopo una pausa dovuta ai grandi freddi L'Associazione Come Eravamo si riunisce per una nuova e divertente serata. Si proietteranno, puliti ed in HD, i filmati girati in 8mm dai cineamatori aderenti in questi ultimi mesi all'archvio nosarchvies.com e si cercherà di identificare il numero maggiore di "attori". 

Di solito tisane e biscotti rinfrancano dopo il tanto ridere. Siete tutti invitati a venire e tesserarvi. 11 Aprile 2013 alle 21H a Bracciano Via delle Cantine 19. In pieno centro storico.

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Biographie de Michel Lasserre par Michel Lasserre!

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Via beatrice scopetti
Cecilia Pagliarani's insight:

auteur et cinamateur @nosarchives.com

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beatrice scopetti's curator insight, February 25, 2013 11:08 AM

Je suis  né en 1947, dans le sud de la France, à Dax,100 km au sud de Bordeaux, non loin de la côte atlantique,  après la mort de mon père, dont je porte le prénom.

Mon père, d'une famille de la bourgeoisie terrienne des Landes, se vouait à la sculpture sur bois, et n'a pas eu vraiment le temps de se faire connaître, étant mort à 37 ans.Il avait appris la sculpture auprès de Fernand Py qui était l'un des chefs de file d'une école de renouveau de l'art sacré, et dont il fut certainement l'élève préféré.En réaction contre Rodin cette école refusait le modelage et pratiquait énormément le dessin (un dessin très épuré, linéaire ou bien construit par plans colorés, au lavis) et les statues, rarement de grand format, étaient polychromes.Mes deux frères aînés ne se souviennent pas de mon père, et et sont tous deux devenus sculpteurs, avec le bois pour matériau de prédilection.Ils n'hésitent pas à pratiquer le modelage si le besoin s'en fait sentir.  La maison, un peu triste, où je suis né, de mon grand-père paternel avait un grand salon rempli de tableaux classiques des dix-septième et dix-huitième siècle.Comme j'y ai vécu très jeune enfant je pense que cela a contribué à former mon regard.Un jour, aux environs de Noël, où j'étais sorti, très jeune, (cinq ou six ans) dans Dax avec un de mes oncles j'ai aperçu de loin dans la vitrine d'une maison d'objets religieux un grand décor avec un ciel bleu et des palmiers, qui représentaitla Fuite en Égypte, la Vierge avec l'enfant montés sur l'âne, et Joseph marchant devant. Ce décor, de loin, me parut un sommet de poésie et, enthousiaste, je priai vivement mon oncle de nous avancer et de traverser la place pour nous approcher de la vitrine, qui me semblait si belle. Mon oncle sourit et me dit "Évidemment, à ton âge on n'a pas le goût très bien formé", et nous nous sommes dirigés vers la vitrine. Mais, ô déception pour moi, au fur et à mesure que nous nous rapprochionsla magie s'évanouissait, je voyais, je voyais vraiment, à mesure que nous avancions, que cela n'était pas ce que j'avais cru, que cela n'était pas beau. Je dis quelque chose comme "Ah, non...", mais mon oncle, pour qui ma première réaction, celle d'un enfant de mon âge,ne pouvait être que celle-là, ne comprit jamais combien, malgré ma prime jeunesse, j'avais conscience, une conscience physique, de ma méprise. Je pense que c'était parce que j'avais de la bonne peinture sous les yeux tous les jours. Vers la même époque,à peine plus tard, mon grand-père, qui était très âgé, m'apprenait à lire, me montrant les lettres sur les titres du journal (La Croix). J'avais tendance à prendre les mots par le mauvais côté, et à demander la signification de ces mots inconnus.Le grand-père répondait qu'on lisait de gauche à droite, mais peut-être ne savais-je pas bien où étaient l'une et l'autre. Aujourd'hui encore il m'arrive de les confondre. C'est peut-être de cette époque que me vient le goût de fabriquer des palindromes, ces phrases que l'on peut liredans un sens ou dans l'autre.Un matin du début Mars je suis descendu pour prendre le petit déjeuner dans la cuisine, j'ai vu que les lettres du journal étaient particulièrement grosses, avec un certain nombre, inhabituel, de photos.Mon grand-père qui était assis à la table se tourna vers moi et me dit assez gravement: "Mon enfant Staline est mort, nous allons réciter une dizaine de chapelet pour le salut de son âme." Et ce vieil homme de quatre-vingt-cinq ans et moi qui n'en avais pas encore six se mirent à genoux sur le carreau de la cuisine et prièrent pour l'âme de Staline.C'est une chose que tout le monde n'a pas faite!Contrairement à ce qui a pu être raconté ailleurs par des gens à qui j'avais confié ce souvenir, mon grand-père ne m'a rien expliqué, ni qui était Staline, (mais je le savais un peu), ni pourquoi il fallait prier pour lui.Nous avons prié, c'est tout.La maison était près de la la cathédrale, on entendait à l'époque, et jusqu'il y a peu, sonner les heures les quarts, les demies et les moins le quart, ainsi que les offices.Mon grand-père, d'un catholicisme absolu, qui a parfois porté à sourire son entourage pourtant de bonne bourgeoisie catholique, n'hésitait pas à se mettre à genoux dans son salon pour réciter l'Angelus.Il n'avait pas, lui, de véritable goût pour la peinture, les tableaux qui étaient là soit provenaient d'héritages, soit avaient été achetés par ma grand-mère chez des antiquaires.Il avait dit à mon père: "Sois artiste si tu veux, mais c'est le dernier métier après troubadour!"Il est mort en 1964 à quatre-vingt-dix-huit ans. Visitant il y a quelques années une exposition Ingres au Louvre, je m'aperçus que lorsque naquit Léonce Lasserre, que j'ai bien connu, Ingres était encore vivant! J'ignore si cela a pu jouer un rôle dans la vocation artistique de la famille, mais nous comptons dans nos ancêtres, par les femmes, un peintre flamand, un Lillois, du XVIIème siècle, Arnould de Voes dont je possède des dessins. J'ai par la suite vécu près de Biarritz, à Anglet, où ma mère s'était remariée, dans une grande propriété où nous habitions l'étage intermédiaire d'une grande maison froide, et peut-être me faudrait-il davantage remettre en cause toute une société (telle qu'a pu la décrire, étonnamment bien, Paul Gadenne dans "Les Hauts-Quartiers") plutôt que des individus, si je dis que, sur l'ensemble j'ai eu une enfance difficile, et n'ai pas aimé ma scolarité passée dans diverses institutions religieuses de la région.Je n'ai pas eu une bonne santé, et j'ai souffert de problèmes sociaux et relationnels violents lors de ma scolarité, ne parvenant notamment à accomplir véritablement aucun exercice physique.Des événements familiaux difficiles étant venus se greffer là-dessus, j'ai, par la suite, si peu goûté la façon dont on accomplissait des études que, autrement faites, j'aurais pu aimer, que je me suis enfui, sans le diplôme, d'une "boîte à bachot" de la banlieue bordelaise.Et, en 1964, plutôt par dégoût de la scolarité, par désir de "quelque chose d'autre" plus vivant, que par certitude d'une vocation artistique je suis entré, en 1964, à Bayonne à l'École Municipale des Beaux-Arts, où mon frère Jacques, le deuxième, se trouvait depuis ses 14 ans.Quand je suis rentré, il préparait le diplôme de sculpture.Durant ma difficile scolarité j'avais été très mauvais en mathématiques et en éducation physique, et excellent en français, où j'avais toujours été le premier de la classe. La dernière année j'étais même arrivé à être bon en latin avec un professeur qui nous avait fait fermer le livre de grammaire, apprise les années précédentes avec des gifles.J'ai trouvé autre chose dans l'enseignement des Beaux-Arts, quelques professeurs qui ont fait attention à moi, et qui avaient réellement quelque chose à transmettre.Le fait que nous nous trouvions tous les trois devant des problèmes comparables a beaucoup contribué à me rapprocher de mes frères.L'aîné n'a pas fait les beaux-arts, il a été pendants deux ans à 16 et dix-sept ans à Auxerre chez un sculpteur un des derniers élèves de Fernand Py, et ensuite a travaillé seul.Le dialogue avec des artistes, des professeurs, et entre frères a beaucoup compté. Je suis resté longtemps aux Beaux-Arts, j'ai passé deux ans à Bayonne, puis j'ai suivi, à l'autre bout de la façade ouest du pays, la professeur de sculpture qui avait été mutée au Havre.J'ai bénéficié avec mademoiselle Gomas d'une vraie initiation aux arts plastiques, particulièrement sur le plan du dessin. Je suis resté trois ans au Havre. Puis, ensuite, ayant passé en 1969 le CAFAS (Certificat d'Aptitude à une Formation Artistique Supérieure)je suis rentré en atelier de gravure à l'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts, à Paris. J'y suis resté six ans, j'ai passé en 1975 les diplômes de Gravure et de Dessin de cette école. Ayant fréquenté l'atelier de peinture de Pierre Matthey, et surtout l'atelier de gravure du peintreJacques Lagrange, avec qui je me suis très bien entendu, et qui m'a honoré de son amitié.Jacques Lagrange fut le conseiller artistique de bien des films de Jacques Tati, notamment "Jour de Fête" et "Mon Oncle" pour lequel il avait conçu les décors. C'est durant des vacances à Bayonne en 1969 que mon ami François Kalbfleisch qui tenait un magasin de photos m'a vendu, lors de la braderie, une petite caméra super-8, neuve et pas chère. J'ai toujours aimé le cinéma, je crois que dans mon enfance, avec les livres il a constitué, avec la fascination pour l'écran, une évasion.Avec mes frères et sœurs nous allions beaucoup au "cinéma du curé", j'y ai vu des choses comme "Bronco Apache" de Robert Aldrich ou "Apache Drums", etpas mal de "nanars" bien français, (sans compter toute une production insipide de films chrétiens catholiques. Je tiens les titres à votre disposition si vous, le souhaitez!)Nous appréciions particulièrement les "films de cow-boy" et la grande affaire pour nous était de savoir si le film était en couleurs ou pas.Certains circuits de "patronages" dans certaines paroisses ne disposaient dans leurs salles rudimentaires, avec des bancs pour s'asseoir, que de projecteurs muets, et je me souviens avoir vu des films normalement parlants en versions muettes avec intertitres!C'est une chose qu'on ne sait pas beaucoup, je n'en ai jamais entendu parler nulle part, mais je vous assure que c'est vrai. Je me souviens notamment avoir vu ainsi "Un de la légion" avec Fernandel, que j'ai revu beaucoup plus tard à la télé, parlant. Au moment ou je suis rentré à l'école des Beaux-Arts je m'intéressais au cinéma autant qu'à la littérature et je me demandais s'il ne serait pas possible de joindre les deux choses images et mots par le cinéma, et si les beaux-arts pouvaient m'y conduire.Ça n'a pas été le cas. J'ai été happé par les arts plastiques, qui ont représenté pour moi un "au-delà de la modernité", modernité à laquelle, mai 68 aidant, je ne suis jamais arrivé à faire totalement confiance! J'ai pourtant gardé une grande sympathie pour le cinéma parce qu'il a représenté, et représente toujours pour moi, par le jeu du montage notamment, l'intrusion de la musique dans le domaine de l'image plane, fixe jusqu'alors. J'ai fréquenté beaucoup de Ciné-Clubs, et j'ai été bouleversé dans ma jeunesse par la découverte d'Eisenstein, "Que Viva Mexico", que j'ai vu la première fois dans la version montée par Mary Seton, intitulée en France "Tonnerre sur le Mexique".Cette version est très contestée, on ne la programme plus. Je ne l'ai jamais revue depuis mes dix-sept ans, elle demeure pourtant, dans mon souvenir celle que je préfère, pour des raisons de force créatrice, alors que les versions suivantes ont cherché une fidélitéau maître, un peu aléatoire de toutes façons dans ce film inachevé, jamais monté par son auteur.Je suis allé beaucoup au cinéma (jamais au "cinoche"), j'y vais un peu moins maintenant, je me suis un peu blasé sur la production contemporaine, mais bien des films comptent pour moi en tant qu'œuvres d'art.Quand j'ai vu pour la première fois, il n'y a pas très longtemps "L' Aurore" de Murnau, en salle, avec un accordéoniste pour la musique, j'ai vraiment eu le sentiment qu'il y avait du grand cinéma comme il existe de la grande musique. Je me suis fait voler ma caméra (aux beaux-arts!); un peu plus tard, fortuitement, on m'en a prêté une, puis je l'ai rendue à sa propriétaire. Je n'ai pas vraiment tourné à nouveau depuis.Je n'avais d'autre ambition que de m'amuser en montrant ce qui était autour de moi. Il m'arrive de déclencher le logiciel "séquence" de mon appareil numérique et de filmer un peu en numérique.Malheureusement je ne sais pas bien utiliser le logiciel de montage  I-Movie de mon Mac. Je crois que j'aimerais souvent pouvoir monter en muet, en ne gardant que certains sons. J'ai exposé deux fois au Japon, à Osaka. La dernière fois c'était l'été dernier au mois de Juillet. Très chaud! C'est pour le Japon que j'avais acheté en 2006, la première fois, un appareil-photo numérique.J'ai fait de nombreuses photos, et cet été j'ai ramené une petite séquence dont je suis content, et qui n'a pas besoin de montage. Il y a beaucoup de paroles, mais comme c'est du japonais, que je ne comprends pas,c'est la musique qui compte, et, pour le son tout au moins, je trouve qu'elle est là! Toutes mes amitiés Michel Lasserre
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Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini. Mostre, eventi

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Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini. Mostre e eventi del Museo
Cecilia Pagliarani's insight:

• Trame, Manuel Kleidman

  a cura di Elisa Venuti (Suricata Srl)

Istallazione – Atrio Vetrata

Il progetto consiste nella realizzazione di una esibizione di oggetti legati intimamente alla figura di Manuel Kleidman, artista, ricercatore e collezionista  francese che vive in Italia, in provincia di Roma, da diversi anni. Il titolo Trame vuole simbolicamente fare riferimento alle reti relazionali intessute dal Kleidman lungo il proprio viaggio esistenziale richiamando, altresì, il mondo della tessitura e del ricamo tradizionale palestinese, di cui l’artista è uno tra i principali collezionisti nonché conoscitori.

Nell’installazione una selezione di costumi tradizionali palestinesi verrà associata ad una personale di chine, incisioni  e disegni. Una piccola antologia della produzione artistica del Kleidman che sintetizza una parabola creativa dalle produzioni artistiche rigidamente costruite, tra cui primeggiano le incisioni anamorfiche giovanili, a modalità espressive libere, verso una semplicità ed essenzialità delle forme ove sono evidenti il ruolo dell’artista errante come specchio del mondo che lo accoglie e l’avvenuta interiorizzazione dei moduli espressivi presenti nei costumi da lui studiati e collezionati.

In associazione all’installazione, si propone un documentario inedito sulla figura di Manuel Kleidman  - "L'arte di errare”, regia di C. Pagliarani -  che mostra il percorso di crescita e ricerca identitaria dell’artista, caratterizzato da una serie ininterrotta di viaggi e soste tra Europa, Medio Oriente ed Africa.

Un secondo appuntamento strettamente connesso all’installazione è la performance teatrale “A la recherche des tribus perdues-We lost our complexion” in cui verrà raccontato, attraverso dialoghi serrati, fotografie e suoni, un viaggio solitario presso i Lemba dello Zimbabwe.

In occasione dell’esposizione si effettueranno alcuni Atelier dedicati a famiglie, bambini e ragazzi durante i quali si realizzeranno delle “trame” con il corpo e con le tecniche artistiche del collage e del cartonnage; nei laboratori dedicati ai ragazzi più grandi si creeranno “trame” cinematografiche con carta e pellicole Super 8 insieme a C. Pagliarani oppure, sotto la guida di M. Kleidman, si potrà esplorare l’approccio al disegno dell’artista e, attraverso la tecnica della china e pennello, sperimentare l’utilizzo di luci ed ombre che “porta l’ombra alla luce ed allo svelarsi del  soggetto”.

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Un barbare en Asie - Michel Lasserre au Japon

Un barbare en Asie - Michel Lasserre au Japon | Miss Stockfootage | Scoop.it
Du 1 au 15 juillet 2012 Michel Lasserre a fait une exposition à la galerie Bi-Damas à Osaka, Japon. Vernissage. Le bois gravé "Le grand écart" a obtenu un certain succès.
Cecilia Pagliarani's insight:

Diario fotografico dell'esposizione a Osaka del nostro amico Michel Lasserre, incisore di grande talento e creativo cineamatore. Michel viene da una famiglia di artisti, nonno padre e fratelli tutti scultori e pittori. Schivo, modesto e silenzioso ha coltivato la sua mania per la perfezione linguistica ( il francese aulico!) e la storia dell'arte. Spero poter presentare a breve l'insieme dei suo film su DVD e invitarlo ad esporre le sue opere anche in Italia.

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Arts

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Cecilia Pagliarani's insight:

il  bel Cesar Baldaccini riflette / 1977/ negativo/ MK coll.

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Tornano di moda le cineprese 8 mm - ma sull'App Store

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Tornano di moda le cineprese 8 mm ma sull'App Store!

Cecilia Pagliarani's insight:

Perchè non comperarsi una super8 al mercatino e cimentarsi VERAMENTE con diafframma, illuminazione e filtri? poi magari si passa tutto in digitale, ma il salto nel vuoto che implica il processo della pellicola è per se stesso una parte della creazione. Perchè prendere sempre scorciatoie?

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Presentazione Istituzionale nosarchives.com.mp4

Un breve video realizzato per presentare la realtà di nosarchives.com. Il primo archivio privato di video ed immagini amatoriali.
Cecilia Pagliarani's insight:

ECCO COSA FACCIAMO, IN BREVE

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Progetto SURICATA S.r.l. ~ Indignazio

Progetto SURICATA S.r.l. ~ Indignazio | Miss Stockfootage | Scoop.it
Cecilia Pagliarani's insight:

LA GESTIONE DATI E' IL FUTURO E LE RAGAZZE DEL LICEO VIAN DI BRACCIANO LO HANNO CAPITO

Aderendo agli stage SURICATA/NOSARCHIVES.COM le ragazze imparano a lavorare in un archivio guardando film antichi e facendo ricerche utili anche per le altre materie!!! seguite il caso....

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MODULOG4's curator insight, January 29, 2013 10:07 AM

Anche noi adesso stiamo lavorando su questo progetto di marketing!

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Presse Release FIAT/IFTA 2012

PRESS RELEASE FIAT/IFTA 2012 Coming back from the global conference of television archives that was held in London the last weekend, the founders of NOSARCH...
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NOS ARCHIVES ALLA EDIZIONE 2012 DI FIAT/IFTA

Cecilia Pagliarani, Manuel Kleidman e Fabio Torchetti hanno presentato l'innovativa realtà imprenditoriale di nosarchives.com, riscuotendo consensi su scala mo...
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“Il Gusto della Memoria”, intervista a Cecilia Pagliarani

“Il Gusto della Memoria”, intervista a Cecilia Pagliarani | Miss Stockfootage | Scoop.it
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