I prioni nel lievito | Med News | Scoop.it

E' stato lungo e complesso il dibattito su cosa siano realmente i prioni. Oggi sappiamo che forme anomale della proteina prionica, fisiologicamente presente nei neuroni, possono precipitare in aggregati insolubili, andando ad alterare le funzioni cerebrali; sappiamo anche che questa anomalia strutturale è trasmissibile da una proteina all'altra, assomigliando molto a un tipico meccanismo di infezione patogena. Si ritiene che i prioni siano alla base dell'encefalopatia spongiforme dei bovini e di una forma di malattia di Creutzfeldt-Jacob nell'Uomo. Ma il punto è, i prioni sono solamente nocivi?
E' stato ora pubblicato uno studio che cerca di dare la risposta (definitiva?), studiando il comportamento dei prioni nelle cellule di lievito, un fungo unicellulare molto usato in laboratorio. In oltre un terzo dei 700 ceppi selvatici del fungo, raccolti in tutte le regioni del mondo, sono state identificate delle proteine prioniche, di cui due note varianti sono risultate presenti rispettivamente in 10 e 6 ceppi diversi di lievito. Viene sì confermato l'effetto negativo dei prioni sull'attività cellulare ma nel 40% dei casi le cellule infettate di lievito risultano resistere agli acidi e ad alcune tossine. Come se la proteina prionica facesse "qualcosa di buono" alla cellula ospite, modificando per esempio l'espressione di alcuni geni quando serve adattarsi a condizioni di crescita avverse. Ma questa azione è comune a tutte le varianti prioniche? Per capire meglio questi aspetti sarà necessario estendere le ricerche ad altri organismi pluricellulari, utilizzati comunemmente in laboratorio come modelli.