Med News
6.9K views | +0 today
Follow
Med News
Pillole mediche (e non solo)
Your new post is loading...
Your new post is loading...
Rescooped by Roberto Insolia from Amazing Science
Scoop.it!

Le potenzialità dell'immunoterapia

Le potenzialità dell'immunoterapia | Med News | Scoop.it
Immunotherapy is maintaining its momentum in clinical development programs, with explorations under way in many tumor types, including breast and lung cancers previously considered poor candidates for such modalities.

> See Table 1. Novel Active Immunotherapies in Late-Stage Development

 

In the past, breast tumors typically were not considered immunogenic, but research advances indicate the opposite. Mary L. Disis [chief co-investigator of the Cancer Immunotherapy Trials Network] believes that the immune system can be stimulated not only to treat breast cancer but also to prevent relapse.

 

Disis also has been working on a vaccine that targets HER2/neu, the protein overexpressed in at least 25% of all breast cancers.

 

Thomas F. Gajewski [president of the Society for Immunotherapy of Cancer] has led and participated in clinical investigations of several immunotherapy strategies involving melanoma.

 

Although many companies are developing immunotherapies, MIchael D Becker [financial analyst, investor, and biotechnology entrepreneur on oncology drug development] said access to investment capital remains dicey for smaller biopharmaceutical companies

 

Leonard G. Gomella, MD, has conducted extensive research into the use of immunotherapy in patients with prostate cancer.

 

Robert L. Kirkman, MD, formerly chief of the Division of Transplantation at Brigham and Women’s Hospital in Boston, Massachusetts, has been a biopharmaceutical executive since the late 1990s. In 2006, he took the helm of Oncothyreon

 

Oncothyreon has in its portfolio a vaccine for non-small cell lung cancer, a difficult disease state for immune-based therapies. <


Via Dr. Stefan Gruenwald
more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

HIV e farmaci antiretrovirali: linee guida del Ministero della Salute

HIV e farmaci antiretrovirali: linee guida del Ministero della Salute | Med News | Scoop.it

Fermo restando che si debba nel futuro cercare una cura definitiva contro l'HIV [ http://goo.gl/RoQlD ], nel frattempo è importante gestire al meglio la somministrazione dei farmaci antiretrovirali, dimostratisi efficaci nel controllare la progressione della malattia.

La Commissione Nazionale per la lotta contro l’AIDS ha quindi approvato le nuove linee guida in materia di somministrazione degli antiretrovirali, rivolte sia ai medici specialisti che seguono i pazienti HIV positivi sia alle associazioni degli stessi malati.

more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

Una sedia dell'Ottocento per il Parkinson

Una sedia dell'Ottocento per il Parkinson | Med News | Scoop.it

Abbiamo visto come, con le tecnologie molecolari più all'avanguardia, si stiano conducendo complessi studi riguardo agli effetti della genetica sull'anatomia dei centri dell'apprendimento e della memoria nel nostro cervello, con le relative implicazioni per le malattia neurodegenerative [ http://goo.gl/3C2v0 ]; fa quindi un certo effetto leggere in un recente articolo scientifico come un vecchio presidio terapeutico per i pazienti con malattia di Parkinson sia stato oggi rivalutato. Stiamo infatti parlando della "sedia vibrante", sviluppata dal neurologo francese Jean-Martin Charcot alla fine dell'Ottocento, per alleviare i tremori tipici dei pazienti con Parkinson.
Tutto era nato da quanto gli stessi pazienti raccontavano a Charcot, cioè degli apparenti benefici che essi avevano dopo lunghi e scomodi viaggi in carrozza oppure in treno. Ecco quindi che il medico mise a punto una sedia che potesse simulare quelle scomodità di viaggio, potendo quindi ridurre i dolori e i disagi tipici della malattia di Parkinson. Effettivamente i primi risultati sembravano incoraggianti, ma con la morte di Charcot non ci fu la possibilità di allargare la casistica di studio - come si direbbe oggi.
E' quindi quanto è stato fatto da un gruppo di ricercatori del Rush University Medical Center di Chicago, mimando il protocollo terapeutico di Charcot in 23 pazienti affetti da Parkinson. In realtà sono stati evidenziati dei miglioramenti, per quanto riguarda lo stato di affaticamento, d'ansia e del sonno nottorno, sia nei pazienti trattati sulla sedia vibrante che nei controlli, trattati sulla medesima sedia nella quale però non era stata attivata la vibrazione. Sembra quindi che un effetto placebo o comunque qualcos'altro, non direttamente legato al moto vibratorio della sedia, possa essere responsabile dei benefici registrati nei pazienti parkinsoniani. L'aspetto significativo di questo studio è comunque dato dall'indicazione di una possibile strada terapeutica da approfondire per questi malati.

more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

Il sequenziamento del tumore per migliorare le terapie

Il sequenziamento del tumore per migliorare le terapie | Med News | Scoop.it

Tanto è importante individuare precocemente un tumore quanto è trovarne i suoi punti deboli, per ottimizzare le terapie.
Attraverso le nuove tecnologie di sequenziamento del tessuto tumorale è possibile indagare le regioni codificanti (geni) del DNA, alla ricerca non solo delle singole mutazioni ma di specifici background genetici, in grado di conferire particolari caratteristiche (spiccata aggressività, resistenza a qualche farmaco) al tumore. Lo studio partito dal tessuto tumorale prostatico, cresciuto nel modello animale, è poi stato trasferito a due pazienti, rispettivamente con melanoma e tumore al colon. Oltre 20.000 geni sono stati sequenziati, partendo sia dal tessuto tumorale che da quello sano: è stato quindi possibili individuare specifiche alterazioni nel DNA, associate alle crescita tumorale.
Con un occhio ai costi, ai tempi di analisi e al reale impatto terapeutico, si pensa che entro 5-10 anni questo approccio possa essere applicabile al letto dei pazienti.

more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

L'informatica aiuta a prevenire il tromboembolismo venoso

L'informatica aiuta a prevenire il tromboembolismo venoso | Med News | Scoop.it
Talvolta può accadere, in una vena profonda, che un gruppo di piastrine si aggreghi a seguito della presenza di fibrina, formando un trombo (tromboembolismo venoso); c'è quindi il rischio che si possano staccare dei frammenti del trombo che vanno a fermarsi nel circolo polmonare, causando la temuta complicanza dell'embolia polmonare. E' noto come i pazienti allettati a seguito di gravi traumi siano ad alto rischio di tromboembolismo venoso; una delle sfide terapeutiche più importanti per i medici è infatti quella di trovare la profilassi migliore - dall'assunzione di anticoagulanti, alla compressione degli arti inferiori - per prevenire queste complicazioni nei pazienti a più alto rischio. A partire dal 2008, presso la Johns Hopkins Medicine di Baltimora è attivo un protocollo decisionale, in merito alla prevenzione del tromboembolismo venoso, che attraverso la compilazione di una checklist informatizzata aiuta il medico a scegliere il migliore supporto terapeutico nei pazienti traumatizzati. E i risultati appena pubblicati su 1599 pazienti sono confortanti: se i casi di embolia polmonare sono rimasti pressochè costanti, si è invece registrata una riduzione del 90% dei casi di tromboembolismo venoso agli arti inferiori. Il programma informatico è stato già messo a punto, certamente si dovrà ampliare la casistica per confermarne l'efficacia, ma poi i costi per un'eventuale introduzione dello stesso nella pratica clinica quotidiana potranno essere minimi, a fronte di enormi vantaggi in termini di salute pubblica.
more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

Stop all'HIV

Stop all'HIV | Med News | Scoop.it

“Le terapie antiretrovirali per tenere sotto controllo l'infezione da HIV sono ormai disponibili, e funzionano”, dichiara Françoise Barré-Sinoussi, presidente dell'International Aids Society [ http://goo.gl/H16Bd ]. Si stima infatti che attraverso l'impiego dei farmaci di ultima generazione il tasso annuale di mortalità per HIV sia sceso del 75% negli Stati Uniti, con oltre 700.000 vite salvate nel 2010 considerando l'impiego dei farmaci retrovirali anche nei paesi meno ricchi. Tuttavia prosegue Barré-Sinoussi, “ancora oggi meno della metà delle persone ammalate riesce ad assumere questi farmaci, per le condizioni socio-economiche in cui vive. Inoltre queste medicine hanno effetti collaterali e devono essere prese quotidianamente” [ http://goo.gl/mH5JF ].

Ecco quindi che alla conferenza internazionale AIDS 2012, attualmente in corso a Washington, si guarda al futuro con un approccio diverso, volendo ora trovare una cura definitiva e sicura contro l'infezione da HIV, che sia economica e accessibile dovunque nel mondo.

In realtà, ricercatori negli ultimi anni si sono concentrati sull'ottimizzazione delle terapie farmacologiche e sulla messa a punto di un vaccino per la malattia; solo pochi gruppi hanno portato avanti progetti mirati ad individuare “la cura” definitiva. La conferenza AIDS 2012 annuncia che è ora giunto il momento di aumentare gli sforzi, sia finanziari che nel numero di ricercatori coinvolti su questo fronte, per eradicare l'infezione da HIV nel mondo.

more...
No comment yet.
Scooped by Roberto Insolia
Scoop.it!

Tumori: prima la mutazione genetica o la resistenza?

Tumori: prima la mutazione genetica o la resistenza? | Med News | Scoop.it

Una delle principali caratteristiche della cellula tumorale è data dall'alto tasso di mutazioni genetiche a cui può andare incontro il suo genoma: questo meccanismo è alla base della comparsa, per esempio nel corso di una terapia farmacologica, di "nuove" cellule tumorali, resistenti a quel farmaco, e quindi in grado di evitare l'eradicazione del tumore stesso. Recentemente un gruppo di ricercatori si è chiesto se in realtà, alla base di tutte le resistenze farmacologiche dei tumori, vi fosse una pregressa mutazione genetica, oppure in qualche modo il processo potesse accadere al contrario. Cioè, viene prima la mutazione genetica o la resistenza di per sè?
Non è una domanda di poco conto, in quanto l'obiettivo delle terapie è proprio quello di prevenire la comparsa delle resistenze, e quindi è importante capire quando e soprattutto verso quale aspettto dell'attività del tumore ottimizzare le terapie farmacologiche. Infatti, se insorgesse sempre prima la mutazione genetica rispetto alla resistenza, ecco che bisognerebbe combattere il meccanismo molecolare che tende a modificare il DNA della cellula tumorale. Se invece, tutto non iniziasse con una resistenza su base genetica, ma fosse dovuto a una sorta di flessibilità biochimica e metabolica propria della cellula tumorale, in grado di adattarsi alle nuove condizioni, quali la risposta immunologica dell'ospite oppure la comparsa di un farmaco nel sangue, ecco che potrebbe essere di scarso successo concentrare le terapie direttamente sul DNA. I ricercatori hanno portato dati a supporto della seconda ipotesi che quindi - almeno in alcune situazioni - può rappresentare il subdolo, e talvolta vincente, processo messo in atto dal tumore. Questo, come altri studi, vanno inquadrati nell'ottica di comprendere tutti i meccanismi e i punti deboli del cancro, oltre che di individuarne le singole mutazioni, al fine di avere terapie sempre più mirate ed efficaci [ http://goo.gl/wngqG ].

more...
No comment yet.