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Pillole mediche (e non solo)
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L'obesità oggi in Italia

In Italia, più di quattro adulti su dieci sono in eccesso ponderale (cioè in sovrappeso oppure obesi); questa condizione è più comune con l’avanzare dell'età ed è più frequente negli uomini. Sebbene a più della metà delle persone in eccesso ponderale il medico abbia consigliato di sottoporsi a una dieta, tuttavia l’attenzione degli operatori sanitari è principalmente rivolta alle persone obese e meno a quelle in sovrappeso. È quanto emerge dall'ultimo rapporto di sorveglianza nazionale Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia). Il sovrappeso e l'obesità sono di per sè fattori che aumentano il rischio di morte prematura; inoltre sono quasi sempre associati a ridotta attività fisica e ipertensione, con effetti ancora più dannosi per la salute http://goo.gl/IgQQk

Si veda anche Il Progetto Cuore http://goo.gl/jYbOl

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Diventiamo grassi dal cervello

Diventiamo grassi dal cervello | Med News | Scoop.it

A livello dell'ipotalamo infatti, gli ormoni leptina e insulina trasmettono il senso di sazietà, che poi ci fa smettere di mangiare. Se la ricezione di questo segnale chimico non avviene correttamente nel nostro cervello, si continua invece ad avere fame, nonostante le cellule del nostro organismo non abbiano più bisogno di assumere energia metabolica, con conseguente rischio di sovrappeso.
Da un po' di tempo i ricercatori avevano concentrato l'attenzione sul gene Bdnf (brain derived neurotrophic factor), già legato all’aumento di peso sia negli animali da laboratorio che nell’Uomo. Ora è più chiaro il meccanismo di azione di Bdnf: questo gene, nel passaggio intermedio verso la sintesi del suo prodotto finale - un fattore di crescita – può essere trascritto con un RNA messaggero più o meno lungo. Quando la forma più lunga risulta assente, ecco che la sintesi del fattore di crescita avviene solo nella parte centrale del neurone, e non anche nelle sue ramificazioni. Tuttavia, sono proprio queste propaggini cellulari le responsabili della trasmissione chimica del segnale da un neurone all'altro: sembra quindi che pur in presenza di leptina e insulina, i silenziatori della fame, si vada avanti a ingerire il cibo perchè viene a mancare la trasmissione del corretto segnale all'interno del nostro cervello.
Perciò, alcune differenze di peso individuali, e soprattutto l'estrema difficoltà a iniziare e mantenere una dieta, potrebbero avere una base genetica. Chiarire questi meccanismi biologici può essere il primo passo per sviluppare dei farmaci in grado per esempio di favorire la sintesi della forma più lunga di Bdnf, quella efficace nella trasmissione del senso di sazietà.

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Obesità infantile: coinvolti i geni OLFM4 e HOXB5

Obesità infantile: coinvolti i geni OLFM4 e HOXB5 | Med News | Scoop.it

Dopo gli studi sul recettore di crescita BDNF, responsabile della trasmissione del segnale di “sazietà” a livello dell'ipotalamo [ http://goo.gl/TbwWE ], sono ora presentati i risultati di un grosso studio su quasi 13.000 bambini, volto a identificare le basi genetiche dell'obesità infantile [ http://goo.gl/bo8OJ ].
E' questa la prima ricerca che si concentra sui bambini in sovrappeso, ma senza alcuna altra patologia che ne possa spiegare la causa. Certamente gli stessi fattori di rischio (quali alimentazione e vita sedentaria) esistenti per l'obesità dell'adulto sono validi anche nel bambino, tuttavia studi sui gemelli hanno suggerito l'esistenza di qualcos'altro su base genetica. Lo studio, partito dal Children's Hospital di Philadelphia, al momento ha confrontato il DNA di circa 5.530 bambini obesi con quello di 8.318 bambini con peso e indici di massa corporea (BMI) nella norma. Due geni in particolare (OLFM4 e HOXB5), fino a ora mai implicati direttamente nell'obesità, sono stati significativamente associati al rischio di essere sovrappeso, a partire dall'infanzia. Come sempre in questi casi, l'identificazione di nuovi geni correlati con il fenotipo di interesse - qui, l'obesità - rappresenta solo il primo passo: da ora, bisognerà confermare questi dati e capire cosa fanno realmente questi geni per portare in alcuni casi a un aumento patologico del peso corporeo.

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