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Ricerca open access per Cariplo

Ricerca open access per Cariplo | Med News | Scoop.it
Roberto Insolia's insight:
La Fondazione Cariplo abbraccia la filosofia dell'open access: è infatti la prima fondazione italiana di origine bancaria con una policy che renderà accessibili i risultati di quei progetti, direttamente finanziati nell’ambito della ricerca scientifica.In questo modo la Fondazione Cariplo entra nel MedOANet - Mediterranean Open Access Network - un progetto biennale (2012-2014) finanziato dalla Commissione Europea che si propone di ottimizzare le modalità di gestione dei dati, ottenuti attraverso ricerche open access, in sei paesi (Francia, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Turchia) dell'area mediterranea.
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La scoperta top del 2012: il bosone di Higgs

La scoperta top del 2012: il bosone di Higgs | Med News | Scoop.it
This epic year for science saw the discovery of the Higgs boson and Curiosity’s arrival on Mars, but researchers also felt the sting of austerity.
Roberto Insolia's insight:

Nature ma anche la rivale Science http://goo.gl/w0ZgU

questa volta sono d'accordo: il tanto agognato bosone di Higgs rappresenta la scoperta più importante dell'anno appena concluso. Ipotizzata per la prima volta 40 anni fa, ma mai osservata sperimentalmente fino al 2012, è la particella chiave per spiegare l'esistenza di tutte le altre particelle elementari. La "particella di dio", come era stata soprannominata, è quella che conferisce massa a tutta la materia. La sua scoperta ha richiesto ingenti sforzi: il lavoro di migliaia di ricercatori e di un enorme acceleratore di particelle - il Large Hadron Collider (LHC) http://goo.gl/1qfBy

 costato più di quattro miliardi di euro - sono stati infatti necessari.

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Il web in Africa

Il web in Africa | Med News | Scoop.it
UbuntuNet è un progetto congiunto fra Europa e 5 stati dell'Africa volto a supportare un'efficiente comunicazione web, nel campo dell'educazione e della ricerca, sul continente africano. Inizialmente la Comunità Europea ha finanziato l'80% del progetto, ma dal 2015 UbuntuNet sarà completamente gestito dagli stati africani. Da una parte il progetto vuole consolidare l'insegnamento sul campo dell'ingegneria informatica, dall'altra aiuterà i ricercatori africani che si occupano del miglioramento delle colture agricole, dei cambiamenti climatici e dello sviluppo di energie alternative.
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La Scienza interroga la politica

La Scienza interroga la politica | Med News | Scoop.it

Un gruppo di giornalisti, blogger, ricercatori e cittadini chiede ai candidati alle primarie del centrosinistra di dichiarare la loro posizione concreta in merito a:

rilancio della ricerca in Italia

sicurezza del territorio

politiche energetiche

fecondazione assistita

OGM

medicine alternative

 

Gruppo Facebook "Dibattito Scienza" http://goo.gl/mdhOu

 

 

 

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The Impact of Open Access and Social Media on Scientific Research | Journal of Participatory Medicine

The Impact of Open Access and Social Media on Scientific Research | Journal of Participatory Medicine | Med News | Scoop.it
Traditionally, research papers undergo peer review before publication. Two trends, open access and social media, are changing the peer review process.

Via antonella esposito, Lina Morgado
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L'open access scientifico chiesto direttamente a Obama

L'open access scientifico chiesto direttamente a Obama | Med News | Scoop.it

Negli Stati Uniti, il Federal Research Public Access Act sta proseguendo il suo iter per l'approvazione attraverso il Congresso; lo scopo è quello di rendere completamente libero l'accesso ai dati scientifici delle ricerche finanziate con fondi pubblici, addirittura entro sei mesi dalla loro iniziale pubblicazione. E in Inghilterra, un parere favorevole sulla linea dell'open access è stato espresso dallo stesso ministro della Ricerca Scientifica, David Willets [ http://alturl.com/ygaa2 ].

Ora, i cittadini americani e non sono invitati a sottoscrivere una petizione on line, per sottoporre la questione direttamente al presidente Obama. C'è infatti fermento per questo spinoso aspetto dell'attività di ricerca; tanto che John Holdren, consulente personale del presidente in materia di scienza e tecnologia, sta portando avanti una serie di incontri con le amministrazioni e i sostenitori dell'open access scientifico [ http://alturl.com/sbuzy ]. Tutto questo sembra dimostrare una concreta sensibilizzazione al problema da parte delle alte sfere politiche, in realtà non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa.

Intanto l'obbiettivo della petizione on line al presidente Obama è quello delle 25.000 firme; ne mancano poco meno di 5.000.

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Biobanche: quali doveri nei confronti dei donatori?

Biobanche: quali doveri nei confronti dei donatori? | Med News | Scoop.it

- Il DNA è il mio, e miei sono i risultati – questo potrebbe essere il motto alla base della nuova politica del National Institutes of Health (NIH) negli Stati Uniti, in materia di gestione dei risultati scientifici. Da alcuni anni ormai, previo consenso da parte dei singoli soggetti, per ogni studio genetico i campioni di DNA sono raccolti e conservati in biobanche dedicate; in questo modo possono essere prodotti dei dati scientifici, in merito alla specifica ricerca per la quale sono stati raccolti i campioni. Tuttavia, con il progressivo aumento degli studi di genomica, può capitare che in anni successivi, attraverso studi indipendenti da quello originario, si possano scoprire nuove informazioni, "accessorie e/o fortuite" rispetto agli scopi del primo studio. Cosa è meglio fare in questi casi? Per esmpio, è opportuno comunicare , la presenza di un marcatore genetico che si può associare all'innalzamento del colesterolo, dopo che il DNA è stato raccolto anni prima per uno studio di tutt'altro genere?
Secondo una commissione, appositamente creata dall'NIH per discutere la materia, le biobanche e i ricercatori, di volta in volta coinvolti negli studi genetici, devono farsi carico di comunicare i nuovi risultati agli iniziali donatori del materiale biologico. "Se riteniamo che l'informazione possa avere delle importanti implicazioni cliniche per il soggetto, è giusto farlo presente", è quanto sostiene Leslie Biesecker, ricercatrice al National Human Genome Research Institute di Bethesda. Certo è che nel passato gli studi di genetica su un numero elevato di campioni erano rari, mentre "oggi, con la tecnologia a disposizione per sequenziare il genoma, la mole di dati disponibile per ogni individuo cresce sempre di più", ammonisce James Evans, editore della rivista scientifica Genetics in Medicine che ha dedicato un numero intero al dibattito sulla materia.
E proprio il fatto che l'acquisizione di dati genetici individuali è ormai la base routinaria di moltissimi studi, deve essere considerato in relazione agli sforzi, al tempo e al reale impatto sulla salute che sarebbe legato al contattare ogni persona, per comunicare un certo risultato genetico, non sempre di chiaro significato quando riferito al singolo individuo e non all'intera popolazione di studio. In questo senso, Ellen Wright Clayton, pediatra e avvocato al Center for Biomedical Ethics and Society della Vanderbilt University di Nashville, pensa che "sia stato un peccato che l'NIH non abbia anche considerato i costi di questa scelta; attualmente i soldi per la ricerca sono pochi e la decisione di contattare a tappeto ogni individuo che ha lasciato il proprio DNA per uno studio, potrebbe alla lunga andare a scapito delle stesse ricerche".

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Bilanci di scienza

Bilanci di scienza | Med News | Scoop.it

E' tempo di fare bilanci; ma di tipo economico. Ed ecco che in Spagna, il Ministero della Ricerca Scientifica di fatto scompare, venendo accorpato al Ministero dell’Economia; inoltre, i fondi per la ricerca e lo sviluppo subiscono una riduzione del 7%. Questo sebbene nell’ultimo decennio la Spagna abbia investito molto in attività scientifica e infrastrutture nel campo della ricerca cardiovascolare e tumorale. Il successo che certamente all’inizio c’è stato, con un concreto ritorno economico, non si è tuttavia dimostrato duraturo e, alla lunga, neonati centri di ricerca spagnola hanno prima assunto e poi licenziato un numero consistente di persone. Ovviamente, questa situazione non è relativa solo alla penisola iberica ma, in misura più o meno seria, interessa tutti gli stati europei.
E che siano tempi - economicamente - duri, è dimostrato anche dalla campagna di boicottaggio nei confronti della casa editrice scientifica Elsevier. Il promotore dell’iniziativa è il matematico Timothy Gowers [ http://goo.gl/YQthU ], secondo il quale Elsevier applica delle tariffe troppo alte di abbonamento alle sue riviste scientifiche, con dei vincoli commerciali molto penalizzanti per le biblioteche che desiderano abbonarsi alle sue pubblicazioni. Non ultimo, Elsevier è piuttosto contraria alla politica “open access”, che prevede l'accesso pressochè libero agli articoli pubblicati sulle riviste scientifiche. E il fatto che tutto questo interessi molti i ricercatori è dimostrato dalle oltre 5.000 firme raccolte ad oggi a favore della campagna The Cost of Knowledge [ http://goo.gl/dvxML ].

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Science: le 10 scoperte scientifiche dell’anno

Science: le 10 scoperte scientifiche dell’anno | Med News | Scoop.it

L'efficacia dei farmaci antiretrovirali nell'HIV, in quanto i sieropositivi che li assumono hanno il 96% di possibilità in meno di trasmettere il virus ai loro partner. Quindi che questi farmaci si dimostrano efficaci sia nel trattamento che nella prevenzione dell'infezione da HIV.
Ecco cosa mette al primo posto la prestigiosa rivista Science per quanto riguarda le migliori ricerche scientifiche dell'anno 2011. Poi, si va nello spazio, o meglio viene celebrato il travagliato ritorno sulla Terra della navicella giapponese Hayabusa, con campioni di polvere prelevati direttamente da un grande asteroide. Questa polvere conferma che i meteoriti ritrovati sulla Terra hanno origine proprio da questi grandi asteroidi, detti di tipo S. E poi, il puzzle del nostro genoma: il moderno Homo sapiens ha ereditato varianti del DNA, presenti negli uomini primitivi quali i Neanderthal e i Denisoviani. Il tutto confermato dallo studio dei fossili di Australopithecus sediba, ritrovato in Sudafrica, che ha evidenziato tratti caratteristici dell’uomo moderno.

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Informare bene: la malattia di Alessandro Liberati

Roberto Insolia's insight:
Alessandro Liberati, medico, ricercatore, malato. Un video che ripercorre la sua storia e che rappresenta il suo desiderio di farci riflettere, con tono serio ma anche ironico, su quei temi fondamentali - comunicazione corretta, rispetto per il malato, rigore scientifico - che riguardano tutti noi.
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Rita Levi Montalcini in immagini

Rita Levi Montalcini in immagini | Med News | Scoop.it
Roberto Insolia's insight:

"Non conta quanto si è vissuto, ma il messaggio che si è dato", Rita Levi Montalcini (1909-2012)


"Ci ha lasciato una nobilissima donna dall'esile figura ma in realtà un gigante enorme della scienza": così Lamberto Maffei, presidente dell'Accademia dei Lincei, la ricorda.

E la nipote Piera: "Studiava sempre anche negli ultimi tempi".

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Telethon: Io Esisto

Telethon: Io Esisto | Med News | Scoop.it
"Io esisto" è lo slogan Telethon della raccolta fondi 2012 per la ricerca. Quest'anno la campagna sarà presente anche nelle scuole, attraverso un'iniziativa concordata con il Miur: "Scaricando da internet dei programmi appositamente creati, gli insegnati potranno infatti presentare agli studenti degli aspetti didattici in merito alla ricerca scientifica", spiega il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. Inoltre Facebook, attraverso l'applicazione Faccia da Telethon http://goo.gl/NP8TD pubblicherà online le foto e le testimonianze di pazienti e ricercatori, tutti sostenitori della fondazione. Per offrire un contributo alla ricerca sulle malattie genetiche rare, si può donare on line sul sito web http://goo.gl/POxZc oppure inviando un sms al 45507 con il costo di 2 Euro.
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La scienza in Italia secondo Nature

La scienza in Italia secondo Nature | Med News | Scoop.it

La rivista scientifica ha pubblicato un duro editoriale contro la scarsa considerazione della politica verso la ricerca.


Via Giovanna Marsico
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H5N1: alla fine è stato pubblicato

H5N1: alla fine è stato pubblicato | Med News | Scoop.it

Da oltre 6 mesi la comunità dei virologi è l'opinione pubblica stanno discutendo in merito alla pubblicazione o meno dei dati scientifici (potenzialmente pericolosi per la salute pubblica) riguardo a H5N1: è questo il virus dell’influenza aviaria che infetta il pollame di molti paesi, e che in alcuni rari casi può trasmettersi in modo letale all'Uomo [ http://alturl.com/jfesa ].

Ora, è stato appena pubblicato lo studio nel quale si dimostra che la comparsa spontanea di 5 specifiche mutazioni nel genoma di H5N1 permette la trasmissione del virus per via aerea tra i furetti. Questo è certamente un dato importante, che cambia lo scenario sulla trasmissione della malattia; si pensava infatti che H5N1 dovesse prima ricombinare il proprio DNA con quello di un altro virus dell'animale ospite per scatenare un'infezione. In realtà, questo passaggio non sembra essere necessario.

Il punto è che 5 mutazioni non sono poi molte; sebbene non si sappia se le mutazioni fino ad ora individuate siano sufficienti per favorire la trasmissione dell'infezione da Uomo a Uomo, è stato statisticamente calcolato che queste varianti genetiche potrebbero insorgere spontaneamente nei mammiferi - quindi non solo in laboratorio attraverso l'azione dei ricercatori, come dimostrato per pubblicare questi dati. Tutto quanto non può che mettere un po' in allarme l'opinione pubblica. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, si inserisce quindi in un “numero speciale” [ http://alturl.com/ci9vk ] in cui si discute più in generale dei rischi che queste mutazioni possano verificarsi spontaneamente in natura, con possibili implicazioni in termini di bioterrorismo. In realtà, dove effettivamente possano portare questi risultati scientifici è ancora tutto da capire; certo è che ormai non ci sono più veti burocratici sulla sperimentazione scientifica di H5N1 e quindi non rimane che il buonsenso e lo scrupolo di noi Uomini a guidare queste ricerche.

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Dati scientifici pubblici in Inghilterra

Dati scientifici pubblici in Inghilterra | Med News | Scoop.it

Abbiamo visto come negli Stati Uniti sia in corso una complessa diatriba in merito alla regolamentazione della conoscenza scientifica e quindi dell'accesso pubblico ai risultati delle ricerche stesse: tanto che il National Institute of Health americano ha deciso di rendere completamente consultabili, entro un anno dalla pubblicazione, tutti i dati scientifici delle ricerche finanziate con fondi pubblici [ http://goo.gl/PygYY ]. Ora, anche in Inghilterra il movimento “open access” ha raggiunto le alte sfere politiche: il ministro della Ricerca Scientifica David Willets ha infatti annunciato la volontà di rendere liberamente consultabili i dati delle ricerche finanziate con fondi anglosassoni.

“Consentire a tutti di accedere a ciò che è stato finanziato con soldi pubblici, rappresenterà una nuova era nel campo della ricerca accademica, ponendo l'Inghilterra in prima linea nel campo della scienza open access”, scrive orgogliosamente sul Guardian il ministro. Al momento, due sembrano essere le strade percorribili dall'amministrazione inglese: gli stessi finanziatori delle ricerche potrebbero farsi carico dei costi di pubblicazione; oppure gli editori delle riviste scientifiche potrebbero esercitare, solo per un limitato periodo, un diritto di consultazione non-open sulle pubblicazioni, per poi liberalizzarne l'accesso. “E' certamente una sfida, perchè la possibilità di garantire un accesso libero ai risultati delle ricerche non deve andare a discapito della qualità e del rigore scientifico delle stesse”, conclude il ministro Willets.

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H5N1 e l’influenza aviaria: pubblicare o non pubblicare?

H5N1 e l’influenza aviaria: pubblicare o non pubblicare? | Med News | Scoop.it

H5N1 è il virus dell’influenza aviaria che infetta il pollame di molti paesi, soprattutto asiatici, e che in alcuni rari casi può trasmettersi all'Uomo, risultando molto letale. Si sa che nell'ultimo anno due gruppi di ricerca indipendenti sono riusciti a modificare geneticamente il virus, creando un ceppo molto più contagioso per i mammiferi, con lo scopo chiaramente clinico di studiare meglio l'evoluzione dell'infezione in animali da laboratorio, più vicini all'Uomo. Tuttavia la cosa è molto delicata.
E' infatti (più o meno latente) la preoccupazione che qualche errore sperimentale nei laboratori possa poi avere conseguenze disastrose per la popolazione, vista l’estrema virulenza del nuovo ceppo; così come aleggia lo spettro dei bio-terroristi che potrebbero usare i dati scientifici per costruire delle arme biologiche. Tanto che a dicembre il National Science Advisory Board for Biosecurity (NSABB), cioè il comitato che si occupa della sicurezza biologica negli Stati Uniti, aveva esplicitamente chiesto alle riviste scientifiche Nature e Science, candidate alla pubblicazione delle due ricerche, di non essere troppo dettagliate negli articoli, rendere noti solo i riassunti delle ricerche stesse. Tuttavia l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), attraverso un gruppo interno di esperti in bio-sicurezza, ha poi deciso di permettere la pubblicazione dei dati completi, una volta fatte alcune ulteriori verifiche sperimentali. Allora il NSABB è ritornato alla carica, ribadendo le sue iniziali riserve sulla “delicatezza” di questi dati, pur dichiarandosi pronto a un confronto scientificamente costruttivo (e socialmente sicuro) [ http://goo.gl/zKdgJ ].
Ora, è stata appena pubblicata un’ampia revisione di questo dibattito - scientifico, ma non solo, viste le potenziali implicazioni. E comunque il parere dell’OMS, nel permettere la pubblicazione dei dati finali su H5N1, è stato che “i rischi terroristici sono inferiori ai vantaggi che possono derivare dalla pubblicazione completa delle ricerche, che potrebbero avere importanti e benefici sviluppi con la messa a punto di nuovi vaccini e farmaci contro questa infezione”.

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Il peggio scientifico del 2011

Il peggio scientifico del 2011 | Med News | Scoop.it

Per cercare di non ripetere ciò che è stata cattiva scienza nell’anno appena finito, ecco una revisione in merito, proposta dalla rivista The Scientist. Il primo che viene citato è Diederik Stape, ex preside della facoltà di Scienze Sociali e Comportamentali all’Università di Tilburg in Olanda. Lo studioso ha sì pubblicato nella sua lunga carriera innumerevoli studi, anche piuttosto innovativi, su importanti riviste. Il punto è che molti dei suoi dati sono stati semplicemente inventati, allo scopo di pubblicare!
La ricercatrice Judy Mikovits, ex (anche lei, ovviamente) direttrice del Whittermore Peterson Institute in Nevada, è stata addirittura arrestata, dopo che nel 2009 aveva pubblicato su Science uno studio in merito al legame tra la sindrome da fatica cronica e l'infezione da un virus murino della leucemia. Ma non si è mai riusciti a replicare quei dati, Science ha ritirato l'articolo incriminato, e la Mikovits si è portata via tutti i dati dello studio, teoricamente di proprietà del suo ex posto di lavoro: ed ecco che arrivato l'arresto per lei.
E' ricordata purtroppo anche la biostatistica Paola Sebastiani, in merito alla scorretta identificazione di 19 varianti genetiche legate alla longevità. Tuttavia in questo caso, non sembra esserci stata una cattiva fede, bensì errori metodologici nell'esecuzione della ricerca. Gli stessi ricercatori hanno quindi deciso di ritirare l'articolo.

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