Mind the Social - Business Gap
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Solo ritrovando la propria natura e ruolo sociale, le aziende rimarranno in contatto coi mercati e la societa' civile
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A fascinating B2B social media success story

A fascinating B2B social media success story | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

With many companies now engaged in social media marketing strategies for nearly two years or more, success stories are starting to emerge, even in the difficult marketing world of industrial B2B. I discovered a great success story to share with you through a masters thesis being developed by Haakon Jenson of Norway.

 

The case exemplifies an integrated approach to CRM, customer research, SEO, web design, content development, and social media marketing that I think you’ll enjoy!


Via Angela Natividad
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Make Your Brand Story Meaningful

Make Your Brand Story Meaningful | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

It's not easy for brands to get their message across in a world of highly fragmented media and dangerously short attention spans. The brands that are able to forge connections with their customers are the ones who are the most gifted storytellers. What makes a story good enough to captivate and motivate your audience?

- The best stories are designed to get the audience to care

- The best stories empower and motivate audiences

- The best stories embody purpose and relevance

- From Story Tellers to Meaning Makers


#mindthesocialbusinessgap #storytelling #socbiz

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Social Club: microcredito per i lavoratori del non profit

Social Club: microcredito per i lavoratori del non profit | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it
Il nome è tutto un programma: si chiama Social Club ed è il club dei lavoratori del non profit torinese.

 

[...] Il Social Club è un’associazione di promozione sociale fondata a Torino da diverse associazioni e cooperative sociali del territorio. Il principale obiettivo è il miglioramento della qualità della vita dei lavoratori appartenenti alle organizzazioni associate.

In particolare il Social Club si propone di:

accrescere il potere d’acquisto di tutti i lavoratori delle organizzazioni aderenti;sviluppare il capitale sociale;favorire una cultura locale a sostegno dei lavoratori del sociale;promuovere attività di visibilità e sensibilizzazione;promuovere e organizzare lo sport, a livello formativo ed amatoriale.

Proprio per dare forza alle potenzialità delle reti sociali e al mutualismo che può supplire alle fragilità dei singoli, il Social Club di Torino ha stipulato una convenzione con Banca Etica per facilitare i dipendenti delle organizzazioni non profit che vogliano accedere a microcrediti. [...]


 

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L'intelligenza collaborativa. Verso la Social Organization (with images, tweets) · gso_gsocompany

Lo Storify della tavola rotonda del Digital Festival di Torino dedicata alla presentazione del volume di Marco Minghetti, Direttore Scientifico per il Management 2.0 di GSO (3 maggio 2013)
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La terza rivoluzione industriale ha bisogno di una nuova generazione di artigiani

La terza rivoluzione industriale ha bisogno di una nuova generazione di artigiani | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

Mercoledì scorso Repubblica ha pubblicato un’intervista interessante di Riccardo Luna a Chris Anderson, l’autore di “Makers”. [...]

 

[...] Perché non pensare all’utilizzo di queste nuove tecnologie prima di tutto come strumento per abilitare e stimolare una nuova generazione di produttori? Non che in questo scenario manchi spazio per smanettoni fai-da-te. Anzi. La passione del fare è un ottimo modo di coltivare la creatività. Chi farà davvero la differenza, tuttavia, in questa fase di cambiamento sarà una nuova leva di produttori– chiamiamoli artigiani di nuova generazione – in grado di sfruttare queste tecnologie per promuovere varietà (tanti oggetti diversi, magari personalizzati) e qualità superiore. Questi artigiani di nuova generazione utilizzeranno le nuove tecnologie per aggirare i vincoli delle economie di scala e sfrutteranno la rete per proporsi al mercato. [...]


[...] E’ proprio in questo scenario che ritroviamo l’attualità di mestieri che oggi diamo per persi: gli artigiani del futuro hanno bisogno di mettere insieme tecnologia e tradizione per dare senso e valore economico a prodotti altrimenti facilmente replicabili. Il saper fare della tradizione non sarà salvato dalla mano benevolente di uno stato sociale reso ricco dalla fiscalità legata a pochi e (raramente) generosi contributori. Al contrario, questo saper fare tradizionale rischia di essere uno degli ingredienti essenziali per dare qualità a prodotti innovativi, ancorandoli il tutto a un orizzonte di senso. [...]

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L'Innovazione HR è sempre più social, collaborativa e digitale

L'Innovazione HR è sempre più social, collaborativa e digitale | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it
Una conferma: l'innovazione HR richiede intelligenza collaborativa
Si sono svolte ieri al Politecnico di
Milano la presentazione del rapporto Annuale dell’Osservatorio
HR Innovation Practice e la consegna degli HR Innovation Award.
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Why is HR late for social collaboration? | NetJMC – JANE McCONNELL

Why is HR late for social collaboration? | NetJMC – JANE McCONNELL | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

[...] My data from two years ago have been reconfirmed by a recent (free) report from the Chartered Institute for Personnel Development (CIPD) written by Silverman Research “Social media and employee voice: the current landscape” (immediate download) published in March 2013. It summarizes current literature on the employee voice and social media inside the workplace. Laura Hillman, Research Manager at Silverman Research, in a guest post on Social Media in Orgs, comments: “To date, much of the conversation within organizations has been about the risks and threats (especially to employers) that may be associated with social media. However, the perils of an open approach to employee voice and the benefits of more traditional closed systems are often overrated. Moreover, there is little organizations can do to stem the rise of social media. This reiterates the point that organizations should be designing their future in employee voice.” [...]

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"Le startup stanno cambiando l'economia" | StartupItalia!

"Le startup stanno cambiando l'economia" | StartupItalia! | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it
Un'intervista esclusiva a David Meerman Scott, uno dei massimi esperti di marketing digitale negli Stati Uniti.

 

[...] Ogni azienda dovrebbe pensarsi non solo come produttore di merci e servizi, ma anche come una società editrice. Ogni azienda che è in questo spazio di co-working, ogni startup i cui loghi sono appesi sul cartello di Talent Garden, deve pensarsi come una società editrice. Tutti dovrebbero pubblicare contenuti, blog, video, tweet: perché pubblicare trasforma ogni azienda e ogni persona in un creatore di contenuti che altre persone possono seguire. E questa è una via migliore per raggiungere i potenziali clienti rispetto ai percorsi tradizionali di pagare per farsi pubblicità”. [...]

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Fat startup: Learn the lessons of my failed Lean Startup

Fat startup: Learn the lessons of my failed Lean Startup | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

Many software copywriters or developers dream of building their own company. Those that do will likely fall under the influence of the celebratedLean Startup movement. My co-founders and I did. We applied Lean Startup doctrines faithfully over two years as we built a software product that simplified how nonprofits plan and measure their social and environmental impact.

 

Yet the company failed -- more of a fat startup than a lean startup.

Based on painful personal experience, this article illustrates the limitations of the Lean Startup theory and how it distracts founders from the fundamentals of successful entrepreneurship – the unlean lessons. It also explains how to overcome the theory’s shortcomings.  Read on and learn how to protect yourself from wasting  time and money on building unprofitable products and uncompetitive companies. [...]

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L'idea di Della Valle scuote gli impreditori filantropi

L'idea di Della Valle scuote gli impreditori filantropi | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

L'appello di mr. Tod's agli imprenditori per destinare l'1% degli utili al welfare apre il dibattito. Carrara (UniCredit): «Un bel segnale per l'Italia». Giovanna Melandri: «Un esempio da seguire»

 

Donare l'1% per cento degli utili netti maturati dalla propria azienda per il welfare del territorio. Con obiettivi precisi: infanzia, anziani e giovani che non trovano lavoro. È laproposta lanciata ieri da Diego Della Valle, patron della Tod’s, che sta accendendo le reazioni di tutto il mondo imprenditoriale, e non solo. In pratica l’idea di Della Valle è quella di vedere le aziende protagoniste di una «politica del compasso»: ovvero ogni impresa potrebbe sostenere - rinunciando a una picolissima parte del proprio utile - le necessità delle comunità del territorio in cui è inserita, dando una mano al welfare locale in grande sofferenza per la crisi.
Per un’azienda come la Tod’s l’1% degli utili netti corrisponderebbe a un milione e mezzo di euro; se il principio venisse applicato anche solo dalle aziende del Mib 40, a loro va prima di tutto l'appello di Della Valle, si arriverebbe a 150 milioni che non sono proprio bruscolini. La prossima settimana, dopo l’annuncio fatto alla stampa, l’assemblea della Tod’s nominerà un proprio consigliere d'amministrazione «dedicato alla solidarietà», per cominciare a dare concretezza al progetto annunciato.

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Come aiutare il leader a non deragliare mai - Opinioni

Come aiutare il leader a non deragliare mai - Opinioni | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

[...] 

È a questo punto che la leadership diventa integrata: l'impresa è un sistema ecologico in evoluzione in cui l'unità inferiore non è l'individuo, ma i molteplici gruppi che vi operano. La capacità di governare complessità nasce dall'integrazione di differenti individualità cognitive che possono rendere l'impresa abile a interpretare le nuove sfide. Ma solo se il leader sarà in grado di integrarle sia nel pensiero che nell'azione.

 

Perché cambiare i rassicuranti archetipi del leader come eroe solitario, in grado di affrontare le tempeste e ispirare l'innovazione? Perché la stessa forza che serve ai leader per rompere gli schemi e i pregiudizi, e che essi sono in grado di indirizzare verso l'organizzazione per farsi seguire, questa energia senza la quale le organizzazioni non sarebbero in grado di innovare e sopravvivere, se non mediata da uno stile di leadership che la trasformi in un atteggiamento collettivo, smorzandone gli eccessi e ampliandone visione e intelligenza, questa energia progressivamente "consuma" il binario. Solo gli altri, integrati nel contesto dalla leadership, notano la rotaia consumata e possono non solo fare in modo che  il leader non deragli, ma contribuire a fargli costruire nuovi binari.

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In arrivo il Facebook Case History Forum 2013

In arrivo il Facebook Case History Forum 2013 | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

Il Social case History Forum lancia un’edizione speciale in attesa della prima edizione targata 2013. Infatti a Milano il prossimo 16 Aprile si terrà il Facebook Case History Forum, un’occasione per toccare con mano i casi di studio che riguardano il social network più grande del web.

 

In attesa della quarta edizione dell’evento, che si svolgerà il 30 maggio 2013, Social Case History Forum ha strutturato un’edizione speciale in collaborazione con Facebook Italia e con la School of Management del Politecnico di Milano: “Facebook Case History Forum” si concentrerà questa volta sul social media più famoso al mondo. L’evento avrà luogo il 16 aprile 2013 presso la Sala Rogers del Campus Leonardo di via Ampère 2 a Milano a partire dalle ore 9.

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L'effetto dei maker sulla grande industria

L'effetto dei maker sulla grande industria | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it
Le startup italiane come Slowd e i maker di Arduino stanno imponendo alle multinazionali un'accelerazione drastica sull'innovazione. Ce lo racconta a Codemotion Simone Cicero di Hopen

 

[...] "Come sostiene Neil Gershenfeld del Mit, andiamo verso la trasformazione dei dati in oggetti reali. Fra venti anni avremo macchine in grado di riprodurre oggetti reali. Già oggi le stampanti 3D stanno avendo un impatto enorme perché stanno riducendo i tempi di prototipazione e permettono la produzione in numeri ridotti. Il mercato del futuro è fatto di scambi digitali al 99 per cento. Un esempio è Local Motors: ti compri l'auto e vai a montartela, da solo, in uno spazio che loro ti mettono a disposizione. La sfida principale è creare l'ecosistema perché nel software ci sono framework abilitatori come Wordpress che nella realtà non hanno paragoni. I fablab attuali vanno verso la trasformazione in microfactory dove i maker produrranno oggetti acquistati per via digitale. È una sfida sociale e tecnica, ma è innegabile che stiamo andando verso la globalizzazione del design e della conoscenza mentre deglobalizziamo la produzione che sarà sempre più basata su risorse e maestranze locali".

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SETTIMANA DELL’ARTIGIANATO 2013: VENERDÌ 22 IN FIERA A VICENZA MARIA RITA PARSI PRESENTA IL LIBRO SUI DIECI ANNI DEL PROGETTO “DIRE, FARE E PENSARE”

SETTIMANA DELL’ARTIGIANATO 2013: VENERDÌ 22 IN FIERA A VICENZA MARIA RITA PARSI PRESENTA IL LIBRO SUI DIECI ANNI DEL PROGETTO “DIRE, FARE E PENSARE” | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it
Venerdì 22 in fiera a Vicenza Maria Rita Parsi presenta il libro sui dieci anni del progetto “Dire, fare e pensare”

 

Nato con l’intento di ridare valore alle figure e alle attività artigianali e per trasmettere l’importanza didattica delle esperienze di laboratorio, il progetto ha incontrato un crescente successo e, attraverso la realizzazione di incontri con gli insegnanti e le esperienze vissute in classe durante la realizzazione pratica di lavori più o meno complessi,  ha creato un “ponte di saperi” tra scuola e artigianato costruito in un costante clima di serenità ed entusiasmo.
Ma c’è anche di più: nell’arco di questo decennio, gli artigiani si sono impegnati pure in lavori di riqualificazione e restyling di edifici che ospitano le scuole, per renderle ancora più accoglienti e anch’esse in linea con i criteri dell’accessibilità. 
Gli interventi eseguiti sono ora documentati in una pubblicazione intitolata “La scuola confortevole: artigiani e studenti all’opera” che verrà presentata venerdì 22 marzo, alle ore 16, al Padiglione I della Fiera di Vicenza nell’area “Prodotti, spazi e sistemi per tutti” realizzata da Confartigianato all’interno del salone “Gitando.All” per la Settimana dell’Artigianato. Parteciperà alla presentazione Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Movimento Bambino, oltre che frequente ospite della Scuola per Genitori vicentina.

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Perché la vita delle imprese si riduce? - Tit for Tat

Perché la vita delle imprese si riduce? - Tit for Tat | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

[...] Prima grande era sinonimo di duraturo, ora la frequenza accelerata delle ondate tecnologiche non assicura chi ha dalla sua la dimensione, ma chi ha un’idea su come cavalcarle. Se non si ha la direzione giusta, al giusto momento, si troverà sempre il vento contrario. È un vento incessante, che cambia sempre direzione e la dimensione, da sola, non garantisce più nulla. Serve cogliere il momento del cambiamento e lo può fare meglio chi non ha un’inerzia, ma chi ha una visione oltre le onde.


Questi sono tempi dove c’è bisogno di più studio e creatività, perché l’obsolescenza dei beni sarà più rapida (diventano subito commodity). Naturalmente ciò vale anche per le nostre competenze professionali, che potremmo applicare su un mercato più grande, ma dureranno meno. 

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I dipendenti “aumentati” che cambiano l’azienda

I dipendenti “aumentati” che cambiano l’azienda | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

Qualcosa è cambiato: è un “uomo nuovo” e inevitabilmente diverso da ciò che era solo 5 anni fa quello che oggi entra in azienda, siede al suo posto di lavoro, svolge i suo compiti. Quando varca la porta dell’ufficio, lo fa portando in dote quella abitudine alla condivisione della conoscenza che ha fatto propria frequentando la “parte abitata della rete” – come l’ha chiamata a ragione Sergio Maistrello – vivendo ogni giorno la propria esistenza digitale su social network come Facebook o Twitter, dove raccoglie, consuma, rilancia e, sempre più spesso, produce un’infinità di idee, spunti contenuti.

 

#mindthesocialbusinessgap

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La ricchezza del nostro paese: piccole imprese di qualità | backtowork24

La ricchezza del nostro paese: piccole imprese di qualità | backtowork24 | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

[...] Malgrado le apparenze, abbiamo già segnali che ci dicono che il momento di investire in impresa potrebbe essere arrivato. I dati congiunturali di marzo sono in crescita e l’export rispetto a febbraio è aumentato dell’1,2%. Sono stato di recente in una piccola ma prestigiosa azienda di telai ciclistici brianzola. Per il tempo in cui sono rimasto non ho visto clienti italiani, solo stranieri, disposti a spendere senza esitazione cifre consistenti per acquistare telai in acciaio di straordinaria qualità. Questa è la ricchezza del nostro paese. E la domanda di qualità c’è. Non è possibile che aziende che il mondo ci invidia debbano competere con le mani legate da lacci e lacciuoli burocratici e con una pressione fiscale divenuta ormai insostenibile.

 

Ma questo attiene alla politica, e quel che noi di BacktoWork24 possiamo fare è semplicemente cercare di evidenziare ad essa ogni volta i nodi che richiedono una più urgente soluzione. Ma un’altra cosa possiamo invece fare senza chiedere nulla a nessuno, ed è fornire riflessioni e strumenti che possano risultare utili a chi intenda fare impresa, il che – in questi tempi di riduzione della spesa pubblica – è un po’ come dire chi intenda costruirsi un futuro per sé e per la propria famiglia

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Gli artigiani nei FabLab (Italiani) » First Draft

Gli artigiani nei FabLab (Italiani) » First Draft | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

Venerdì 26 maggio ho ascoltato a Roma la lezione di Neil Gershenfeld, professore del MIT, sullafabbricazione digitale. Forte anche della recente decisione di Obama di investire fortemente su questo tema, Gershenfeld sostiene che la fabbricazione digitale è l’epicentro della nuova rivoluzione industriale che segna il passaggio dalla produzione di massa ad una personalizzata e ambientalmente più sostenibile. Gersnhenfeld è anche noto per aver inventato i Fablab, abbreviazione di Fabrication Laboratories, spazi organizzati dove poter sperimentare le potenzialità delle nuove tecnologie di fabbricazione digitale come le stampanti 3D, macchine CNC, laser cutter, ecc. Questi spazi non sono dedicati all’elite scientifica, ed è qui la dimensione innovativa del progetto, ma sono aperti a chiunque voglia approfondire il concetto della produzione digitale e voglia realizzare progetti innovativi. Nell’idea di Gernshefeld, i Fablab sono l’equivalente odierno delle botteghe rinascimentali dove formazione e innovazione sono indistinguibili: si produce per imparare, si impara per produrre. Con in più due elementi importanti: l’uso delle tecnologie digitali e l’approccio open source basato sulla condivisione delle informazione e sulla rinuncia alla proprietà intellettuale. [...]

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The Management Myth - Matthew Stewart - The Atlantic

The Management Myth - Matthew Stewart - The Atlantic | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

[...] What they don’t seem to teach you in business school is that “the five forces” and “the seven Cs” and every other generic framework for problem solving are heuristics: they can lead you to solutions, but they cannot make you think. [...]

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L'Innovazione Responsabile - 17-18 Maggio 2013 a Forlì

L'Innovazione Responsabile - 17-18 Maggio 2013 a Forlì | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it
PLENARIA DI CHIUSURA: Gunter Pauli - Blue Economy: 10 anni, 100 innovazioni, 100 milioni di posti di lavoro

Sab, 18/05/2013 - 18:15 - 19:45

 

Lectio Magistralis di: Gunter Pauli

Intervistato da: Luca De Biase

 

Evento di Chiusura della manifestazione e proseguimento con la NOTTE VERDE

Effettua l'iscrizione online all'evento

LuogoPiazzetta della MisuraForlì
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Rethinking Strategic Risk | Risk Management

Rethinking Strategic Risk | Risk Management | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

[...] One approach to master strategic risk in this changing environment—both in terms of focusing on fundamentals and managing the digital space—is to leverage “big data” and data analytics. In adopting and deploying data analytics, companies may be in a position to better monitor the vast information (and misinformation) available on the internet. This includes monitoring news, tips and rumors about competitors as well as following or influencing the changing tastes and demands of consumers. These tastes and demands are shaped by an ever wider set of influences and trends that can originate anywhere in the markets where companies choose to do business.

 

To assess and adequately address these digital age strategic risks, companies must look outside the traditional corporate structure to adopt more of an “outside-in” perspective in terms of assessing their strengths, challenges and opportunities. This means a new focus on gathering data and appreciating external perspectives from outside sources, whether it is customers, bloggers, information trendsetters or marketplace and security analysts. Big data analytics also raise new possibilities. Information gathered from a CEO’s direct reports no longer constitutes a sufficient first-line of defense in shaping a company’s risk profile. The data these executives supply are typically generated from an “inside-out” perspective and do not necessarily factor in the other avenues of information. [...]

 
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Why the Lean Start-Up Changes Everything - Harvard Business Review

Why the Lean Start-Up Changes Everything - Harvard Business Review | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

"But recently an important countervailing force has emerged, one that can make the process of starting a company less risky. It’s a methodology called the “lean start-up,” and it favors experimentation over elaborate planning, customer feedback over intuition, and iterative design over traditional “big design up front” development. Although the methodology is just a few years old, its concepts—such as “minimum viable product” and “pivoting”—have quickly taken root in the start-up world, and business schools have already begun adapting their curricula to teach them.


The lean start-up movement hasn’t gone totally mainstream, however, and we have yet to feel its full impact. In many ways it is roughly where the big data movement was five years ago—consisting mainly of a buzzword that’s not yet widely understood, whose implications companies are just beginning to grasp. But as its practices spread, they’re turning the conventional wisdom about entrepreneurship on its head. New ventures of all kinds are attempting to improve their chances of success by following its principles of failing fast and continually learning. And despite the methodology’s name, in the long term some of its biggest payoffs may be gained by the largecompanies that embrace it.


In this article I’ll offer a brief overview of lean start-up techniques and how they’ve evolved. Most important, I’ll explain how, in combination with other business trends, they could ignite a new entrepreneurial economy."


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«Falegnami contemporanei» La scelta di Zordan

«Falegnami contemporanei» La scelta di Zordan | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

[...] Il 2012 ha portato però una novità in casa Zordan. Il bisogno sentito fortemente dall’azienda era quello di trovare il modo per mantenere viva l’artigianalità collegandola a un futuro sostenibile. In collaborazione del giovane designer Andrea Francesconi, lo scorso anno è nato il progetto «Gemme di bosco» per un lusso a minimo impatto ambientale che si sta concretizzando proprio in questi mesi con il primo ordine. Di cosa si tratta lo spiega Marta Zordan, che è la responsabile del progetto: «Non abbiamo abbandonato il conto terzi lavoriamo ancora per negozi di alta gamma, fascia lusso. Ma abbiamo dato origine a «Gemme di bosco» per riscoprire la cultura del legno messa in crisi della crisi economica e dal consumismo di massa che ha abbandonato la natura. Questo per noi significa una nuova area di business con l’obiettivo di passare da un 100% terzisti a un 80% con 20% di linea propria». [...]

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SWART, swim in art

"Cultura pensiero studio progettazione confronto abilità
Attività essenziali per la crescita individuale e collettiva"

"Commercializzazione
Non come mera smania di vendere, ma come tassello finale
per continuare a sviluppare il proprio pensiero e la propria attività"


Pensiamo che ci sia molta ricchezza di pensiero e molto studio alla base di oggetti di designer che decidono di non appoggiarsi a brand noti per la produzione e diffusione dei loro prodotti.

Pensiamo che la produzione artigianale e l'autoproduzione abbiano un grande valore e che l'unione di questo mondo con l'innovazione e la creatività possano offrire prodotti di grande interesse.

Ci affascina la forza dei materiali "primi" come il legno, la ceramica, il ferro, il vetro. Il riuso intelligente e originale di oggetti in disuso, come componenti di prodotti nuovi.

Swart vuole "dare una possibilità in più" a questa realtà ovvero esserne uno strumento aggiunto di divulgazione. 

Meno restrizioni: non vogliamo vincolare i designer alla nostra piattaforma, per questo diamo la possibilità di "scalare" un proprio prodotto dalla vetrina nel caso abbiano la possibilità di venderlo attraverso un altro canale. Maggiore comunicazione: offriamo a ogni designer la possibilità di "collegare" la propria pagina personale ad altre pagine web a sè dedicate.

Chiediamo ai designer di "collegare" le proprie pagine web con Swart: questo link è una possibilità di visibilità in più per tutti gli espositori e per permettere alla piattaforma di divertare un riferimento dove trovare oggetti originali e di qualità. Tante forze unite tra loro possono fare qualcosa di più grande.

Vogliamo che Swart si distingua grazie alla selezione di prodotti simili sotto l'aspetto della qualità.Conosciamo i designer e le loro realizzazioni, perchè vogliamo farci garanti insieme a loro della lavorazione artigianale made in Italy e della qualità del prodotto.

Vogliamo unire la particolarità di questi prodotti con la comodità di un servizio e-commerce, la serietà di pagamento e di spedizione, perchè pensiamo che questo sia un'ottimo canale per la loro diffusione.

Qualità del servizio e del prodotto, per rendere Swart un'eccellenza e una garanzia per chi vuole unirsi in questa esperienza.

 
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Intranet e il catalogo (sognato) degli skill

Intranet e il catalogo (sognato) degli skill | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

Il fatto è che le competenze si comportano come il linguaggio, nel modo in cui Wittgenstein lo raffigurava nelle Ricerche filosofiche (ecco un riferimento tra i tanti): "Il nostro linguaggio può essere considerato una vecchia città: un dedalo di stradine e di piazze, di case vecchie e nuove, e di case con parti aggiunte in tempi diversi; e il tutto circondato da una rete di nuovi sobborghi con strade diritte e regolari, e case uniformi." (Ric. Fil, oss. 18)

 

Esistono skill perfettamente codificati, perché appartengono a una qualche pratica specialistica con un proprio linguaggio codificato (i sobborghi con le strade dritte nella metafora di Wittgenstein) e una propria storia consolidata nel tempo (pensiamo alla divisione accademica dei saperi). Ma ne esistono altri che possono emergere solo laddove una qualche forma di “contesto” ne faccia apparire alla nostra mente il profilo: conoscere perfettamente le strade di Barcellona è uno skill – eccome – per un pony express catalano.

 

Si potrebbe continuare a divagare, ma vorrei invece fermarmi per osservare come, in questo terreno così scivoloso e pieno di trappole si siano create nel tempo  due strade, una antica, l’altra recentissima, che affrontano il problema da due punti di vista diametralmente opposti:

l’approccio top-down, rappresentato da tutti i progetti più o meno tradizionali diskill matrix, ovvero la definizione delle competenze come un catalogo precostituito associato al proprio ruolo, secondo il tradizionale approccio delloskill management;l’approoccio bottom-up, rappresentato oggi nella sua forma migliore dallasezione skills di Linkedin, non a caso una sezione definita sperimentale, che consiste nella mappatura degli skill a partire da una raccolta non regolata di tutti gli utenti.
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La multinazionale investe in cambio di una scuola per artigiani, accade a Ferrara

La multinazionale investe in cambio di una scuola per artigiani, accade a Ferrara | Mind the Social - Business Gap | Scoop.it

Uno stabilimento industriale per la produzione di scarpe di lusso in cambio di una scuola di alta formazione professionale. È l’accordo che inaugura il nuovo anno, firmato da Louis Vuitton e Regione Emilia Romagna per la costruzione di un nuovo impianto della multinazionale francese alle porte di Ferrara. Dopo anni di addii da parte degli imprenditori stranieri, ecco un ritorno sul suolo italiano. Col valore aggiunto di nuovi posti di lavoro.

 

Come? I lavoratori manuali delle imprese locali fallite diventeranno maestri per una scuola aziendale di alto artigianato che avrà la sua sede principale nella città emiliana e che sarà gestita in collaborazione con gli enti pubblici locali e regionali, con il contributo del Fondo sociale europeo. In questo modo, le capacità artigianali già presenti sul territorio non verranno disperse. Anzi, saranno riutilizzate per tramandarle ai più giovani. Dall'azienda alla scuola, dalla scuola all'azienda.


Dietro l’accordo, c’è il lussuoso marchio italiano Manifattura Berluti che fa parte del colosso francese del lusso Lvmh. Settanta persone sono già state assunte. Di cui 48 nella scuola aziendale. Il progetto dello stabilimento prevede un organico di 216 persone, delle quali 195 saranno operative dal 2014 [...]


Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/louis-vuitton-ferrara#ixzz2OBiAiXx9

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